Cerca nel web

domenica 27 settembre 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 settembre.
Il 27 settembre 1938 venne varato a Glasgow il transatlantico Queen Elizabeth, gemello del Queen Mary varato 2 anni prima. 83000 tonnellate, lungo 314 metri, poteva portare 2283 passeggeri supportati da oltre 1000 uomini di equipaggio. La nave, inizialmente pensata per il trasporto di passeggeri e pacchi postali tra l'Europa e gli Stati Uniti, con l'avvento della seconda guerra mondiale fu cooptata per il trasporto truppe, ridipinta in grigio e dotata di cannoni antiaerei. Più di 750.000 soldati furono trasportati nei vari teatri di guerra in Asia, in Africa, e infine per il trasporto di truppe americane verso l'Europa.
Alla fine della guerra la Queen Elizabeth si riappropriò del ruolo per cui era stata costruita, cominciando dunque un servizio regolare tra Southampton e New York, fino alla fine degli anni 50, quando i voli divennero il mezzo più veloce ed economico per attraversare l'oceano. L'armatore decise di modificare la nave aggiungendo un ponte, l'aria condizionata e una piscina; con questi accorgimenti la Queen Elizabeth cominciò la tratta New York - Nassau nella speranza di poter ricominciare a generare profitti almeno fino agli anni 70. Tuttavia ciò non fu sufficiente a causa degli alti consumi di carburante, del pescaggio troppo profondo per poter attraccare a molti porti, nonchè per la stazza che non le consentiva di transitare nel canale di Panama. Nel 69 sia la Queen Mary che la Queen Elizabeth furono dismesse a favore della Queen Elizabeth II, più piccola ed economica.
La nave, ribattezzata Elizabeth fu venduta ad un uomo d'affari che la volle trasformare in un hotel e attrazione turistica a Port Everglades, in Florida; tuttavia l'operazione non ebbe fortuna e nel 70 fu venduta all'asta a un magnate di Hong Kong, C. Y. Tung, che volle convertire il battello in una università per il "world campus afloat program".
Il 9 febbraio 1972, quando stava per essere completata la conversione del transatlantico (per un costo di 5 milioni di sterline), prese fuoco. Varie voci sostennero che la nave fosse stata deliberatamente incendiata, essendo stata acquistata per 3,5 milioni di sterline ed assicurata per 8.
Il fuoco la distrusse quasi interamente; inoltre, l'acqua gettata sulla nave per domare l'incendio la piegò su un lato e la fece affondare parzialmente nella baia di Hong Kong. Tra il 74 e il 75, considerata un pericolo per le navi in transito, la Elizabeth fu smantellata, lasciando nel fondo della baia solo le parti esterne dello scafo.
La Parker per l'occasione produsse 5000 penne con il metallo della nave destinate ai collezionisti.


sabato 26 settembre 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 26 settembre.
Il 26 settembre 2005 Silvio Berlusconi veniva assolto nel processo cosiddetto "All Iberian 2" dal tribunale di Milano, con la formula per la quale "il fatto non costituisce più reato", ciò in seguito alla riforma del diritto societario approvata dallo stesso governo Berlusconi in precedenza.
Il processo All Iberian deve il suo nome a una delle società di Silvio Berlusconi che, secondo l'accusa, serviva all'imputato per trasferire soldi Fininvest all'estero, in parte nelle casse svizzere del Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, in parte su conti esteri per utilizzo illecito del danaro stesso.
I due reati, finanziamento illecito di partiti e falso in bilancio aggravato, sarebbero stati perpetrati rispettivamente tra il 91 e il 92, e tra l'89 e il 96.
Il processo "All Iberian" ebbe inizio il 21 novembre 1996. Tuttavia il 17 giugno del 1998, a causa di un vizio di forma della magistratura requirente che non aveva consentito a Fininvest di partecipare in qualità di parte offesa, il processo fu diviso in 2 tronconi, il primo relativo al finanziamento dei partiti e il secondo relativo al falso in bilancio, che dovette ricominciare da zero.
Il processo All Iberian 1 si è concluso definitivamente il 22 novembre 2000, con la Cassazione che confermava il proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato.
Oltre a dover ricominciare da zero per un vizio procedurale, come deciso dai giudici nel giugno del 1998, la seconda tranche del processo All Iberian dovette una seconda volta essere azzerata in quanto, il 12 marzo 1999, il tribunale, accogliendo un’eccezione relativa alla «totale indeterminatezza dei fatti» contestati, dichiarò nullo il precedente rinvio a giudizio per una «sostanziale equivocità dell’imputazione», rinviando il procedimento alla fase dell’udienza preliminare.
Il nuovo rinvio a giudizio portava la data del 24 novembre 1999, e fissava l’inizio del processo di primo grado al 7 aprile 2000. Ma una pronuncia della Cassazione del 9 febbraio 2001, rilevata l’incompatibilità di un giudice con il processo, riportò nuovamente il giudizio all’apertura del dibattimento. Dibattimento che riprese, davanti ad un nuovo giudice, il 22 febbraio dello stesso anno.
Il processo All Iberian 2 si è definitivamente concluso con l’assoluzione di Silvio Berlusconi (con formula perché il fatto non costituisce più reato in seguito alla riforma del diritto societario del Governo Berlusconi) emessa dal Tribunale di Milano il 26 settembre 2005.
Il processo All Iberian 2 è stato ed è tuttora un argomento di polemica politica. Lo schieramento del centrosinistra (e con esso i suoi sostenitori), infatti, ha accusato il Parlamento di aver approvato delle leggi ad personam, ossia delle norme che sarebbero state emanate al solo scopo di influire sui processi pendenti nei confronti dell’allora Presidente del Consiglio Berlusconi.
Le polemiche cominciarono già a seguito dell’emanazione della legge 367 del 2001 sulle rogatorie internazionali, che si diceva avrebbe portato alla conclusione anticipata del processo per sopravvenuta inutilizzabilità di alcuni documenti, ritenuti decisivi dall’accusa, provenienti dalla Svizzera. Tuttavia, la polemica non trovò conferma nei fatti. I documenti, infatti, furono utilizzati dal Tribunale a norma della stessa legge criticata.
Successivamente alla riforma del diritto societario, approvata dal Parlamento sotto il governo presieduto da Berlusconi, i critici del centrodestra rinnovarono la loro accusa al Parlamento, reo, a loro dire, di aver legiferato così da venire incontro ai desiderata giudiziari di Silvio Berlusconi.
L’applicazione della nuova normativa in materia di falso in bilancio, infatti, ed in particolare dei riformulati articoli 2621 e 2622 del codice civile, ha reso la condotta imputata a Berlusconi non più perseguibile penalmente. La norma infatti prevede la perseguibilità del reato a querela di parte, querela che non era stata presentata a suo tempo e che avrebbe costretto i giudici a prosciogliere l’imputato per difetto di causa di procedibilità. Il Tribunale, invece, ritenne di accogliere le richieste della difesa – l’accusa aveva chiesto che Berlusconi venisse prosciolto per prescrizione del reato - volte ad ottenere la più ampia formula assolutoria (la citata il fatto non costituisce più reato). Con la riforma, infatti, il reato di falso in bilancio, che vedeva ridursi i termini prescrizionali, è diventato perseguibile solo quando l’entità della falsa dichiarazione sia tale da aver creato degli effetti nocivi, non bastando che questi effetti rimangano potenziali.


venerdì 25 settembre 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 25 settembre.
All'alba del 25 settembre 2005 una pattuglia della volante di Ferrara, intervenuta per una telefonata che segnalava un ragazzo che urlava e sbatteva dappertutto nei pressi dell'Ippodromo, procedeva con violenza all'arresto di Federico Aldrovandi, un giovane da poco diciottenne. Dopo pochi minuti, mentre giungeva l'ambulanza chiamata dai poliziotti stessi, Federico moriva sull'asfalto. I medici del 118 constatavano la morte per arresto cardiocircolatorio e trauma cranico-facciale.
La perizia medico legale, depositata il 20 febbraio 2006 parlava di morte dovuta a un'insufficienza miocardica acuta dovuta ad assunzione di alcool, ketamina ed eroina; secondo una perizia di parte della famiglia, la morte fu invece dovuta ad una anossia posturale, a causa del caricamento sulla schiena di uno o più poliziotti durante l'arresto, e non alle droghe, la cui quantità era assolutamente insufficiente a provocare la morte. Si ravvisavano inoltre i segni di gravi violenze certamente non necessarie per consentire l'arresto.
Nel marzo del 2006 vengono iscritti nel registro degli indagati i quattro poliziotti; durante il primo incidente probatorio furono evidenziate le violenze, compresa una forte escoriazione sul sedere, segno di trascinamento sull'asfalto, e schiacciamento dei testicoli. Il 10 gennaio 2007 vengono formalmente rinviati a giudizio per omicidio colposo, per aver ecceduto i limiti dell'adempimento di un dovere, per aver procrastinato la violenza anche dopo aver vinto la resistenza del giovane, e per aver ritardato l'intervento dell'ambulanza.
Il 6 luglio del 2009 vengono condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione gli agenti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, per eccesso colposo dell'uso legittimo delle armi. In virtù dell'indulto, non hanno scontato la pena.
Inoltre sono stati condannati nel 2010 altri 4 poliziotti per depistaggio e intralcio alle indagini. Il 10 giugno 2011 il tribunale d'appello di Bologna ha confermato a tutti la pena sancita in primo grado e rigettato ogni tesi difensiva.
Il 21 giugno 2012 la sentenza è stata confermata in cassazione per i quattro poliziotti, i quali in virtù dell'indulto sconteranno solo i 6 mesi di pena residua. Dopo un mese di carcere, a Monica Segatto sono stati concessi gli arresti domiciliari. Negati invece agli altri 3 poliziotti,  detenuti nel carcere di Ferrara in regime di isolamento.
Tre dei quattro poliziotti (eccetto Forlani, a causa di una cura per "nevrosi reattiva") ritornano in servizio nel gennaio 2014, destinati a servizi amministrativi. Il 2 luglio 2014 la Corte dei Conti ha disposto il sequestro dei beni dei quattro poliziotti condannati in via definitiva. Il provvedimento, di natura conservativa in vista del procedimento presso la magistratura contabile, è stato disposto dalla sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna della Corte dei Conti e riguarda i circa 1.870.000 euro di danno erariale che Paolo Forlani, Monica Segatto, Luca Pollastri ed Enzo Pontani avrebbero provocato con la loro condotta.
Quei quasi due milioni di euro, individuati dalla procura come danno erariale, consistono infatti nel risarcimento che a suo tempo, dopo la condanna in primo grado del luglio 2009, furono offerti dal Ministero dell’Interno alla famiglia di Federico a titolo di risarcimento. La misura, notificata nel luglio 2014 dalla Guardia di finanza di Ferrara, ha visto il sequestro del quinto dello stipendio, dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari di proprietà dei quattro agenti, fino alla concorrenza dell’importo complessivo di circa 1.870.000 euro. Ciascuno dei quattro agenti è tenuto a risarcire, in proprio, un danno di circa 467.000 euro.

Cerca nel blog

Archivio blog