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sabato 20 ottobre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 20 ottobre.
Il 20 ottobre 1910 venne varata a Belfast la Olympic, la prima delle tre navi gemelle della White Star, insieme al Titanic e al Britannic.
Il varo dell'Olympic rappresentò un enorme passo in avanti nella storia della Harland and Wolff.  Come osservò un partecipante all'evento nel 1910, “c'è qualcosa che ispira un certo timore reverenziale nelle proporzioni dell'Olympic...si resta piuttosto sbalorditi dalla sua stazza straordinaria, dalle dimensioni generali e dallo sfarzo degli interni nonché dalla completezza degli incarichi”. L'Olympic fu il più grande oggetto semovente mai costruito dall'uomo fino alla comparsa della sorella, quel Titanic che le avrebbe sottratto tale onore al varo compiuto sette mesi più tardi.  Al varo dell'Olympic erano presenti la sorella del Primo ministro, miss Asquith, il sindaco di Belfast e sua moglie, il presidente del cantiere navale, lord Pirrie, e il presidente della White Star, Bruce Ismay.
Compì il suo viaggio inaugurale il 14 giugno 1911 al comando del capitano Edward Smith, lo stesso che avrebbe condotto il Titanic nel suo unico viaggio. Il transatlantico stupì tutti arrivando a New York dopo 5 giorni, 16 ore e 42 minuti (non era il record assoluto, detenuto dal Mauretania), senza neanche accendere tutte le caldaie, cosa che sarà fatta, invece, sul Titanic). Anche questa prima traversata, però, non fu del tutto indenne da problemi: la Olympic infatti stava per affondare un rimorchiatore durante le manovre nel porto di New York.
Il 20 settembre 1911, alla partenza da Southampton dopo un pesante ritardo, la Olympic venne speronato a dritta da parte del vecchio incrociatore Hawke della Royal Navy nelle acque del Solent, causando uno squarcio nella poppa, con conseguente danneggiamento di due compartimenti stagni e la perdita di una pala dell'elica. La Olympic fu riparata nel bacino di carenaggio di Belfast, che era l'unico bacino, al tempo, capace di ospitare una nave di tali dimensioni. Lì, curiosamente, affiancherà (come durante la costruzione) il Titanic che stava per essere completato.
Dopo il disastro del Titanic, la Olympic fu richiamata immediatamente dalla compagnia. Si decise subito di intervenire aumentando la sicurezza della nave: fu così portata nel bacino di carenaggio dove passò oltre sei mesi. Subì un importante riallestimento: il doppio scafo venne esteso anche alle fiancate e fu aumentato il numero delle scialuppe di salvataggio. Con queste modifiche, inoltre, raggiunse la stazza di 46.359 tonnellate, il che significò la riconquista del titolo di nave più grande del mondo strappandolo al Titanic (46.328 t), mantenuto fino al varo, nello stesso anno, della SS Imperator.
Diversamente dalla Olympic, sulla gemella rinominata Britannic (il nome originario era Gigantic), dato che era ancora in costruzione, vennero fermati i lavori e modificato, fin dal principio, il progetto della nave. Terminati i lavori nella primavera del 1913, la Olympic riprese il mare, sempre sulle rotte del Nord Atlantico.
Durante la prima guerra mondiale la Olympic fu requisita come Nave Trasporto Truppe, con una capacità di 6000-7000 uomini: pertanto, una volta terminato il Britannic (questa invece fu reclutata come nave ospedale), fu riportata in bacino per poter essere adattata al nuovo ruolo di guerra.
Durante questa funzione, la Olympic riuscì a sfuggire ad un sottomarino nel novembre del 1915, schivò due siluri e passò indenne un bombardamento da parte di un aereo bulgaro nel gennaio del 1916. Non fu altrettanto fortunata la Britannic, affondata da una mina navale nei pressi dell'isola di Ceo.
La nave ritornò sulle rotte oceaniche nel 1920 e nei successivi quindici anni effettuò centinaia di traversate senza alcun problema. Charlie Chaplin se ne servì ogni volta che fece ritorno in Inghilterra, nel '21 e nel '31.
Il 15 maggio 1934 la Olympic sperona ed affonda la piccola nave americana Nantucket Lightship LV-117 ed uccide tutto il suo equipaggio: alcuni membri sul colpo, altri deceduti successivamente in ospedale.
Pochi mesi dopo la nave fu posta in disarmo e nel marzo del 1935 fece il suo ultimo viaggio a New York prima di essere venduta, privata degli eleganti interni che erano del tutto simili a quelli del Titanic e demolita, insieme alla nave della compagnia rivale Mauretania.

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