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mercoledì 25 settembre 2013

#IlSilenziodel #Corpo - Guido Ceronetti




http://roberamar.files.wordpress.com

 È un pensiero che calma e dà forza, sapere che tra i libri che possediamo ce ne sono alcuni sufficienti a liberare e a salvare. Se ne aggiungono di nuovi, quasi ogni giorno, ma quelli necessari già ci sono da tempo.

Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo

venerdì 19 ottobre 2012

Tratto a vedere la sua propria #carnale sostanza e forma, Beppe #Fenoglio, Il #partigiano Johnny #maschile #wilderness #corpo #guerra #citazione


Guadava: l’acqua era fredda e gli massaggiava energicamente le caviglie, beneficamente. Ma come approdò e si accingeva malvolentieri a rincalzarsi notò ai margini della corrente principale una conchetta d’acqua, naturalmente azzeccata e felice. Johnny non ci resisté, si liberò del vestito e delle armi, e si immerse verticalmente, monoliticamente in quell’immobile vortice, fino alle spalle, con un lungo e filato fremito, più perfetto, di una discarica sessuale. Infatti, come si sollevò e vi si reinfilò, con la medesima misura e puntualità di prima, l’acqua fu stavolta completamente scevra di voluttà. Si portò all’asciutto – c’era fitta, dura vegetazione nella sottilissima striscia tra la sponda e l’incombente rocca – si asciugò le mani per non danneggiare la sigaretta che ora si accendeva. Poi tutto fu perfetto, tranne  la sigaretta; proprio non poteva soffrire quel tabacco inglese, così aderente e pastante. Un camion partigiano passò in un inferno di rumore e di polvere; come non deviò a Castino ma proseguì per Bosia, Johnny pensò che avesse a che fare con Frankie e i guastatori.

Nella perfezione dell’ozio, prese a trimmersi col fuoco della sigaretta quei peli sulle braccia che erano cresciuti fuori standard, ma presto il bianco glow della sua pelle l’affondò in più piena meditazione. Mai in quel momento era stato tratto, forzato a pensare, vedere la sua propria realtà fisica, la sua carnale sostanza e forma. Era persino miracoloso il constatare, realizzare appieno, per la prima volta, le facoltà gli usi e le forme specifiche e irripetibili di ogni parte. Le mani, per esempio, avevano sofferto del partigianato: non il dorso, sempre asciutto e fine, col ricamo distinto e potente delle vene elated; ma sulle palme aveva pesato, fino all’incisione, la guerra. – Dr Jekill  e Mr. Hyde, - poté pensare Johnny, confrontando dorso e palmo.

Su tutta la sua pelle la patina inlavata a lungo era ricca, serica e assolutamente inodora, o al più arricchiva stupendamente il suo odore d’uomo. Sentiva di poter dire di poter annusare in quel momento con narici di donna. Il pensiero della guerra piombò come un’ala grigia, non nera, sulla dorata bianchezza della sua pelle, serica e assolutamente glabra, senza vello a distrarre, a intercettare la mano. Era enormemente, forse sacrilegamente, eccitante pronosticare, fantasticare il bersaglio e il varco aperto in quella intatta integrità. Scrollò le spalle, sazio d’immobilità, di fantasia e di rinfresco, e si rivestì in fretta.

Guadagnò la breccia, s’inerpicò per il suo coloso sentiero e fu sulle falde della gigantesca, mammutica collina di Mango. Ondosamente incombevano su lui i boschi neri, come carboniosi, e gli aperti, sfuggenti prati, su alcuni dei quali stavano greggi al pascolo, apparentigli così alti ed immoti come una torma di massi erratici arrestati da una mano miracolosa a mezzo dei vertiginosi pendii.

(Beppe Fenoglio, “Il partigiano Johnny”, Torino, Einaudi, 2001, pp. 234-36)


(Nell’immagine, Joe Manganiello in “True Blood”, tratta da:









venerdì 25 maggio 2012

#Storia #Uomin #iCorpo #Alpini #Coraggio::

Napoli, 15 ottobre 1872. Re Vittorio Emanuele II firma il decreto che di fatto istituisce le prime 15 compagnie alpine, inizialmente stanziate perlopiù in Piemonte. L’ esperimento di affidare la difesa delle frontiere italiane a coscritti del luogo ha successo; l’idea è semplice ed efficace: chi meglio di uomini già abituati alla vita ed alle fatiche della montagna può fronteggiare in prima battuta una possibile invasione proveniente dalle Alpi?
Nasce il soldato di montagna, difensore dei confini nazionali, inquadrato in unità snelle ma compatte,logisticamente autonome, costituite da giovani nati nelle stesse terre ed uniti spesso anche da vincoli di parentela. Questo spiega l’eccezionale spirito di corpo degli Alpini, il cui simbolo di specialità è una penna nera.

http://burnjak.blogspot.it/2011/09/burnjak-2011-o-festa-degli-alpini.html

L’ addestramento consiste in lunghe marce in montagna, in condizioni spartane che anche gli ufficiali condividono con la truppa.-
Il battesimo del fuoco avviene però lontano dai monti:- nel 1896 un corpo di spedizione partecipa alla campagna di Eritrea, meritando nella terribile battaglia di Adua una delle prime medaglie d’Oro al Valor Militare,(su 954 uomini sopravvissero solo 92), mentre nel 1911 gli Alpini combattono nella guerra italo-turca. La grande guerra vede le truppe da montagna italiane distinguersi sulle Alpi Orientali, battersi per la conquista delle cime, strappate a caro prezzo all’avversario, il quale non mancherà di rendere Onore al Merito degli Alpini.-
Nel 1935 le penne nere partecipano alla campagna di Eritrea, in divisa coloniale, mentre nella II° guerra mondiale le divisioni alpine sono impegnate su più fronti:- Francia, Albania, Grecia, Jugoslavia, Unione Sovietica. L’episodio più significativo e tragico è senz’altro l’epopea della ritirata di Russia, nell’inverno 1942-1943. Gli Alpini sono schierati lungo il Don, in pianura ancora una volta lontani dal loro ambiente naturale. Un impotente offensiva russa costringe l’ Armata Italiana a ripiegare sulla difensiva e saranno gli Alpini a proteggere lo sganciamento del grosso delle forze. Sottoposti al durissimo fuoco nemico, le divisioni “Julia”, “Tridentina”, e “Cuneense” subiscono perdite terribili:- la “Cuneense” verrà chiamata “La Martire”, avendo perso 9 uomini su 10. Interi reggimenti sono decimati dal gelo implacabile dell’inverno russo e dagli attacchi dell’Armata Rossa .Eppure i reparti cercano e riescono a compattarsi, serrando le file e salvando molte vite . Il Comando dell’Armata Rossa ammetterà nel suo bollettino di guerra:-”Solamente il Corpo d’Armata Alpino Italiano può considerarsi IMBATTUTO in Terra di Russia”.-
Del Corpo di Spedizione Alpino composto da circa 57.000 uomini, circa 34.170 non fecero rientro in Patria.-
Dopo la parentesi dell’armistizio e della liberazione, le truppe alpine vengono ristrutturate e nel 1952 vengono istituite le Brigate, tra cui la “Taurinense” che eredita le tradizioni e le unità dell’omonima divisione e della “Cuneense”.-
Non cambiano lo spirito né l’addestramento:- gli Alpini rimangono truppe scelte che fanno parte della forza mobile della NATO e partecipano alla missione ONU in Mozambico nel 1992-94.-
Gli anni recenti vedono la trasformazione dell’Esercito Italiano verso un modello professionale:- scompare la leva e con essa la coscrizione obbligatoria, gli Alpini vengono reclutati su tutto il territorio nazionale.-
Oggi rappresentano una delle migliori realtà dell’Esercito Italiano:- le Brigate “Julia” e “Taurinense” dipendenti dal Comando Truppe Alpine di Bolzano, sono unità di proiezione, vale a dire rapidamente schierabili in ogni contesto operativo e hanno partecipato in primo piano con i propri reggimenti alle principali operazioni all’estero delle Nostre FF.AA., dall’Albania alla Bosnia, dal Kosovo all’ Afghanistan

fonte web:http://www.fulminata.it/showthread.php/11596-La-Storia-di-UOMINI-CORAGGIOSI

domenica 20 maggio 2012

#Citazione #Danza #Corpo #Perfezione #Spirito

http://subtletechnologies.com/  


Si danza con lo spirito, per dare il meglio di se' e per dare al corpo umano il linguaggio più alto.La danza è lenta strada verso la perfezione e la glorificazione dell'essere.


Martha Graham << Corriere della Sera>> 26 gennaio 1989

tratto da: Le donne hanno detto - un libro di citazioni - Laura Bolgeri - Rizzoli


sabato 12 maggio 2012

#Libro #Lettura #Corpo #Freddo #Poesia:

http://cislunibo.wordpress.com/2009/06/16/un-libro-per-labruzzo
Se leggo un libro e tutto il mio corpo diventa cosi freddo che nessuno può scaldarlo, so che è poesia. Se mi sento, fisicamente, come se mi avessero levato la calotta cranica, so che è poesia. Per me sono gli unici modi per riconoscerla. Ce ne sono altri?

Emily Dickinson
tratto da: Le donne hanno detto - un libro di citazioni - Laura  Bolgeri - Rizzoli

giovedì 1 marzo 2012

#citazione #corpo:

Il corpo è uno strumento che da solo produce musica quando è usato come corpo. E' propio un orchrestra. E come musica attraversa i muri, la sensualita' attraversa il corpo e lo porta in cima all'estasi
(Anais Nin, Diario)

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