Buongiorno, oggi è il 19 settembre
il 19 settembre del 1991 fu ritrovato un corpo umano sulle alpi Venoste, ai piedi del ghiacciaio di Similaun, quasi perfettamente conservato: la mummia di Similaun appunto.
La mummia fu ritrovata dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon di Norimberga durante un'escursione, compiuta tra il 19 settembre ed il 22 settembre 1991 presso il confine italo-austriaco, sullo Hauslabjoch. L'attribuzione del nome Uomo del Similaun deriva dal toponimo registrato più vicino al luogo di ritrovamento, appunto il Similaun.
Inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca. Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro seriamente danneggiato).
Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti ed attribuito ad un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi - o, con altra grafia, Oetzi - dal luogo del ritrovamento (Ötztal/Valle Ötz, nel Tirolo del nord). In seguito alla determinazione che il luogo di ritrovamento si trovava in territorio italiano, in base ad un accordo con la Provincia autonoma di Bolzano ed il governo austriaco la mummia è stata trasferita in Italia. Attualmente, la mummia del Similaun è conservata a Bolzano, al Museo Archeologico dell'Alto Adige, in un'apposita struttura che la mantiene nelle ottimali condizioni di conservazione pur permettendone l'osservazione. Il corpo viene conservato in una stanza con circa il 99,6% di umidità e -6°C. Ogni due mesi un medico specializzato spruzza sulla mummia dell'acqua distillata, che congelandosi forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4/0,5% di umidità mancante. La mummia è visibile solamente tramite una finestra di circa 30 x 40 cm. Solo nell'estate del 2010 si è definitivamente concluso il processo per il ritrovamento della mummia. Infatti solo dopo una causa durata quasi 20 anni, il presidente Luis Durnwalder ha simbolicamente consegnato ai coniugi Simon una cifra di 175 mila euro tramite il legale Georg Rudolph.
La datazione al radiocarbonio gli attribuisce un'età compresa tra il 3300 e il 3200 a.C., che lo pone nell'Età del Rame, momento di transizione tra il Neolitico e l'Età del Bronzo.
Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico, come un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte ed altre in lavorazione, un coltello di selce, un "correttore" per lavorare la selce, un'ascia in rame, una perla in marmo, esche ed acciarino ed uno zaino per contenere questi oggetti.
Come spesso capita per tutti i ritrovamenti archeologici di una certa eccezionalità, anche attorno ad Ötzi sono state formulate una grande quantità di teorie, spesso prive di vero fondamento scientifico, su chi fosse, come fosse morto, cosa facesse nel luogo del ritrovamento.
Le analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia in selce all'interno della spalla sinistra (penetrata a fondo in direzione del cuore) ed alcune ferite ed abrasioni (tra cui un taglio in particolare sul palmo della mano destra) che portano ad ipotizzare una morte violenta piuttosto che per cause naturali, come era stato ipotizzato in un primo momento. La postura innaturale del corpo parrebbe risalire ad un tentativo di estrarre una freccia dal ventre; ulteriori elementi fanno pensare ad un gruppo - di cui faceva parte - scampato ad un agguato, con probabilmente un compagno che avrebbe trasportato il corpo a spalla fino al luogo della morte.
Il 21 agosto 2008 è stato reso noto che Hollemeyer ed altri suoi colleghi dell'Università del Saarland hanno condotto un'analisi su alcuni pezzi dei vestiti e delle scarpe della mummia utilizzando uno spettrometro di massa, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, che a parere dei ricercatori può dare risultati più affidabili del test del DNA nell'analisi di pelli lavorate. I ricercatori hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche su Rapid Communications in Mass Spectrometry ed hanno osservato che i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi sono del tutto simili a quelli di varie specie di animali allevati ancora oggi, fatto che induce a pensare che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali.
Secondo altri studiosi il fatto che la mummia sia stata castrata in vita, unito alla presenza di sperma nella cavità anale, suggerisce la figura di uno sciamano o di un religioso. La castrazione stessa, tuttavia, è materia di polemica: è stata avanzata l'ipotesi che questa sia il risultato delle cattive tecniche di recupero.
Secondo lo studio del DNA contenuto nei suoi mitocondri, Ötzi appartiene a un sottogruppo che, in base alle conoscenze attuali, non ha lasciato eredi. I mitocondri, contenuti in ogni cellula ed ereditati dalla madre, contengono, assieme al nucleo, materiale genetico.
L'antropologo Franco Rollo ritiene che probabilmente Ötzi possa rappresentare il capolinea di un gruppo di esseri umani vissuti in passato e che si sono estinti, tra le varie ragioni, per esiguità.
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sabato 19 settembre 2026
venerdì 18 settembre 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 18 settembre.
Alle 11 e 45 circa del 18 settembre 1970, il corpo di James Marshall Hendrix giunge esanime al pronto soccorso dell'ospedale St. Mary Abbot's di Kensington, Londra. Lì, dopo essere stato identificato dal road manager inglese Gerry Stickells, viene analizzato dal Dottor Seifert, medico legale, che ne dichiara ufficialmente la morte. Sono le 12 e 45. L'analisi successiva, condotta dal coroner di West London, Dottor Gavin Thurston, conferma il primo referto: il chitarrista americano è morto per soffocamento dopo aver ingurgitato il proprio vomito. Il tutto a causa di un'intossicazione da barbiturici.
A 50 anni di distanza, nonostante accurate indagini e diverse ricerche sull'argomento (emblematico, al proposito, il libro Hendrix, The Final Days di Tony Brown) rimangono ancora alcuni punti da chiarire sulle ultime ore di Jimi e sulle circostanze che lo hanno portato alla morte.
Confuse e contraddittorie, ad esempio, sono le testimonianze di Monika Dannemann, ex pattinatrice dell'allora Germania Est e personaggio chiave dell'intera vicenda. Monika, in quei giorni, era la fidanzatina di Hendrix: lo aveva convinto (sostiene lei) a tenere la sua camera presso l'elegante Cumberland Hotel di Kensington ma a trasferirsi nel suo appartamento presso il Samarkand Hotel di Notting Hill. Nel giardino del quale, il pomeriggio del 17 settembre, la Dannemann scatta le ultime foto di Jimi che, sorridente, imbraccia una Stratocaster nera. "Si tratta di una trentina di istantanee" ricorda Monika "Jimi le voleva utilizzare per la copertina del nuovo album".
Più o meno alle 15, i due escono. Passano in banca a prelevare dei soldi, poi si dirigono al Kensington Market prima e al Chelsea Antique Market poi: Jimi ordina un paio di scarpe, compra un giacchino di pelle, delle camicie e qualche pantalone. Sembra che, a Kensington, Hendrix incontri Kathy Etchingham, sua storica girlfriend. E che la inviti, per le 20, al Cumberland.
"Gli ho detto che non potevo" ricorda la Etchingham "e me ne sto pentendo ancora adesso".
Sempre nel corso di quel pomeriggio, Jimi telefona al suo manager, il controverso Mike Jeffery. Non lo trova.
Poi, mentre con Monika è a Chelsea, su King's Road incontra un'altra sua ex fidanzata, Devon Wilson, che lo invita a una festa. Quindi Hendrix e la Dannemann guidano verso il Cumberland Hotel. Bloccati dal traffico, nella zona del Marble Arch, vengono affiancati da una Mustang bianca. Al volante c'è Phillip Harvey, figlio di un importante Lord del Parlamento inglese. Harvey, e le due amiche che sono con lui, invitano Jimi e Monika a prendere un tè. Jimi accetta, ma dice che prima deve passare dal Cumberland a ritirare dei messaggi.
Quindi, con Monika, si reca a casa di Harvey. Sono, più o meno, le 17 e 30. I cinque ragazzi si accomodano nel salotto, fumano hashish, ascoltano musica e bevono il tè. "Jimi" ricorda Phillip Harvey "quel giorno era di buon umore, disponibile e carino. Ci ha raccontato diversi progetti che aveva in mente. Ha anche suonicchiato una chitarra acustica".
Nel corso della conversazione, bevono anche due bottiglie di vino rosso. Verso le 20, una delle due ragazze prepara da mangiare un po' di riso e un'insalata che Jimi apprezza. Intorno alle 22, Monika comincia a dare segni di nervosismo e fa pure una scenata di gelosia. Così, Hendrix decide che è ora di salutare. Alle 10 e 40 i due lasciano la casa al numero 4 di Clarkes Mews.
Da qui in poi, ci sono parecchie versioni dei fatti. Di sicuro (anche se l'ora esatta non è chiara) Jimi si reca al party di Peter Cameron dove c'erano Devon Wilson e Angie Burdon, moglie di Eric, leader di The Animals e grande amico di Hendrix. Lì, prende una certa quantità di amfetamine (Durophet meglio conosciuto con il nome di Black Bomber) le cui tracce vengono poi riscontrate nell'esame tossicologico effettuato sul cadavere. Poi torna da Monika che, nel tempo, rilascia testimonianze contraddittorie. In tutte sostiene che Jimi ha preso dei tranquillanti per dormire. E che il medicinale tedesco in questione (il Vesparax) era molto forte. In genere la posologia era mezza pasticca: ma pare che Jimi se ne sia ingollate nove! E che la miscela di alcol, amfetamine e barbiturici abbia prodotto lo stato comatoso dal quale non s'è più risvegliato. Secondo Monika, lei e Jimi hanno chiacchierato amabilmente sino alle 7 del mattino prima di addormentarsi in due letti diversi. Verso le 10 e 30 (ma altre volte ha detto fossero le 11) lei lo trova svenuto in una pozza di vomito. Presa dal panico, telefona a Eric Burdon che le intima di chiamare un'ambulanza.
Qualcuno dice che anche i paramedici accorsi sul posto, vedendo un nero in stato comatoso, non abbiano fatto tutto quello che avrebbe potuto e dovuto.
Distrutta dai sensi di colpa e travolta dalla pesante eredità spirituale, Monika Dannemann ha vissuto sino al 1996 dipingendo quadri con soggetto Hendrix nel ritiro della sua casa, nella campagna inglese di Seaford. Nel suo libro The Inner Life Of Jimi Hendrix e nelle innumerevoli interviste rilasciate, ha sempre accusato Kathy Etchingham, che la riteneva colpevole della morte di Hendrix, di essere una calunniatrice.
Dopo aver dilapidato un sacco di soldi in avvocati, ha perso anche l'ultima causa, nella primavera del 1996.
Pochi giorni dopo, il 5 aprile, si è suicidata con il gas di scarico della sua auto.
Nella sua tomba finiscono anche gli ultimi misteri della morte di Jimi Hendrix.
Il disco che Hendrix aveva in preparazione venne pubblicato solo parzialmente nel 1971 con il titolo di Cry of Love e raggiunse la terza posizione della classifica Billboard: le registrazioni resteranno in circolazione in tale forma provvisoria fino al 1997, quando tutte le tracce vennero ordinatamente ed interamente ripubblicate con il titolo originario di First Rays of New Rising Sun.
Oggi i locali dell'hotel dove Hendrix è morto sono appartamenti privati; la sua salma riposa in un mausoleo fatto costruire dal padre nel Greenwood Memorial Park di Renton, Washington, a sud di Seattle.
Alle 11 e 45 circa del 18 settembre 1970, il corpo di James Marshall Hendrix giunge esanime al pronto soccorso dell'ospedale St. Mary Abbot's di Kensington, Londra. Lì, dopo essere stato identificato dal road manager inglese Gerry Stickells, viene analizzato dal Dottor Seifert, medico legale, che ne dichiara ufficialmente la morte. Sono le 12 e 45. L'analisi successiva, condotta dal coroner di West London, Dottor Gavin Thurston, conferma il primo referto: il chitarrista americano è morto per soffocamento dopo aver ingurgitato il proprio vomito. Il tutto a causa di un'intossicazione da barbiturici.
A 50 anni di distanza, nonostante accurate indagini e diverse ricerche sull'argomento (emblematico, al proposito, il libro Hendrix, The Final Days di Tony Brown) rimangono ancora alcuni punti da chiarire sulle ultime ore di Jimi e sulle circostanze che lo hanno portato alla morte.
Confuse e contraddittorie, ad esempio, sono le testimonianze di Monika Dannemann, ex pattinatrice dell'allora Germania Est e personaggio chiave dell'intera vicenda. Monika, in quei giorni, era la fidanzatina di Hendrix: lo aveva convinto (sostiene lei) a tenere la sua camera presso l'elegante Cumberland Hotel di Kensington ma a trasferirsi nel suo appartamento presso il Samarkand Hotel di Notting Hill. Nel giardino del quale, il pomeriggio del 17 settembre, la Dannemann scatta le ultime foto di Jimi che, sorridente, imbraccia una Stratocaster nera. "Si tratta di una trentina di istantanee" ricorda Monika "Jimi le voleva utilizzare per la copertina del nuovo album".
Più o meno alle 15, i due escono. Passano in banca a prelevare dei soldi, poi si dirigono al Kensington Market prima e al Chelsea Antique Market poi: Jimi ordina un paio di scarpe, compra un giacchino di pelle, delle camicie e qualche pantalone. Sembra che, a Kensington, Hendrix incontri Kathy Etchingham, sua storica girlfriend. E che la inviti, per le 20, al Cumberland.
"Gli ho detto che non potevo" ricorda la Etchingham "e me ne sto pentendo ancora adesso".
Sempre nel corso di quel pomeriggio, Jimi telefona al suo manager, il controverso Mike Jeffery. Non lo trova.
Poi, mentre con Monika è a Chelsea, su King's Road incontra un'altra sua ex fidanzata, Devon Wilson, che lo invita a una festa. Quindi Hendrix e la Dannemann guidano verso il Cumberland Hotel. Bloccati dal traffico, nella zona del Marble Arch, vengono affiancati da una Mustang bianca. Al volante c'è Phillip Harvey, figlio di un importante Lord del Parlamento inglese. Harvey, e le due amiche che sono con lui, invitano Jimi e Monika a prendere un tè. Jimi accetta, ma dice che prima deve passare dal Cumberland a ritirare dei messaggi.
Quindi, con Monika, si reca a casa di Harvey. Sono, più o meno, le 17 e 30. I cinque ragazzi si accomodano nel salotto, fumano hashish, ascoltano musica e bevono il tè. "Jimi" ricorda Phillip Harvey "quel giorno era di buon umore, disponibile e carino. Ci ha raccontato diversi progetti che aveva in mente. Ha anche suonicchiato una chitarra acustica".
Nel corso della conversazione, bevono anche due bottiglie di vino rosso. Verso le 20, una delle due ragazze prepara da mangiare un po' di riso e un'insalata che Jimi apprezza. Intorno alle 22, Monika comincia a dare segni di nervosismo e fa pure una scenata di gelosia. Così, Hendrix decide che è ora di salutare. Alle 10 e 40 i due lasciano la casa al numero 4 di Clarkes Mews.
Da qui in poi, ci sono parecchie versioni dei fatti. Di sicuro (anche se l'ora esatta non è chiara) Jimi si reca al party di Peter Cameron dove c'erano Devon Wilson e Angie Burdon, moglie di Eric, leader di The Animals e grande amico di Hendrix. Lì, prende una certa quantità di amfetamine (Durophet meglio conosciuto con il nome di Black Bomber) le cui tracce vengono poi riscontrate nell'esame tossicologico effettuato sul cadavere. Poi torna da Monika che, nel tempo, rilascia testimonianze contraddittorie. In tutte sostiene che Jimi ha preso dei tranquillanti per dormire. E che il medicinale tedesco in questione (il Vesparax) era molto forte. In genere la posologia era mezza pasticca: ma pare che Jimi se ne sia ingollate nove! E che la miscela di alcol, amfetamine e barbiturici abbia prodotto lo stato comatoso dal quale non s'è più risvegliato. Secondo Monika, lei e Jimi hanno chiacchierato amabilmente sino alle 7 del mattino prima di addormentarsi in due letti diversi. Verso le 10 e 30 (ma altre volte ha detto fossero le 11) lei lo trova svenuto in una pozza di vomito. Presa dal panico, telefona a Eric Burdon che le intima di chiamare un'ambulanza.
Qualcuno dice che anche i paramedici accorsi sul posto, vedendo un nero in stato comatoso, non abbiano fatto tutto quello che avrebbe potuto e dovuto.
Distrutta dai sensi di colpa e travolta dalla pesante eredità spirituale, Monika Dannemann ha vissuto sino al 1996 dipingendo quadri con soggetto Hendrix nel ritiro della sua casa, nella campagna inglese di Seaford. Nel suo libro The Inner Life Of Jimi Hendrix e nelle innumerevoli interviste rilasciate, ha sempre accusato Kathy Etchingham, che la riteneva colpevole della morte di Hendrix, di essere una calunniatrice.
Dopo aver dilapidato un sacco di soldi in avvocati, ha perso anche l'ultima causa, nella primavera del 1996.
Pochi giorni dopo, il 5 aprile, si è suicidata con il gas di scarico della sua auto.
Nella sua tomba finiscono anche gli ultimi misteri della morte di Jimi Hendrix.
Il disco che Hendrix aveva in preparazione venne pubblicato solo parzialmente nel 1971 con il titolo di Cry of Love e raggiunse la terza posizione della classifica Billboard: le registrazioni resteranno in circolazione in tale forma provvisoria fino al 1997, quando tutte le tracce vennero ordinatamente ed interamente ripubblicate con il titolo originario di First Rays of New Rising Sun.
Oggi i locali dell'hotel dove Hendrix è morto sono appartamenti privati; la sua salma riposa in un mausoleo fatto costruire dal padre nel Greenwood Memorial Park di Renton, Washington, a sud di Seattle.
giovedì 17 settembre 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 17 Settembre.
Il 17 settembre 1978, presso la Casa Bianca, furono firmati i cosiddetti "accordi di Camp David" tra il presidente egiziano Sadat e il primo ministro israeliano Begin, sotto l'auspicio del presidente degli Stati Uniti Carter.
Ci sono stati due accordi di Camp David nel 1978: un quadro per la Pace in Medio Oriente e un quadro per la Conclusione di un Trattato di pace tra Egitto e Israele.
Il primo accordo aveva tre parti. La prima parte mirava ad istituire una autonoma autorità auto-disciplinante in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ed attuare pienamente la Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza ONU. Gli accordi riconoscevano "i diritti di legittimazione del popolo palestinese", un processo da implementare per garantire la piena autonomia del popolo entro cinque anni. Begin insistette sull'aggettivo "piena", per confermare che fosse il massimo diritto politico ottenibile. Questa piena autonomia doveva essere discussa tra Israele, Egitto, Giordania e Palestina. Fu concordato il ritiro delle truppe israeliane dalla Cisgiordania e Gaza non appena elezioni democratiche avessero portato a un'autorità che potesse rimpiazzare il governo militare israeliano della zona. Gli Accordi non menzionavano le alture di Golan, la Siria e il Libano. Questa non fu la pace completa che Kissinger, Ford, Carter o Sadat avevano in mente durante le precedenti mediazioni americane. Il destino di Gerusalemme, come avverrà in occasione degli accordi di Oslo del 1993, è stato deliberatamente escluso dal presente accordo.
La seconda parte, affrontava le relazioni israelo-egiziane. La terza parte dei "Principi associati" dichiarava i principi che devono applicarsi alle relazioni tra Israele e tutti i suoi vicini arabi.
Il secondo accordo delineava una base per il trattato di pace siglato sei mesi più tardi; in particolare, sul futuro della penisola del Sinai. Israele aveva accettato di ritirare le sue forze armate dal Sinai, evacuare i suoi 4.500 abitanti civili, ripristinare la sovranità dell'Egitto in cambio di normali relazioni diplomatiche, la garanzia della libertà di passaggio attraverso il Canale di Suez e di altri corsi d'acqua nelle vicinanze (come lo Stretto di Tiran), e una restrizione delle forze armate che l'Egitto poteva porre nella penisola del Sinai, in particolare entro 20-40 km da Israele. Israele ha altresì convenuto di limitare le proprie forze entro 3 km dal confine egiziano, e di garantire il libero passaggio tra l'Egitto e la Giordania. Con il ritiro, Israele restituiva all'Egitto anche i campi petroliferi di Abu-Rudeis nella parte occidentale del Sinai, che conteneva pozzi a lunga durata.
L'accordo ha portato anche gli Stati Uniti ad impegnare diversi miliardi di dollari di sovvenzioni annuali per i governi di Israele e d'Egitto, contributi che continuano tutt'oggi, sotto forma di sconti sull'acquisto di materiale dagli USA.
Dal 1979, l'Egitto e la Giordania ricevono circa 2 miliardi di $ l'anno, che hanno anche contribuito a modernizzare l'esercito egiziano. Israele ha ricevuto 3 miliardi di $ l'anno dal 1985 in sovvenzioni e aiuti militari.
Israele, che ha una popolazione inferiore agli 8 milioni di abitanti (1 milione in meno del New Jersey) ed è uno dei paesi più ricchi del mondo (disoccupazione al 5%), riceve più aiuti da parte degli Stati Uniti di quanto non ricevano tutti i paesi dell'Africa messi insieme.
Il 17 settembre 1978, presso la Casa Bianca, furono firmati i cosiddetti "accordi di Camp David" tra il presidente egiziano Sadat e il primo ministro israeliano Begin, sotto l'auspicio del presidente degli Stati Uniti Carter.
Ci sono stati due accordi di Camp David nel 1978: un quadro per la Pace in Medio Oriente e un quadro per la Conclusione di un Trattato di pace tra Egitto e Israele.
Il primo accordo aveva tre parti. La prima parte mirava ad istituire una autonoma autorità auto-disciplinante in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ed attuare pienamente la Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza ONU. Gli accordi riconoscevano "i diritti di legittimazione del popolo palestinese", un processo da implementare per garantire la piena autonomia del popolo entro cinque anni. Begin insistette sull'aggettivo "piena", per confermare che fosse il massimo diritto politico ottenibile. Questa piena autonomia doveva essere discussa tra Israele, Egitto, Giordania e Palestina. Fu concordato il ritiro delle truppe israeliane dalla Cisgiordania e Gaza non appena elezioni democratiche avessero portato a un'autorità che potesse rimpiazzare il governo militare israeliano della zona. Gli Accordi non menzionavano le alture di Golan, la Siria e il Libano. Questa non fu la pace completa che Kissinger, Ford, Carter o Sadat avevano in mente durante le precedenti mediazioni americane. Il destino di Gerusalemme, come avverrà in occasione degli accordi di Oslo del 1993, è stato deliberatamente escluso dal presente accordo.
La seconda parte, affrontava le relazioni israelo-egiziane. La terza parte dei "Principi associati" dichiarava i principi che devono applicarsi alle relazioni tra Israele e tutti i suoi vicini arabi.
Il secondo accordo delineava una base per il trattato di pace siglato sei mesi più tardi; in particolare, sul futuro della penisola del Sinai. Israele aveva accettato di ritirare le sue forze armate dal Sinai, evacuare i suoi 4.500 abitanti civili, ripristinare la sovranità dell'Egitto in cambio di normali relazioni diplomatiche, la garanzia della libertà di passaggio attraverso il Canale di Suez e di altri corsi d'acqua nelle vicinanze (come lo Stretto di Tiran), e una restrizione delle forze armate che l'Egitto poteva porre nella penisola del Sinai, in particolare entro 20-40 km da Israele. Israele ha altresì convenuto di limitare le proprie forze entro 3 km dal confine egiziano, e di garantire il libero passaggio tra l'Egitto e la Giordania. Con il ritiro, Israele restituiva all'Egitto anche i campi petroliferi di Abu-Rudeis nella parte occidentale del Sinai, che conteneva pozzi a lunga durata.
L'accordo ha portato anche gli Stati Uniti ad impegnare diversi miliardi di dollari di sovvenzioni annuali per i governi di Israele e d'Egitto, contributi che continuano tutt'oggi, sotto forma di sconti sull'acquisto di materiale dagli USA.
Dal 1979, l'Egitto e la Giordania ricevono circa 2 miliardi di $ l'anno, che hanno anche contribuito a modernizzare l'esercito egiziano. Israele ha ricevuto 3 miliardi di $ l'anno dal 1985 in sovvenzioni e aiuti militari.
Israele, che ha una popolazione inferiore agli 8 milioni di abitanti (1 milione in meno del New Jersey) ed è uno dei paesi più ricchi del mondo (disoccupazione al 5%), riceve più aiuti da parte degli Stati Uniti di quanto non ricevano tutti i paesi dell'Africa messi insieme.
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