Cerca nel web

martedì 22 luglio 2014

#IlMonte #Rushmore

 im. da it.wikipedia.org/
I presidenti sul monte Rushmore, da sinistra Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincom  


 La montagna Rushmore deve il suo nome  a Charles Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull'estrazione mineraria nelle Black Hills. Sembra che Rushmore chiese quale fosse il nome di quella spettacolare montagna e, visto che non ne aveva uno, gli diedero il suo. Anni dopo Rushmore stesso sovvenzionò la scultura con 5000 dollari, la cifra più alta stanziata da un privato negli Stati Uniti fino a quel tempo.
Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Luigi Del Bianco  scolpì i volti di quattro famosi  presidenti americani.

 Fonte it.wikipedia.org

lunedì 21 luglio 2014

#Spectroliti #Pietre che cambiano colore


 imm. da mysticmerchant.com/spectrolite/finlandia
 Ci sono pietre che con la luce cambiano colore si chiamano spectroliti, sono bellissime  e brillano  di    tutti i colori.  Esistono solo in  Finlandia, Madagascar e Canada.
 
 
http://www.madagascandirect.com/acatalog/1026.jpg
 
  La spectrolite produce punti di forza in ogni persona, favorisce il sonno e a relazionarsi con gli altri.   Si dice possa dare rapido sollievo da ansia e depressione,  fornire fiducia in se stessi e ispirazione.

http://www.finnishspectrolite.com


Alcuni la chiamano "La pietra di buona fortuna". Una pietra sciamano che rivela sentieri nascosti. Incoraggia l'autosufficienza, l'indipendenza e rivelazioni magiche.
 

imm. da gemselect.com/other-info/graphics/spectrolite.     

 I segni astrologici di Spectrolite sono Scorpione, Sagittario e Leone. Associata con la stagione   invernale, e la Luna gennaio


 imm. da mindat.org/forum/SPECTROLITE
 
 fonte vagabondo.net

domenica 20 luglio 2014

#ScrivevaDelle #Storie da Mr Gwyn di Alessandro Baricco



 imm. da sphotos-a.ak.fbcdn.net/   
– Come faceva Mr Gwyn a scrivere ritratti?
            Rebecca quella domanda se l’era sentita fare decine di volte. Si mise a ridere. Ma il vecchietto rimase serio.
            – Voglio dire, cosa diavolo scriveva in quei ritratti?
            Rebecca aveva una risposta che si era allenata per anni a usare, ogni volta che le facevano quella domanda, per tagliar corto. Stava per pronunciarla quando sentì quella luce morbida e stanca intorno a sé. Allora disse un’altra cosa.
            – Scriveva delle storie, disse.
            – Storie?
            – Sì. Scriveva un pezzo di una storia, una scena, come fosse un frammento di un libro.
            Il vecchietto scosse la testa.
            – Le storie non sono ritratti.
            – Jasper Gwyn pensava di sì. Un giorno, che eravamo seduti in un parco, mi spiegò che tutti abbiamo una certa idea di noi stessi, magari appena abbozzata, confusa, ma alla fine siamo portati ad avere una certa idea di noi stessi, e la verità è che spesso quell’idea la facciamo coincidere con un certo personaggio immaginario in cui ci riconosciamo.
            – Tipo?
            Rebecca ci pensò un po’.
            – Tipo uno che vuole tornare a casa ma non trova più la strada. O un altro che vede le cose sempre un attimo prima degli altri. Cose così. È quanto riusciamo a intuire di noi.
            – Ma è idiota.
            – No. È impreciso.
            Il vecchietto la fissò. Si vedeva che gli andava proprio di capire.
            – Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi, siamo storie, disse Rebecca. Ci fermiamo all’idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c’è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori. Riesce a capire?
            – No.
            – Lei fa lampadine, le è mai successo di vedere una luce in cui si è riconosciuto? Che era proprio lei?
            Il vecchietto si ricordò di un lampioncino acceso sulla porta di un cottage, anni prima.
            – Una volta, disse.
            – E allora può capire. Una luce è giusto uno spicchio di una storia. Se c’è una luce che è come lei, ci sarà anche un rumore, un angolo di strada, un uomo che cammina, molti uomini, o una donna sola, cose del genere. Non si fermi alla luce, pensi a tutto il resto, pensi a una storia. Riesce a capire che esiste, da qualche parte, e che se lei la trovasse, quello sarebbe il suo ritratto?
            Il vecchietto fece un gesto dei suoi. Assomigliava a un vago sì. Rebecca sorrise.
            – Jasper Gwyn diceva che tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente. Mi disse che quello che cercava di fare era scrivere quel libro per la gente che andava da lui. Le pagine giuste. Era sicuro di poterci riuscire.
            Gli occhi del vecchietto sorrisero.
            – E ci riusciva?
            – Sì.
            – Come faceva?
            – Li guardava. Per molto tempo. Finché vedeva in loro la storia che erano.
            – Li guardava e basta.
            – Sì. Ci parlava un po’, ma poco, e una volta sola. Più che altro lasciava che il tempo passasse su di loro portandosi via un sacco di cose, poi trovava la storia.
            – Storie di che genere?
            – C’era di tutto. Una donna che cerca di salvare il figlio da una condanna a morte. Cinque astronomi che vivono solo di notte. Cose così. Ma giusto un frammento, una scena. Bastava.
            – E la gente alla fine si riconosceva.
            – Si riconoscevano nelle cose che accadevano, negli oggetti, nei colori, nel tono, in una certa lentezza, nella luce, e anche nei personaggi, certo, ma in tutti, non in uno, in tutti, simultaneamente – sa, siamo un sacco di cose, noi, e tutte insieme.
            Il vecchietto ridacchiò, però in un modo bello, gentile.
            – È difficile crederle, disse.
            – Lo so. Ma le assicuro che era così.

Alessandro Baricco, Mr Gwyn

Cerca nel blog

Archivio blog