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martedì 10 ottobre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 10 ottobre.
Il 10 ottobre 2004 muore a New York Christopher Reeve.
È entrato nell’immaginario collettivo con la sua tuta di Superman e lo è stato in qualche modo fino alla fine. Christopher Reeve nasce a New York il 25 settembre del 1952 e si diploma alla Cornell University.
Il debutto è a Broadway nel 1976 al fianco di Katherine Hepburn nella piece “A Matter of Gravity”.
Successivamente sostiene il provino per il supereroe volante e lo vince grazie alla sua prestanza fisica.
Nel 1978 inizia la saga di Superman prodotta dalla Warner Bros. Il primo film è diretto da Richard Donner. Nel cast fa un cameo peraltro molto ben retribuito il grande Marlon Brando nei panni del padre dell’eroe, lo scienziato Jor-El proveniente dal pianeta Krypton. È un successo planetario e neanche terminate le riprese di questo blockbuster, viene girato “Superman II”, senza Marlon Brando e con la regia dell’inglese Richard Lester in uscita nel 1980. Donner era stato esautorato senza alcun preavviso dai fratelli Solkind detentori dei diritti cinematografici del personaggio.
Nonostante il gran successo in calzamaglia, Reeve cerca di non rimanere intrappolato nel personaggio. Infatti, in “Monsignore” di Frank Perry del 1982 è il corrotto ed ambizioso Padre Flaherty e lo stesso anno si fa dirigere da Sidney Lumet in “Trappola mortale”, thriller ad alta tensione con Michael Caine
Nel 1983 Christopher ritorna a volare sui grattacieli di Metropolis nel terzo capitolo della saga diretto ancora una volta da Lester. Il taglio del film è molto più ironico dei precedenti e il risultato non è molto riuscito, troppo giocato su gag comiche e tono da parodia. Ottiene scarso successo di critica e pubblico.
Insoddisfatto del risultato, Reeve si cimenta nel 1984 nel raffinato “I bostoniani” di James Ivory, racconto ambientato alla fine del XIX secolo che vede come protagonista una femminista ante litteram.
Seppur malvolentieri indosserà il suo mantello rosso per l’ultima volta nel 1987 in “Superman IV” con una diversa casa di produzione e la regia di Sydney J. Furie.
Per convincerlo la Cannon Film gli offre la possibilità di curare la sceneggiatura e la regia come secondo regista. In più gli produce lo stesso anno il piccolo film di Jerry Schatzberg “Street Smart – Per le strade di New York” in cui Reeve è un giornalista d’assalto della Grande Mela.
Seguiranno gli anni seguenti le commedie “Cambio marito” (1988) e “Rumori fuori scena” (1992). Mentre è drammatico il lavoro di Ivory “Quel che resta del giorno” con Emma Thompson e Anthony Hopkins del 1993.
Il maestro dell’horror John Carpenter lo dirige nel remake de “Il villaggio dei dannati” nel 1995.
È l’anno maledetto per Reeve, che nel corso di una gara ippica cade da cavallo e riporta danni permanenti al midollo spinale. Da allora Superman non volerà mai più. Rimarrà paralizzato dal collo in giù e per respirare dovrà rimanere collegato ad una macchina. Eppure, è proprio in questa circostanza che dimostra di essere veramente d’acciaio e di essere Superman e non il suo alias Clark Kent. Reeve reagisce molto bene a questa tremenda tragedia. Riesce persino a ridere alle battute del suo caro amico Robin Williams in visita all’ospedale dopo l’incidente.
Da allora sarà un grande attivista per i diritti dei disabili di tutto il mondo. Fonderà la Christopher Reeve Paralysis Foundation e sarà un gran sostenitore della ricerca sulle cellule staminali. Accanto a lui la moglie Dana Morosini che gli starà sempre accanto fino alla fine.
In carrozzina ha una parte nel remake del capolavoro di Hitchcock “ La finestra sul cortile” diretto da Jeff Bleckner nel 1998.
Nel 2003 è guest star nella serie televisiva “Smallville” che racconta l’adolescenza di Superman/Clark Kent, nei panni di uno scienziato suo amico.
Reeve morirà d’infarto il 10 ottobre 2004 a 9 anni da quella maledetta caduta da cavallo. In sua memoria, una rete americana manda in onda il film da lui diretto “La storia di Brooke Ellison” (2004), storia vera di una coraggiosa ragazza che si laureò ad Harvard seppur paralizzata dal collo in giù.
Nel 2008, inoltre è uscito il film d’animazione della IDT Enterainment “Piccolo grande eroe” nato da un’idea di Reeve su un ragazzino che non s’arrende alle difficoltà. Una sorta di testamento di un grande uomo, che è riuscito a volare anche quando non poteva più.

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