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lunedì 29 ottobre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 ottobre.
Il 29 ottobre 1787 va in scena a Praga la prima rappresentazione del "Don Giovanni" di Mozart.
 Don Giovanni (titolo originale: Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni, K 527) è un'opera lirica in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, composta tra il marzo e l'ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni.
Seconda delle tre opere italiane che Mozart scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte, Don Giovanni è un'opera buffa (così la chiama Mozart nel suo catalogo), con la presenza di elementi tratti dall'opera seria, come i pezzi scritti per Donna Anna e Don Ottavio.
L'opera ebbe due stesure, quella rappresentata al Teatro degli Stati di Praga il 29 ottobre 1787 che ebbe un'accoglienza strepitosa, ed una seconda stesura "purgata" per il pubblico conservatore di Vienna e rappresentata nel maggio dell'anno dopo.
Il librettista, Lorenzo Da Ponte, per la stesura dell'opera si appoggiò ad un precedente libretto di Giovanni Bertati intitolato Don Juan Tenorio, ossia Il convitato di pietra, apportandovi importanti modifiche.
Bertati aveva quasi certamente derivato il suo testo da un dramma in versi del 1630 dello scrittore spagnolo Tirso de Molina, "El burlador de Sevilla y Convidado de piedra".
Un altro riferimento importante per Da Ponte e Mozart fu certamente anche il Don Giovanni o Il convitato di pietra di Molière, una tragicommedia in prosa in cinque atti rappresentata a Parigi al Palais-Royal il 15 febbraio 1665.
Siviglia, XVI secolo.
Il Commendatore accorso in difesa dell’onore della figlia Donna Anna, viene ucciso dall’audace seduttore, il nobile Don Giovanni.
Il duca Ottavio, promesso sposo di Donna Anna, giura di scoprire l’assassino, mentre questi fugge coperto dalle tenebre assieme al servo Leporello.
Raggiunto da Donna Elvira, una delle passate amanti, Don Giovanni abbandona la scena, lasciando Leporello a sciorinare il “catalogo” delle conquiste amorose dello straordinario seduttore.
Intanto si stanno svolgendo i festeggiamenti per le nozze di due contadini, Masetto e Zerlina, ma Don Giovanni seduce la sposina e, con minacce e lusinghe, riesce a star solo con lei.
L'arrivo di Donna Elvira sottrae l'ingenua Zerlina alle mire di Don Giovanni.
Donna Anna dopo aver riconosciuto dalla voce che è Don Giovanni l’assassino di suo padre si dirige al castello di quest'ultimo con Don Ottavio e Donna Elvira, mentre è in corso una festa organizzata “in onore” di Zerlina.
Don Giovanni viene smascherato e su di lui viene invocata la vendetta del cielo.
Nel secondo atto, dopo altri inganni perpetrati grazie allo scambio di abiti con Leporello, Don Giovanni si rifugia in un cimitero, dove beffardamente invita a cena la statua del Commendatore.
Tornato al suo castello, Don Giovanni si siede a tavola, respingendo l’ultimo tentativo di Donna Elvira di farlo ravvedere e resiste anche quando persino la statua del Commendatore parla invitandolo a pentirsi.
Ma è arrivata l’ora fatale: la terra si squarcia e Don Giovanni viene inghiottito tra le fiamme.
Il Don Giovanni è considerato uno dei massimi capolavori di Mozart, ma anche della storia della musica e della cultura occidentale in generale.
In esso vi è il riflesso di tutto il genio mozartiano che realizza un irripetibile equilibrio tra il comico, particolarmente con  le caratterizzazioni di Leporello e Masetto, ed il tragico che si realizza nello scontro tra il mondo delle leggi morali e la titanica opposizione del protagonista, di cui la musica di Mozart ha fatto un autentico eroe.
Don Giovanni, pur essendo nobile, veste quasi il ruolo del tipico basso buffo settecentesco (vocalmente, un baritono o un basso-baritono), quasi a sottolineare l'immoralità del suo comportamento che, per così dire, lo "abbassa" di livello.
Leporello (anche lui un basso ai limiti del buffo) è invece un personaggio in bilico tra l'ironia, l'insolenza e la sottomissione nei confronti del padrone.

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