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martedì 7 ottobre 2014

#Crisantemi #NonsolofioriperiDefunti



imm. store.ilgarden.it


 I crisantemi fioriscono a fine ottobre e per noi sono i fiori dei defunti che ben pochi osano regalare in occasione di un matrimonio o di un compleanno. Ma non è così nel resto del mondo. In Cina e in Giappone, dove i crisantemi sono il fiore nazionale, sono simbolo di vita e di gioia grazie alla bellezza, alla varietà di forme, dimensioni e colore che ne fanno un ornamento prezioso in tantissime occasioni di festa.
Del resto la parola crisantemo deriva dal greco e significa “fiore d’oro”. Originario della Cina, le sue tracce si perdono nella notte dei tempi e si pensa che venisse coltivato addirittura cinque secoli prima della nascita di Cristo.
Dalla Cina si è diffuso in Corea e in Giappone dove un crisantemo composto da sedici petali è diventato l’emblema araldico della famiglia imperiale, e simbolo del paese stesso.
In Olanda i primi crisantemi arrivarono alla fine del 1600, ma occorrerà quasi un secolo perchè si diffondano in Francia, poi in Italia e in Inghilterra. In principio erano una vera rarità esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga.
Il crisantemo fiorisce quando le ore di buio equivalgono o superano quelle di luce, ed è per questo che nei nostri climi i primi fiori li vediamo in autunno, poi in primavera quando le ore di sole aumentano la pianta entra in riposo vegetativo.
Resistenti al freddo, le piante del crisantemo si adattano a tutti i tipi di terreno, purchè ben drenati, ma, per chi volesse cimentarsi nella coltivazione casalinga, è meglio scegliere un luogo soleggiato e riparato sia dalla pioggia dal vento anche per non rischiare di trovarsi con le corolle rovinate o gli steli spezzzati.
Per chi invece si accontenta di acquistarli c’è solo l’imbarazzo della scelta. Le varietà sono migliaia differenti per lunghezza dello stelo, forma e dimensioni della corolla, numero di petali, colori, che vanno dal bianco ai viola passando per tutte le tonalità del giallo del rosso e dell’arancio, e, soprattutto in questi giorni, prezzo.
Del resto, speculazioni a parte, i crisantemi sono una voce fondamentale della floricoltura italiana con la produzione concentrata in particolare in Liguria, Campania, Lazio, Toscana, Puglia e Sicilia. Ogni anno in Italia se ne producono più di 600 milioni di steli e circa 10 milioni di vasi e la loro vendita è concentrata tra la fine di ottobre e la prima decade di novembre quando in crisantemi si spendono tra i 380 e i 420 milioni di euro.
E chissà che qualcuno non sia destinato anche alle cucina recuperando un uso antico. I ricettari europei dei secoli scorsi lo ponevano ad un posto d’onore, i petali più delicati infatti possono essere aggiunti alle insalate, mentre gli altri possono profumare zuppe e minestroni, o dare nuovi sapori ad arrosti di carne o pesce

  da conipiediperterra.com

venerdì 27 giugno 2014

#DaBambina #NonPiangevoMai da La ragazza con L'orecchino di perla - T. Chevalier



imm. da cittadarte.emilia-romagna.it


La mamma non mi aveva detto che sarebbero venuti. Non voleva che sembrassi nervosa, mi spiegò in seguito. Mi stupii, perché pensavo che mi conoscesse bene. Gli estranei mi avrebbero vista serena. Da bambina non piangevo mai. Solo mia madre si accorgeva di una certa tensione nelle mie mascelle e dello sgranarsi dei miei occhi, già grandi per loro natura.

T. Chevalier, La ragazza con l'orecchino di perla

giovedì 5 giugno 2014

#QuandoNonE' #Amore


 imm. da digilander.libero.it/casadelviandante/naufragi.jpg 


L’amore fa star bene… in caso contrario si tratta di un sentimento ben diverso… Se soffri più spesso di quando sei felice, vuol dire che non è amore, ma qualcosa di differente che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione, e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà, spalancata davanti a te.”

  Marcia Grad, La  Principessa che Credeva nelle Favole

domenica 13 aprile 2014

#PerchèNOnTi #Capita mai di...





 imm. da sp2.fotolog.com

Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un café del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante i l momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.


  David Grossman, Qualcuno con cui correre.

mercoledì 26 febbraio 2014

# NonEssere #Amati






 


http://a.mytrend.it/prp/2013/02/448328/o.157546.png


Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.
Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo.
Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione.
Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe bruscamente il flusso di un'energia condivisa.
Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito.


  Massimo Gramellini, Fai bei sogni

sabato 11 maggio 2013

#Modi di dire: Non avere né arte né parte

http://us.123rf.com/
Non avere né arte né parte - L'arte deriva dalle corporazioni medievali, in cui i lavoratori erano suddivisi in base al loro mestiere o alla loro categoria; la parte  (guelfa o ghibellina) riguardava la posizione politica nei confronti dello Stato o della Chiesa; chi non aveva né Arte né Parte non si poteva riconoscere in nessuna corporazione.

fonte: http://www.culturaesvago.com/modi-di-dire

venerdì 13 luglio 2012

#TradizioniItaliane: Aiutare per non dimenticare di Roberta Accademica




Il mio amico Angelo mi ha invitata ad una festa che si sarebbe tenuta domenica 08 /07 /2012 nella campagna di Crespignaga Di Maser in Provincia di Treviso. Dopo una settimana di attesa è arrivata la domenica, il mio amico passa a prendermi, lui mi aveva entusiasmata con i suoi ricordi, il pensiero di andare a vedere la trebbiatura fatta nel modo antico che io non conoscevo mi rendeva felice. 



Lui mi ha raccontato che un imprenditore del posto ha deciso con una manifestazione di mettere a conoscenza, più che altro non far dimenticare il lavoro dei campi di un tempo, e far conoscere le grandi fatiche che facevano le persone che sono venute prime di noi.
Deciso che una volta all’anno regala ai suoi concittadini una bellissima festa, fatta di amici e volontari che lo aiutano cucinando polenta con farina bianca e gialla, poi formaggi di ogni tipo, la soppressa prodotto tipico del posto, e carne alla brace, il tutto annaffiato da un buon bicchier di vino, acqua freschissima, e un ottima birra, ai lati del capannone dove servivano queste buone cose, aveva messo delle scatole per raccogliere offerte che poi lui devolve in beneficenza.


 
Torniamo alla festa, in fondo al campo messi in ordinata fila svettavano i trattori antichi, per mostrare il loro splendore dai più antichi hai più moderni, ma sempre vecchi, poi un trattore piccino, io avevo pensato per i ragazzi, invece Angelo mi ha spiegato che quello si usa in posti stretti ma nelle gallerie delle miniere, poi la trebbia una macchina che sembra un mostro, ma che meraviglia questa grande macchina attaccata con una cinghia al volano di un trattore, che con la sua potenza la fa funzionare.


 

  

Sono arrivati due carri pieni di spighe ed è cominciata cosi la festa, molte persone intorno con grandi cappelli di paglia per ripararsi dal grande sole, si sono appostati nei vari punti di funzionamento della trebbia, chi caricava le spighe, chi sotto a vedere se tutto funzionava bene, un secchio sotto per raccogliere il frumento, lo riempivano e pesavano solo una volta per fare la misura che corrisponde ad un sacco.


 
Io facevo le foto in mezzo a molta polvere, fatta dalla paglia che volava tutto intorno, si avvicina una donna come un tempo arriva con un secchio d’acqua per servirla loro, davvero avranno avuto la gola secca in quel grande polverone, sapeste che bello dopo una decina di minuti sono cominciate ad uscire le prime balle di paglia.


 

 In mezzo a quel prato ho visto moltissime persone con i capelli bianchi, si raccontavano le esperienze passate e le loro fatiche, raccontandole hai ragazzini che li guardavano con occhi increduli, ho fatto questo scritto per passare anche a voi la mia esperienza l’iniziativa di questa persona che con il suo fare fa del bene sia alle persone vicine, che a quelle lontane con la raccolta dei soldini che poi devolve in beneficenza.

 Robbi










venerdì 1 giugno 2012

#Podcast: Musati e Del Zozzo - Dracula


 Presa diretta dalla Maratona di lettura a Cortile Palazzo Lazzarini, in Morrovalle, edizione 2011.


 Musiche a cura di Musati e Del Zozzo


 Immagine tratta dalla locandina dell'evento

lunedì 9 aprile 2012

#Podcast: Stefania Cippitelli - Il Vagabondo


 Presa diretta dalla Maratona di lettura a Cortile Palazzo Lazzarini, in Morrovalle, edizione 2011.


 Musiche a cura di Stefania Cippitelli


 Immagine tratta dalla locandina dell'evento

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