Cerca nel web

domenica 10 gennaio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 10 gennaio.
Il 10 gennaio 1814 nasce a Bologna Paolo Bovi Campeggi.
Nacque da Antonio e Maria Dalla Casa, famiglia di negozianti appartenente a quella borghesia bolognese che aveva aderito alle istituzioni napoleoniche. Giovane studente del patrio ateneo, si trovò implicato in agitazioni che lo condussero all'arresto. Rimesso in libertà, proseguì gli studi filosofico-matematici laureandosi nel 1837; esercitò poi per due anni (1845-1847) la professione di "agrimensore" e "architetto civile ed idraulico", prima presso uno studio poi per conto proprio.
Nel 1848 accorse nel Veneto insorto, dapprima fra i cacciatori del battaglione di volontari detto dell'"Alto Reno", capitanato da Livio Zambeccari, poi come maresciallo d'alloggio nell'artiglieria civica, prendendo parte alla difesa di Vicenza. Dopo la capitolazione rimpatriò, ma per breve tempo. Nel '49 partecipava come sottotenente d'artiglieria alla difesa della Repubblica romana, distinguendosi come eccellente tiratore al comando di una batteria alla sinistra di porta S. Pancrazio. Il 27 giugno, sotto un bombardamento francese, da una palla di cannone ebbe asportata la mano destra; solo dopo un'ulteriore ferita acconsentì a lasciare il posto per farsi trasportare presso un'ambulanza. Per il gesto fu poi nominato capitano il 3 luglio, con decreto del triumvirato. A fianco di Garibaldi nella ritirata attraverso l'Italia centrale, lo raggiunse a Tangeri e lo seguì nell'esilio di New York, ospiti entrambi di A. Meucci.
Nel 1851 fece ritorno a Bologna, dove il governo pontificio lo aveva intanto retrocesso al grado di maresciallo d'alloggio dal 1º sett. 1849 e messo in congedo. Allontanatosi dalla città natale, dal 1º agosto 1852 fino al 24 marzo 1858 lavorò a Cagliari come ingegnere a rilevare piani, disegnare lavori per migliorare vecchie saline, impiantare e dirigere la costruzione di nuove, presso la Compagnie des Salines de Sardaigne.
Nel 1859 partecipò alla guerra d'indipendenza, sempre al seguito di Garibaldi, dapprima come sottotenente, poi come luogotenente nello Stato Maggiore dei cacciatori delle Alpi, meritandosi gli elogi del generale Cosenz per l'operosità esplicata soprattutto nella sorveglianza delle vettovaglie e nell'approvvigionamento della truppa. Intimo di Garibaldi, fu tra i primi ad essere al corrente degli avvenimenti che si preparavano. Perciò si trovò a Quarto il 5 maggio 1860, pronto a partire per la spedizione dei Mille. Dapprima ebbe la qualifica di commissario di prima classe, poi di commissario generale presso l'intendenza militare dell'esercito dell'Italia meridionale, poi il grado di maggiore con le funzioni di intendente generale, infine di luogotenente colonnello nel corpo del treno d'armata dell'esercito stesso.
In sostanza, anche in questa campagna, a causa della sua mutilazione,  fu addetto prevalentemente al vettovagliamento dell'esercito dei volontari, servizio che esplicò con solerzia e competenza, apprezzato da Garibaldi, tranne in una circostanza, precisamente durante l'approdo a Talamone, quando il ritardo nel consegnare gli approvvigionamenti fece procrastinare di un giorno la partenza dei volontari.
Durante l'impresa fu decorato della medaglia commemorativa offerta dal Senato di Palermo ai Mille sbarcati a Marsala; al termine della guerra fu decorato della croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia in memoria della campagna dell'Italia meridionale (r.d. 12 giugno 1861) come riconoscimento per il lodevole disimpegno del non facile incarico di commissario dell'intendenza. Più tardi fu pure nominato cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.
Bovi Campeggi passò poi nell'esercito regolare, col grado di luogotenente colonnello, ma allo scoppio della guerra del 1866 ottenne di compiere, con lo stesso grado, la campagna quale addetto al quartier generale di Garibaldi, col quale combatté nel Tirolo. Ripreso il servizio nell'esercito regolare, il 16 genn. 1868, su domanda, fu collocato a riposo. Condusse vita ritirata sino alla morte, avvenuta a Bologna il 28 settembre 1874.
Le pubblicazioni di Bovi Campeggi sono un documento del suo interesse a problemi politici e amministrativi, riguardanti la sua città natale: Alcuni cenni di riforma nell'amministrazione generale del Comune di Bologna, firmato ing.e Bovi cav. Paolo, tenente colonnello, uno dei Mille, Bologna 1862; Progetto di un acquedotto presentato all'eccelso Municipio di Bologna dall'ingegnere Paolo Bovi, Bologna 1866; Sul riordinamento dello Stato. Cenni di Paolo Bovi, Bologna 1867; Memoria per un acquidotto d'acqua potabile per alimentare Bologna di Bovi Paolo, Bologna 1869; Risposta alla lettura fatta del maggior Bava agli ufficiali della guarnigione di Bologna il giorno 24 aprile 1870 sull'opuscolo del generale Nunziante duca di Mignano per Paolo Bovi, Bologna 1870.


1 commento:

  1. Forse sarebbe stato piu' completo se veniva citata anche la fonte di questo testo che si trova sul sito sui bovi campeggi che io ho approntato, cmq a parte questo vi ringrazio per questa vs citazione, sergio bovi campeggi bcsergio at email.it - http://sbc.altervista.org/

    RispondiElimina

Cerca nel blog

Archivio blog