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venerdì 11 settembre 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


Buongiorno, oggi è l'11 settembre.
A Santiago del Cile, l'11 settembre 1973, con un colpo di Stato le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciano il governo socialista di Salvador Allende, che muore durante l'assedio al palazzo presidenziale, dopo aver gridato attraverso Radio Magallanes le sue ultime parole: “Viva il Cile!, Viva il popolo!, Viva i lavoratori!”.
La giunta militare instaura un regime dittatoriale che resterà al potere per 17 anni, mentre il presidente deposto diviene un'icona, pur non esente da controversie. Il regime di Pinochet non trascura di trasferire nel proprio ricordo, tra le altre cose, omicidi e deportazioni di massa: sono circa diecimila i cileni torturati, e centinaia le migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche è veloce e capillare. A tutto si sostituisce il dominio militare.
Il ruolo degli USA nel colpo di Stato rimane una questione controversa. Documenti declassificati durante l'amministrazione Clinton mostrano che il governo degli Stati Uniti e la CIA avevano cercato di rovesciare Allende nel 1970, immediatamente dopo la sua elezione.
Del resto, Henri Kissinger parlò chiaramente circa l'elezione di Allende in Cile: "Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell'irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli."
Eppure, ancora oggi molti documenti potenzialmente rilevanti rimangono coperti da segreto.
Nonostante la CIA venne avvisata da suoi informatori dell'imminente colpo di Pinochet con due giorni di anticipo, sostenne poi di "non aver giocato alcun ruolo diretto" nel golpe. Sempre Kissinger disse al presidente Richard Nixon che gli Stati Uniti "non lo avevano fatto" (riferendosi al colpo di Stato), ma ne avevano "creato le condizioni il più possibile". Infatti subito dopo l'insediamento del governo Allende, gli USA cercarono di applicare una pressione economica pesantissima sul Cile.
Tra i documenti del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, in seguito declassificati dalla presidenza Clinton, ce ne fu uno, particolarmente importante, scritto da Kissinger ed indirizzato ai capi della diplomazia, della difesa e dell'intelligence: il "decision memorandum n. 93", datato 9 novembre 1970. Questo documento dichiarava che la pressione doveva essere posta sul governo Allende per impedirne il consolidamento e limitarne la capacità di implementare politiche avverse agli USA e ai suoi interessi nell'emisfero. Nello specifico, Nixon indicò che nessun nuovo aiuto economico bilaterale doveva essere intrapreso con il governo del Cile.
Gli USA fornirono supporto materiale al regime dopo il golpe, anche se in pubblico lo criticavano. Il golpe di Pinochet , infatti, ebbe un'influenza politica enorme in tutto il mondo, e l'eco di questo avvenimento si farà sentire significamente anche in Italia negli anni '70.
Salvador Allende rimane tuttora uno dei pochi presidenti che, eletti democraticamente, abbiano tentato la costruzione di una società socialista. Con l'appoggio a Pinochet, gli USA vollero preventivamente stroncare sul nascere la via democratica al socialismo, mandando un inquietante segnale di avvertimento a tutti i partiti socialisti e comunisti che in maniera democratica stavano rafforzandosi in vari paesi del mondo.

giovedì 10 settembre 2026

33 anni di Amico Rom

Eventi dal 27 settembre al 9 ottobre con prestigiosi ospiti internazionali.


 Torna uno degli appuntamenti più prestigiosi del mondo rom in Italia con celebrazioni, musica, spettacoli, premi e sfilata di alta moda con stilista e modelle rom.

 L'Amico Rom si svolge a Lanciano (Chieti) da ben 33 anni consecutivamente. È un evento consolidato che richiama nell'omonimo  Concorso Artistico Internazionale partecipanti da tutto il mondo sia rom che non rom per un incontro interculturale di altissimo livello e valore artistico.

 La manifestazione si apre domenica 27 settembre a Orsogna (Chieti) con l'annuale Romheritage, l'Itinerario Rom della Pace che si snoda da Via Borgo Romano, 34 fino al Parco delle Memorie di Lanciano per circa 12 km. Durante il percorso 2 postazioni di rinfresco e racconti, storie, poesie, canti sul mondo rom.

 Il 30 settembre alle ore 10.30 a Orsogna in Via Borgo Romano, 34 di fronte alla casa dove nacque Gennaro Spinelli (1937-2021), deportato da bambino dai fascisti, la celebrazione dei bambini Rom e Sinti deportati dai nazifascisti e mai tornati.

 Il 7 ottobre a Pescara alle ore 11 nell'Istituto Alberghiero De Cecco la presentazione dell'opuscolo Pillole di Storia in Memoria del Samudaripen a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Fisciano/Roma.

 Giovedi 8 ottobre alle ore 21.00 nella Cattedrale Madonna del Ponte di Lanciano, il gran Concerto Etnosinfonico di Musica Rom dell'Orchestra Europea Per la Pace con Alexian Santino Spinelli alla fisarmonica solista, Tania De Giorgio, la soprano che canta in lingua romani e con la straordinaria partecipazione di Ostalinda Suarez Montaño, la flautista di fama internazionale come ospite d'onore.

 Venerdi 9 ottobre, la giornata più intensa a chiusura della manifestazione. Tutti gli eventi si svolgeranno a Lanciano.

 Alle ore 10.30 al Parco delle Memorie la deposizione della corona d'alloro al Monumento al Samudaripen e il cuscinetto di fiori al Roma Memorial Naj sen Bistarde (Non siete dimenticati) e all'albero dedicato a Gennaro Spinelli (1937-2021).

 Alle ore 15.00 alla Sala Lanci della Casa di Conversazione, la presentazione del nuovo docufilm del Parlamentare croato Veljko Kajtazi, in presenza dell'autore, vincitore della categoria video e film del 33^ Concorso Artistico Internazionale Amico Rom.

 Alle ore 17.00 presso l'Auditorium Diocleziano la sfilata di alta moda rom con la stilista Sara Cetty che presenterà la sua nuova collezione con la partecipazione di modelle rom.

 A seguire, sempre all'Auditorium Diocleziano alle ore 18.00, lo spettacolo del marionettista rom Rašid Nikolić.


 Alle ore 21.00 al Teatro Mazzini la solenne cerimonia di Premiazione del 33^ Concorso Artistico Internazionale Amico Rom il cui vincitore assoluto è il professore universitario rumeno Gheorghe Sarau, romanologo di fama mondiale. Tra i premiati più importanti il direttore dell'Istituto di Cultura Gitana di Madrid Ismael Cortés, già parlamentare spagnolo, Premio Eccellenza Romanì 2026, Gabriela Hrabanova direttrice di ERGO che ha sede a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, Eccellenza Romanì 2026, Rocco Lanatà e Renato Ongania della Cattedra della Pace di Assise e Paolo Dossena patron della Casa Discografica CNI, per i Premi Phralipe 2026. Tra gli ospiti d'onore il grande compositore e direttore d'Orchestra Paco Suarez e sua figlia Ostalinda, Premio Eccellenza Romanì 2026. Tutti gli eventi sono a partecipazione libera e gratuita.

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 10 settembre.
Il 10 settembre 1898 a Ginevra, moriva per mano di un anarchico Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, nota ai più come principessa Sissi.
Nata il 24 dicembre 1837 a Monaco di Baviera, dal duca Massimiliano Giuseppe di Baviera e dalla duchessa Ludovica, la sua infanzia fu trascorsa con una educazione borghese e non rigidamente legata ai precetti della nobiltà e dell'etichetta.
Quando nel 1853 fu organizzato l'incontro tra il figlio della arciduchessa Sofia, Francesco Giuseppe imperatore d'Austria, ed Elena, prima figlia della duchessa Ludovica (sorella di Sofia), fu chiaro a tutti che l'imperatore si era invaghito della figlia minore, Elisabetta.
Si decise dunque di organizzare il matrimonio tra di loro, non appena ottenuta la dispensa papale (gli sposi erano cugini di primo grado).
I primi tempi a corte furono traumatici per l'imperatrice, che dovette in poco tempo colmare le sue lacune di educazione, imparando l'italiano, il francese, la storia d'Austria e soprattutto tutti i rigidi cerimoniali a cui lei non era abituata. il 5 marzo 1855 nacque la prima figlia Sofia, e un anno più tardi la seconda, Gisella.
Elisabetta volle portare i figli con sè nei viaggi di stato che il marito periodicamente compiva, accorgendosi per la prima volta che fuori da Vienna il popolo non era poi così favorevole all'imperatore come le facevano credere; al contrario, molto interesse era suscitato dalla presenza di Sissi, di cui tutti volevano ammirare la famosa bellezza.
Secondo le cronache, Elisabetta era alta 1 metro e 72 e pesava 50 kg, aveva capelli castani folti e lunghissimi, che sciolti le arrivavano alle caviglie. Quasi tre ore occorrevano quotidianamente per vestirsi, poiché gli abiti le venivano quasi sempre cuciti addosso per far risaltare al massimo la snellezza del corpo; la sola allacciatura del busto - per ottenere il suo famoso vitino da vespa - richiedeva spesso un'ora di sforzi. Il lavaggio dei capelli era eseguito ogni tre settimane con una mistura di cognac ed uova e richiedeva un'intera giornata, durante la quale l'Imperatrice non tollerava di essere disturbata. Altre tre ore erano dedicate all'acconciatura dei capelli, che venivano intrecciati da Fanny Angerer, ex parrucchiera del Burgtheater di Vienna, di cui all'imperatrice erano piaciute le fantasiose acconciature delle attrici. Elisabetta era impegnata per il resto della giornata con la scherma, l'equitazione e la ginnastica (a tal scopo, aveva fatto allestire in tutti i palazzi in cui soggiornava delle palestre attrezzate con pesi, sbarra e anelli). Costringeva inoltre la propria dama di corte a seguirla durante interminabili e forsennate passeggiate quotidiane. Per preservare la giovinezza della pelle Elisabetta faceva uso di maschere notturne (a base di carne di vitello cruda o di fragole) e ricorreva a bagni caldi nell'olio d'oliva; per conservare la snellezza, oltre a rispettare il rigoroso regime alimentare, dormiva con i fianchi avvolti in panni bagnati e beveva misture di albume d'uovo e sale. Mascherava la propria anoressia con l'ossessione per un'alimentazione sana.
Durante un viaggio di Stato in Ungheria la prima figlia Sofia si ammalò e morì; Sissi si dava la colpa avendola voluta con sè per il viaggio, e non volle più curarsi personalmente dell'educazione della figlia Gisella, affidandola a Sofia (la nonna).
Nel 1858 nacque Rodolfo, finalmente un maschio, erede dell'impero. Nel 1860 i tumulti che scuotevano l'Europa portarono Francesco Giuseppe sempre più lontano da corte, ed Elisabetta si ammalò. Le sue continue e robuste diete dimagranti, la forte attività fisica a cui si sottoponeva per mantenere il fisico tonico e bello, la indebolirono a tal punto che le fu consigliato di svernare in un paese caldo, a Madeira, dove abbandonò quasi completamente la vita di corte.
Nel 1889 il figlio Rodolfo morì suicida con l'amante, la baronessa Maria Vetsera; Sissi ne fu ulteriormente colpita nell'animo. Nel 1898, a Ginevra, mentre stava per imbarcarsi su un battello, l'anarchico italiano Luigi Lucheni la colpì con una stilettata al cuore. Il busto di Elisabetta era talmente stretto che lei non provò alcun dolore e continuò a camminare come se nulla fosse successo per altri 20 minuti, prima di abbattersi al suolo per l'emorragia interna.
Oggi riposa insieme al marito e al figlio nella cripta dei Cappuccini, a Vienna.


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