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giovedì 17 aprile 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 17 aprile.

Il 17 aprile 2014 la NASA annuncia la scoperta di un pianeta dalle caratteristiche molto simili a quelle della Terra, chiamandolo Kepler 186F.

Kepler-186 f è un esopianeta distante circa 500 anni luce più o meno grande quanto il nostro che si trova nella zona abitabile della sua stella. 

Uno studio, prodotto dal Georgia Institute of Technology, ci dà ulteriori conferme riguardo a queste somiglianze. Questa ricerca ha analizzato in particolare le dinamiche relative agli assi di rotazione dell’esopianeta, sostanzialmente quanto esso si inclina sul proprio asse e come questo angolo di inclinazione va ad evolversi nel tempo. Si tratta di un fattore importante perché questo tipo di angolazione influisce molto sul clima globale del pianeta, come avviene sulla Terra, dando il via alle stagioni e alle fasi climatiche.

Il nuovo studio suggerisce che Kepler-186f risulta in tal senso molto stabile e che proprio per questo probabilmente vanta delle stagioni regolari e un clima relativamente stabile, proprio come il nostro pianeta.

Inoltre, con la stessa metodologia di analisi (in sostanza simulazioni computerizzate sui dati già presenti), la stessa squadra di ricercatori ritiene che un altro esopianeta, Kepler-62f, questo lontano 1200 anni luce, possa essere anch’esso in tal senso molto simile alla Terra.

Secondo Gongjie Li, ricercatrice del GIT e autrice della ricerca questo studio è “tra i primi a studiare la stabilità climatica degli esopianeti e contribuisce alla crescente comprensione di questi mondi potenzialmente abitabili”.

Yutong Shan, studente di Harvard che ha collaborato alla ricerca, riferisce: “Non credo che capiamo abbastanza l’origine della vita per escludere la possibilità della loro presenza su pianeti con stagioni irregolari. Anche sulla Terra, la vita è notevolmente diversa e ha mostrato un’incredibile capacità di recupero in ambienti straordinariamente ostili. Ma un pianeta climaticamente stabile potrebbe essere un posto più comodo per iniziare.”

venerdì 30 gennaio 2015

#Lavitapuòessere #Tristezza




                                                              Immagine Tratta dal Web
 
La vita può essere tristezza che dobbiamo cercare di superare, oppure può presentarsi con aria di sfida e allora si deve avere il coraggio di affrontarla. La vita è avventura, bellezza, promessa, mistero. Va scoperta passo dopo passo, respiro dopo respiro, strada dopo strada.
Romano Battaglia, Foglie, 2009

sabato 17 maggio 2014

#TuMihai #Dato


 imm.skuola.net/img/tesina-amore.jpg


Tu mi hai dato la più grande felicità possibile.
Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere.  Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita.
Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà.
Non posso continuare a rovinare la tua vita.
Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.


  Virginia Woolf, Lettera di addio al marito

lunedì 12 maggio 2014

Quando essere #Felici rende #Tristi



 imm. .silkandscissors.it

 Pensavo a lui quando capivo di non voler sprecare il tempo che mi era stato donato.
E mi sentivo padrona della mia vita. Mi sentivo felice.
Negli ultimi tempi c'erano molte che mi rendevano felice,
Ma sentirmi felice mi rendeva triste.
Triste che lui non fosse qui a vedere le cose che lo avrebbero reso felice.


  Laurie Graff, Devi baciare un sacco di rospi


martedì 6 maggio 2014

La #Nozione che fa la #Differenza


imm. da i1.ytimg.com

Ho pensato che siccome a scuola prendevo il massimo dei voti ed ero il primo della classe, sarei stato primo anche nella vita. Invece no. Perché nella vita la nozione é importante ma non é tutto, é quello che fai con quella nozione che fa la differenza. Servono molte altre qualità per primeggiare e io quelle non le ho mai avute.

  F. Volo - La strada verso casa

martedì 1 aprile 2014

#QuandoSiè #Giovani


http://upload.wikimedia.org

Quando si è giovani si guarda alla vita come a una prova di abilità, nella quale sarebbero i talenti, gli estri, le virtù a decidere il risultato. Ma chi ha esperienza sa che, in realtà, si tratta di una gara di resistenza nella quale prevale chi ha le doti di solidità fisica e di ottusità mentale necessarie a tener duro e ad arrivare fino in fondo. Noi che siamo chiamati a giudicare dei giovani, a selezionarli per il futuro della società, non possiamo ignorare questa verità. Noi dovremmo promuovere chi sia dotato di insensibilità, di tenace indifferenza, di impermeabile mediocrità, di beata ignoranza, di mancanza di acume, insomma dovremmo apprezzare tutte quelle incapacità che rendono un uomo adatto allo scopo della sopravvivenza in questo mondo

Antonio Scurati - Il Sopravvissuto

domenica 23 marzo 2014

#LaVitaè #curiosa e sorprendente



 imm. fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/


La vita è così curiosa e sorprendente e infinitamente piena di sfumature, a ogni curva del suo cammino si apre una vista del tutto diversa. La maggior parte delle persone ha nella propria testa delle idee stereotipate su questa vita, dobbiamo nel nostro intimo liberarci di tutto, di ogni idea esistente, parola d'ordine, sicurezza; dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.

Etty Hillesum-Diario (1941-1943)

giovedì 6 marzo 2014

#SopravvireAlle #Crisi - di Jacques Attali








Ecco sette principi  applicabili a qualsiasi epoca, qualsiasi minaccia e qualsiasi tipo di crisi: che si tratti di una crisi economica come quella di oggi, di una carestia, di una guerra, dell’avvento di una dittatura, di uno tsunami, di una valanga, o anche di una crisi sentimentale o di un collasso cardiaco. A condizione, però, di applicarli ogni volta con approcci diversi e con metodi specifici, utilizzando, naturalmente, alleati e consigli differenti a seconda della natura delle minacce.

1. IL RISPETTO DI SÉ: 

Innanzitutto, voler vivere, e non soltanto sopravvivere. Quindi, prendere pienamente coscienza di sé, attribuire importanza alla propria sorte, non provare né vergogna né odio verso se stessi. Rispettarsi e dunque cercare la propria ragione di vivere, imporsi un desiderio d’eccellenza in relazione al proprio corpo, alla propria conservazione, al proprio aspetto, alla realizzazione delle proprie aspirazioni. Per raggiungere questo scopo, non bisogna attendersi nulla da nessuno; occorre contare soltanto su se stessi per definirsi; non bisogna avere paura davanti a una crisi, quale che sia la sua natura; occorre accettare la verità anche se non è piacevole da ammettere; e bisogna voler essere protagonisti, né ottimisti né pessimisti, del proprio futuro.

2. L’INTENSITÀ: 

Proiettarsi sul lungo periodo; formarsi una visione di sé, per sé, da qui a vent’anni, da reinventare incessantemente; saper scegliere di compiere un sacrificio immediato se può rivelarsi benefico sulla lunga distanza; nello stesso tempo, non dimenticare mai che il tempo è prezioso, perché si vive una volta sola, e che bisogna vivere ogni momento come se fosse l’ultimo.

3. L’EMPATIA: 

In ogni crisi e di fronte a ogni minaccia, a ogni cambiamento radicale, bisogna mettersi al posto degli altri, avversari o potenziali alleati; comprendere le loro culture, i loro modi di ragionare, le loro motivazioni; anticipare i loro comportamenti per identificare tutte le minacce possibili e distinguere tra amici e potenziali nemici; bisogna essere amabili con gli altri, accoglierli per stringere con loro le alleanze durature, praticare un altruismo interessato e, a tale scopo, fare mostra di una grande umiltà e di una piena disponibilità intellettuale; essere in particolare capaci di ammettere che un nemico può avere ragione senza provare vergogna o rabbia per questo.

4. LA RESILIENZA: 

Una volta identificate le minacce, diverse per ogni tipo di crisi, occorre prepararsi a resistere — mentalmente, moralmente, fisicamente, materialmente, finanziaramente — se una di esse dovesse concretizzarsi. Di conseguenza, bisogna pensare a costituire difese, riserve, piani sicurezza a sufficienza, ancora una volta a seconda del tipo di crisi da affrontare.

5. LA CREATIVITÀ:

 Se gli attacchi persistono e diventano strutturali, se la crisi si radicalizza o si iscrive in una tendenza irreversibile, bisogna imparare a trasformarli in opportunità; fare di una mancanza una fonte di progresso; volgere a proprio vantaggio la forza dell’avversario. Ciò esige un pensiero positivo, il rifiuto della rassegnazione, un coraggio e una creatività pratica. Queste qualità si forgiano e si allenano come i muscoli.

6. L’UBIQUITÀ: 

Se gli attacchi continuano, sempre più destabilizzanti, e non è possibile nessun loro impiego positivo, bisogna prepararsi a cambiare radicalmente, a imitare il migliore di quelli che sanno resistere, a rimodellare la rappresentazione di sé per poter passare nel campo dei vincitori senza perdere il rispetto di se stessi. Occorre imparare a essere mobili nella propria identità e, perciò, tenersi pronti a essere doppi, dentro l’ambiguità e l’ubiquità.

7. IL PENSIERO RIVOLUZIONARIO: 

Infine, occorre essere pronti, in una congiuntura estrema, in situazione di legittima difesa, a osare il tutto per tutto, a forzare se stessi, ad agire contro il mondo violando le regole del gioco, pur persistendo nel rispetto di sé. Quest’ultimo principio rinvia dunque al primo e tutti insieme formano così un sistema coerente, un cerchio.
Colui che metterà in atto questi principi, con qualsiasi tipo di crisi, e ne verificherà incessantemente l’applicazione, avrà più possibilità degli altri di sopravvivere.
Che sia un miserabile o che si ritenga un potente, nessuno potrà vivere e sopravvivere senza volerlo, senza operare la sua rivoluzione, così come nessuno potrà fare la rivoluzione senza sopravvivere. Come diceva il Mahatma Gandhi: «Siate voi stessi il cambiamento che volete vedere nel mondo».

 Jacques Attali, Sopravvivere alle Crisi

 

venerdì 24 gennaio 2014

#QuasiUn #Niente di Ezio Falcomer da " La vita picara"


http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2012/01/mano-cielo.jpg

QUASI UN NIENTE

C’è quasi un niente
di là dal monte
come una fonte
un chicco di grano
una pianura di sole scrosciante

questa mia mano
accoglie l’aria che insiste

cos’è che resiste
all’applauso
di un cielo ridente?

Autore Ezio falcomer

mercoledì 22 gennaio 2014

#Mettere a fuoco la #Vita


http://digiphotostatic.libero.it/violemma/med


Avete iniziato a mettere a fuoco la vita che volete davvero? Ora quali pensieri vi vengono in mente? Che domande vi fate? Quali dubbi si insinuano? Di solito questo è il momento in cui molti di noi tendono a mettere dei freni ai propri sogni, spesso senza nemmeno esserne consapevoli. I pensieri e le convinzioni che portiamo con noi – di solito inconsciamente – non ci consentono di cogliere le opportunità che si presentano e ci impediscono di avere quello che desideriamo nella vita.

  Jack Canfield, Mark Victor Hansen, Jeanna Gabellini,Usa la Legge di Attrazione,

martedì 21 gennaio 2014

#OltreLaSoglia #AldiLa' #DellaVita... di Francesca Girotto



E’ davvero immortale la nostra anima?
Cosa c’è oltre la vita?
Dove va l’anima quando si separa dal corpo?
Ma poi, cos’è l’anima?
E’ qualcosa di etereo o si può vedere?
E’ da un po’ di tempo che mi pongo queste ed altre domande. Forse perché in una recente e dolorosa vicissitudine ho dovuto confrontarmi con il “mai più” e non riesco a rassegnarmi al pensiero. E allora mi dibatto in mille interrogativi, in una vertigine di domande che restano senza risposta, in un confine invisibile, impossibile da pronunciare, perfino da pensare.
E i miei pensieri si rivoltano quasi con rancore verso un’entità sconosciuta, quasi un’invisibile essenza sovrumana che, divertendosi alle nostre spalle, ha permesso questo.
Poi arriva la quiete e la ragione cerca pace nell’imponderabile infinito disegno, a noi sconosciuto, della vita.
E penso che nulla appartiene di più alla vita, come la morte.
Oggi che si dibatte e si scrive di tutto, la morte e il lutto sono rimasti gli unici argomenti tabù. Ma il dolore va metabolizzato e c’è un bisogno estremo di parole da dedicare a chi, per noi, non c’è più. A chi, varcando quella soglia, ha chiesto di “lasciarlo andare”, di “lasciarlo essere”. Ma per fare questo ci vuole una grande dose di coraggio e tanta, tanta fede.
La soglia che separa la vita dalla morte è un passaggio naturale (viene varcata milioni di volte al giorno), e allora perché è così difficile da raccontare, da rappresentare?
E’ difficile per noi, che crediamo di essere immortali, immaginare un termine alla nostra vita. Noi che viviamo in una specie di illusione eterna abbiamo un concetto del fattore tempo come di qualcosa di infinito. E’ il nostro vissuto storico che dovrebbe darci la consapevolezza di non essere immortali, ma noi non abbiamo mai il tempo per questi confronti, abbiamo sempre ancora qualcosa da fare.
E nel vagare all’interno della mente mi chiedo cosa si prova nel momento in cui si ha la consapevolezza di non farcela? Nel momento in cui avrò la chiara certezza che la vita mi sta abbandonando, e non potrò più vedere né abbracciare le persone care. Che tutti i miei progetti, i miei sogni, i miei obiettivi non contano più nulla perchè non saranno mai più realizzabili. Che tutto quello che avrei voluto dire a chi amo non potrò più farlo, che è troppo tardi per tornare indietro perché la vita ha deciso diversamente e adesso si sta facendo beffe di me.
Mi dicono che l’anima è immortale, ma lo spirito allora? E la nostra personalità? E tutto ciò che vi è contenuto, tutto quello che noi, da mortali, decidiamo di essere, di fare, di costruire? Tutto inutile? Bene o male non fa distinzione?
Qual’è allora lo scopo della nostra vita? Risposte non ne ho ancora trovate. Posso solo pensare che lo scopo della vita è la vita stessa.
Platone ha voluto dimostrare che l’anima è immortale in questo modo:
" IN QUALUNQUE COSA ENTRI, L’ANIMA PORTA IL VIVERE, POICHE’ CIO’ E’ AD ESSA CONNATURATO. MA CIO’ CHE PORTA IL VIVERE NON PUO’ ACCOGLIERE LA MORTE, DUNQUE L’ANIMA E’ IMMORTALE".
CREDERE SENZA PROVE. Sta forse qui il segreto?
Qualcuno di voi può dirmi il proprio pensiero?
Francesca Girotto

http://thosemen.files.wordpress.com/



sabato 18 gennaio 2014

#SoloUn #Capitolo #DellatuaVita








http://images.unadonna.it/dichiarazioni.


Carissima Holly,
non so dove sarai né esattamente quando leggerai queste parole.
Spero soltanto che la mia lettera ti trovi in buono stato e in buona salute.
Non molto tempo fa mi hai sussurrato all'orecchio che non ce la fai ad andare avanti da sola. Invece puoi farcela, Holly.
Sei forte e coraggiosa e supererai tutto questo.
Abbiamo avuto dei momenti bellissimi, e tu hai reso la mia vita... tu sei stata la mia vita.
Non ho rimpianti.
Ma io sono solo un capitolo della tua: ce ne saranno molti altri.
Aggrappati pure ai nostri magnifici ricordi, ma non avere paura di creartene di nuovi.
Grazie per avermi fatto l'onore di essere mia moglie.
Ti sarò eternamente riconoscente, per tutto.
Ogni volta che avrai bisogno di me, sappi che ti sono vicino.
Ti amerò per sempre.
Tuo marito e il tuo migliore amico. Gerry.

dal film P.S. I Love You - Non è mai troppo tardi per dirlo

venerdì 6 dicembre 2013

#LeStesse #Persone


 
imm. da images.wikia.com/nonciclopedia


Quando si vedono sempre le stesse persone alla fine queste cominciano a far parte della nostra vita, e quando divengono parte della nostra vita, cominciano anche a volerla modificare. Se non ci comportiamo come loro si aspettano, si irritano. Sembra che tutti abbiano l’idea esatta di come dobbiamo vivere la nostra vita. E non sanno mai come vivere la loro.

Paulo Coelho, "L’Alchimista"

mercoledì 20 novembre 2013

Un #Illusione


 imm. da static.pourfemme.it/pfwww/fotogallery/625X0/18697/felice-liberta.jpg


Un proposito senza azione è soltanto una illusione.
Davanti ad una decisione, molte persone si paralizzano e sprecano ore, giorni e anni aspettando il momento giusto per intraprendere qualcosa o per fare il primo passo. Mentre loro valutano e ponderano, la vita va avanti. E così, aspettando l’occasione giusta, perdiamo momenti preziosi.

Jaime Jaramillo, Ti amo ma sono felice anche senza di te

martedì 19 novembre 2013

#TrovareLa #Vita



imm. da panorama.it/images/f/e/felicita/9035575-1/felicita_h_partb.jpg







Possiamo trovare la vita solo nel momento presente. Penso che dovremmo istituire un giorno di vacanza per celebrare questo fatto. Ci sono festività per così tante occasioni importanti: Natale, Capodanno, la festa della mamma e quella del papà, persino il giorno della Terra, perché allora non celebrare un giorno nel quale sia possibile vivere felici nel momento presente per tutto il giorno? Vorrei proprio dichiarare oggi il “Giorno dell’Oggi”, un giorno dedicato a toccare la Terra, a toccare il cielo, a toccare gli alberi, e a toccare la pace che ci si offre proprio nel momento presente.

Thich Nhat Hanh, Toccare la pace

venerdì 8 novembre 2013

#QuelleComeMe #Regalano #Sogni di Alda Merini



 imm. da img215.imageshack.us/i

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto...

  Alda Merini

lunedì 14 ottobre 2013

La #Vita Continua


 
imm. da .fotografieitalia.it/



Hai spalancato porte e finestre e, come dici nella lettera, la casa non ti è sembrata abitata da fantasmi, il sentimento della mia assenza non ti è parso più angosciante, ti sei fatta un tè, ti sei infilata un pullover, e hai capito che tutto non era così spaventoso come ti era sembrato, e che nonostante tutto la vita continua.

Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi

giovedì 10 ottobre 2013

#Vita #Piccole felicità

 
 imm. da 2.bp.blogspot.com/



La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l'amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive.

Banana Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita

mercoledì 2 ottobre 2013

#Siamo isole



lcircolodeiviaggiatori.files.wordpress.com

Nessuno comprende l’altro. Siamo, come ha detto il poeta, isole nel mare della vita; tra noi si inserisce il mare che ci limita e separa. Per quanto una persona si sforzi di sapere chi sia l’altra persona, non riuscirà a sapere niente se non quello che la parola dice – ombra informe sul suolo della sua possibilità di intendere. 

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine,

lunedì 30 settembre 2013

#Verso sera




imm.da  http://digilander.libero.it/

La strada è lunga e verso sera ti parrà di aver sognato la vita. Ma la stanchezza e le ferite ti diranno che avrai proprio vissuto.

Nino Salvaneschi, Contemplazioni del mattino e della sera

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