Buongiorno, oggi è l'11 ottobre.
L'11 ottobre 1982 fu possibile far riemergere dalle acque il relitto della Mary Rose, una caravella da guerra inglese colata a picco in uno scontro con la flotta di Francia nel 1545.
"Il fiore di tutte le navi che abbiano mai navigato sui mari", così l’ammiraglio Sir Edward Howard (1477-1513) descriveva la MaryRose in una lettera a Enrico VIII, che la fece costruire nel 1509, quando insieme alla corona d’inghilterra ereditò dal padre Enrico VII anche la flotta reale. A quel tempo acerrimi e temibili nemici della "pallida Albione" erano i francesi e gli scozzesi, che il nuovo re voleva essere pronto a fronteggiare. Dunque, i cantieri di Portsmouth ricevettero la commissione di questa caracca, considerata il fiore della flotta, alla quale Enrico VIII assegnò il nome della sorella favorita, seguito dalla "rosa" Tudor, l’emblema di famiglia. Nella sua non lunghissima esistenza la nave assolse a numerose missioni e, dopo trentasei anni di onorato servizio, durante l’invasione francese del 1545, alla Mary Rose toccò l’ultimo viaggio. Era il pomeriggio del 19 luglio. Non si sa ancora cosa sia successo esattamente. E' certo che la nave affondò nella stessa baia di Portsmouth, nel canale della Manica. Ma non per mano nemica.
Le informazioni dell’epoca sono discordi: la fila inferiore dei portelli sarebbe rimasta aperta per cui la nave imbarcò acqua... Fu probabilmente una serie di fattori a trasformare la "rosa dei Tudor" in relitto. Uno dei più famosi d’Inghilterra. Subito dopo l’affondamento si cercò di riportare in superficie la nave o almeno una parte del carico. Furono coinvolti anche alcuni esperti veneziani (la città della laguna era ancora una delle massime potenze sul mare). Senza risultati. La Mary Rose rimase negli scuri fondali del mare d’Inghilterra.
Il primo efficace tentativo di recupero risale al 1836, quando i fratelli John e Charles Dean (di professione tesorieri) scoprirono il luogo dell’affondamento e recuperarono uno dei cannoni in bronzo. Ma la vera scoperta dovrà attendere ancora più di un secolo. Solo nel 1965 il giornalista e archeologo subacqueo amatoriale Alexander McKee si mise alla ricerca del relitto con l’aiuto di un piccolo esercito di volontari, subacquei, archeologi e l’ausilio di Side scan e Sub-bottom sonar. Le indagini nella baia di Portsmouth durarono caparbiamente sei anni e alla fine, nel 1971, furono avvistate le prime tavole del fasciame a 14 metri di profondità. Vennero allora effettuati saggi di scavo in diversi punti del fondale per determinare quanto fosse rimasto della nave. Uno di questi, aperto nel 1978, confermò che nella zona prodiera erano sopravvissuti due ponti. In seguito a questa sensazionale scoperta, l’anno successivo fu organizzato il Mary Rose Trust — presidente il principe Carlo d’Inghilterra — con personale a tempo pieno e la collaborazione di oltre seicento volontari, per il rilevamento, lo scavo e il recupero della "rosa dei Tudor".
Le operazioni durarono ininterrottamente fino al 1982 per un totale di 27.831 immersioni. Sotto gli occhi di milioni di spettatori in tutto il mondo, l'11 ottobre 1982, dopo quasi mezzo millennio trascorso sott’acqua, il celebre relitto fu portato in superficie per mezzo di un’intelaiatura metallica. La stessa sulla quale giace tutt’oggi. La Mary Rose, che per molto tempo ancora dovrà sostenere un impegnativo processo di restauro è custodita nel bacino di carenaggio della base navale di Portsmouth (costruito nel 1799 per la manutenzione delle navi da guerra di sua maestà britannica e ormai divenuto un monumento). Due terzi dello storico bacino sono coperti da un tetto coibentato per mantenere stabili le condizioni climatiche all’interno. Di fronte allo scafo si erge una parete di protezione, oltre la quale i visitatori possono camminare parallelamente alle sezioni della caracca con un’ampia visuale verso l’interno del relitto.
Circa venticinquemila oggetti, catalogati durante lo scavo e il recupero del relitto, oggi trovano posto all’interno del Mary Rose Museum, a Portsmouth, monitorati nelle apposite bacheche o ancora sotto trattamento conservativo. l’ampia varietà dei reperti esemplifica bene l’esistenza quotidiana a bordo di una nave del tempo dei Tudor. Testimonianze delle disagiate e disparate condizioni di vita, di lavoro e di combattimento dei marinai sono rappresentate dall’equipaggiamento personale, dai vestiti, dalla dieta: piatti e boccali in raffinato peltro per gli ufficiali e rozze ciotole di legno per i ranghi più bassi; candelabri in ottone e moccoli di candele di sego, insieme a lanterne, pentole, calderoni rinvenuti nella cambusa dov’è stato trovato anche un enorme forno in mattoni ancora con i ciocchi di legno per il fuoco. Oltre agli effetti personali degli uomini dell’equipaggio (stimato in circa settecento persone), sono stati rivenuti anche oggetti per il passatempo, quali dadi, backgammon, strumenti musicali, e altri per la cura sanitaria come il bauletto con i medicamenti e gli attrezzi del barbiere-chirurgo, nonché le strumentazioni di bordo per la navigazione e gli arnesi da carpentiere.
Ma la Mary Rose era una ben dotata nave da guerra. L’inventario degli armamenti trovati a bordo della caracca reale include una vasta tipologia d’armi da fuoco e da taglio: cannoni, in ferro battuto a retrocanica e in ghisa ad avancanica; spade, pugnali e archi in corno lavorato, munizioni in pietra, pietre focaie, selci, ferro, piombo. Il tutto per la gloria di sua maestà britannica.
In occasione del trentesimo anniversario del recupero, il "Mary Rose Museum" ha organizzato diverse manifestazioni culturali.
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lunedì 11 ottobre 2021
martedì 7 settembre 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 7 settembre.
Il 7 settembre 1533 nasce Elisabetta Tudor, futura regina d'Inghilterra.
Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, fu dichiarata illegittima nel 1536, quando la madre fu decapitata sotto l'accusa di adulterio. Durante il regno della sorellastra, Maria Tudor, fu tenuta prigioniera nella torre di Londra, perché sospettata di complottare con gli oppositori della politica religiosa della regina (1554). Salì al trono il 17 novembre 1558 inaugurando una politica prudente ed equilibrata, esente da colpi di scena e da imposizioni violente, ma non per questo meno oculata ed efficace. In campo religioso Elisabetta promulgò, nel 1559, l'Atto di uniformità con cui rimetteva in vigore il Book of common prayer, il libro di preghiere ufficiale della Chiesa anglicana e, quattro anni dopo, l'Atto di supremazia, con cui ristabiliva l'autorità della Corona sulla Chiesa. Rifuggì tutta la vita il matrimonio, evitando alleanze che potessero rivelarsi sbagliate. In politica interna Elisabetta dovette affrontare i problemi connessi alla presenza sul trono scozzese della cattolica Maria Stuart. Dopo una rivolta protestante quest'ultima fu costretta a rifugiarsi in Inghilterra (1568) dove diventò il principale punto di riferimento delle trame ordite ai danni di Elisabetta. La scoperta del complotto di Throckmorton (1584) e di quello di Babington (1586) fece ricadere su Maria Stuart l'accusa di alto tradimento ed Elisabetta colse l'occasione per condannarla a morte (1587). Sul piano internazionale Elisabetta assunse posizioni via via più nettamente anticattoliche e antispagnole. La lotta contro la Spagna prese dapprima soprattutto la forma degli attacchi corsari e del contrabbando ai danni di navi e colonie spagnole, ma l'esplosione del conflitto divenne inevitabile nel 1588 quando la flotta spagnola (l'invincibile armata) salpò alla volta di Calais, dove avrebbe dovuto congiungersi con le truppe di Alessandro Farnese: nelle acque della Manica venne attaccata e vinta dalla più piccola ma più efficiente e meglio organizzata flotta inglese. Iniziava così il definitivo declino della potenza spagnola e l'ascesa dell'Inghilterra come potenza militare, mercantile e marinara. Elisabetta regnò ancora per quindici anni e morì il 24 marzo 1603. Le sarebbe succeduto il figlio di Maria Stuart, Giacomo I, a cui era stata però impartita un'educazione protestante.
Elisabetta fu seppellita nell'abbazia di Westminster, di fianco alla sorella Maria. L'iscrizione sulla loro tomba recita: "Compagne nel trono e nella tomba, qui noi due sorelle, Elisabetta e Maria, riposiamo, nella speranza di un'unica resurrezione".
Il 7 settembre 1533 nasce Elisabetta Tudor, futura regina d'Inghilterra.
Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, fu dichiarata illegittima nel 1536, quando la madre fu decapitata sotto l'accusa di adulterio. Durante il regno della sorellastra, Maria Tudor, fu tenuta prigioniera nella torre di Londra, perché sospettata di complottare con gli oppositori della politica religiosa della regina (1554). Salì al trono il 17 novembre 1558 inaugurando una politica prudente ed equilibrata, esente da colpi di scena e da imposizioni violente, ma non per questo meno oculata ed efficace. In campo religioso Elisabetta promulgò, nel 1559, l'Atto di uniformità con cui rimetteva in vigore il Book of common prayer, il libro di preghiere ufficiale della Chiesa anglicana e, quattro anni dopo, l'Atto di supremazia, con cui ristabiliva l'autorità della Corona sulla Chiesa. Rifuggì tutta la vita il matrimonio, evitando alleanze che potessero rivelarsi sbagliate. In politica interna Elisabetta dovette affrontare i problemi connessi alla presenza sul trono scozzese della cattolica Maria Stuart. Dopo una rivolta protestante quest'ultima fu costretta a rifugiarsi in Inghilterra (1568) dove diventò il principale punto di riferimento delle trame ordite ai danni di Elisabetta. La scoperta del complotto di Throckmorton (1584) e di quello di Babington (1586) fece ricadere su Maria Stuart l'accusa di alto tradimento ed Elisabetta colse l'occasione per condannarla a morte (1587). Sul piano internazionale Elisabetta assunse posizioni via via più nettamente anticattoliche e antispagnole. La lotta contro la Spagna prese dapprima soprattutto la forma degli attacchi corsari e del contrabbando ai danni di navi e colonie spagnole, ma l'esplosione del conflitto divenne inevitabile nel 1588 quando la flotta spagnola (l'invincibile armata) salpò alla volta di Calais, dove avrebbe dovuto congiungersi con le truppe di Alessandro Farnese: nelle acque della Manica venne attaccata e vinta dalla più piccola ma più efficiente e meglio organizzata flotta inglese. Iniziava così il definitivo declino della potenza spagnola e l'ascesa dell'Inghilterra come potenza militare, mercantile e marinara. Elisabetta regnò ancora per quindici anni e morì il 24 marzo 1603. Le sarebbe succeduto il figlio di Maria Stuart, Giacomo I, a cui era stata però impartita un'educazione protestante.
Elisabetta fu seppellita nell'abbazia di Westminster, di fianco alla sorella Maria. L'iscrizione sulla loro tomba recita: "Compagne nel trono e nella tomba, qui noi due sorelle, Elisabetta e Maria, riposiamo, nella speranza di un'unica resurrezione".
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