Buongiorno, oggi è il 28 settembre.
La notte del 28 settembre del 1978 muore a Roma, dopo solo 33 giorni di pontificato, papa Albino Luciani, che aveva scelto come nome papale Giovanni Paolo.
In quei trentatrè giorni Albino Luciani fece gesti di discontinuità col modo di interpretare il papato. Innanzitutto cominciò ad usare l’io al posto del plurale maiestatico, poi non volle essere incoronato alla cerimonia ufficiale d’insediamento e sopportava mal volentieri la sedia gestatoria. Egli sostituì la tradizionale triplice tiara con il pallium, una specie di stola di lana.
Il nuovo pontefice accennò ad alcune questioni che se dette in pieno Medioevo avrebbero sicuramente acceso un rogo: parlò di Dio come padre ma anche come madre, si dimostrò disponibile verso una “certa” apertura all’uso della contraccezione a determinate condizioni. Fatto ancora importante, Giovanni Paolo I non amava l’Opus Dei e non l’avrebbe mai elevata a prelatura personale, come non avrebbe mai beatificato il suo fondatore Escrivá de Balaguer (cose che il suo successore, Giovanni Paolo II, ha effettivamente fatto).
Sin dall’inizio del suo pontificato, aveva fatto chiaramente capire al suo segretario di Stato Villot, che non intendeva far vita d’ufficio impiegando il suo tempo ad esaminare i faldoni di documenti che gli recapitavano quotidianamente. Egli avrebbe responsabilizzato i vari dicasteri sulle questioni ordinarie, mentre solo quelle straordinarie sarebbero state visionate dal papa.
Giovanni Paolo si preparava, nello spirito del Concilio Vaticano II, ad affrontare e rinnovare il suo ministero pastorale, convalidando sempre di più la collegialità episcopale, da lui intesa come vera impronta della cattolicità.
Il papa cercò inoltre di arginare l'affarismo della Banca Vaticana. Giovanni Paolo si convinse che andava aperta un’indagine per approfondire le connessioni e le collusioni degli uomini di Chiesa con gli ambienti “poco cristiani”. In attesa dell’inchiesta, Giovanni Paolo I aveva in animo una vera rivoluzione in termini d’uomini. Papa Luciani avrebbe voluto sostituire sia il cardinale Villot da segretario di Stato, mettendo al suo posto monsignor Benelli, sia il cardinale Colombo da arcivescovo di Milano, mettendo al suo posto monsignor Casaroli, sia monsignor Poletti da vicario di Roma, mettendo al suo posto monsignor Felici. Anche il potente cardinale Cody, arcivescovo di Chicago, sarebbe stato trasferito. Ovviamente monsignor Paul Marcinkus sarebbe stato destituito, perdendo finalmente il suo ruolo di “finanziere di Dio”.
Improvvisamente il colpo di scena: Albino Luciani alle 4.45 del mattino del 29 settembre, è trovato morto nella sua camera. La morte di papa Luciani non solo era assolutamente inattesa, ma divenne subito sospetta. L’odore di bruciato iniziò a spargersi urbi et orbi.
E’ una storia raccontata male, carica di reticenze, smentite e accuse quella della morte di Albino Luciani.
L’annuncio della morte del pontefice è comunicato ufficialmente dopo quasi tre ore dal ritrovamento del cadavere, precisamente alle 7.27 del 29 settembre: “Questa mattina, 29 settembre 1978, verso le cinque e mezza, il segretario personale del Papa, padre John Magee, non avendo trovato il santo Padre nella cappella privata, come d’abitudine, l’ha cercato nella sua stanza e l’ha trovato morto nel letto, con la luce accesa, come se leggesse ancora. Il medico, dottor Renato Buzzonetti, che accorse immediatamente, ha constatato la sua morte, accaduta probabilmente verso le ore 23 del giorno precedente a causa di un infarto acuto al miocardio”. Si parla quindi subito di infarto miocardico acuto. Non c’è autopsia, sembrerebbe troppo irriguardoso per un pontefice! E poi, potrebbe rivelare la presenza di sostanze compromettenti.
Secondo il comunicato ufficiale della Santa Sede, a trovare il pontefice morto nel suo letto è il suo segretario, e non suor Vincenza. Il papa trovato morto nella sua stanza da una suora! Perciò si accredita il ritrovamento ad un maschio, il suo segretario personale.
Nel comunicato quindi ci sono alcune varianti su chi ha materialmente trovato il papa morto, ma soprattutto che cosa stava leggendo prima di morire. Secondo la versione ufficiale Giovanni Paolo I, prima di morire, stava leggendo “L’imitazione di Cristo”. In seguito si scoprirà che in tutto il Vaticano non esisteva una sola copia di quel testo, mentre quella personale di Luciani era rimasta a Venezia, nella residenza del patriarca.
Sospetti nascono anche dal modo in cui papa Luciani è trovato. Ufficialmente è trovato seduto al suo letto con dei cuscini dietro la spalla, gli occhiali inforcati e un libro tra le mani. Il comunicato ufficiale quindi non corrisponde al quadro tipico dell’infarto: non ci furono, infatti, segni di lotta contro la morte. Poi, come poteva un medico che non conosceva professionalmente Luciani affermare, senza autopsia (che ufficialmente non ebbe luogo), che ci fu infarto miocardico acuto? Il medico personale di Luciani, il dottor Giuseppe Da Ros ha sempre affermato che il suo illustre paziente non aveva problemi di diabete, colesterolo o che avesse la pressione alta, anzi l’aveva bassa. Insomma nessun problema di cuore. Se la versione del ritrovamento è quella descritta ufficialmente dal Vaticano, il quadro della morte potrebbe meglio corrispondere alla somministrazione di qualche sostanza velenosa. Quindi il processo che portò alla morte di Albino Luciani potrebbe essere durato tutta la notte: mentre il pontefice leggeva si è assopito, poi è subentrato il coma, poi ancora la morte. Se invece il papa fu trovato in condizioni diverse da quelle descritte, allora potrebbe essersi sentito male e potrebbe aver vomitato qualcosa prima di cadere e morire. Questo spiega la sparizione delle pantofole e degli occhiali dalla stanza del pontefice, che avrebbero potuto essere sporchi, come anche il fatto che alle 6.30 tutte le stanze private del pontefice erano state pulite.
Infine un’ultima considerazione che lascia perplessi sulle cause della morte di Giovanni Paolo: il segretario di Stato Jean Villot iniziò ad avvisare i cardinali della morte del pontefice dalle 6.30, ossia circa novanta minuti dopo il ritrovamento del cadavere. Gli imbalsamatori, i fratelli Signoracci, furono subito chiamati e cardinale Villot diede disposizioni affinché l’imbalsamazione del corpo del papa si facesse il più presto possibile, entro la sera del 29 settembre. Una procedura inusuale, come illegale visto che dovrebbero passare almeno ventiquattro ore dal decesso. In più sorprende la forma con cui l’imbalsamazione fu operata: non si estrasse il sangue dal cadavere né furono prelevati organi; gli furono invece iniettati vari prodotti chimici. E’ chiaro che questa procedura doveva servire nel caso di un’eventuale autopsia, che non avrebbe rilevato gran che. Con le moderne tecnologie, oggi l’autopsia potrebbe dare una risposta a tutti i dubbi sulla morte di Albino Luciani.
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lunedì 28 settembre 2026
domenica 27 settembre 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 27 settembre.
Il 27 settembre 1938 venne varato a Glasgow il transatlantico Queen Elizabeth, gemello del Queen Mary varato 2 anni prima. 83000 tonnellate, lungo 314 metri, poteva portare 2283 passeggeri supportati da oltre 1000 uomini di equipaggio. La nave, inizialmente pensata per il trasporto di passeggeri e pacchi postali tra l'Europa e gli Stati Uniti, con l'avvento della seconda guerra mondiale fu cooptata per il trasporto truppe, ridipinta in grigio e dotata di cannoni antiaerei. Più di 750.000 soldati furono trasportati nei vari teatri di guerra in Asia, in Africa, e infine per il trasporto di truppe americane verso l'Europa.
Alla fine della guerra la Queen Elizabeth si riappropriò del ruolo per cui era stata costruita, cominciando dunque un servizio regolare tra Southampton e New York, fino alla fine degli anni 50, quando i voli divennero il mezzo più veloce ed economico per attraversare l'oceano. L'armatore decise di modificare la nave aggiungendo un ponte, l'aria condizionata e una piscina; con questi accorgimenti la Queen Elizabeth cominciò la tratta New York - Nassau nella speranza di poter ricominciare a generare profitti almeno fino agli anni 70. Tuttavia ciò non fu sufficiente a causa degli alti consumi di carburante, del pescaggio troppo profondo per poter attraccare a molti porti, nonchè per la stazza che non le consentiva di transitare nel canale di Panama. Nel 69 sia la Queen Mary che la Queen Elizabeth furono dismesse a favore della Queen Elizabeth II, più piccola ed economica.
La nave, ribattezzata Elizabeth fu venduta ad un uomo d'affari che la volle trasformare in un hotel e attrazione turistica a Port Everglades, in Florida; tuttavia l'operazione non ebbe fortuna e nel 70 fu venduta all'asta a un magnate di Hong Kong, C. Y. Tung, che volle convertire il battello in una università per il "world campus afloat program".
Il 9 febbraio 1972, quando stava per essere completata la conversione del transatlantico (per un costo di 5 milioni di sterline), prese fuoco. Varie voci sostennero che la nave fosse stata deliberatamente incendiata, essendo stata acquistata per 3,5 milioni di sterline ed assicurata per 8.
Il fuoco la distrusse quasi interamente; inoltre, l'acqua gettata sulla nave per domare l'incendio la piegò su un lato e la fece affondare parzialmente nella baia di Hong Kong. Tra il 74 e il 75, considerata un pericolo per le navi in transito, la Elizabeth fu smantellata, lasciando nel fondo della baia solo le parti esterne dello scafo.
La Parker per l'occasione produsse 5000 penne con il metallo della nave destinate ai collezionisti.
Il 27 settembre 1938 venne varato a Glasgow il transatlantico Queen Elizabeth, gemello del Queen Mary varato 2 anni prima. 83000 tonnellate, lungo 314 metri, poteva portare 2283 passeggeri supportati da oltre 1000 uomini di equipaggio. La nave, inizialmente pensata per il trasporto di passeggeri e pacchi postali tra l'Europa e gli Stati Uniti, con l'avvento della seconda guerra mondiale fu cooptata per il trasporto truppe, ridipinta in grigio e dotata di cannoni antiaerei. Più di 750.000 soldati furono trasportati nei vari teatri di guerra in Asia, in Africa, e infine per il trasporto di truppe americane verso l'Europa.
Alla fine della guerra la Queen Elizabeth si riappropriò del ruolo per cui era stata costruita, cominciando dunque un servizio regolare tra Southampton e New York, fino alla fine degli anni 50, quando i voli divennero il mezzo più veloce ed economico per attraversare l'oceano. L'armatore decise di modificare la nave aggiungendo un ponte, l'aria condizionata e una piscina; con questi accorgimenti la Queen Elizabeth cominciò la tratta New York - Nassau nella speranza di poter ricominciare a generare profitti almeno fino agli anni 70. Tuttavia ciò non fu sufficiente a causa degli alti consumi di carburante, del pescaggio troppo profondo per poter attraccare a molti porti, nonchè per la stazza che non le consentiva di transitare nel canale di Panama. Nel 69 sia la Queen Mary che la Queen Elizabeth furono dismesse a favore della Queen Elizabeth II, più piccola ed economica.
La nave, ribattezzata Elizabeth fu venduta ad un uomo d'affari che la volle trasformare in un hotel e attrazione turistica a Port Everglades, in Florida; tuttavia l'operazione non ebbe fortuna e nel 70 fu venduta all'asta a un magnate di Hong Kong, C. Y. Tung, che volle convertire il battello in una università per il "world campus afloat program".
Il 9 febbraio 1972, quando stava per essere completata la conversione del transatlantico (per un costo di 5 milioni di sterline), prese fuoco. Varie voci sostennero che la nave fosse stata deliberatamente incendiata, essendo stata acquistata per 3,5 milioni di sterline ed assicurata per 8.
Il fuoco la distrusse quasi interamente; inoltre, l'acqua gettata sulla nave per domare l'incendio la piegò su un lato e la fece affondare parzialmente nella baia di Hong Kong. Tra il 74 e il 75, considerata un pericolo per le navi in transito, la Elizabeth fu smantellata, lasciando nel fondo della baia solo le parti esterne dello scafo.
La Parker per l'occasione produsse 5000 penne con il metallo della nave destinate ai collezionisti.
sabato 26 settembre 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 26 settembre.
Il 26 settembre 2005 Silvio Berlusconi veniva assolto nel processo cosiddetto "All Iberian 2" dal tribunale di Milano, con la formula per la quale "il fatto non costituisce più reato", ciò in seguito alla riforma del diritto societario approvata dallo stesso governo Berlusconi in precedenza.
Il processo All Iberian deve il suo nome a una delle società di Silvio Berlusconi che, secondo l'accusa, serviva all'imputato per trasferire soldi Fininvest all'estero, in parte nelle casse svizzere del Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, in parte su conti esteri per utilizzo illecito del danaro stesso.
I due reati, finanziamento illecito di partiti e falso in bilancio aggravato, sarebbero stati perpetrati rispettivamente tra il 91 e il 92, e tra l'89 e il 96.
Il processo "All Iberian" ebbe inizio il 21 novembre 1996. Tuttavia il 17 giugno del 1998, a causa di un vizio di forma della magistratura requirente che non aveva consentito a Fininvest di partecipare in qualità di parte offesa, il processo fu diviso in 2 tronconi, il primo relativo al finanziamento dei partiti e il secondo relativo al falso in bilancio, che dovette ricominciare da zero.
Il processo All Iberian 1 si è concluso definitivamente il 22 novembre 2000, con la Cassazione che confermava il proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato.
Oltre a dover ricominciare da zero per un vizio procedurale, come deciso dai giudici nel giugno del 1998, la seconda tranche del processo All Iberian dovette una seconda volta essere azzerata in quanto, il 12 marzo 1999, il tribunale, accogliendo un’eccezione relativa alla «totale indeterminatezza dei fatti» contestati, dichiarò nullo il precedente rinvio a giudizio per una «sostanziale equivocità dell’imputazione», rinviando il procedimento alla fase dell’udienza preliminare.
Il nuovo rinvio a giudizio portava la data del 24 novembre 1999, e fissava l’inizio del processo di primo grado al 7 aprile 2000. Ma una pronuncia della Cassazione del 9 febbraio 2001, rilevata l’incompatibilità di un giudice con il processo, riportò nuovamente il giudizio all’apertura del dibattimento. Dibattimento che riprese, davanti ad un nuovo giudice, il 22 febbraio dello stesso anno.
Il processo All Iberian 2 si è definitivamente concluso con l’assoluzione di Silvio Berlusconi (con formula perché il fatto non costituisce più reato in seguito alla riforma del diritto societario del Governo Berlusconi) emessa dal Tribunale di Milano il 26 settembre 2005.
Il processo All Iberian 2 è stato ed è tuttora un argomento di polemica politica. Lo schieramento del centrosinistra (e con esso i suoi sostenitori), infatti, ha accusato il Parlamento di aver approvato delle leggi ad personam, ossia delle norme che sarebbero state emanate al solo scopo di influire sui processi pendenti nei confronti dell’allora Presidente del Consiglio Berlusconi.
Le polemiche cominciarono già a seguito dell’emanazione della legge 367 del 2001 sulle rogatorie internazionali, che si diceva avrebbe portato alla conclusione anticipata del processo per sopravvenuta inutilizzabilità di alcuni documenti, ritenuti decisivi dall’accusa, provenienti dalla Svizzera. Tuttavia, la polemica non trovò conferma nei fatti. I documenti, infatti, furono utilizzati dal Tribunale a norma della stessa legge criticata.
Successivamente alla riforma del diritto societario, approvata dal Parlamento sotto il governo presieduto da Berlusconi, i critici del centrodestra rinnovarono la loro accusa al Parlamento, reo, a loro dire, di aver legiferato così da venire incontro ai desiderata giudiziari di Silvio Berlusconi.
L’applicazione della nuova normativa in materia di falso in bilancio, infatti, ed in particolare dei riformulati articoli 2621 e 2622 del codice civile, ha reso la condotta imputata a Berlusconi non più perseguibile penalmente. La norma infatti prevede la perseguibilità del reato a querela di parte, querela che non era stata presentata a suo tempo e che avrebbe costretto i giudici a prosciogliere l’imputato per difetto di causa di procedibilità. Il Tribunale, invece, ritenne di accogliere le richieste della difesa – l’accusa aveva chiesto che Berlusconi venisse prosciolto per prescrizione del reato - volte ad ottenere la più ampia formula assolutoria (la citata il fatto non costituisce più reato). Con la riforma, infatti, il reato di falso in bilancio, che vedeva ridursi i termini prescrizionali, è diventato perseguibile solo quando l’entità della falsa dichiarazione sia tale da aver creato degli effetti nocivi, non bastando che questi effetti rimangano potenziali.
Il 26 settembre 2005 Silvio Berlusconi veniva assolto nel processo cosiddetto "All Iberian 2" dal tribunale di Milano, con la formula per la quale "il fatto non costituisce più reato", ciò in seguito alla riforma del diritto societario approvata dallo stesso governo Berlusconi in precedenza.
Il processo All Iberian deve il suo nome a una delle società di Silvio Berlusconi che, secondo l'accusa, serviva all'imputato per trasferire soldi Fininvest all'estero, in parte nelle casse svizzere del Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, in parte su conti esteri per utilizzo illecito del danaro stesso.
I due reati, finanziamento illecito di partiti e falso in bilancio aggravato, sarebbero stati perpetrati rispettivamente tra il 91 e il 92, e tra l'89 e il 96.
Il processo "All Iberian" ebbe inizio il 21 novembre 1996. Tuttavia il 17 giugno del 1998, a causa di un vizio di forma della magistratura requirente che non aveva consentito a Fininvest di partecipare in qualità di parte offesa, il processo fu diviso in 2 tronconi, il primo relativo al finanziamento dei partiti e il secondo relativo al falso in bilancio, che dovette ricominciare da zero.
Il processo All Iberian 1 si è concluso definitivamente il 22 novembre 2000, con la Cassazione che confermava il proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato.
Oltre a dover ricominciare da zero per un vizio procedurale, come deciso dai giudici nel giugno del 1998, la seconda tranche del processo All Iberian dovette una seconda volta essere azzerata in quanto, il 12 marzo 1999, il tribunale, accogliendo un’eccezione relativa alla «totale indeterminatezza dei fatti» contestati, dichiarò nullo il precedente rinvio a giudizio per una «sostanziale equivocità dell’imputazione», rinviando il procedimento alla fase dell’udienza preliminare.
Il nuovo rinvio a giudizio portava la data del 24 novembre 1999, e fissava l’inizio del processo di primo grado al 7 aprile 2000. Ma una pronuncia della Cassazione del 9 febbraio 2001, rilevata l’incompatibilità di un giudice con il processo, riportò nuovamente il giudizio all’apertura del dibattimento. Dibattimento che riprese, davanti ad un nuovo giudice, il 22 febbraio dello stesso anno.
Il processo All Iberian 2 si è definitivamente concluso con l’assoluzione di Silvio Berlusconi (con formula perché il fatto non costituisce più reato in seguito alla riforma del diritto societario del Governo Berlusconi) emessa dal Tribunale di Milano il 26 settembre 2005.
Il processo All Iberian 2 è stato ed è tuttora un argomento di polemica politica. Lo schieramento del centrosinistra (e con esso i suoi sostenitori), infatti, ha accusato il Parlamento di aver approvato delle leggi ad personam, ossia delle norme che sarebbero state emanate al solo scopo di influire sui processi pendenti nei confronti dell’allora Presidente del Consiglio Berlusconi.
Le polemiche cominciarono già a seguito dell’emanazione della legge 367 del 2001 sulle rogatorie internazionali, che si diceva avrebbe portato alla conclusione anticipata del processo per sopravvenuta inutilizzabilità di alcuni documenti, ritenuti decisivi dall’accusa, provenienti dalla Svizzera. Tuttavia, la polemica non trovò conferma nei fatti. I documenti, infatti, furono utilizzati dal Tribunale a norma della stessa legge criticata.
Successivamente alla riforma del diritto societario, approvata dal Parlamento sotto il governo presieduto da Berlusconi, i critici del centrodestra rinnovarono la loro accusa al Parlamento, reo, a loro dire, di aver legiferato così da venire incontro ai desiderata giudiziari di Silvio Berlusconi.
L’applicazione della nuova normativa in materia di falso in bilancio, infatti, ed in particolare dei riformulati articoli 2621 e 2622 del codice civile, ha reso la condotta imputata a Berlusconi non più perseguibile penalmente. La norma infatti prevede la perseguibilità del reato a querela di parte, querela che non era stata presentata a suo tempo e che avrebbe costretto i giudici a prosciogliere l’imputato per difetto di causa di procedibilità. Il Tribunale, invece, ritenne di accogliere le richieste della difesa – l’accusa aveva chiesto che Berlusconi venisse prosciolto per prescrizione del reato - volte ad ottenere la più ampia formula assolutoria (la citata il fatto non costituisce più reato). Con la riforma, infatti, il reato di falso in bilancio, che vedeva ridursi i termini prescrizionali, è diventato perseguibile solo quando l’entità della falsa dichiarazione sia tale da aver creato degli effetti nocivi, non bastando che questi effetti rimangano potenziali.
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