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lunedì 13 ottobre 2014

#ArteInItaly #OpereDiGiotto: La Madonna di Borgo San Lorenzo


 

 La Madonna di Borgo San Lorenzo è un dipinto frammentario a tempera e oro su tavola, dimensioni  81,5x41cm attribuito a Giotto,  databile al 1290 -1295  circa e conservato nella Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo. Sebbene non ancora assegnata con certezza al maestro, è assai probabile che si tratti di una delle più antiche opere del suo catalogo, dipinta quando aveva circa vent'anni.

tratto da it.wikipedia.or

domenica 31 agosto 2014

#ArteInItaly #OpereDi #Giotto:Preghiera in San Damiano

 imm. da it.wikipedia.org
La Preghiera in San Damiano o Miracolo del Crocifisso è la quarta delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi attribuitia Giotto    Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299  e misura 230x270 cm.

Tratto da  it.wikipedia.org

domenica 13 luglio 2014

#Vacanze #Isola d'Elba - Villa "San Martino" di Roberta Accademica









Una settimana all'Elba non poteva mancare una visita alla villa “San Martino” dove Napoleone ha soggiornato nel periodo estivo per scontare l'esilio. 


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Questa è la facciata della parte bassa del salone dove venivano ricevuti gli ospiti,
ora di quel fasto rimane gran poco


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 Nel salone eccetto alla statua, si può ammirare il pavimento e i soffitti bellissimi.


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 Ora nel salone c'è anche la ricostruzione della tenda di Napoleone, anche i vari strumenti da lui usati nelle varie campagne di guerra 



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  Anche le stoviglie per il viaggio

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Secondo piano di villa “San Martino”gli interni della villa sono stupendi anche se pensano che sono passati moltissimi anni.

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 Nella villa ci sono molti salotti









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 La camera da letto di Napoleone. 

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   Un particolare della parete.
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   La sala egizia,una stanza che affascina.







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La vasca da bagno e la cucina di questa grande casa. 



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Piccola parte della terrazza.


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Alla nostra uscita chiudevano le visite alla villa chiuso il cancello il custode ha finito il suo lavoro.




Roberta Accademia

lunedì 22 ottobre 2012

#Modi di dire: Ci vorrebbe il pozzo di S. Patrizio

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pozzo_di_San_Patrizio_3,_Orvieto.jpg 

Ci vorrebbe il pozzo di San Patrizio (= si vorrebbero soddisfare i desideri). Deriva dal fatto che un tempo si credeva che nel pozzo di San Patrizio di Orvieto vi fosse sempre acqua in abbondanza a causa della sua profondità inimmaginabile.

fonte web:http://www.culturaesvago.com/modi-di-dire

martedì 19 giugno 2012

#Borghi D'Italia #San Leo

http://www.panoramio.com/photo/64470688
Il borgo prende nome da San Leone che, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato la zona diventandone il primo vescovo. Il monte su cui poggia San Leo e che dà nome all’intero territorio, il Montefeltro, deriverebbe dal latino Mons Feretri, in quanto, secondo la tradizione, l’attuale luogo della cattedrale di San Leo sarebbe stato occupato da un tempio a dedicato Giove Feretrio.

http://www.panoramio.com/photo/45867526
 IV sec., il messaggio cristiano è portato da San Leone, proveniente dalla Dalmazia e compagno di San Marino; la tradizione vuole che San Leone diventi il primo vescovo del Montefeltro, anche se in realtà la diocesi si costituisce tra VI e VII sec., quando intorno alla rocca, a lungo contesa da Goti e Bizantini, si forma il primo nucleo abitato; sull’originario sacrario costruito, sempre da tradizione, dal vescovo Leone, sorge tra VIII e X sec. la pieve; la prima menzione documentata di un vescovo nel Montefeltro è dell’826.
962-63, nella rocca, in mano ai Longobardi, Berengario, re d’Italia, è assediato da Ottone I di Germania, che lo fa imprigionare e restituisce la fortezza alla Chiesa, cui era pervenuta come donazione dei Carolingi; l’abitato abbandona l’antico nome di Montefeltro per assumere quello di Civitas Sanctis Leonis in omaggio al patrono.
XII sec., San Leo passa ai signori Montefeltro, stabilitisi qui a metà del secolo.
1284-86, è il breve periodo della libera repubblica; poi San Leo alterna il dominio dei Malatesta di Rimini (tra XIII e XIV sec.) a quello dei loro acerrimi nemici, i Montefeltro di Urbino.
1508, con l’estinzione della dinastia dei Montefeltro, il ducato di Urbino, e con esso la contea di San Leo, passa a Francesco Maria I della Rovere e, nel 1516, a Lorenzo de’ Medici; quindi, per concessione del Papa, alla Repubblica fiorentina, per tornare infine in eredità ai Della Rovere.
1631, riprende il dominio diretto dello Stato Pontificio, che utilizza la fortezza come prigione per i suoi nemici fino al 1860, quando anche San Leo entra nel Regno d’Italia.
2006, San Leo con referendum popolare chiede di staccarsi dalle Marche e passare all’Emilia-Romagna, nella provincia di Rimini.
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Rocca_di_San_Leo.PNGA
Daicsuoi quasi 600 metri d’altezza, la rocca di San Leo domina la vallata del Marecchia e un panorama di boschi, picchi rocciosi e calanchi che si spinge fino al mare. Più sotto, il piccolo borgo è raccolto e compatto, ancora lastricato in pietra e pervaso di una rilassante atmosfera. Le colline sono punteggiate di piccoli abitati, di luci che si accendono col buio, di stradine animate da chi è in fuga dalla movida della Riviera. Siamo nel Montefeltro marchigiano, ma c’è già aria di Romagna.

Iniziamo la nostra visita al borgo partendo dall’edificio più antico, la Pieve, che raccoglie intorno a sé il nucleo della città medievale. Costruita in epoca carolingia e rimodernata in età romanica, tutta in conci di pietra, la pieve sarebbe sorta tra VIII e X secolo nel luogo – sostiene la tradizione – dell’originaria celletta in cui San Leone si ritirava in preghiera. L’interno è a pianta basilicale con tre navate separate da pilastri e colonne, innalzati con materiale di recupero di età romana; vi si ammira un ciborio del IX secolo
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http://it.wikipedia.org/wiki/File:Duomo_San_Leo.JP

In quello stesso secolo, accanto alla pieve fu eretta la Cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. A partire dal 1173 (la data è scolpita sul pilastro di una navata) la cattedrale fu completamente rinnovata nelle forme romanico-lombarde in cui la ammiriamo oggi, e unita alla possente torre campanaria di probabile origine bizantina. Realizzata in pietra arenaria, la cattedrale come la pieve ricicla elementi di epoca romana (due colonne e i capitelli). Nel catino dell’abside centrale del presbiterio è conservato un Crocefisso del XIII secolo, mentre nella cripta le colonne hanno capitelli bizantini.


http://it.wikipedia.org/wiki/File:Interno_duomo_San_Leo.JPG


 Il nucleo romanico del borgo – pieve, cattedrale e torre – si confronta in piazza Dante Alighieri con gli edifici civili, quali il Palazzo Della Rovere, residenza dei conti di Montefeltro e duchi di Urbino ora sede municipale, il Palazzo Nardini (XIII-XVI sec.), dove fu ospite San Francesco nel 1213, e il Palazzo Mediceo, costruito dai Della Rovere e rimodernato dai Medici (1517-21). Chiudono la piazza la chiesa della Madonna di Loreto e abitazioni costruite fra il XIV e il XIX secolo.

Distanziata dall’abitato, per evidenti ragioni difensive, è la Fortezza costruita in cima a uno sperone di roccia in quasi miracoloso equilibrio. Il primitivo nucleo altomedioevale, in cui dal 961 al 963 il re d’Italia Berengario fu assediato da Ottone I di Germania, venne ampliato tra XIII e XIV secolo, quando i Malatesta riuscirono a sottrarre San Leo ai Montefeltro. Il mastio medievale, difeso dalle quadrangolari torri malatestiane, fu completamente ridisegnato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini nel 1479 per volere di Federico da Montefeltro. L’architetto escogitò la doppia cortina che congiunge i poderosi torrioni circolari e la munì del grande rivellino rivolto a sud, sotto il quale pose una casamatta. La nuova forma doveva consentire di rispondere al fuoco colpendo il nemico con tiri incrociati, da qualunque parte provenisse l’attacco. La fortezza fu protagonista di importanti vicende guerresche durante il periodo rinascimentale, che alimentarono la fama della sua inespugnabilità. Con la devoluzione del ducato di Urbino allo Stato Pontificio (1631), la rocca perse il suo scopo militare e fu adattata a carcere. Nel 1788, poiché le carceri della fortezza erano molto insalubri, il governo pontificio incaricò l’architetto Giuseppe Valadier di apportare all’intera struttura le necessarie migliorie. Dal 1791 e fino alla morte avvenuta nel 1795, vi fu rinchiuso il conte di Cagliostro, uno dei più enigmatici avventurieri dell’età dei Lumi. Il carcere fu utilizzato anche per molti patrioti antipapalini.






http://www.entroterra-riviera-adriatica.com/ita/san-leo_155.html

A circa due km dall’abitato si trova il convento di Sant’Igne, la cui fondazione è attribuita a San Francesco. Risale al XIII secolo e conserva, nella piccola chiesa, un affresco con la Madonna in trono con Bambino e Santi (1535) nonché un pezzo del tronco dell’olmo sotto il quale il Santo predicò.



http://wwwold.comune.san-leo.ps.it/TestiInternet/ILCONVENTOELACHIESADISANT%27IGNE.htm


testo Tratto da http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=836&codice=elenco&page=1

mercoledì 6 giugno 2012

#Città nel Mondo: San Pietroburgo

San Pietroburgo è la più europea delle città russe ed è stata costruita su progetti di illustri architetti europei: è una delle città più belle del mondo ed è patrimonio dell'umanità Unesco. È composta da vari isolotti, divisi dal fiume Neva, e da molti canali attraversati da 600 ponti che collegano i vari quartieri. Motivazioni storiche fecero sviluppare molto velocemente industria ed economia, vi furono costruiti edifici di straordinaria bellezza e che sono valsi a Pietroburgo l'appellativo di "gemma d'Europa".
Molte le cose da vedere: la Piazza del Palazzo, larga circa 500 metri, è una delle più grandi d'Europa, ricca di edifici eleganti e monumenti, in particolare dedicati all'epica vittoria su Napoleone.
E come non parlare del Museo di Stato dell'Ermitage. È un complesso architettonico di vaste dimensioni, una cittadella dove si trovano quattro edifici collegati tra loro (il Palazzo d'Inverno, il Piccolo Ermitage, il Grande Ermitage e il Teatro dell'Ermitage), con interni a dir poco favolosi tra decorazioni, lampadari e gioielli appartenuti agli zar. Sono anche esposte opere di Caravaggio, Casanova, Tiziano e Leonardo da Vinci. È uno dei musei più grandi del mondo, di sicuro una mezza giornata non basterà di certo a visitarlo tutto.

http://www.viaggiramilli.it/viaggi-a-tema/40-viaggi-a-tema/1235-mosca-a-spietroburgo-partenza-di-gruppo-29-giugno.html
 Per chi è innamorato della letteratura del grande scrittore Dostoevskij è possibile fare un minitour che tocca i principali posti legati al romanzo Delitto e Castigo (non dura piu di 1 ora e 30 alla fine). Si parte da piazza del fieno, Sennaya ploshchad, che una volta era una delle aree più malfamate della città e dove lui aveva vissuto, per proseguire attraversando molti canali al Vicolo S, uno dei luoghi dove avrebbe abitato Raskolnikov, (peccato solo che ti fanno salire, ma la soffitta la tengono chiusa con un lucchetto). Ultima tappa, la casa dell'usuraia, sull'argine del fiume. È una sensazione molto particolare vedere dal vivo ciò che si è solo immaginato leggendo un libro
Il periodo migliore per visitare San Pietroburgo è dall'inizio di giugno a fine agosto, perchè è il periodo in cui si può godere del fenomeno delle Notti Bianche, il sole tramonta molto tardi, regalando la luce del crepuscolo per ore ed ore. Una meraviglia che non si dimentica facilmente.
Sull'isola Zayachij si trova la Fortezza dei SS. Pietro e Paolo, l'edificio più antico della città, e la Cattedrale dove si trovano le tombe della dinastia Romanov. La capanna di legno dalla quale Pietro il Grande controllava l'avanzamento dei lavori viene ancora conservata come una sorta di santuario. Il Giardino d'Estate è il più bello dei parchi pubblici di San Pietroburgo, ordinato da Pietro il Grande ad immagine dei giardini di Versailles. Nelle vicinanze si trova anche il primo palazzo costruito a Pietroburgo.
I numerosi palazzi, a testimonianza dello sfarzo della nobiltà russa, mettono in evidenza il forte contrasto con le abitazioni della gente comune, abbastanza misere e fatiscenti.
La strada più famosa di Pietroburgo è Nevskij Prospekt, sulle sponde del fiume Neva, che porta dall'Ammiragliato al Monastero Alexander Nevskij. È lunga circa 4 km, viene paragonata agli Champs Élysées, anche per il brulicare continuo di gente ad ogni ora del giorno e della notte.



http://www.italiansinfuga.com/2011/09/05/studiare-musica-a-san-pietroburgo/

 Lungo la strada si incontrano eleganti edifici, dove hanno vissuto molti illustri personaggi, tra i quali Gogol, Ciaikovskij, Turgenev e Dostoevskij. Si incontrano inoltre, la Cattedrale Kazan (museo della religione) e tanti negozi moderni, che hanno sostituito i magazzini mercatili sovietici, dove poter acquistare tradizionali souvenir (matriosche, cappelli di pelliccia, statuine in porcellana, collane di ambra, foulard ricamati). La città è' ricchissima di scorci suggestivi, architetture eleganti e sontuose e diversi spunti culturali, infatti il calendario di balletti, rappresentazioni teatrali e concerti è fra i più fitti del mondo.
Ma San Pietroburgo è una grande metropoli non solo dal punto di vista architettonico, ma anche da quello del divertimento. La stessa imponenza che troviamo nei monumenti e nei palazzi , possiamo riscontrarla di notte grazie a un gran numero di opurtinità che la città offre. Quindi vi consigliamo la più grande e famosa discoteca della città, il Metro Club, vicino alla metro Ligovskiy Prospekt. Su tre piani, molto frequentata, un po' fuori mano dalla zona centrale. O il Purga, la cui caratteristica principale è quella di festeggiare Capodanno tutte le sere. A mezzanotte scatta lo champagne, i lumini, Last Christmas in russo ed il discorso di Gorbaciov dalle tv. Il posto è veramente angusto e talvolta ospita feste private, ma se riesce ad entrare il divertimento è assicurato. Un locale da non sottovalutare è il Revolution, aperto tutti i giorni della settimana, con due piste da ballo, I giovani lo indicano come il migliore.
Per gli amanti della tavola è meglio precisare che la cucina russa è un po' pesante, ma se amate la carne alla griglia, il pesce affumicato, i cavoli e i crauti, il caviale nero e la vodka non avrete problemi. La città offre un'infinità di locali e ristoranti, anche se molti di questi sono eccessivamente costosi.

fonte web:  http://www.ondequadre.polito.it/magazine_articolo.php?id_articolo=792

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