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giovedì 25 dicembre 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 25 dicembre.

Il 25 dicembre 274 d. C. l'Imperatore Aureliano introduce la festività del Dies Natalis Solis Invicti.

Nel Rinascimento si formò l'idea che il cristianesimo sia stato pesantemente influenzato dal mitraismo e dal culto del Sol Invictus, o addirittura che trovi in loro la sua radice vera.

Esistono fonti che ci permettano di comprendere l'influenza del culto solare nei confronti del cristianesimo? 

Papa Leone I (V secolo) scriveva: «È così stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa s’inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che è ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza d’ossequio a questo culto degli dei.» 

Il Sol Invictus, per esteso Deus Sol Invictus, era un appellativo religioso usato per diverse divinità nel tardo impero romano, tra cui Helios, El-Gabal e Mitra, che finirono per essere assimilate in un monoteismo solare.

Il culto del Sol Invictus ebbe origine in Oriente, dove le celebrazioni del rito della nascita del Sole prevedevano che i celebranti, ritiratisi in appositi santuari, uscissero a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un infante. Questi riti si celebravano in Egitto e Siria.

L’usanza sparì con la diffusione della nuova religione?

Cosma da Gerusalemme testimonia che ancora nel VII secolo s’effettuavano tali cerimonie nella notte tra il 24 ed il 25 dicembre.

Possiamo affermare che ancora nel 600 le celebrazioni della vergine che partorisce il Sole si effettuavano in paesi dell’Oriente.

Una domanda sorge spontanea: quando il Dio Sole Invitto entrò nelle celebrazioni dei romani?

Il culto acquisì importanza nella città di Roma grazie all’imperatore Eliogabalo che tentò d’imporre il culto d’Elagabalus Sol Invictus, il Dio Bolide della propria città natale, Emesa in Siria. L’imperatore fece costruire un tempio dedicato al nuovo Dio sul Palatino. La morte violenta dell’imperatore, nel 222, comportò la cessazione delle celebrazioni. Tale avvenimento ricorda gli accadimenti dell’Antico Egitto dove il faraone Akhenaton cercò d’imporre il monoteismo, tramite la sostituzione dei culti precedenti con quello relativo al Dio Aton. Alla morte del faraone, il dio e la rivoluzione religiosa d’Akhenaton furono coperti da damnatio memoriae. Una piccola differenza esiste: le celebrazioni continuarono fuori delle mura di Roma, ma all’interno dei confini dell’impero. 

Nel 272, Aureliano riuscì a sconfiggere la Regina Zenobia del Regno di Palmira grazie all’intervento, provvidenziale, delle truppe della città stato d’Emesa. L’imperatore ammise d’aver avuto la visione del dio Sole d’Emesa che interveniva in aiuto delle truppe. L’imperatore fece ritorno a Roma con le truppe ed i sacerdoti del Dio Sol Invictus, ufficializzando così il culto solare d’Emesa. Edificò un tempio sul Quirnale e creò un nuovo corpo di sacerdoti, i pontifices solis invicti.

Possiamo pensare che Aureliano cercò di unificare, sotto le sembianze del Sol Invictus, varie divinità presenti nell’impero?

Si ricordi che Giove e Apollo erano identificati con il sole.

Tertulliano asserì che molti romani pensavano che i cristiani adorassero il Sole.

Aureliano fece del Dio Sole la principale divinità dell’impero romano. Risale proprio al periodo dell’imperatore la nascita della festa solstiziale del Dies Natalis Solis Invicti, in altre parole il giorno di nascita del Sole Invitto. 

La data che fu scelta s’innestava con la festa più antica ed importante dell’impero, i Saturnali.

Quale data fu scelta?

Il 25 dicembre come data per la celebrazione del Sole Invitto è riportata solo nel Cronografo del 354.

Nel regno di Licinio la celebrazione del Sol Invictus si svolse il 19 dicembre. 

La celebrazione avvenne in date diverse dal 19 o dal 25 dicembre: vi sono esempi che avvenisse dal 19 al 22 d’ottobre.

Le celebrazioni legate al Dio Sole come s’intersecano con la nuova religione?

Legami tra il Sole e la figura del Messia compaiono in una profezia biblica di Malachia: « la mia giustizia sorgerà come un Sole e i suoi raggi porteranno la guarigione...il giorno in cui io manifesterò la mia potenza, voi schiaccerete i malvagi.»

Le associazioni tra il Sole e il Messia appaiono anche nei manoscritti del Mar Morto: « La sua parola è come parola del cielo; il suo insegnamento è secondo la volontà di Dio. Il suo eterno Sole splenderà e il suo fuoco sarà fulgido in tutti i confini della terra; sulla tenebra splenderà. Allora la tenebra sparirà dalla terra, l'oscurità dalla terraferma. »

La prima testimonianza del Natale cristiano, successiva al Cronografo del 354, risale al 380, grazie ai sermoni di Gregorio di Nissa.

La festa del Natale di Cristo non è riportata negli antichi calendari delle feste cristiane: gli adepti della nuova religione prediligevano altre festività quali la Pasqua, l’Epifania e il concepimento. 

Il 380 lo possiamo definire uno spartiacque: la religione del Sol Invictus restò in uso sino all’editto di Tessalonica del 27 febbraio, con cui Teodosio stabiliva che l’unica religione di Stato era il Cristianesimo di Nicea.

Le religioni imposte per legge con gran difficoltà attecchiscono immediatamente.

Il culto del Sole continuò ad attraversare i secoli.

Verso la fine del XII secolo, un vescovo siriano ammette: «Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la "vera" Natività doveva essere proclamata in quel giorno.»

Jacob bar-Salibi, vescovo siriano, permette di comprendere come alla fine del XII secolo ancora si ricordava la sovrapposizione del culto solare con il cristianesimo delle origini.

venerdì 25 dicembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 25 dicembre.
Il 25 dicembre è tradizionalmente indicata come la data in cui è nato Gesù.
La data tradizionale del 25 dicembre è documentata a partire dal III e dal IV secolo. Oggi sull'origine di questa data vi sono diverse ipotesi, che possono essere raggruppate in due categorie: secondo la prima, la data è stata scelta in base a considerazioni interne al Cristianesimo, mentre la seconda prende in considerazione la derivazione da festività celebrate in altre religioni praticate contemporaneamente al Cristianesimo di allora. Le due categorie di ipotesi possono coesistere.
Il primo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "interna" al Cristianesimo, senza apporti da altre religioni, derivante da ipotesi cristiane sulla data di nascita di Gesù.
Un'ipotesi piuttosto recente asserisce che la data del Natale corrisponda alla vera data di nascita di Gesù. L'ipotesi si basa sull'analisi dei testi presenti nella biblioteca essena di Qumran e su alcune informazioni fornite dal Vangelo secondo Luca. Secondo Luca, San Giovanni Battista fu concepito sei mesi prima di Gesù (e quindici mesi prima del Natale), e l'annuncio del suo concepimento fu dato al padre San Zaccaria mentre questi officiava il culto nel Tempio di Gerusalemme. Dai rotoli di Qumran si è potuto ricostruire il calendario dei turni che le vari classi sacerdotali seguivano per tali offici, ed è stato possibile stabilire che il turno della classe di Abia (a cui apparteneva Zaccaria) cadeva due volte l'anno. Uno dei due turni corrispondeva all'ultima settimana di settembre, ossia proprio quindici mesi prima della settimana del Natale.
Un'ipotesi afferma che la data del Natale si fonda sulla data della morte di Gesù o Venerdì Santo. Dato che la data esatta della morte di Gesù nei Vangeli si colloca tra il 25 marzo e il 6 aprile del nostro calendario, per calcolare la data di nascita di Gesù si sarebbe seguita la credenza che i profeti siano morti nell'anniversario della loro nascita. Secondo questa ipotesi, si calcolò che Gesù fosse morto nell'anniversario della sua Incarnazione o concezione (non della sua nascita), e così si pensò che la sua data di nascita dovesse cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo, tra il 25 dicembre e il 6 gennaio.
Il sorgere del sole e la luce sono simboli usati nel Cristianesimo e nella Bibbia. Per esempio nel vangelo di Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, descrive la futura nascita di Cristo, con queste parole: "verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge". Il Natale, nel periodo dell'anno in cui il giorno comincia a allungarsi, potrebbe essere legato a questo simbolismo.
Il secondo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "esterna" al Cristianesimo, come un tentativo di assorbimento di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste di altre religioni antiche.
La festa si sovrappone approssimativamente alle celebrazioni per il solstizio d'inverno (tipiche del nord Europa) e alle feste dei saturnali romani (dal 17 al 23 dicembre). Già nel calendario romano il termine Natalis veniva infatti impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la nascita dell'Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 273 d.C., e poi spostata al 25 dicembre. Ancora durante il regno di Licinio (imperatore dal 308 al 324 d.C.) il culto al dio solare veniva comunque celebrato il 19 dicembre, e non il 25. Alla luce delle fonti, si ipotizza in particolare che i cristiani avrebbero "ribattezzato" la festa pagana del Sole Invitto come "Festa della nascita di Cristo", spostando la data dal 21 al 25 dicembre, per soppiantare quella pagana, largamente diffusa tra la popolazione.

domenica 8 dicembre 2013

#NataleIn #Piemonte

imm. da comune.torino.it/verdepubblico/galleria/neve/img/05.jpg
Il Natale in Piemonte viene spesso celebrato attraverso sacre rappresentazioni, presepi scultorei, che per l'occasione vengono esposti al pubblico e presepi viventi.
I Pastour, i Pastori, è la messa in scena dell'adorazione popolare del Bambino Gesù, diffusa in tutto il Piemonte. Personaggio tipico è "Gelindo", che nella notte di Natale guida i pastori verso la chiesa dove i figuranti porgeranno le loro offerte al Salvatore. Recitata in dialetto alessandrino, tratta della storia di poveri pastori alessandrini che vanno ad adorare Gesù Bambino: una rappresentazione che mescola il sacro e il profano, con frequenti riferimenti satirici alla realtà contemporanea, scherzi e battute dei protagonisti.Tradizionale del Piemonte è anche il vischio, che cresce spontaneo in molte aree ed è simbolo di buon augurio sotto le feste natalizie.
Sulle tavole piemontesi a Natale non possono mancare:
Insalata di carne cruda all'albese;
Peperoni in bagna cauda (salsa a base di olio, aglio e acciughe);
Acciughe al verde;
Flan del cardo;
Tortino al porro;
Agnolotti al plin, con sugo d'arrosto;
Risotto con radicchio o al barolo;
Arrosto di cappone;
Misto di bollito con salse, carote e patate al forno;
Come dolci: torta gianduia e zabaione e torrone d'Alba.

fonte web:  http://www.ciccina.it/frasi/natale/riti_e_tradizioni_di_natale_in_italia.php

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