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martedì 22 settembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 settembre.
Il 22 settembre 1975 Sara Jane Moore tentò di assassinare il presidente americano Gerald Ford, sparandogli all'uscita dal S. Francis Hotel di San Francisco (17 giorni dopo un altro tentativo di omicidio a cui era sopravvissuto il presidente ad opera di un'altra donna).
La Moore fu arrestata il giorno precedente con l'accusa di possesso illegale di pistola; le fu confiscata la calibro 44, 113 munizioni e quindi rilasciata.
Il giorno successivo, dopo aver comprato una seconda pistola calibro 38, La Moore sparò un singolo colpo al presidente da una distanza di circa 15 metri, in mezzo alla folla davanti al S. Francis Hotel. Il colpo mancò Ford per pochi centimetri, rimbalzando sulla porta dell'hotel e ferendo leggermente un'altra persona. Sara si preparò a sparare un secondo colpo, ma il marine Oliver Sipple, che era vicino a lei, le colpì il braccio prima che potesse sparare di nuovo, salvando la vita al presidente Ford.
La Moore, riconosciuta colpevole di tentato omicidio fu condannata al carcere a vita. Alla lettura della sentenza, quando le chiesero se era pentita del suo gesto, rispose: "Si e no. Si, perchè non è servito a nulla se non a buttare la mia vita. E no, non sono pentita, perchè in quel momento mi sembrava una corretta espressione della mia rabbia". Sara riuscì a fuggire nel 1979 dalla prigione federale di Alderson, West Virginia, ma venne ricatturata un'ora più tardi; successivamente fu trasferita in un carcere più sicuro a Dublin, California.
In un'intervista del 2004, l'ex presidente Ford descrisse la Moore come una pazza, e disse che continuò a fare pubbliche apparizioni, persino dopo due tentativi di omicidio a brevissima distanza tra loro, "perchè un presidente deve essere aggressivo, e deve incontrare il suo popolo".
Il 31 dicembre del 2007, a 77 anni, Sara Jame Moore fu rilasciata sulla parola dopo 32 anni di carcere. Ford era morto per cause naturali l'anno prima, il 26 dicembre. La Moore disse che era pentita del suo gesto, sostenendo che era "accecata dalle sue idee politiche radicali. Sono molto felice di aver fallito, adesso so che fu un errore".
Il 28 maggio del 2009 presenziò al programma televisivo Today della NBC, in cui tra le altre cose parlò anche del suo tentativo di fuga del 79. Disse che una sua compagna di cella le suggerì, saltando la recinzione, di mettere tranquillamente le mani sul filo spinato, ne avrebbe ottenuto solo piccole ferite poco dolorose. Inoltre aggiunse che "se avessi saputo che mi avrebbero catturato poco dopo, mi sarei fermata a un bar o a un fast food per il solo piacere di gustarmi un drink e un hamburger".


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