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venerdì 1 gennaio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo gennaio.
Il primo gennaio 1939 per la prima volta viene eseguito il concerto di capodanno di Vienna.
 Nato dal matrimonio artistico del 1873 tra Johann Strauss e i Filarmonici di Vienna, l’evento conquista la sua ufficialità e continuatività solo nel 1939, anno in cui l’associazione dei prestigiosi orchestrali, diretta dal maestro Clemens Krauss, nella giornata del 31 dicembre esegue per la prima volta il “Concerto Speciale” dalla grande sala del Musikverein di Vienna con l’intento di inneggiare all’identità nazionale proprio nel momento in cui il Paese ne è privato, perchè annesso alla Germania nazista.
Nel 1941 la manifestazione conquista stabilmente il suo spazio per la prima in principio d’anno, nel 1946 viene battezzata “Concerto dell’anno nuovo”, nel 1959 hanno inizio le riprese televisive austriache, che segnano l’inizio di una popolarità di fama mondiale. Il prestigioso palco ha accolto negli anni artisti di grande spessore, che si sono succeduti di edizione in edizione (per volere degli stessi filarmonici), regalando ciascuno note stilistiche e peculiarità interpretative alle opere scelte: si ricordano l’indimenticabile maestro Herbert Von Karajan (1987), Claudio Abbado (1988 e 1991), Carlos Kleiber (1989 e 1992), Zubin Mehta (1990, 95 e 98), Riccardo Muti (1993, 97 e 2000, edizione commemorativa del centesimo e del centocinquantesimo anniversario della scomparsa di Strauss figlio e padre).
Evento di fama mondiale, perla della tradizione musicale viennese, il concerto di Capodanno rappresenta per gli appassionati del genere un appuntamento irrinunciabile: trasmesso dalla Sala d'Oro del prestigioso Musikverein, per l’occasione addobbata con opere d’arte floreali di matrice sanremese, l’esibizione dell’orchestra dei filarmonici annovera un pubblico di oltre un miliardo di spettatori e vanta la messa in onda di emittenti televisive di oltre quaranta paesi.
Per poco più di un’ora il pubblico degli appassionati intenditori e la massa dei comuni semplici sognatori, si lasciano rapire dalla magia delle opere tratte dal vasto repertorio di casa Strauss, in attesa di un immancabile e travolgente finale, apice del piacere delle parti, che sempre vede protagonisti “Sul bel Danubio blu” (J.S. figlio) e la “Marcia di Radetsky” (J.S. padre).


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