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lunedì 20 ottobre 2014

#ART3.0:AutoRiTratto #AnnamariaMaremmi




                                                         Leggi l'intervista





 Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica? Sono sempre stata una “figurativa”, la pittura intesa come rappresentazione di ciò che mi circonda visto ed espresso di volta in volta attraverso gli stati d’animo del momento.

domenica 19 ottobre 2014

#RiparareIlMondo

imm. googleusercontent.com



Non sta a noi riparare il mondo.
Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere.
Ogni cosa piccola, determinata e calma che può fare una coscienza per aiutarne un’altra, per sostenere un piccolo pezzo di questo povero mondo sofferente, aiuta immensamente.
Perché il cambiamento sia profondo è necessario accumulare azioni su azioni, aggiungere, aggiungere ancora, perseverare.
Una delle azioni più potenti e più tranquillizzanti che potete fare per agire in un mondo in tempesta è alzarvi e permettere al vostro spirito di mostrarsi.
Uno spirito acceso, sopra coperta, brilla come il sole.
Brucia e scintilla, lancia segnali, accende altri fuochi, incendia la scena. Osa mostrare la propria passione come una lanterna, in mezzo alle ombre profonde di un’epoca buia.
Brillare ferocemente, e mostrare compassione verso gli altri, sono due modi tremendamente necessari, e coraggiosi, di essere presenti in questo mondo.
Chi annaspa nel buio può accendersi della luce di altri, se gli altri sono disposti a mostrarsi in tutto il loro splendore.
Se volete aiutare a portare pace nella tempesta, questa è una delle cose più forti, più grandi, più potenti che potete fare.
Non sta a noi riparare il mondo.
Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere.


  Clarissa Pinkola Estes da  Siamo fatti per questi tempi

domenica 24 agosto 2014

Il #Mare è tutto da #Ventimila leghe sotto i mari


 imm. da.scienzita.it

Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta co i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale.

  Jules Verne - Ventimila leghe sotto i mari

mercoledì 6 agosto 2014

Il #Cristo degli abissi #Portofino - Liguria



http://img.photogallery2.tiscali.it/

Conosciuto in tutto il mondo, il ''Cristo degli abissi'' stupisce e rende magico un momento dove poterlo ammirare sotto il mare, avvicina un nostro stato emotivo, all' armonia e alla pace interiore. Ci sono scenari che toccano il cuore quanto la sguardo, immagini e paesaggi che non appaiono belli solo alla vista, ma che ci entrano dentro toccando qualcosa in noi che non sapremmo definire.
La Liguria è piena di luoghi del genere, più o meno conosciuti e famosi, apparentemente semplici, che richiamano tuttavia emozioni e sensazioni forti. La Liguria è terra – anche – di mare, uno spazio che va conosciuto ed esplorato tanto sopra quanto sotto la superficie, capace di regalare scenari di eccezionale bellezza. E se la costa della nostra regione è piena di aree ormai diventate mete immancabili di sub e appassionati di snorkeling, ve n’è una in particolare che ne è diventata il simbolo, in cui si intrecciano – come a volte accade con il mare – valori umani, religiosi e quel senso di rispetto per il mare, la sua bellezza e le sue genti.

 Il Cristo degli Abissi è nell’Area naturale marina protetta di Portofino – istituita già nel 1999 in provincia di Genova – che troviamo il Cristo degli Abissi. La statua, posta su fondale a 15 m. di profondità nel 1954, si trova nella baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino e con la sua presenza crea sott’acqua un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, perla racchiusa all’interno di una dei più bei luoghi di tutta la Liguria.
Il Cristo nacque da un’idea di Duilio Marcante che, a seguito della morte di Dario Gonzatti durante un’immersione, promosse la posa della statua. Alta 2,50 metri e completamente in bronzo, venne realizzata dallo scultore Guido Galletti e posta con la collaborazione della Marina Militare Italiana. Le sue mani rivolte alla superficie – o al cielo – sono aperte in segno di pace

 Il Servizio Marittimo del Tigullio, il FAI (Fondo Ambiente Italiano) e l’Associazione La Fede sotto il mare propongono un’escursione tra spiritualità ed avventura, dove sarà possibile vivere un’esperienza straordinaria alla scoperta non solo del Cristo, ma anche di straordinari monumenti religiosi come l’Abbazia di San Fruttuoso.
In particolare, per rendere possibile a tutti la visita del Cristo, il Servizio Marittimo del Tigullio utilizza una tecnica collaudata da diversi anni per permettere la visita ai fondali dell’Area Marina Protetta di Portofino a moltissimi turisti e scolaresche. Il sistema offre ai visitatori l’opportunità unica di assistere all’immersione su questo famoso sito e di vedere le immagini in diretta, accompagnati da una guida ambientale e da un video operatore subacqueo, che porta in superficie le immagini di ciò che avviene in tempo reale a profondità comprese fra –1 e –40 metri.
Il Cristo fu realizzato dallo scultore Guido Galletti, con le braccia protese verso l'alto in segno d'invocazione. La scultura è alta 2,5 metri e pesa 260 kg. Nel crogiolo furono fuse medaglie di marinai e di atleti, campane, cannoni, elementi navali e perfino eliche di sommergibili americani donati dall'U.S. Navy. A seguito della morte di Marcante fu posta una targa sul basamento della statua in sua memoria.
La statua è stata restaurata recentemente per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e per riattaccare la mano che era stata staccata da un'ancora.
Chi fosse impossibilitato o non amasse immergersi potrà osservare il Cristo attraverso un batiscopio o una maschera subacquea, oppure ammirare la copia posta nella chiesa di San Fruttuoso. E non si tratta dell’unica copia: una si trova nel lago Palù, in Val Malenco, dove fu posta nel 1972, mentre un’altra sorge in Florida, a Key Largo. Esiste poi un altro Cristo degli Abissi, in formato ridotto, che si erge sulla banchina del porto di St. George's, capitale dell'isola caraibica di Grenada. L'originale in gesso della statua è invece conservato a Marina di Ravenna nel Museo Nazionale delle Attività Subacquee.
 
 fonte: sonoconte.over-blog.it
 

mercoledì 23 luglio 2014

#Statue famose: ll #Cristo Redentore - Rio de Janiero - Brasile


imm. da wikipedia.org


Il Cristo Redentore  è una statua rappresentante Gesu Cristo.  La statua trova collocazione sulla cima della montagna del Corcovado, che si erge a 700 m s.l.m. a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro, è alta 38 metri, di cui 8 metri fanno parte del basamento. È uno dei monumenti più conosciuti al mondo.
La statua è un simbolo della città e del Brasile   e rappresenta il Cristo Redentore dell'umanità. È stato inserito nel 2007  fra le sette meraviglie del mondo moderno.  Ai piedi della statua è posta una targa messa dalla comunità italiana nel 1974   (in occasione del centenario della nascita di Guglielmo Marconi  ) per commemorare l'accensione delle lampade della statua tramite un impulso radio da Roma da parte dello scienziato italiano il 12 ottobre 1931


Fonte wikipedia.org

martedì 22 luglio 2014

#IlMonte #Rushmore

 im. da it.wikipedia.org/
I presidenti sul monte Rushmore, da sinistra Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincom  


 La montagna Rushmore deve il suo nome  a Charles Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull'estrazione mineraria nelle Black Hills. Sembra che Rushmore chiese quale fosse il nome di quella spettacolare montagna e, visto che non ne aveva uno, gli diedero il suo. Anni dopo Rushmore stesso sovvenzionò la scultura con 5000 dollari, la cifra più alta stanziata da un privato negli Stati Uniti fino a quel tempo.
Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Luigi Del Bianco  scolpì i volti di quattro famosi  presidenti americani.

 Fonte it.wikipedia.org

sabato 21 giugno 2014

#ILCristo #Velato - Cappella Sansevero - Napoli

imm. da istitutobancodinapoli.it

Il Cristo velato (Cappella di Sansevero a Napoli)

L'opera più suggestiva della "Cappella di Sansevero" è sicuramente il Cristo Velato. Scolpita da Giuseppe Sanmartino, l'opera colpisce per la minuziosità del particolare e la delicatezza del velo che ricopre il Cristo morto, adagiato su dei cuscini. Sul viso e sul corpo di Gesù sono visibili i segni del supplizio, le mani e i piedi forati dai chiodi, la ferita del costato e il dolore rimasto nei lineamenti del cadavere. Di fianco al corpo, sempre scolpiti nel marmo, sono posti i chiodi e la corona di spine. 

Il velo che ricopre il soggetto, offusca ma non copre la scultura e questo ha fatto nascere la leggenda del velo marmorizzato dal Principe di Sansevero. La bellezza dell'opera è tale che addirittura Antonio Canova, il grande scultore, dopo aver cercato in tutti i modi di entrarne in possesso, dichiarò che per avere la scultura, sarebbe stato disposto a privarsi di dieci anni della sua vita. Il velo che ricopre il Cristo lascia comunque aperto l'antico dibattito: l'innaturale "morbidezza" che lo caratterizza è figlia dell'ineguagliabile arte di Giuseppe Sanmartino, o dei poteri esoterici del Principe Raimondo di Sangro?


 fonte:www.viaggero.it/italia/campania/napoli-cappella-sansevero.html

domenica 6 aprile 2014

#ILProfessor #Grammaticus da "Il libro degli errori" di Gianni Rodari



 imm. da education-creative.com


Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all’estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
- Io ho andato in Germania nel 1958, – diceva uno di loro.
- Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
- Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: “sono andato”?
Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
- Il verbo andare, – continuò il professor Grammaticus, – è un verbo intransitivo, e come tale vuole l’ausiliare essere.
Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
- Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.
- Un verbo intransitivo.
- Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d’altri… Lasciare la famiglia, i bambini.
Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.
- Certo… Veramente… Insomma, però… Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo “essere”: io sono, tu sei, egli è…
Eh, – disse l’emigrante, sorridendo con gentilezza, – io sono, noi siamo!… Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: – Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi… Ma gli errori più grossi sono nelle cose!

Gianni Rodari da Il libro degli errori

sabato 23 novembre 2013

#IlNostro #Mondo



 
 imm. da immagineartigiana.it/



..Scegliamo il nostro mondo successivo
in base a ciò che noi apprendiamo in questo.
Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima,
con le stesse limitazioni.


Richard Bach, Il Gabbiano, Jonathan Livingston
 

venerdì 26 aprile 2013

#Racconto #Morale: Il Saggio

http://4.bp.blogspot.com/

Un giorno il saggio disse: «Seguirò la regola d’oro e  convertirò tutti gli uomini. Ma… da dove comincerò?

 
Il mondo è così grande. Comincerò dal paese che
conosco meglio, il mio.

Ma è così vasto il mio Paese! Comincerò dalla città più 
vicina, la mia.
Ma è così grande la mia città! Allora comincerò dalla mia
strada…

No, comincerò dal mio caseggiato, o meglio, comincerò 
dalla mia famiglia.
No, finalmente ho capito che cosa vuole la regola d’oro:


comincerò da me stesso
 
 
 
Fonte web:  http://laviadellaluce-desy.blogspot.it/2011/11/il-saggio.html
 
 
 

sabato 13 aprile 2013

#Racconti #Saggi: Il pescatore






http://farm1.static.flickr.com/224/516595885_c1647743ef.jpg

 Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.
Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo. Il pescatore risponde: ‘Non ho impiegato molto tempo’ e il turista: ‘Ma allora, perchè non è stato di più, per pescarne di più?’
Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia. Il turista chiese: ‘Ma come impiega il resto del suo tempo?’ E il pescatore: ‘Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.’
Allorchè il turista fece: ‘La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche… Potrà permettersi un’intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!’
Il pescatore lo interruppe: ‘Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?’
E il turista: ‘20, 25 anni forse’ quindi il pescatore chiese: ‘….e dopo?’
Turista: ‘ Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!’
E il pescatore:’miliardi? e poi?’
Turista: ‘Eppoi finalmente potrà ritirarsi dagli affari e andare in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita’

fonte web:  http://nostripensieri.altervista.org/wordpress/?tag=racconti-saggi

martedì 19 febbraio 2013

#Libri #Ilguardiano #invisibile di Redondo Dolores


In un bosco accanto al fiume Baztán, all'estremo nord della Spagna, sul confine tra i Paesi Baschi e la Navarra, viene ritrovato il cadavere di una adolescente, nudo e ricomposto secondo uno strano rituale. Sul ciglio della strada, le scarpe, una accanto all'altra. Sul corpo, gli avanzi di un dolce tipico della regione e alcuni peli che non sono umani. Amaia Salazar, capo della squadra Omicidi della Policía Foral de Navarra, deve occuparsi del caso. Nata e cresciuta a Elizondo, lo stesso paese della vittima, la detective torna nei luoghi dell'infanzia, dove l'attendono le indagini e problemi familiari che sperava di essersi lasciata per sempre alle spalle. Con l'aiuto dei suoi collaboratori, Amaia scopre delle analogie con un secondo omicidio, quello di una ragazza strangolata un mese prima. L'assassino deve essere qualcuno di cui le vittime si fidavano e probabilmente il rituale che esegue su di loro è una sorta di purificazione, per restituire alle giovani donne la loro purezza verginale. Ma nella zona c'è chi ha idee molto diverse. Per strada, sottovoce, la gente del posto già sussurra teorie e antiche leggende, invocando le creature che, secondo la mitologia locale, a volte scendono dalle montagne per proteggere la natura e i suoi abitanti. Se il mitico basajaun, guardiano invisibile dei boschi, fosse davvero riemerso dai ricordi d'infanzia di Amaia, insieme alle ombre di un passato che continua a tormentarla? 

fonte: http://www.ibs.it/code/9788807019289/redondo-dolores<br>/guardiano-invisibile.htm

lunedì 21 gennaio 2013

#Modi di dire: Uscire per il rotto della cuffia

http://blog.libero.it/precicchio/6752612.html

Secondo l’accezione più accreditata, si riferisce al copricapo imbottito, indossato dagli antichi cavalieri sotto la celata. Poiché nelle giostre medievali i colpi assestati sulla cuffia erano considerati validi, uscire per il rotto della cuffia significa cavarsela a malapena. 

Fonte web: ww.culturaesvago.com/modi-di-dire

*

Tornei e giostre medievali:

I tornei (dal francese tourner, roteare), conosciuti anche come giostre (dal latino juxtare, avvicinarsi), sono una forma di festa d'armi di origine medievale;  nascono tra i giochi guerreschi con fine di esercizio all'arte della guerra diffusisi secondo le fonti storiche sin dal IX secolo  in ambito carolingio 
Nell'uso attuale i due termini armi medievali e giostra non indicano attività diverse, benché il secondo sia più propriamente un combattimento fra due cavalieri con " lancia in resta"  e un torneo un combattimento tra fazioni.
I tornei e le giostre ebbero origine nel Medioevo feudale e della struttura militare principale dell'epoca, la cavalleria  . Va ricordato che spesso venivano anche organizzati combattimenti a piedi, specialità amata da EnricoVIII d'Inghilterra
Ai tornei parteciparono anche membri dell'alta aristocrazia Europea, compresi i sovrani di importanti regni. Durante il combattimento i cavalieri dovevano comportarsi lealmente, combattere pro solo exercitio, atque ostentatione virium (Ruggiero di Hoveden) , attenendosi ad un preciso codice d'onore,  direttamente derivato da quello dell' aristocrazia militare.
Consistevano in combattimenti, nullo interveniente odio ( Ruggiero di Hoveden)  di cavalieri   a squadre o a coppie, a cavallo ma anche a piedi, ed erano regolati da un preciso cerimoniale: i cavalieri venivano chiamati uno ad uno dall'araldo d'armi, che ne blasonava l'arma o lo scudo e gli eventuali titoli nobiliari  i, presentandoli al pubblico che affollava l'arena ed al signore  o all'autorità che aveva indetto il torneo.

sunto tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Torneo_%28medievale%29
 

sabato 19 gennaio 2013

#LeSpezie #Coriandolo

imm. da http://bragwebdesign.com/ricette-di-cucina/aromi-e-spezie/coriandolo/


L'aroma intenso, dolce, simile a quello dell'arancio rende il coriandolo una delle spezie più versatili. Molto delicato, il coriandolo può essere usato in notevoli quantità senza che rovini il sapore dei piatti. Il suo gusto armonizza particolarmente con quello dell'aglio e del peperoncino, e si adatta perfettamente a piatti di carne e verdura. Le sue foglie in medio oriente vengono usate come il prezzemolo. I semi si possono trovare interi o in polvere; è preferibile acquistarli interi e tostarli prima di macinarli per esaltarne il sapore
 
fonte web: http://www.ristorantelaragnatela.com/book/export/html/91

domenica 2 dicembre 2012

#Racconti saggi: La pipa e il bambù

http://mettarefugedharmanuggets.blogspot.it/2011/09/nothing-exists-whack.html  

Quando era un giovane studente di Zen, Yamaoka Tesshu andava sempre a trovare tutti i maestri. Andò a far visita a Dokuon di Shokoku.
Volendo mostrare la sua preparazione, disse:
«La mente, Buddha e gli esseri senzienti, in fondo, non esistono. La vera natura dei fenomeni è il vuoto. Non c’è nessuna realizzazione, nessuna illusione, nessun saggio, nessuna mediocrità. Non c’è nessuno che dia e niente che si riceva».
Dokuon, che stava fumando in silenzio, non fece commenti. Tutt’a un tratto colpì Yamaoka con la sua pipa di bambù. Questo fece arrabbiare moltissimo il giovane.
«Se niente esiste,» domandò Dokuon «da dove viene questa tua collera?»

fonte web: http://nostripensieri.altervista.org/wordpress/?tag=racconti-saggi

martedì 13 novembre 2012

#Racconti #Saggi Taoisti: Il prezzo della compassione

http://it.wikipedia.org/wiki/Taoismo

Durante una caccia, il principe Mong Suen e alcuni cortigiani avevano braccato una cerva con un suo cerbiatto. Stavano già per catturarli quando, all'ultimo istante, la madre riusci a fuggire saltando d'un balzo un rusciello fangoso e dileguandosi tra i cespugli. Il piccolo, invece, aveva esitato un attimo a seguirla e l'impetuoso principe gli piombo addosso come una tigre, riuscendo a catturarlo. Senza nascondere  un sorriso di soddisfazione, l'affidò a Qin Ba Xi, un membro del seguito, affiché lo portasse a palazzo. Mentre costui legava una corda al collo dell'animale per tirarselo dietro, il principe rimontò a cavallo e prese la via del ritorno con il resto della scorta.
Alcune ore dopo, mandò a chiamare Qin Ba Xi per chiedergli come stesse il cerbiatto e in quale parte del parco l'avesse sistemato.
Il cortigiano si prosternò tre volte faccia a terra e, senza alzare la testa rispose:
- Altezza, vogliate perdonare il vostro miserabile servitore. L'ho lasciato scappare!
- Com'e' possibile?
- lL cerva ci ha seguiti e, incurante del pericolo, è venuta a leccare il suo piccolo. Non ho avuto cuore a separarli e ho lasciato andare il cerbiatto.
Il principe sbatté il pugno contro il bracciolo del sedile e, fuori di sé, gridò:
- Hai disobbedito ai miei ordini! Che insolenza! Sei bandito dai miei stati! Vattene via all'istante!
Tre mesi dopo, il principe fece rientrare dall'esilio Qin Ba Xi per affidargli l'incarico di precettore.
A un cortigiano invidioso, meravigliato di una simile ricompensa concessa all'impertinente che gli aveva sfacciatamente disobbedito, il principe rispose:
- Se ha provato compassione per un cerbiatto, ne proverà sicuramente anche per mio figlio.  Non è forse questo nobile sentimento il più prezioso da trasmettere? E il venerabile Laozi non ha forse detto: Essere saggio significa conoscere gli uomini, essere umano significa amarli...?

tratto da: racconti dei saggi taoisti pag. 211, 212, 213 - Pascal Fauliot- L'ippocampo

venerdì 2 novembre 2012

#Racconti #Saggi Taoisti: Il ladro d'ascia

http://www.promiseland.it/2009/04/24/investire-in-perdita/

Un contadino che aveva della legna da spaccare,  non riusciva più a trovare la sua scure.
Pelustro, in lungo e in largo il cortile, lanciò occhite furibonde in direzione del ceppo, della rimessa e del granaio, Niente da fare: sparita, probabilmente rubata! Un ascia nuova di zeccha, acquistata con i suoi ultimi risparmi! La collera, quel breve raptus di follia gli traboccava dal cuore e gli tingeva lo spirito di un inchiostro più nero della pece.                
A un certo punto, vedendo passare per strada il propio vicino, gli parve che il suo passo fosse quello di chi non ha la coscienza tranquilla, che il suo volto lasciasse trasparire l'espressione imbarazzata del colpevole di fronte alla propia vittima e che il suo modo di salutarlo tradisse la tipica astuzia del ladro d'ascia, E quando l'altro apri bocca per snocciolargli le solite banalità meteorologiche in uso tra i vicini, la sua era senza dubbio l voce di chi ha rubato un ascia nuova fiammante.
Non riuscendo a resistere, il nostro contadino attraverso il portico a grandi falcate  per andare a dire il fatto suo a quel ladruncolo, che oltretutto  aveva la faccia tosta di prenderlo in giro! Durante il percorso inciampò in una bracciata di rami secchi abbandonati sul ciglio della strada. Vacillo, strangolandosi con la sfilza  d'insulti destinati al propio vicino, e ando' a sbattere  il naso contro il manico della scure, sicuramente caduta poco prima dalla cariola!

tratto da: Racconti dei saggi taoisti pag, 77 - Pascal Fauliot - L' ippocampo

giovedì 4 ottobre 2012

#Citazione #Mondo #TavolodaGioco

http://attualita.tuttogratis.it/mondo/usa-prove-generali-per-la-fine-del-mondo/P120757/


Il mondo è come un tavolo da gioco predisposto in modo tale che tutti quelli che entrano nel casinò devono giocare e tutti a lungo andare devono perdere, chi più chi meno, anche se di quando in quando possono realizzare una vincita provvisoria.

Samuel Butler, Taccuini,

sabato 15 settembre 2012

#Modi di dire #Avere il bernoccolo

http://ferrara.olx.it/ripetizioni-personalizzate-di-matematica-iid-17933646


Avere il bernoccolo per la matematica, per il disegno, per la musica ... - Questo modo di dire ha un'origine pseudoscientifica. Un medico tedesco settecentesco, Franz Joseph Gall, fondatore della frenologia, sostenne che diverse funzioni psichiche e, in particolare, le attitudini, dipendevano dalle differenti conformazioni craniche; studiando le protuberanze e il contorno del cranio era possibile analizzare le diverse caratteristiche delle personalità. Gall collezionava diversi crani umani su cui conduceva le sue ricerche e misurazioni. La frenologia ebbe successo per almeno un secolo e soltanto alla fine dell'Otttocento ne fu dimostrata l'infondatezza.

fonte web: http://www.culturaesvago.com/modi-di-dire

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