Buongiorno, oggi è il 21 aprile.
Il 21 aprile 1521 Hernan Cortes sbarca a Veracruz.
Hernán Cortés Monroy Pizarro Altamirano, passato alla storia unicamente con il nome e cognome di Hernán Cortés, nasce a Medellín, in Estremadura (Spagna), allora territorio della corona spagnola, nel 1485.
Condottiero spagnolo, è noto sui libri di storia per aver ridotto all'obbedienza le popolazioni indigene viventi durante il periodo della conquista del nuovo mondo, abbattendo con i suoi uomini il leggendario Impero Azteco, sottomettendolo al Regno di Spagna. Tra i suoi soprannomi, c'è quello tuttora famoso di "El Conquistador".
Sulle origini di quest'uomo d'arme non ci sono note certe. Alcuni lo vogliono nobile, altri proveniente da umili origini. Di sicuro, l'ambito nel quale cresce è impregnato di cattolicesimo istituzionale, per così dire, mentre deve aver abbracciato sin da subito la vita militare: sua unica, grande vocazione.
L'epopea di Cortés comincia intorno al 1504, al servizio del governatore Diego Velasquez Cuellar, il quale lo vuole prima a Santo Domingo e poi a Cuba, due territori all'epoca sotto la corona spagnola. Il futuro condottiero non è un tipo facile e, per ragioni tuttora inspiegate, finisce agli arresti quasi subito, per volere proprio del governatore. Questi però, fiutando il suo talento militare, a seguito delle due spedizioni messicane fallite dai capitani Cordoba e Grijalva, decide di inviare proprio Cortés in Messico, affidandogli la terza spedizione di conquista.
Di fronte ha un impero di milioni di uomini, quello Azteco, e quando parte, il condottiero ha con sé undici navi e 508 soldati.
Nel 1519, il militare nativo di Medellìn sbarca a Cozumel. Qui si unisce al naufrago Jerónimo de Aguilar e sulla costa del golfo messicano familiarizza con la tribù dei Totonachi, portandoli dalla sua parte nella guerra contro l'Impero azteco-méxica. Il naufrago spagnolo diventa un punto di riferimento per quello che di lì a poco verrà soprannominato El Conquistador: questi parla la lingua dei Maya e questa caratteristica fornisce a Cortés le giuste basi per dare sfoggio alle proprie abilità di comunicatore e soprattutto di manipolatore.
Immediatamente però, a causa dei suoi metodi poco ortodossi e della sua propensione ad agire per proprio conto, Velasquez lo richiama all'ordine, pentendosi della sua decisione di inviare Cortés in Messico. Tuttavia, il condottiero spagnolo si dichiara fedele alla sola autorità del Re di Spagna e incendia le proprie navi, fondando simbolicamente la città di Veracruz, sua base militare e organizzativa.
L'incendio delle navi è una mossa azzardata ma che rispecchia bene l'identità del personaggio: onde evitare qualsiasi ripensamento, pur agendo da ribelle, egli di fatto impone a tutto il suo seguito quale unica risoluzione quella della conquista dei territori messicani.
Da questo momento, nel pieno della sua autorità, si fa ricevere dall'imperatore Montezuma e comincia un'opera di insediamento nei suoi possedimenti quasi agevolata dallo stesso capo tribale, il quale interpreta l'arrivo del militare spagnolo e dei suoi uomini come una sorta di presagio divino, da intendere sotto ogni buon auspicio. Dopo alcuni mesi dalla conquista definitiva dei possedimenti aztechi, convinto da Cortés e dalle sue abilità di grande affabulatore, l'imperatore Montezuma si farà addirittura battezzare cristiano.
Nel giro di poco tempo Hernán Cortés porta dalla sua parte un buon numero di uomini e, forte di oltre 3.000 unità tra indios e spagnoli, si mette in marcia per Tenochtitlán, la capitale dei Méxica. Il 13 agosto del 1521, dopo due mesi e mezzo di assedio, la città messicana viene presa, e in meno di un anno gli spagnoli assumono il pieno dominio della capitale e dei dintorni.
Tenochtitlán è la città su cui sorge la nuova Città del Messico, di cui assume il governatorato lo stesso Cortés, nominandola capitale della "Nuova Spagna" e per volere dello stesso reale spagnolo, Carlo V.
Ad ogni modo, nonostante gli stenti della guerra e la popolazione ormai in ginocchio, dimezzata da stragi e malattie, e pur con pochi uomini al suo servizio, il condottiero decide di partire alla conquista dei restanti territori aztechi, spingendosi fino in Honduras. Quando decide di rimettersi in viaggio, Cortés è un uomo ricco ma che non gode di molta stima da parte dei nobili e della corona spagnola. Nel 1528 viene richiamato in Spagna e gli viene tolta la carica di governatore.
Tuttavia la stasi dura poco. Con il titolo di Marchese della Valle di Oaxaca, riparte verso l'America, nonostante non goda della stima del nuovo Viceré. Per questa ragione il condottiero volge il proprio sguardo verso altre terre e, nel 1535, scopre la California. È il canto del cigno, per così dire, del Conquistador. Il Re infatti, dopo qualche tempo, lo rivuole in Spagna, per spedirlo alla volta dell'Algeria. Ma qui non riesce ad imprimere una svolta all'esercito, che subisce una dura sconfitta.
Cortés, ormai stanco delle spedizioni, decide di ritirarsi a vita privata nella sua proprietà a Castilleja de la Cuesta, in Andalusia. Qui, il 2 dicembre del 1547, Hernán Cortés muore all'età di 62 anni. La sua salma, così come espresso nei suoi ultimi voleri, viene inviata a Città del Messico e tumulata nella chiesa di Gesù Nazareno.
Oggi il Golfo di California, il tratto di mare che separa la penisola della California dal Messico continentale, è conosciuto anche come Mare di Cortés
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domenica 21 aprile 2024
martedì 10 maggio 2022
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 10 maggio.
Il 10 maggio 1497 Amerigo Vespucci parte per il suo primo viaggio verso il Nuovo Mondo.
Amerigo Vespucci nasce il 18 marzo 1454 a Firenze, terzo figlio del notaio fiorentino Nastagio (o Anastasio) e della nobildonna di Montevarchi Lisa (o Elisabetta) Mini. Trasferitosi, nel 1489, a Siviglia, in Spagna, su incarico di Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, banchiere (detto Lorenzo il Popolano), entra in contatto con Cristoforo Colombo: pochi anni più tardi si aggrega ad Alonso de Hojeda, che ha ricevuto l'incarico, per conto della Corona, di esplorare le coste del continente americano in direzione sud.
Il primo viaggio cui Vespucci prende parte avviene tra il 1497 e il 1498, in compagnia di Juan de la Cosa (celebre cartografo e pilota cantabrico), sotto il comando di Juan Diaz de Solis. La spedizione è voluta dal re Ferdinando II di Aragona, desideroso di scoprire la distanza tra l'isola di Hispaniola e la terraferma, in maniera tale da poter contare su una visione più precisa e ampia delle terre appena scoperte. Le navi attraccano nell'attuale Colombia, nella penisola della Guajira (le descrizioni che Vespucci fa dei nativi locali e delle loro amache richiama alla mente gli indigeni Guajiros), dopodiché la spedizione si dirige verso la laguna di Maracaibo, che ricorda - a Vespucci - Venezia: proprio per questo motivo, dà a quella terra il nome di Venezuela. Amerigo e gli altri uomini ritornano in Europa dopo aver costeggiato le coste del Centro America, e in particolare aver navigato tra la Florida e l'isola di Cuba (della quale, appunto, viene in quell'occasione dimostrata l'insularità).
Il secondo viaggio di Vespucci verso il continente americano avviene tra il 1499 e il 1500, nel corso della spedizione diretta da Alonso de Hojeda: anche questa volta, è presente Juan de la Cosa. Toccata terra nei luoghi che attualmente corrispondono alla Guyana, tuttavia, Vespucci si separa dal cantabrico, e prosegue in direzione sud, fino a giungere circa a 6 gradi Sud, alla foce del Rio delle Amazzoni. Parlerà del suo arrivo tra la bocca nord e la bocca sud (Parà) del fiume in una lettera inviata a Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici: l'esploratore italiano, dunque, diventa il primo europeo a scoprire l'estuario del Rio delle Amazzoni (in particolare le disimboccature nei cui pressi oggi sorgono le città di Belem e di Amapà), pochi mesi prima che ci riesca anche Vicente Yanez Pinzon. Di tale viaggio, Amerigo lascia in eredità numerose descrizioni relative alla fauna incontrata (a stupirlo è soprattutto la bellezza dei pappagalli) e alle popolazioni locali. Non solo: durante questo viaggio, egli individua le stelle che in seguito verranno denominate "La Croce del Sud", che appunto segnalano la direzione sud. La spedizione si conclude rientrando verso nord, passando nei pressi del fiume Orinoco e dell'isola di Trinidad prima del ritorno in Europa.
Poco dopo, Vespucci prende parte a un terzo viaggio, questa volta al servizio del Portogallo, in una spedizione guidata da Gonzalo Coelho, che si ferma nelle isole di Capo Verde per alcuni giorni, entrando in contatto con Pedro Alvares Cabral, che con le sue navi sta tornando dall'India. Nell'arcipelago africano, Amerigo ha modo di conoscere Gaspar da Gama, ebreo che gli descrive la vegetazione, la fauna e i popoli indiani: il suo racconto, comparato a ciò che egli aveva osservato nei suoi viaggi precedenti, lo convince ulteriormente che i luoghi che ha visitato non sono asiatici. Insieme con Coelho, giunge nei pressi delle coste del Brasile, e il primo giorno dell'anno 1502 raggiunge una baia stupenda, ribattezzata Rio de Janeiro. Il viaggio continua verso sud in direzione del Rio de la Plata (nominato, inizialmente, Rio Jordan) per poi proseguire fino a 52 gradi Sud di latitudine, a poca distanza dallo stretto che scoprirà il portoghese Ferdinando Magellano diciotto anni più tardi. Vespucci non si spinge oltre il Rio Cananor, in Patagonia, e scopre le stelle attualmente conosciute con il nome di Alfa Centauri e Beta Centauri, ai tempi invisibili alle latitudini mediterranee (pur essendo in precedenza note agli antichi Greci).
Vespucci compie un quarto viaggio, nel biennio 1503-1504, sempre agli ordini dei Portoghesi, che lo porta all'isola che in seguito verrà chiamata Fernando de Noronha, in mezzo all'oceano, e poi verso le coste brasiliane. Si tratta, però, di una spedizione che non conduce a scoperte particolarmente significative, durante il quale - tuttavia - Amerigo compie osservazioni e ragionamenti che lo portano a inventare un nuovo metodo per individuare, con la tecnica della distanza lunare, una longitudine.
Nominato dal re Ferdinando II di Aragona "Piloto Mayior de Castilla" nel 1508, egli diventa responsabile dell'organizzazione dei viaggi nelle terre nuove e della formazione di cartografi e piloti, permettendo loro di imparare a utilizzare l'astrolabio e il quadrante. Amerigo Vespucci muore a Siviglia il 22 febbraio 1512, lasciando tutti i suoi beni alla moglie Maria Cerezo, dalla quale non ha avuto figli.
Vespucci attualmente è riconosciuto come uno degli esploratori più importanti del Nuovo Mondo (e non a caso il continente ha preso il suo nome). Tra i suoi tanti meriti, il principale fu quello di aver capito che le nuove terre non facevano parte del continente asiatico, ma di una nuova parte del globo.
Occorre sottolineare, in conclusione, che dal punto di vista storiografico la figura di Vespucci è considerata da alcuni piuttosto ambigua soprattutto a causa dell'autenticità delle sue lettere, spesso contestata: si sostiene, in particolare, che l'esploratore abbia esagerato la propria influenza negli avvenimenti e romanzato eccessivamente gli eventi, o addirittura modificato le testimonianze dei viaggiatori suoi contemporanei. Resta il fatto che la diffusione di tali lettere spinse Martin Waldseemuller, cartografo, a rinominare il continente come il femminile del suo nome in latino (cioè Americus Vespucius) nella "Cosmographiae Introductio": l'importanza dell'esploratore fiorentino, insomma, non può proprio essere ridimensionata.
Il 10 maggio 1497 Amerigo Vespucci parte per il suo primo viaggio verso il Nuovo Mondo.
Amerigo Vespucci nasce il 18 marzo 1454 a Firenze, terzo figlio del notaio fiorentino Nastagio (o Anastasio) e della nobildonna di Montevarchi Lisa (o Elisabetta) Mini. Trasferitosi, nel 1489, a Siviglia, in Spagna, su incarico di Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, banchiere (detto Lorenzo il Popolano), entra in contatto con Cristoforo Colombo: pochi anni più tardi si aggrega ad Alonso de Hojeda, che ha ricevuto l'incarico, per conto della Corona, di esplorare le coste del continente americano in direzione sud.
Il primo viaggio cui Vespucci prende parte avviene tra il 1497 e il 1498, in compagnia di Juan de la Cosa (celebre cartografo e pilota cantabrico), sotto il comando di Juan Diaz de Solis. La spedizione è voluta dal re Ferdinando II di Aragona, desideroso di scoprire la distanza tra l'isola di Hispaniola e la terraferma, in maniera tale da poter contare su una visione più precisa e ampia delle terre appena scoperte. Le navi attraccano nell'attuale Colombia, nella penisola della Guajira (le descrizioni che Vespucci fa dei nativi locali e delle loro amache richiama alla mente gli indigeni Guajiros), dopodiché la spedizione si dirige verso la laguna di Maracaibo, che ricorda - a Vespucci - Venezia: proprio per questo motivo, dà a quella terra il nome di Venezuela. Amerigo e gli altri uomini ritornano in Europa dopo aver costeggiato le coste del Centro America, e in particolare aver navigato tra la Florida e l'isola di Cuba (della quale, appunto, viene in quell'occasione dimostrata l'insularità).
Il secondo viaggio di Vespucci verso il continente americano avviene tra il 1499 e il 1500, nel corso della spedizione diretta da Alonso de Hojeda: anche questa volta, è presente Juan de la Cosa. Toccata terra nei luoghi che attualmente corrispondono alla Guyana, tuttavia, Vespucci si separa dal cantabrico, e prosegue in direzione sud, fino a giungere circa a 6 gradi Sud, alla foce del Rio delle Amazzoni. Parlerà del suo arrivo tra la bocca nord e la bocca sud (Parà) del fiume in una lettera inviata a Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici: l'esploratore italiano, dunque, diventa il primo europeo a scoprire l'estuario del Rio delle Amazzoni (in particolare le disimboccature nei cui pressi oggi sorgono le città di Belem e di Amapà), pochi mesi prima che ci riesca anche Vicente Yanez Pinzon. Di tale viaggio, Amerigo lascia in eredità numerose descrizioni relative alla fauna incontrata (a stupirlo è soprattutto la bellezza dei pappagalli) e alle popolazioni locali. Non solo: durante questo viaggio, egli individua le stelle che in seguito verranno denominate "La Croce del Sud", che appunto segnalano la direzione sud. La spedizione si conclude rientrando verso nord, passando nei pressi del fiume Orinoco e dell'isola di Trinidad prima del ritorno in Europa.
Poco dopo, Vespucci prende parte a un terzo viaggio, questa volta al servizio del Portogallo, in una spedizione guidata da Gonzalo Coelho, che si ferma nelle isole di Capo Verde per alcuni giorni, entrando in contatto con Pedro Alvares Cabral, che con le sue navi sta tornando dall'India. Nell'arcipelago africano, Amerigo ha modo di conoscere Gaspar da Gama, ebreo che gli descrive la vegetazione, la fauna e i popoli indiani: il suo racconto, comparato a ciò che egli aveva osservato nei suoi viaggi precedenti, lo convince ulteriormente che i luoghi che ha visitato non sono asiatici. Insieme con Coelho, giunge nei pressi delle coste del Brasile, e il primo giorno dell'anno 1502 raggiunge una baia stupenda, ribattezzata Rio de Janeiro. Il viaggio continua verso sud in direzione del Rio de la Plata (nominato, inizialmente, Rio Jordan) per poi proseguire fino a 52 gradi Sud di latitudine, a poca distanza dallo stretto che scoprirà il portoghese Ferdinando Magellano diciotto anni più tardi. Vespucci non si spinge oltre il Rio Cananor, in Patagonia, e scopre le stelle attualmente conosciute con il nome di Alfa Centauri e Beta Centauri, ai tempi invisibili alle latitudini mediterranee (pur essendo in precedenza note agli antichi Greci).
Vespucci compie un quarto viaggio, nel biennio 1503-1504, sempre agli ordini dei Portoghesi, che lo porta all'isola che in seguito verrà chiamata Fernando de Noronha, in mezzo all'oceano, e poi verso le coste brasiliane. Si tratta, però, di una spedizione che non conduce a scoperte particolarmente significative, durante il quale - tuttavia - Amerigo compie osservazioni e ragionamenti che lo portano a inventare un nuovo metodo per individuare, con la tecnica della distanza lunare, una longitudine.
Nominato dal re Ferdinando II di Aragona "Piloto Mayior de Castilla" nel 1508, egli diventa responsabile dell'organizzazione dei viaggi nelle terre nuove e della formazione di cartografi e piloti, permettendo loro di imparare a utilizzare l'astrolabio e il quadrante. Amerigo Vespucci muore a Siviglia il 22 febbraio 1512, lasciando tutti i suoi beni alla moglie Maria Cerezo, dalla quale non ha avuto figli.
Vespucci attualmente è riconosciuto come uno degli esploratori più importanti del Nuovo Mondo (e non a caso il continente ha preso il suo nome). Tra i suoi tanti meriti, il principale fu quello di aver capito che le nuove terre non facevano parte del continente asiatico, ma di una nuova parte del globo.
Occorre sottolineare, in conclusione, che dal punto di vista storiografico la figura di Vespucci è considerata da alcuni piuttosto ambigua soprattutto a causa dell'autenticità delle sue lettere, spesso contestata: si sostiene, in particolare, che l'esploratore abbia esagerato la propria influenza negli avvenimenti e romanzato eccessivamente gli eventi, o addirittura modificato le testimonianze dei viaggiatori suoi contemporanei. Resta il fatto che la diffusione di tali lettere spinse Martin Waldseemuller, cartografo, a rinominare il continente come il femminile del suo nome in latino (cioè Americus Vespucius) nella "Cosmographiae Introductio": l'importanza dell'esploratore fiorentino, insomma, non può proprio essere ridimensionata.
martedì 12 ottobre 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 12 ottobre.
Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo raggiungeva la costa navigando ad occidente.
Dopo la caduta di Costantinopoli avvenuta nel 1453, il commercio tra Oriente e Occidente ebbe una crisi. Poichè i Turchi impedivano di raggiungere l'Oriente e quindi di fare progredire il commercio, molti navigatori si misero all'opera per cercare nuove vie di comunicazione con l'Oriente cercando di aggirare lo sbarramento turco.
Un navigatore genovese, Cristoforo Colombo, basandosi sulle informazioni raccolte nel corso dei suoi viaggi e sullo studio delle carte nautiche disegnate dal fratello, si convinse che la Terra fosse almeno del 25% più piccola di quanto all'epoca si riteneva, e che fosse occupata per la maggior parte da terre emerse. Sulla base di queste errate considerazioni, Colombo ritenne con sicurezza di poter raggiungere rapidamente l'Asia navigando verso occidente.
Nel 1484 sottopose la sua teoria al re del Portogallo Giovanni II, che però rifiutò di finanziare la spedizione, in quanto i suoi calcoli erano ritenuti sbagliati. Colombo si trasferì quindi in Spagna, dove il suo progetto ottenne il sostegno di numerose persone importanti, che nel 1486 gli assicurarono un incontro con la regina Isabella di Castiglia. Come già era accaduto in Portogallo, anche in Spagna inizialmente il suo piano fu respinto, ma Colombo insistette tanto, che nell'aprile del 1492, Ferdinando II e Isabella accettarono di finanziare la sua spedizione. Il contratto stipulato con i regnanti stabiliva che Colombo sarebbe diventato viceré di tutti i territori scoperti. Gli fu inoltre assicurato un titolo ereditario e il 10% di tutti i metalli preziosi estratti nelle terre che avrebbe conquistato.
Così nell' agosto del 1492 Colombo lasciò la spagna, con a seguito una piccola flotta costituita da una nave più grande e da due caravelle di minori dimensioni. Dopo due mesi di navigazione, ancora non si vedeva alcuna terra in vista e cresceva la sfiducia dell'equipaggio nei confronti del proprio comandante. Proprio quando ormai si stavano perdendo le speranze, all'alba del 12 ottobre 1492, la terra fu avvistata e, la spedizione sbarcò in un'isola delle Bahamas, che venne ribattezzata San Salvador. Nelle settimane successive le tre navi approdarono nell'attuale Cuba e a Hispaniola, tutte isole che Colombo riteneva fossero situate nei mari dell'Asia. Nel mese di dicembre la Santa María, la nave più grande, naufragò e le rimanenti due caravelle iniziarono il viaggio di ritorno e raggiunsero la Spagna nel marzo 1493. L'accoglienza dei monarchi fu entusiastica e Colombo si vide confermare i riconoscimenti garantiti dal suo contratto. Nel settembre di quello stesso anno Colombo lasciò la Spagna per una seconda spedizione, questa volta con un seguito di 17 navi e 1500 uomini di equipaggio. Nel corso del viaggio sbarcò in diverse isole e nelle vicinanze del Capo Isabella, fondò la Colonia di Isabella, che fu il primo insediamento fisso europeo nel Nuovo Mondo. Al suo ritorno i sovrani gli promisero che avrebbero finanziato una sua nuova spedizione, che fu organizzata però solo due anni dopo.
Colombo partì così per il suo terzo viaggio nel 1498, durante il quale avvistò e visitò numerose altre isole. Ma il modo negativo in cui gestiva la Colonia, indusse i sovrani a levargli l'incarico di governatore e a farlo ritornare in Spagna in stato di arresto. Dopo aver convinto la Regina a liberarlo e a concedergli un'ultima occasione, nel 1502 partì per una quarta spedizione, alla ricerca di un nuovo passaggio che lo avrebbe condotto direttamente in Asia. La spedizione continuò per circa due anni, incontrando lungo il suo tragitto anche un uragano che gli fece perdere due navi, ma senza alcun risultato nel 1504 i pochi superstiti fecero ritorno in Spagna.
E mentre Colombo trascorreva gli ultimi anni della sua vita, un altro navigatore Italiano di nome Amerigo Vespucci aveva compiuto anch'egli diverse spedizioni nelle nuove terre scoperte; in seguito ad alcuni studi, capì che quei territori non facevano parte dell'Asia, ma di un nuovo continente che egli chiamò "Nuovo Mondo". Proprio grazie a questa intuizione, nel 1516 il Nuovo Mondo prese interamente il nome di America.
Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo raggiungeva la costa navigando ad occidente.
Dopo la caduta di Costantinopoli avvenuta nel 1453, il commercio tra Oriente e Occidente ebbe una crisi. Poichè i Turchi impedivano di raggiungere l'Oriente e quindi di fare progredire il commercio, molti navigatori si misero all'opera per cercare nuove vie di comunicazione con l'Oriente cercando di aggirare lo sbarramento turco.
Un navigatore genovese, Cristoforo Colombo, basandosi sulle informazioni raccolte nel corso dei suoi viaggi e sullo studio delle carte nautiche disegnate dal fratello, si convinse che la Terra fosse almeno del 25% più piccola di quanto all'epoca si riteneva, e che fosse occupata per la maggior parte da terre emerse. Sulla base di queste errate considerazioni, Colombo ritenne con sicurezza di poter raggiungere rapidamente l'Asia navigando verso occidente.
Nel 1484 sottopose la sua teoria al re del Portogallo Giovanni II, che però rifiutò di finanziare la spedizione, in quanto i suoi calcoli erano ritenuti sbagliati. Colombo si trasferì quindi in Spagna, dove il suo progetto ottenne il sostegno di numerose persone importanti, che nel 1486 gli assicurarono un incontro con la regina Isabella di Castiglia. Come già era accaduto in Portogallo, anche in Spagna inizialmente il suo piano fu respinto, ma Colombo insistette tanto, che nell'aprile del 1492, Ferdinando II e Isabella accettarono di finanziare la sua spedizione. Il contratto stipulato con i regnanti stabiliva che Colombo sarebbe diventato viceré di tutti i territori scoperti. Gli fu inoltre assicurato un titolo ereditario e il 10% di tutti i metalli preziosi estratti nelle terre che avrebbe conquistato.
Così nell' agosto del 1492 Colombo lasciò la spagna, con a seguito una piccola flotta costituita da una nave più grande e da due caravelle di minori dimensioni. Dopo due mesi di navigazione, ancora non si vedeva alcuna terra in vista e cresceva la sfiducia dell'equipaggio nei confronti del proprio comandante. Proprio quando ormai si stavano perdendo le speranze, all'alba del 12 ottobre 1492, la terra fu avvistata e, la spedizione sbarcò in un'isola delle Bahamas, che venne ribattezzata San Salvador. Nelle settimane successive le tre navi approdarono nell'attuale Cuba e a Hispaniola, tutte isole che Colombo riteneva fossero situate nei mari dell'Asia. Nel mese di dicembre la Santa María, la nave più grande, naufragò e le rimanenti due caravelle iniziarono il viaggio di ritorno e raggiunsero la Spagna nel marzo 1493. L'accoglienza dei monarchi fu entusiastica e Colombo si vide confermare i riconoscimenti garantiti dal suo contratto. Nel settembre di quello stesso anno Colombo lasciò la Spagna per una seconda spedizione, questa volta con un seguito di 17 navi e 1500 uomini di equipaggio. Nel corso del viaggio sbarcò in diverse isole e nelle vicinanze del Capo Isabella, fondò la Colonia di Isabella, che fu il primo insediamento fisso europeo nel Nuovo Mondo. Al suo ritorno i sovrani gli promisero che avrebbero finanziato una sua nuova spedizione, che fu organizzata però solo due anni dopo.
Colombo partì così per il suo terzo viaggio nel 1498, durante il quale avvistò e visitò numerose altre isole. Ma il modo negativo in cui gestiva la Colonia, indusse i sovrani a levargli l'incarico di governatore e a farlo ritornare in Spagna in stato di arresto. Dopo aver convinto la Regina a liberarlo e a concedergli un'ultima occasione, nel 1502 partì per una quarta spedizione, alla ricerca di un nuovo passaggio che lo avrebbe condotto direttamente in Asia. La spedizione continuò per circa due anni, incontrando lungo il suo tragitto anche un uragano che gli fece perdere due navi, ma senza alcun risultato nel 1504 i pochi superstiti fecero ritorno in Spagna.
E mentre Colombo trascorreva gli ultimi anni della sua vita, un altro navigatore Italiano di nome Amerigo Vespucci aveva compiuto anch'egli diverse spedizioni nelle nuove terre scoperte; in seguito ad alcuni studi, capì che quei territori non facevano parte dell'Asia, ma di un nuovo continente che egli chiamò "Nuovo Mondo". Proprio grazie a questa intuizione, nel 1516 il Nuovo Mondo prese interamente il nome di America.
sabato 16 gennaio 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 16 gennaio.
Il 16 gennaio 1920 entra in vigore negli USA il cosiddetto Proibizionismo.
Con il termine Proibizionismo si intende il periodo della storia americana che va dal 16 gennaio 1920 al 5 dicembre 1933.
La nascita del proibizionismo, come sempre, ha concause culturali, sociali e religiose. Da una parte il problema dell’alcool nella società, soprattutto nei maltrattamenti sulle donne all’interno delle mura domestiche da parte di padri o mariti ubriachi. Dall’altra il consolidarsi, anche a livello politico, delle famose Società di Temperanza, gruppi religiosi o gruppi politici moralisti e fondamentalisti, le quali affermavano che la causa dell’assenteismo e dello scarso rendimento sul lavoro, nonchè dei maltrattamenti domestici, nonchè addirittura della criminalità stessa, fosse da ricercare nell’uso di alcool.
In tale senso, il XVIII emendamento trovò forti sostenitori anche tra i grandi industriali, tra cui John D. Rockefeller, Henry Ford ed Henry Joy, i quali aderirono all’Anti Saloon League apportando notevoli quantità di denaro.
Per avere un’idea del potere raggiunto da questi gruppi religiosi a livello politico, basti pensare che ad esempio riuscirono a far bandire dall’America l’Ulisse di James Joyce in quanto il protagonista, nel corso della storia, si masturba.
Con i fondi a disposizione e idee ben radicate, le società di temperanza cominciarono a parlare al popolo usando i numeri e promuovendo il regime “dry” (asciutto).
"I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese", citano le statistiche del Congresso fornite dalla Anti-Saloon League nel 1914.
"I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell'inferno si sono chiuse per sempre", dichiarò il Senatore Andrew Volsted il 17 gennaio del 1919, all’indomani dell’entrata in vigore della legge da lui stesso promossa.
La legge, come detto, entrò in vigore il 16 gennaio 1920. Il 15 gennaio vi fu quindi l’assalto ai saloon da parte dei bevitori, che fecero incetta delle ultime bottiglie rimaste.
Per capire quanto questa legge fosse ben vista anche dalla mafia locale per le prospettive di guadagno, basti pensare che già nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, a mezzanotte e trequarti (45 minuti dopo l’entrata in vigore), a Chicago una banda armata assaltò un treno e rapinò un carico di whiskey del valore di 100.000 dollari, dando così il via ufficiale al traffico degli alcoolici.
Va da se infatti che le prime conseguenze di un regime di proibizione, di qualunque sostanza, sono la sua comparsa sul mercato nero (in forma spesso nociva ed adulterata) e il suo aumento esponenziale di prezzo.
Il prezzo ad esempio del whiskey canadese nel mercato nero americano era di dieci volte il prezzo di acquisto in Canada (dove era ancora legale). Stessa cosa accadeva per il rum, portato al confine delle acque territoriali dai contrabandieri e infine portato su suolo americano dai rumrunners, che facevano la spola tra le imbarcazioni cariche al largo della costa e i porti.
Uno dei tentativi di ridurre quest’ultimo fenomeno, fu quello di duplicare la distanza dalla costa delle acque territoriali, ma come sempre in questi casi, si rende la cosa più complicata ma non la si risolve. Certo è che questa manovra consentì di avere presto un declino a questo tipo di importazione, preferendo il passaggio di confine con il Canada o il Messico e vedendo così il declino anche dell’importazione clandestina di rum in favore di whiskey canadese, tequila e mezcal.
Va da se quindi alla luce di tutto questo che il proibizionismo e i “ruggenti anni venti” furono indissolubilmente legati alla nascita del “Gangsterismo”, del quale la figura di spicco è senza dubbio Alphonse Capone. La sua fortuna infatti, come quella di molti altri criminali di spicco di quegli anni, fu raggiunta tramite il commercio di alcool nel mercato nero.
Al Capone si riforniva di alcool dalla Florida, dal Messico e dal Canada, nonchè da alcuni distillatori clandestini di Chicago, rivendendo poi queste bottiglie agli Speakeasy, ovvero locali in cui gli alcoolici venivano venduti al pubblico illegalmente.
La nascita di questi locali, ramificati sul territorio, portava ovviamente le bande rivali allo scontro per il controllo del territorio stesso. Così cominciarono a vedersi per strada i primi scontri a fuoco, sempre più frequenti.
Al Capone, ormai personaggio pubblico, in una delle sue interviste rilasciò una dichiarazione sconcertante in merito: “Ho fatto i soldi fornendo un prodotto richiesto dalla gente. Se questo è illegale, anche i miei clienti, centinaia di persone della buona società, infrangono la legge. La sola differenza fra noi è che io vendo e loro comprano. Tutti mi chiamano gangster. Io mi definisco un uomo d'affari"
Nel 1929 il Congresso votò un ampliamento alla legge sul Proibizionismo, ritenendo che la stessa non avesse funzionato per quasi un decennio a causa della sua blandezza, approvando una norma che prevedeva pene detentive anche per chi consumasse alcool e non solo per chi lo fabbricava/vendeva/deteneva. La teoria era la solita: “se arrestiamo chi beve, limitiamo i clienti ed il traffico”.
Ma in verità a distanza di anni il proibizionismo mostrò effetti diametralmente opposti a quelli tanto decantati al varo della legge, tanto che si cominciò a discutere sull’abolizione della legge. La gente cominciò a scendere in piazza per dimostrare contro il regime di intolleranza e gli stessi industriali “sostenitori” dell’anti-saloon league, si accorsero ben presto che il Governo degli Stati Uniti, non ricevendo più proventi dalla tassa sull’importazione di alcool, cominciò ad aumentare la pressione fiscale sulle grandi aziende, tra cui le loro.
Questo portò personaggi del calibro di Rockefeller e Joy a fare un passo indietro e ad ammettere il loro errore.
Dopo il fallimento del Proibizionismo anche in Norvegia (1919-1926) e Finlandia (1919-1932), con il 73% dei voti, nel 1933, il Congresso degli Stati Uniti votò a favore del ventunesimo emendamento che interdiva ciò che era sancito nel diciottesimo emendamento, cioè di fatto sanciva la fine del proibizionismo, ad un anno dall’elezione di Roosvelt alla Casa Bianca.
Il 16 gennaio 1920 entra in vigore negli USA il cosiddetto Proibizionismo.
Con il termine Proibizionismo si intende il periodo della storia americana che va dal 16 gennaio 1920 al 5 dicembre 1933.
La nascita del proibizionismo, come sempre, ha concause culturali, sociali e religiose. Da una parte il problema dell’alcool nella società, soprattutto nei maltrattamenti sulle donne all’interno delle mura domestiche da parte di padri o mariti ubriachi. Dall’altra il consolidarsi, anche a livello politico, delle famose Società di Temperanza, gruppi religiosi o gruppi politici moralisti e fondamentalisti, le quali affermavano che la causa dell’assenteismo e dello scarso rendimento sul lavoro, nonchè dei maltrattamenti domestici, nonchè addirittura della criminalità stessa, fosse da ricercare nell’uso di alcool.
In tale senso, il XVIII emendamento trovò forti sostenitori anche tra i grandi industriali, tra cui John D. Rockefeller, Henry Ford ed Henry Joy, i quali aderirono all’Anti Saloon League apportando notevoli quantità di denaro.
Per avere un’idea del potere raggiunto da questi gruppi religiosi a livello politico, basti pensare che ad esempio riuscirono a far bandire dall’America l’Ulisse di James Joyce in quanto il protagonista, nel corso della storia, si masturba.
Con i fondi a disposizione e idee ben radicate, le società di temperanza cominciarono a parlare al popolo usando i numeri e promuovendo il regime “dry” (asciutto).
"I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese", citano le statistiche del Congresso fornite dalla Anti-Saloon League nel 1914.
"I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell'inferno si sono chiuse per sempre", dichiarò il Senatore Andrew Volsted il 17 gennaio del 1919, all’indomani dell’entrata in vigore della legge da lui stesso promossa.
La legge, come detto, entrò in vigore il 16 gennaio 1920. Il 15 gennaio vi fu quindi l’assalto ai saloon da parte dei bevitori, che fecero incetta delle ultime bottiglie rimaste.
Per capire quanto questa legge fosse ben vista anche dalla mafia locale per le prospettive di guadagno, basti pensare che già nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, a mezzanotte e trequarti (45 minuti dopo l’entrata in vigore), a Chicago una banda armata assaltò un treno e rapinò un carico di whiskey del valore di 100.000 dollari, dando così il via ufficiale al traffico degli alcoolici.
Va da se infatti che le prime conseguenze di un regime di proibizione, di qualunque sostanza, sono la sua comparsa sul mercato nero (in forma spesso nociva ed adulterata) e il suo aumento esponenziale di prezzo.
Il prezzo ad esempio del whiskey canadese nel mercato nero americano era di dieci volte il prezzo di acquisto in Canada (dove era ancora legale). Stessa cosa accadeva per il rum, portato al confine delle acque territoriali dai contrabandieri e infine portato su suolo americano dai rumrunners, che facevano la spola tra le imbarcazioni cariche al largo della costa e i porti.
Uno dei tentativi di ridurre quest’ultimo fenomeno, fu quello di duplicare la distanza dalla costa delle acque territoriali, ma come sempre in questi casi, si rende la cosa più complicata ma non la si risolve. Certo è che questa manovra consentì di avere presto un declino a questo tipo di importazione, preferendo il passaggio di confine con il Canada o il Messico e vedendo così il declino anche dell’importazione clandestina di rum in favore di whiskey canadese, tequila e mezcal.
Va da se quindi alla luce di tutto questo che il proibizionismo e i “ruggenti anni venti” furono indissolubilmente legati alla nascita del “Gangsterismo”, del quale la figura di spicco è senza dubbio Alphonse Capone. La sua fortuna infatti, come quella di molti altri criminali di spicco di quegli anni, fu raggiunta tramite il commercio di alcool nel mercato nero.
Al Capone si riforniva di alcool dalla Florida, dal Messico e dal Canada, nonchè da alcuni distillatori clandestini di Chicago, rivendendo poi queste bottiglie agli Speakeasy, ovvero locali in cui gli alcoolici venivano venduti al pubblico illegalmente.
La nascita di questi locali, ramificati sul territorio, portava ovviamente le bande rivali allo scontro per il controllo del territorio stesso. Così cominciarono a vedersi per strada i primi scontri a fuoco, sempre più frequenti.
Al Capone, ormai personaggio pubblico, in una delle sue interviste rilasciò una dichiarazione sconcertante in merito: “Ho fatto i soldi fornendo un prodotto richiesto dalla gente. Se questo è illegale, anche i miei clienti, centinaia di persone della buona società, infrangono la legge. La sola differenza fra noi è che io vendo e loro comprano. Tutti mi chiamano gangster. Io mi definisco un uomo d'affari"
Nel 1929 il Congresso votò un ampliamento alla legge sul Proibizionismo, ritenendo che la stessa non avesse funzionato per quasi un decennio a causa della sua blandezza, approvando una norma che prevedeva pene detentive anche per chi consumasse alcool e non solo per chi lo fabbricava/vendeva/deteneva. La teoria era la solita: “se arrestiamo chi beve, limitiamo i clienti ed il traffico”.
Ma in verità a distanza di anni il proibizionismo mostrò effetti diametralmente opposti a quelli tanto decantati al varo della legge, tanto che si cominciò a discutere sull’abolizione della legge. La gente cominciò a scendere in piazza per dimostrare contro il regime di intolleranza e gli stessi industriali “sostenitori” dell’anti-saloon league, si accorsero ben presto che il Governo degli Stati Uniti, non ricevendo più proventi dalla tassa sull’importazione di alcool, cominciò ad aumentare la pressione fiscale sulle grandi aziende, tra cui le loro.
Questo portò personaggi del calibro di Rockefeller e Joy a fare un passo indietro e ad ammettere il loro errore.
Dopo il fallimento del Proibizionismo anche in Norvegia (1919-1926) e Finlandia (1919-1932), con il 73% dei voti, nel 1933, il Congresso degli Stati Uniti votò a favore del ventunesimo emendamento che interdiva ciò che era sancito nel diciottesimo emendamento, cioè di fatto sanciva la fine del proibizionismo, ad un anno dall’elezione di Roosvelt alla Casa Bianca.
lunedì 18 giugno 2012
Pensavo di essere nel #Paradiso Terrestre, Amerigo #Vespucci, #Lettere del #Codice #Valienti #citazione #Nuovo Mondo #selvaggio #America #indios #scoperte geografiche #stato di natura #primitivo #Guyana
In 64 dì ariviamo a una terra nuova la quale […] trovammo piena di abitatori, dove notai maraviglose chose di dio e della natura, donde diterminai di dare notizie di parte d’esse a vostra magnificenza chome sempre o fato de li altri viaggi. […]
Questa terra è molto amena, e piena d’infiniti alberi verdi e molto grandi, e mai non perdono foglie, e tutti anno odori soavissimi e aromatici e produchono infinitesime frute, e molte di esse buone al ghusto e salutifere al chorpo; e’ chanpi producono molte erbe fiori e radice, tanto che in fra me pensavo eser presso al paradiso teresto. […]
Trovammo tutta la terra eser abiata da gente tutta iniuda, così l’omini chome le donne sanza choprirsi di vergogna nesuna. […] Molto travaglai ad intendere loro vita e chostumi, perché 27 dì mangai e dormì in fra loro, e quello di loro chonobbi e’ el seghuente apresso.
Non tengono né legge né fede nessuna, vivono secondo natura, non chonoschono immortalità d’anima, non tenghono in fra loro beni propi perche tuto è comune: non tenghono termini di rengni e di provinca: non anno re, né ubidischono a nessuno: ognuno è signore di se. […]
(Amerigo Vespucci, Lettere del Codice Valienti (1504-1505), brano citato in Antonio Brancati, Trebi Pagliarani, Voci della storia e dell’attualità, 1. Dal Mille alla metà del Seicento, Firenze, La Nuova Italia – RCS Libri, 2012, p. 283)
[Vespucci sta scrivendo al banchiere Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico. Vespucci era sbarcato in Guyana. La sua spedizione sarebbe poi proseguita lungo la costa, verso sud, fino alla foce del Rio delle Amazzoni]
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