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martedì 26 agosto 2014

#AnimaFemminile #Pistesbagliate


 imm. da img513.imageshack.us

Le donne spesso commettono l’errore di cercare la loro anima femminile nei posti sbagliati, per esempio in un uomo: un marito, un amante, un compagno fedele, un avventuriero, un poeta, un amico della porta accanto, un ladro, un cavaliere d’onore.
Ma l’anima va cercata dentro di sé. Dagli uomini bisogna andarci con quella, non alla ricerca di quella.
Si arriva a mani vuote da un uomo senza la propria anima femminile. Si arriva fragili, poco protette, vulnerabili ai suoi complimenti e alle sue critiche, dipendenti o in fuga, voraci o anoressiche, ipersensibili o anestetizzate.
Ci sono delle volte in cui, invece, le donne sentono sì un richiamo interiore, ma intanto fissano con uno spillo la relazione con se stesse. L’agganciano da qualche parte, precaria. Basta una strattonata, un movimento brusco, una folata di vento, e cade.
Lo spillo si stacca.
E le punge.
«Ahi» dicono.
«Cosa mi ha punto?» si domandano.
Spesso si dimenticano di aver appeso se stesse da qualche parte, di essersi lasciate lì, con quello spillo che le tiene precarie e svolazzanti.
Uomini e spilli sono piste sbagliate per chi vuole andare alla scoperta dell’anima femminile.


dal libro “Olofem: Femminile sconosciuto” di Simona Oberhammer

sabato 3 maggio 2014

#Primavera e... #Universo nelle testa



 imm. da 3.bp.blogspot.com/



Siamo stati educati a fare nostro tutto ciò che ci piace, tutto ciò che è vicino a noi, fa parte della nostra intimità.
Sia a livello della conoscenza sia a quello dei sentimenti facciamo nostro tutto ciò che accostiamo, che si avvicina a noi.
Il nostro modo di ragionare, il nostro modo di amare corrisponde ad un’appropriazione. La nostra cultura, la nostra istruzione scolastica, vogliono che imparare e sapere equivalgano a far nostro attraverso strumenti di conoscenza capaci, lo crediamo, di apprendere, di capire, di dominare tutta la realtà, tutto ciò che esiste, tutto quello che percepiamo con i nostri sensi e ciò che è al di là di essi.
Vogliamo avere l’intero universo nella nostra testa, talvolta l’intero mondo nel nostro cuore. Non vediamo che un tale gesto trasforma la vita del mondo in qualcosa di finito, di morto in un certo senso, perché il mondo perde così la sua propria vita sempre estranea a noi, esterna a noi, altra da noi.
Farò un esempio. Se capissimo esattamente quello che fa la primavera, perderemmo probabilmente la contemplazione stupita davanti al mistero della crescita primaverile, perderemmo la vita, la vitalità alle quali tale rinascita universale ci consente di partecipare senza che possiamo conoscere né controllare donde ci arrivino la gioia, la forza, il desiderio che ci animano. Ammesso che fosse possibile analizzare ogni elemento di energia che avviene nell’esplosione della primavera, ne perderemmo lo stato globale che proviamo quando siamo immersi(e) in essa con tutti i nostri sensi, il nostro intero corpo, la nostra anima.
Questo stato, mi permetterò di dire: questo stato di grazia, che ci procura la primavera, lo conosciamo talvolta, per lo meno parzialmente, quando ci troviamo in un nuovo paesaggio, in una manifestazione cosmica straordinaria, in un ambiente che ci è insieme percettibile e impercettibile, conosciuto e sconosciuto, visibile e invisibile. Siamo situati, in tal caso, in un’atmosfera, in un evento che sfuggono al nostro controllo, alla nostra competenza, alla nostra intenzione, al nostro stesso immaginario. La nostra risposta a tale «mistero» allora può essere la sorpresa, l’incanto, la lode, talvolta l’interrogazione, ma non può essere l’appropriazione, la riproduzione, la ripetizione.
Lo stato – fisico o spirituale – che produce in noi la primavera, certi paesaggi, certi fenomeni cosmici, può accadere all’inizio di un incontro con altri. L’altro ci commuove in tal modo nei primi momenti di un incontro, toccandoci in maniera globale, non conoscibile, non padroneggiabile. Poi, troppo spesso, lo facciamo nostro – o la facciamo nostra – attraverso la conoscenza, la sensibilità, la cultura. Entrando nel nostro orizzonte, nel nostro mondo, l’altro perde la stranezza della sua attrazione. La sua presenza ci circondava di un certo mistero, comunicandoci un risveglio sia corporeo sia spirituale, ma lo riconduciamo a noi, lo conglobiamo a nostra volta. Al limite, non lo vediamo più, non lo udiamo più, non lo percepiamo più. Fa parte di noi. A meno che non lo respingiamo.
L’altro è dentro o fuori. Non è dentro e fuori, facendo parte della nostra interiorità ma rimanendo anche fuori, esterno, estraneo a noi, altro. Svegliandoci con la sua alterità, con il suo mistero, con l’infinito (in due parole: non l’assoluto) che rappresenta per noi. E proprio quando non lo conosciamo, o quando accettiamo che resti per noi non conoscibile, che l’altro ci illumina in qualche modo, ma di una luce che ci rischiara senza che sia possibile afferrarla, capirla, analizzarla, farla nostra.
La totalità dell’altro, come quella della primavera, ci tocca al di là di ogni conoscenza, di ogni giudizio, di ogni riduzione a noi, al nostro, a ciò che ci è in qualche modo proprio. In termini un po’ eruditi, potrei dire che l’altro, l’altro in quanto tale, in quanto altro, esiste al di là di ogni predicato attribuito da noi: non è mai un questo o un quello assegnato a lui/lei da noi. E proprio quando sfugge a ogni giudizio da parte nostra che l’altro emerge come un tu, sempre altro e inappropriabile dall’ io.

Luce Irigaray, Tra Oriente e Occidente

sabato 1 marzo 2014

#E l'eco #Rispose



http://farm5.static.flickr.com/4001/4521126889_4fe58d64fa.jpg

 Imparai che il mondo non vede la tua anima, che non gliene importa un accidente delle speranze, dei sogni, e dei dolori che si nascondo oltre la pelle e le ossa.
Era così semplice, assurdo e crudele.


Khaled Hosseini, E l'eco rispose

giovedì 9 gennaio 2014

#Indifferenza: Paralisi dell'anima



http://sp9.fotolog.com


Dicono che i filosofi e i veri saggi sono indifferenti. È falso. L'indifferenza è la paralisi dell'anima, è una morte prematura.

Anton Čechov, Una storia noiosa.

venerdì 8 novembre 2013

#QuelleComeMe #Regalano #Sogni di Alda Merini



 imm. da img215.imageshack.us/i

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto...

  Alda Merini

lunedì 14 ottobre 2013

#Odio #Anima

 
 imm. da digilander.libero.it/estempora_nea/marea_.jpg


 Una sola goccia d'odio nell'anima si può diffondere come una goccia d'inchiostro nel latte. L'immagine mi colpì e avrei voluto fare la prova, ma sapevo di non dover sprecare il latte.

  Alice Munro,  Il percorso dell'amore

venerdì 26 luglio 2013

#Sonno #Oblio

 

http://frammentidime.files.wordpress.com



UN SONNO E UN OBLIO

 
La nostra nascita non è che un sonno e un oblio;
L'anima che ci accompagna,
stella di nostra vita, d'altro saggio gode ben altrove, e da tanto lontano è giunta non già.
Tutta dimentica di sua prima natura
nè in nudità di sè completa,

che anzi trascina a noi con sè i gran nembi di gloria.
Dal Dio ch'è nostra casa.
Indugia su noi bambini per un poco di cielo! 

William Wordsworth
 

giovedì 11 luglio 2013

#Incontri

 http://blog.chatta.it/images/xfetgirl/775E47567B545B5E.jpg

Quando incontri una persona speciale vivi momenti emozionanti che fanno tremare la tua anima. Poi vorresti vivere quei momenti altre volte. La nostalgia, che non può essere spiegata a parole, è quello che spesso ti spinge ad andare avanti. Ogni momento però è diverso, ogni istante va vissuto per quello che può dare e per quello che può aprire dentro di noi. Ogni volta è diverso. Certamente tutti passiamo momenti in cui ci affidiamo ai ricordi nei momenti di difficoltà.
L’errore che si commette è vedere in ogni situazione o persona quello che vorresti rivivere.
 

Francesco Patera, Il cuore in un cuore

domenica 16 giugno 2013

#Anima: Pozzo dei desideri

imm. http://2.bp.blogspot.com
Fa che l'anima sia il tuo pozzo dei desideri l'unico specchio dei tuoi pensieri il viaggio che faresti in un mondo senza odio e finti manifesti un luogo che carpisce fallimenti e che da essi costruisce giorni intensi di riscatti, successi: uno scorcio di se stessi che non lascia inermi da valori e sentimenti.
 Salvatore Bramanteole.it/aforismi/desiderio/frase-188414?f=t:7>

mercoledì 22 maggio 2013

#Legami #Lontananza

imm. da http://www.photoclubmugello.it/

Non importa quanto tu sia lontano.
I legami tra le anime esistono perchè creati dal pensiero.
Fili invisibili che legano ricamando sull’anima
tutto ciò che gli occhi non possono vedere,
e lo trasformano in emozione, in gioia, in dolore.
Anche in ricordo.
In sorriso o in lacrima.
Avviene tutto dentro.
Nei meandri del cuore, nei nascondigli della mente.
E vivono come tatuaggio sulla pelle dell’Anima.
E arrivano Ovunque.
E toccano l’Oltre.
Un pensiero mi lega a Te.
Un pensiero che gli altri chiamano Amore.
Io invece lo chiamo con il Tuo Nome.

Catherine Morena Ramos, La quercia incantata
 

lunedì 29 ottobre 2012

#Musica #Universo dell'anima

http://www.very-berlino.com/2012/musikalienhandlung-hans-riedel-per-chi-ama-la-musica-classica/

Si  dice che la musica sia l'universo dell'anima; Può darsi amica mia. Ciò prova semplicemente che l'anima e la carne non sono divisibili, e che l'una contiene l'altra come la tastiera contiene i suoni.

Marguerite Yourcenar, Alexis, o il trattato della lotta vana

tratto da libro Le donne hanno detto, un libro di citazioni pag. 174 - Laura Bolgeri - Rizzoli

venerdì 12 ottobre 2012

#Pentimento #Anima e sentimento

http://www.sottolealidegliangeli.it/web/  

Il pentimento che si riperte affatica l'anima. Pentirsi è un sentimento che rigenera una sola volta.

Madame de Stael, Corinna o l'Italia
Tratto da :Le donne hanno detto - un libro di citazioni psg. 193 - laura Bolgeri-Rizzoli

martedì 22 maggio 2012

#Gioia #Anima #Intimo #Palazzo #Prigione:

http://www.newnotizie.it/2010/12/mi-sono-innamorata-di-un-uomo-piu-piccolo-di-me/felice-donna/
La gioia risiede nel più intimo dell'anima, si può possederla dentro di sè, sia in oscura prigione che in uno splendido palazzo.
Santa Teresa di Lisieux
tratto da: Le donne hanno detto-un libro di citazioni-Laura Bolgeri -Rizzoli

martedì 15 maggio 2012

#Verità #Anima #Rettitudine #Bocca:

http://digilander.libero.it/marcellomurtas/VISO%20DI%20DONNA.htm
 La verità ha vita solo in un anima retta, e ottiene una certa influenza solo se  pronunciata da una bocca pura.

George Sans, lettera al figlio Maurice Sand, aprile 1848
tratto da: Le donne hanno detto - un libro di citazioni - Laura Bolgeri - Rizzoli

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