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Il borgo prende nome da San Leone che, giunto
insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato
la zona diventandone il primo vescovo. Il monte su cui poggia San Leo e
che dà nome all’intero territorio, il Montefeltro, deriverebbe dal
latino Mons Feretri, in quanto, secondo la tradizione, l’attuale luogo
della cattedrale di San Leo sarebbe stato occupato da un tempio a
dedicato Giove Feretrio.
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| http://www.panoramio.com/photo/45867526 |
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IV sec., il messaggio cristiano è portato da San Leone, proveniente
dalla Dalmazia e compagno di San Marino; la tradizione vuole che San
Leone diventi il primo vescovo del Montefeltro, anche se in realtà la
diocesi si costituisce tra VI e VII sec., quando intorno alla rocca, a
lungo contesa da Goti e Bizantini, si forma il primo nucleo abitato;
sull’originario sacrario costruito, sempre da tradizione, dal vescovo
Leone, sorge tra VIII e X sec. la pieve; la prima menzione documentata
di un vescovo nel Montefeltro è dell’826.
962-63, nella rocca, in mano ai Longobardi, Berengario, re d’Italia,
è assediato da Ottone I di Germania, che lo fa imprigionare e
restituisce la fortezza alla Chiesa, cui era pervenuta come donazione
dei Carolingi; l’abitato abbandona l’antico nome di Montefeltro per
assumere quello di Civitas Sanctis Leonis in omaggio al patrono.
XII sec., San Leo passa ai signori Montefeltro, stabilitisi qui a metà del secolo.
1284-86, è il breve periodo della libera repubblica; poi San Leo
alterna il dominio dei Malatesta di Rimini (tra XIII e XIV sec.) a
quello dei loro acerrimi nemici, i Montefeltro di Urbino.
1508, con l’estinzione della dinastia dei Montefeltro, il ducato di
Urbino, e con esso la contea di San Leo, passa a Francesco Maria I della
Rovere e, nel 1516, a Lorenzo de’ Medici; quindi, per concessione del
Papa, alla Repubblica fiorentina, per tornare infine in eredità ai Della
Rovere.
1631, riprende il dominio diretto dello Stato Pontificio, che
utilizza la fortezza come prigione per i suoi nemici fino al 1860,
quando anche San Leo entra nel Regno d’Italia.
2006, San Leo con referendum popolare chiede di staccarsi dalle Marche e passare all’Emilia-Romagna, nella provincia di Rimini.
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| http://it.wikipedia.org/wiki/File:Rocca_di_San_Leo.PNGA |
Daicsuoi quasi 600 metri d’altezza, la rocca di San Leo domina la vallata
del Marecchia e un panorama di boschi, picchi rocciosi e calanchi che si
spinge fino al mare. Più sotto, il piccolo borgo è raccolto e compatto,
ancora lastricato in pietra e pervaso di una rilassante atmosfera. Le
colline sono punteggiate di piccoli abitati, di luci che si accendono
col buio, di stradine animate da chi è in fuga dalla movida della
Riviera. Siamo nel Montefeltro marchigiano, ma c’è già aria di Romagna.
Iniziamo la nostra visita al borgo partendo dall’edificio più
antico, la Pieve, che raccoglie intorno a sé il nucleo della città
medievale. Costruita in epoca carolingia e rimodernata in età romanica,
tutta in conci di pietra, la pieve sarebbe sorta tra VIII e X secolo nel
luogo – sostiene la tradizione – dell’originaria celletta in cui San
Leone si ritirava in preghiera. L’interno è a pianta basilicale con tre
navate separate da pilastri e colonne, innalzati con materiale di
recupero di età romana; vi si ammira un ciborio del IX secolo
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| http://it.wikipedia.org/wiki/File:Duomo_San_Leo.JP |
In quello stesso secolo, accanto alla pieve fu eretta la
Cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. A partire dal 1173 (la
data è scolpita sul pilastro di una navata) la cattedrale fu
completamente rinnovata nelle forme romanico-lombarde in cui la
ammiriamo oggi, e unita alla possente torre campanaria di probabile
origine bizantina. Realizzata in pietra arenaria, la cattedrale come la
pieve ricicla elementi di epoca romana (due colonne e i capitelli). Nel
catino dell’abside centrale del presbiterio è conservato un Crocefisso
del XIII secolo, mentre nella cripta le colonne hanno capitelli
bizantini.
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| http://it.wikipedia.org/wiki/File:Interno_duomo_San_Leo.JPG | |
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Il nucleo romanico del borgo – pieve, cattedrale e torre – si confronta
in piazza Dante Alighieri con gli edifici civili, quali il Palazzo Della
Rovere, residenza dei conti di Montefeltro e duchi di Urbino ora sede
municipale, il Palazzo Nardini (XIII-XVI sec.), dove fu ospite San
Francesco nel 1213, e il Palazzo Mediceo, costruito dai Della Rovere e
rimodernato dai Medici (1517-21). Chiudono la piazza la chiesa della
Madonna di Loreto e abitazioni costruite fra il XIV e il XIX secolo.
Distanziata dall’abitato, per evidenti ragioni difensive, è la
Fortezza costruita in cima a uno sperone di roccia in quasi miracoloso
equilibrio. Il primitivo nucleo altomedioevale, in cui dal 961 al 963 il
re d’Italia Berengario fu assediato da Ottone I di Germania, venne
ampliato tra XIII e XIV secolo, quando i Malatesta riuscirono a
sottrarre San Leo ai Montefeltro. Il mastio medievale, difeso dalle
quadrangolari torri malatestiane, fu completamente ridisegnato
dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini nel 1479 per volere
di Federico da Montefeltro. L’architetto escogitò la doppia cortina che
congiunge i poderosi torrioni circolari e la munì del grande rivellino
rivolto a sud, sotto il quale pose una casamatta. La nuova forma doveva
consentire di rispondere al fuoco colpendo il nemico con tiri
incrociati, da qualunque parte provenisse l’attacco. La fortezza fu
protagonista di importanti vicende guerresche durante il periodo
rinascimentale, che alimentarono la fama della sua inespugnabilità. Con
la devoluzione del ducato di Urbino allo Stato Pontificio (1631), la
rocca perse il suo scopo militare e fu adattata a carcere. Nel 1788,
poiché le carceri della fortezza erano molto insalubri, il governo
pontificio incaricò l’architetto Giuseppe Valadier di apportare
all’intera struttura le necessarie migliorie. Dal 1791 e fino alla morte
avvenuta nel 1795, vi fu rinchiuso il conte di Cagliostro, uno dei più
enigmatici avventurieri dell’età dei Lumi. Il carcere fu utilizzato
anche per molti patrioti antipapalini.
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| http://www.entroterra-riviera-adriatica.com/ita/san-leo_155.html |
A circa due km dall’abitato si trova il convento di Sant’Igne,
la cui fondazione è attribuita a San Francesco. Risale al XIII secolo e
conserva, nella piccola chiesa, un affresco con la Madonna in trono con
Bambino e Santi (1535) nonché un pezzo del tronco dell’olmo sotto il
quale il Santo predicò.
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| http://wwwold.comune.san-leo.ps.it/TestiInternet/ILCONVENTOELACHIESADISANT%27IGNE.htm | | |
testo Tratto da http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=836&codice=elenco&page=1