Cerca nel web
mercoledì 7 ottobre 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Il 7 ottobre 1985, mentre compiva una crociera nel Mediterraneo, al largo delle coste egiziane, la Achille Lauro venne dirottata da un commando del Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP). A bordo erano presenti 201 passeggeri e 344 uomini di equipaggio.
Dopo frenetiche trattative diplomatiche si giunse in un primo momento ad una felice conclusione della vicenda, grazie all'intercessione dell'Egitto, dell'OLP di Arafat (che in quel periodo aveva trasferito il quartier generale dal Libano a Tunisi a causa dell'invasione israeliana del Libano) e dello stesso Abu Abbas (uno dei due negoziatori, proposti da Arafat, insieme a Hani El Hassan, un consigliere dello stesso Arafat), che convinse i terroristi alla resa in cambio della promessa dell'immunità.
Due giorni dopo si scoprì tuttavia che a bordo era stato ucciso un cittadino americano, Leon Klinghoffer, ebreo e paralitico: l'episodio provocò la reazione degli Stati Uniti. L'11 ottobre alcuni caccia statunitensi intercettarono l'aereo egiziano (un Boeing 737), che, secondo gli accordi raggiunti (salvacondotto per i dirottatori e la possibilità di essere trasportati in un altro paese arabo), conduceva in Tunisia i membri del commando di dirottatori, lo stesso Abu Abbas, Hani El Hassan (l'altro mediatore dell'OLP) oltre a degli agenti dei servizi e diplomatici egiziani, costringendolo a dirigersi verso la Naval Air Station di Sigonella, in Italia, dove fu autorizzato ad atterrare poco dopo la mezzanotte.
L'allora presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi si oppose tuttavia all'intervento americano, chiedendo il rispetto del diritto internazionale e sia i VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) che i carabinieri di stanza all'aeroporto si schierarono a difesa dell'aereo contro la Delta Force statunitense che nel frattempo era giunta su due C-141. A questa situazione si aggiunse un altro gruppo di carabinieri, fatti giungere da Catania dal comandante generale dei carabinieri (il generale Riccardo Bisogniero). Si trattò della più grave crisi diplomatica del dopoguerra tra l'Italia e gli Stati Uniti, che si risolse cinque ore dopo con la rinuncia degli USA ad un attacco all'aereo sul suolo italiano.
I quattro membri del commando terrorista vennero presi in consegna dalla polizia e rinchiusi nel carcere di Siracusa e furono in seguito condannati, scontando la pena in Italia. Per il resto della giornata vi furono numerose trattavive diplomatiche tra i rappresentanti del governo italiano, di quello egiziano e dell'OLP.
Alla ripartenza dell'aereo con destinazione Ciampino si unirono al velivolo egiziano un velivolo del SISMI che era nel frattempo giunto con l'ammiraglio Fulvio Martini e a una piccola scorta di due F-104S decollati dalla base di Gioia del Colle e altri due decollati da Grazzanise, voluta dallo stesso Martini. Nel frattempo un F-14 statunitense decollò dalla base di Sigonella senza chiedere l'autorizzazione e senza comunicare il piano di volo e cercò di rompere la formazione del Boeing e dei velivoli italiani, sostenendo di voler prendere in consegna il velivolo con Abbas a bordo, venendo però respinto dagli F-104 di scorta.
Una volta giunti a Ciampino, intorno alle 23:00, un secondo aereo statunitense, fingendo un guasto, ottenne l'autorizzazione per un atterraggio di emergenza e si posizionò sulla pista davanti al velivolo egiziano, impedendone un'eventuale ripartenza. Su ordine di Martini al caccia venne allora dato un ultimatum di cinque minuti per liberare la pista, in caso contrario sarebbe stato spinto fuori pista da un Bulldozer; dopo tre minuti il caccia statunitense ridecollò, liberando la pista.
Gli Stati Uniti richiesero nuovamente la consegna di Abu Abbas, in base agli accordi di estradizione esistenti tra Italia e USA, senza tuttavia portare prove del reale coinvolgimento del negoziatore nel dirottamento. I legali del Ministero di Grazia e Giustizia e gli esperti in diritto internazionale consultati dal governo ritennero comunque non valide le richieste statunitensi.
Il Boeing egiziano venne quindi trasferito a Fiumicino, dove Abu Abbas e l'altro mediatore dell'OLP vennero fatti salire su un diverso velivolo, un volo di linea di nazionalità Jugoslava la cui partenza era stata appositamente ritardata. Solo il giorno successivo, grazie alle informazioni raccolte dai servizi segreti israeliani (che tuttavia non erano state consegnate al SISMI durante la crisi, pur essendo già disponibili), si ottennero alcuni stralci di intercettazioni che potevano legare Abu Abbas al dirottamento. La CIA consegnò solo alcuni giorni dopo (il 16 ottobre) i testi completi delle intercettazioni, effettuate da mezzi statunitensi, che provavano con certezza le responsabilità di Abu Abbas, il quale venne processato e condannato all'ergastolo in contumacia.
Il ministro della difesa Giovanni Spadolini ed altri due ministri repubblicani presentarono le dimissioni in segno di protesta contro Craxi, provocando la caduta del governo.
Il 30 novembre 1994, mentre era in navigazione al largo della Somalia, scoppiò un incendio a bordo dell'Achille Lauro, che tre giorni più tardi, il 2 dicembre 1994 ne causò l'affondamento. L'inchiesta appurò le cause accidentali.
martedì 6 ottobre 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Il 6 ottobre 1582 non è accaduto veramente nulla. Anzi, a essere precisi, il 6 ottobre 1582 non è mai esistito.
Il 5 ottobre 1582 in effetti, papa Gregorio XIII fece entrare in vigore il calendario col suo nome, a sostituire quello giuliano in vigore dai tempi di Cesare.
La riforma si rese necessaria a causa dell'evidente scarto che si misurava tra l'equinozio di primavera ufficiale, e quello reale.
Il calendario giuliano, che prevedeva il giorno bisestile (che per i romani era il 24 febbraio) ogni 4 anni, considerava che l'anno fosse composto da 365 giorni e 6 ore, dovendo così aggiungere un giorno, il bisestile appunto, ogni 4 per recuperare le 24 ore trascorse in più. In effetti però l'anno (cioè il tempo necessario alla Terra per compiere una rivoluzione intorno al Sole) dura 11 minuti di meno, e questo piccolo scarto sistematico anno dopo anno aveva portato in oltre mille anni a un differenza di 11 giorni.
Papa Gregorio pertanto apportò una modifica alle regole del calendario, stabilendo che ogni 4 anni vi sia il mese bisestile, tranne nell'anno del secolo divisibile per 400 (qualcuno di voi si è accorto che il 2000 non fu un anno bisestile?). La seconda modifica, volta a recuperare il ritardo, fu appunto di far sparire 11 giorni dell'anno per riallineare il calendario ufficiale a quello reale, pertanto dal 5 ottobre si passò direttamente al 16.
Non tutti i paesi adottarono immediatamente questa convenzione: in particolare i paesi protestanti adottarono la riforma secoli dopo. In Svezia, l'adozione fu particolarmente complicata: invece che tagliare 11 giorni, fu deciso che il ritardo sarebbe stato recuperato gradualmente: dal 1700 al 1740 non sarebbero stati considerati gli anni bisestili, recuperando così gli 11 giorni. Tuttavia, questa regola fu dimenticata nel 1704 e nel 1708; invece che recuperare del tutto eliminando i giorni residui, la Svezia decise di tornare al vecchio calendario e pertanto aggiunse, nel 1712, un 30 febbraio (unico caso al mondo).
La Russia adottò il nuovo calendario dopo la rivoluzione del 1917 (che si chiama d'ottobre nonostante fu combattuta a settembre, proprio per lo scarto del calendario).
L'ultimo paese ad abbandonare definitivamente il vecchio calendario è stata la Turchia nel 1923.
lunedì 5 ottobre 2026
Prima visione in Italia
Il docufilm Tragovi Tišine è vincitore della sezione film e documentari del 33^ Concorso Artistico Internazionale Amico Rom 2026
Tragovi Tišine, I luoghi della sofferenza dei Rom durante la Seconda Guerra Mondiale è il docufilm di Veljko Kajtazi e Danijel Velić vincitore della sezione film e documentari del 33^ Concorso Artistico Internazionale Amico Rom 2026, evento che si svolge a Lanciano e organizzato dall'Associazione Them Romano con il sostegno di vari enti.
Il docufilm sarà proiettato in esclusiva in Italia il 9 ottobre alle ore 15.00 presso la Sala Lanci della Casa di Conversazione di Lanciano con la traduzione in italiano. Saranno presenti gli autori, a cui il pubblico potrà rivolgere domande sul documentario e sul mondo rom, e numerose autorità e personalità sia locali che internazionali. Veljko Kajtazi è un parlamentare croato che organizza e promuove la cultura rom a ogni livello nel suo Paese. Un'eccellenza internazionale romanì. È una grande opportunità per conoscere fatti storici occultati o ignorati per lungo tempo. La parteciazione all'evento è libera e gratuita.
Cerca nel blog
Archivio blog
-
▼
2026
(284)
-
▼
ottobre
(9)
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- Prima visione in Italia
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- Intervista ad Alexian Santino Spinelli
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
-
▼
ottobre
(9)

