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venerdì 30 gennaio 2015

#Lavitapuòessere #Tristezza




                                                              Immagine Tratta dal Web
 
La vita può essere tristezza che dobbiamo cercare di superare, oppure può presentarsi con aria di sfida e allora si deve avere il coraggio di affrontarla. La vita è avventura, bellezza, promessa, mistero. Va scoperta passo dopo passo, respiro dopo respiro, strada dopo strada.
Romano Battaglia, Foglie, 2009

lunedì 13 ottobre 2014

#ArteInItaly #OpereDiGiotto: La Madonna di Borgo San Lorenzo


 

 La Madonna di Borgo San Lorenzo è un dipinto frammentario a tempera e oro su tavola, dimensioni  81,5x41cm attribuito a Giotto,  databile al 1290 -1295  circa e conservato nella Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo. Sebbene non ancora assegnata con certezza al maestro, è assai probabile che si tratti di una delle più antiche opere del suo catalogo, dipinta quando aveva circa vent'anni.

tratto da it.wikipedia.or

lunedì 6 ottobre 2014

#CastagneEmarroni #LaloroStoria


imm. da meteoweb.eu 
Gli alberi nobili di castagne con ampia corona provengono dai paesi del Caucaso, la regione montagnosa tra il Mar Nero e il Mar Caspio. Gli antichi Armeni li hanno coltivati, chiamando “Kasutha” i loro frutti prelibati, ossia “frutto secco”.

I Romani chiamavano il castagno „Castanea“ ed il botanico britannico Miller nel 1759 vi aggiunse la denominazione “sativa”. Ciò significa “saziare” e ne documenta così l’importanza culinaria. Da allora il castagno europeo porta il nome botanico “Castanea sativa” e si distanzia quindi dall’Ippocastano (Aesculus hippocastanum).
I Romani non erano soltanto affascinati dal frutto, ma anche dal suo legno che si distingue per il suo alto contenuto tanninico, rendendo le costruzioni resistenti alle intemperie. Visto che il castagno cresce anche ad un’altezza di 1000m slm, la sua coltivazione era così predestinata.

Con l’espansione dell’Impero Romano si propagava anche la cultura della castagna. Pure a nord delle Alpi gli alberi di castagno buttavano radici. L’espressione tedesca « Marone » si affermò attorno al 1600, derivante dal francese « marron » e dal’italiano « marrone ».

La cultura della castagna si affermò nella Svizzera meridionale circa 1000 anni fa. L’incremento della temperatura media favorì la coltivazione fino nelle valli alpine più alte. Su queste lastre impervie cresceva appena abbastanza grano per il pane quotidiano. Sui fianchi magri delle vallate alpine infatti il castagno forniva da due a tre volte più calorie per unità coltivata rispetto la coltivazione del grano. Per questo motivo lo si chiama „ L’albero del pane dei poveri“.

fonte strazzini-marroni.ch

martedì 9 settembre 2014

#ArteInItaly #OpereDi #Giotto: La Cacciata dei diavoli da Arezzo




 imm. da it.wikipedia.org
La Cacciata dei diavoli da Arezzo è la decima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230x270 cm.

tratto da   wikipedia.org

mercoledì 3 settembre 2014

#ArteInItaly #OpereDi #Giotto: La Deposizione della Croce

 imm. da it.wikipedia.org
La Deposizione dalla croce è un affresco (300x300 cm) attribuito al giovane Giotto,  databile al 1291-1295 circa e situato nella fascia superiore della parete sinistra della Basilica Superiore di Assisi 

Tratto da It. wikipeedia.org

sabato 23 agosto 2014

#Lento scivolare: La Scommessa di Raffaello Mastrolonardo


 imm. da meteoweb.eu
Era un sintomo inquietante il desiderio di solitudine.
Non c'era bisogno di psichiatri per capire che qualcosa non andava quando il desiderio di star solo stava diventando ingombrante.
Era come un lento scivolare, impercettibile, ma costante, accompagnato dall'incapacità di fare alcunché.


Raffaello Mastrolonardo, La scommessa

venerdì 22 agosto 2014

#ArteInItaly #OpereDi #Giotto - La Cappella degli Scrovegni



 imm. da .tanogabo.it/arte/images/Giotto_Cappella_degli_Scrovegni.jpg

 La cappella degli Scrovegni   (detta anche dell'Arena) si trova nel centro storico di Padova    e ospita un celeberrimo ciclo di affreschi di Giotto   dei primi anni del XIV secolo,  considerato uno dei capolavori dell' arte occidentale. Internamente è lunga 29,26 metri, larga 12,80 e alta 8,48 nel punto maggiore

 imm. da upload.wikimedia.org/wikipedia/Padova Cappella degli Scrovegni.jpg
 La Cappella degli Scrovegni, capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo, è considerato il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità. Colore e luce, poesia e pathos. L'uomo e Dio. Il senso della natura e della storia, il senso di umanità e di fede fusi assieme per narrare in un modo unico, irripetibile le storie della Madonna e di Cristo.
Giotto termina gli affreschi della Cappella entro i primi mesi del 1306. In questa data "...la cappella presenta un'architettura molto semplice: un'aula rettangolare con volta a botte, un'elegante trifora gotica in facciata, alte e strette finestre sulla parete sud, un'abside poligonale poi sopraelevata per la cella campanaria".
Il ciclo pittorico della Cappella è sviluppato in tre temi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna (riquadri 1-6), gli episodi della vita di Maria (riquadri 7-13) e gli episodi della vita e morte di Cristo. In basso a questi affreschi, una serie di riquadri illustra le allegorie dei Vizi e delle Virtù.

 da cappelladegliscrovegni.it/index.php/it/

venerdì 15 agosto 2014

#Italy: La #Cascata di #Isola del Liri - Frosinone

 imm. da upload.wikimedia.org/wikipedia CascataIsoladelLiri.
A poco più di 100 km (un ora di viaggio) da Roma e un pò di più da Napoli (120 km per 1 ora e 15 di viaggio) troverete uno spettacolo creato dalla forza delle acque, una cascata verticale (la Cascata Grande) alta 28 metri, ora ricca e spumeggiante ora più magra e silente a seconda delle piene e delle precipitazioni atmosferiche, che, caso unico almeno in Europa, da il meglio di sè proprio nel centro storico della città.

Isola del Liri è infatti un'isola su un fiume! Il fiume Liri, appunto, che rappresenta (ancora di più nel passato,purtroppo, con le produzioni legate alle Cartiere) la forza , la ricchezza e la particolarità di questo paesino.
Nato nel vicino Abruzzo, alle falde del monte Camiciola nei pressi di Cappadocia, se ne viene placido attraversando la valle di Roveto con i suoi paesini arroccati alle falde dei monti Simbruini o isolati nelle strette gole e, dopo aver oltrepassato il confine regionale, trova ad Isola l'occasione di diventare "spettacolo", con la cascata suddetta.

Il Liri, dividendosi in due rami nel bel parco del Castello, trova davanti anche un dislivello più graduale, su cui scende saltellando di roccia in roccia formando un altra pittoresca Cascata,più piccola, detta del Valcatoio.

 fonte: isolaliri.com

mercoledì 13 agosto 2014

La #Sacra di San Michele


 imm. da linguaggioceleste.files.wordpress.com

La sacra di San Michele è un complesso architettonico collocato sul monte Pirchiriano, all'imbocco della val di Susa; è situato nel territorio del comune di Sant'Ambrogio di Torino poco sopra la borgata San Pietro, ed appartiene alla diocesi di Susa. È il monumento simbolo del Piemonte e una delle più eminenti architetture religiose di questo territorio alpino, transito per i pellegrini tra Italia e Francia. Ristrutturato, è affidato alla cura dei padri rosminiani.
La leggenda sull'origini della Sacra di San Michele
Ci sono molte versioni della leggenda sulle origini della Sacra di San Michele. Tutte concordano sull'apparizione di uno o più angeli. Trovi scritta qui una delle più popolari.Si racconta che San Giovanni Vincenzo, nel X secolo, volesse costruire un'abbazia sul Monte Caprasio. Cominciò così a costruire, ma i lavori non andavano mai avanti: ogni giorno posavano le prime pietre della costruzione e ogni notte queste sparivano.Così San Giovanni decise di rimanere sveglio per svelare il mistero. A sorpresa, scoprì che non si trattava di ladri di materiale, ma di angeli. I messaggeri celesti comparivano con il buio e trasportavano le pietre sul monte Pirchiriano. Fu così che San Giovanni decise di costruire l'abbazia dove sorge ancora adesso. Da quel giorno infatti non ci furono più impedimenti "divini" e il santuario fu ultimato.
Qui nasce il romanzo "Il nome della rosa"
 Si dice che Umberto Eco abbia preso ispirazione proprio dalla Sacra di San Michele per il suo celebre romanzo "Il nome della rosa". Pare infatti che la maggior parte dell'ambientazione del libro sia molto simile a quella del santuario piemontese.

 fonte: arteide.org/en/places/sacra-di-san-michele

venerdì 8 agosto 2014

La #Donna giusta di Sandor Marai






Improvvisamente ho capito che non c'è nessuna persona giusta. Non esiste né in terra né in cielo né da nessun'altra parte, puoi starne certa. Esistono soltanto le persone, e in ognuna c'è un pizzico di quella giusta, ma in nessuna c'è tutto quello che ci aspettiamo e speriamo. Nessuna racchiude in sé tutto questo, e non esiste quella certa figura, l'unica, la meravigliosa, la sola che potrà darci la felicità. Esistono soltanto delle persone, e in ognuna ci sono scorie e raggi di luce, tutto…»

Sandor Marai, La donna giusta

domenica 3 agosto 2014

#RaccontiSaggi: La #Ciotola del nonno


 imm. da curiosandoinrete.com

C’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano. E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca.
La moglie di suo figlio se n’era ormai schifata e, purtroppo, anche suo figlio. E non lo vollero più a tavola con loro. Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta. Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe. La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla. Gli comprarono una scodella di legno e gli dissero: “Questa certo non la romperai!”. Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno e cercava di unirli.
Il padre gli disse: “Che fai?”.
Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.
Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.

Fratelli Grimm – Adattamento di Giovanni Pascoli

venerdì 1 agosto 2014

#Statue famose: La #StatuaDella #Libertà #New York

 


 imm. da media.us-iad-rs.aldryn.net/new-york-city

La statua della Libertà è un monumento simbolo di New York e degli interi Stati Uniti d'America
Svetta all'entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan, sulla rocciosa Liberty Island.  Il nome dell'opera è La Libertà che illumina il mondo (Liberty Enligtening the World in inglese, La Liberté éclairant le monde in francese).
Fu progettata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi; è costituita da una struttura reticolare interna in acciaio  rivestita da 300 fogli di rame sagomati e rivettati insieme, che poggia su un basamento granitico grigio-rosa di provenienza sarda  e domina la baia di New York.
Con i suoi 93 metri d'altezza essa risulta perfettamente visibile fino a 40 chilometri di distanza. Raffigura una donna che indossa una lunga toga  e sorregge fieramente in una mano una fiaccola (simbolo del fuoco eterno della libertà), mentre nell'altra tiene un libro recante la data del giorno dell'indipendenza americana  (4 luglio1776 ); ai piedi vi sono delle catene spezzate (simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico) e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari. 


Fonte. it.wikipedia. org

giovedì 31 luglio 2014

#Statue famose: La #Sirenetta di #Copenhagen - Danimarca


 imm, da volareweekend.com/copenhagen-sirenetta.jpg



La Sirenetta” si trova nel porto della città di Copenhagen, in Danimarca, e raffigura l’eroina di una fiaba di Hans Christian Andersen. Si tratta di una scultura piuttosto piccola, di appena 1,25 m di altezza e del peso di 175 kg, ma ciò non ne ha impedito la popolarità. La costruzione della Sirenetta venne commissionata allo scultore Edward Eriksen nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore di Carlsberg, il quale era rimasto affascinato da un adattamento della favola come balletto. Nel corso degli anni, la statua della Sirenetta venne vandalizzata più volte, motivo per il quale è stata rimpiazzata con una nuova sirenetta identica costituita da un unico blocco metallico lavorato.

 

 fonte gizzeta.it

martedì 29 luglio 2014

# Statue famose: La #Venere di #Milo



 imm. da it.wikipedia.org/wiki/Venere_di_Milo

La Venere di Milo è una delle più celebri statue greche. Si tratta di una scultura di marmo pario   (h. 202 cm), priva delle braccia e del basamento originale, conservata nel Museo del Louvre a Parigi. Sulla base di un'iscrizione riportata su tale basamento (andato perduto) si ritiene che si tratti di un'opera di Alessandro Antiochia.  In passato, alcuni attribuirono erroneamente l'opera a Prassitele.

  fonte:it.wikipedia.org 

mercoledì 2 luglio 2014

#LaTua #Bocca da "Rayuela" cap.7 di Julio Cortàzar


imm blogspot.com


Tocco la tua bocca. Con un dito tocco il contorno della tua bocca. La disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sul viso, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo viso, e che per un caso che non arrivo a comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.
Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo man mano sempre più da vicino e i nostri occhi si fanno grandi, si avvicinano, si sovrappongono, e i ciclopi si guardano respirando confusi. Le bocche si incontrano e lottano tiepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nel loro recinto dove un'aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, di accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranze oscure. E se ci mordiamo il dolore è dolce, e se affoghiamo in un breve e terribile assorbersi simultaneo del fiato, questa istantanea morte è bella. E c'è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare contro di me, come una luna nell'acqua.

Julio Cortàzar " Rayuela" cap. 7

venerdì 20 giugno 2014

#LaSirena #Parthenope


 imm. da ecomuseodeicampiflegrei.it/partenope.jpg



La Sirena Parthenope
 
L'origine della città di Napoli, è collegata al celebre mito della Sirena Parthenope che si intreccia con la storia, la leggenda ed il mito di Ulisse .
La Maga Circe aveva messo in guardia Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia, contro il canto delle Sirene (metà donna e metà uccello - nella mitologia greca) che, secondo la leggenda, vivevano sugli scogli, quelli di fronte Positano oggi chiamati “Li Galli” , il cui primitivo nome era Sirenusse.

Le Sirene ammaliavano, con il loro richiamo seducente, i naviganti di passaggio che, soggiogati dal loro canto, perdevano il controllo delle imbarcazioni andandosi a schiantare sugli scogli. Se Ulisse avesse voluto ascoltarle, avrebbe dovuto turare con la cera, le orecchie dei suoi compagni e farsi legare all’albero maestro della nave. Nella luce abbagliante del mezzogiorno le sirene fecero sentire la loro melodiosa voce, nascondendo tra i fiori i resti dei marinai che non avevano resistito al loro richiamo e promisero ad Ulisse che gli avrebbero rivelato i segreti della conoscenza e di tutto quello che avviene in ogni tempo e luogo della terra. Ulisse cercò di liberarsi ma i suoi compagni lo legarono più strettamente, così la nave passò oltre e si salvarono.
Le Sirene erano divine, ma non immortali e, fallendo dunque il loro potere di incantatrici nei confronti di Ulisse, si uccisero precipitandosi dagli scogli.
Il corpo della sirena Parthenope fu portato dalle correnti marine tra gli scogli di Megaride (dove oggi sorge il Castel dell'Ovo), e lì gli abitanti trovarono la dea, con gli occhi chiusi nel bianco del viso e i lunghi capelli che ondeggiavano nell’acqua. Venne posta in un grandioso sepolcro, diede nome al villaggio di pescatori e divenne la protettrice del luogo, venerata dal popolo e onorata con sacrifici e fiaccolate sul mare.
Non si sa dove possa essere la sua tomba, (vera o leggendaria); studiosi e archeologi hanno creduto di localizzarla sulla collina di Sant’Aniello a Caponapoli, sotto le fondamenta della chiesa di Santa Lucia, costruita sul tempio dedicato a Partenope, sull’isolotto di Megaride, nel sotterraneo di Castel dell’Ovo. 

 Una seconda versione della leggenda, narra che la Sirena Parthenope, dopo la sua morte, approdò, trasportata dal mare, sull’isolotto di Megaride, si dissolse ed il suo corpo sinuoso si trasformò nella morfologia del paesaggio napoletano, partenopeo per l’appunto, appoggiando il capo ad oriente, sull’altura di Capodimonte, ed il piede, per così dire, ad occidente, verso il promontorio di Posillipo.
Nell'Ottocento, invece, intorno alla leggendaria fondatrice eponima della città, si diffuse un'altra storia: quello dell'amore della Sirena per il centauro Vesuvio. Ciò avrebbe scatenato la gelosia di Zeus che li punì trasformando lui in un vulcano e lei nella città di Napoli.

fonte  mediterraneonapoli.com



giovedì 29 maggio 2014

#Rapporto difficile: tratto da La sposa silenziosa di A.S.A. Harrison


 
imm. da zagara.blog.tiscali.it


Jodi e Todd sono a un punto cieco del loro matrimonio. Lei è la moglie perfetta, psicologa, riceve a casa i pazienti, ma non porta mai a casa il lavoro. Lui è un affermato uomo d'affari. Lei è vissuta all'ombra di lui. L'ha accudito, l'ha coccolato, l'ha reso un uomo di successo. E ha sopportato pazientemente che fossero altre donne a prendersi il lato migliore del marito. Ma la sua vita è arrivata a una svolta: Jodi non può più accettare di essere una moglie silenziosa e ora deve scegliere tra giustizia e vendetta... "La sposa silenziosa" scava nelle profondità del rapporto più difficile, quello di un uomo e una donna, che scelgono di trascorrere una vita insieme, tra concessioni che non possono essere fatte e promesse che non possono essere mantenute.

A. S. A. Harrison da  "La sposa silenziosa"

sabato 12 aprile 2014

#LaFontanaDei #Quattro fiumi


 
Mi e' impossibile andare a Roma senza fare una puntatina in piazza Navona dove si trova  questa meravigliosa fontana, lo so la conosciamo tutti,  ma ogni volta io ne resto  affascinata.  Questa bellissima scultura  fu realizzata da  Gian Lorenzo Bernini tra il 1648  e il 1651 su progetto di Borromini ed chiamata " La fontana dei quattro fiumi" Le quattro statue che compongo la fontana sono i marmo bianco e rappresentano  i quattro fiumi principali della terra, Il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio della Plata. La fontana è sovrastata dall' obelisco agonale "uno dei  tredici obelischi egizi di Roma".

domenica 23 marzo 2014

#LaVitaè #curiosa e sorprendente



 imm. fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/


La vita è così curiosa e sorprendente e infinitamente piena di sfumature, a ogni curva del suo cammino si apre una vista del tutto diversa. La maggior parte delle persone ha nella propria testa delle idee stereotipate su questa vita, dobbiamo nel nostro intimo liberarci di tutto, di ogni idea esistente, parola d'ordine, sicurezza; dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.

Etty Hillesum-Diario (1941-1943)

mercoledì 29 gennaio 2014

#La vera carne! #Maddalena Penitente (Antonio Canova) - Francesca Girotto



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/83/Canova,_maddalena_penitente,_02.JPG

 Una straordinaria scultura di Antonio Canova, definito il moderno Fidia, che ha avuto il potere di acquisire nuova sensibilità presso i Romantici.
Effetti chiaroscurali e cromatici esaltati dall’estrema levigatezza della superficie. Il marmo sapientemente patinato è “ammorbidito” da uno strato di cera che conferisce una leggera colorazione ad alcune zone dell’epidermide in questa figura di emblematica raffinatezza, i capelli che avvolgono a cascata la schiena, estremamente composta nel suo dolore, silenziosamente afflitta, in rigorosa meditazione accanto ad un teschio. La scena è di un profondo realismo e quasi si possono vedere le lacrime scorrere lungo le guance. Canova, con quest’opera, osa sfidare le regole della scultura e, un po’ a disagio, avvicina la poetessa-viaggiatrice Federica Brun sollecitandone un giudizio.
  • Io taceva, ed egli come chi si sentisse leggermente offeso: “Ebbene, non vi piace?”
  • “Cher Canova, il me parait que vous avez là peint avec le ciseau, comme Mengs a souvent sculptè avec le pinceau” ( Caro Canova, mi sembra voi abbiate dipinto con lo scalpello, come Mengs, spesso, scolpisce col pennello).
E il Canova non potendo trattenere una sana risata: “Per Bacco, potrebbe essere che aveste ragione”.
L’artista riserba tutta la sua scienza, tutto il cuore e tutto l’estro per il marmo. Quindi la pietra che da lui riceve, per così dire, tutta la sua esistenza, acquista sotto la sua mano quella vita, quella grazia e quell’impronta degli affetti del suo stesso autore. Pregi a cui nulla potrebbe sostituirsi, e che fanno sì, che persino gli stessi falli vengano perdonati quando il cuore è quello che li commette.

Inviato da Francesca Girotto

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