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sabato 11 marzo 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'11 marzo.
L'11 marzo 1387 fu combattuta la battaglia di Castagnaro tra l'esercito degli Scaligeri, signori di Verona, e quello dei Carraresi, signori di Padova. Ebbe luogo presso Castagnaro, odierna cittadina in provincia di Verona. Fu una delle più grandi battaglie dell'epoca dei capitani di ventura ed è considerata la più grande vittoria di John Hawkwood, il condottiero inglese conosciuto in Italia come Giovanni Acuto, che era al comando delle truppe padovane.
L’oggetto del contendere era ancora una volta la supremazia e il controllo sull’unica via di comunicazione dell’epoca: il fiume Adige, e l’Abbazia della Vangadizza era di fatto il gestore della via fluviale in quanto da secoli esercitava “il diritto di catena” sulle imbarcazioni in transito. Gli Scaligeri puntavano ad imporsi con forze preponderanti ma l’Abate della Vangadizza chiese l’intervento dei Carraresi, in base al trattato in vigore.
Nelle campagne comprese tra i comuni di Giacciano con Baruchella, Castagnaro, Castelbaldo, Masi e Badia Polesine avvenne questa famosa battaglia dove si fronteggiarono ben 26.000 veronesi e 8.500 padovani. Nonostante lo squilibrio di forze in campo prevalsero i Carraresi, grazie alla strategia militare del capitano di ventura John Hawkwood (Giovanni Acuto) che con i suoi famosi arcieri inglesi sorprese gli Scaligeri e inflisse loro una pesante sconfitta.
La battaglia è passata alla storia per la strategia adottata da Giovanni Acuto, che finse la ritirata e attirò i veronesi su un terreno acquitrinoso, ritenuto più propizio. Fece smontare i cavalieri e li fece schierare compatti su un'area asciutta, ai lati dispose i balestrieri, gli arcieri inglesi e i cannoni. I veronesi avanzarono e persero tempo a riempire di sterpaglia un canale che li separava dai nemici. Quando ripresero la marcia, gli arcieri di Padova iniziarono il tiro incrociato mentre i soldati disposti al centro fermarono l'avanzata veronese. Dopo che le frecce ebbero ucciso molti uomini, Acuto si rese conto del panico che si stava diffondendo tra le file avversarie e ordinò l'attacco ai propri cavalieri appiedati, i quali si aprirono un varco e costrinsero i veronesi a disunirsi. Ormai padroni del campo, i padovani uccisero o catturarono la maggior parte dei soldati nemici.
La sconfitta di Castagnaro segnò la fine della lunga egemonia degli Scaligeri, che dopo qualche mese sarebbero stati cacciati da Verona dalle truppe viscontee. Il signore di Verona Antonio della Scala trovò rifugio presso il suocero Guido III da Polenta, signore di Ravenna, mentre il resto della famiglia si sparse in Italia e in Germania. Il grande successo ottenuto si rivelò una vittoria di Pirro per i Carraresi, che concordarono la spartizione dei territori scaligeri con Gian Galeazzo Visconti. Quest'ultimo non mantenne le promesse e dopo la cacciata degli Scaligeri, oltre a conquistare Verona, tenne per sé anche Vicenza, che a quel tempo faceva parte della signoria veronese e che era stata promessa a Francesco I da Carrara.
Da qualche tempo viene organizzata ogni anno una rievocazione storica della battaglia.

sabato 18 ottobre 2014

#Madeinitaly #Verona citta' d'Arte



imm. da .icostanti-verona.com

Verona è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO per la sua struttura urbana e per la sua architettura. L'urbanistica della città, che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, fonda le proprie origini nella città romana, di cui conserva il tessuto urbano.

 imm. da wikimedia.org

 Da vedere: la Città Antica, il Museo Civico di Storia Naturale e piazza delle Erbe, al centro della quale troneggia la fontana di Madonna Verona

piazza delle erbe -http://www.siviaggia.it imm. da cosafarea.it
testo da  siviaggia.it

 

sabato 16 agosto 2014

#Italy #Parco delle #Cascate di Molina - Fumane - Verona




imm. da holidayverona.com/Cascate-Molina

 tourism.verona.it/uploads/Parco-delle-cascate-di-Molina.jpg

 IL Parco delle Cascate di Molina si deve all’intuizione del professor Giuseppe Perin, geologo e confratello dell’ordine di Don Calabria. Colpito dall’unicità della zona delle cascate, propose alla comunità di Molina e alle autorità locali di costituire il parco, che attira ogni anno tra i 30.000 e i 50.000 visitatori. A Molina, si respira l’atmosfera magica di un piccolo borgo medievale. Il nome di questo villaggio in pietra deriva dalla presenza dei mulini nel paese e lungo la valle, nelle vicinanze. Da visitare sicuramente il Museo Botanico della Lessinia di Molina, inaugurato nel 1981 e il Riparo Solinas, attualmente noto come Grotta di Fumane, scoperta nel 1962, abitato per un lunghissimo periodo dall’uomo di Neanderthal (60.000 anni fa) e poi dall’Homo sapiens dell’Aurignaziano, circa 34.000 a 32.000 anni fa, fino al crollo della grotta che si presume risalga a 25.000 anni fa, come conseguenza ed effetto di una glaciazione.
La terza domenica di luglio si svolge la festa delle cascate.

 fonte: blog.viaggiverdi.it




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