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giovedì 10 aprile 2014

#UnBuon #Libro


http://2.bp.blogspot.com

Un buon libro è sempre in moto: dal generale al particolare, dalle parti al tutto e viceversa, avanti e indietro.
La buona lettura si muove allo stesso modo.


John irving, Preghiera per un amico

domenica 6 aprile 2014

#ILProfessor #Grammaticus da "Il libro degli errori" di Gianni Rodari



 imm. da education-creative.com


Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all’estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
- Io ho andato in Germania nel 1958, – diceva uno di loro.
- Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
- Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: “sono andato”?
Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
- Il verbo andare, – continuò il professor Grammaticus, – è un verbo intransitivo, e come tale vuole l’ausiliare essere.
Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
- Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.
- Un verbo intransitivo.
- Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d’altri… Lasciare la famiglia, i bambini.
Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.
- Certo… Veramente… Insomma, però… Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo “essere”: io sono, tu sei, egli è…
Eh, – disse l’emigrante, sorridendo con gentilezza, – io sono, noi siamo!… Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: – Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi… Ma gli errori più grossi sono nelle cose!

Gianni Rodari da Il libro degli errori

sabato 29 marzo 2014

#LibroForum con i ragazzi - Dino Buzzati: Il colombre In collaborazione con l'Istituto Defoe Progetto Scuola di Giugliano in Campania A cura di Alessandro Toppi e Monica Yellnikoff


http://1.bp.blogspot.com/ antasy-IlColombre.jpg
Il LibroForum con i ragazzi

Primo appuntamento
Dino Buzzati: Il colombre

In collaborazione con l'Istituto Defoe Progetto Scuola di Giugliano in CampaniaA cura di Alessandro Toppi e Monica Yellnikoff
Con Madame Psychosis e Masaniello il Làzzaro

Regia di Sophie



Clicca sul link per ascoltare

mercoledì 5 febbraio 2014

lunedì 23 dicembre 2013

#Libro #immagineDi #Solitudine


 imm. da word.technologeek.eu/gwendydd/files/2013/02/libri-antichi.gif


Ciascun libro è un’immagine di solitudine, un oggetto concreto che si può prendere, riporre, aprire e chiudere e le sue parole rappresentano molti mesi, se non anni, della solitudine di un uomo, sicché a ogni parola che leggiamo in un libro potremmo dire che siamo di fronte a una particella di quella solitudine. 


Paul Auster, L'invenzione della solitudine.

sabato 15 giugno 2013

#Comunicare #Scrivere: Dal libro, una lettera per te

http://oi50.tinypic.com/jkisde.jpg

Non sono mai stato capace di parlare. Almeno, non per le cose importanti. Perché a parlare sono buoni tutti, ma non sempre si parla per dire qualcosa. Non sempre si comunica. Ed io non sono bravo a comunicare. Non ci riesco, a voce. Per questo ti scrivo, per questo ti ho sempre scritto. Perché non so parlare. Forse non sono capace, non è cosa per me. Non so usare la voce. Credo basti un gesto per esprimere quello che a voce non riusciresti a dimostrare. Ti abbraccio, detto, è diverso da un vero abbraccio. Il contatto fisico è diverso. Leggere le parole, poi, è ancora diverso.
Puoi dare l'interpretazione che vuoi tu, leggerle con la voce che vuoi tu, soffermarti su una frase, tornare indietro e ricominciare. Quando parli è diverso, se perdi il filo non lo recuperi più, non puoi fermare tutto per chiedere di tornare indietro, quando le parole sono spontanee. Hai perso un suono, hai perso una poesia. Se invece scrivi, se invece leggi, hai tutto lì e niente ti può scappare via, niente può sfuggirti perché è tra le tue mani. E se scrivi, non sei frenato dall'espressione sul volto di chi ti ascolta. È diverso, è molto meglio. Non ho mai saputo parlare, non ci riesco. Per questo ti scrivo, per questo ti ho sempre scritto.
dal libro "Una lettera per te" di Mattea David
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-156094?f=w:5067>

lunedì 23 aprile 2012

C'era una volta la giornata mondiale del #libro


http://www.unesco.it

 O, per meglio dire, ci sarebbe la giornata mondiale del libro. Sarebbe oggi, ma sull'argomento la stampa maggiore o tace o non è indicizzata adeguatamente da Google, che, forse ignobilmente - qualcuno penserà a buona ragione - usiamo per attingere notizie.
 Addirittura in fondo alla
prima pagina appare, ora che scriviamo, la notizia che davamo di questa giornata due anni fa.
 Salvo poi trovare la recensione di due giorni fa de l'Unità tramite una ricerca per immagini.
 Sconfortante, poi, è notare che il sito della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO non ne fa menzione alcuna e anzi si presenta in una veste spartana, aggiornato all'ultima notizia dei primi di dicembre scorso.
 L'Accademia dei Sensi, che basa la sua attività intera sui libri e da sempre si pone con rispetto verso l'opera altrui raccontandola liberamente senza lucro, anche in quest'appuntamento raccomanda la lettura e il rispetto delle opere letterarie.
 Per noi che viviamo a Napoli tuttavia fa piacere leggere le iniziative celebrative dell'Istituto Cervantes recensite da NapoliToday, tra le quali una Giornata Mondiale del Libro Napoli 23 aprile 2012
conferenza sul libro elettronico.
 Curioso: l'Istituto di Cultura Spagnolo per eccezione a Napoli per i libri, oggi come poco più di quattrocentocinquant'anni fa sotto il dominio di Filippo II di Spagna fu fondata quella Biblioteca dei Girolamini che oggi scopriamo derubata e vilipesa, forse addirittura da colui che avrebbe dovuto custodirla.
 Buona lettura.



© 2012 Accademia dei Sensi - Licenza CC BY-NC-ND 3.0

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