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domenica 8 giugno 2014

venerdì 30 maggio 2014

Il #Sentierodei #Profumi di Cristina Carboni


 
 imm. da commenti.kataweb.it


Quando Cail si scostò facendole posto, in silenzio Elena chinò la testa e poggiò il viso sull’oculare. E fu come immergersi in un mondo di velluto nero, dove enormi brillanti splendevano di una luce unica, profonda e mai vista prima. Il cuore prese a batterle forte, mentre una sensazione strana la invadeva facendola sentire piccola e umile. Le emozioni si mescolarono in lei, mentre la scia luminosa della Via Lattea splendeva così vicina, ma in realtà infinitamente lontana..."
da 


 Cristina Caboni da  "Il sentiero dei profumi"

giovedì 24 aprile 2014

#Pasquetta: Festa dei fiori a Milano







A Milano  il tradizionale appuntamento di Pasquetta con la festa dei fiori e' avvenuto sotto la pioggia.
 Il lunedi dell'Angelo è la festa patronale della chiesa  di Santa Maria degli Angeli, più conosciuta come chiesa di Sant'Angelo dei Frati minori Francescani, sita in via della Moscova. Fiori bellissimi, coloratissimi di tutte le fogge adornano il sagrato della chiesa e accanto ai fiori il tradizionale mercatino dove si possono acquistare prodotti naturali per la cura della persona, oggetti di bigiotteria e libri, io non ho  perso l'occasione di  acquistare delle piccole piante per ornare il mio balconcino. E' un giorno di festa che da l'opportunità  a chi acquista di aiutare il prossimo e sostenere le opere che i  Fratelli di San Francesco compiono a favore dei più bisognosi.
 Alla festa che si celebra da quattro secoli in occasione del lunedì dell'Angelo, viene celebrata la Messa del Pellegrino.
 

sabato 12 aprile 2014

#LaFontanaDei #Quattro fiumi


 
Mi e' impossibile andare a Roma senza fare una puntatina in piazza Navona dove si trova  questa meravigliosa fontana, lo so la conosciamo tutti,  ma ogni volta io ne resto  affascinata.  Questa bellissima scultura  fu realizzata da  Gian Lorenzo Bernini tra il 1648  e il 1651 su progetto di Borromini ed chiamata " La fontana dei quattro fiumi" Le quattro statue che compongo la fontana sono i marmo bianco e rappresentano  i quattro fiumi principali della terra, Il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio della Plata. La fontana è sovrastata dall' obelisco agonale "uno dei  tredici obelischi egizi di Roma".

domenica 16 marzo 2014

#Accademiadeisensi #Podomatic: Ezio - Antes de amar te




imm. radicchio.it


Clicca  sul link per ascoltare


Antes de amarte amor, nada era mío:

vacilé por las calles y las cosas:

nada contaba ni tenía nombre:

el mundo era del aire que esperaba.
Yo conocí salones cenicientos,

túneles habitados por la luna,

hangares crueles que se despedían,

preguntas que insistían en la arena.
Todo estaba vacío, muerto y mudo,

caído, abandonado y decaído,

todo era inalienablemente ajeno,
todo era de los otros y de nadie,

hasta que tu belleza y tu pobreza

llenaron el otoñó de regalos.
(Pablo Neruda)
Prima di amare te, amore, nulla era mio:

vacillai per le strade e per le cose:

nulla contava né aveva nome:

il mondo era dell’aria che attendeva.



Io conobbi cinerei saloni,

gallerie abitate dalla luna,

hangar crudeli che s’accomiatavano,

domande che insistevano sulla sabbia.
Tutto era vuoto, morto e muto,

caduto, abbandonato e decaduto,

tutto era inalienabilmente estraneo,
Tutto era degli altri e di nessuno,

finchè la tua bellezza e povertà

empirono l’autunno di regali.
(traduzione di Ezio Falcomer)

domenica 9 febbraio 2014

#GliOcchiDi #Akaska: La regina dei dannati


imm. da /it.wikipedia.org/wiki/File:Regina_dannati.png

Gli occhi di Akasha erano fissi su di me. La testa era quasi alla mia portata e il corpo giaceva riverso, con il sangue che fiottava dal collo troncato. All'improvviso il braccio destro fremette, si sollevò, ricadde sul pavimento. Si sollevò di nuovo, con la mano penzoloni. Stava cercando di afferrare la testa! Potevo aiutarla! Potevo usare i poteri che mi aveva dato per cercare di muoverla, di aiutarla a raggiungerla. E mentre mi sforzavo di vedere nella luce fioca, il corpo sussultò, rabbrividì e ricadde più vicino. Ma le gemelle! Erano vicine alla testa e al corpo."

La Regina dei Dannati - Anne Rice

giovedì 25 luglio 2013

#Ilgiocodegli #Dei

http://intermarketandmore.finanza.com/files/2008/11/dadi.jp

IL GIOCO DEGLI DEI

Gli dei lanciano i dadi, ma non domandano se vogliamo partecipare al gioco.
Non vogliono sapere se hai lasciato un uomo, una casa, un lavoro, una carriera, un sogno.
Gli dei non badano al fatto che tu vuoi avere una vita in cui ogni cosa sia al proprio posto, in cui ogni desiderio si possa esaudire con il lavoro e la pertinacia.
Gli dei non tengono conto dei nostri piani e delle nostre speranze.
In qualche luogo dell'universo, loro lanciano i dadi e casualmente, vieni scelto tu.
Da quel momento in poi, vincere o perdere è solo questione di opportunità.
Gli dei lanciano i dadi e liberano l'amore dalla sua gabbia.
Questa forza può creare o distruggere, a seconda della direzione in cui soffiava il vento nel momento in cui si è liberata dalla prigione. L'amore può condurci all'inferno o in paradiso,
comunque ci porta sempre in qualche luogo. E' necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.
E' necessario ricercare l'amore la dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perchè nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore,
anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva. E nell'amore non esistono regole.
Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento.

Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore.
E quando decide è ciò che conta.

Paulo Coelho

 

venerdì 15 febbraio 2013

#Racconti #Saggi Taoisti: L'ombra del ciliegio

images.corriere.it/Media/Foto/2010/04/02/ciliegi2_1.jpg 
All'uscita di un borgo, sulla riva di un lago che lambiva i piedi dì una serena montagna, stava delicatamente adagiata nel suo scrigno di verzura una grande casa civettuola. Aveva un basamento di pietra ocra, ravvivato da paratie in legno dalle larghe aperture finemente lavorate. La circondava un grazioso giardino circondato da un muro di mattoni imbiancati a calce e coperto con tegole verniciate di rosa. Era la dimora di vecchio commerciante grassoccio, cui il senso degli affari aveva assicurato un più che confortevole benessere.
Nel giardino, al confine della propietà si ergeva un annoso ciliegio che dispensava all'intorno un'ombra generosa. D'estate, fuggendo la fornace di casa, il riccone amava andarvi a riposare e a farsi rinfrescare dalla brezza. Apprezzava in modo particolare il momento in cui l'ombra scavalcava il muro della sua propietà per andare ad allungarsi sulla riva del lago. La restava distevo per delle ore, cullato dal mormorio del flutti
 e dal canto dei canneti e stregato dal riflesso delle montagne nello specchio del lago.

Un giorno di canicola, mentre il mercante varcava il portone per andarsene all'ombra del suo amato ciliegio, ebbe la brutta sorpresa di vedere qualcuno sdraiato al suo posto. Non poteva trattarsi che di uno straniero: chi mai, nel circondario, avrebbe osato fare una cosa del genere?  Il suo posto estivo era conosciuto e rispettato da tutti e nessuno aveva interesse a contrariare quel potente signore.
 Il vecchio riccone apostofrò lo sconosciuto:
- Levati di mezzo! Il posto è mio!
- Vostro? chiese lo straniero sollevando la testa su cui troneggiava un ciuffo di capelli annodati alla meglio. Ma queso non è forse un luogo pubblico?
- Puo' essere, disse il commerciante, ma l'ombra è quella del mio ciliegio, quindi mi appartiene.
L'uomo, dagli abiti e dalla corporatura di un avventuriero, si alzo con un sorriso ironico e disse:
- In tal caso vendetemela cosi ci posso restare! E tirò fuori la borsa, facendone tintinnare le monete.
Quella musica, tanto cara e famigliare al ricco mercante, ebbe l'effetto di smorzargli i bollori e di lasciarlo soprappensiero.
Non aveva mai pensato di poter fare commercio di un ombra, una materia inconsistente, impalpabile e inafferrabile per eccellenza! Fedele alla principale regola degli affari secondo cui, piccolo o grande, ogni guadagno è buono, e accecato dalla sua leggendaria cupidigia, nota in tutto il paese, accettò la proposta, non prima di aver stabilito che l'ombra valeva dieci tael d'argento. Una somma modesta, ma appropiata a un bene che di solito non veniva venduto! Si era guadagnato la giornata.
Il viaggiatore non stette a mercanteggiare: chiese solo che l'atto di vendita venisse messo in debita forma per iscritto e in duplice copia. Tutto contento del colpo messo a segno, il vecchio riccone rientrò a casa e ne torno con carta, inchiostro e sigillo. L'affare fu concluso e l'acquisto dell'ombra pagato in contanti.
Su quella riva del lago non c'erano altri alberi per cui il mercante, rientrato in giardino, si accontento dell'ombra di un albicocco. Non era fresca come quella del ciliegio e non oltrepassava il muro permettendogli di contemplare il paesaggio, ma lo spilorcio vi si sdraiò con il sorriso di chi ha fatto un buon affare. Tanto più
che tra qualche giorno lo sconosciuto di passaggio se ne sarebbe sicuramente ripartito. Gli venne addirittura in mente che avrebbe potuto rivendere l'ombra a qualche altro imbecille.

Mentre le nuvole cominciavano a farsi rosee come le guancie di una vergine alla vista un bel ragazzo, il ricco mercante vid:e a un tratto l'avventuriero varcare il portone. Temette che, rientrato in sè fosse venuto a richiedergli il propio denaro. Fortuna che esisteva un contratto scritto!
L'avventuriero gli fece un amichevole cenno con la mano prima di sedersi senza complimenti in giardino e aprire la borsa, estraendone un picnic. Il padrone di casa si precipitò di corsa a scacciare quello sfacciato dalla sua propietà.
- Vi ho venduto solo l'ombra del ciliegio, mica tutto il giardino. Levatevi di torno al piu' presto!                      - E secondo voi, dove sto seduto? chiese lo straniero. Guardate sull'ombra del ciliegio che adesso si e' spostata qui. Voi me l'avete venduta, e adesso e' mia.
Sbalordito, il riccone girò i tacchi e rientro in casa sbattendosi la porta alle spalle. Mezz'ora dopo, l'avventuriero era seduto sulla veranda, dove ora veniva a proiettarsi l'ombra del ciliegio.
Al crepuscolo, il vecchio mercante, per poco non soffocò di rabbia vedendo l'imponente figura dell'importuno scavalcare la finestra del salotto per venire a sedersi sulla poltrona dove l'ombra aveva eletto domicilio. Il vecchio ordinò al seccatore di andarsene, minacciando di farlo buttare fuori dai servi. Ma quello apri con calma il contratto e lo rilesse a voce alta, dichiarando che se non avesse potuto godere della sua propietà, si sarebbe rivolto al tribunale pretendendo risarcimenti e interessi. Arresosi a quell'inopugnabile argomento, il mercante battè in ritirata in camera sua, barricandosi dentro in attesa che la notte spegnesse l'ombra de ciliegio.
Ma era una notte di luna piena. Attraverso la tapparella di carta, l'ombra del ciliegio scivolò nella camera della giovane concubina del mercante. L'ombra sfiorò forse il suo giacilio, la sua pelle di pesca?
Pur lasciandolo intendere, la storia non lo dice e neanche il vecchio riccone si lasciò sfuggire una parola, forse troppo sordo per essere riuscito a sentire qualcosa di preciso...

Il maneggio durò parecchi giorni. Ogni mattina, l'avventuriero era immancabilmente in camera della giovane concubina, visto che il primo sole vi proiettava l'ombra del ciliegio...
Sta di fatto che il vecchio. sull'orlo del travaso di bile, fini per denunciare egli stesso la cosa alla giustizia, protestando contro l'uso abusivo del diritto di propietà. Ritenedolo un caso alquanto imbarazzante, giuridicamente interessante e quanto mai delicato, il giudice si riservò di deliberare il consiglio.
La storia non dice neanche se il magistrato appartenesse alla razza degli uomini onesti, dei giusti che impediscono al mondo di precipitare definitivamente nel caos, o se invece fosse uno di quei funzionari corrotti che volevano evitare la delusione di non ricevere un soldo da quell' esimo taccagno. Sia come sia, il verdetto decretò che l'atto di ventita era perfettamente valido e che il diritto di propietà era sacro e imprescrittibile. Dette quindi partita vinta al propietario dell'ombra e condannò il ricco al pagamento delle spese, nonché a una grossa multa ogni volta che avesse impedito alla controparte di godere della sua propietà.

L'indomani con la morte nell'anima e tra l'ilarità dei vicini, l'avaro lasciò la civettuola dimora in riva al lago per andare a vivere in una casa  che possedeva in città.
L'avventuriero si sistemò nell'abitazione abbandonata e in capo a dieci anni ne divenne legittimo propietario.
Quanto alla giovane concubina, sulla quale si sarebbe posata l'ombra del ciliegio, l'anziano mercante la lasciò insieme alle mura della vecchia casa, su insistenza, pare, di quella megera della sua legittima moglie che, con la scusa dell'evidente incuria del marito, avrebbe preso in mano gli affari domestici. E il nuovo propietario della casa in riva al lago non tardò a sposare la bella compagna abbandonata con grande gioia della medesima.

Ed ecco come fu che vendendo un ombra, vale a dire niente, per una manciata di monete d'argento, vale a dire quasi niente, Il nostro uomo d'affari perse casa e concubina, entrambe acquistate a peso d'oro.
Meglio sarebbe stato per lui frequentare i classici, nei quali avrebbe trovato la seguente ammonizione:

Chi non sa andare lontano col pensiero vedrà i guai da vicino.

tratto daRacconti dei saggi taoisti pag. 201/210 di Pascal Fauliot  - L'ippocampo
 

venerdì 2 novembre 2012

#Racconti #Saggi Taoisti: Il ladro d'ascia

http://www.promiseland.it/2009/04/24/investire-in-perdita/

Un contadino che aveva della legna da spaccare,  non riusciva più a trovare la sua scure.
Pelustro, in lungo e in largo il cortile, lanciò occhite furibonde in direzione del ceppo, della rimessa e del granaio, Niente da fare: sparita, probabilmente rubata! Un ascia nuova di zeccha, acquistata con i suoi ultimi risparmi! La collera, quel breve raptus di follia gli traboccava dal cuore e gli tingeva lo spirito di un inchiostro più nero della pece.                
A un certo punto, vedendo passare per strada il propio vicino, gli parve che il suo passo fosse quello di chi non ha la coscienza tranquilla, che il suo volto lasciasse trasparire l'espressione imbarazzata del colpevole di fronte alla propia vittima e che il suo modo di salutarlo tradisse la tipica astuzia del ladro d'ascia, E quando l'altro apri bocca per snocciolargli le solite banalità meteorologiche in uso tra i vicini, la sua era senza dubbio l voce di chi ha rubato un ascia nuova fiammante.
Non riuscendo a resistere, il nostro contadino attraverso il portico a grandi falcate  per andare a dire il fatto suo a quel ladruncolo, che oltretutto  aveva la faccia tosta di prenderlo in giro! Durante il percorso inciampò in una bracciata di rami secchi abbandonati sul ciglio della strada. Vacillo, strangolandosi con la sfilza  d'insulti destinati al propio vicino, e ando' a sbattere  il naso contro il manico della scure, sicuramente caduta poco prima dalla cariola!

tratto da: Racconti dei saggi taoisti pag, 77 - Pascal Fauliot - L' ippocampo

martedì 21 agosto 2012

#Italy #IsoladeiPescatori #LagoMaggiore

http://www.flickriver.com/photos/claudio61/popular-interesting/

L'Isola dei Pescatori, detta anche Isola Superiore per la posizione più a nord rispetto alle altre isole del golfo, è sicuramente la più pittoresca delle Isole Borromee, nonchè l'unica a essere stabilmente abitata. Il suo piccolo e antico borgo si caratterizza per gli stretti vicoli su cui spiccano le tipiche abitazioni a più piani, con lunghi balconi adibiti all'essiccamento del pesce; gli abitanti dell'isola vivono, infatti, principalmente di pesca e di turismo.
Il suo inconfondibile e suggestivo profilo è contraddistinto dall'aguzzo campanile della Chiesa di San Vittore che spunta sui tetti rossi delle case e la sua riva è sempre occupata dalle piccole barche dei suoi cinquanta residenti. La suggestione aumenta alla sera, quando l'intera isola viene avvolta da un'armoniosa illuminazione che la trasforma in un vero e proprio quadro vivente, specchiato nelle docili acque del Lago Maggiore.

http://milanotravel.org/isole_borromee.html

Sull'isola si trovano negozietti tipici e rinomati ristoranti dove è possibile gustare piatti a base di pesce appena pescato, tradizione che perdura nel tempo e che non cessa di deliziare i palati di personaggi famosi e non solo. A questo proposito vale la pena ricordare l'aneddoto che nel 1935 vide Mussolini e gli altri protagonisti della Conferenza di Stresa optare per un fuoriprogramma sull'isola, attratti dal desiderio di gustarne il piatto più celebre, il pesce persico.
Giunti sull'isola è impossibile non visitare la Chiesa di San Vittore, eletta a monumento nazionale, che conserva tuttora l'originario abside con finestre monofore risalente al sec. XI. Al suo interno è conservato un affresco cinquecentesco raffigurante Sant'Agata, oltre ad alcune tele seicentesche e ai busti in legno degli apostoli Pietro e Andrea, patroni dei pescatori.


Come arrivare

Raggiungibile in traghetto, pubblico o privato, dagli imbarcaderi di Stresa, Arona, Verbania e Baveno.

 fonte web: http://www.illagomaggiore.com/2386,Poi.html

domenica 29 luglio 2012

Buone vacanze!

© 2009 Accademia dei Sensi
 Il caldo straordinario insiste sulla Penisola e spinge da tempo ad andare in vacanza. Noi tuttavia siamo rimasti ben attivi fino all'ultimo, con un mese di luglio in cui ci siamo impegnati ancora con due trasmissioni radiofoniche e l'inaugurazione dell'Audio Enciclopedia delle Donne, a cui stavamo lavorando già da tempo e abbiamo voluto condividere con tutti voi prima possibile.
 Come di consueto, con la fine di luglio cessiamo la nostra attività ordinaria per dedicarci alle proprie vacanze e ricaricarci per il prossimo anno accademico, che inizierà a settembre.
 Auguriamo a tutti voi splendide vacanze, ringraziandovi per averci seguito in questo che è stato un anno meraviglioso, per tanti aspetti il migliore.
 Arrivederci a settembre con l'apertura del nostro sesto anno accademico!
X Masaniello il Làzzaro

mercoledì 13 giugno 2012

#Podcast #Accademia dei Sensi Presenta: I Gatti di Boboli




Lettura della narrazione a corredo del calendario 2011 edito da Giunti, Firenze
Testo di
Leonardo Franchini
Personaggi ed interpreti                  
Narattore: Ezio
Pippo: Teatron
Timmy: Primula
Chicca: Sophie
Shiba: Roberta
Ringo: Antonio
Azzurra: Elisa
Innamorato: Masaniello
Innamorata: AnnaV
Titta: Maria
Tommy: Mithrius
Sansone: Efisio
Giuditta: Ipazia
Musiche
Gadjo Swing: Artillerie Lourde, di Django Reinhardt
Emerson String Quartet: Quartetto d'archi n. 4, di Béla Bartok
Mila Vilotijevic, Giovanna Pinardi, Inessa Filistovich: Duetto buffo di due gatti, di Gioacchino Rossini
Ferdinand Leitner, Berliner Philarmoniker: Lo Schiaccianoci - Danza della Fata Confetto, di Pëtr Il'ic Tchajkovskij
L'après-midi d'un faune, di Claude Debussy
Louis Armstrong, Ella Fitzgerald: Summertime, di George Gershwin
Melos Quartett: Quartetto d'archi in Sol minore - Scherzo. Assez vif et bien rhythmé, di Claude Debussy
Foto: copertina del calendario, scatto di Aurelio e Francesca Amendola



                                                                       

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