Buongiorno, oggi è il 14 febbraio.
Il 14 febbraio 1929 avvenne a Chicago uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia della malavita.
Chicago è contesa tra la banda degli italo americani di Al Capone e quella degli irlandesi di Bugs Moran per la gestione dei traffici illeciti.
Sarà Sam Giancana, autista e uomo di fiducia di Al Capone, a dirigere l’operazione, tanto semplice e geniale quanto spietata e raccapricciante. Come data viene scelta il 14 febbraio, giorno nel quale Capone si trova a Miami, convocato da un giudice federale per un interrogatorio. Quale giorno migliore per un alibi di ferro? Gli uomini di Capone si presentano da quelli di Bugs travestiti da poliziotti. Colti di sorpresa, questi ultimi si lasciano disarmare e portare via. Ma la destinazione che li attende non è una caserma, bensì un garage, dove vengono uccisi a colpi di mitragliatore. Almeno cinquanta colpi sparati per ogni corpo.
Per molti anni l’alibi di Al Capone regge, anche perché i pochi testimoni della scena hanno visto dei poliziotti aggirarsi sul luogo della strage, e la tesi sposata fu a lungo quella di un’esecuzione di poliziotti corrotti che volevano mettere a tacere testimoni che sapevano troppo.
Solo 40 anni dopo un vecchio gangster, Alphonse Karpis, fece luce sui fatti.
Bugsy Moran fu il solo superstite, una vittima gli somigliava moltissimo e probabilmente fu uccisa al posto suo. Fuggì e sparì per sempre. Al Capone rimase unico e incontrastato padrone di Chicago molto a lungo, e stipendiava personalmente persino la polizia locale.
Da questa vicenda fu tratto un film, il massacro del giorno di San Valentino, diretto da Roger Corman nel 67, in cui uno sconosciuto Jack Nicholson (la fama venne 2 anni più tardi con Easy Rider) fa da comparsa in una piccola scena mentre scarica merci da un'auto.
Questo episodio inoltre fa da pretesto all'evolversi della storia di "A qualcuno piace caldo", diretto da BIlly Wilder del 59, uno dei più famosi e divertenti film di Marylin Monroe, con la esilarante coppia Tony Curtis e Jack Lemmon.
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sabato 14 febbraio 2026
martedì 4 maggio 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 4 maggio.
Il 4 maggio 1932 Al Capone inizia a scontare la sua pena di 11 anni nel carcere di Atlanta, per evasione fiscale.
Il noto gangster italo-americano Alphonse Gabriel Capone nasce nel quartiere di Brooklyn, a New York (USA) il 17 gennaio del 1899, da genitori emigranti provenienti da Castellammare di Stabia: la madre è Teresa Raiola, il padre di professione barbiere è Gabriele Caponi (il cognome di Al viene modificato presumibilmente per errore dall'anagrafe americana).
Al Capone cresce in un ambiente degradato e prende presto contatto con piccole gang di microcriminalità minorile; tra i suoi compagni di scuola c'è Salvatore Lucania, meglio noto come Lucky Luciano. Alphonse viene espulso dalla scuola in seguito alle percosse perpetrate ai danni di un docente: entra in seguito nella banda dei "Five Pointers" di Frankie Yale.
In questo periodo gli viene affibbiato il soprannome di "Scarface" (faccia con cicatrice) a causa di una vistosa cicatrice sulla guancia causata da una coltellata infertagli da Frank Galluccio, sulla cui sorella Al aveva espresso commenti pesanti.
Lavorando per Frankie Yale, Capone viene arrestato una prima volta per reati minori; in seguito uccide due uomini, ma nessuna accusa viene mossa contro di lui, protetto dall'omertà.
Dopo aver gravemente ferito un membro di una banda rivale, nel 1919 Yale lo allontana per far calmare le acque, mandando Capone a Chicago, nell'Illinois. Nella sua nuova base operativa, Capone si mette al servizio di Johnny Torrio, discepolo di Big Jim Colosimo.
Torrio gli affida la gestione delle scommesse clandestine e nel tempo diventa il suo braccio destro, acquisendo la direzione di tutte le attività illegali della banda. Accade poi che una lunga tregua tra bande rivali venga violata: Torrio viene ferito in un attentato; psicologicamente scosso, il boss fa ritorno in Italia e il comando passa ad Al Capone, con il consenso anche della banda rivale di Chicago: il suo soprannome ora è "the big fellow" (il bravo ragazzo).
L'idea innovativa e vincente per Capone è quella di investire parte dei ricavati delle attività illegali, in attività canoniche e legali, separando la gestione contabile: questa mossa porta all'organizzazione rilevanti introiti leciti che coprono quelli illeciti. Questi sono gli anni del proibizionismo: Capone può tranquillamente controllare la distribuzione e il commercio degli alcoolici, grazie alla corruzione degli ambienti politici.
Tra i politici pagati c'è anche il primo cittadino, il sindaco William Hale Thompson, Jr. ("Big Bill"). Chicago ad un certo momento è sotto i riflettori di tutti gli Stati Uniti per l'alto tasso di criminalità e per l'impudenza ormai leggendaria delle gang. Nonostante nessuna accusa formale raggiunga Al Capone, questi viene da tutti considerato il personaggio di spicco della malavita organizzata di Chicago.
Una delle pratiche ricorrenti di Capone è quella di ordinare numerosi omicidi (sovente la vittime sono testimoni di altri crimini commessi) che avvengono prendendo in affitto un appartamento di fronte all'abitazione della vittima e facendola colpire con fucili di precisione da abili tiratori scelti.
Sebbene nel frattempo Al Capone si sia trasferito in Florida, è lui il mandante della famigerata "strage di San Valentino": il 14 febbraio 1929 quattro uomini di Capone, travestiti da poliziotti, irrompono in un garage al numero 2212 di North Clark Street, indirizzo del quartier generale di George "Bugs" Moran, il suo principale concorrente nel mercato degli alcolici; i sette presenti vengono allineati lungo un muro, come per un normale controllo di polizia e subito fucilati con colpi alla schiena. L'episodio viene ricordato ancora oggi come uno dei più cruenti regolamenti di conti malavitosi.
Nella storia di questo famigerato criminale c'è anche un gesto che appare caritatevole: durante la gravissima crisi economica del 1929, in cui milioni di americani sono costretti alla fame, Capone ordina che le sue aziende che operano nel campo della ristorazione e dell'abbigliamento, distribuiscano gratuitamente cibi e vestiti ai più bisognosi.
Tuttavia l'espansione dell'impero malavitoso prosegue con violenza arrivando anche ad acquisire nuovi insediamenti: il sobborgo di Forest View viene da tutti ribattezzato in "Caponeville", un luogo dove gli uomini della banda girano armati per le strade al pari di una forza di polizia. Nello stesso luogo, sempre nel 1929, accade che Al Capone venga arrestato per possesso illegale di un'arma da fuoco, ma presto rilasciato.
Nel 1930 Al Capone è nella lista dei maggiori ricercati dell'FBI e viene dichiarato "nemico pubblico numero 1" della città di Chicago. Le difficoltà di catturare Capone e incriminarlo per i gravi reati a cui fa capo, risiedono nella precisa organizzazione malavitosa costruita, ma soprattutto per la protezione omertosa che fornisce sempre solidi alibi. L'America intanto dibatte sulla possibilità di tassare i redditi provenienti da attività illecite: ottenuto l'avallo legislativo, una squadra di agenti federali dell'ufficio delle imposte, comandata da Elliot Ness e composta da un pool di super-esperti e incorruttibili funzionari, si guadagna l'opportunità di indagare sulle attività di Capone. La squadra viene definita degli "Intoccabili": la loro storia viene ben raffigurata nel film "The Untouchables" del 1987 diretto da Brian De Palma (Elliot Ness è interpretato da Kevin Costner; nella squadra ci sono Andy Garcia e Sean Connery, vincitore dell'Oscar come attore non protagonista; Robert De Niro veste i panni di Al Capone).
Gli intoccabili, sempre alle costole di Capone, analizzano ogni più piccolo movimento finanziario sospetto senza arrivare però a nulla: nulla infatti è direttamente intestato a Capone, il quale agisce sempre attraverso prestanome. Viene sfruttato un piccolissimo errore, un minuscolo foglietto di carta nel quale compare il nome di Al Capone. Il foglio diventa la chiave di volta dell'intera indagine e viene sfruttato per arrivare ad altre prove e alla fine ad un vasto impianto accusatorio. Grazie al lavoro del pool, Al Capone viene rinviato a giudizio per evasione fiscale, con ben ventitre capi d'accusa.
In ambito processuale gli avvocati difensori propongono un patteggiamento, che tuttavia il giudice rifiuta. Capone allora corrompe la giuria popolare però questa all'ultimo istante, la sera prima del processo, viene sostituita completamente. La nuova giuria raggiunge un verdetto di colpevolezza solo per una parte dei reati di cui Capone è accusato, ad ogni modo sufficiente perché gli venga assegnata una condanna a undici anni di carcere ed una sanzione economica nell'ordine degli 80 mila dollari.
Viene inviato ad Atlanta, in Georgia, in uno dei carceri statunitensi più duri; Capone senza grandi fatiche, attraverso la corruzione degli alti piani del carcere, ottiene lussi e privilegi. Di fatto anche dal carcere continua a gestire i suoi interessi. Viene allora trasferito nel noto carcere di Alcatraz, isola al largo di San Francisco (California): tutti i contatti con l'esterno vengono interrotti e Capone non ha altra speranza che seguire le regole di una buona condotta.
Mentre è ad Alcatraz gli vengono diagnosticati i primi segni di una forma di demenza causata dalla sifilide, contratta in precedenza. Viene così internato in una struttura ospedaliera carceraria. Viene liberato nel 1939 e si ritira in Florida, dove convive con il suo problema mentale, che gli impedisce di seguire le attività criminali che aveva lasciato.
In seguito ad un colpo apoplettico e dopo una breve agonia Al Capone muore di arresto cardiaco il giorno 25 gennaio 1947 a Miami.
Il 4 maggio 1932 Al Capone inizia a scontare la sua pena di 11 anni nel carcere di Atlanta, per evasione fiscale.
Il noto gangster italo-americano Alphonse Gabriel Capone nasce nel quartiere di Brooklyn, a New York (USA) il 17 gennaio del 1899, da genitori emigranti provenienti da Castellammare di Stabia: la madre è Teresa Raiola, il padre di professione barbiere è Gabriele Caponi (il cognome di Al viene modificato presumibilmente per errore dall'anagrafe americana).
Al Capone cresce in un ambiente degradato e prende presto contatto con piccole gang di microcriminalità minorile; tra i suoi compagni di scuola c'è Salvatore Lucania, meglio noto come Lucky Luciano. Alphonse viene espulso dalla scuola in seguito alle percosse perpetrate ai danni di un docente: entra in seguito nella banda dei "Five Pointers" di Frankie Yale.
In questo periodo gli viene affibbiato il soprannome di "Scarface" (faccia con cicatrice) a causa di una vistosa cicatrice sulla guancia causata da una coltellata infertagli da Frank Galluccio, sulla cui sorella Al aveva espresso commenti pesanti.
Lavorando per Frankie Yale, Capone viene arrestato una prima volta per reati minori; in seguito uccide due uomini, ma nessuna accusa viene mossa contro di lui, protetto dall'omertà.
Dopo aver gravemente ferito un membro di una banda rivale, nel 1919 Yale lo allontana per far calmare le acque, mandando Capone a Chicago, nell'Illinois. Nella sua nuova base operativa, Capone si mette al servizio di Johnny Torrio, discepolo di Big Jim Colosimo.
Torrio gli affida la gestione delle scommesse clandestine e nel tempo diventa il suo braccio destro, acquisendo la direzione di tutte le attività illegali della banda. Accade poi che una lunga tregua tra bande rivali venga violata: Torrio viene ferito in un attentato; psicologicamente scosso, il boss fa ritorno in Italia e il comando passa ad Al Capone, con il consenso anche della banda rivale di Chicago: il suo soprannome ora è "the big fellow" (il bravo ragazzo).
L'idea innovativa e vincente per Capone è quella di investire parte dei ricavati delle attività illegali, in attività canoniche e legali, separando la gestione contabile: questa mossa porta all'organizzazione rilevanti introiti leciti che coprono quelli illeciti. Questi sono gli anni del proibizionismo: Capone può tranquillamente controllare la distribuzione e il commercio degli alcoolici, grazie alla corruzione degli ambienti politici.
Tra i politici pagati c'è anche il primo cittadino, il sindaco William Hale Thompson, Jr. ("Big Bill"). Chicago ad un certo momento è sotto i riflettori di tutti gli Stati Uniti per l'alto tasso di criminalità e per l'impudenza ormai leggendaria delle gang. Nonostante nessuna accusa formale raggiunga Al Capone, questi viene da tutti considerato il personaggio di spicco della malavita organizzata di Chicago.
Una delle pratiche ricorrenti di Capone è quella di ordinare numerosi omicidi (sovente la vittime sono testimoni di altri crimini commessi) che avvengono prendendo in affitto un appartamento di fronte all'abitazione della vittima e facendola colpire con fucili di precisione da abili tiratori scelti.
Sebbene nel frattempo Al Capone si sia trasferito in Florida, è lui il mandante della famigerata "strage di San Valentino": il 14 febbraio 1929 quattro uomini di Capone, travestiti da poliziotti, irrompono in un garage al numero 2212 di North Clark Street, indirizzo del quartier generale di George "Bugs" Moran, il suo principale concorrente nel mercato degli alcolici; i sette presenti vengono allineati lungo un muro, come per un normale controllo di polizia e subito fucilati con colpi alla schiena. L'episodio viene ricordato ancora oggi come uno dei più cruenti regolamenti di conti malavitosi.
Nella storia di questo famigerato criminale c'è anche un gesto che appare caritatevole: durante la gravissima crisi economica del 1929, in cui milioni di americani sono costretti alla fame, Capone ordina che le sue aziende che operano nel campo della ristorazione e dell'abbigliamento, distribuiscano gratuitamente cibi e vestiti ai più bisognosi.
Tuttavia l'espansione dell'impero malavitoso prosegue con violenza arrivando anche ad acquisire nuovi insediamenti: il sobborgo di Forest View viene da tutti ribattezzato in "Caponeville", un luogo dove gli uomini della banda girano armati per le strade al pari di una forza di polizia. Nello stesso luogo, sempre nel 1929, accade che Al Capone venga arrestato per possesso illegale di un'arma da fuoco, ma presto rilasciato.
Nel 1930 Al Capone è nella lista dei maggiori ricercati dell'FBI e viene dichiarato "nemico pubblico numero 1" della città di Chicago. Le difficoltà di catturare Capone e incriminarlo per i gravi reati a cui fa capo, risiedono nella precisa organizzazione malavitosa costruita, ma soprattutto per la protezione omertosa che fornisce sempre solidi alibi. L'America intanto dibatte sulla possibilità di tassare i redditi provenienti da attività illecite: ottenuto l'avallo legislativo, una squadra di agenti federali dell'ufficio delle imposte, comandata da Elliot Ness e composta da un pool di super-esperti e incorruttibili funzionari, si guadagna l'opportunità di indagare sulle attività di Capone. La squadra viene definita degli "Intoccabili": la loro storia viene ben raffigurata nel film "The Untouchables" del 1987 diretto da Brian De Palma (Elliot Ness è interpretato da Kevin Costner; nella squadra ci sono Andy Garcia e Sean Connery, vincitore dell'Oscar come attore non protagonista; Robert De Niro veste i panni di Al Capone).
Gli intoccabili, sempre alle costole di Capone, analizzano ogni più piccolo movimento finanziario sospetto senza arrivare però a nulla: nulla infatti è direttamente intestato a Capone, il quale agisce sempre attraverso prestanome. Viene sfruttato un piccolissimo errore, un minuscolo foglietto di carta nel quale compare il nome di Al Capone. Il foglio diventa la chiave di volta dell'intera indagine e viene sfruttato per arrivare ad altre prove e alla fine ad un vasto impianto accusatorio. Grazie al lavoro del pool, Al Capone viene rinviato a giudizio per evasione fiscale, con ben ventitre capi d'accusa.
In ambito processuale gli avvocati difensori propongono un patteggiamento, che tuttavia il giudice rifiuta. Capone allora corrompe la giuria popolare però questa all'ultimo istante, la sera prima del processo, viene sostituita completamente. La nuova giuria raggiunge un verdetto di colpevolezza solo per una parte dei reati di cui Capone è accusato, ad ogni modo sufficiente perché gli venga assegnata una condanna a undici anni di carcere ed una sanzione economica nell'ordine degli 80 mila dollari.
Viene inviato ad Atlanta, in Georgia, in uno dei carceri statunitensi più duri; Capone senza grandi fatiche, attraverso la corruzione degli alti piani del carcere, ottiene lussi e privilegi. Di fatto anche dal carcere continua a gestire i suoi interessi. Viene allora trasferito nel noto carcere di Alcatraz, isola al largo di San Francisco (California): tutti i contatti con l'esterno vengono interrotti e Capone non ha altra speranza che seguire le regole di una buona condotta.
Mentre è ad Alcatraz gli vengono diagnosticati i primi segni di una forma di demenza causata dalla sifilide, contratta in precedenza. Viene così internato in una struttura ospedaliera carceraria. Viene liberato nel 1939 e si ritira in Florida, dove convive con il suo problema mentale, che gli impedisce di seguire le attività criminali che aveva lasciato.
In seguito ad un colpo apoplettico e dopo una breve agonia Al Capone muore di arresto cardiaco il giorno 25 gennaio 1947 a Miami.
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sabato 16 gennaio 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 16 gennaio.
Il 16 gennaio 1920 entra in vigore negli USA il cosiddetto Proibizionismo.
Con il termine Proibizionismo si intende il periodo della storia americana che va dal 16 gennaio 1920 al 5 dicembre 1933.
La nascita del proibizionismo, come sempre, ha concause culturali, sociali e religiose. Da una parte il problema dell’alcool nella società, soprattutto nei maltrattamenti sulle donne all’interno delle mura domestiche da parte di padri o mariti ubriachi. Dall’altra il consolidarsi, anche a livello politico, delle famose Società di Temperanza, gruppi religiosi o gruppi politici moralisti e fondamentalisti, le quali affermavano che la causa dell’assenteismo e dello scarso rendimento sul lavoro, nonchè dei maltrattamenti domestici, nonchè addirittura della criminalità stessa, fosse da ricercare nell’uso di alcool.
In tale senso, il XVIII emendamento trovò forti sostenitori anche tra i grandi industriali, tra cui John D. Rockefeller, Henry Ford ed Henry Joy, i quali aderirono all’Anti Saloon League apportando notevoli quantità di denaro.
Per avere un’idea del potere raggiunto da questi gruppi religiosi a livello politico, basti pensare che ad esempio riuscirono a far bandire dall’America l’Ulisse di James Joyce in quanto il protagonista, nel corso della storia, si masturba.
Con i fondi a disposizione e idee ben radicate, le società di temperanza cominciarono a parlare al popolo usando i numeri e promuovendo il regime “dry” (asciutto).
"I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese", citano le statistiche del Congresso fornite dalla Anti-Saloon League nel 1914.
"I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell'inferno si sono chiuse per sempre", dichiarò il Senatore Andrew Volsted il 17 gennaio del 1919, all’indomani dell’entrata in vigore della legge da lui stesso promossa.
La legge, come detto, entrò in vigore il 16 gennaio 1920. Il 15 gennaio vi fu quindi l’assalto ai saloon da parte dei bevitori, che fecero incetta delle ultime bottiglie rimaste.
Per capire quanto questa legge fosse ben vista anche dalla mafia locale per le prospettive di guadagno, basti pensare che già nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, a mezzanotte e trequarti (45 minuti dopo l’entrata in vigore), a Chicago una banda armata assaltò un treno e rapinò un carico di whiskey del valore di 100.000 dollari, dando così il via ufficiale al traffico degli alcoolici.
Va da se infatti che le prime conseguenze di un regime di proibizione, di qualunque sostanza, sono la sua comparsa sul mercato nero (in forma spesso nociva ed adulterata) e il suo aumento esponenziale di prezzo.
Il prezzo ad esempio del whiskey canadese nel mercato nero americano era di dieci volte il prezzo di acquisto in Canada (dove era ancora legale). Stessa cosa accadeva per il rum, portato al confine delle acque territoriali dai contrabandieri e infine portato su suolo americano dai rumrunners, che facevano la spola tra le imbarcazioni cariche al largo della costa e i porti.
Uno dei tentativi di ridurre quest’ultimo fenomeno, fu quello di duplicare la distanza dalla costa delle acque territoriali, ma come sempre in questi casi, si rende la cosa più complicata ma non la si risolve. Certo è che questa manovra consentì di avere presto un declino a questo tipo di importazione, preferendo il passaggio di confine con il Canada o il Messico e vedendo così il declino anche dell’importazione clandestina di rum in favore di whiskey canadese, tequila e mezcal.
Va da se quindi alla luce di tutto questo che il proibizionismo e i “ruggenti anni venti” furono indissolubilmente legati alla nascita del “Gangsterismo”, del quale la figura di spicco è senza dubbio Alphonse Capone. La sua fortuna infatti, come quella di molti altri criminali di spicco di quegli anni, fu raggiunta tramite il commercio di alcool nel mercato nero.
Al Capone si riforniva di alcool dalla Florida, dal Messico e dal Canada, nonchè da alcuni distillatori clandestini di Chicago, rivendendo poi queste bottiglie agli Speakeasy, ovvero locali in cui gli alcoolici venivano venduti al pubblico illegalmente.
La nascita di questi locali, ramificati sul territorio, portava ovviamente le bande rivali allo scontro per il controllo del territorio stesso. Così cominciarono a vedersi per strada i primi scontri a fuoco, sempre più frequenti.
Al Capone, ormai personaggio pubblico, in una delle sue interviste rilasciò una dichiarazione sconcertante in merito: “Ho fatto i soldi fornendo un prodotto richiesto dalla gente. Se questo è illegale, anche i miei clienti, centinaia di persone della buona società, infrangono la legge. La sola differenza fra noi è che io vendo e loro comprano. Tutti mi chiamano gangster. Io mi definisco un uomo d'affari"
Nel 1929 il Congresso votò un ampliamento alla legge sul Proibizionismo, ritenendo che la stessa non avesse funzionato per quasi un decennio a causa della sua blandezza, approvando una norma che prevedeva pene detentive anche per chi consumasse alcool e non solo per chi lo fabbricava/vendeva/deteneva. La teoria era la solita: “se arrestiamo chi beve, limitiamo i clienti ed il traffico”.
Ma in verità a distanza di anni il proibizionismo mostrò effetti diametralmente opposti a quelli tanto decantati al varo della legge, tanto che si cominciò a discutere sull’abolizione della legge. La gente cominciò a scendere in piazza per dimostrare contro il regime di intolleranza e gli stessi industriali “sostenitori” dell’anti-saloon league, si accorsero ben presto che il Governo degli Stati Uniti, non ricevendo più proventi dalla tassa sull’importazione di alcool, cominciò ad aumentare la pressione fiscale sulle grandi aziende, tra cui le loro.
Questo portò personaggi del calibro di Rockefeller e Joy a fare un passo indietro e ad ammettere il loro errore.
Dopo il fallimento del Proibizionismo anche in Norvegia (1919-1926) e Finlandia (1919-1932), con il 73% dei voti, nel 1933, il Congresso degli Stati Uniti votò a favore del ventunesimo emendamento che interdiva ciò che era sancito nel diciottesimo emendamento, cioè di fatto sanciva la fine del proibizionismo, ad un anno dall’elezione di Roosvelt alla Casa Bianca.
Il 16 gennaio 1920 entra in vigore negli USA il cosiddetto Proibizionismo.
Con il termine Proibizionismo si intende il periodo della storia americana che va dal 16 gennaio 1920 al 5 dicembre 1933.
La nascita del proibizionismo, come sempre, ha concause culturali, sociali e religiose. Da una parte il problema dell’alcool nella società, soprattutto nei maltrattamenti sulle donne all’interno delle mura domestiche da parte di padri o mariti ubriachi. Dall’altra il consolidarsi, anche a livello politico, delle famose Società di Temperanza, gruppi religiosi o gruppi politici moralisti e fondamentalisti, le quali affermavano che la causa dell’assenteismo e dello scarso rendimento sul lavoro, nonchè dei maltrattamenti domestici, nonchè addirittura della criminalità stessa, fosse da ricercare nell’uso di alcool.
In tale senso, il XVIII emendamento trovò forti sostenitori anche tra i grandi industriali, tra cui John D. Rockefeller, Henry Ford ed Henry Joy, i quali aderirono all’Anti Saloon League apportando notevoli quantità di denaro.
Per avere un’idea del potere raggiunto da questi gruppi religiosi a livello politico, basti pensare che ad esempio riuscirono a far bandire dall’America l’Ulisse di James Joyce in quanto il protagonista, nel corso della storia, si masturba.
Con i fondi a disposizione e idee ben radicate, le società di temperanza cominciarono a parlare al popolo usando i numeri e promuovendo il regime “dry” (asciutto).
"I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese", citano le statistiche del Congresso fornite dalla Anti-Saloon League nel 1914.
"I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell'inferno si sono chiuse per sempre", dichiarò il Senatore Andrew Volsted il 17 gennaio del 1919, all’indomani dell’entrata in vigore della legge da lui stesso promossa.
La legge, come detto, entrò in vigore il 16 gennaio 1920. Il 15 gennaio vi fu quindi l’assalto ai saloon da parte dei bevitori, che fecero incetta delle ultime bottiglie rimaste.
Per capire quanto questa legge fosse ben vista anche dalla mafia locale per le prospettive di guadagno, basti pensare che già nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, a mezzanotte e trequarti (45 minuti dopo l’entrata in vigore), a Chicago una banda armata assaltò un treno e rapinò un carico di whiskey del valore di 100.000 dollari, dando così il via ufficiale al traffico degli alcoolici.
Va da se infatti che le prime conseguenze di un regime di proibizione, di qualunque sostanza, sono la sua comparsa sul mercato nero (in forma spesso nociva ed adulterata) e il suo aumento esponenziale di prezzo.
Il prezzo ad esempio del whiskey canadese nel mercato nero americano era di dieci volte il prezzo di acquisto in Canada (dove era ancora legale). Stessa cosa accadeva per il rum, portato al confine delle acque territoriali dai contrabandieri e infine portato su suolo americano dai rumrunners, che facevano la spola tra le imbarcazioni cariche al largo della costa e i porti.
Uno dei tentativi di ridurre quest’ultimo fenomeno, fu quello di duplicare la distanza dalla costa delle acque territoriali, ma come sempre in questi casi, si rende la cosa più complicata ma non la si risolve. Certo è che questa manovra consentì di avere presto un declino a questo tipo di importazione, preferendo il passaggio di confine con il Canada o il Messico e vedendo così il declino anche dell’importazione clandestina di rum in favore di whiskey canadese, tequila e mezcal.
Va da se quindi alla luce di tutto questo che il proibizionismo e i “ruggenti anni venti” furono indissolubilmente legati alla nascita del “Gangsterismo”, del quale la figura di spicco è senza dubbio Alphonse Capone. La sua fortuna infatti, come quella di molti altri criminali di spicco di quegli anni, fu raggiunta tramite il commercio di alcool nel mercato nero.
Al Capone si riforniva di alcool dalla Florida, dal Messico e dal Canada, nonchè da alcuni distillatori clandestini di Chicago, rivendendo poi queste bottiglie agli Speakeasy, ovvero locali in cui gli alcoolici venivano venduti al pubblico illegalmente.
La nascita di questi locali, ramificati sul territorio, portava ovviamente le bande rivali allo scontro per il controllo del territorio stesso. Così cominciarono a vedersi per strada i primi scontri a fuoco, sempre più frequenti.
Al Capone, ormai personaggio pubblico, in una delle sue interviste rilasciò una dichiarazione sconcertante in merito: “Ho fatto i soldi fornendo un prodotto richiesto dalla gente. Se questo è illegale, anche i miei clienti, centinaia di persone della buona società, infrangono la legge. La sola differenza fra noi è che io vendo e loro comprano. Tutti mi chiamano gangster. Io mi definisco un uomo d'affari"
Nel 1929 il Congresso votò un ampliamento alla legge sul Proibizionismo, ritenendo che la stessa non avesse funzionato per quasi un decennio a causa della sua blandezza, approvando una norma che prevedeva pene detentive anche per chi consumasse alcool e non solo per chi lo fabbricava/vendeva/deteneva. La teoria era la solita: “se arrestiamo chi beve, limitiamo i clienti ed il traffico”.
Ma in verità a distanza di anni il proibizionismo mostrò effetti diametralmente opposti a quelli tanto decantati al varo della legge, tanto che si cominciò a discutere sull’abolizione della legge. La gente cominciò a scendere in piazza per dimostrare contro il regime di intolleranza e gli stessi industriali “sostenitori” dell’anti-saloon league, si accorsero ben presto che il Governo degli Stati Uniti, non ricevendo più proventi dalla tassa sull’importazione di alcool, cominciò ad aumentare la pressione fiscale sulle grandi aziende, tra cui le loro.
Questo portò personaggi del calibro di Rockefeller e Joy a fare un passo indietro e ad ammettere il loro errore.
Dopo il fallimento del Proibizionismo anche in Norvegia (1919-1926) e Finlandia (1919-1932), con il 73% dei voti, nel 1933, il Congresso degli Stati Uniti votò a favore del ventunesimo emendamento che interdiva ciò che era sancito nel diciottesimo emendamento, cioè di fatto sanciva la fine del proibizionismo, ad un anno dall’elezione di Roosvelt alla Casa Bianca.
sabato 17 ottobre 2020
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 17 ottobre.
Il 17 ottobre del 1931 a Chicago, in Illinois, Alphonse Capone veniva condannato a 11 di carcere e a una multa di 80000 dollari per evasione fiscale.
Figlio di emigranti, Al Capone detto scarface a causa di una cicatrice rimediata in gioventù con un rivale, costruì la sua fortuna a Chicago lavorando per Johnny Torrio nel campo nelle scommesse clandestine, fino a quando lo stesso Torrio si ritirò a seguito di un attentato e gli lasciò le sue attività illecite. Capone fece fortuna con il business del commercio illegale di alcolici (si era nel proibizionismo) affiancando alle sue attività illecite altre attività di copertura, di ristorazione e abbigliamento, che gli rendevano altrettanto.
Il segreto del suo successo era basato sulle centinaia di politici e poliziotti corrotti e a suo libro paga (tra cui il sindaco William Thompson) e sull'eliminazione di tutti coloro che ostacolavano il suo successo; a lui è attribuita la celebre strage di San Valentino, in cui alcuni sicari vestiti da poliziotti irruppero in un garage e fingendo un controllo uccisero a colpi di mitra sette persone.
Per contrastare Capone l'FBI costituì un pool di super poliziotti considerati incorruttibili che in una località segreta si dedicarono esclusivamente a tentare di incastrare Capone, detti gli intoccabili. Non era facile perchè il mafioso non era intestatario di nulla o quasi. Fu soltanto la scoperta casuale di un foglietto che, quasi come una stele di Rosetta, consentì di decifrare i codici permettendo agli intoccabili di dipanare una fitta trama di imbrogli e violenze.
Tuttavia, non fu possibile trovare alcuna prova degli oltre 200 omicidi attribuibili agli ordini di Capone, e l'unica accusa che fu possibile dimostrare fu l'evasione fiscale.
Inizialmente inviato nel carcere di Atlanta, fu presto trasferito in quello di Alcatraz non appena fu chiaro che, sempre corrompendo poliziotti e secondini, Capone viveva con agio e continuava a gestire anche dal carcere i suoi traffici.
Ad Alcatraz invece si ammalò di demenza (forse dovuta alla sifilide contratta anni prima) e fu liberato nel 39. Morì di arresto cardiaco a seguito di un ictus in Florida nel 1947 a soli 48 anni.
Il 17 ottobre del 1931 a Chicago, in Illinois, Alphonse Capone veniva condannato a 11 di carcere e a una multa di 80000 dollari per evasione fiscale.
Figlio di emigranti, Al Capone detto scarface a causa di una cicatrice rimediata in gioventù con un rivale, costruì la sua fortuna a Chicago lavorando per Johnny Torrio nel campo nelle scommesse clandestine, fino a quando lo stesso Torrio si ritirò a seguito di un attentato e gli lasciò le sue attività illecite. Capone fece fortuna con il business del commercio illegale di alcolici (si era nel proibizionismo) affiancando alle sue attività illecite altre attività di copertura, di ristorazione e abbigliamento, che gli rendevano altrettanto.
Il segreto del suo successo era basato sulle centinaia di politici e poliziotti corrotti e a suo libro paga (tra cui il sindaco William Thompson) e sull'eliminazione di tutti coloro che ostacolavano il suo successo; a lui è attribuita la celebre strage di San Valentino, in cui alcuni sicari vestiti da poliziotti irruppero in un garage e fingendo un controllo uccisero a colpi di mitra sette persone.
Per contrastare Capone l'FBI costituì un pool di super poliziotti considerati incorruttibili che in una località segreta si dedicarono esclusivamente a tentare di incastrare Capone, detti gli intoccabili. Non era facile perchè il mafioso non era intestatario di nulla o quasi. Fu soltanto la scoperta casuale di un foglietto che, quasi come una stele di Rosetta, consentì di decifrare i codici permettendo agli intoccabili di dipanare una fitta trama di imbrogli e violenze.
Tuttavia, non fu possibile trovare alcuna prova degli oltre 200 omicidi attribuibili agli ordini di Capone, e l'unica accusa che fu possibile dimostrare fu l'evasione fiscale.
Inizialmente inviato nel carcere di Atlanta, fu presto trasferito in quello di Alcatraz non appena fu chiaro che, sempre corrompendo poliziotti e secondini, Capone viveva con agio e continuava a gestire anche dal carcere i suoi traffici.
Ad Alcatraz invece si ammalò di demenza (forse dovuta alla sifilide contratta anni prima) e fu liberato nel 39. Morì di arresto cardiaco a seguito di un ictus in Florida nel 1947 a soli 48 anni.
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