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domenica 16 agosto 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 16 agosto 2009, ai mondiali di atletica leggera di Berlino, Usain Bolt stabilisce il nuovo record mondiale sui 100 metri piani, fermando il cronometro a 9.58. Nella stessa manifestazione abbasserà anche il record sui 200. Suo, e degli altri componenti della squadra, anche il record sulla staffetta 4x100, stabilito l'anno prima alle olimpiadi di Pechino.
Bolt inizia la stagione 2009 correndo i 400 metri in un paio di gare e facendo segnare il tempo di 45"54 a Kingston. Nel mese di aprile viene coinvolto in un incidente d'auto, che gli procura un piccolo infortunio alla gamba da cui tuttavia recupera velocemente.
Successivamente prende parte ad una gara sull'insolita distanza dei 150 metri piani (corsi in rettilineo) nella città di Manchester; con 14"35, Bolt realizza il tempo più veloce di sempre sulla distanza, migliorando il 14"75 di Tyson Gay (corso durante la finale dei 200 m ai Mondiali del 2007) e il 14"8 (manuale) di Pietro Mennea, tempi che rimangono tuttavia le migliori prestazioni per i 150 metri corsi in curva. Ai campionati nazionali giamaicani, nonostante una condizione non ancora ottimale, vince le prove sui 100 e 200 metri correndo rispettivamente in 9"86 e 20"25, ottenendo così la qualificazione per i Mondiali di Berlino che si sarebbero tenuti nei mesi a venire.
Il 2 luglio, durante un'intervista, dichiara di essere in grado di ritoccare i primati dei 100 e 200 m che già gli appartengono: "Penso di poter andare più forte. Ritengo che arrivare a 9"50 nei 100 metri sia possibile, ci sto lavorando. Ora non sono nella migliore condizione, ma penso che lentamente sarò in grado di rimettermi in forma in vista dei mondiali".A pochi giorni da queste dichiarazioni, il 7 luglio, durante il meeting internazionale Athletissima di Losanna, Bolt corre i 200 metri in 19"59, quarta miglior prestazione di sempre, ma con quasi un metro di vento contrario e sotto una pioggia torrenziale, oltretutto rallentando vistosamente negli ultimi 30 metri.
Il 16 agosto vince la finale dei 100 metri piani dei Mondiali di Berlino con il tempo di 9"58, nuovo primato del mondo, con la media di 2 metri e 44 centimetri ogni passo, superando i 41 km/h di velocità media nei secondi 50 metri e toccando un picco di velocità massima di oltre 44 km/h. Il secondo classificato, lo statunitense Tyson Gay argento in 9"71 (nuovo primato nazionale) è distanziato di ben 13 centesimi, mentre Asafa Powell chiude al terzo posto in 9"84, tempi che assieme a tutte le altre prestazioni formano la gara più veloce di tutti i tempi.


sabato 15 agosto 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno. Oggi è il 15 agosto, festa dell'Assunta.
Il 15 Agosto 1483 Papa Sisto IV consacra e dedica all'Assunta la cappella che prenderà il suo nome, conosciuta in tutto il mondo come Cappella Sistina.
Papa Sisto IV della Rovere (pontefice dal 1471 al 1484) fece ristrutturare l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480. La decorazione quattrocentesca delle pareti comprende: i finti tendaggi, le Storie di Mosè (pareti sud - ingresso) e di Cristo (pareti nord - ingresso) e i ritratti dei Pontefici (pareti nord - sud - ingresso). Essa fu eseguita da un'équipe di pittori costituita inizialmente da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, coadiuvati dalle rispettive botteghe e da alcuni più stretti collaboratori tra i quali spiccano Biagio di Antonio, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli. Sulla volta Pier Matteo d'Amelia dipinse un cielo stellato. L’esecuzione degli affreschi ebbe inizio nel 1481 e fu portata a termine nel 1482. A quest’epoca risalgono anche le opere in marmo: la transenna, la cantoria (ove prendevano posto i cantori), e lo stemma pontificio sopra la porta d’ingresso. Il 15 agosto del 1483 Sisto IV consacrò la nuova cappella dedicandola all'Assunta. Giulio II della Rovere (pontefice dal 1503 al 1513), nipote di Sisto IV, decise di modificarne in parte la decorazione, affidando nel 1508 l'incarico a Michelangelo Buonarroti, il quale dipinse la volta e, sulla parte alta delle pareti, le lunette. Nell'ottobre 1512 il lavoro era compiuto e il giorno di Ognissanti (1° novembre) Giulio II inaugurò la Sistina con una messa solenne. Nei nove riquadri centrali sono raffigurate le Storie della Genesi, dalla Creazione alla Caduta dell'uomo, al Diluvio e al successivo rinascere dell'umanità con la famiglia di Noè.
E' probabile il riferimento alla prima lettera di Pietro (3,20-22) dove l'acqua del diluvio è vista come segno profetico dell'acqua del Battesimo, dalla quale esce un'umanità nuova, quella dei salvati da Cristo. Negli spazi tra le vele compaiono, seduti su monumentali troni, cinque Sibille e sette Profeti. Nei quattro pennacchi angolari sono le Salvazioni miracolose di Israele mentre nelle vele e nelle lunette (pareti nord - sud - ingresso) figurano gli Antenati di Cristo. Verso la fine del 1533 Clemente VII de' Medici (pontefice dal 1523 al 1534) incaricò Michelangelo di modificare ulteriormente la decorazione della Sistina dipingendo sulla parete d'altare il Giudizio Universale. Ciò causò la perdita degli affreschi quattrocenteschi, vale a dire della pala con la Vergine Assunta tra gli Apostoli e i primi due episodi delle storie di Mosè e di Cristo, dipinti dal Perugino. In questo affresco Michelangelo volle rappresentare il ritorno glorioso di Cristo alla luce dei testi del Nuovo Testamento (cfr. Matteo 24,30-31; 25,31-46; I lettera ai Corinzi 15,51-55). L'artista iniziò la grandiosa opera nel 1536 durante il pontificato di Paolo III e la portò a compimento nell'autunno del 1541. Michelangelo, servendosi delle sue straordinarie capacità artistiche, ha cercato di tradurre in forme visibili l'invisibile bellezza e maestà di Dio e guidato dalle parole della Genesi ha fatto della Cappella Sistina "il santuario della teologia del corpo umano" (Omelia, pronunciata da S.S. Giovanni Paolo II, 8 aprile 1994). Nella seconda metà del Cinquecento vennero rifatti gli affreschi della Parete d'ingresso: Hendrik van den Broeck ridipinse la Resurrezione di Cristo del Ghirlandaio, mentre Matteo da Lecce la Disputa sul corpo di Mosè del Signorelli, i quali erano stati gravemente danneggiati dal crollo della porta avvenuto nel 1522. Gli affreschi della Cappella Sistina hanno subito un completo restauro tra il 1979 e il 1999. L'intervento ha riguardato anche le parti marmoree e cioè la cantoria, la transenna e lo stemma di Sisto IV. Nella Cappella viene ancor oggi tenuto il Conclave per l'elezione del Sommo Pontefice. Sono ancora le parole dell'Omelia pronunciata da Sua Santità Giovanni Paolo II a sottolineare la primaria importanza della Sistina nella vita della Chiesa: "La Cappella Sistina è il luogo che, per ogni Papa, racchiude il ricordo di un giorno particolare della sua vita [...]. Proprio qui, in questo spazio sacro, si raccolgono i Cardinali, aspettando la manifestazione della volontà di Cristo riguardo alla persona del Successore di San Pietro [...] E qui, in spirito di obbedienza a Cristo e affidandomi alla sua Madre, ho accettato l'elezione scaturita dal Conclave, dichiarando [...] la mia disponibilità a servire la Chiesa. Così dunque la Cappella Sistina ancora una volta è diventata davanti a tutta la Comunità cattolica il luogo dell'azione dello Spirito Santo che costituisce nella Chiesa i Vescovi, costituisce in modo particolare colui che deve essere il Vescovo di Roma e il Successore di Pietro."
   

venerdì 14 agosto 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 14 agosto.
Il 14 agosto 1899 nasce a Novi Ligure Sante Pollastri. Non si conoscono esattamente i motivi per cui Sante Pollastri (o Pollastro, come veniva chiamato nei rapporti giudiziari e come egli stesso si firmava) intraprese una tragica carriera criminale. Tralasciando le molte tesi, reperibili ormai anche su internet, ne esiste una che al tempo era il denominatore comune di molti che intraprendevano una strada lontana dalle leggi: la spinta del bisogno, della fame, della voglia di riscatto sociale.
Fatto sta che dai primi furti, soprattutto ai treni in transito nei pressi del "borgo delle lavandaie" (ora via San Giovanni Bosco, dove abitava), e alle ville estive dei genovesi, arriva la prima rapina e ci scappa il primo morto.
E' il 14 luglio del 1922 e Sante aspetta con tre complici, tra cui il fido Luigi Peotta detto "Singru" Achille Casalegno sulla strada tra Novi e Serravalle. Casalegno è un ex carabiniere diventato cassiere della filiale di Tortona della Banca Agricola Italiana. Con sé ha la cassa della Banca. Viene fatto cadere dalla bici, mentre torna a casa. Il cassiere ha un gesto di ribellione, forse cerca di estrarre la pistola dalla giacca, e viene freddato con un colpo di rivoltella. Sante poi negherà di essere stato lui a sparare, comunque è sua l'idea del colpo. Il bottino è consistente: quasi 38mila lire, che a quell'epoca rappresentano una grossa cifra. Casalegno, di appena trenta anni,  lascia la moglie e tre figli piccoli.
Pollastro e la sua banda si danno alla macchia. Sulle sue tracce, i Carabinieri di tutta la Provincia e in particolare quelli di Novi. Arriva la fiera di Santa Caterina e i Carabinieri vengono a sapere che Sante è dalla sorella Carmelina, in una cascina che viene accerchiata. Il Maresciallo Lupano e il Brigadiere Castioni vanno a bussare alla porta. Apre Carmelina, che dice "sono sola, non c'è nessuno", ma la tavola è imbandita per tre. Sante e Emilio Colombo, il fidanzato di Carmelina, sono saliti al primo piano. Di lì fanno fuoco sui carabinieri appostati fuori, e saltano dalla finestra. Anche i Carabinieri fanno fuoco, e li rincorrono. Dopo poche centinaia di metri trovano un corpo.   E' Emilio, che spira lì ad un passo da una fila di gelsi. Pollastro riesce a fuggire, pistole alla mano. Carmelina resta sola con due figli da crescere.
Intanto un altro novese fa parlare di sé, questa volta in bene: è quel Costante Girardengo  che dal 1919 al 1927 vince tutto nel ciclismo, in Italia e all'estero.
Pochi giorni dopo, il 29 novembre, Pollastro è a Teglia, sopra Genova, a pranzo con Abele Ricieri Ferrari, un poeta anarchico genovese più noto con lo pseudonimo di  Renzo Novatore. Sulle sue tracce il maresciallo Lupano, tanto che lui e  i suoi uomini si sistemano in borghese in un altro tavolo dell'Osteria della Salute. Pollastro li riconosce, estrae la pistola, ne risulta una sparatoria in cui perdono la vita sia Novatore che Lupano. A quest'ultimo verrà intitolata la Caserma dei Carabinieri di Novi. Sante riesce ancora a scappare e a sfuggire dai posti di blocco. Leggenda dice che si sia nascosto su un albero nei pressi dell'osteria, e abbia aspettato lì che le acque si calmassero.
La vita di Pollastro è sempre più criminale, avventurosa e fortunosa. Opera in Italia e in Francia, a capo di una banda sempre più grossa. Realtà e leggenda si sovrappongono, e dietro ad ogni colpo si vede la banda di Pollastro, tanto che alla fine non si riusciranno a contare gli omicidi del bandito. Sante è audace, al punto che ricercato torna a Novi per assistere ai funerali della madre, travestito da frate. Molti forse lo riconoscono e tacciono, forse per solidarietà, forse per paura. Ma anche qui la leggenda forse si sovrappone alla realtà.
Mussolini in persona mette sulle sue tracce il questore Rizzo, con "la più amplia possibilità di azione". 
Alla fine è il  commissario Guillame (personaggio a cui Georges Simenon si ispirò per il suo Maigret) che riesce ad arrestare Pollastro sulla metrò di Parigi: è il 10 agosto 1927. Accanto a lui, Rizzo.
Viene processato a Parigi, e poi estradato in Italia. La condanna è all'ergastolo, da scontare nel carcere dell'Isola di Santo Stefano. Pollastro ha 28 anni e alle spalle decine di omicidi.
Anche in carcere Sante si distingue: riesce a sedare un rivolta durante la guerra, sebbene con una gamba rotta.  Resta in carcere fino al 1959,  quando viene graziato dal Presidente della Repubblica Gronchi e torna a vivere a Novi con Carmelina, in via Cavanna. Ha 60 anni.
A Novi Sante cerca di  tirare avanti. Si dedica al piccolo commercio, sulla sua bicicletta. Stringe amicizia con Fulvio Rebora, che gli insegna a fare fotografie. Muore a Novi il 30 aprile del 1979, a 79 anni.

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