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domenica 24 agosto 2014

Il #Mare è tutto da #Ventimila leghe sotto i mari


 imm. da.scienzita.it

Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta co i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale.

  Jules Verne - Ventimila leghe sotto i mari

mercoledì 2 ottobre 2013

#Siamo isole



lcircolodeiviaggiatori.files.wordpress.com

Nessuno comprende l’altro. Siamo, come ha detto il poeta, isole nel mare della vita; tra noi si inserisce il mare che ci limita e separa. Per quanto una persona si sforzi di sapere chi sia l’altra persona, non riuscirà a sapere niente se non quello che la parola dice – ombra informe sul suolo della sua possibilità di intendere. 

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine,

mercoledì 4 settembre 2013

Il #RumoreDel #Mare

 
http://img24.dreamies.de/img/281/b/ilm67btfwpq.gif


Mi piace il verbo sentire. Sentire il rumore del mare... sentirne l'odore... Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra. Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni...ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente. 

Alda Merini

mercoledì 12 giugno 2013

#Spiaggia:Il rumore delle onde

 
http://www.studiogayatri.it/


Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via.
Ho l'incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l'ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono paranoica, impulsiva, sono tremendamente gelosa e sono lunatica.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.

Elisabeth Julie Shanti

lunedì 10 giugno 2013

#Nostalgia

http://3.bp.blogspot.com/


 La tua nostalgia è un mare che puoi navigare,
la tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare,
perché te ne stai allora inerte e scorata
fissando il vuoto?
Verrà un mattino con un orizzonte più rosso
di tutti gli altri,
verrà un vento a porgerti la mano:
mettiti in cammino!

Edith Södergran

martedì 2 aprile 2013

La bambola di sale #Racconti #Saggi

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUGNBV465DF4xjSyCGsqc92oA5m4DmltABJQdsUy3CtadBskJr1TngnblQtt6ZWxGYxHoF_ox4Naotgz8QFSP5Ba-GezeiDg3uufttTrXnDxk4xyMkIBQZTBEEMqwMMFXtEO0_c5Lp7e0/s1600/memory120121fp5.jpg  

 La bambola di sale

 Una bambola di sale voleva ad ogni costo il mare.
Era una bambola di sale, ma non sapeva che cosa fosse il mare. Un giorno decise di partire.
Era l’ unico modo per soddisfare la sua esigenza.
Dopo un’ interminabile pellegrinaggio attraverso territori aridi e desolati, giunse in riva al mare e scoprì qualcosa di immenso e affascinante e misterioso nello stesso tempo. Era l’ alba, il sole cominciava a sfiorare l’ acqua accendendo timidi riflessi, e la bambola non riusciva a capire.
Rimase lì impalata a lungo, solidamente piantata al suolo, la bocca aperta.
Dinanzi a lei, quell’ estensione seducente. Sì decise. Domandò al mare :
- Dimmi chi sei ?
- Sono il mare.
- E che cos’è il mare ?
- Sono io !
- Non riesco a capire, ma lo vorrei tanto. Spiegami che cosa posso fare.
- E’ semplicissimo: toccami.
Allora la bambola si fece coraggio. Mosse un passo e avanzò verso l’ acqua.
Dopo parecchie esitazioni, sfiorò quella massa con un piede.
Nè ricavò una strana sensazione.
Eppure aveva l’ impressione di cominciare a comprendere qualcosa.
Allorchè ritrasse la gamba, si accorse che le dita dei piedi erano sparite.
Nè risultò spaventata e protestò :
- Cattivo ! Che cosa mi hai fatto ?
Dove sono finite le mie dita ?
Replicò imperturbabile il mare:
- Perchè ti lamenti ? Semplicemente hai
offerto qualche cosa per poter capire. Non
era quello che chiedevi ? ….
L’ altra piatì:
- Sì veramente, non pensavo…, ma…
Stette a riflettere un po’. Poi avanzò decisamente nell’ acqua. E questa, progressivamente, la avvolgeva, le staccava qualcosa, dolorosamente. Ad ogni passo, la bambola perdeva qualche frammento. Ma più avanzava, più si sentiva impoverita di
una parte di sè, e più aveva la sensazione di capire meglio. Ma non riusciva ancora a dire cosa fosse il mare.
Cavò fuori la solita domanda:
- Che cosa è il mare ?
Un’ ultima ondata inghiottì ciò che restava di lei.
E proprio nell’ istante in cui scompariva, perduta nell’ onda che la travolgeva e la portava chissà dove, la bambola esclamò:
- Sono io !

fonte web:  http://nostripensieri.altervista.org/wordpress/?tag=racconti-saggi

martedì 5 giugno 2012

#Citazione #Immagine Dell'Infinito: Il mare.....

http://www.riccionefamilyhotels.it/baby-magazine/it/benessere-baby/bambini-al-mare-per-un-benefico-aerosol/
Lo spattacolo del mare fa sempre una profonda impressione. Esso è l'immagine dell'infinito che attira senza posa il pensiero, e nel quale senza posa il pensiero va a perdersi.

tratto da: Le donne hanno detto , un libro di citazione pag. 157- Laura Bolgeri _ Rizzoli

domenica 29 aprile 2012

#leggenda #Naru #sole #delfino #amore #mare


Naru era un giovane molto bello e ambito da tutte le ragazze della sua tribù. Il padre lo esortava a sposarsi, ma lui rifiutava.
"Amero' soltanto la figlia del Sole", diceva tra sè.
Visto che tutti lo prendevano in giro, Naru sali' sul monte piu' alto e chiamo' il Sole. Gli voleva chiedere la mano della sua bellissima figlia. Ma il Sole era troppo lontano e non riusciva a sentire i richiami del ragazzo. Naru era disperato perche' se non riusciva nemmeno a parlare con il Sole, come avrebbe potuto convincerlo a concedere la mano della giovane? Gli animali della foresta, che gli volevano bene, cercarono di aiutarlo. La lepre disse che spesso il Sole e sua figlia scendevano dal cielo per tuffarsi nel mare. Ma di solito lo facevano all'ora del tramonto.
"Aspetterò" , pensò Naru


http://www.scienze-naturali.com/wp-content/uploads/2012/03/delfini.jpg


E infatti quella sera li vide scendere e buttarsi in mare, per divertisi tra le onde. Naru mando' un delfino a consegnare una lettera al Sole. Appena la grande stella lesse il messaggio si stupi' per il coraggio dimostrato da quel giovane.
"Chi e', o delfino, il ragazzo che ti ha consegnato la lettera?", disse il Sole.
Il delfino gli indico' il bellissimo ragazzo che aspettava sulla spiaggia. La lettera era cosi' bella, che il Sole decise di avvicinarsi per conoscere quel temerario. Anche Luce, sua figlia, si era incuriosita e stava gia' fantasticando sul suo innamorato. Ma quando i due sovrani del cielo arrivarono sulla riva del mare, videro gli animali e il ragazzo fuggire veloci. Il calore che accompagnava il Sole era cosi' straordinario, che nessuno poteva sopportarlo. La storia d'amore tra i due giovani non comincio' mai. Entrambi soffrirono molto e anche il Sole provo' dispiacere, perche' capi' che poteva fare del bene agli uomini solo stando molto lontano da loro.

fonte web: http://tavernaelfica.forum-express.net/t1650-naru-e-la-figlia-del-sole

sabato 28 aprile 2012

#racconto #bambina #donna #mare::



C’era una volta una bambina e il mare.

Da pochi mesi la bambina aveva schiuso le sue braccia al mondo e quando vide il mare, quella grande immensità aprirsi davanti ai suoi occhi, restò terrorizzata. Profondamente terrorizzata.
L’urlo del mare s’infranse contro le grida della bambina in schizzi di lacrime.

Passarono gli anni, cinque anni. E le orme sulla sabbia da quattro divennero due. Due piccoli piedi che le onde piatte e timide tentavano di toccare e sedurre. Ma la bambina, ancora timorosa, restava ferma sulla riva annegando il suo sguardo tra le acque.

E così passarono altri anni, e le due orme sulla sabbia scomparvero nella schiuma delle onde, che finalmente potettero toccarla e baciarla. Baciarla ed entrare dentro di lei. Donna

venerdì 30 marzo 2012

#poesie #mare #diario

www.edenpics.com
Il mare intero sale e scende, in uno sperpero di forza, di grazia e d’armonia. Le onde provano tutta la loro gamma, in una finzione magica. Galoppano come puledri, s’aprono come arbusti, s’alzano come montagne, si estendono come valli, e ridono e piangono, parlano diffusamente e tacciono di colpo, e vivono del cielo e lo negano, si vestono di broccati e di sete e si spogliano tutte.
La suggestione dell’acqua resa umana è evidente. In tal modo chiama la sua occulta bellezza, che, col solo dire alla nostra anima: “vieni con  me”, se la porta via. E il corpo allora, persuasivo, trascina l’anima stordita, con un grande sforzo delicatissimo, dalla murata alla cabina.
["Diario di poeta e mare" Juan Ramón Jiménez]

mercoledì 7 marzo 2012

#citazioni #Melotti Linee


"Dalla terra  con occhi sognanti guardiamo il mare
e quando siamo in mare guardiamo  la terra come in sogno."

F. MELOTTI, Linee, Adelphi, 1981, p. 37
Scelta da Manlio Lo Presti 


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