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sabato 1 febbraio 2014

#Indoro Tua Luna di Ezio Falcomer da "Rottami D'Oro"


http://blogimg.goo.ne.jp/

INDORO TUA LUNA

Indoro tua luna
arcano fondale di lago,
un’impervia domanda
tuo verde mistero,
bambina d’aurore di sogno.
Ti rubo agli gnomi,
a quaderni di foto ingiallite,
creatura magica
sei,
d’insaziabili palpiti,
pelle che dorme alle mie maghe mani.

Autore Ezio Falcomer

mercoledì 17 aprile 2013

#Adorare la tua pelle #Poesia di Ezio Falcomer

http://digiphotostatic.libero.it/TuaFollia/med/3fc7f3d907_5750474_med.jp
  
 Adorare la tua pelle


Guadarti
di morsi di saliva di baci
straziarti per gioco
cullarti

e petali sgualcire
adorare tua pelle di scherzi
di vento e di furia

riempirti di attimo folle
stupore che grida
di oro di verdi ululati

andare a calura di spasimo
di ventre
in suo contrarsi entusiasta
e "basta"
dirci
per finta.


Tratta da : La vita picara di Ezio Falcomer

martedì 12 giugno 2012

#Podcast #Ezio: Un supermercato in California


Immagine:
http://trimmedwithgoldabove.blogspot.com
di Allen Ginsberg
Come ti penso, Walt Whitman, stassera, perché ho camminato per strade secondarie sotto gli alberi con il mal di testa cosciente guardando la luna piena.
Nella mia stanchezza affamata entrai per comprare immagini nel supermercato della frutta illuminato al neon sognando le tue enumerazioni!
Che pesche e che penombre! Famiglie intere a far la spesa la sera! Corridoi pieni di mariti! Mogli tra gli avocados, bambini tra i pomodori!... E tu, Garcia Lorca, che cosa stavi facendo là vicino alle angurie?
Ti ho visto, Walt Whitman, senza figli, solitario vecchio ingordo, mentre ficcavi il dito nelle carni in frigorifero e buttavi l’occhio ai garzoni del negozio.
Ti ho sentito fare domande a ognuno di loro: Chi ha ammazzato le costolette di maiale? A quanto l banane? Sei tu il mio Angelo?
Ho girato tra le pile lucenti di scatole, seguendoti, e seguito nella mia fantasia dal detective del negozio.
Abbiamo camminato insieme per i corridoi in solitaria fantasticheria assaggiando carciofi, impossessandoci di ogni squisitezza surgelata, senza mai passare alla cassa.
Dove andiamo, Walt Whitman? Il negozio chiude fra un’ora. da che parte è puntata la tua barba stassera?
(Tocco il tuo libro e sogno la nostra odissea al supermercato e mi sento assurdo.)
Cammineremo per strade solitarie tutta la notte? Gli alberi aggiungono ombra all’ombra, nelle case le luci sono spente, tutti e due ci sentiremo soli.
Passeggeremo sognando la perduta America dell’amore oltre automobili azzurre nei viali, ritornando alla nostra casa silenziosa?
Ah, caro padre, grigio e barbuto, vecchio maestro solitario di coraggio, che America avevi quando Caronte smise di puntare il remo del traghetto e tu scendesti su una riva oscura e guardasti scomparire la barca sulle nere acque del Lete?
Berkeley 1955
=====================
[Testo originale]
“A Supermarket in California”
What thoughts I have tonight, Walt Whitman, for I walked down the sidestreets under the trees with a headache self-conscious looking at the full moon.
In my hungry fatigue, and shopping for images, I went into the neon fruit supermarket, dreaming of your enumerations!
What peaches and what penumbras! Whole families shopping at night! Aisles full of husbands! – and you, Garcia Lorca, what were you doing down by the watermelons?
I saw you, Walt Whitman, childless, lonely old grubber, poking among the meats in the refrigerator and eyeing the grocery boys.
I heard you asking questions of each: “Who killed the pork chops? What price bananas? Are you my Angel?”
I wandered in and out of the brilliant stacks of cans following you, and followed in my imagination by the store detective.
We strode down the open corridors together in our solitary fancy tasting artichokes, possessing every frozen delicacy, and never passing the cashier.
Where are we going, Walt Whitman? The doors close in an hour. Which way does your beard point tonight?
(I touch your book and dream of your odyssey in the supermarket and feel absurd.)
Will we walk all night trough solitary streets? The trees add shade to shade, lights out in the houses, we’ll both be lonely.
Will we stroll dreaming of the lost America of love past blue automobiles in driveways, home to our silent cottage?
Ah, dear father, graybeard, lonely old courage-teacher, what America did you have when Charon quit poling his ferry and you got out on a smoking bank and stood watching the boat disappear on the black waters of Lethe?
Berkeley, 1955
(da Sergio Perosa(a cura di), “Da Frost a Lowell. Poesia americana del Novecento”, Milano, Edizioni dell’Accademia, 1979, pp. 360-61)
   
 

domenica 20 maggio 2012

#Podcast #Accademia dei Senai #Ezio Falcomer #La Muraglia Cinese di Franz Kafka:



http://www.vacanzaviaggio.com/itinerari-viaggio/cina-muraglia-cinese-e-esercito-di-terracotta-470
Ezio Falcomer legge:
La muraglia cinese di Franz Kafka

Franz Kafka, La muraglia cinese, da Il messaggio dell'imperatoreAdelphi, 1981
 
Testo selezionato da "I libri di Prospero", Torino

venerdì 4 maggio 2012

#Podcast #Accademia dei Sensi - Ezio legge: Gargantua e Pantagruele #Prologo


Immagine tratta da:
http://www.parlando.it
                
              Ezio legge: Gargantua e Pantagruele -  Prologo                              

giovedì 3 maggio 2012

#Podcast #Accademia dei Sensi #Ezio Falcomer #Inferno XXVI #Dante Alighieri:



http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gustave_Dore_Inferno25.jpg

.   Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando,
pur come quella cui vento affatica;
indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori e disse: «Quando
mi diparti' da Circe, che sottrasse
me più d'un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enëa la nomasse,
né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né 'l debito amore
lo qual dovea Penelopè far lieta,
vincer potero dentro a me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l'alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.
L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,
e l'altre che quel mare intorno bagna.
Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov' Ercule segnò li suoi riguardi
acciò che l'uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l'altra già m'avea lasciata Setta.
"O frati", dissi, "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".
Li miei compagni fec' io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;
e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.
Tutte le stelle già de l'altro polo
vedea la notte, e 'l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.
Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,
quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.
Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.
Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com' altrui piacque,
infin che 'l mar fu sovra noi richiuso

lunedì 16 gennaio 2012

#libri: L’elmo e la rivolta


http://www.ibs.it

graphic essay
di Palumbo e Curreri

Un graphic essay nostrano, un saggio-fumetto, un primo, vero saggio di storia della cultura, con Postilla bibliografica ragionata, discorsiva, messo in immagini, ovvero raccontato, con tanto di cornice narrativa derivata dal buon Pasolini e con la forza dei disegni di Peppe Palumbo e delle ricerche e delle parole di Lucio Curreri.
Curreri e Palumbo si cimentano nell'inedita operazione del saggio a fumetti e scoprono che Scipione, il grande generale che sconfisse Cartagine, e Spartaco, l'oscuro leader della rivolta degli schiavi, sono all'origine di due miti che trascendono di gran lunga le scarse informazioni di cui disponiamo su di loro; due miti che la modernità ha accolto, elaborato e digerito, opponendoli di frequente l'uno all'altro.
Il bisogno di usare la storia per rinsaldare l'identità nazionale conduce più facilmente alla celebrazione degli Scipioni e dei Cesari che non a quella delle loro vittime; del resto, da qualche tempo le note dell'inno di Mameli risuonano nel nostro orizzonte più spesso di quanto non accadesse in passato, e con loro, per l'appunto, ritorna l'elmo di Scipio.

Giuseppe Palumbo, Luciano Curreri
L'elmo e la rivolta.
Modernità e surplus mitico di Scipioni e Spartachi
Bologna, Comma22, 2011, 80 p., 10 euro
ISBN 978-88-6503-075-2


Giuseppe Palumbo (1964). Ha cominciato a pubblicare a fumetti nel 1986 su riviste come «Frigidaire» e «Cyborg», sulle cui pagine crea il suo personaggio più noto, Ramarro, il primo supereroe masochista. Nel 1992 entra nello staff di Martin Mystère di Sergio
Bonelli Editore e nel 2000 in quello di Diabolik di Astorina; per queste due serie popolari disegna numerose storie speciali. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Tomka, il gitano di
Guernica, su testi di Massimo Carlotto, Un sogno turco, su testi di Giancarlo De
Cataldo, editi da Rizzoli (2007 e 2008), e Eternartemisia (Comma 22 2008), realizzato in collaborazione con Palazzo Strozzi Firenze, parte integrante del progetto «Action30», collettivo d’indagine sulle nuove forme di razzismo e di fascismo.


Luciano Curreri (1966), ordinario di Lingua e letteratura italiana all’Università di Liegi, ha curato e sta curando edizioni di autori dell’Otto-Novecento per Einaudi, Mondadori, Salerno,
Quiritta, Ilisso, Greco&Greco. Di recente ha pubblicato: Pinocchio in camicia nera (Nerosubianco 2008, II ed. corretta e aumentata 2011); D’Annunzio come personaggio nell’immaginario italiano ed europeo (1938-2008). Una mappa (Peter Lang 2008); Mariposas de Madrid. Los narradores italianos y la guerra civil española (Prensas Universitarias de Zaragoza 2009; ed. or. Bulzoni 2007); Un po’ prima della fine? Ultimi
romanzi di Salgari tra novità e ripetizione (1908-1915) (con F. Foni, Sossella 2009); Silenzi solitudini segreti. Altre metamorfosi dannunziane (Bonanno 2011). Ha esordito come narratore con A ciascuno i suoi morti. Un album di racconti (Nerosubianco 2010).

A cura di Ezio Falcomer

domenica 9 ottobre 2011

Ezio scrive Nerosubianco

http://www.nerosubianco-cn.com
Alla libreria Piemonte Libri di Torino giovedì 13 ottobre alle ore 17 Ezio Falcomer presenterà il suo libro "Vorrei vincere un nobel per la fisica come Frank Einstein", edito da Nerosubianco.

Invitiamo tutti i nostri lettori che possono averne l'occasione di partecipare: l'evento è pubblicato su Facebook e Myspace.





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