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lunedì 14 aprile 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 14 aprile.

Il 14 aprile 1471 muore in battaglia Richard Neville, il "creatore di Re".

Richard Neville, conte di Warwick, è passato alla storia come il “Kingmaker”: per lui fu coniato questo termine e del suo significato è e rimarrà il più completo interprete.

Kingmaker, però, è una di quelle parole “anguilla”, il cui senso vero sfugge, nelle frasi scivola via, andando a perdersi nei fondali più scuri della storia: e inevitabilmente, ai precisi contenuti che questa gli ha conferito, se ne sono sostituiti altri, residui galleggianti che invocano al non detto, senza in realtà voler dire nulla.

La semantica quotidiana le assegna, così, solo un mozzicone di senso: la suggestione di un potere capace di nominare “re”, e quindi, si sottintende, di condizionarli come marionette: il più sfacciato, celebrato e invidiato tra i poteri dei retrobottega della politica, l’argomento con il quale suggerire dietrologie e scenari machiavellici. Un potere che, oltretutto, viene esercitato invariabilmente rivendicandolo con compiacimento, a ulteriore dimostrazione di quanto disordine vi sia in giro.

Una definizione solo un po’ più attenta e meno superficiale, e già sufficientemente in contrasto con la precedente tanto da essere utile a qualcosa, è quella della politologia, che identifica il Kingmaker con un individuo che, pur non essendo un candidato “presentabile” alla carica più alta, è in grado di esercitare potere o influenza tali da contribuire in modo sostanziale a determinarne il prescelto, o ad essere in questo almeno strumentale.

A corollario di questa definizione, si pone quella della teoria dei giochi, per la quale in un confronto plurimo il Kingmaker è colui che sacrifica se stesso e le proprie risorse per determinare il vincitore: il Kingmaker è il giocatore che, scegliendo tra due avversari quello contro il quale immolarsi, lo indebolisce (o indebolisce se stesso) a tal punto da renderlo (o rendersi), inevitabilmente, facile vittima del terzo, ultimo e vincente sopravvissuto.

Ci sono delle sottigliezze nel ruolo e nel destino del Kingmaker che nessuna delle definizioni presentate riesce ad illustrare. E siccome siamo nel campo della politica degli uomini più che delle logiche, delle poltrone prima (molto prima) che delle idee, la personalizzazione non può che far parte integrante della definizione, e allora, per capire, personalizziamo fino in fondo, e risaliamo alla persona di Richard Neville e alle guerre delle rose di cui egli fu, per quasi metà del loro corso, un protagonista assoluto.

Richard Neville nacque il 22 novembre del 1428 da una famiglia di nobiltà relativamente recente, i cui avi, dopo aver guadagnato lustro nelle guerre contro gli scozzesi avevano ricevuto il titolo di conti di Westmorland. Da Ralph Neville, primo conte di Westmorland, nacque Richard Neville che non aveva diritto al titolo e divenne “jure uxoris” conte di Salisbury, ovvero sposò Alice Montacute, erede unica del titolo, e lo assunse tramite lei. In modo identico il suo omonimo figlio, il nostro Kingmaker, promesso sposo all’età di sei anni di Anne Beauchamp, figlia di Richard de Beauchamp, 13o conte di Warwick, e di Isabel Despenser, divenne nel 1449 per un complesso intreccio di successioni il 14o conte di Warwick, concentrando nella sua persona una parte sostanziale delle eredità delle famiglie Neville, Montacute, Beauchamp e Despenser. Così al titolo di conte di Salisbury sostituì quello più prestigioso di conte di Warwick, e con questo è ricordato ancora oggi.

Tanto Ralph che Richard Neville padre avevano avuto famiglie numerose con una ventina di figli il primo e una decina il secondo ed erano riusciti ad intrecciare il proprio sangue con le più importanti famiglie d’Inghilterra: ad esempio una zia di Warwick, Cecily Neville, sposando Richard Plantagenet, III duca di York, diventerà madre di ben due re, Edoardo IV e Riccardo III.

Warwick si trovò così non solo ad essere l’uomo più ricco d’Inghilterra dopo il re, ma anche uno dei più influenti, al centro tanto di un’estesa e solida rete di relazioni sociali e politiche interne, la cosiddetta “affinity”, quanto di rapporti autorevoli con le nazioni del continente.

Le relazioni di affinity, tipiche del periodo che gli inglesi definiscono spregiativamente “feudalesimo bastardo”, non erano più semplici dipendenze feudali, ma non erano ancora organizzazioni, diremmo oggi, “partitiche”: si erano configurate come fazioni basate su patti di scambio di servizi, dove il magnate, che aveva bisogno soprattutto di uomini d’arme e di denaro, li otteneva dalla piccola nobiltà locale, remunerandola con incarichi, tra quelli assegnatigli dal re o da quelli propri, e protezione in un mondo dove il concetto di giustizia si confondeva con quello di prepotenza. Portare l’insegna di Warwick, l’orso domato, era una bella assicurazione sulle proprie proprietà e sulla propria vita, almeno all’interno dei vasti confini dove egli esercitava il proprio potere.

Sulle affinity si regolavano, però, anche i rapporti di forza della politica, intrecciata saldamente con faide familiari di cui si era persa memoria dei motivi.

Una di esse, la faida tra i Neville e i Percy, famiglie i cui interessi gravitavano per entrambe nel nord dell’Inghilterra, fu una delle cause scatenanti le guerre delle rose, e se i Percy avevano trovato il favore del re Enrico VI, i Neville non potevano che schierarsi con il suo rivale Riccardo duca di York.

Alla battaglia di St. Albans, il 22 maggio 1455, la prima delle guerre delle rose, Warwick non poteva mancare e qui si guadagnò una notevole fama militare, per altro non molto fondata, ma che lo proiettò in modo ancora più prepotentemente alla ribalta politica.

La carriera politica di Warwick prese il volo fino a guadagnarsi, con le guerre e l’azione politica, il ruolo che gli valse l’appellativo col quale lo ricordiamo, e che però, come cercheremo di spiegare, è assolutamente fuorviante.

Il primo autore a definire Warwick un “kingmaker”, seppure nella formulazione latina “regum creator”, fu John Mair nel 1521, mentre chi coniò la parola in inglese fu Samuel Daniel nel 1609. Al pensiero illuminista di David Hume nel Settecento va invece fatta risalire la popolarizzazione del termine.

In realtà si tratta di un vero e proprio equivoco, perché Warwick non creò affatto dei re, ma semmai partecipò e contribuì soltanto alla loro deposizione: prima di Enrico VI e quindi di Edoardo IV. E anche nel breve periodo di sei mesi tra l’inverno del 1470 e la primavera del 1471, in cui Warwick effettivamente riportò Enrico VI al trono e ne sorresse la gracile mente, detenendo il potere di fatto, non si può sostenere in senso politico che egli creò un re: nella contesa dinastica delle guerre delle rose, la legittimità a governare se la disputeranno esclusivamente le due famiglie reali, e Warwick, anche se avesse voluto, poteva solo schierarsi per l’una o per l’altra.

Per inciso in quei sei mesi Warwick prese la decisione che ne decretò la fine: riallacciò alleanza con la Francia e dichiarò addirittura guerra alla Borgogna, che si affrettò a sostenere Edoardo IV nel suo tentativo di riprendersi il trono.

Questa è la prima lezione per aspiranti “Kingmaker”: la scelta alla quale questi è vincolato è quella di schierarsi per qualcuno che è già re in pectore. Una volta scelto il partito, si può essere importanti e perfino decisivi, ma il re è sempre un’altra persona: lo stesso Edoardo IV si autoproclamò re, e non ebbe bisogno di chiedere il permesso a nessuno, "Kingmaker" compreso.

E questo concetto Warwick dopo la prima presa del potere da parte di Edoardo IV lo comprese molto bene col passare del tempo. Molto più interessato alla politica e al potere vero, che non alle elargizioni e agli incarichi roboanti ma privi di contenuto, di cui Edoardo IV fu per altro sempre generoso, Warwick entrò in conflitto con il nuovo re quando questi iniziò effettivamente a fare il re, a scegliersi una moglie, dei consiglieri (della famiglia della moglie), delle alleanze internazionali: ad allontanarlo da centro del potere e a prendere decisioni sui fatti decisivi della politica come fanno i "re".

Riuscì a detronizzare anche lui e a reinsediare Enrico VI, ma come anticipato fu un successo effimero, perché il triste destino del Kingmaker, al quale non può in alcun modo sfuggire, è che il re è sempre un altro.

Warwick morì a 42 anni, durante il suo ultimo tentativo di deporre un re, o meglio di deporre nuovamente Edoardo IV. Fu ucciso da un gruppo di comuni quando, sconfitto alla battaglia di Barnet il 14 aprile 1471, tentava di raggiungere il proprio cavallo per darsi alla fuga.

giovedì 23 novembre 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 23 novembre.
Il 23 novembre 1499 Perkin Warbeck, pretendente al trono inglese, viene impiccato per aver tentato di evadere dalla Torre di Londra.
La storia della Torre di Londra è lunga e a tratti oscura. È una storia attraversata da spietate esecuzioni ad opera di re sanguinari e avidi di potere tanto da farle guadagnare (forse immeritatamente) la reputazione di luogo di sofferenza e tortura.
La Torre di Londra è una fortificazione formata da un complesso di edifici che ha subito modifiche ed ampliamenti rispetto alla pianta originaria, almeno per due secoli. La struttura che vediamo oggi è quella del tardo tredicesimo secolo.
La Torre di Londra è molto antica. La sua storia comincia con la conquista dell’Inghilterra da parte dei Normanni che la fecero erigere a simbolo del loro potere, dopo aver strappato il trono d’Inghilterra ai Sassoni nel 1066 con la vittoria nella famosa battaglia di Hastings.
Il protagonista dell’impresa fu il duca di Normandia, Guglielmo il Conquistatore, che fece capitolare Londra dopo una serie di vittorie portate a segno contro le truppe Sassoni in varie parti del Sud. L’invasione normanna portò all’incoronazione di Guglielmo il Conquistatore con il nome di Guglielmo I. Fu lui, infatti, intorno al 1078 ad ordinare la costruzione della White Tower, l’edificio centrale della Torre di Londra che avrebbe poi dato il nome a tutto il castello. Questa costruzione in realtà fece parte di un’operazione molto più ampia di consolidamento del potere che portò alla progettazione e realizzazione di oltre 35 castelli tra il 1066 e il 1087. Castelli che servirono da fortificazioni, residenze o centri del potere amministrativo.
La Torre di Londra, in particolare, rivestiva un ruolo centrale perché rappresentava l’avamposto per il controllo di Londra, la più grande città dell’Inghilterra e sede del potere politico. Il luogo dell’insediamento fu scelto accuratamente tra le originarie mura romane e il fiume Tamigi che avrebbe costituito una valida difesa naturale dai nemici. La White Tower (Torre Bianca) fu iniziata presumibilmente nel 1078 anche se la data è incerta e non fu probabilmente finita prima della morte di Guglielmo I stesso, avvenuta nel 1087. La White Tower è inoltre la prima fortezza in pietra d’Inghilterra – del resto il primo muro di protezione in pietra, che avrebbe sostituito la palizzata in legno intorno alla Torre, fu costruito solo intorno al 1100 per ordine di Guglielmo II.
Il castello mantenne la sua forma originaria probabilmente fino al regno di Riccardo Cuor di Leone (fine del 12° secolo) quando William Longchamp, reggente mentre il re Riccardo era alle crociate, ampliò la fortezza facendo costruire anche un fossato. Fu in assenza di Riccardo che suo fratello, il principe John, tentò con successo un assalto al potere e fu proprio in quell’occasione che la Torre di Londra subì il suo primo assedio. Longchamp alla fine capitolò e John successe a Riccardo nel 1199. Il suo regno incontrò tuttavia molte resistenze interne e questo portò ad una forte instabilità negli anni successivi.
La fortificazione venne ulteriormente modificata ed ampliata nel 13° secolo, sotto i regni di Enrico III ed Edoardo I. Fu alla fine di questo secolo che finalmente raggiunse la forma che presenta ai giorni nostri.
Enrico III era piuttosto slegato dai suoi Baroni e il timore di attacchi fu la ragione per cui volle che la Torre venisse fortificata al massimo. Essendo anche un esteta ordinò che il castello fosse un posto estremamente confortevole in cui vivere. Dal 1238 il castello si espanse ad Est, Nord e Nord-Ovest. Furono costruiti nuovi torrioni difensivi, un secondo fossato e presto il castello si estese ad est oltre l’originario insediamento romano fino ad incorporare il muro difensivo della city.
Edoardo I, dal canto suo, spese sulla Torre in pochi anni più di quanto Enrico III avesse speso durante tutto il suo regno. La sua esperienza negli assedi accumulata durante le crociate gli permise di apportare importanti migliorie alla sicurezza del castello. Fu ricostruito uno dei fossati iniziati da Enrico III, fu eretto un nuovo muro di cinta e un nuovo fossato fu scavato lungo il perimetro esterno del muro. Fu anche creato un nuovo ingresso dotato di avanzate strutture difensive.
Durante il tardo Medioevo la Torre fu usata molto come prigione e come rifugio per i reali. Il 14° secolo fu il secolo dei re Edoardo II, Edoardo III e Riccardo II. Quest’epoca fu caratterizzata da guerre e rivolte interne e spesso la Torre di Londra servì ai regnanti da rifugio, come nel 1387, quando Riccardo II passò il Natale barricato tra le mura del castello Londinese piuttosto che nel castello di Windsor, come si usava di più allora.
Nel 15° secolo non furono apportate molte migliorie alla fortezza e questa continuò a svolgere un duplice ruolo di rifugio per i reali e prigione, dove spesso i detenuti avevano nomi illustri. La seconda parte di questo secolo fu caratterizzata dalla Guerra delle Due Rose (1455-1485) scoppiata tra i casati dei Lancaster e degli York che si contendevano il trono. Fu alla fine di questo periodo che si consumò l’evento forse più infamante legato al nome della Torre di Londra: l’assassinio dei Principi nella Torre. I due giovani, Edoardo V e Riccardo erano figli di Edoardo IV e alla morte del re il loro zio, Riccardo di Gloucester, allontanò tutti i loro parenti, inclusa la madre, convincendo i ragazzi ad alloggiare nella Torre in attesa dell’incoronazione di Edoardo, il maggiore dei due. Quest’incoronazione non ebbe mai luogo e i due giovani non furono mai più rivisti vivi. Lo zio Riccardo fece inoltre dichiarare il matrimonio di Edoardo IV illegittimo e quindi illegittimi anche i suoi figli morti. Con quell’atto prese il trono come Riccardo III nel 1483. Costui fu l’ultimo re del casato York e regnò fino alla sua morte nel 1485, avvenuta nella battaglia di Bosworth persa contro Enrico Tudor, incoronato Enrico VII nello stesso anno. Questo evento diede inizio all’era dei Tudor.
Con l’avvento dei Tudor la Torre di Londra cominciò a perdere il suo ruolo di residenza reale, ma fu maggiormente usata come arsenale e prigione. Molti furono i lavori fatti per migliorarne la sicurezza nel’500, soprattutto durante il regno di Enrico VIII. Lo stesso secolo vide nascere anche il corpo degli Yeoman Warders, guardie del corpo del re almeno dal 1509. Fino alla metà del ’600 la Torre fu molto usata come prigione e luogo di tortura e questo ne cambiò anche la reputazione che cominciò a diventare quella che in parte la storia ci ha restituito. Tra gli ospiti illustri imprigionati nella fortezza durante questi anni ricordiamo Anna Bolena, Lady Jane Grey ed Elisabetta I. Il 1600 fu l’era degli Stuart e durante questo periodo la Torre subì diversi lavori di ristrutturazione perché versava in pessime condizioni. Pare che Carlo II non vi abbia speso nemmeno la notte prima dell’incoronazione nel 1660.
Il ’700 fu il secolo in cui salì al potere il casato di Hannover. Data l’incertezza circa una rivolta scozzese, la Torre di Londra fu rimessa a posto per reggere ad un nuovo eventuale assedio da parte dei potenziali nemici. I lavori si svolsero spasmodici durante la maggior parte del 18° secolo.
Nel secolo successivo altri lavori furono eseguiti. Dal 1843 al 1845 fu drenato e riempito di terra il fossato esterno dato che pochi anni prima aveva causato un’epidemia dovuta all’accumulo di materiale argilloso. Nello stesso periodo furono costruiti ulteriori edifici per l’alloggiamento di soldati prevalentemente in vista di temuti sommovimenti popolari. Questo fu l’ultimo grande intervento di fortificazione della Torre e la maggior parte delle strutture adibite all’artiglieria sopravvissute fino ad oggi risalgono a quell’epoca.
Durante le due guerre mondiali del ’900 la Torre conobbe di nuovo, e per l’ultima volta, il suo ruolo di prigione e luogo di esecuzioni. Durante quel periodo furono eseguite 11 condanne a morte e l’ultima fu quella inflitta per spionaggio a Josef Jakobs, il 14 agosto del 1941. Dopo le guerre, i danni subiti dai sostenuti bombardamenti dei Nazisti furono riparati e la Torre fu riaperta al pubblico.
Come si è visto la Torre di Londra nei secoli ha svolto un ruolo molto importante nella storia inglese. È stata più volte assediata e difenderla è sempre stato cruciale per il controllo del paese. La Torre è servita a molti scopi: è stata un deposito di armi, una tesoreria, sede della Zecca, nonché prigione e residenza reale, oltre che casa dei Gioielli della Corona. La storia di diversi personaggi famosi, caduti in disgrazia e mandati alla Torre, ha alimentato la fama del castello come luogo di tortura e morte. La verità è però che, fino alle guerre mondiali, solo sette persone sono state giustiziate tra le mura della Torre di Londra. Le esecuzioni avevano invece luogo a Nord della Torre, su Tower Hill. Se ne sono infatti contate 112 in un periodo di 400 anni.
Oggi la torre di Londra è una delle attrazioni turistiche più popolari del paese, nonché patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco dal 1988.

domenica 11 giugno 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'11 giugno.
L'11 giugno 1456 nasce Anne Neville, futura regina d'Inghilterra.
Il padre di Anne, Richard Neville, conte di Warwick, detto "il creatore di Re", era un nipote della moglie del Duca di York, Cecily Neville. Divenne ricco e potente sposando Anne Beauchamp; non ebbero figli maschi, solo due femmine, di cui Anne era la minore. Queste figlie avrebbero ereditato una fortuna, perciò il loro matrimonio era particolarmente importante nel gioco dei matrimoni reali.
Nel 1460 il padre di Anne e suo zio, Edoardo, Duca di York, sconfissero Enrico VI a Northampton, segnando l'inizio della Guerra delle Due Rose. Nel 1461 Edoardo fu proclamato Re d'Inghilterra col nome di Edoardo IV. Sposò Elizabeth Woodwille nel 1464, cogliendo di sorpresa Warwick, che aveva in mente un matrimonio più vantaggioso per sé.
Nel 1469, Warwick si ribellò ad Edoardo e ai seguaci di York, unendosi alla causa dei Lancaster e battendosi per il ritorno di Enrico VI. La moglie di Enrico ed ex regina, Margherita d'Angiò, guidava i seguaci dei Lancaster dalla Francia. Warwick diede in sposa la sua figlia maggiore, Isabel, a George, Duca di Clarence, un fratello di Edoardo IV, cosicché questi lasciò la causa degli York per unirsi a quella dei Lancaster.
L'anno successivo Warwick, per convincere Margherita a fidarsi di lui (essendo stato a fianco di Edoardo IV per detronizzare Enrico VI), diede in sposa la figlia Anne al figlio ed erede di Enrico VI, Edoardo di Westminster, che era stato Principe di Galles quando suo padre era re; Margherita ed Edoardo di Westminster invasero l'Inghilterra, Edoardo IV scappò in Borgogna.
Clarence tornò sui suoi passi e si riunì ai fratelli di York, essendosi convinto che, col matrimonio di Anne ed Edoardo di Westminster, il conte di Warwick non aveva alcuna intenzione di adoperarsi perché lui diventasse re. Il 14 aprile si ebbe la battaglia di Barnet, nella quale ebbe la meglio la fazione di York, e in cui trovarono la morte sia il padre di Anna che un suo fratello, John Neville. Successivamente, il 4 maggio, gli Yorkisti ebbero la meglio anche nella decisiva battaglia di Tewkesbury sulle forze di Margherita; il giovane marito di Anne, Edoardo di Westminster, rimase ucciso nella battaglia o poco dopo. Morto il suo erede, gli Yorkisti uccisero Enrico VI pochi giorni dopo. Anne venne imprigionata da Edoardo IV, vittorioso e di nuovo sul trono.
Il conte di Warwick, quando ancora era nella fazione di York, aveva tentato di far sposare la sua giovane figlia Anne al più giovane fratello di Edoardo IV, Richard, Duca di Gloucester. L'altro fratello di Richard, George, Duca di Clarence, era già sposato con la sorella di Anne, Isabel Neville. Richard e Anne erano primi cugini, come lo erano George e Isabel, tutti discendenti da Ralph di Neville e Joan Beaufort (Joan era figlia di John di Gaunt, duca di Lancaster, e Katherine Swynford). Non avendo avuto figli maschi, tutti i preziosi titoli e le terre di Warwick sarebbero andati alla sua morte ai mariti delle figlie.
George di Clarence cercò di impedire il matrimonio della sorella di sua moglie con suo fratello. La probabile motivazione era l'intenzione di non dividere l'eredità della moglie col fratello. Anche Edoardo IV si oppose al matrimonio. Clarence tentò di prendere Anne al suo servizio, per controllarla. Ma in circostanze non chiare Anne scappò e sposò Richard, duca di Gloucester, nel giugno 1472, dopo solo un anno di vedovanza. A 16 anni era già orfana, vedova di un marito e sposa in seconde nozze.
Nel 1476 Isabel morì dando alla luce il suo quarto figlio, che non sopravvisse ugualmente; due anni più tardi Clarence fu mandato a morte per una nuova ribellione contro suo fratello Edoardo IV, ed Anne si fece carico dei due figli superstiti della sorella (una di essi, Margaret Pole, fu mandata a morte molto dopo, nel 1541, da Enrico VIII).
Quando Edoardo IV morì nel 1483, il suo figlio minore Edoardo divenne Edoardo V. Ma il giovane principe non venne mai incoronato: fu affidato alla protezione di suo zio, Riccardo di Gloucester, marito di Anne. Il principe Edoardo e il suo giovane fratello vennero portati alla Torre di Londra, dove scomparvero, probabilmente uccisi, sebbene non sia chiaro.
Per lungo tempo circolarono storie secondo le quali Riccardo III era responsabile della morte dei suoi nipoti, i "principi nella Torre", per eliminare rivali alla sua corona. Anche Enrico VII, il successore di Riccardo, aveva un movente per ucciderli, qualora fossero sopravvissuti al regno di Riccardo. Alcuni accusarono la stessa Anne Neville di aver ordinato la loro morte.
Comunque sia, Riccardo fece dichiarare invalido il matrimonio di suo fratello con Elizabeth Woodwille, e illegittimi i figli avuti da lei, pertanto si prese per sé la corona di Inghilterra come unico legittimo erede maschio. Anne fu incoronata Regina e suo figlio, Edoardo, divenne Principe di Galles. Ma Edoardo morì il 9 aprile 1484; Riccardo adottò il figlio di sua sorella, Edoardo, Conte di Warwick, come suo erede, probabilmente su richiesta di Anne.
Anne, che era sempre stata di salute cagionevole, si ammalò ai primi del 1485, e morì il 16 marzo 1485, non avendo ancora compiuto 29 anni. Fu sepolta a Westminster, in una tomba senza nome che fu ritrovata solo nel 1960. Riccardo subito nominò un nuovo erede al suo trono, il figlio adulto di sua sorella Elizabeth, conte di Lincoln.
Alla morte di Anne, si disse che Riccardo complottasse per sposare sua nipote, Elizabeth di York, per assicurarsi un maggiore potere nella successione. Circolarono presto storie secondo le quali Riccardo aveva avvelenato Anne per levarsela di torno. Se questo fu il piano, non ebbe successo: il regno di Riccardo terminò con la sconfitta per mano di Enrico Tudor, che fu incoronato come Enrico VII e sposò Elizabeth di York, mettendo fine così alla guerra delle due Rose.
Edoardo, conte di Warwick, figlio della sorella di Anne e del fratello di Riccardo che questi aveva adottato come suo erede, fu imprigionato nella Torre di Londra dal successore di Riccardo, Enrico VII, ed infine mandato a morte dopo il suo tentativo di fuga del 1499.

mercoledì 4 maggio 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 maggio.
Il 4 maggio 1471 Edoardo IV d'Inghilterra sconfigge il principe di Galles nella battaglia di Tewkesbury, durante la guerra delle Due Rose, e consolida il suo regno.
Nato il 25 aprile 1442, morto nell'aprile 1483, figlio di Riccardo, duca di York, il quale, discendendo dal lato paterno da Lionello duca di Clarence, terzo figlio di Edoardo III, e dal lato materno da Edmondo, duca di York, sesto figlio di Edoardo III, aveva migliori titoli per la corona inglese, del re regnante Enrico VI, il quale discendeva dal quarto figlio di Edoardo III, Giovanni di Gaunt. Nell'ottobre 1459, quando l'esercito del padre fu disperso presso Ludlow da Enrico VI, E., allora conte di March, fuggì a Calais con suo cugino Riccardo Neville, conte di Warwick. Nel giugno 1460, Warwick ed E. ritornarono in Inghilterra per mettersi a capo della rivolta dei partigiani della casa di York e, dopo aver avuto parte nella loro vittoria presso Northampton (10 luglio), E. ritornò nelle Marche gallesi. La disfatta e la morte di suo padre a Wakefield (30 dicembre) fece di lui il capo della casa di York; raccolto un grande esercito, egli avanzò le sue pretese alla corona, disfece Jasper Tudor, conte di Pembroke, a Mortimer's Cross (febbraio 1461) e il 4 marzo fu proclamato re a Londra. La regina Margherita, benché fosse riuscita vittoriosa a St. Alban's (17 febbraio), non osò entrare in Londra ed E., dopo averla respinta verso il nord, raggiunse e distrusse il suo esercito a Towton nell'Yorkshire (29 marzo), costringendo lei ed Enrico a rifugiarsi in Scozia. E. fu incoronato il 25 giugno 1461 e il parlamento pronunciò la condanna di Enrico e dei suoi aderenti. Con l'aiuto degli Scozzesi, Margherita molestò il Northumberland fino a che Enrico VI non fu vinto, fatto prigioniero e rinchiuso nella Torre di Londra nel giugno 1465. Benché spensierato, gaudente e crudele, E. si dimostrò regnante abile e forte: egli godeva una grande popolarità fra gli artigiani e commercianti.
Il suo potente sostenitore, Warwick, il King-Maker (Creatore di re), progettò un matrimonio francese per lui, ma nell'ottobre del 1464 E. svelò il suo matrimonio segreto, contratto nel maggio del 1464 con Elisabetta Woodville, figlia di un oscuro barone del Lancaster, lord Rivers. Warwick perdette presto la sua influenza: e i favori piovvero sulla famiglia della regina. Nel 1468 E. fece sposare sua sorella Margherita a Carlo il Temerario, duca di Borgogna, il nemico principale della Francia. Aiutato da Luigi XI, Warwick progettò di far sposare sua figlia al fratello di E., Giorgio, duca di Clarence e di farlo re. Dopo essere stati vicini al successo nel 1469, Warwick e Clarence furono cacciati dall'Inghilterra nell'aprile 1470; ma, unitisi con la regina Margherita, essi ritornarono nel settembre, costrinsero E. a fuggire nella Borgogna e rimisero Enrico VI sul trono. Nel marzo 1471 E. ritornò, vinse Clarence, sconfisse e uccise Warwick a Barnet (14 aprile), fece prigioniera Margherita a Tewkesbury, uccise suo figlio Edoardo e, tornato a Londra, assassinò Enrico VI. Egli poté ora considerare il suo trono sicuro. Nel 1475, avendo ottenuto un forte sussidio dal parlamento, formò un esercito e invase la Francia d'accordo con Carlo il Temerario. Ma Carlo mancò di sostenere E., il quale fece in fretta la pace con Luigi col trattato di Pecquigny, nel quale Luigi prometteva di pagare a E. 75.000 corone all'anno a vita e acconsentiva al matrimonio del Delfino con la figlia di E. Elisabetta. Le discordie di Clarence con suo fratello Riccardo, duca di Gloucester, e il suo progetto di sposare l'erede di Carlo, Maria di Borgogna, portarono al colmo la diffidenza di E. verso il fratello, che fu accusato di tradimento e giustiziato segretamente nel 1478.
In questo frattempo E. portò a grande altezza l'autorità regale. Egli mantenne l'ordine, abbattendo i nobili più forti. Evitò più che possibile il parlamento, benché questo si fosse mostrato pieghevole verso di lui e avesse votato forti sussidi. Impose, quando era necessario, delle contribuzioni straordinarie, come, per esempio, nel 1475 col metodo delle benevolences, offerte nominalmente libere, ma che non era possibile rifiutare, quando il re le chiedeva. Tuttavia E. non mise a rischio la sua popolarità con troppo frequenti ricorsi a questi metodi irregolari. Al Consiglio privato nominava di preferenza uomini di legge o amministratori di professione, ai quali ricorreva per scoprire e punire cospirazioni e disordini fra i nobili. Con questi modi egli fu, al pari di Luigi XI, uno dei primi monarchi moderni. Gli ultimi mesi della sua vita furono turbati dai dissensi con la Scozia che resero necessaria l'invasione del 1482, come pure dai preparativi di guerra contro la Francia, quando morì Maria di Borgogna nel 1482.

lunedì 29 marzo 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 marzo.
Il 29 marzo 1461 Edoardo di York vince la battaglia di Towton e diventa re Edoardo IV d'Inghilterra, ma ciò non fu sufficiente a decretare la fine della guerra delle due Rose.
La Guerra delle Due Rose per il possesso del trono inglese si combatté infatti tra i sostenitori della Casa di York e quelli della Casa di Lancaster per ben trent'anni,  tra il 1455 e il 1485.
La Casa di York aveva come emblema una rosa bianca, probabilmente una rosa alba semiplena, mentre la Casa di Lancaster aveva l’antica rosa damascena rossa, la rosa gallica “Officinalis”, conosciuta anche come rosa del Farmacista e rosa rossa di Lancaster.
Queste rose erano gli emblemi delle due famiglie da molto tempo prima che scoppiasse la Guerra delle Due Rose.
Una rosa bianca era l’emblema di Eleonora di Provenza che nel 1235 sposò Enrico III. In seguito, il suo emblema venne trasmesso in eredità al figlio, Edoardo I. La rosa rossa di Lancaster fu acquisita, invece, nel 1275 da Edmondo, il secondogenito di Enrico III, grazie al suo matrimonio con Bianca, vedova di Enrico I di Francia, conosciuto come Enrico il Grasso.
Si dice che la guerra sia stata provocata da una controversia avvenuta nel 1455 nei Temple Gardens, una zona di Londra tra Fleet Street e il fiume Tamigi. Nel dramma storico Enrico VI (Parte I, Atto II, Scena IV), scritto circa un secolo e mezzo dopo, William Shakespeare include una scena riguardante la disputa tra Riccardo Plantageneto e Somerset.
L’avvio della Guerra delle Due Rose si può far risalire a molti anni prima dell’inizio delle ostilità. Riccardo II, che succedette al trono a suo nonno Edoardo III nel 1377, venne deposto nel 1399; gli subentrò suo cugino Lancaster, Enrico IV altro nipote di Edoardo III.
Per quattro generazioni le fazioni della famiglia reale e i nobili del loro seguito amarono, discussero e lottarono per la supremazia, molti tra di loro cambiarono parte più di una volta, basti pensare al Conte di Warwick, il “Kingmaker” (creatore di re).
Alla metà del XV secolo tutti i tentativi di giungere ad un compromesso erano falliti e nel 1455 la guerra ebbe inizio. Le battaglie che seguirono, St Albans, Towton, Hexham, Tewkesbury, furono tutte feroci e sanguinose. Si ritiene che durante la guerra siano morti dodici principi di sangue reale, duecento nobili e 100.000 tra appartenenti alla piccola nobiltà e gente comune.
Con l’ascesa al trono di Edoardo IV nel 1460, sembrò che i sostenitori della Casa di York avessero ottenuto la vittoria finale; ma dieci anni più tardi il suo trono fu ancora una volta minacciato e Enrico VI di Lancaster ritornò brevemente al potere prima di essere di nuovo sconfitto da Edoardo IV a Barnet, a nord di Londra.
A quest’ultimo succedette il fratello Riccardo III, e la lunga contesa terminò il 22 agosto 1485, con la sconfitta e la morte dello stesso a Bosworth Field.
Dalla guerra la nobiltà inglese uscì decimata e politicamente indebolita, mentre si rafforzarono l’assolutismo del sovrano e la borghesia rurale ed imprenditoriale che non era stata coinvolta nella guerra.
La borghesia, rafforzatasi economicamente e politicamente, fu più tardi favorita dallo scisma della Chiesa d’Inghilterra decretato nel 1534 da Enrico VIII Tudor (1509–1547) che limitò la potenza economica e politica della Chiesa cattolica romana e dalla politica marinara imposta dalla Corona dopo la sconfitta con la quale si era conclusa la guerra dei cent’anni.
Il vincitore della battaglia, ergo, Enrico Tudor, proclamato nuovo sovrano con il nome di Enrico VII, in relazione segretamente con ambedue le fazioni, ma con una tenue rivendicazione del trono, impose una pace che venne suggellata l’anno seguente (1486) dal suo matrimonio politico con Elisabetta di York, figlia di Edoardo IV. Ebbe così inizio la forte monarchia dei Tudor.
La rosa Tudor, adottata poi dal figlio di Enrico, Enrico VIII, abbinando i petali della rosa rossa di Lancaster e della rosa bianca di York, simboleggiò l’unione delle due Case. Enrico VIII incorporò questa rosa bianca e rossa nel suo stemma.

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