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Il nome
Chianale nel Comune di Pontechianale (Provincia di Cuneo)
A 1800 metri d’altitudine, al confine con la Francia, in fondo
alla Val Varaita di cultura occitana, si trova questo villaggio dal
cuore d’ardesia, con i suoi tetti di lose, le sue pietre, i suoi legni,
le vecchie travi. Les montagnards sont là. La posizione è magnifica, al
riparo delle valanghe. A Chianale si respira tutto il profumo delle
Alpi, quando l’aria di neve spazza via i pensieri sotto un cielo color
dell’acciaio; quando il silenzio scende sulle case intorpidite che
sembrano stringersi tra loro come a tenersi caldo. I larici riposano
come carezze nella neve e l’allegria scaccia la solitudine vicino al
fuoco amico del camino. La cultura provenzale, orgogliosamente esibita
dai pochi abitanti rimasti, riporta al tempo dei trovatori, che forse
nella bella stagione componevano versi e musica nell’Alevé, il bosco di
pini cembri più grande d’Europa, sulle pendici del Monviso. Attraversato
dallo Chemin Royal che portava in Francia, il villaggio fu solo
sfiorato dalle guerre di religione, dato che il tempio calvinista e la
chiesa cristiana stavano senza problemi l’uno di fronte all’altra.
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La storia
X sec. , alla fine del primo millennio l´Alta Valle Varaita (abitata sin
dalla preistoria)subisce le incursioni e le razzie dei Saraceni, la cui
cacciata è rimasta nella tradizione popolare con le feste della "Baìo"
di Sampeyre e la "Beò" di Bellino.
1125, la Val Varaita è assegnata ai marchesi di Saluzzo.
1210, la Contessa Alasia cede tutta la zonaal Delfinato Francese.
1363-1713, la "Castellata" ossia l´Alta Varaita con i paesi di
Chianale, Pontechianale, Casteldelfino e Bellino, per quasi quattro
secoli è territorio del Delfino di Francia e gode di un´atonomia unica
per quei tempi: la Rèpublique des Escartouns. Con il Trattato di Utrecht
la zona è ceduta ai Savoia e il confine tra i due Stati è posto in cima
al collo dell´Agnello, a 2748 m. di quota.
1891, il villaggio de La Cianal conta ben 449 abitanti, a fronte delle poche decine di oggi.
La comunità detiene il triste primato dello spopolamento in tutta la Val Varaita.
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Da vedere
L'Alta Val Varaita si chiude a Pontechianale (1610) con il suo lago
circondato da boschi e pinete. Poi si sale ancora e si arriva al
villaggio in pietra di Chianale, quasi 1800 m. , la cui struttura è
centrata sull´asse dell´antico Chemin Royal, la strada del sale che
portava in Francia. Proseguendo da Chianale, infatti, attraverso una
spettacolare arrampicata sino a 2748 m., che l´automobile può affrontare
solo d´estate, si raggiunge il colle dell´Agnello da dove si scende
nella regione del Queyras.
Il borgo di Chianale è diviso dal torrente Varaita in due nuclei
collegati tra loro da un ponte in pietra, vero cuore del borgo. Il ponte
si trova in corrispondenza di una piccola piazzetta con fontana su cui
si affaccia l´antica Chiesa Sant´Antonio.
Sorta nel XIV secolo, è stata la Parrocchiale di Chianale dal 1459
fino a tutto il Seicento. semplice e armoniosa, con il campanile a vela
biforato e un portichetto d´ingresso, presenta un meraviglioso portale
romanico a triplice ghiera. L´interno è ad aula con volta a botte. Gli
archi trasversali sono retti da mensole scolpite con espressivi
mascheroni e tètes coupèes che rimandano all´arcaico substrato celtico.
Sullo Chemin Royal, asse centrale del borgo, l´edificio al numero
civico 17, Casa Martinet, è ciò che resta del Tempio Calvinista.
Chianale fù, per buona parte del 600 fino alla vigilia della revoca
dell´Editto di Nantes, l´unico centro della Valle in cui fosse
consentita la libertà di culto. Si noti sulla facciata la bifora con le
armi di Francia e Delfinato.
Al di la del Varaita si leva, invece, la più recente Parrocchiale di
San Lorenzo, costruita tra Sei e Settecento, che conserva all´interno
un´altare Barocco di tradizione Briansonese del 1726 appoggiato a
quattro massicce colonne tortili di pino cembro e frutto di uno
splendido lavoro di intaglio.
Il patrimonio architettonico delle valli Alpine è stato spesso declassato a cultura povera.
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Non è difficile, al contrario, osservare anche in Alta Val Varaita
piccoli capolavori di architettura contadine sparsi qui e là, nelle
borgate e nelle zone più impervie: ad esempio, case con un´articolazione
di piani e un gioco di aperture estremamente originali, esatte nelle
proporzioni e disposte funzionalmente in modo da fronteggiare i rigori
del clima.
Da ammirare, in fine, a Chianale i bellissimi tetti in lose delle
abitazioni, che visti dall´alto rendono compatto e suggestivo il borgo.
Il prodotto
Un tempo la valle era nota, e La Cianal in particolare per il miele e l´artigianato del legno.
Oggi si continuano a produrre ottimi formaggi d´alpeggio.
Il piatto
-Les ravioles: gnocchi di patate locali impastate con formaggio e condite con burro fuso;
-Polenta concia;
-Cruzetin: gnocchetti aciduli di farina di segale.
fonte web: http://www.borghitalia.it/