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martedì 2 ottobre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 2 ottobre.
Il 2 ottobre 2001 va in onda in America la prima puntata di "Scrubs".
C'è una cosa che prima o poi colpisce tutti: la vita.
Alle volte questa non è nient'altro che una gran bella risata tra amici, altre volte invece ci colpirà come una fortissima ginocchiata sui denti; poi ancora sembrerà troppo "una sitcom scadente con sceneggiatori troppo pigri", altre invece sarà troppo movimentata, a volte invece non ci capirete niente e non saprete dove andare a parare.
Se c'è una cosa in grado di essere vista come un libro intitolato "Vita: istruzioni per l'uso", questa cosa è Scrubs.
Il telefilm è una celebre e acclamata sitcom televisiva composta da 9 stagioni per un totale di 182 episodi della durata di 21 minuti l'uno. Creata da Bill Lawrence, la serie è ambientata all'interno dell'ospedale universitario Sacro Cuore (situato in una non precisata città della California) e segue in prima persona la vita e la crescita professionale di John "J.D." Dorian (Zach Braff), un giovane neolaureato in medicina che commenta con voce fuori campo tutte le vicende che capitano a lui e ai suoi amici e colleghi in chiave fortemente ironica, concludendo ogni episodio traendo una piccola morale.
Attorno a lui abbiamo un cast impareggiabile di comprimari: Christopher Turk (il migliore amico del protagonista, interpretato da Donald Faison, diventato poi il suo migliore amico anche nella realtà); il Dottor Perry Cox (scorbutico, narcisista e riluttante mentore di JD, interpretato da John McGinley); Elliot Reid (nevrotica e imbranata specializzanda di cui JD si innamorerà, interpretata da Sarah Chalke); il dottor Bob Kelso (diabolico e avido primario dell'ospedale, più interessato al budget e ai costi di bilancio che alla salute dei pazienti, interpretato da Ken Jenkins); Carla Espinoza (esperta infermiera che intraprenderà una relazione con Turk, interpretata da Judy Reyes) e l'Inserviente (spazzino senza nome che, a causa proprio di una incomprensione nata nel primo episodio, cercherà in tutti i modi di rendere impossibile la vita a Jd, interpretato da Neil Flynn).
Presentandosi ad un primo impatto come una serie dal cronico humour a volte decisamente demenziale, la serie ha guadagnato numerosi riconoscimenti per la sua capacità di catturare il pubblico, sia con il fattore risata, sia con argomenti e toni più seri ed è proprio questo uno tra i maggiori "pro" dello show, saper coniugare in maniera pressoché perfetta momenti divertenti ad altri più riflessivi e d'introspezione, tant'è che più volte ci si trova a pensare di aver di fronte un vero e proprio gioiello visivo che ruota a 360 gradi su tutte le emozioni dell'essere umano.
Scrubs potrebbe essere definito come la vita sotto forma di telefilm, una vita che tutti cerchiamo di rendere divertente perché in fondo non sappiamo che altro fare.
Tutta questa voglia, tutta questa ricerca del divertimento la si può vedere nelle ricorrenti e divertentissime gag che sono a puro scopo comico, mentre la voglia e la necessità di occupare il tempo (ma anche di rendersi utili) si può riscontrare nella professione che hanno scelto i protagonisti, cercando di fare il cosiddetto "miglio in più" per i propri pazienti.
Nonostante di base Scrubs sia un telefilm che possa essere classificato come una commedia a puntate, più spesso di quanto si possa credere si lascia andare in argomenti che almeno una volta hanno toccato ognuno di noi, in frasi che ci stampano in faccia un sorriso malinconico e ci fanno dire "è successo anche a me". Complice forse la location di ambientazione, è molto ricorrente il tema della vita e della morte, ma tanti altri temi come i rapporti personali di ogni genere e tipo ed altre situazioni fin troppo comuni allo spettatore. Il tutto collegato da un monologo interiore e conclusivo del protagonista che riassume tutto il tema della puntata, trae conclusioni e ci lascia con una morale ed un paio di spunti su cui riflettere.
Tuttavia l'elemento su cui si basa l'intera riuscita dello show è sicuramente la scelta del cast.
Sappiamo bene che il successo di un telefilm richiede come prima cosa le persone giuste al posto giusto. Mai come in questo caso si può dire che gli attori chiamati a interpretare i vari ruoli siano semplicemente perfetti sia come presenza fisica su schermo sia come interpretazione.
Aggiungete poi che l'edizione italiana vanta un'altrettanto azzeccata scelta di doppiatori che in alcuni casi sono anche migliori delle voci originali dei protagonisti. Ed è proprio grazie a questi personaggi che è facile immedesimarsi o provare una fortissima empatia nei loro confronti, in primis nel protagonista JD: se ci fate caso praticamente tutte le storie narrate nei vari episodi riguardano i rapporti tra lui e gli amici/colleghi che rappresentano a conti fatti le persone che siamo destinati ad incrociare nel corso della nostra esistenza, cambiandola per sempre.
Turk rappresenta l'amico fraterno che tutti noi abbiamo, quello che sa tutto di te, che c'è sempre e senza il quale non vedremmo il lato più divertente della vita; Elliott è la ragazza dei nostri sogni, la nostra anima gemella che ci mostra come un rapporto sentimentale non sia mai semplice in quanto costituito anche da litigi oltre che da grandi momenti d'amore; Cox rappresenta invece il fratello maggiore o la figura paterna, colui che anche se sembra odiarci in realtà ci vuole bene e ci dà sempre grandi insegnamenti; Carla è la collega di lavoro che ci aiuta nei momenti di difficoltà; Kelso è il datore di lavoro odioso che pare creato apposta per rovinarci l'esistenza; Ted è la classica persona imbranata succube del capo ed infine l'Inserviente rappresenta il classico bullo o "nemesi" col quale capita di confrontarsi.
Ovviamente anche in altri telefilm alcune di queste figure sono presenti, ma in tutti i casi è sempre enfatizzato e stereotipato troppo il rapporto tra i vari personaggi (in particolare quelli sentimentali) rendendo l'empatia fin troppo fittizia e artificiosa. Qui invece i rapporti appaiono genuini e reali proprio perché sono quel che sono: imperfetti proprio come nella vita di tutti i giorni.
Scrubs è un mondo a sé, un mondo parallelo al nostro dove ognuno può rispecchiarsi in uno dei protagonisti, può vederci quello che vuole e la propria visione è personale e soggettiva; un mondo dove chiunque appaia sul set e viene ripreso dalla telecamera ha una sua storia, una sua psicologia, un suo processo di caratterizzazione ed evoluzione che, attraverso gioie e drammi, matura apportando delle migliorie...o addirittura regredisce peggiorando. Proprio come succede a qualsiasi essere umano in una normalissima vita.
Potrebbe sembrare ridicolo da dire, ma Scrubs è anche una specie di panacea per lo stress quotidiano; guardare la sera un singolo episodio di questo telefilm è in grado di raddrizzarti una giornata storta: diverte,  fa riflettere e rilassa allo stesso tempo. Fin troppi pregi per una semplice comedy da 20 minuti.

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