Cerca nel web

mercoledì 3 ottobre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 ottobre.
Il 3 ottobre 1837 Samuel Morse brevetta il suo codice.
Il nome di Samuel Morse è oggi a tutti noto, in quanto è legato all’invenzione del telegrafo elettrico e dell’alfabeto Morse. Furono queste due invenzioni rivoluzionarie, ma non incontrarono subito il favore generale, anzi Morse fu inizialmente ostacolato nelle sue ricerche.
Samuel Finley Breese Morse nacque negli Stati Uniti a Charlestown (Massachusetts) nel 1791, da una famiglia di rigide tradizioni puritane. Studiò prima nella sua città, poi alla Phillips Academy, infine all’Università di Yale. Sebbene già in gioventù fosse attratto dai fenomeni fisici, non si sentì di dedicarsi alla carriera di ricercatore e preferì applicarsi all’altro dei suoi interessi: la pittura.
Faticosamente, col passare degli anni, egli riuscì a farsi un buon nome nel campo artistico. Dopo essere stato allievo del pittore americano Benjamin West, a Londra, nel 1815 iniziò una faticosa carriera di ritrattista, e raggiunse finalmente il successo quando dipinse il ritratto del Marchese de la Fayette.
Fu anche fondatore e presidente dell’Accademia Nazionale del disegno.
Nel 1829, ormai affermato come pittore, Morse si stabilì per breve tempo a Parigi per approfondire le sue conoscenze sulla pittura europea. Qui ebbe occasione di parlare della necessità di un mezzo di comunicazione più veloce del cavallo, l’unico impiegato a quei tempi. Questo divenne il pensiero dominante di Morse, che per diversi anni preferì abbandonare i successi e i guadagni derivanti dalla sua carriera di artista per dedicarsi a una dura vita di ricerche.
Dopo quasi dieci anni, nel 1837, poté presentare il suo primo telegrafo, e nel 1838 trasmise il primo messaggio mediante segnali elettrici: < Attenzione, l’Universo! >.
Nonostante questo successo Morse incontrò l’indifferenza generale; tuttavia perseverò nei suoi studi.
Trasformò così il primitivo telegrafo in uno nel quale venivano trasmessi, mediante un tasto collegato a una batteria di pile, impulsi più o meno lunghi (punti e linee), che rappresentavano delle lettere (alfabeto Morse). Questo alfabeto, oggi adottato in tutti i Paesi, è costituito da punti e da linee, separati da intervalli. La lunghezza dei punti è fissa, quella delle linee è il triplo di quella dei punti, mentre quella degli intervalli è variabile, secondo se l’intervallo separa i vari elementi di una lettera, o le lettere di una parola, o le parole di una frase. Con questo alfabeto, per esempio, la lettera " a " è indicata con un punto e una linea, " b " con una linea e tre punti ecc.
Da questo momento Morse divenne per la seconda volta ricco e famoso, ottenne onori in tutti i Paesi e vide il successo e la piena applicazione della sua invenzione. Come i giornali dei nostri tempi annunciano le prime prodigiose vittorie dell'astronautica, i giornali dell'epoca stupivano il pubblico informandolo della fulmineità del nuovo mezzo di comunicazione.
L'invenzione del codice telegrafico ad opera di Samuel Morse rivoluzionò le comunicazioni internazionali. Si racconta che Morse ebbe l'idea dell'alfabeto telegrafico osservando i segnali di fumo che gli Indiani d'America usavano per comunicare a distanza. Ad ogni modo, insieme al telegrafo, il codice Morse ha radicalmente cambiato le comunicazioni rendendole più sicure e veloci fornendo una poderosa spinta al progresso dell'Uomo.
I primi strumenti elettrici per la trasmissione telegrafica furono inventati nel 1837 dallo stesso Morse e, indipendentemente, dal fisico britannico Charles Wheatstone in collaborazione con l'ingegnere William F. Cooke. Il semplice codice Morse consentiva di trasmettere messaggi inviando impulsi elettrici lungo un cavo. L'apparecchio di Morse, utilizzato nel 1844 per inviare il primo telegramma pubblico, era azionato da un pulsante elettrico che lasciava passare la corrente quando veniva premuto e la interrompeva al rilascio. L'originale ricevitore Morse era dotato di una punta scrivente controllata da un elettromagnete che scriveva su un nastro di carta scorrevole. I segni tracciati dalla punta, punti e linee, dipendevano dalla durata della pressione sul pulsante del dispositivo trasmittente.
Mentre stava sperimentando il suo strumento, Morse si rese conto che i segnali potevano essere trasmessi solo a circa 30 km di distanza: oltre questo limite diventavano troppo deboli per essere registrati. Con l'aiuto dei suoi collaboratori, allora, mise a punto un'apparecchiatura a relè consistente in un commutatore azionato da un elettromagnete che poteva essere collegato alla linea telegrafica a 32 km di distanza dalla stazione trasmittente in modo da ripetere automaticamente i segnali, ritrasmettendoli per altri 32 km. Un impulso entrando nella bobina del magnete faceva ruotare un nucleo e chiudeva un circuito indipendente alimentato da una batteria. Questo movimento inviava un nuovo impulso di corrente alla linea, e l'impulso a sua volta azionava altri relè fino a che il messaggio non raggiungeva il ricevitore. Alcuni anni dopo, Morse realizzò un dispositivo ricevente, ma quasi subito i telegrafisti scoprirono che era possibile distinguere i punti e le linee semplicemente dal suono emesso e l'apparecchio venne abbandonato.
Dato che la telegrafia era molto costosa, furono sviluppati diversi metodi per inviare più messaggi simultaneamente su una stessa linea. Nella telegrafia duplex si poteva trasmettere simultaneamente un messaggio in ognuno dei due sensi, mentre la telegrafia quadruplex, introdotta nel 1874 da Thomas Edison, permetteva la trasmissione simultanea di due messaggi in ciascuno dei due sensi. Nel 1915 fu introdotta la telegrafia multipla, mediante la quale potevano essere inviati otto o più messaggi. In seguito a questi progressi e all'introduzione delle telescriventi verso la metà degli anni Venti, il sistema telegrafico manuale di Morse fu gradualmente sostituito da metodi di trasmissione via radio e via cavo automatici.

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel blog

Archivio blog