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lunedì 9 dicembre 2013

#NataleIn #Valle d'Aosta

http://www.iloveaosta.co.uk/wp-content/uploads/2011/12/VALLE-DAOSTA-Mercatino-Natale-Aosta-foto-Enrico-Romanzi_7607.
Il Natale valdostano è all'insegna della tradizione, che trascorre tra eventi religiosi e animazioni, concerti e manifestazioni dell'artigianato. Ai piedi del Monte Bianco i simboli della festa si rifanno alla cultura e ai valori tipici della gente di montagna: ospitalità, amicizia, semplicità e gusto della tradizione, permettendo ai visitatori di trascorrere in un clima sereno il periodo natalizio. In ogni via si trovano artigiani e artisti che presentano le loro creazioni, tra cui sculture, opere di intaglio, pittura su ceramica, patchwork, addobbi natalizi, composizioni di fiori secchi e candele.
La musica sacra, popolare o tipicamente natalizia risuona in numerose località.
In tutte le parrocchie della regione il Natale è celebrato con la Messa di mezzanotte. La consuetudine vuole che al termine della funzione vengano distribuiti dolci, panettone, cioccolata calda e vin brulé. Tipica è poi, in numerose località, l'usanza di allestire un presepe vivente, spesso animato dai bambini, mentre gli adulti rappresenteranno le attività del passato per le vie dei borghi, offrendo bevande e spuntini ai visitatori.
Chi vorrà provare l' ebbrezza di passeggiare a cavallo o in carrozza nel cuore dei borghi valdostani e i bambini potranno incontrare Babbo Natale sulle piste da sci. Sulle tavole valdostane a Natale non possono mancare:
Mocetta in crostini al miele;
Lardo con Castagne cotte e caramellate con miele;
Crostini con Fonduta e Tartufo;
Zuppa alla Valpellinentze (con cavolo, verza, fette di pane raffermo, fontina, brodo, cannella e noce moscata);
Salsiccia con Patate;
Carbonata Valdostana con Polenta (sottili striscie di carne macerate nel vino rosso con aromi).
Come dolce Pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo);
Caffè Mandolà molto robusto alle mandorle tritate, con le tegole (pasticcini secchi).

fonte web:  Il Natale valdostano è all'insegna della tradizione, che trascorre tra eventi religiosi e animazioni, concerti e manifestazioni dell'artigianato. Ai piedi del Monte Bianco i simboli della festa si rifanno alla cultura e ai valori tipici della gente di montagna: ospitalità, amicizia, semplicità e gusto della tradizione, permettendo ai visitatori di trascorrere in un clima sereno il periodo natalizio. In ogni via si trovano artigiani e artisti che presentano le loro creazioni, tra cui sculture, opere di intaglio, pittura su ceramica, patchwork, addobbi natalizi, composizioni di fiori secchi e candele.
La musica sacra, popolare o tipicamente natalizia risuona in numerose località.
In tutte le parrocchie della regione il Natale è celebrato con la Messa di mezzanotte. La consuetudine vuole che al termine della funzione vengano distribuiti dolci, panettone, cioccolata calda e vin brulé. Tipica è poi, in numerose località, l'usanza di allestire un presepe vivente, spesso animato dai bambini, mentre gli adulti rappresenteranno le attività del passato per le vie dei borghi, offrendo bevande e spuntini ai visitatori.
Chi vorrà provare l' ebbrezza di passeggiare a cavallo o in carrozza nel cuore dei borghi valdostani e i bambini potranno incontrare Babbo Natale sulle piste da sci. Sulle tavole valdostane a Natale non possono mancare:
Mocetta in crostini al miele;
Lardo con Castagne cotte e caramellate con miele;
Crostini con Fonduta e Tartufo;
Zuppa alla Valpellinentze (con cavolo, verza, fette di pane raffermo, fontina, brodo, cannella e noce moscata);
Salsiccia con Patate;
Carbonata Valdostana con Polenta (sottili striscie di carne macerate nel vino rosso con aromi).
Come dolce Pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo);
Caffè Mandolà molto robusto alle mandorle tritate, con le tegole (pasticcini secchi).

mercoledì 14 novembre 2012

#Italy #Valle d'Aosta: Castello di Ussel

http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm  

Il castello di Ussel è il primo esempio di castello monoblocco ( a corpo unico) in Valle d'Aosta e si configura come un'architettura intermedia tra l'austero castello di Verrès e quello più articolato di Fénis. Ha un grande valore da un punto di vista storico perché, non avendo subito altri interventi edilizi dopo la costruzione, ha potuto conservare le sue caratteristiche originarie. L'edificio rappresenta una svolta nell'architettura militare e costituisce l'ultima fase evolutiva del castello medievale. Questa grande evoluzione nella tipologia architettonica, evidente ad Ussel, non è così visibile nel contemporaneo castello di Fénis. Il motivo è forse da ricercarsi nel fatto che la costruzione di Ussel è stata eretta ex-novo, mentre gli interventi di Fénis o di Aymavilles sono stati vincolati dagli edifici preesistenti che hanno fortemente condizionato le scelte progettuali. Tuttavia il progettista della forma monoblocco che caratterizza il castello di Ussel potrebbe aver tratto ispirazione, oltre che dagli edifici siriani (magari incontrati durante le crociate), anche da fabbricati valdostani quali il corpo residenziale del castello di Bramafan o la casaforte di Planaval.
Il castello, situato su un costone roccioso posto su un precipizio, costituisce una delle maggiori attrattive della zona. L'edificio, visitabile nel periodo estivo, domina dall'alto i comuni di Châtillon e Saint-Vincent, offrendo ai visitatori un panorama eccezionale. Fu costruito da Ebalo II di Challant nel 1343 al termine delle intricate vicende per questioni ereditarie che coinvolsero la famiglia Challant alla morte di Ebalo Magno. Frutto di una costruzione ex-novo, il castello conserva ancora la struttura originaria, poichè nei secoli successivi non fu più oggetto di altri interventi edilizi. Il castello di Ussel venne abitato dai Challant fino al 1470. Dopo la morte dell'ultimo signore di Ussel, Francesco di Challant, la famiglia decise di trasferirsi in altre dimore più confortevoli, così l'edificio venne adibito prima a prigione e poi a caserma. Nel corso del XVI secolo fu completamente spogliato del materiale bellico e degli arredi e definitivamente abbandonato. Nel 1556 fu acquistato dal Capitano Paolo di Madruzzo, ma nel 1573 ricomprato dagli Challant. Nel 1846, con l'estinzione della potente famiglia, tutti i possedimenti furono ereditati dai Passerin d'Entrèves. Nel 1963 vennero intraprese delle operazioni di consolidamento durante le quali si inserirono delle "chiavi" allo scopo di evitare il crollo del muro a valle. La famiglia Passerin d'Entrèves nel 1983 donò il castello alla Regione, che ne intraprese il restauro grazie ad un cospicuo finanziamento del barone Bich, famoso industriale originario di Châtillon. I lavori, iniziati nel 1988, sono rimasti fermi per diversi anni e terminati solo nel 1999. In quell'anno è avvenuta l'inaugurazione del castello, adibito a struttura espositiva, con una mostra dedicata alla vita del promotore, divenuto famoso per le sue penne (Bic!). Ogni anno il castello di Ussel ospita al suo interno un'esposizione. A partire dal 2000, anno della mostra sul passaggio di Napoleone in Valle, i visitatori possono accedere anche al tetto dell'edificio e, percorrendo il nuovo "cammino di ronda", hanno il privilegio di poter ammirare lo splendido panorama.

Fonte web: http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm

venerdì 9 novembre 2012

#Italy #Valle d'Aosta: Castello di Graines

http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm

Il castello di Graines domina Brusson da un alto promontorio roccioso, è costituito da un impianto architettonico molto semplice e possiede una splendida cornice paesaggistica; proprio il contrasto tra l'asprezza delle forme del castello e la dolcezza del paesaggio lo rende particolarmente affascinante.


A 15 chilometri da Verrès, si imbocca la Val d'Ayas, dopo Challand, appena passato l'abitato di Arcesaz, a destra troverete la strada per Graines. Prima di arrivare nell'abitato c'è la rocca del castello.

Il castello fu eretto intorno al X secolo dagli Abati del Monastero Vallesano di San Maurizio d'Agauno, che già da diversi secoli possedevano gran parte delle terre della Valle d'Ayas.

Tipico esempio di castello primitivo valdostano, esso è composto essenzialmente da tre elementi: un'ampia ed irregolare cinta di mura che si adatta alla natura del terreno; una grande torre quadrata; una sobria cappella, dedicata a San Martino, orientata, com'era d'uso, verso levante.

Questo genere di castello aveva principalmente il compito di proteggere entro le proprie mura le popolazioni delle vicine borgate. La torre, oltre che fungere da abitazione del Signore, rappresentava l'ultimo baluardo della difesa. Lo testimonia l'unico ingresso, posto a 5 metri d'altezza, raggiungibile solo per mezzo di una scala a pioli che veniva poi ritirata.

Attualmente il castello è visitabile e stupedamente illuminato ogni serata con lampade alogene di colore giallo.

Purtroppo le sue condizioni sono a livello di rudere .

 

fonte web:http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm

martedì 30 ottobre 2012

#Italy #Val d'Aosta:Castello di Issogne

http://www.regione.vda.it/cultura/beni_culturali/patrimonio/castelli/castello_issogne/default_i.asp

E' situato nell'abitato omonimo sul versante destro della Dora, di rimpetto alla cittadinanza di Verres, dove si trova un altro celebre castello-fortezza. Il castello di Issogne in origine appartenne al vescovo di Aosta; in seguito passò alla famiglia dei Challant. Il castello, la cui apparenza estrerna è più simile ad una residenza rinascimentale, ha torri angolari non molto alte. Fu restaurato nel 1400 da Ibleto di Challant ma solo un successivo restauro, (nel 1494) al tempo di Giorgio di Challant (Priore di S. Orso), consentì alla struttura di divenire dimora per sua cugina Margherita de la Chambre e suo figlio Filiberto e assumere l'aspetto che ancora oggi propone ai visitatori. Giorgio di Challant trasformò il primitivo maniero nell'attuale sontuosa dimora arricchendolo con splendide pitture murali, opera dei migliori artisti dell'epoca.
Dalla famiglia Challant il castello passò ai Madruzzo e ritornò ai Challant dopo un processo per la successione durato più di un secolo. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1872 fu acquistato dal pittore Vittorio Avondo il quale, con l'aiuto di altri artisti suoi amici, tra i quali Alfredo d'Andrade artefice del restauro di Fénis, lo riportò all'antico splendore con accorti interventi conservativi e restauri. Ultimati i lavori, che durarono alcuni anni, il castello venne donato allo Stato, che a sua volta lo cedette in proprietà all'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta.

http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm

 Severo e quasi anonimo all'esterno, il castello rileva le preziosità architettoniche dei volumi interni e la magnificenza delle sue stanze e saloni. La pianta dell'edificio, di forma quadrangolare, è chiusa su tre lati; il quarto è formato dal giardino delimitato verso l'esterno da un semplice muro di cinta. All'interno vi è il cortile nel quale si trova la celebre fontana ottagonale con l'albero del melograno in ferro battuto. Il cortile è il disimpegno aperto, dal quale si accede agli ambienti interni dei singoli piani, suggeriti in facciata dalle finestre a crociera e dalle logge aperte dell'ultimo piano. Sul lato ovest si affaccia il porticato, corredato da panche a muro con schienale. Le pareti dei prospetti sul cortile sono interamente decorate con soggetti araldici della casa Challant e delle varie famiglie ad esso imparentate.

http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm

 All'interno dell'edificio si accede mediante un porticino, aperto sul cortile e riquadrato da un massiccio ornato di pietra simile a quello del portone esterno.Al suo interno, l'androne e il porticato sono entrambi decorati con affreschi riproducenti scene di vita quotidiana e mestieri di straordinaria freschezza espressiva (la bottega del sarto, la farmacia, la macelleria, il corpo di guardia, il mercato di frutta e verdura, la bottega del fornaio e beccaio, quella del formaggiaio e del salumiere), mentre la tipica decorazione geometrica quattrocentesca sottolinea, come del resto in tutti gli altri ambienti, la nervatura delle volte gotiche.I locali del castello sono una cinquantina, molti di questi visitabili e arredati: tra le più suggestive nella visita è da citare la "stanza delle armi". Al piano terra si può visitare la sala da pranzo che comunica con la cucina tramite il passapiatti che si apre sotto la cappa del camino; la cucina, dove si trovano tre grandi camini, è divisa in due parti da una doppia arcata: una parte era riservata ai Signori e l'altra al personale di servizio; la sala baronale dove ci sono un bel camino in pietra con lo stemma dei Challant affiancato da un leone e da un grifone, le pitture sulle travi lignee del soffitto, e gli affreschi delle pareti raffiguranti paesaggi, scene di caccia e il Giudizio di Paride. Al primo piano, che si raggiunge salendo la scala a chiocciola di pietra (il cosiddetto "viret"), vi è la cappella dalle volte finemente decorate, con affreschi alle pareti e con l'altare gotico in legno intagliato e dorato adorno di un trittico fiammingo. Anche qui una cancellata in legno divide la parte riservata ai Signori da quella destinata alla servitù. Sullo stesso piano si trovano altre stanze, tra cui quella della contessa con l'oratorio ornato di pitture e quella del Conte Renato.


http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htmAggiungi didascalia
 Al secondo piano, oltre alla stanza del conte, troviamo la stanza del re di Franciacon il soffitto a cassettoni e un camino che reca sulla cappa lo stemma con i gigli dorati sul fondo e il motto "Vive le Roi" (viva il Re). Nella stanza si trova il letto gotico a baldacchino, originale dell'epoca, rintracciato dai restauri presso un contadino di Ussel. Al fianco di questa camera si trova quella detta dei "Cavalieri di San Maurizio": anche qui il soffitto è a cassettoni e in esso è dipinta la croce di quest'ordine. Tutto il resto del castello ha conservato la suggestiva atmosfera dell'epoca feudale, resa con maggiore vivezza dal raffinato arredamento costituito dai rari ed autentici pezzi unici, alcuni ricostruiti altri provenienti da vari castelli e case nobili valdostane.

fonte web: http://www.courmayeur-mont-blanc.com/castelli.htm

sabato 30 giugno 2012

#MonteCervino #Valle D'Aosta

http://www.paesionline.it/valtournenche/foto_dettaglio.asp?filename=6435_valtournenche_il_monte_cervino_innevato

  Il Cervino è tra le più belle e singolari montagne delle Alpi. La maestosità dei suoi 4.478 m, la sua forma a piramide e la posizione, isolata rispetto alle montagne circostanti, lo rendono uno spettacolo davvero irresistibile.
Al Cervino sono legate la storia dell’alpinismo, delle spedizioni di soccorso in alta montagna e degli sport invernali.
Ogni anno è meta di migliaia di scalatori e appassionati escursionisti, ma soprattutto dei suoi innumerevoli amanti che l’hanno elevata a montagna per eccellenza.


http://www.summitpost.org/matterhorn-monte-cervino/296964

Informazioni generali

Il Cervino si trova al confine tra Italia e Svizzera.
Appartiene al gruppo delle Alpi Pennine, una sezione delle Alpi centrali 
Le sue pendici ospitano il paese di Breuil-Cervinia  sul versante italiano e e Zermatt   sul versante svizzero.
Matterhorn è il suo nome tedesco, Mont Cervin il suo nome francese.
La sua vetta fu conquistata per la prima volta nel 1865.

Attivita'

La valle del Cervino è un posto magnifico per moltissime attività sia invernali che estive. Lo sci viene praticato tutto l’anno, ma non è certo l’unica attrazione.

fonbte web:  http://www.cervino.it/

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