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giovedì 2 gennaio 2025

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi




Buongiorno, oggi è il 2 gennaio.

Il 2 gennaio 1929 Canada e Stati Uniti trovano un accordo per un piano atto a preservare le Cascate del Niagara, minacciate dalla continua erosione del bordo della cascata.

Le cascate del Niagara (in inglese Niagara Falls), situate nel nord-est dell'America, a cavallo tra USA e Canada, sono per la loro vastità tra i più famosi salti d'acqua del mondo. Non trattandosi delle cascate più alte del mondo (solo 52 metri di salto), la loro fama è certamente legata alla spettacolarità dello scenario, dovuto dal loro vasto fronte d'acqua e dall'imponente portata, indicata erroneamente da alcuni in 200.000 m3 al minuto - il dato riguarda infatti il fiume Niagara e non il salto d'acqua, in quanto parte del flusso viene intercettato dalla centrale elettrica -, ma più realisticamente stimabile in oltre 168.000 m3 al minuto nel regime di piena e circa 110.000 m3 come media. Rappresentano ciò nonostante certamente la più grande cascata dell'America settentrionale e, probabilmente, la più conosciuta in tutto il mondo.

Si tratta precisamente di un complesso di tre cascate distinte anche se originate dal medesimo fiume, il Niagara. Iniziano dal versante canadese con le Horseshoe Falls (Ferro di cavallo), dette talvolta anche Canadian fall, separate dalle American Falls (Americana), sul lato statunitense, dalla Goat Island (Isola delle Capre), e finiscono sempre nel suolo statunitense con le più piccole Bridal Veil Falls (Velo nuziale).

Le cascate del Niagara sono famose per la loro bellezza, per la produzione di energia elettrica e, allo stesso tempo, come una sfida per la conservazione dell'ambiente naturale. Sito turistico fra i più famosi al mondo da oltre un secolo, divide questa meraviglia della natura fra le città gemelle di Niagara Falls nell'Ontario e Niagara Falls nello Stato di New York.

Le radici storiche delle cascate del Niagara risiedono nella glaciazione del Wisconsin terminata circa 10.000 anni fa. I Grandi Laghi dell'America del nord ed il fiume Niagara sono l'effetto dello scioglimento di questa enorme massa di ghiaccio. Il ghiacciaio si è mosso in quest'area come un gigantesco bulldozer spostando rocce e terra e trasformando dei fiumi in laghi, creando sbarramenti con i suoi detriti, che a loro volta creavano nuovi canali che poi diventavano dei fiumi.

Dopo che il ghiaccio si fu rimescolato, dal Lago Superiore si formò l'attuale fiume Niagara. Nel tempo il fiume si creò un nuovo alveo passando per il Lago Erie ed il Lago Ontario. Durante questo stravolgimento dell'orografia della zona vennero in superficie delle vecchie rocce marine molto più antiche rispetto alla recente glaciazione. Le tre maggiori di queste formazioni sono visibili nell'alveo scavato dal fiume Niagara. Quando il fiume incontrò queste rocce più dure, la sua forza di erosione divenne più lenta. Dall'alto si possono notare le rapide che precedono la cascata ed il bordo della cascata stessa. Esso è composto da rocce dense e durissime di tipo dolomitico. Al livello inferiore delle cascate si trovava invece una roccia molto tenera e friabile che si erodeva molto più velocemente; questa differenza ha creato, nei millenni, il salto delle cascate.

Le cascate originariamente erano situate nei pressi di Lewiston (New York) e Queenston (Ontario), ma l'erosione delle acque le ha fatte arretrare fino al sito attuale. Questo ha fatto si che le cascate si separassero in cascate Americane e Velo nuziale dalla parte americana e Ferro di cavallo dal lato canadese. Nonostante l'erosione sia rallentata nell'ultimo secolo, a seguito di lavori di ingegneria idraulica, le cascate regrediranno abbastanza da raggiungere il Lago Erie il cui bacino è più alto del letto del fiume Niagara. Ingegneri idraulici sono al lavoro per ridurre la velocità di erosione il più possibile allo scopo di ritardare al massimo questo evento.

Le cascate hanno un salto di circa 52 metri, anche se quelle americane cadono su delle rocce situate ad appena 21 metri dal bordo della cascata. Ciò a causa di un massiccio movimento franoso occorso nel 1954. La grande cascata canadese è larga circa 800 metri mentre la Cascata Americana ha un fronte di 323 metri.

Durante i mesi estivi, quando si ha il massimo utilizzo del fiume per la produzione di energia elettrica, soltanto circa 2.800 m3 al secondo precipitano dalle cascate, di cui il 90% attraverso la Cascata a Ferro di cavallo. Di notte il volume delle cascate diminuisce ulteriormente a causa di un maggior utilizzo delle acque a fini idroelettrici.

Il nome Niagara ha origine dal termine in lingua irochese (pellerossa d'America), Onguiaahra, che significa acque tuonanti.

Gli antichi abitanti della regione erano gli Ongiara, una tribù Irochese chiamata Neutrale da un gruppo di coloni francesi che beneficiarono della loro mediazione per risolvere alcune dispute con altre tribù locali.

Una leggenda della zona narra di Lelawala, una bella ragazza fatta fidanzare, dal padre, ad un ragazzo che ella disprezzava. Piuttosto che sposarsi, Lelawala scelse di sacrificare se stessa al suo vero amore He-No, il Dio Tuono, che dimorava in una caverna dietro la Cascata a Ferro di cavallo. Ella pagaiò sulla sua canoa nelle veloci correnti del fiume Niagara e precipitò dal bordo della cascata. He-No la raccolse mentre precipitava ed i loro spiriti, secondo la leggenda, vivono uniti per l'eternità, nel santuario del Dio Tuono sotto le cascate.

Esistono delle versioni differenti circa la data in cui gli europei scoprirono le cascate. La zona venne visitata da Samuel Champlain all'inizio del 1604. Alcuni suoi amici gli raccontarono delle spettacolari cascate ed egli le descrisse sulla sua rivista, ma egli non le visitò mai. Qualche credito ha la versione secondo la quale il naturalista finnico-svedese Pehr Kalm, a seguito di una visita alle cascate, realizzò un disegno delle stesse agli inizi del XVIII secolo.

Molti storici sono comunque d'accordo sul fatto che padre Louis Hennepin, osservò e descrisse le cascate nel 1677 dopo un viaggio nella regione con l'esploratore René Robert Cavelier, Signore di la Salle, portando la notizia all'attenzione di tutto il mondo. Lo stesso Hennepin fu il primo a descrivere le cascate di S. Antonio in Minnesota. Egli, in seguito, screditò la notizia che avesse viaggiato lungo il fiume Mississippi fino al Golfo del Messico, mettendo così in dubbio i suoi scritti ed i disegni delle cascate del Niagara. La Contea di Hennepin in Minnesota prese il nome da questo viaggiatore.

Nel corso del XIX secolo, con l'affermarsi del turismo, l'area divenne un'attrazione e fu visitata anche dal fratello di Napoleone Bonaparte, Gerolamo e dalla moglie all'inizio del XIX secolo. Nel 1848 iniziò la costruzione di un ponte sul fiume Niagara per unire la sponda americana del fiume a quella canadese. Dopo la fine della Guerra Civile Americana una ferrovia di New York pubblicizzò le cascate del Niagara come luogo ideale per il viaggio di nozze. Con l'incremento del traffico stradale, nel 1886, venne sostituito il vecchio ponte in pietra e legno, con uno in ferro ancora in uso. Esso fu completato nel 1897. Conosciuto come il ponte Whirlpool consente il passaggio di veicoli, treni e pedoni, dal Canada agli Stati Uniti, ed è ubicato dopo le cascate.

Nel 1941 venne poi costruito il Ponte dell'arcobaleno, nelle immediate vicinanze della Cascata, adibito al passaggio di veicoli e pedoni. Da esso si ha una spettacolare visione delle cascate nella loro interezza.

Dopo la prima guerra mondiale, si ebbe un notevole sviluppo del turismo a seguito dell'incremento del traffico automobilistico che rendeva più facile raggiungere le cascate. La storia delle cascate del Niagara, nel XX secolo, è imperniata sullo sfruttamento del fiume per la produzione di energia elettrica e la necessità di rendere compatibile il mantenimento delle bellezze naturali con lo sviluppo industriale dell'area, sia dalla parte canadese che da quella americana.

L'enorme massa d'acqua delle cascate fu a lungo riconosciuta come potenziale fonte di energia. I primi sforzi tendenti allo sfruttamento della potenza del fiume, risalgono al 1759 quando venne creato un piccolo canale per alimentare un mulino ad acqua.

Nel 1853 venne autorizzata la costruzione di una centrale idroelettrica per la produzione di energia. Nel 1881 essa produceva tanta corrente elettrica da poter soddisfare il fabbisogno dell'illuminazione notturna delle cascate e di quella necessaria per l'illuminazione del villaggio adiacente alle cascate stesse.

Quando Nikola Tesla scoprì la corrente alternata trifase divenne possibile il trasferimento della corrente elettrica a grande distanza. Nel 1883 fu dato incarico, a George Westinghouse, di progettare un sistema per la generazione di corrente alternata.

Nel 1896 furono costruite delle gigantesche condotte sotterranee che adducevano, a delle enormi turbine, una quantità d'acqua sufficiente a produrre una potenza di 75 megawatt. L'energia prodotta era poi destinata all'illuminazione della città di Buffalo, nel nord dello Stato di New York, distante circa 32 chilometri.

Compagnie private sul lato canadese iniziarono, a loro volta, a produrre energia elettrica. Il Governo dello Stato dell'Ontario, pose il sistema di trasporto dell'energia sotto il controllo statale nel 1906 allo scopo di rifornire varie località della Contea. Al giorno d'oggi fra il 50% ed il 75% delle acque del Niagara viene deviata per la produzione di energia elettrica, sia in territorio americano che canadese, e viene poi reimmessa nel fiume a valle delle cascate.

Le navi, nella navigazione del fiume, possono evitare le cascate passando per il Canale Welland che nel 1960 venne ristrutturato e inserito nella rete navigabile del fiume San Lorenzo. Mentre la via d'acqua spostava traffico verso Buffalo ed i suoi dismessi mulini di grano, altre industrie presero a svilupparsi fino agli anni settanta a seguito della energia prodotta dalle centrali idroelettriche. Da allora però l'economia della regione è andata declinando.

Per due secoli, dopo la scoperta delle cascate da parte degli europei, i terreni sulle due sponde del fiume Niagara rimasero di proprietà privata. Lo sviluppo del commercio e del turismo, dato dalla bellezza dei luoghi, obbligò i turisti giunti per vedere le cascate, a pagare una somma di denaro ai proprietari dei terreni, per vedere questo grande spettacolo della natura attraverso dei fori nella palizzata di legno che fu costruita per impedire la libera visione delle cascate.

Si formò pertanto un movimento promosso da intellettuali e naturalisti, che chiese di rendere libera la fruizione di questa grande attrazione. Una serie di articoli sui quotidiani di Boston e New York contribuì alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'argomento. Nel 1885, lo Stato di New York, comprò le terre sulla sponda americana e diede vita al Parco statale delle cascate del Niagara. Nello stesso anno lo stato canadese dell'Ontario costituiva il Parco Regina Vittoria delle cascate del Niagara.

Fino all'era moderna le cascate regredivano da circa 60 centimetri a 3 metri all'anno a causa dell'erosione delle acque. Questo fenomeno è stato rallentato mediante la deviazione di notevoli masse d'acqua per la produzione di energia elettrica. Nel 1929 venne stipulato un accordo, fra Stati Uniti e Canada, per la promozione di un piano tendente alla preservazione delle cascate. Un Trattato del 1950 portò alla regolamentazione della massa d'acqua da inviare alle cascate riducendone di molto il volume.

In aggiunta alle azioni sopra citate, altri provvedimenti sono stati presi per ridurre l'erosione. Sono stati realizzati degli sbarramenti alla base della Cascata allo scopo di ridurre le correnti subacquee di ritorno e sono stati eseguiti dei consolidamenti del bordo roccioso delle cascate.

Il più mastodontico di questi lavori venne realizzato nel 1969. Nel giugno di quell'anno le acque del Niagara furono completamente deviate dalla Cascata Americana, mediante una diga provvisoria; per alcuni mesi la cascata rimase in secca allo scopo di consentire il consolidamento delle rocce del bordo.

Nello stesso tempo la Cascata a Ferro di cavallo ricevette, per lo stesso periodo, l'intera portata del fiume. In questo modo fu possibile capire il perché dell'anomala erosione delle cascate Americane.

A seguito di ciò l'Isola luna, la roccia che separa la Cascata Americana da quella del velo nuziale, rimase preclusa al pubblico per diversi anni perché fu ritenuta instabile e passibile di collasso in qualsiasi momento.

Nell'ottobre del 1829 Sam Patch, che si auto definiva Il saltatore yankee, saltò dalla Cascata del Ferro di Cavallo e fu così il primo uomo, di cui si abbia notizia, a sopravvivere al tuffo. Iniziò da allora una lunga tradizione di persone che tentarono di gettarsi dalle cascate sopravvivendo.

Nel 1901 Annie Edson Taylor fu la prima persona a gettarsi dalla Cascata dentro un barile di legno; essa rimase sorprendentemente illesa. Fino all'impresa della Taylor altre 14 persone avevano sfidato le cascate con vari mezzi; alcuni rimasero illesi, altri annegarono o si ferirono in modo più o meno grave. I sopravvissuti a queste imprese, di natura illegale, vennero multati dalle autorità competenti rispetto alla riva di approdo del fiume.

In quello che fu definito Miracolo sul Niagara, Roger Woodward, un ragazzino di sei anni, si gettò deliberatamente dalle cascate a Ferro di cavallo il 9 luglio del 1960, protetto soltanto da un salvagente, mentre due turisti trassero in salvo sua sorella Deanne di 17 anni, che aveva voluto emulare il fratellino, a soli 7 metri dal bordo della cascata.

Kirk Jones di Canton, Michigan fu il primo, nel 2003, a tentare l'impresa senza l'ausilio di alcun mezzo di galleggiamento. Mentre non è ancora noto se Jones volesse suicidarsi, egli se la cavò, al sedicesimo di questi tentativi, con poche abrasioni e qualche costola fratturata. Nessuno è mai sopravvissuto nel tentativo di saltare dalle cascate Americane. I soli sopravvissuti hanno tentato il lancio dalle cascate a Ferro di cavallo.

Già da tempo attrazione turistica e località obbligatoria per gli sposi in viaggio di nozze, le cascate del Niagara diventarono set cinematografico per il film Niagara interpretato da Marilyn Monroe. Più tardi nel XX secolo sono state utilizzate come sfondo per la realizzazione di alcune scene del film Superman II nel 1980 nonché per le indimenticabili scene finali de Il segno degli Hannan. Anche molti degli episodi di Return of the Technodrome della serie TV Tartarughe Ninja ebbero come sfondo le cascate e le sue centrali idroelettriche.

Nel 1990 l'illusionista David Copperfield, realizzò un trucco nel quale sembrava camminare sulla Cascata a Ferro di cavallo. Egli probabilmente non lo fece realmente ma ciò è difficile da dimostrare.

Nel 2005 il golfista professionista americano John Daly tentò di lanciare la pallina attraverso la Cascata Americana, circa 362 metri, non riuscendovi per pochi metri nel corso dei 20 tentativi.

Il maggior numero di visitatori si riscontra durante l'estate, quando le cascate del Niagara si trasformano in uno spettacolo da godere sia di giorno che di notte. Una incredibile batteria di lampade, poste sul suolo canadese, illumina tutte le cascate, su entrambi i versanti, dall'imbrunire a mezzanotte.

Dal lato americano l'omonima cascata può essere ammirata dal lungo fiume all'interno del Parco. Altro punto di osservazione privilegiato è la torre di osservazione anch'essa costruita sulle rive del fiume. Vicino alla Grotta dei Venti, un sentiero conduce, dopo la discesa di 300 scalini, alla base della cascata del velo nuziale.

Nel lato canadese, lungo il Parco della Regina Vittoria, ornato da giardini fioriti, una piattaforma di osservazione offre la visione di entrambe le cascate. Il punto di osservazione della Skylon Tower offre una visione dall'alto sulle intere cascate e dalla parte opposta la visione della città di Toronto; assieme alla Minolta Tower, è una delle due torri, in territorio canadese, che consente la miglior visione dell'intera Cascata.

Le crociere a bordo del battello Maid of the Mist, che prende il nome da una figura mitologica degli Indiani Ongiara, trasporta passeggeri, nel bacino alla base delle cascate, sin dal lontano 1846. Lo Spanish Aerocar, costruito nel 1916, è un tram aereo che porta i passeggeri sul bacino nel lato canadese. Il Viaggio sotto le cascate, accessibile a mezzo di un ascensore dal livello stradale, consiste in una piattaforma ed una serie di tunnel vicini alla base della Cascata a Ferro di cavallo sul lato canadese.

martedì 30 settembre 2014

#Italy #CascateLequarci - Ulassai - Sardegna


 cascate lequarci

Le cascate di Lequarci si trovano presso località Santa Barbara, nel comune diUlassai in Sardegna. Le acque del rio Lequarci, provenienti dall'altopiano di Baulassa, scendono con diversi rivoli da una falesia calcarea ad anfiteatro compiendo un salto di circa 50 metri (da 700 a 650 m s.l.m) per una larghezza di circa 70 metri, dopodiché scorrono impetuosamente per un ulteriore dislivello di 75 metri prima di riversarsi in piccoli laghi. Si congiungono in località "s'isca e Perdu Tolu" con le acque di un'altra cascata imponente di Ulassai: la Cascata di Lecorci  

giovedì 4 settembre 2014

#Italy #Cascate #Riva - Trentino Alto Adige



 cascata alta

Le cascate di Riva  anche note come Cascate di Campo Tures (data la loro posizione nei pressi di questa località), sono le cascate forse più conosciute in Alto Adige.  Esse si trovano nei pressi di Campo Tures, in Valle Aurina  o più precisamente in località Winkel, a ridosso del maso   Garber, all'inizio della Valle Riva. 

cascata media 
 Le cascate di Riva sono per la precisione tre, e sono formate grazie alle acque del torrente Riva   che si ingrossa quando il ghiacciaio delle Verette di Ries  si sgela parzialmente.
Sicuramente la più bella cascata delle tre è quella più a monte (con un salto di ben 42 metri, dovuta a una diramazione artificiale del torrente che è sfruttato per l'energia elettrica in località Tobl), che lascia affascinati, anche grazie a un ponte sospeso sullo strapiombo, che si attraversa per arrivare alla fine del sentiero. Invece alla base della cascata bassa (che ha un salto di 10-15 metri), si trova una composizione artistica che raffigura una delle figure del Cantico delle Creature.



tratto da  it.wikipedia.org

martedì 2 settembre 2014

#Italy #Cascate #Acquacheta - Forli - Cesena

 imm. da montagna.tv/acquacheta.jpg


L'Acquacheta è un corso d'acqua tosco-romagnolo, affluente del fiume Montone,   che nasce sull'Appennino toscano nei pressi del Monte Lavane  nel Comune di San Godenzo in Provincia di Firenze. Poco prima di passare per San Benedetto in Alpe, dove unendosi al Troncalosso  forma il Montone, precipita in modo spettacolare da un alto salto di arenaria, dividendosi in mille, rumorosi rivoli. Oggi la cascata è inserita nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna  di cui rappresenta uno degli elementi naturali più importanti.

È stato reso famoso da DanteAlighieri, che l'ha citato nella Divina Commedia  (inf. XVI, 94-102):

Come quel fiume c'ha proprio cammino
prima dal Monte Viso 'nver' levante,
da la sinistra costa d'Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l'Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
così, giù d'una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell'acqua tinta,
sì che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa. »

sabato 30 agosto 2014

#Italy #Cascatedel #Varone, Lago di Tenno nei pressi di Riva del Garda -Trento


imm. da blog.viaggiverdi.it/Cascate-del-Varone.jpg
La cascata del Varone è una delle attrazioni naturalistiche più apprezzate di tutto l’Alto Garda; l’accesso al pubblico fu consentito fin dall’inaugurazione avvenuta il 20 giugno 1874 al cospetto del Re di Sassonia Giovanni e del Principe Nicola del Montenegro. Da allora il Parco Grotta Cascata Varone è divenuto una delle mete preferite del rismo gardesano dove, anche grazie al parco picnic a disposizione di tutti e ai parcheggi gratuiti, risulta particolarmente piacevole effettuare una sosta. La cascata è alimentata dalle perdite sotterranee del bellissimo lago di Tenno che formano il torrente Magnone il quale va a cadere fragorosamente nella forra  con un balzo di quasi 100 metri. Questo raro spettacolo naturale è apprezzabile in tutta la sua imponente bellezza grazie ai camminamenti che consentono di ammirare il salto d’acqua da due punti differenti: uno inferiore e uno superiore. Solo 50 metri dopo la biglietteria, ospitata in un  interessante edificio progettato all’inizio del secolo  scorso dal famoso architetto Giancarlo Maroni (conosciuto ad esempio per aver progettato il Vittoriale degli Italiani, residenza di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera ), si raggiunge l’accesso alla grotta inferiore. Qui si osserva il lavoro di erosione delle rocce calcaree svolto dall’acqua in circa 20.000 anni; ci si addentra nella forra fino a raggiungere la parte finale della caduta dell’acqua. 
 
 imm. da italiaparchi.it/giardinobotanicocascatedelvarone
Ritornando brevemente sui propri passi si sale attraverso il parco e il giardino botanico dove si possono ammirare molte varietà di colture, anche non autoctone, che convivono perfettamente grazie al particolare microclima gardesano. Al termine di questa piacevole passeggiata si raggiunge finalmente la grotta superiore, principale punto di osservazione della cascata. L’accesso è reso possibile grazie ad un tunnel di circa 15 metri, scavato dall’uomo, che conduce fino dentro la montagna: la scena è impressionante. Siamo di fronte ad una vera e propria voragine, una gola fantastica completamente scavata dall’acqua, dell  profondità di quasi 100 metri. Il fragore, le correnti d’aria e l’acqua vaporizzata vi avvolgeranno totalmente facendovi vivere un’esperienza unica nel suo genere.

fonte gardatrentino.it/it/cascata-varone-riva-del-garda

mercoledì 27 agosto 2014

#Italy #Cascate del #Barbiano, Valle Isarco Alto Adige - Bolzano

 imm. da upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f0/Cascata_Barbiano

 Le cascate di Barbiano si formano grazie al torrente Rio Ganda (Ganderbach), che nasce a una quota di 2000 metri, e scende fino a valle, con ben otto cascate da un gradone di roccia alto 200 m. Le rocce sulle quali scorre l’acqua sono composte da porfido quarzifero, una roccia vulcanica formatasi ben 300 milioni di anni fa.

Le cascate si trovano oltre il paese di Barbiano,  sopra Ponte Gardena   in Valle Isarco, e sono composte una serie di cascate davvero molto belle e che rappresentano la meta ideale per una tranquilla escursione in famiglia  o per un pomeriggio rinfrescante durante la stagione estiva.
Il periodo migliore per osservare le cascate è quando la mole d’acqua è abbondante e quindi o immediatamente dopo abbondanti precipitazioni o dopo il disgelo, a aprile-maggio. D’estate la quantità d’acqua è molto inferiore, anche a causa del fatto che l’acqua delle cascate è utilizzata per l’irrigazione dei campi circostanti.

Le cascate sono tre: la cascata superiore, l’intermedia e l’inferiore. Le prima si trova a 1214 metri e con un salto di 45 metri regala un bellissimo spettacolo sia per gli occhi che per le orecchie! Rimarrete stupiti dal fragore dell’acqua che si schianta al suolo sulle rocce. La cascata intermedia, in realtà, comprende diverse cascate di dimensioni inferiori rispetto alle altre, ma altrettanto belle. L’ultima cascata, quella inferiore, regala uno splendido salto di 85 metri di altezza ed è tra le cascate più conosciute e apprezzate di tutto l’Alto Adige.
Il clima attorno alle cascate ha la qualità di essere particolare salubre, grazie alla presenza dei ioni di ossigeno nell’aria, in grado di legare polveri sottili e gas di scarico, stimolare il sistema immunitario, agire positivamente sulle mucose respiratorie. Gli ioni di ossigeno hanno, inoltre, effetti calmanti sul sistema neurovegetativo e sulla circolazione e in genere hanno effetti stimolanti sull'intero organismo. Sostare nei pressi di cascate favorisce lo scambio di gas a livello polmonare ed è una terapia indicata anche per chi soffre di allergie.

 Le cascate si raggiungono partendo  da Barbiano, da qui, verso la fine del paese, si trova una lunga strada con alcuni parcheggi, da qui parte il sentiero marcato che conduce alle cascate. Consigliamo di seguire l’itinerario per la Cascata Superiore (Oberer Barbianer Wasserfall) e una volta arrivati qui, scendere lungo il sentiero per ammirare anche le altre due. Per percorrere questo sentiero occorrono circa 2 ore e mezza. Il sentiero non richiede grande preparazione fisica, ma in alcuni punti è piuttosto esposto, quindi fate attenzione.
Per chi non ha voglia di camminare, è possibile anche arrivare solo alla prima cascata, la Cascata Inferiore, seguendo le indicazioni.

 da  alto-adige.com/valle-isarco/barbiano/cascate-di-barbiano


 Immagine panoramica di Barbiano

 imm. da cdn2.sentres.com/photos/45268/large/alle-cascate-di-barbiano

mercoledì 20 agosto 2014

#Italy #Cascate di #Monte Gelato- Lazio



   


 Cascate di Monte Gelato nella Valle del Treja, Mazzano Romano (Roma)

 A Monte Gelato, il fiume Treja scorre su cascate tra gli alberi. Queste cascate sono alquanto affascinanti e meritano una breve visita. Sono più uno specchio d'acqua amato dai bambini del posto in estate che un'attrazione turistica, sebbene qui vi siano anche state girate scene di diversi film. Nelle vicinanze ci sono gli importanti resti di un mulino ad acqua utilizzato dal 1830 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

 fonte  roma-info.net/cascatedimontegelato.htm

 

domenica 17 agosto 2014

#Italy #Cascate del #Nardis - Val di Genova - Dolomiti del Brenta - Trento



imm, da  it.wikipedia.org/wiki/Cascate_Nardis
  Le cascate Nardis, oltre 130 metri tra le montagne del Parco Naturale Adamello Brenta. Sono le più note della Val di Genova, conosciuta come valle delle cascate per la grande abbondanza di salti d'acqua: le cascate Nardis scendono dalla Presanella compiendo un salto che dai 921 metri scende per oltre 130 con una pendenza tra i 55 e i 65 gradi. La valle è tutta caratterizzata da terrazzamenti e scavi prodotti dall'acqua e dalla formazione glaciale che rendono il territorio particolarmente ricco di cascate.
La vaporizzazione dell'acqua all'impatto con la roccia e la particolare angolazione della luce al tramonto rendono la cascata suggestiva in ogni momento della giornata. La cascata è accessibile arrivando al rifugio Nardis da Carisolo.

 fonte: visittrentino.it

sabato 16 agosto 2014

#Italy #Parco delle #Cascate di Molina - Fumane - Verona




imm. da holidayverona.com/Cascate-Molina

 tourism.verona.it/uploads/Parco-delle-cascate-di-Molina.jpg

 IL Parco delle Cascate di Molina si deve all’intuizione del professor Giuseppe Perin, geologo e confratello dell’ordine di Don Calabria. Colpito dall’unicità della zona delle cascate, propose alla comunità di Molina e alle autorità locali di costituire il parco, che attira ogni anno tra i 30.000 e i 50.000 visitatori. A Molina, si respira l’atmosfera magica di un piccolo borgo medievale. Il nome di questo villaggio in pietra deriva dalla presenza dei mulini nel paese e lungo la valle, nelle vicinanze. Da visitare sicuramente il Museo Botanico della Lessinia di Molina, inaugurato nel 1981 e il Riparo Solinas, attualmente noto come Grotta di Fumane, scoperta nel 1962, abitato per un lunghissimo periodo dall’uomo di Neanderthal (60.000 anni fa) e poi dall’Homo sapiens dell’Aurignaziano, circa 34.000 a 32.000 anni fa, fino al crollo della grotta che si presume risalga a 25.000 anni fa, come conseguenza ed effetto di una glaciazione.
La terza domenica di luglio si svolge la festa delle cascate.

 fonte: blog.viaggiverdi.it




giovedì 14 agosto 2014

#Italy #CascateDi #Aquafraggia - Piuro - Valchiavenna - Sondrio


 imm. da valchiavenna.com/postimg/Cascate-Acquafraggia.jpg
Le Cascate dell’Acquafraggia, di Borgonuovo, nel comune di Piuro in Valchiavenna, provengono dal Pizzo Lago a quota 3050 metri. L´origine del nome Acqua Fraggia, deriva da “acqua fracta”, cioè torrente continuamente interrotto da cascate. Le cascate, davvero imponenti, impressionarono pure Leonardo da Vinci che “trovandosi a passare per Valle di Chiavenna” ne ammirò la bellezza selvaggia e le menzionò nel suo “Codice Atlantico”: “Su per detto fiume (la Mera) si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere…“.
La presenza di un percorso attrezzato all’interno del parco permette di visitare da vicino l’ambiente che circonda le cascate, e dalle terrazze panoramiche lungo il sentiero, si può ammirare l´intera vallata fin verso la piana di Chiavenna.
Diversi itinerari escursionistici, all’interno del parco, hanno come punto di partenza le Cascate dell’Acqua Fraggia.

 fonte   blog.viaggiverdi.it


giovedì 28 giugno 2012

#Cascate Dell' Orrido: Bellano





http://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187837-d1165447-Reviews-Villa_Monastero-Varenna_Lake_Como_Lombardy.html

Dal punto di vista naturalistico Bellano vi lascerà senza parole con l’Orrido.
Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive cavità nella roccia.
Probabilmente l' origine dell'Orrido risale a quindici-ventimila anni fa , quando, al termine dell'Era Glaciale, le acque di fusione dei ghiacci presero a scorrere vorticose, aprendosi la strada verso valle.
Lentamente il Pioverna, il torrente che percorre buona parte della Valsassina, scolpì il fondovalle per poi iniziare a scavarsi un solco sempre più stretto e profondo che da Taceno giunge in prossimità del lago.
La corsa delle acque doveva probabilmente finire con un'alta cascata che piombava da un gradino roccioso.
Lentamente l'azione erosiva delle acque ha scavato il gradino facendo arretrare la cascata e lasciando la stretta gola dell'Orrido.
Le potenzialità della forza motrice delle acque del Pioverna furono sfruttate in passato per la lavorazione del ferro e per gli stabilimenti tessili, attualmente resta in funzione una piccola centrale idroelettrica.


http://www.comune.bellano.lc.it/home.jhtml

 È possibile visitare una parte dell'Orrido percorrendo emozionanti passerelle che si inoltrano nella spaccatura delle rocce sfidando il turbinio delle spumeggianti cascate.
Man mano che ci si inoltra tra le rupi, il fragore delle acque cresce, fino a diventare quasi assordante. Passo dopo passo, vi sembrerà di camminare dentro una cattedrale a cielo aperto e allora grande saranno lo stupore e la meraviglia.
l'Orrido di Bellano acquistò particolare fama a partire dal 1700, grazie alle poesie composte dal poeta e letterato bellanese Sigismondo Boldoni, affascinato da questo
"Orrore di un'orrenda orrendezza".
Da allora, ed in particolare nell' '800, poeti, artisti e letterati, ma anche semplici viaggiatori e curiosi fecero tappa a Bellano per visitare questo monumento naturale.
La dimensione fantastica e inquietante dell'Orrido ha ispirato nei secoli passati numerose tradizioni e leggende. 




http://www.albergogrigna.it/it/surroundings/Da-non-perdere.html 
 
Negli strapiombi disegnati dal Pioverna si dice sia sepolto Taino un intrepido guerriero che accumulò durante la sua vita inestimabili ricchezze sottratte ai nemici. Dopo la sua morte, i compagni cercarono un luogo dove seppellirlo con tutte le sue ricchezze, in modo che nessuno potesse mai trovarlo. Deviarono il corso del Pioverna, calarono il corpo in una cavità al centro del torrente, coprendo con un enorme masso la tomba del capo. Poi le acque tornarono a scorrere nel loro letto, nascondendo per sempre il segreto di Taino


la Ca' del Diavol

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http://www.icsbellano.org/territorio/bellano/orrido.htm


All’entrata dell’Orrido incontriamo “La Cà del Diavol”, una bizzarra torre di quattro piani a base esagonale costruita su uno sperone di roccia.
Non si sa quando venne costruita e quale fosse la sua funzione, per questo l'inquietante costruzione è avvolta nella leggenda


http://www.icsbellano.org/territorio/bellano/orrido.htm

Il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui si riconosce un satiro, che decorano la facciata dell’ultimo piano e che evocano nella mente delle persone antiche paure di diavoli e streghe.


 fonte web: http://www.icsbellano.org/territorio/bellano/orrido.htm

Bellano - LC- Lombardia

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