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venerdì 20 giugno 2014

#LaSirena #Parthenope


 imm. da ecomuseodeicampiflegrei.it/partenope.jpg



La Sirena Parthenope
 
L'origine della città di Napoli, è collegata al celebre mito della Sirena Parthenope che si intreccia con la storia, la leggenda ed il mito di Ulisse .
La Maga Circe aveva messo in guardia Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia, contro il canto delle Sirene (metà donna e metà uccello - nella mitologia greca) che, secondo la leggenda, vivevano sugli scogli, quelli di fronte Positano oggi chiamati “Li Galli” , il cui primitivo nome era Sirenusse.

Le Sirene ammaliavano, con il loro richiamo seducente, i naviganti di passaggio che, soggiogati dal loro canto, perdevano il controllo delle imbarcazioni andandosi a schiantare sugli scogli. Se Ulisse avesse voluto ascoltarle, avrebbe dovuto turare con la cera, le orecchie dei suoi compagni e farsi legare all’albero maestro della nave. Nella luce abbagliante del mezzogiorno le sirene fecero sentire la loro melodiosa voce, nascondendo tra i fiori i resti dei marinai che non avevano resistito al loro richiamo e promisero ad Ulisse che gli avrebbero rivelato i segreti della conoscenza e di tutto quello che avviene in ogni tempo e luogo della terra. Ulisse cercò di liberarsi ma i suoi compagni lo legarono più strettamente, così la nave passò oltre e si salvarono.
Le Sirene erano divine, ma non immortali e, fallendo dunque il loro potere di incantatrici nei confronti di Ulisse, si uccisero precipitandosi dagli scogli.
Il corpo della sirena Parthenope fu portato dalle correnti marine tra gli scogli di Megaride (dove oggi sorge il Castel dell'Ovo), e lì gli abitanti trovarono la dea, con gli occhi chiusi nel bianco del viso e i lunghi capelli che ondeggiavano nell’acqua. Venne posta in un grandioso sepolcro, diede nome al villaggio di pescatori e divenne la protettrice del luogo, venerata dal popolo e onorata con sacrifici e fiaccolate sul mare.
Non si sa dove possa essere la sua tomba, (vera o leggendaria); studiosi e archeologi hanno creduto di localizzarla sulla collina di Sant’Aniello a Caponapoli, sotto le fondamenta della chiesa di Santa Lucia, costruita sul tempio dedicato a Partenope, sull’isolotto di Megaride, nel sotterraneo di Castel dell’Ovo. 

 Una seconda versione della leggenda, narra che la Sirena Parthenope, dopo la sua morte, approdò, trasportata dal mare, sull’isolotto di Megaride, si dissolse ed il suo corpo sinuoso si trasformò nella morfologia del paesaggio napoletano, partenopeo per l’appunto, appoggiando il capo ad oriente, sull’altura di Capodimonte, ed il piede, per così dire, ad occidente, verso il promontorio di Posillipo.
Nell'Ottocento, invece, intorno alla leggendaria fondatrice eponima della città, si diffuse un'altra storia: quello dell'amore della Sirena per il centauro Vesuvio. Ciò avrebbe scatenato la gelosia di Zeus che li punì trasformando lui in un vulcano e lei nella città di Napoli.

fonte  mediterraneonapoli.com



domenica 20 maggio 2012

#Sirene#Canto #Orfeo #Giove #Oceano #Marinai::

http://offtopic.forumcommunity.net/?t=6067556

Le Sirene erano nei lontani tempi mitologici,le affascinanti figlie dell'Oceano. Abitavano presso l'isola di Sardegna e, posate sugli scogli o fra le onde, attendevano i naviganti per incantarli. Avevano volti bellissimi di donna e corpo terminante in coda di pesce, e il loro canto era così armonioso che nessuno poteva ascoltarlo senza esserne ammaliato inesorabilmente. I marinai, per udire le loro voci melodiose, dimenticavano di mangiare e si gettavano sulla tolda, lasciandosi consumare d'inedia,o, attratti dall'irresistibile canto e dai volti delle ammaliatrici, si gettavano a capofitto nel mare. Giasone e i suoi compagni, dopo essere fuggiti rapidamente dalla Colchide col Vello d'Oro che avevano conquistato, si erano diretti verso la Grecia. Avevano attraversato il Mar Nero,risalendo il Danubio e, attraverso il Po e il Rodano erano arrivati all'isola di Sardegna ove stavano in agguato le figlie del mare. Esse, appena videro la bella nave costeggiare le rive, le si avvicinarono e cercarono con i canti dolcissimi accompagnati dal suono della lira, di fermarne il rapido viaggio. Ma Orfeo, il musico divino che faceva parte della spedizione, comprese il pericolo che li circondava e, affinché i marinai non udissero le insidiose canzoni, prese a suonare la sua lira.


http://offtopic.forumcommunity.net/?t=6067556
  E la melodia di Orfeo era così deliziosa che tutti gli uccelli accorsero intorno alla nave per ascoltarla, i delfini circondarono la carena incantati, e perfino le Sirene cessarono di modulare le loro canzoni maliarde, sedotte dalla musica del divino Orfeo. Così, nel silenzio religioso degli uomini e degli animali, entro le calme acque del Mar di Sardegna, passò incolume la bella nave. Cantò a lungo, instancabile, modulando dolcissimi accordi, finché la nave non ebbe superato i sinistri paraggi della Sardegna .Le Sirene attesero silenziose e tristi che il canto soave si allontanasse, poi indispettite e umiliate di essere state vinte da Orfeo, si gettarono dalle rocce in mare con i loro strumenti. Giove, pietoso, le mutò in alte scogliere dominanti le acque della Sardegna.

 fonte web: http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/le_sirene.htm

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