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sabato 21 ottobre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 ottobre.
Il 21 ottobre del 63 a.C. Cicerone utilizza il Senatus Consultum Ultimum per fronteggiare Catilina.
Com’è noto, col termine di Senatus Consultum Ultimum o anche "senatus consultum de re publica defendenda" si suole individuare un provvedimento straordinario con cui il senato romano, dovendo fronteggiare una situazione di emergenza e di impellente pericolo per lo Stato, promanante sia da agenti esterni che interni, affidava ai sommi magistrati in carica il compito di salvare la res publica, conferendo loro i più ampli poteri di agire, anche in via sommaria, senza processo e con il ricorso alle armi, contro chi stesse cospirando contro lo stato o attentando alle istituzioni repubblicane.
Se è ancora oggi disputato se possa rettamente definirsi tale, la delibera assunta nel 133 a. C. nei confronti dei seguaci di Tiberio Sempronio Gracco, declarati "hostes populi romani", ma non estesa al celebre tribunus plebis per la ferma opposizione di Publio Mucio Scevola, che ancora a quella data era riuscito a far accettare il principio che la sua natura fosse estranea ai mores su cui si fondava l’Ordo Iuris Romanorum, si annoverano in toto 14 di tali deliberati che, dal primo emesso nei confronti di Gaio Sempronio Gracco nel 121 a.C., all’ultimo deliberato avverso Quito Rufo Salvio nel 40 a. C., scandiscono, nell’arco di pressochè un secolo, i momenti più significativi di quel turbolento periodo di crisi politica che prelude all’instaurazione e al consolidamento del principato.
Resta certo che pur nel variegato, e talora anche cruento, dispiegarsi del confronto politico di quegli anni, le concitate diatribe che preludono all’emissione di un senatus consultum ultimum giungono non di rado a stagliarsi su livelli di pregio giuridico, e anche letterario, difficilmente eguagliabili.
Basta citare le Catilinarie, pronunciate nel 63 a. C. da Marco Tullio Cicerone per indure i senatori ad assumere provvedimenti straordinari nei confronti del cospiratore, che ancor oggi, oltre duemila anni dopo, sono annoverate come uno dei vertici più elevati, e celebrati, dell’Ars Oratoria forense.
E’ pure rimarchevole, sotto il profilo di una ricostruzione storica improntata a una quale vitalità, come questo istituto, ben lungi dal sottintendere una valenza giuridica astratta, assunse invece da subito una rilevanza concreta, segnando il destino di molti dei protagonisti dell’agone politico romano di quell’ultimo e tumultuoso secolo dell’età repubblicana, le cui vicende umane, sovente non scevre da esiti drammatici e spesso esiziali, furono spesso determinate proprio dall’attuazione manu militari di un deliberato di siffatta straordinaria ed assoluta efficacia.
Gaio Sempronio Gracco, Marco Emilio Lepido, Marto Celio Rufo, per non dire poi degli stessi Lucio Cornelio Silla, Caio Giulio Cesare e, in momenti diversi, se pur con esiti opposti, entrambi gli ultimi disputanti dell’era repubblicana, Antonio e Ottaviano, ne furono i più illustri destinatari.
A tacere poi del provvedimento emesso per volere dei fautores di Antonio nei confronti dello stesso Cicerone, a dispetto del vano tentativo d’opposizione di Ottaviano, che se non un senatus consultum de re publica defendenda in termini stretti può definirsi, di certo non vi si discosta di molto.
In ogni caso, se pur preordinato a mantenere, nella conservazione di uno status quo istituzionale, le prerogative e la centralità dell’assembla senatoria, esso ne rappresenta invece il canto del cigno.
Introdotto infatti dai patres per fronteggiare le poderose spinte personalistiche, che sovrapponendosi al risalente contrasto tra optimates e populares, non esitavano a strumentalizzarlo per bieche finalità di affermazione e successo personale, finisce però per sancire in maniera conclamata e irreversibile, l’impotenza della vecchia classe senatoria e del consesso da essa espresso, a frenare le scelte di natura autoritaria che una politica sempre più improntata al culto della personalità e alle storture di una vocazione clientelare, ahimè, fino ad oggi, mai sopita, stava progressivamente imponendo.


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