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martedì 31 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 31 maggio.
Il 31 maggio 1884 John Harvey Kellogg brevetta i "corn flakes".
Kellogg nacque a Tyrone, Michigan il 26 febbraio 1852 da John Preston Kellogg e Ann Janette Stanley. Crebbe insieme a due sorelle. Nel 1860 la famiglia si spostò a Battle Creek, sempre in Michigan, dove il padre si dedicò alla coltivazione della ginestra. In seguito John lavorò come correttore di bozze in una casa editoriale di Battle Creek.
Kellogg studiò alla Michigan State Normal School (dal 1959 Eastern Michigan University) e infine al New York University Medical College dove si laureò in medicina nel 1875. Nel 79 sposò Ella Ervilla Eaton, dalla quale non ebbe figli biologici; tuttavia furono genitori adottivi di 42 bambini prima che Ella morisse nel 1920. Kellogg morì nel 1943.
Kellogg fu un avventista del settimo giorno fino alla mezza età e divenne famoso come medico capo del Sanatorio di Battle Creek, gestito appunto dagli avventisti. Il sanatorio era gestito sulla base dei principi salutistici della Chiesa. Gli avventisti credono in una dieta vegetariana, nell'astinenza dall'alcol e dal tabacco, e nell'esercizio fisico, che lui stesso seguiva.
Viene ricordato come l'avvocato difensore dei vegetariani, avendo scritto saggi in cui difendeva questa pratica, anche dopo aver abbandonato gli avventisti. Le sue indicazioni dietologiche alla fine dell'800 professavano sia la riduzione dell'assunzione di carne, che quella delle pratiche sessuali, seppure in modo non particolarmente enfatico.
Ma un punto cardine delle sue diete, e sul quale era fortemente motivato, era l'assunzione di cereali, che lui riteneva avrebbero salvato l'umanità dalla diminuzione delle risorse mondiali di cibo. Oggi Kellogg è conosciuto principalmente per i corn flakes, ma inventò anche il burro di arachidi e i biscotti al mais.
Kellogg era convinto che la maggior parte delle malattie potesse essere combattuta cambiando la flora intestinale; i batteri intestinali possono sia aiutare che indebolire il corpo: una dieta povera favorisce la produzione di batteri dannosi che possono infettare altri tessuti; una dieta vegetariana bilanciata favorisce una flora intestinale sana.
John Kellogg e suo fratello Will Keith aprirono la Sanitas Food Company per produrre i loro fiocchi di cereali nel 1897, un tempo in cui la colazione tipica delle famiglie ricche era uova e bacon, mentre i poveri mangiavano focaccie di farina, pane e cereali bolliti. John e Will in seguito ebbero a discutere sulla ricetta dei cereali (Will voleva aggiungere zucchero). Per cui nel 1906 Will aprì la propria fabbrica, la Battle Creek Toasted Corn Flake Company, che alla fine divenne la Kellogg Company che noi tutti conosciamo. John fondò la Battle Creek Food Company che mise sul mercato prodotti a base di soia.


lunedì 30 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 30 maggio.
Il 30 maggio la liturgia cristiana ricorda, tra gli altri, Santa Dinfna, vergine e martire.
La storia di Dinfna la si ritrova in una leggenda del secolo XIII, ella sarebbe stata figlia di un re pagano irlandese del VII secolo (segretamente battezzata) il quale dopo la morte della moglie, avrebbe voluta sposarla.
Aiutata dal sacerdote Gerberno, sarebbe fuggita per mare, trovando poi un rifugio nella foresta di Gheel nella provincia di Anversa in Belgio. La leggenda narra che il padre raggiuntala fece uccidere Gerberno e poi avrebbe ucciso anche la figlia con la spada.
Ambedue sarebbero stati sepolti dagli angeli in due sarcofaghi bianchi. Questo racconto con elementi di antichissime favole popolari, ebbe una grande diffusione, arrivando fino ai nostri giorni. La ‘Vita’ di santa Dinfna fu scritta tra il 1238 e il 1247 da un canonico della collegiata di S. Aubert di Cambrai in Francia, il quale seguì la tradizione orale popolare.
A Gheel o Geel sono visibili i frammenti di due sarcofaghi d’epoca preromanica e un mattone con la scritta “MA DIPNA”; inoltre nel secolo XIII ebbe luogo una traslazione delle probabili reliquie.
Santa Dinfna era invocata come patrona degli ammalati mentali, indemoniati, epilettici e sonnambuli, perché suo padre era affetto da demenza provocata dal demonio. A Gheel divenuto centro di pellegrinaggio, i devoti passano curvi o strisciando per nove volte, sotto il cenotafio della santa (monumento funebre vuoto).
Durante il Medioevo si metteva al collo degli ammalati di mente il mattone prima citato con l’iscrizione; con i pellegrinaggi si formò a Gheel una numerosa colonia di alienati, i quali venivano e vengono assistiti, vivendo presso le famiglie del luogo: una anticipazione delle moderne ‘case famiglia’, che costituì un fatto importante per la storia delle terapie per gli alienati e della carità cristiana.
Dopo la morte probabilmente avvenuta a Gheel e dopo le varie peregrinazioni delle sue spoglie, queste sono state definitivamente sistemate nel duomo di Gheel: ciò spiega perché l’iconografia della santa è soprattutto belga e fiamminga.
I simboli della santa sono la spada che la decapitò e il demonio incatenato ai suoi piedi, che spiega il suo patronato sugli ossessi.

domenica 29 maggio 2016

PASSEGGIANDO TRA LE RIGHE: Dostoevskij con Walter Ruffini e Svetlana Vasileva


PASSEGGIANDO TRA LE RIGHE
di Walter Ruffini
con la partecipazione di Svetlana Vasileva
31 marzo 2016 ore 21.15 su Radio Accademia dei Sensi - 1000mikes
Visita alle città degli scrittori.
DOSTOEVSKIJ E L'IDIOTA

ASCCOLTA QUI


Hans Holbein

Conduce Sophie Becket
Collegamento di rete: Nino Mariner
Missaggio e messa in onda: Masaniello il Làzzaro
Ascoltaci su: www.accademiadeisensi.net/radio.html




 
Colonnato Apollono



Palazzo e centauro

Palazzo Pavlovsk

Palazzo Pavlovsk

Palazzo Pavlovsk

Panorama Palazzo Pavlovsk


Parco di Pavlovsk metà dell'800

Pavlovsk stazione

Pavlovsk stazione

Pavlovskiy-park
Ponte




Nevskij la parte solare

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 maggio.
Il 29 maggio del 1176 venne combattuta una delle più incredibili battaglie tra un esercito professionista ed uno decisamente più numeroso, ma meno equipaggiato: la battaglia di Legnano tra l’imperatore Federico Barbarossa ed i Comuni della Lega Lombarda. La sconfitta del primo fu clamorosa, ma la storia è vera o è soltanto una leggenda in funzione anti-tedesca?
Con la “costituzione delle regalie” emanata a Roncaglia nel 1158 l’imperatore si attribuì maggiori diritti fiscali ed amministrativi, una grande mazzata per i Comuni dell’impero che furono costretti a versare ogni anno una cifra davvero grande all’autorità centrale. Il peggio però doveva ancora arrivare con la distruzione di Milano del 1162 e con l’aumento della leva fiscale per portare più denaro nelle casse dell’impero che doveva servire per la conquista di Roma, il vero sogno di Federico Barbarossa. Nel 1167 però le truppe tedesche vennero falcidiate da un nemico invisibile, una misteriosa epidemia che costrinse l’imperatore a fare ritorno a nord.
Nel frattempo al nord un gruppo consistente di Comuni aveva stretto un patto per riconquistare l’autonomia perduta, la Lega Lombarda, nella scenografica e leggendaria abbazia di Pontida. L’intento di questo accordo era di ritornare alla situazione politico-tributaria prima di Federico, quella avuta con Enrico V e per questo ambizioso progetto avevano anche l’appoggio del pontefice Alessandro III, ufficializzato nel 1170 con la bolla Non est dubium. In onore del pontefice allora fu fondata la città di Alessandria che a Federico non piacque mai, ma nel tentativo di distruggerla conobbe una delle sue più brucianti disfatte.
Nel tentativo di resistere all’imperatore teutonico la lega aveva imposto la chiamata obbligatoria alla leva tranne che per gli ultrasessantenni ed aveva in questo modo riunito un esercito di 30.000 uomini, quasi tutti fanti o anche meno. Di contro nell’armata tedesca c’erano solo cavalieri super corazzati e professionisti di lignaggio nobile. Le forze della lega avevano comunque ottenuto un risultato significativo, la liberazione di Alessandria dagli assedianti. Si andava verso la battaglia decisiva e Federico Barbarossa non aveva abbastanza forze, quindi chiese ai nobili tedeschi un aiuto, che fu però rifiutato dal cugino Enrico il Leone (in seguito egli perse tutti i suoi territori per questo affronto verso il sovrano). L’imperatore cominciò le grandi manovre per il combattimento, da Pavia si spostò a Como transitando per Busto Arsizio ed accampandosi a Cairate. Anche la lega si mosse confluendo il suo esercito prima a Milano e poi a Legnano in una posizione strategica favorevole per bloccare alle truppe imperiali la via d’accesso a Milano.
Nel borgo di Legnano arrivò prima la cavalleria ed in seguito il “Carroccio” con parte della fanteria. Il Carroccio era un carro trainato dai buoi con il simbolo della lega e che rivestiva funzioni di punto di riferimento, in quanto visibile su tutto il campo di battaglia.
Tra Legnano e Borsano l’esercito della lega si trovò di fronte l’avanguardia tedesca costituita da 300 cavalieri, si venne subito alle armi; l’irruzione di Federico Barbarossa nel campo di battaglia spostò gli equilibri dalla parte degli imperiali, mandando in rotta l’esercito nemico, i cavalieri bresciani e milanesi fuggirono verso Milano lasciando i fanti privi di copertura alle cariche dei teutonici. Vista la debolezza del nemico i tedeschi ed i loro alleati comaschi pensarono di approfittare del momento e caricarono con tutto l’esercito. I tentativi di sfondamento da parte dei cavalieri germanici fu ostacolato dal muro di scudi e lance eretto dai Lombardi a difesa del Carroccio. La loro resistenza diede modo alla cavalleria in fuga di ritornare ed unirsi ai contingenti da poco usciti da Milano e di contrattaccare, piombando improvvisamente sul fianco degli imperiali scompaginandone i ranghi. Gli imperiali non resistettero e cadde il loro portastendardo che finì sotto gli zoccoli del cavallo, dopo che una lancia lo aveva trapassato. Il colpo definitivo al morale dei tedeschi fu però la caduta dello stesso Federico Barbarossa, che provocò, nel primo pomeriggio, la fuga in massa dell’esercito germanico.
Ancora oggi per i Legnanesi quel 29 maggio del 1176 è un giorno importante che viene celebrato ogni anno con il palio cittadino a testimoniare la vittoria sul Barbarossa. La commemorazione, la cui prima edizione nelle forme attuali risale al 1932, consta di una sfilata in costume d’epoca ed una gara ippica a pelo tra le otto contrade in cui è suddiviso il territorio: La Flora, Legnarello, San Bernardino, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant’Ambrogio e Sant’Erasmo. Di solito la festa inizia la mattina con la celebrazione della Messa sul tradizionale Carroccio, simbolo della resistenza lombarda, per poi proseguire con l’investitura religiosa dei Capitani delle contrade. Abbiamo quindi la benedizione dei cavalli e dei fantini. Nel primo pomeriggio il corteo storico composto da oltre 1.200 figuranti Legnanesi in costume medievale, parte da piazza Carroccio e, dopo aver attraversato la città e reso omaggio alla statua di Alberto da Giussano, giunge al campo di gara dove ha luogo il Palio delle Contrade, al vincitore l’onore di conservare nella propria chiesa della contrada la Croce di Ariberto fino alla prossima manifestazione.
Alberto da Giussano è stato un eroe leggendario della lega, che con la sua “Compagnia della morte”, un manipolo di un migliaio di arditi, fece delle imprese memorabili nella battaglia. In realtà nella storia della battaglia di Legnano non vi è traccia di questo eroe, che sembra sia stato inserito successivamente nei romanzi storici, poichè nella battaglia mancava un vero capo carismatico per la Lega Lombarda, che doveva fare da contraltare al Barbarossa.
A partire dall’Ottocento, in Italia la battaglia di Legnano fu utilizzata per fini propagandistici dalle forze patriottiche. Si vedeva nell’affermazione dei Comuni un prototipo di Stato che si ribella ad un dominatore straniero, tuttavia le città della lega in verità non volevano vivere sole, ma desideravano essere libere all’interno dell’impero, che vedevano come un loro difensore.

sabato 28 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 28 maggio.
Il 28 maggio 585 a.C. avvenne un'eclisse di Sole, predetta da Talete e narrata da Erodoto. Grazie a ciò essa si può considerare una data importante da cui calcolare tutte le eclissi successive.
Erodoto, il grande storico del V secolo avanti Cristo, ci narra un avvenimento a dir poco originale: "...scoppiò una guerra fra i Lidi e i Medi che durò per cinque anni... Mentre essi con pari fortuna proseguivano la guerra, nel sesto anno si scontrarono e, nel corso della battaglia, il giorno all'improvviso diventò notte... I Lidi e i Medi cessarono allora il combattimento e s'adoprarono entrambi affinché si facesse fra loro la pace" [Erodoto, Storie, I, 74].
A proposito di questa eclisse, al di là della sua natura "pacificatrice", lo storico di Alicarnasso aggiunge una notazione davvero interessante: "Talete di Mileto aveva predetto questo fenomeno, indicando quello stesso anno in cui effettivamente avvenne". Quello che Erodoto non spiega è come abbia fatto Talete a predire l'eclisse con tanta esattezza.
Per calcolare in anticipo il verificarsi di un'eclisse, occorre conoscere due cicli. Il primo di essi, la durata del mese lunare, è molto facile da determinare, giacché è sufficiente individuare il lasso di tempo che trascorre tra un plenilunio e l'altro. Il secondo ciclo, invece, è molto più arduo da scoprire: si tratta della rotazione nello spazio di due punti invisibili; questi punti, chiamati nodi, sono individuati dall'intersezione dell'orbita lunare con il piano dell'orbita terrestre. Un'eclisse di Sole può avere luogo soltanto quando la Luna è nuova e si trova in uno dei due nodi. I primi a conoscere questo meccanismo furono i Babilonesi. Si tratta del cosiddetto "ciclo Saros": durante 223 lunazioni, pari a poco più di 18 anni e 10 giorni, si verificano in media 43 eclissi di Sole (di cui 16 anulari) e 28 eclissi lunari; e poiché al termine di questo periodo le posizioni reciproche del Sole, della Luna e dei nodi si ripresentano quasi in maniera identica, ne consegue che le eclissi verificatesi precedentemente si ripetono con la medesima successione e il medesimo ritmo.
Con ogni probabilità Talete di Mileto, matematico e astronomo, conosceva il ciclo Saros: tuttavia tale conoscenza è necessaria ma non sufficiente per fondare la previsione di un'eclisse. Il ciclo Saros, infatti, permette di calcolare quando si verificherà un'eclisse, ma di per sé non è in grado di stabilire da quale punto della Terra sarà visibile. Per prevedere con esattezza un'eclisse, dunque, sono necessarie ulteriori nozioni geodetiche e matematiche, che all'epoca di Talete non erano ancora disponibili. Volendo attribuire un qualche credito all'affermazione di Erodoto, quindi, è possibile che Talete abbia effettivamente predetto il verificarsi di un'eclisse: il fatto però che questa sia avvenuta proprio nei cieli dell'Asia Minore è stato un grosso colpo di fortuna per il matematico di Mileto.

venerdì 27 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 maggio.
Il 27 maggio 1939 esce su "decective comics" la prima storia di Batman.
Batman il famosissimo eroe dei fumetti, fu ideato nel 1939 dallo sceneggiatore Bill Finger e dal disegnatore Bob Kane. Apparve per la prima volta negli albi della Detective Comics con l'ambizione di ripetere l'enorme successo di Superman, anche se contrariamente a quest'ultimo, Batman non possiede dei superpoteri, ma soltanto delle straordinarie capacità fisiche umane. Batman è la storia di Bruce Wayne, figlio del ricchissimo Thomas Wayne. Dopo avere assistito, ancora bambino, all'omicidio dei suoi genitori ad opera di un ladro, il piccolo Bruce (Batman) decise di vendicarli. Giurò solennemente che avrebbe speso il resto della sua vita a combattere tutti i criminali. Per quasi vent'anni, il giovane Bruce si dedicò unicamente a intensi allenamenti, tali per cui il suo corpo divenne capace di incredibili imprese atletiche, inoltre divenne un grande scienziato. Intorno ai trent'anni, Bruce Wayne decise che era giunto il momento di passare alla via dei fatti. Mentre pensava: "I criminali sono gente paurosa e superstiziosa, mi occorre un travestimento che li terrorizzi. Devo essere una creatura della notte, nera, terribile un...un..." In quel momento comparve alla finestra un pipistrello. "Un pipistrello! - esclamò Bruce - Ecco! è come un presagio...sarò un pipistrello!". Scelse il nome di Batman (Batman significa infatti in inglese uomo pipistrello) e si costruì un costume da pipistrello. Grazie alle sue qualità di scienziato, si è costruito tutta una serie di attrezzature e macchinari sofisticatissimi, che gli permettono di far fronte a tutti i pericolosissimi supercriminali che di volta in volta compaiono nelle sue storie. L'alter ego di Batman, il ricchissimo Bruce Wayne ha trasformato i sotterranei della sua sontuosa villa di campagna, in un laboratorio scientifico dotato delle più moderne apparecchiature tecnologiche. Quì troviamo, all'interno di un vasto hangar-garage ricavato nella roccia, la sua bellissima e attrezzatissima automobile (la bat-mobile), il suo aeroplano (bat-plano) e un'infinità di armi che costruirà anche di volta in volta sulla base della pericolosità del suo nemico: la bat-fune (una fune con dei ganci all'estremità che gli permette di arrampicarsi e saltare da un palazzo all'altro), il bat-rang (una specie di boomerang a forma di pipistrello) e la bat-pistola tutti attrezzi che Batman adopererà nel corso delle sue avventure. Sin dai suoi esordi (e da allora non è cambiato molto) il costume di Batman è composto da una calzamaglia di colore grigio con pantaloncini neri (dai riflessi blu), stivaletti e lunghi guanti di colore blu notte, come copricapo usa una maschera che gli lascia scoperta solo la bocca e il mento, mentre ai lati è dotato di un paio di orecchie a punta e indossa un mantello nero che si piega come le ali di un pipistrello ed è molto utile come paracadute, quando Batman deve planare dopo aver compiuto qualche prodigioso balzo. Batman collabora con il capo della polizia di Gotham City (la sua città), il commissario Gordon, che spesso lo chiama attraverso un bat-segnale (un faro luminoso con l'effigie di un pipistrello) quando deve risolvere qualche intricatissimo caso o deve catturare qualche super criminale. Nelle sue avventure Batman si fa accompagnare da un altro eroe: il fedelissimo Robin, il ragazzo meraviglia. Questi è in realtà Dick Grayson, un ragazzo che grazie alla sua agilità, ai suoi pugni e alla sua intelligenza riesce a dare manforte a Batman. Robin veste con un paio di calzoncini di colore rosso, un mantello di colore giallo e guanti e stivaletti verdi. Ciò che caratterizza fortemente le avventure di Batman sono soprattutto i super criminali che compaiono nelle sue storie, una serie di individui stranissimi, folli, grotteschi e originali, aventi tutti una particolarità che li contraddistingue. Il nemico di Batman più famoso senza dubbio il Jocker, (che nella prima traduzione italiana a fumetti, veniva chiamato "il Jolly") un assassino con la pelle del viso di colore bianchissimo, i capelli verdi, le labbra molto rosse e con un perenne ghigno che gli scopre i denti. E' una specie di clown che ama definirsi un "artista del crimine" e la sua più grande gioia è compiere azioni criminose accompagnandole con scherzi e battute di pessimo gusto per i malcapitati. Questo personaggio (così come tutti i cattivi della serie) conferisce alle avventure di Batman un ambientazione fantastica, surreale e molte volte decisamente umoristica. Un altro acerrimo nemico di Batman è il Pinguino, un personaggio per alcuni versi simile al Joker, in quanto come lui ama divertirsi con scherzi criminosi. E' un tipo basso e grassoccio che indossa perennemente un frac, un cilindro e un ombrello che è in realtà un arma sofisticatissima. Altro nemico di Batman è l'Enigmista, vestito con una calzamaglia verde tutta tappezzata di punti interrogativi. Questo si diverte a sfidare Batman e Robin con dei quiz la cui soluzione indica sempre il luogo dove dovrà compiere il crimine. Pericolosissima è anche la Donna Gatto (Catwoman), specializzata in furti di gioielli. La galleria dei personaggi di Batman è veramente molto vasta, per cui ricordiamo solo alcuni dei tanti come "Due facce", un criminale che ha metà del viso normale e l'altra metà sfregiata da vetriolo, "il Trasformista", "lo Spauracchio", "Faccia d'Argilla" e tanti altri ancora. Al fianco del duo Batman e Robin, molto spesso compaiono anche delle affascinanti figure femminili come Bat-Girl (la versione femminile di Batman) e la Bat-Amazzone, anch'esse vestite con abiti che si ispirano al pipistrello e in molte avventure sono riuscite a togliere dai guai i protagonisti principali. Dalle avventure di Batman narrate nei fumetti sono stati tratti diversi film e cartoni animati per il cinema e per la televisione. Ma è stato grazie alla rivisitazione del grande fumettista Frank Miller, che Batman ha conosciuto una nuova giovinezza a partire dagli anni Ottanta. Il fumetto capolavoro di Batman è riuscito a restituire a questa figura quell'aspetto gotico e tenebroso tipico del suo esordio conferendo alle storie molta azione e drammaticità, senza trascurare l'aspetto ironico che lo ha sempre contraddistinto. Nel 1989, grazie al film di Tim Burton, Batman raggiunge un successo senza precedenti che continua ancora oggi, infatti alla sua prima uscita ha battuto tutti i record d'incasso della storia del cinema e ha alimentato una bat-mania tale da farlo diventare un business nella vendita dei gadget. Nei vari film di Batman che sono stati girati negli ultimi anni c'è da ricordare la splendida interpretazione di Jack Nicholson nei panni del Jocker e quella di Jim Carrey nel ruolo dell'Enigmista.

giovedì 26 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 26 maggio.
Il 26 maggio 1828 Kaspar Hauser viene scoperto vagare per le vie di Norimberga.
Il 26 maggio 1828 era il lunedì successivo alla Pentecoste.
Tra le quattro e le cinque del pomeriggio, a Norimberga, un ragazzo di circa sedici/diciassette anni dall'aspetto trasandato, che indossava abiti da contadino, camminava con un'andatura goffa per le vie della cittadina, guardandosi attorno con la bocca aperta, come se tutto ciò che lo circondava gli fosse alieno. Un calzolaio, impegnato nel suo lavoro, notò il ragazzo che aveva tutta l'aria di non reggersi più in piedi, e lo accolse nella sua casa. Il ragazzo non rispose alle domande del calzolaio, limitandosi a consegnargli una lettera indirizzata al Capitano dei Cavalleggeri di Norimberga.
Il soldato viene mandato a chiamare, e in sua presenza viene aperta la lettera. Il ragazzo disse al Capitano: “Voglio essere un soldato come lo era mio padre”, ma non sapeva null'altro, nemmeno l'identità del padre. Portato alla sede della polizia, il ragazzo sapeva scrivere solamente il suo nome, Kaspar Hauser. A tutte le altre domande rispondeva semplicemente “non so”, e sapeva dire poco altro. Il suo vocabolario contava poco più di cinquanta parole.
Kaspar non sapeva nulla sulle sue origini, l'unica cosa che aveva con se era una lettera, indirizzata al Capitano dei Cavalleggeri, in cui era scritto: “Egregio Capitano, vi mando un ragazzo che è ansioso di servire il suo Re nell'esercito. Fu lasciato in casa mia il 7 ottobre 1812, ma io non sono che un povero lavorante a giornata, ho già dieci figli e abbastanza da fare per crescerli. Non l'ho lasciato uscire di casa fin dal 1812... Se non lo volete tenere, potete ucciderlo o impiccarlo nella cappa del camino.” Oltre a questo, vi era un biglietto su cui era scritto che Kaspar era nato il 30 aprile del 1812.
Mentre la lettera veniva esaminata dalla polizia, Kaspar fu incarcerato in un centro di detenzione per vagabondi. Il carceriere esaminò attentamente il ragazzo, vedendo che era ben fatto, ma che aveva i piedi soffici come quelli di un bambino, e che stentava a camminare, come un bambino che muove i primi passi.
Il ragazzo fu anche visitato da un medico, che stabilì che non era ritardato, ma che gli era stato impedito (con l'isolamento) di svilupparsi mentalmente e socialmente. Inoltre diagnosticò una malformazione alle ginocchia, che gli impediva di allungare le gambe quando era seduto su una superficie piana, probabilmente dovuta al fatto che il ragazzo era stato tenuto imprigionato in spazi ristretti.
Kaspar, nel periodo in cui fu incarcerato, imparò a parlare con frasi brevi.
Il ragazzo si nutriva esclusivamente di pane ed acqua, qualsiasi altro alimento gli era indigesto.
Inoltre non si rendeva conto della differenza tra uomini e donne, e non era imbarazzato quando la moglie del carceriere lo lavava.
La storia del giovane Kaspar divenne di pubblico dominio, e il ragazzo venne affidato ad un giovane studioso, professor Georg Friedrich Daumer, che si occupò della sua educazione.
In sei settimane Kaspar Hauser imparò a parlare, leggere e scrivere come qualsiasi ragazzo della sua età. Inoltre, il 7 luglio del 1828 scrisse una relazione in cui raccontava il suo passato, relazione da cui non si discostò per tutta la sua breve vita.
Kaspar, prima del suo arrivo a Norimberga, aveva passato tutta la sua vita rinchiuso in una cella buia lunga due metri, larga un metro e mezzo e alta meno di due metri, sempre seduto o coricato su un materasso di paglia che costituiva l'unico arredo della cella. Al suo risveglio al mattino trovava accanto a se un pezzo di pane e una brocca d'acqua, il suo cibo quotidiano. A volte l'acqua aveva un sapore amaro e lo faceva dormire (sonnifero): quando si svegliava indossava abiti puliti e aveva le unghie tagliate. In tutta la sua vita non aveva mai incontrato nessuno, la sua unica compagnia erano due cavallini di legno.
Un giorno un uomo entrò nella cella, il primo uomo che Kaspar avesse mai visto, e gli insegnò a scrivere il suo nome e a dire “voglio essere un soldato come lo era mio padre.” Una volta che il ragazzo apprese queste due nozioni, l'uomo se lo caricò a spalla e lo portò all'aperto.
Il ragazzo svenne, forse a causa dell'aria fresca e della luce, e non ricordava null'altro, fino al momento in cui si riprese a Norimberga, dove vagava in cerca del Capitano dei Cavalleggeri.
L'interesse per Kaspar si diffuse in tutta l'Europa.
Molte persone importanti visitarono il ragazzo, convinti che non fosse stato imprigionato per odio ma per qualche motivo preciso. Inoltre il ragazzo presentava una certa somiglianza con la famiglia ducale dei Baden, che nel 1813 aveva subito la perdita di due principini.
Il 7 ottobre del 1829 Kaspar Hauser subì (forse) un primo attentato alla sua vita. Il ragazzo fu ritrovato svenuto nella cantina della sua abitazione, con una ferita sanguinante in testa. Secondo la versione di Kaspar, qualcuno lo aveva spinto giù dalla scala.
Quando, nel marzo del 1830, morì il Granduca, Kaspar fu affidato al Conte Stanhope, amico del successore del defunto. Questi dichiarò pubblicamente che Kaspar Hauser era di origini ungheresi, e che non aveva niente a che fare con la Casata dei Baden, cercando inoltre di convincere altre persone a cambiare la loro versione della storia.
Anselm Ritter Von Feuerbach, un giureconsulto tedesco, dichiarò che “il delitto compiuto contro la libertà di Kaspar non poteva essere stato motivato da odio o vendetta, ma solamente da interessi egoistici. Kaspar Hauser è il figlio legittimo di principeschi genitori e fu relegato in disparte per aprire la via della successione ad altri eredi.” Von Feuerbach morì il 27 maggio del 1833, verso le cinque del pomeriggio, a causa di un malore improvviso. La presenza di sintomi di avvelenamento da arsenico fecero supporre che Von Feuerbach fu avvelenato perchè aveva scoperto la verità su Kaspar Hauser.
Come tutto il resto della sua vita, anche la morte di Kaspar Hauser fu misteriosa.
Il 14 dicembre del 1833 Kaspar fu attirato nel parco di Ansbach, con la promessa che avrebbe ricevuto importanti rivelazioni sulla sua storia. Ma ad attenderlo non c'erano risposte, bensì un assassino che lo pugnalò al petto. Kaspar riuscì a ritornare a casa, dove morì tre giorni dopo.
Le sue ultime parole furono: “il mostro è divenuto troppo grande per me.”
Sul luogo della sua aggressione, fu trovata una borsa contenente un messaggio misterioso, che poteva essere letto solamente allo specchio. Il messaggio diceva: “Hauser potrà dirvi qual è il mio aspetto, da dove vengo e chi sono. Per risparmiargli il compito ve lo dirò io stesso. Io sono di ... sulla frontiera bavarese ... sul fiume ... il mio nome è MLO”
Kaspar Hauser fu sepolto nel cimitero della cittadina bavarese, sulla sua lapide è inciso “HIC JACET CASPARUS HAUSER, AENIGMA SUI TEMPORIS. IGNOTA NATIVITAS, OCCULTA MORS. MDCCCXXXIII” (qui riposa Kaspar Hauser, enigma del suo tempo. Ignota la (sua) origine, misteriosa la (sua) morte. 1833).
Nel luogo del suo assassinio è stato eretto un monumento con una lapide. Sulla lapide fu inciso. “HIC OCCULTUS OCCULTO OCCISUS EST” (qui un tipo misterioso fu ucciso in modo misterioso).
Secondo alcune dicerie dell'epoca, quando la Granduchessa Stefania di Baden, da molti ritenuta la madre di Kaspar, seppe della morte del ragazzo, pianse amaramente. Il marito della Granduchessa, Karl di Baden, era l'ultimo discendente diretto del ducato. Alla sua morte, il ducato fu ereditato dai figli della contessa di Hochberg. Sempre secondo tali dicerie, quando la Granduchessa Stefania partorì Kaspar, la Contessa fece portare via il bambino, sostituito dal figlio nato morto di una contadina. In seguito la Contessa affidò il bambino al Maggiore Hennenhofer, che a sua volta lo affidò ad un soldato. Si dice che il Maggiore Hennenhofer confessò la parte che aveva avuto nel complotto, ma alla sua morte tutti i suoi documenti vennero distrutti.
Chi era davvero Kaspar Hauser?
Era un impostore oppure era il legittimo erede del casato dei Baden?
Ai posteri l'ardua sentenza...

mercoledì 25 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 25 maggio.
Il 25 maggio 1895 Oscar Wilde viene condannato a due anni di prigione per "sodomia e volgare indecenza".
Oscar Fingal O' Flahertie Wills Wilde nacque a Dublino il 16 Ottobre 1854. Suo padre William era un rinomato chirurgo e uno scrittore versatile; sua madre Jane Francesca Elgée, una poetessa e un'accesa nazionalista irlandese.
Il futuro scrittore dopo aver frequentato il prestigioso Trinity College a Dublino e il Magdalen College, divenne presto popolare per la sua lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile intelligenza.
Ad Oxford, dove fra l'altro vinse il premio Newdigate con il poema "Ravenna", conobbe due fra i maggiori intellettuali del tempo, Pater e Ruskin, che lo introdussero alle più avanzate teorie estetiche e che affinarono il suo gusto artistico.
Nel 1879 soggiorna a Londra dove inizia a scrivere occasionalmente saggi giornalistici e pubblicare poemi. Nel 1881 escono i "Poems" che ebbero in un anno ben cinque edizioni. La sua chiarezza, il suo brillante modo di conversare, il suo ostentato stile di vita ed il suo stravagante modo di vestirsi fecero di lui una delle figure più salienti degli affascinanti circoli londinesi. Un tour di lettura durato un anno negli Stati Uniti incrementò la sua fama e gli diede l'opportunità di formulare meglio la sua teoria estetica che ruota intorno al concetto di "arte per l'arte".
Nel 1884, ritornato a Londra dopo aver trascorso un mese a Parigi, sposa Costance Lloyd: un matrimonio più di facciata che dettato dal sentimento. Wilde è difatti omosessuale e vive questa condizione con enorme disagio, soprattutto a causa della soffocante morale vittoriana che imperava nell'Inghilterra del tempo. La costruzione di cartapesta eretta da Oscar Wilde non poteva però durare a lungo e infatti, dopo la nascita dei suoi figli Cyryl e Vyvyan, si separa dalla moglie a causa dell'insorgere della sua prima vera relazione omosessuale.
Nel 1888 pubblica la sua prima collezione di storie per ragazzi "Il principe felice e altre storie", mentre tre anni dopo compare il suo unico romanzo, "Il ritratto di Dorian Gray", capolavoro che gli diede fama imperitura e per cui è conosciuto ancora oggi. L'aspetto peculiare del racconto, oltre alle varie invenzioni fantastiche (come quella del ritratto ad olio che invecchia al posto del protagonista), è che Dorian possiede indubbiamente molti dei tratti caratteristici dello scrittore, cosa che non mancò di scatenare l'ira dei critici, i quali ravvedevano nella prosa di Wilde i caratteri della decadenza e della disgregazione morale.
Nel 1891, il suo "annus mirabilis", pubblica il secondo volume di favole "La casa dei melograni" e "Intenzioni" una collezione di saggi comprendente il celebre "La decadenza della menzogna". Nello stesso anno stende per la famosa attrice Sarah Bernhardt il dramma "Salomé", scritto in Francia e fonte ancora una volta di grave scandalo. Il tema è quello della forte passione ossessiva, particolare che non poteva non attivare gli artigli della censura britannica, che ne proibisce la rappresentazione.
Ma la penna di Wilde sa colpire in più direzioni e se le tinte fosche le sono familiari, nondimeno si esprime al meglio anche nel ritratto sarcastico e sottilmente virulento. La patina di amabilità è anche quella che vernicia uno dei suoi più grandi successi teatrali: il brillante "Il ventaglio di Lady Windermere", dove, sotto l'apparenza leggiadra e il fuoco di fila delle battute, si nasconde la critica al vetriolo alla società vittoriana. La stessa che faceva la fila per vedere la commedia.
Galvanizzato dai successi, lo scrittore produce una quantità considerevole di pregevoli opere. "Una donna senza importanza" torna alle tematiche scottanti (avendo a che fare con lo sfruttamento sessuale e sociale delle donne), mentre "Un marito ideale" è incentrato nientemeno che sulla corruzione politica. La sua vena umorisitca esplode nuovamente con l'accattivante "L'importanza di chiamarsi Ernesto", un'altra stilettata al cuore dell'ipocrita morale corrente.
Questi lavori vennero definiti come perfetti esempi della "commedy of manners", grazie alle loro illustrazioni delle maniere e della morale dell'affascinante e un po' frivola società del tempo.
Ma la società vittoriana non era così disposta a farsi prendere in giro e soprattutto a veder svelate le sue contraddizioni in maniera così palese e sarcastica. A partire dal 1885, la scintillante carriera dello scrittore e la sua vita privata vennero dunque distrutte. Già dal 1893 la sua amicizia con Lord Alfred Douglas, detto Bosie, mostra la sua pericolosità procurandogli non pochi fastidi e suscitando scandalo agli occhi della buona società. Due anni dopo viene appunto processato per il reato di sodomia.
Entrato in carcere viene processato anche per bancarotta, i suoi beni sono messi all'asta mentre sua madre muore poco dopo.
Viene condannato per due anni ai lavori forzati; è durante il periodo del carcere che scrive una delle sue opere più toccanti "De profundis", che non è altro che una lunga lettera indirizzata al mai dimenticato Bosie (il quale nel frattempo si era allontanato non poco dal compagno, quasi abbandonandolo).
Sarà il vecchio amico Ross, l'unico presente fuori dal carcere ad attenderlo al momento della scarcerazione, a tenerne una copia e a farla pubblicare, come esecutore testamentario, trent'anni anni dopo la morte di Wilde.
L'ultima opera, scritta dopo un riavvicinamento a Bosie, è "Ballata del carcere di Reading" che termina nel 1898 dopo essere uscito di prigione, durante un soggiorno a Napoli. Tornato a Parigi apprende della morte della moglie e, dopo un paio d'anni di spostamenti sempre insieme all'amato Bosie, il 30 novembre del 1900 Oscar Wilde muore di meningite.
Le sue spoglie riposano a Parigi,  al cimitero di Père Lachaise, sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge, e con l'epitaffio dalla Ballata del carcere di Reading.

martedì 24 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 24 maggio.
Il 24 maggio 2000, durante un Convegno a Parigi, il Clay Mathematics Institute annuncia la messa in palio di sette premi da un milione di dollari, per la soluzione di altrettanti problemi di matematica rimasti irrisolti e giudicati da una commissione internazionale di matematici i sette più difficili e importanti fra quelli ancora da sciogliere. “I problemi del Millennio potrebbero non dare l’idea di dove sia diretta la matematica, ma ci offrono un’eccellente istantanea che mostra dove si trovino, oggi, le sue frontiere”.
All'origine de "I problemi del millennio" c'è una bella storia dal sapore ottocentesco. Un uomo d'affari di Boston, Landon T. Clay, che curiosamente non è un matematico, essendo laureato in inglese a Boston, ha fondato il Clay Mathematics Institute e, più recentemente, i Millennium Awards. L'istituto e i premi hanno come finalità il promuovere e sostenere la ricerca matematica e possono contare su un comitato scientifico di alto livello. Il 24 maggio del 2000, in una sala del Collège de France a Parigi, venne annunciato al mondo che l'istituto bandiva un premio di sette milioni di dollari destinati a coloro che fossero riusciti a risolvere i sette più difficili problemi matematici rimasti aperti. Per la precisione, il premio era suddiviso in sette premi, e ognuno di essi sarebbe andato a chi fosse riuscito a risolvere per primo ognuno di tali problemi. L'annuncio fu fatto a Parigi per una ragione storica, in quanto proprio lì, nel 1900, in un congresso internazionale di matematica, David Hilbert aveva elencato i ventitré problemi più importanti che ancora rimanevano irrisolti. Nel corso del secolo successivo molti matematici accettarono la sfida e nel 2000 i problemi di Hilbert erano stati risolti tutti tranne uno, dando a ognuno di coloro che vi si era cimentato con successo una fama paragonabile a quella del premio Nobel. Il Clay Institute si ispirò alla sfida di Hilbert aggiungendo un ingrediente in più, che forse, può non essere sufficiente a motivare un matematico ad affrontare un'impresa molto lunga e difficile, ma è più che sufficiente ad accendere la fantasia e attirare l'attenzione dei profani: il premio di un milione di dollari.
I sette problemi sono i seguenti:
L’IPOTESI DI RIEMANN – Essa costituisce l’ultimo problema rimasto irrisolto della lista di Hilbert del 1900. Le sue origini risalgono alla distribuzione dei numeri primi nella successione dei numeri naturali. Nel 1740 Eulero introdusse una funzione denominata con la lettera greca “zeta” (z): Riemann usò tale funzione per indagare il modello di distribuzione dei numeri primi e il suo lavoro fornì un solido legame con la geometria del piano complesso. L’ipotesi di Riemann ha implicazioni importanti per la nostra conoscenza dei numeri primi, ma anche per la sicurezza di Internet. Per lungo tempo si è nutrita la speranza che Riemann avesse lasciato un indizio sepolto da qualche parte fra i suoi appunti, ma inutilmente: non potremo mai sapere con sicurezza in che modo arrivò alle sue conclusioni. La maggior parte dei matematici ritiene che la congettura sia vera.
LA TEORIA DI YANG-MILLS E L’IPOTESI DEL GAP DI MASSA – Il secondo problema del Millennio è un enigma specifico che i matematici dovranno risolvere per dimostrarsi all’altezza della sfida lanciata loro dai fisici. La teoria di Yang-Mills (anni Cinquanta) è un primo passo verso la Grande Teoria Unificata. Nella QFT (Quantum Field Theory), la matematica coinvolge il concetto di simmetria: Yang e Mills lavorarono in questa direzione. Nessuno finora è stato in grado di risolvere le loro equazioni: i fisici le usano per formulare regole con le quali calcolare vari numeri chiave in un modo “approssimato”. “La sua soluzione segnerebbe l’inizio di un’area della matematica nuova e fondamentale, caratterizzata da profonde e importanti implicazioni con la nostra attuale conoscenza dell’universo”.
IL PROBLEMA P VERSUS NP – Per l’autore, è il problema che ha maggiori probabilità di essere risolto da un “dilettante sconosciuto”: riguarda l’efficienza che i computer possono raggiungere nell’eseguire certi tipi di compito. Riferendosi al problema del commesso viaggiatore, i matematici puri cercarono di determinare quanto efficientemente un computer potesse eseguire un particolare compito. Per distinguere i processi, i matematici proposero una classificazione dei problemi: tra quelli risolvibili in un tempo polinomiale e quelli risolvibili in un tempo esponenziale, inserirono i problemi risolvibili in un tempo polinomiale non deterministico, o per brevità NP.
LE EQUAZIONI DI NAVIER-STOKES – Basandosi sul lavoro di Bernoulli, Eulero formulò una serie di equazioni la cui soluzione descrive il moto di un fluido non viscoso. Nel 1882 Navier introdusse nelle equazioni di Eulero una correzione e, qualche anno dopo, Stokes ne ottenne una derivazione corretta. Grazie al lavoro di Navier e Stokes, alla fine del diciannovesimo secolo sembrava che i matematici fossero sul punto di elaborare una teoria completa della fluidodinamica. Ma nessuno, finora, è riuscito a trovare una formula che risolva le equazioni di Navier-Stokes: non solo, nessuno è riuscito a dimostrare che tale soluzione esista. “I progressi compiuti verso una soluzione delle equazioni di Navier-Stokes sono stati finora talmente piccoli che il Clay Institute assegnerà il premio da un milione di dollari al risolutore di una qualsiasi delle varianti del problema.”.
LA CONGETTURA DI POINCARÉ –La congettura emerge per caso, da un errore compiuto all’inizio dell’indagine di Poincaré nella topologia. Nei primi anni del ventesimo secolo, Poincaré e altri matematici si accinsero a classificare gli analoghi delle superfici a più dimensioni, che chiamarono “varietà”. La congettura è stata dimostrata nel 1960 per varietà da cinque dimensioni in su (Smale) e nel 1981 è stata dimostrata per varietà quadridimensionali (Freedman). Manca la dimostrazione per le varietà tridimensionali. Questo problema è stato risolto dal russo Grigorij Jakovlevič Perel'man nel 2003.
LA CONGETTURA DI BIRCH E SWINNERTON-DYER – Tale congettura riguarda le “curve ellittiche”. Una sua dimostrazione avrebbe ripercussioni su tutta la matematica moderna. Prima del 1994 non era nemmeno sicuro che la congettura avesse davvero senso.
LA CONGETTURA DI HODGE – Con ogni probabilità è il problema meno accessibile, poiché si tratta di una questione altamente tecnica e “non c’è nemmeno un reale consenso riguardo a ciò che essa effettivamente sostiene”. Una dimostrazione della congettura stabilirebbe un collegamento fondamentale fra le tre discipline della geometria algebrica, dell’analisi e della topologia. Hodge espose la sua congettura nel discorso pronunciato all’International Congress of Mathematicians, tenutosi nel 1950 in Inghilterra. Attualmente, non esiste alcuna prova che indichi la correttezza dell’intuizione di Hodge.

domenica 8 maggio 2016

PASSEGGIANDO TRA LE RIGHE: Gogol di Walter Ruffini


PASSEGGIANDO TRA LE RIGHE
di Walter Ruffini e Svetlana Vasileva
Visita alle città degli scrittori.

San Pietroburgo con Gogol





La prima statua dedicata non ad un nobile ma ad un poeta

il caffè Singer



La Neva













La casa di Puskin da porta a porta
La casa dove, durante il ballo, Puskin sfidò il cognato per le continue chiacchiere
sul rapporto che il cognato sembrava avere con la moglie.
La moglie Natalia Gonciarova
La casa dove si sono conosciuti Puskin e Natalia
Sotto le logge la caffetteria dove Puskin ha preso l'ultimo caffè prima del duello


Le pistole del duello

Il luogo dove avvenne il duello fatale

I 4 giorni di agonia prima della morte



 Collegamento di rete: Primula
Missaggio e messa in onda:
Masaniello il Làzzaro







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