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venerdì 9 gennaio 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 9 gennaio.
Il 9 gennaio 1960 iniziò la costruzione della diga di Assuan, un'opera immensa lunga 3600 metri e larga 980 metri alla base e 40 sulla sommità, per un'altezza di 111 metri. Il lago artificiale che ha formato, il Lago Nasser, ha una superficie di circa 6000 chilometri quadrati, è lungo 480 km e largo fino a 16 km e contiene tra i 150 e i 165 km cubi di acqua.
La decisione da parte delle autorità egiziane di costruire la diga mise in forte allarme gli egittologi di tutto il mondo, preoccupati del disastro che il lago avrebbe creato ai monumenti e alle tombe. Così dal 1960 l'UNESCO lanciò una enorme campagna per salvarli, creando equipe provenienti da tutto il mondo. La maggior parte dei monumenti sono stati letteralmente smontati e rimontati pezzo per pezzo in luoghi sicuri, come il celebre tempio di Ramsete II ad Abu-Simbel, o il tempio di Iside nell'isola di Philae. Per ringraziarli dell'enorme sforzo compiuto, il governo egiziano donò alcuni dei monumenti salvati ai vari paesi che avevano collaborato all'impresa titanica. E' il caso ad esempio del tempio di Ellesija, ora conservato al Museo egizio di Torino, donato all'Italia.
La diga fu completata 10 anni più tardi; grazie ad essa viene prodotta circa la metà del fabbisogno elettrico del paese, tuttavia non mancano i problemi prodotti da questa così forte variazione di un ambiente rimasto invariato per migliaia di anni: diverse specie migratorie, sia ittiche che aviarie, hanno cessato di riprodursi lungo il Nilo; con la diminuzione della forza delle acque del fiume, si è avuta una forte salinizzazione delle acque del delta (il Mar Mediterraneo si insinua lungo il Nilo) rendendo sterili le terre nei dintorni; la mancanza stessa delle alluvioni periodiche non porta più il fertile limo nei campi allagati, impedendo ciò che era il vanto dell'Egitto dell'antichità, ossia i 3 raccolti di grano all'anno, a tal punto che i romani chiamavano l'Egitto "il granaio d'Europa"; aumento del livello delle acque freatiche nei campi vicini al fiume con conseguente ristagno idrico (che a sua volta provoca la diffusione di patogeni fungini); aumento di rischi sanitari visto che i canali di irrigazione e le rive del lago Nasser sono l'habitat ideale di animali che trasmettono malattie come la zanzara Anopheles che trasmette la malaria e alcune lumache che diffondono il parassita della bilharziosi.
Ancora oggi qualcuno sostiene che il gioco non sia valso la candela.

giovedì 8 gennaio 2026

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'8 gennaio.
L'8 gennaio 1992 George Bush Senior stava partecipando ad un evento di stato per 135 diplomatici presso la residenza del primo ministro Giapponese, negli ultimi giorni di un viaggio in vari paesi dell'Asia per intavolare relazioni commerciali.
In precedenza quello stesso giorno Bush aveva giocato un doppio a tennis in cui l'imperatore del Giappone Akihito e suo figlio il principe ereditario Naruhito avevano sconfitto lui e un ex ambasciatore americano in Giappone.
Durante la cena Bush si sentì male e letteralmente vomitò addosso al primo ministro giapponese, sotto gli occhi di telecamere e fotografi.
L'incidente come è ovvio fu ampiamente evidenziato dai media. Come nel caso del coniglio di Carter, la scena divenne pane ghiotto per i comici americani, tanto che fu persino ironizzata in una puntata dei Simpsons, in cui Bush dichiara con astio a Homer che "lo rovinerà come un banchetto giapponese"
A distanza di parecchi anni, Bush è ancora ricordato in Giappone per questo evento, a tal punto che l'Enciclopedia della comunicazione politica riporta che "l'incidente causò un ondata di sketch televisivi in tutto il pianeta, e in Giappone fu coniato il termine Bushu-suru che letteramente significa 'fare la cosa di Bush'"

mercoledì 7 gennaio 2026

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 gennaio.
Il 7 gennaio 1990 la Torre di Pisa fu chiusa al pubblico per poter procedere a massicci restauri onde contenere il peggiorarsi dell'inclinazione che avrebbe portato al crollo della struttura.
Il celebre campanile di Bonanno Pisano ha compiuto otto secoli di vita, essendo stato iniziato nel 1173.
Per la verità, in una iscrizione epigrafica a destra della porta d'ingresso della torre, si legge la data 1174. Ma tale data si riferisce al calendario pisano che iniziava il 25 marzo,  nel giorno dell'Annunciazione e quindi in anticipo di quasi un anno sul calendario tradizionale.
Bonanno Pisano, dunque, iniziò la costruzione della torre pendente nel 1173. Cinque o sei anni dopo l'architetto e scultore abbandonò i lavori perché nel frattempo si era verificato un primo cedimento del terreno. Questo conferma che la torre pendente non è mai stata verticale in quanto i primi tre piani costruiti da Bonanno presentavano già una certa inclinazione intorno agli anni 1179-80.
Novanta anni dopo la morte di Bonanno, un altro architetto proseguì i lavori a partire dal terzo piano; si chiamava Giovanni di Simone e cercò invano di raddrizzare la torre. Infatti, a partire dal terzo piano, l'inclinazione del monumento cambia notevolmente. Giovanni di Simone fu anche il geniale architetto del Cimitero monumentale e della Chiesa di San Francesco. Anch'egli non portò mai a termine i lavori della torre pendente perché cadde combattendo nella sfortunata battaglia della Meloria. È da questa sconfitta che, con l'inizio dell'irreversibile decadenza della città, i lavori del campanile rallentano.
Nei primi anni del secolo XIV mancava soltanto la cella campanaria. Questa fu aggiunta nel 1350 da Tommaso Pisano, terzo e ultimo architetto della torre pendente che cominciava ormai a divenire celebre. È oggi accertato scientificamente, che la Torre pende a causa del terreno cedevole. Un terreno alluvionale di formazione recente, quindi un terreno soffice, che non può sostenere grandi pesi. D'altra parte, a riprova di ciò, basta ricordare che molti altri edifici di Pisa pendono notevolmente,dando vita a una straordinaria assemblea di palazzi, chiese, campanili e semplici case, inclinati in tutte le direzioni.
Dalla sua costruzione ad oggi lo strapiombo è sostanzialmente aumentato, ma nel corso dei secoli ci sono stati anche lunghi periodi di stabilità o addirittura di riduzione della pendenza.
Nel corso dell'Ottocento il campanile fu interessato da importanti restauri, che portarono, ad esempio, all'isolamento del basamento della torre. I lavori, effettuati sotto la direzione di Alessandro Gherardesca, contribuirono a sfatare definitivamente la teoria, sostenuta da alcuni studiosi dell'epoca, secondo la quale il campanile sarebbe stato pensato pendente sin dalla sua origine. Difatti, i saggi del terreno effettuati durante i restauri portarono alla luce la presenza di una notevole quantità di acqua sotterranea che rendeva cedevole il terreno. Per far fronte a questo problema, fu aspirata acqua del sottosuolo con l'ausilio di pompe, ma ciò favorì il fenomeno della subsidenza ed il conseguente aumento della pendenza della torre.
Negli ultimi decenni del XX secolo l'inclinazione aveva subito un deciso incremento, tanto che il pericolo del crollo si era fatto concreto. Nel 1993 lo spostamento dalla sommità dell'asse alla base era stato valutato in circa 4,47 metri, ovvero 4,5 gradi.
Durante i lavori di consolidamento, iniziati nel 1990 e terminati alla fine del 2001, la pendenza del campanile è stata ridotta tramite cerchiatura di alcuni piani, applicazione temporanea di tiranti di acciaio e contrappesi di piombo (fino a 900 tonnellate) e sottoescavazione, riportandola a quella che presumibilmente doveva avere 200 anni prima. La base è stata inoltre consolidata e secondo gli esperti questo consentirà di mantenere in sicurezza la torre per almeno altri tre secoli, permettendo così l'accesso ai visitatori.
Dal marzo 2008 la torre ha raggiunto il livello definitivo di consolidamento sotto il profilo dell'inclinazione, tornato ad essere di 3,99 metri, ovvero 4°, con uno spostamento alla cima del campanile di quasi mezzo metro) e tale valore dovrebbe rimanere inalterato per almeno altri 300 anni.
La torre di Pisa è oggi nuovamente visitabile dai turisti che possono salire i suoi 293 gradini per arrivare alla cella campanaria.

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