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domenica 26 maggio 2013

IL SIPARIO DEI SENSI

di Conscious SubConscious




 Il fresco drappo di seta avidamente tuffa la vista in una densa notte di tenebre, tumultuoso epilogo di quella timida e insicura esperienza a lungo paventata. lunghi momenti di silenzio, poi il rumore sordo di un'anta che sventola nell'aria attorno alle sue cigolanti cerniere. Il movimento dell'aria raggiunge le gote arroventate dall'emozione e prevarica le narici recando l'eterea informazione del profumo di Lei, il segno con cui soltanto Lei può “firmare” l'aria che la circonda. Acuti e cadenzati rintocchi fanno vibrare il pavimento freddo su cui insistono tremanti le ginocchia. Quell'odore è ora piu intenso e perentorio, quasi vettore di una energia rovente che si promana da Lei. Inaspettato il contatto sulle labbra che si dischiudono inermi per meccanica frizione trasformando immediatamente quella improvvisa esperienza tattile in una morbida riverenza gustativa. le papille avvertono lo stimolante tocco del polpastrello ormai inumidito mentre l'odore inconfondibile dell'acetato affida all'olfatto un minaccioso dicktat da recare al cervello...che il sipario si apra!

TOPO DI BIBLIOTECA

  di Scorzin Nadia



 Una piacevole aspettativa mi assale mentre varco le porte in vetro della biblioteca..un luogo sacro, che mi suscita venerazione e rispetto. Declino con cortesia l'offerta del bibliotecario di aiutarmi nella mia ricerca...lui non sa, non può sapere...il senso di piacere che mi pervade appena mi inoltro fra gli scaffali, colmi di libri, rigorosamente catalogati. Percorro con lo sguardo le didascalie....letteratura, geografia, scienze, saggistica....tutto il possibile sapere umano è racchiuso in questo luogo. Assetata ed affamata di conoscenza, emozionata come fosse la prima volta, accolgo nelle mie mani un libro a caso...lo odoro........ah, nessun profumo è dolce ed intrigante come quello della carta stampata, che si mescola a quello delle innumerevoli dita che l'hanno sfogliata. Al tatto, le pagine hanno la consistenza di ali di farfalla, leggere ma resistenti, delicate ma forti....lo sguardo mi cade su una frase..chissà perchè, quando apro un nuovo libro, mi accade sempre di soffermarmi su un punto prima ancora di sapere di cosa parla....ma non mi curo di leggerla meglio...mi basta provare di nuovo la conosciuta sensazione. Non ancora sazia, ripongo con estrema delicatezza il libro e proseguo....entrando in una sala di lettura, osservo gli ospiti. Quella ragazza coi capelli lunghi e gli occhiali...è certo una laurenada, sta preparando la tesi...quel distinto signore con la barba bianca sta sicuramente cercando fatti che gli ricordano la sua gioventù, mentre il ragazzo in jeans e chiodo sta leggendo la biografia dei Metallica. Non mi stanco di sfiorare, nel mio sensuale percorso, ogni volume, ogni scaffalatura...fino a quando........spinta da una forza sconosciuta, alzo la mano e afferro quello che sarà il "mio" libro, quello che accompagnerà le mie notti solitarie.

FILOSOFIA SPICCIOLA DEI SENSI

   di  Riccardo Avanzi




 Vi voglio parlare del corpo umano, dobbiamo rispettare tutti il nostro corpo, io lo rispetto sempre, anche se certi giorni lui se ne và per i fatti suoi, e poi torna stanco morto e tutto indolenzito, quando rientra non è che mi saluta anzi quasi mi ignora ritirandosi subito in camera per un sonnellino ristoratore.
Tra noi è una continua guerra di secessione, io comunque nonostante questi continui tafferugli lo rispetto, perche sono consapevole del suo ruolo attivo nel prosieguo della nostra unione.
Ora vi voglio portare un esempio, di quello che io devo sopportare, nella mia convivenza con lui.
Provate a pensare di essere capitati alla tavola di un grande chef, su questa tavola ogni tipo di cibo e bevanda che non potrete mai più consumare, se invitati nella dimora di qualche ricco magnate, vi è capitata un’occasione di quelle che capitano a poche persone nella vita, momenti da raccontare ai nipotini, e che loro racconteranno ai loro posteri per generazioni e generazioni.
E il vostro corpo che fa? Vi ignora, fa lo gnorri, le mani che vorrebbero toccare per portare alla bocca tutto quel ben di dio non si muovono, gli occhi arrossati dalla voglia e dal desiderio, il palato che deglutisce a vuoto, è il momento che aspettavate da una vita, e lui, il brutto imbecille dov’è? Potete sentire solo il profumo di tutte quelle delizie, e restate li impietriti maledicendolo per la sua immobilità.
Meditare una vendetta? No! non serve, quindi che siate dualisti Cartesiani e vi capiti di pensare che sia il corpo res xestensa, o lo spirito res cogitans, o che voi siate materialisti e pensiate che la materia preceda il pensiero, o che siate spiritualisti e pensiate che la materia derivi dal pensiero, oppure avete la convinzione che la materia e il pensiero siano la stessa cosa, date retta al sottoscritto mettete in funzione il sesto senso, non ve ne pentirete.

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