Cerca nel web
Visualizzazione post con etichetta il. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il. Mostra tutti i post
lunedì 20 ottobre 2014
domenica 19 ottobre 2014
#RiparareIlMondo
![]() |
| imm. googleusercontent.com |
Non sta a noi riparare il mondo.
Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere.
Ogni cosa piccola, determinata e calma che può fare una coscienza per aiutarne un’altra, per sostenere un piccolo pezzo di questo povero mondo sofferente, aiuta immensamente. Perché il cambiamento sia profondo è necessario accumulare azioni su azioni, aggiungere, aggiungere ancora, perseverare.
Una delle azioni più potenti e più tranquillizzanti che potete fare per agire in un mondo in tempesta è alzarvi e permettere al vostro spirito di mostrarsi.
Uno spirito acceso, sopra coperta, brilla come il sole.
Brucia e scintilla, lancia segnali, accende altri fuochi, incendia la scena. Osa mostrare la propria passione come una lanterna, in mezzo alle ombre profonde di un’epoca buia.
Brillare ferocemente, e mostrare compassione verso gli altri, sono due modi tremendamente necessari, e coraggiosi, di essere presenti in questo mondo.
Chi annaspa nel buio può accendersi della luce di altri, se gli altri sono disposti a mostrarsi in tutto il loro splendore.
Se volete aiutare a portare pace nella tempesta, questa è una delle cose più forti, più grandi, più potenti che potete fare.
Non sta a noi riparare il mondo.
Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere.
Clarissa Pinkola Estes da Siamo fatti per questi tempi
domenica 24 agosto 2014
Il #Mare è tutto da #Ventimila leghe sotto i mari
| imm. da.scienzita.it |
Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta co i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale.
Jules Verne - Ventimila leghe sotto i mari
mercoledì 6 agosto 2014
Il #Cristo degli abissi #Portofino - Liguria
| http://img.photogallery2.tiscali.it/ |
Conosciuto in tutto il mondo, il
''Cristo degli abissi'' stupisce e rende magico un momento dove poterlo
ammirare sotto il mare, avvicina un nostro stato emotivo,
all' armonia e alla pace interiore. Ci sono scenari che toccano il cuore quanto la sguardo, immagini e paesaggi che non appaiono belli solo alla vista, ma che ci entrano dentro
toccando qualcosa in noi che non sapremmo definire.
La Liguria è piena di luoghi del genere, più o meno conosciuti e famosi, apparentemente semplici, che richiamano tuttavia emozioni e sensazioni
forti. La Liguria è terra – anche – di mare, uno spazio che
va conosciuto ed esplorato tanto sopra quanto sotto la superficie,
capace di regalare scenari di eccezionale bellezza. E se la
costa della nostra regione è piena di aree ormai diventate mete
immancabili di sub e appassionati di snorkeling, ve n’è una in particolare che ne è diventata il simbolo, in cui si
intrecciano – come a volte accade con il mare – valori umani, religiosi e quel senso di rispetto per il mare, la sua bellezza e le sue genti.
Il Cristo degli Abissi è nell’Area naturale marina protetta di Portofino – istituita già nel 1999 in provincia di Genova – che troviamo il Cristo degli
Abissi. La statua, posta su fondale a 15 m. di
profondità nel 1954, si trova nella baia di San Fruttuoso, tra Camogli e
Portofino e con la sua presenza crea sott’acqua un
luogo fuori dal tempo e dallo spazio, perla racchiusa all’interno di una dei più bei luoghi di tutta la Liguria.
Il Cristo nacque da un’idea di Duilio Marcante che, a seguito della morte di Dario Gonzatti durante un’immersione, promosse la posa della
statua. Alta 2,50 metri e completamente in bronzo, venne realizzata dallo scultore Guido Galletti e posta con la collaborazione della Marina Militare Italiana. Le sue mani
rivolte alla superficie – o al cielo – sono aperte in segno di pace
Il Servizio Marittimo del Tigullio, il FAI (Fondo Ambiente Italiano) e l’Associazione La Fede sotto il mare propongono un’escursione tra
spiritualità ed avventura, dove sarà possibile vivere un’esperienza straordinaria alla scoperta non solo del Cristo, ma anche di straordinari monumenti religiosi come l’Abbazia
di San Fruttuoso.
In particolare, per rendere possibile a tutti la visita del Cristo,
il Servizio Marittimo del Tigullio utilizza una tecnica collaudata da
diversi anni per
permettere la visita ai fondali dell’Area Marina Protetta di
Portofino a moltissimi turisti e scolaresche. Il sistema offre ai
visitatori l’opportunità unica di assistere all’immersione
su questo famoso sito e di vedere le immagini in diretta,
accompagnati da una guida ambientale e da un video operatore subacqueo, che porta in superficie le immagini di ciò che avviene
in tempo reale a profondità comprese fra –1 e –40 metri.
Il Cristo fu realizzato dallo
scultore Guido Galletti, con le braccia protese verso l'alto in segno
d'invocazione. La scultura è alta 2,5 metri e pesa 260 kg. Nel
crogiolo furono fuse medaglie di marinai e di atleti, campane,
cannoni, elementi navali e perfino eliche di sommergibili americani
donati dall'U.S. Navy. A seguito della morte di Marcante fu
posta una targa sul basamento della statua in sua memoria.
La statua è stata restaurata recentemente per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e per riattaccare la mano che era stata staccata da un'ancora.
La statua è stata restaurata recentemente per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e per riattaccare la mano che era stata staccata da un'ancora.
Chi fosse impossibilitato o non
amasse immergersi potrà osservare il Cristo attraverso un batiscopio o
una maschera subacquea, oppure ammirare la copia posta nella
chiesa di San Fruttuoso. E non si tratta dell’unica copia: una si
trova nel lago Palù, in Val Malenco, dove fu posta nel 1972, mentre
un’altra sorge in Florida, a Key Largo. Esiste poi un altro
Cristo degli Abissi, in formato ridotto, che si erge sulla banchina
del porto di St. George's, capitale dell'isola caraibica di Grenada.
L'originale in gesso della statua è invece conservato a
Marina di Ravenna nel Museo Nazionale delle Attività Subacquee.
fonte: sonoconte.over-blog.it
mercoledì 23 luglio 2014
#Statue famose: ll #Cristo Redentore - Rio de Janiero - Brasile
| imm. da wikipedia.org |
Il Cristo Redentore è una statua rappresentante Gesu Cristo. La statua trova collocazione sulla cima della montagna del Corcovado, che si erge a 700 m s.l.m. a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro, è alta 38 metri, di cui 8 metri fanno parte del basamento. È uno dei monumenti più conosciuti al mondo.
La statua è un simbolo della città e del Brasile e rappresenta il Cristo Redentore dell'umanità. È stato inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno. Ai piedi della statua è posta una targa messa dalla comunità italiana nel 1974 (in occasione del centenario della nascita di Guglielmo Marconi ) per commemorare l'accensione delle lampade della statua tramite un impulso radio da Roma da parte dello scienziato italiano il 12 ottobre 1931
Fonte wikipedia.org
Etichette:
Brasile,
Cristo Redentore,
il,
Rio de Janiero
martedì 22 luglio 2014
#IlMonte #Rushmore
| im. da it.wikipedia.org/ |
I presidenti sul monte Rushmore, da sinistra Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincom
La montagna Rushmore deve il suo nome a Charles Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull'estrazione mineraria nelle Black Hills. Sembra che Rushmore chiese quale fosse il nome di quella spettacolare montagna e, visto che non ne aveva uno, gli diedero il suo. Anni dopo Rushmore stesso sovvenzionò la scultura con 5000 dollari, la cifra più alta stanziata da un privato negli Stati Uniti fino a quel tempo.
Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Luigi Del Bianco scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani.
Fonte it.wikipedia.org
sabato 21 giugno 2014
#ILCristo #Velato - Cappella Sansevero - Napoli
| imm. da istitutobancodinapoli.it |
Il Cristo velato (Cappella di Sansevero a Napoli)
L'opera più suggestiva della "Cappella di Sansevero" è
sicuramente il Cristo Velato. Scolpita da Giuseppe Sanmartino, l'opera
colpisce per la minuziosità del particolare e la delicatezza del velo che ricopre il Cristo morto, adagiato su dei cuscini. Sul viso e sul corpo di Gesù sono
visibili i segni del supplizio, le mani e i piedi forati dai chiodi, la
ferita del costato e il dolore rimasto nei lineamenti del cadavere. Di fianco al corpo, sempre scolpiti nel marmo, sono posti i chiodi e la corona di spine.
Il velo che ricopre il soggetto, offusca ma non copre la
scultura e questo ha fatto nascere la leggenda del velo marmorizzato dal
Principe di Sansevero. La bellezza dell'opera è tale che
addirittura Antonio Canova, il grande scultore, dopo aver cercato in
tutti i modi di entrarne in possesso, dichiarò che per avere la
scultura, sarebbe stato disposto a privarsi di dieci anni della sua
vita. Il velo che ricopre il Cristo lascia comunque aperto
l'antico dibattito: l'innaturale "morbidezza" che lo caratterizza è
figlia dell'ineguagliabile arte di Giuseppe Sanmartino, o dei poteri
esoterici del Principe Raimondo di Sangro?
fonte:www.viaggero.it/italia/campania/napoli-cappella-sansevero.html
Etichette:
Cappella,
Cristo,
il,
Sansevero; Napili,
Velato
domenica 6 aprile 2014
#ILProfessor #Grammaticus da "Il libro degli errori" di Gianni Rodari
| imm. da education-creative.com |
Il professor Grammaticus, viaggiando in
treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento.
Erano operai meridionali, emigrati all’estero in cerca di lavoro: erano
tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del
loro esilio.
- Io ho andato in Germania nel 1958, – diceva uno di loro.
- Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
Per un poco il professor Grammaticus li
stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una
pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor
Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
- Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il
benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al
posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice:
“sono andato”?
Gli emigranti tacquero, pieni di
rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli
uscivano di sotto il cappello nero.
- Il verbo andare, – continuò il professor Grammaticus, – è un verbo intransitivo, e come tale vuole l’ausiliare essere.
Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
- Sarà come lei dice, signore. Lei deve
aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora
dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche
quella cosa che dice lei.
- Un verbo intransitivo.
- Ecco, sarà un verbo intransitivo, una
cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto
triste. Andare a cercar lavoro in casa d’altri… Lasciare la famiglia, i
bambini.
Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.
- Certo… Veramente… Insomma, però…
Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo “essere”:
io sono, tu sei, egli è…
Eh, – disse l’emigrante, sorridendo con
gentilezza, – io sono, noi siamo!… Lo sa dove siamo noi, con tutto il
verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se
abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che
vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per
abitare.
E guardava il professor Grammaticus con i
suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran
voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: –
Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei
verbi… Ma gli errori più grossi sono nelle cose!
Gianni Rodari da Il libro degli errori
Etichette:
Degli,
Errori,
Gianni Rodari,
Grammaticus,
il,
Il professor,
libro
domenica 26 gennaio 2014
#LibroForum: Ortese - Un paio di occhiali A cura di Alessandro Toppi e Antonio Russo De Vivo
| |
| Anna Maria Ortese, "Un paio di occhiali", in "Il mare non bagna Napoli" (ed. Adelphi, 2008) |
1
2
Clicca sul link per ascoltare
sabato 23 novembre 2013
#IlNostro #Mondo
| imm. da immagineartigiana.it/ |
..Scegliamo il nostro mondo successivo
in base a ciò che noi apprendiamo in questo.
Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima,
con le stesse limitazioni.
Richard Bach, Il Gabbiano, Jonathan Livingston
venerdì 26 aprile 2013
#Racconto #Morale: Il Saggio
![]() |
| http://4.bp.blogspot.com/ |
Un giorno il saggio disse: «Seguirò la regola d’oro e convertirò tutti gli uomini. Ma… da dove comincerò?
Il mondo è così grande. Comincerò dal paese che
conosco meglio, il mio.
Ma è così vasto il mio Paese! Comincerò dalla città più
vicina, la mia.
Ma è così grande la mia città! Allora comincerò dalla mia
strada…
No, comincerò dal mio caseggiato, o meglio, comincerò
dalla mia famiglia.
conosco meglio, il mio.
Ma è così vasto il mio Paese! Comincerò dalla città più
vicina, la mia.
Ma è così grande la mia città! Allora comincerò dalla mia
strada…
No, comincerò dal mio caseggiato, o meglio, comincerò
dalla mia famiglia.
No, finalmente ho capito che cosa vuole la regola d’oro:
comincerò da me stesso
Fonte web: http://laviadellaluce-desy.blogspot.it/2011/11/il-saggio.html
sabato 13 aprile 2013
#Racconti #Saggi: Il pescatore
| http://farm1.static.flickr.com/224/516595885_c1647743ef.jpg |
Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.
Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo. Il pescatore risponde: ‘Non ho impiegato molto tempo’ e il turista: ‘Ma allora, perchè non è stato di più, per pescarne di più?’
Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia. Il turista chiese: ‘Ma come impiega il resto del suo tempo?’ E il pescatore: ‘Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.’
Allorchè il turista fece: ‘La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche… Potrà permettersi un’intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!’
Il pescatore lo interruppe: ‘Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?’
E il turista: ‘20, 25 anni forse’ quindi il pescatore chiese: ‘….e dopo?’
Turista: ‘ Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!’
E il pescatore:’miliardi? e poi?’
Turista: ‘Eppoi finalmente potrà ritirarsi dagli affari e andare in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita’
fonte web: http://nostripensieri.altervista.org/wordpress/?tag=racconti-saggi
martedì 19 febbraio 2013
#Libri #Ilguardiano #invisibile di Redondo Dolores
fonte: http://www.ibs.it/code/9788807019289/redondo-dolores<br>/guardiano-invisibile.htm
lunedì 21 gennaio 2013
#Modi di dire: Uscire per il rotto della cuffia
| http://blog.libero.it/precicchio/6752612.html |
Secondo l’accezione più accreditata, si
riferisce al copricapo imbottito, indossato dagli antichi cavalieri
sotto
la celata. Poiché nelle giostre medievali i colpi assestati sulla
cuffia erano considerati validi, uscire per il rotto della cuffia
significa cavarsela a malapena.
Fonte web: ww.culturaesvago.com/modi-di-dire
*
Tornei e giostre medievali:
I tornei (dal francese tourner, roteare), conosciuti anche come giostre (dal latino juxtare, avvicinarsi), sono una forma di festa d'armi di origine medievale; nascono tra i giochi guerreschi con fine di esercizio all'arte della guerra diffusisi secondo le fonti storiche sin dal IX secolo in ambito carolingio
Nell'uso attuale i due termini armi medievali e giostra non indicano
attività diverse, benché il secondo sia più propriamente un
combattimento fra due cavalieri con " lancia in resta" e un torneo un combattimento tra fazioni.
I tornei e le giostre ebbero origine nel Medioevo feudale e della struttura militare principale dell'epoca, la cavalleria . Va ricordato che spesso venivano anche organizzati combattimenti a piedi, specialità amata da EnricoVIII d'Inghilterra
Ai tornei parteciparono anche membri dell'alta aristocrazia Europea,
compresi i sovrani di importanti regni. Durante il combattimento i
cavalieri dovevano comportarsi lealmente, combattere pro solo exercitio, atque ostentatione virium (Ruggiero di Hoveden) , attenendosi ad un preciso codice d'onore, direttamente derivato da quello dell' aristocrazia militare.
Consistevano in combattimenti, nullo interveniente odio ( Ruggiero di Hoveden) di cavalieri a squadre o a coppie, a cavallo ma anche a piedi, ed erano regolati da
un preciso cerimoniale: i cavalieri venivano chiamati uno ad uno dall'araldo d'armi, che ne blasonava l'arma o lo scudo e gli eventuali titoli nobiliari i, presentandoli al pubblico che affollava l'arena ed al signore o all'autorità che aveva indetto il torneo.
sunto tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Torneo_%28medievale%29
sabato 19 gennaio 2013
#LeSpezie #Coriandolo
| imm. da http://bragwebdesign.com/ricette-di-cucina/aromi-e-spezie/coriandolo/ |
L'aroma intenso, dolce, simile a quello dell'arancio rende il coriandolo
una delle spezie più versatili. Molto delicato, il coriandolo può
essere usato in notevoli quantità senza che rovini il sapore dei piatti.
Il suo gusto armonizza particolarmente con quello dell'aglio e del
peperoncino, e si adatta perfettamente a piatti di carne e verdura. Le
sue foglie in medio oriente vengono usate come il prezzemolo. I semi si
possono trovare interi o in polvere; è preferibile acquistarli interi e
tostarli prima di macinarli per esaltarne il sapore
fonte web: http://www.ristorantelaragnatela.com/book/export/html/91
domenica 2 dicembre 2012
#Racconti saggi: La pipa e il bambù
| http://mettarefugedharmanuggets.blogspot.it/2011/09/nothing-exists-whack.html |
Quando era un giovane studente di Zen, Yamaoka Tesshu andava sempre a trovare tutti i maestri. Andò a far visita a Dokuon di Shokoku.
Volendo mostrare la sua preparazione, disse:
«La mente, Buddha e gli esseri senzienti, in fondo, non esistono. La vera natura dei fenomeni è il vuoto. Non c’è nessuna realizzazione, nessuna illusione, nessun saggio, nessuna mediocrità. Non c’è nessuno che dia e niente che si riceva».
Dokuon, che stava fumando in silenzio, non fece commenti. Tutt’a un tratto colpì Yamaoka con la sua pipa di bambù. Questo fece arrabbiare moltissimo il giovane.
«Se niente esiste,» domandò Dokuon «da dove viene questa tua collera?»
fonte web: http://nostripensieri.altervista.org/wordpress/?tag=racconti-saggi
martedì 13 novembre 2012
#Racconti #Saggi Taoisti: Il prezzo della compassione
| http://it.wikipedia.org/wiki/Taoismo |
Durante una caccia, il principe Mong Suen e alcuni cortigiani avevano braccato una cerva con un suo cerbiatto. Stavano già per catturarli quando, all'ultimo istante, la madre riusci a fuggire saltando d'un balzo un rusciello fangoso e dileguandosi tra i cespugli. Il piccolo, invece, aveva esitato un attimo a seguirla e l'impetuoso principe gli piombo addosso come una tigre, riuscendo a catturarlo. Senza nascondere un sorriso di soddisfazione, l'affidò a Qin Ba Xi, un membro del seguito, affiché lo portasse a palazzo. Mentre costui legava una corda al collo dell'animale per tirarselo dietro, il principe rimontò a cavallo e prese la via del ritorno con il resto della scorta.
Alcune ore dopo, mandò a chiamare Qin Ba Xi per chiedergli come stesse il cerbiatto e in quale parte del parco l'avesse sistemato.
Il cortigiano si prosternò tre volte faccia a terra e, senza alzare la testa rispose:
- Altezza, vogliate perdonare il vostro miserabile servitore. L'ho lasciato scappare!
- Com'e' possibile?
- lL cerva ci ha seguiti e, incurante del pericolo, è venuta a leccare il suo piccolo. Non ho avuto cuore a separarli e ho lasciato andare il cerbiatto.
Il principe sbatté il pugno contro il bracciolo del sedile e, fuori di sé, gridò:
- Hai disobbedito ai miei ordini! Che insolenza! Sei bandito dai miei stati! Vattene via all'istante!
Tre mesi dopo, il principe fece rientrare dall'esilio Qin Ba Xi per affidargli l'incarico di precettore.
A un cortigiano invidioso, meravigliato di una simile ricompensa concessa all'impertinente che gli aveva sfacciatamente disobbedito, il principe rispose:
- Se ha provato compassione per un cerbiatto, ne proverà sicuramente anche per mio figlio. Non è forse questo nobile sentimento il più prezioso da trasmettere? E il venerabile Laozi non ha forse detto: Essere saggio significa conoscere gli uomini, essere umano significa amarli...?
tratto da: racconti dei saggi taoisti pag. 211, 212, 213 - Pascal Fauliot- L'ippocampo
venerdì 2 novembre 2012
#Racconti #Saggi Taoisti: Il ladro d'ascia
| http://www.promiseland.it/2009/04/24/investire-in-perdita/ |
Un contadino che aveva della legna da spaccare, non riusciva più a trovare la sua scure.
Pelustro, in lungo e in largo il cortile, lanciò occhite furibonde in direzione del ceppo, della rimessa e del granaio, Niente da fare: sparita, probabilmente rubata! Un ascia nuova di zeccha, acquistata con i suoi ultimi risparmi! La collera, quel breve raptus di follia gli traboccava dal cuore e gli tingeva lo spirito di un inchiostro più nero della pece.
A un certo punto, vedendo passare per strada il propio vicino, gli parve che il suo passo fosse quello di chi non ha la coscienza tranquilla, che il suo volto lasciasse trasparire l'espressione imbarazzata del colpevole di fronte alla propia vittima e che il suo modo di salutarlo tradisse la tipica astuzia del ladro d'ascia, E quando l'altro apri bocca per snocciolargli le solite banalità meteorologiche in uso tra i vicini, la sua era senza dubbio la voce di chi ha rubato un ascia nuova fiammante.
Non riuscendo a resistere, il nostro contadino attraverso il portico a grandi falcate per andare a dire il fatto suo a quel ladruncolo, che oltretutto aveva la faccia tosta di prenderlo in giro! Durante il percorso inciampò in una bracciata di rami secchi abbandonati sul ciglio della strada. Vacillo, strangolandosi con la sfilza d'insulti destinati al propio vicino, e ando' a sbattere il naso contro il manico della scure, sicuramente caduta poco prima dalla cariola!
tratto da: Racconti dei saggi taoisti pag, 77 - Pascal Fauliot - L' ippocampo
giovedì 4 ottobre 2012
#Citazione #Mondo #TavolodaGioco
| http://attualita.tuttogratis.it/mondo/usa-prove-generali-per-la-fine-del-mondo/P120757/ |
Il mondo è come un tavolo da gioco
predisposto in modo tale che tutti quelli che entrano nel casinò
devono giocare e tutti a lungo andare devono perdere, chi più
chi meno, anche se di quando in quando possono realizzare una
vincita provvisoria.
Samuel Butler,
Taccuini,
sabato 15 settembre 2012
#Modi di dire #Avere il bernoccolo
| http://ferrara.olx.it/ripetizioni-personalizzate-di-matematica-iid-17933646 |
Avere il bernoccolo per
la matematica, per il disegno, per la musica ... - Questo modo di dire
ha un'origine pseudoscientifica. Un medico tedesco
settecentesco, Franz Joseph Gall, fondatore della frenologia,
sostenne che diverse funzioni psichiche e, in particolare, le
attitudini, dipendevano dalle differenti conformazioni craniche;
studiando le protuberanze e il contorno del cranio era possibile
analizzare le diverse caratteristiche delle personalità. Gall
collezionava diversi crani umani su cui conduceva le sue ricerche e
misurazioni. La frenologia ebbe successo per almeno un secolo e
soltanto alla fine dell'Otttocento ne fu dimostrata l'infondatezza.
fonte web: http://www.culturaesvago.com/modi-di-dire
Iscriviti a:
Post (Atom)
Cerca nel blog
Archivio blog
-
▼
2026
(256)
-
▼
settembre
(12)
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- 33 anni di Amico Rom
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
-
▼
settembre
(12)


