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martedì 1 settembre 2026

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi


Buongiorno, oggi è il primo settembre.
Il primo settembre 1985 venne individuato il relitto del Titanic.
 L'ipotesi di trovare il relitto del Titanic nacque poco dopo l'affondamento. I rilievi batimetrici, già nel 1912, indicavano una profondità oceanica di 3.800 m nella zona del naufragio, troppo grande per la tecnologia dell'epoca. Oggi è noto che il relitto giace a circa 1.600 km di distanza da New York e a circa 650 km da Capo Race a Terranova (al momento del ritrovamento, Ballard indicò la distanza di 375 miglia da St. John's e 1.000 miglia da Boston). Al tempo si calcolava che il relitto fosse al largo dei Banchi di Terranova. a circa 900 km da Capo Race, alle coordinate - poi dimostratesi errate - di 41°46' N di latitudine, 50° 14' W di longitudine.
Nessun tentativo fu compiuto fino al 1º settembre 1985, quando una spedizione congiunta franco-americana condotta da Jean-Louis Michel e Robert Ballard del Woods Hole Oceanographic Institution, localizzò e fotografò l'intero relitto, a 22 km di distanza dal luogo dove si supponeva si trovasse.
Esso giace a circa 486 miglia dall'isola di Terranova, ad una profondità di 3.787 m, su un fondale fangoso, ai piedi della scarpata continentale nordamericana, pertanto proprio sulla piana abissale. Le coordinate esatte sono: 41°43′55″N 49°56′45″W.
La scoperta più interessante fu che la nave si era spaccata in due tronconi, con la sezione di poppa situata a 600 metri di distanza dalla prua e rivolta in direzione opposta. C'erano testimonianze discordanti sul fatto che la nave si fosse spezzata e le inchieste successive conclusero che la nave era affondata intatta. Per esempio, il 2° ufficiale Lightoller e il colonnello Gracie affermarono sempre che lo scafo naufragò intatto, e così pure Lawrence Beesley nel suo libro The Loss of the Titanic. Secondo i disegni riportati nel libro di Ballard, è probabile che la rottura si sia verificata poco sotto il livello dell'acqua, facendo così intuire (non vedere) l'avvenuta rottura. Ciò che i testimoni videro fu infatti l'improvvisa discesa del ponte di poppa sulla superficie per poi rialzarsi in posizione verticale.
Si stabilì che la prua affondò con un angolo di discesa accentuato, arando il fondale marino dopo il distacco dalla poppa e sotterrandosi per circa 18 metri. La poppa, invece, si devastò completamente a causa dell'aria contenuta al momento dell'affondamento, che ebbe l'effetto di scardinare scafo e ponti. Alla devastazione contribuì anche l'elevata velocità di impatto col fondale, dato che la poppa era appesantita dalle mastodontiche motrici alternative che ancora oggi si trovano imbullonate nella posizione originale. I tronconi della nave affondarono a gran velocità, tanto che si stima abbiano raggiunto il fondale solo dopo 5 minuti e non circa 2 ore dopo, come si calcolò in passato tenendo presente la più lenta discesa di un relitto integro.
Per quanto riguarda i fumaioli, di essi non è stata trovata quasi alcuna traccia. Il n. 1 si staccò quando la nave era ancora in superficie, mentre gli altri si ritiene possano essersi staccati dopo 300 m di profondità, a causa della pressione dell'acqua. Tutti, comunque, si sono spostati di diversi chilometri dal luogo del naufragio per effetto delle correnti marine.
Attorno al relitto si trova una gran quantità di rottami, arredi, stoviglie e oggetti personali dispersi nel raggio di circa un miglio quadrato. I corpi umani e i materiali deperibili come il legno sono stati divorati in brevissimo tempo dagli organismi marini.
Nei primi anni dopo il ritrovamento si fece sempre più forte l'ipotesi di riuscire a riportare a galla i tronconi dello scafo, ipotesi avanzata dallo stesso Ballard, il quale però non ne vedeva la reale necessità.
Nel 1987 iniziarono ad essere recuperati oggetti di valore tra cui una borsa di pelle piena di gioielli, alcune casseforti ed altri manufatti del relitto che successivamente furono esposti in alcune mostre, ed aperti in diretta televisiva mondiale].
Furono recuperati circa 5000 manufatti, una parte dei quali vennero portati in Francia, dove un'associazione di artigiani ognuno specializzato in un campo diverso li restaurarono pazientemente. Per esempio, furono rimessi a nuovo alcuni trombini (ossia le sirene a vapore dei fumaioli), la base in legno di una bussola, una statuetta di ceramica, la griglia metallica di una panchina, una valigia da uomo contenente indumenti, perfino materiale cartaceo come spartiti musicali, lettere, ricevute bancarie, ecc. Alcuni restauratori sono però contrari al completo restauro dei reperti, in quanto essi sono più significativi se mantengono traccia del trauma che hanno subìto.
Nell'agosto 1996 fu tentato un recupero dello scafo alla presenza di due navi da crociera, ma il recupero fallì a causa di un guasto meccanico risolto pochi giorni dopo, quando venne riportata a galla una porzione del ponte di prima classe comprendente due cabine per un totale di 10 tonnellate. L'operazione si svolse grazie all'utilizzo di palloni riempiti di gasolio, che è un liquido più leggero dell'acqua.
Lo scafo del Titanic non si presenta in buone condizioni, tutt'altro. Mentre si riteneva, prima della scoperta del relitto, che il freddo (l'acqua a quella profondità ha una temperatura di 4° C), il buio, le correnti di fondo e la scarsità d'ossigeno disciolto nell'acqua avessero pressoché preservato lo scafo del Titanic integro dalla ruggine, la realtà si presentò ben differente. Vennero smentite le speculazioni degli esperti che - ad esempio - dichiararono che il relitto del Titanic sarebbe stato in condizioni migliori di quello dell'Andrea Doria, in quanto la differenza temporale di permanenza sul fondo oceanico (il Titanic affondò ben 44 anni prima dell'Andrea Doria) sarebbe stata compensata dall'assenza di microorganismi decompositori alle elevate profondità (la tomba del Titanic è a 3.787 m di profondità, mentre l'Andrea Doria giace a soli 80 m di profondità).
Diversi scienziati, tra cui Robert Ballard, ritengono che le visite turistiche al relitto stiano accelerando il processo di degrado. Microrganismi marini stanno progressivamente consumando il ferro del Titanic fin dal momento dell'affondamento, ma a causa del danno aggiunto dai visitatori la National Oceanic and Atmospheric Administration americana stima che «...lo scafo e la struttura della nave potrebbe collassare sul fondale oceanico entro i prossimi 50 anni» (entro 80-100 anni secondo altre stime). Il libro di Ballard Return to Titanic, pubblicato dalla National Geographic Society, include fotografie che evidenziano il degrado del ponte superiore causato dal posarsi dei batiscafi.
Gli scienziati della spedizione sottomarina del 1997 hanno collocato sulla parte più corrosa del relitto, a prua, una specie di esca con negativi fotografici. Dopo qualche giorno si sono accorti che la gelatina della pellicola era stata intaccata dai batteri che si nutrono di ferro, calcolando che in cento anni circa il 20% della prua è già stato consumato. Secondo gli studiosi, il Titanic è letteralmente "divorato" dai batteri e col passare dei secoli si trasformerà in polvere e minerale ferroso.
Nel dicembre 2010 gli scienziati della Dalhousie University di Halifax (Canada) e dell'Università di Siviglia (Spagna) hanno reso pubblici i risultati di nuove analisi su reperti prelevati dalla nave responsabili delle formazioni rugginose chiamate rusticles) causa del degrado dello scafo e hanno isolato una nuova specie di batteri, mai trovata a quella profondità e chiamata Halomonas titanicae.
Si presume che il relitto del Titanic, nel 2040 sarà completamente divorato dai batteri, e quindi non sarà più possibile vederlo come relitto sott'acqua.

venerdì 10 aprile 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 10 aprile.
Il 10 aprile 1912 il transatlantico Titanic lasciava il porto di Southampton per dirigersi allo scalo irlandese di Queenstown, raggiunto il giorno successivo.
La storia del Titanic iniziò nel 1907, quando fu decisa la realizzazione di tre grandi e lussuose navi gemelle, l’Olympic, il Titanic e il Gigantic (a quest’ultimo, dopo la catastrofe del Titanic, venne cambiato il nome in Britannic). I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del 1908 nel più grande cantiere navale di Belfast, Harland & Wolff. In circa due anni, nel maggio 1911, il Titanic fu varato e dopo dieci mesi completato: un tempo di costruzione record per l’epoca.
Il Titanic lasciò l’Europa alla volta di New York l'11 aprile 1912 e affondò solo pochi giorni dopo, il 14 aprile, dopo aver urtato un iceberg.
Oggi la dinamica dell’affondamento appare chiara anche se non sono mancate ipotesi di ogni genere, comprese quelle più fantasiose. La nave "più sicura del mondo", in realtà, non aveva sufficienti scialuppe di salvataggio, non aveva adeguati compartimenti stagni e il personale non era addestrato per gestire l’emergenza. Mancava, perfino, un sistema di altoparlanti interni e segnalazioni d’allarme per avvisare i passeggeri in caso di pericolo. Oggi sembra inaudito, ma all’epoca, era sufficiente che una nave avesse scialuppe di salvataggio solo per un terzo dei passeggeri. Nel Titanic, inoltre, molte scialuppe non furono inserite perché “avrebbero rovinato l’aspetto” della nave, visto che i costruttori e gli armatori erano convinti che non sarebbero mai servite.
Il Titanic, infatti, era considerato uno dei risultati eccellenti del positivismo tecnico di matrice ottocentesca: era esageratamente grande, lussuoso, c’erano saloni arredati imitando antiche dimore patrizie, colonne dorate, pannelli in legno pregiato e inserti di madreperla. Non mancava una piscina coperta, la palestra, il bagno turco, saloni di svago, bar, salotti... ovviamente solo per i passeggeri di prima classe.
Con a bordo molti emigranti irlandesi nella terza classe fiduciosi di cominciare una nuova vita in America, il Titanic salpò da Queenstown, Co. Cork, l'11 aprile 1912, quasi senza aver fatto complete “prove in mare” per la fretta che avevano gli armatori di battere la concorrenza. Il comandante Edward John Smith, infatti, aveva dato ordine di spingere le macchine al massimo nel tentativo di attraversare l’Atlantico in tempi record.
Per un paio di giorni la navigazione fu regolare e, per l’epoca, molto veloce.
Domenica 14 aprile 1912, la stazione radio di bordo ricevette numerose segnalazioni che riferivano la presenza di iceberg vaganti lungo la rotta, assai frequentata da navi passeggeri e da trasporto.
In serata la navigazione procedeva regolare, il mare era tranquillo, mancava la luna ma la visibilità era ottima, il cielo era limpido e stellato. Alle ore 23,40 le vedette, che per la fretta di partire non erano dotate di adeguati cannocchiali, avvistarono a occhio nudo un enorme iceberg dritto di prora e lanciarono l’allarme. William Murdoch, ufficiale di guardia, ordinò l’indietro tutta e una virata ma la nave era troppo veloce - circa 22 nodi - e l’ostacolo era a poco meno di cinquecento metri di distanza. Il proposito, allora, fu quello di passare a sinistra dell’iceberg, sfiorandolo con il fianco destro; invece, si ottenne un tragico risultato: il Titanic cozzò contro la massa di ghiaccio che ne squarciò il fianco per una novantina di metri su una lunghezza complessiva di circa 270 metri.
Il Titanic aveva 16 compartimenti stagni e sarebbe stato in grado di navigare con quattro compartimenti allagati, ma l’iceberg squarciò la carena interessando sei compartimenti, fatto non previsto dai progettisti.
Alle ore 00,15 del 15 aprile 1912, venne lanciato l’SOS (recente innovazione per l’epoca) ricevuto da molte navi, la più vicina delle quali, il Carphatia, era a quattro ore di navigazione.
A questo punto iniziò la raccapricciante agonia della nave: il Titanic iniziò ad imbarcare acqua nei compartimenti di prua inclinandosi in avanti e sollevando la poppa. La nave si inclinò sempre di più e la tremenda pressione esercitata fece sì che, dopo essersi spente le luci, lo scafo si spezzasse in due tronconi: la parte di prua, più pesante, affondò subito e poco dopo toccò alla parte di poppa, che prima tornò al suo posto, poi si innalzò verticalmente per inabissarsi, infine, nelle buie acque. Le persone che affondarono con la nave e quelle che furono trascinate dal suo risucchio si suppone siano morte quasi subito, mentre le altre che, indossando i giubbotti di salvataggio, riuscivano a restare a galla morirono di ipotermia dato che la temperatura dell'acqua si aggirava tra gli 0° e i 2° C.
Il Carpathia arrivò sul luogo del disastro alle 4,00 e trovò una tragica calma piatta, le scialuppe con i 705 superstiti e il mare disseminato di corpi che galleggiavano. Le vittime furono 1518.

venerdì 20 ottobre 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 20 ottobre.
Il 20 ottobre 1910 venne varata a Belfast la Olympic, la prima delle tre navi gemelle della White Star, insieme al Titanic e al Britannic.
Il varo dell'Olympic rappresentò un enorme passo in avanti nella storia della Harland and Wolff.  Come osservò un partecipante all'evento nel 1910, “c'è qualcosa che ispira un certo timore reverenziale nelle proporzioni dell'Olympic...si resta piuttosto sbalorditi dalla sua stazza straordinaria, dalle dimensioni generali e dallo sfarzo degli interni nonché dalla completezza degli incarichi”. L'Olympic fu il più grande oggetto semovente mai costruito dall'uomo fino alla comparsa della sorella, quel Titanic che le avrebbe sottratto tale onore al varo compiuto sette mesi più tardi.  Al varo dell'Olympic erano presenti la sorella del Primo ministro, miss Asquith, il sindaco di Belfast e sua moglie, il presidente del cantiere navale, lord Pirrie, e il presidente della White Star, Bruce Ismay.
Compì il suo viaggio inaugurale il 14 giugno 1911 al comando del capitano Edward Smith, lo stesso che avrebbe condotto il Titanic nel suo unico viaggio. Il transatlantico stupì tutti arrivando a New York dopo 5 giorni, 16 ore e 42 minuti (non era il record assoluto, detenuto dal Mauretania), senza neanche accendere tutte le caldaie, cosa che sarà fatta, invece, sul Titanic). Anche questa prima traversata, però, non fu del tutto indenne da problemi: la Olympic infatti stava per affondare un rimorchiatore durante le manovre nel porto di New York.
Il 20 settembre 1911, alla partenza da Southampton dopo un pesante ritardo, la Olympic venne speronato a dritta da parte del vecchio incrociatore Hawke della Royal Navy nelle acque del Solent, causando uno squarcio nella poppa, con conseguente danneggiamento di due compartimenti stagni e la perdita di una pala dell'elica. La Olympic fu riparata nel bacino di carenaggio di Belfast, che era l'unico bacino, al tempo, capace di ospitare una nave di tali dimensioni. Lì, curiosamente, affiancherà (come durante la costruzione) il Titanic che stava per essere completato.
Dopo il disastro del Titanic, la Olympic fu richiamata immediatamente dalla compagnia. Si decise subito di intervenire aumentando la sicurezza della nave: fu così portata nel bacino di carenaggio dove passò oltre sei mesi. Subì un importante riallestimento: il doppio scafo venne esteso anche alle fiancate e fu aumentato il numero delle scialuppe di salvataggio. Con queste modifiche, inoltre, raggiunse la stazza di 46.359 tonnellate, il che significò la riconquista del titolo di nave più grande del mondo strappandolo al Titanic (46.328 t), mantenuto fino al varo, nello stesso anno, della SS Imperator.
Diversamente dalla Olympic, sulla gemella rinominata Britannic (il nome originario era Gigantic), dato che era ancora in costruzione, vennero fermati i lavori e modificato, fin dal principio, il progetto della nave. Terminati i lavori nella primavera del 1913, la Olympic riprese il mare, sempre sulle rotte del Nord Atlantico.
Durante la prima guerra mondiale la Olympic fu requisita come Nave Trasporto Truppe, con una capacità di 6000-7000 uomini: pertanto, una volta terminato il Britannic (questa invece fu reclutata come nave ospedale), fu riportata in bacino per poter essere adattata al nuovo ruolo di guerra.
Durante questa funzione, la Olympic riuscì a sfuggire ad un sottomarino nel novembre del 1915, schivò due siluri e passò indenne un bombardamento da parte di un aereo bulgaro nel gennaio del 1916. Non fu altrettanto fortunata la Britannic, affondata da una mina navale nei pressi dell'isola di Ceo.
La nave ritornò sulle rotte oceaniche nel 1920 e nei successivi quindici anni effettuò centinaia di traversate senza alcun problema. Charlie Chaplin se ne servì ogni volta che fece ritorno in Inghilterra, nel '21 e nel '31.
Il 15 maggio 1934 la Olympic sperona ed affonda la piccola nave americana Nantucket Lightship LV-117 ed uccide tutto il suo equipaggio: alcuni membri sul colpo, altri deceduti successivamente in ospedale.
Pochi mesi dopo la nave fu posta in disarmo e nel marzo del 1935 fece il suo ultimo viaggio a New York prima di essere venduta, privata degli eleganti interni che erano del tutto simili a quelli del Titanic e demolita, insieme alla nave della compagnia rivale Mauretania.

sabato 19 dicembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 19 dicembre.
Il 19 dicembre 1997 esce nelle sale americane il film "Titanic", diretto da James Cameron con Leonardo di Caprio e Kate Winslet.
Fu il film più costoso mai realizzato fino ad allora (200 milioni di dollari) e quello con il più alto incasso mondiale di tutti i tempi (1 miliardo e 800 milioni di dollari), superato successivamente solo da Avatar, dello stesso Cameron, nel 2010.
Ricevette la nomination per 14 premi Oscar, come Eva contro Eva del 1950, vincendone 11, inclusi Miglior Film e Miglior Regista, diventando così il film più premiato dalla Academy insieme a Ben Hur (1959) e successivamente al Signore degli Anelli, Il ritorno del Re (2003).
Non esistendo teatri di posa sufficientemente grandi, la 20th Century Fox acquistò 16 milioni di metri quadrati di costa lungo la spiaggia di Rosarito in Messico, dove venne allestita una cisterna esagonale di circa 37.000 metri quadrati contenente 76 milioni di litri d'acqua, in cui fu ricostruito a grandezza naturale (scala 1:1) il 90% del Titanic (fu tralasciata una porzione di 27 metri, pari al 10%). Inoltre i 4 fumaioli furono ridotti del 10%.
Tralasciando la trama, nota a tutti, ci piace segnalare alcune incongruenze sfuggite al regista:
Molti dei personaggi fumano sigarette col filtro, ma il filtro fu inventato e applicato alle sigarette in commercio solo a partire dagli anni '40.
La cartina nella sala radio del Titanic, pur apparendo antica, riporta i confini del mondo aggiornati al 1997.
Il protagonista Jack Dawson, in una scena, afferma di essere andato a pescare al Lago Wissota, che però nel 1912 non esisteva. Si tratta di un lago artificiale, creato nel 1917 per fornire di acqua un bacino idrico di una centrale elettrica.
Il dipinto Ninfee di Claude Monet che compare nel film, fu cominciato nel 1916 e completato nel 1923, mentre il Titanic è affondato nel 1912.
In una scena si può notare che un uomo indossa un orologio digitale, inventato sessant'anni dopo.
Il 6 aprile del 2012, per il centesimo anniversario dell'affondamento del Titanic, è uscita nelle sale una speciale versione in 3D del film.

martedì 10 aprile 2012

#Podcast: Accadde il 10 aprile del.... di Mario Battacchi


www.wikipedia.org
 Il 10 aprile 1912, 100 anni fa, il transatlantico Titanic lasciava il porto di Southampton per dirigersi allo scalo irlandese di Queenstown, raggiunto il giorno successivo.
 La storia del Titanic iniziò nel 1907, quando fu decisa la realizzazione di tre grandi e lussuose navi gemelle, l’Olympic, il Titanic e il Gigantic (a quest’ultimo, dopo la catastrofe del Titanic, venne cambiato il nome in Britannic). I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del 1908 nel più grande cantiere navale di Belfast, Harland & Wolff. In circa due anni, nel maggio 1911, il Titanic fu varato e dopo dieci mesi completato: un tempo di costruzione record per l’epoca.
 Il Titanic lasciò l’Europa alla volta di New York l'11 aprile 1912 e affondò solo pochi giorni dopo, il 14 aprile, dopo aver urtato un iceberg.
 Oggi la dinamica dell’affondamento appare chiara anche se non sono mancate ipotesi di ogni genere, comprese quelle più fantasiose. La nave "più sicura del mondo", in realtà, non aveva sufficienti scialuppe di salvataggio, non aveva adeguati compartimenti stagni e il personale non era addestrato per gestire l’emergenza. Mancava, perfino, un sistema di altoparlanti interni e segnalazioni d’allarme per avvisare i passeggeri in caso di pericolo. Oggi sembra inaudito, ma all’epoca, era sufficiente che una nave avesse scialuppe di salvataggio solo per un terzo dei passeggeri. Nel Titanic, inoltre, molte scialuppe non furono inserite perché “avrebbero rovinato l’aspetto” della nave, visto che i costruttori e gli armatori erano convinti che non sarebbero mai servite.
 Il Titanic, infatti, era considerato uno dei risultati eccellenti del positivismo tecnico di matrice ottocentesca: era esageratamente grande, lussuoso, c’erano saloni arredati imitando antiche dimore patrizie, colonne dorate, pannelli in legno pregiato e inserti di madreperla. Non mancava una piscina coperta, la palestra, il bagno turco, saloni di svago, bar, salotti... ovviamente solo per i passeggeri di prima classe.
Con a bordo molti emigranti irlandesi nella terza classe fiduciosi di cominciare una nuova vita in America, il Titanic salpò da Queenstown, Co. Cork, l'11 aprile 1912, quasi senza aver fatto complete “prove in mare” per la fretta che avevano gli armatori di battere la concorrenza. Il comandante Edward John Smith, infatti, aveva dato ordine di spingere le macchine al massimo nel tentativo di attraversare l’Atlantico in tempi record.
 Per un paio di giorni la navigazione fu regolare e, per l’epoca, molto veloce.
 Domenica 14 aprile 1912, la stazione radio di bordo ricevette numerose segnalazioni che riferivano la presenza di iceberg vaganti lungo la rotta, assai frequentata da navi passeggeri e da trasporto.
 In serata la navigazione procedeva regolare, il mare era tranquillo, mancava la luna ma la visibilità era ottima, il cielo era limpido e stellato. Alle ore 23,40 le vedette, che per la fretta di partire non erano dotate di adeguati cannocchiali, avvistarono a occhio nudo un enorme iceberg dritto di prora e lanciarono l’allarme. William Murdoch, ufficiale di guardia, ordinò l’indietro tutta e una virata ma la nave era troppo veloce - circa 22 nodi - e l’ostacolo era a poco meno di cinquecento metri di distanza. Il proposito, allora, fu quello di passare a sinistra dell’iceberg, sfiorandolo con il fianco destro; invece, si ottenne il tragico risultato il Titanic cozzò contro la massa di ghiaccio che ne squarciò il fianco per una novantina di metri su una lunghezza complessiva di circa 270 metri.
 Il Titanic aveva 16 compartimenti stagni e sarebbe stato in grado di navigare con quattro compartimenti allagati ma l’iceberg squarciò la carena interessando sei compartimenti, fatto non previsto dai progettisti.
Alle ore 00,15 del 15 aprile 1912, venne lanciato l’SOS (recente innovazione per l’epoca) ricevuto da molte navi, la più vicina delle quali, il Carphatia, era a quattro ore di navigazione.
 A questo punto iniziò la raccapricciante agonia della nave: il Titanic iniziò ad imbarcare acqua nei compartimenti di prua inclinandosi in avanti e sollevando la poppa. La nave si inclinò sempre di più e la tremenda pressione esercitata fece sì che, dopo essersi spente le luci, lo scafo si spezzasse in due tronconi: la parte di prua, più pesante, affondò subito e poco dopo toccò alla parte di poppa, che prima tornò al suo posto, poi si innalzò verticalmente per inabissarsi, infine, nelle buie acque. Le persone che affondarono con la nave e quelle che furono trascinate dal suo risucchio si suppone siano morte quasi subito, mentre le altre che, indossando i giubbotti di salvataggio, riuscivano a restare a galla morirono di ipotermia dato che la temperatura dell'acqua si aggirava tra gli 0° e i 2° C.
 Il Carpathia arrivò sul luogo del disastro alle 4,00 e trovò una tragica calma piatta, le scialuppe con i 705 superstiti e il mare disseminato di corpi che galleggiavano. Le vittime furono 1518.

© 2012 Accademia dei Sensi - Licenza CC BY-NC-ND 3.0

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