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sabato 27 dicembre 2025

Musica rom a Paglieta

 È in programma per il 30 dicembre 2025 alle 21:00 al Teatro Comunale di Paglieta il Concerto di Musica Rom. Sul palco l’Alexian Trio con Alexian Santino Spinelli alla fisarmonica, Gualtiero Lamagna al bouzouki e alla chitarra e Federico Binetti alle percussioni etniche. L’iniziativa, a ingresso libero, è patrocinata dal Comune di Paglieta e organizzata con l’associazione Them Romanò di Lanciano. 

 “La musica rom – dichiara Alexian Santino Spinelli – è una musica dell’anima, nata dal viaggio, dall’incontro tra i popoli e dalla capacità di trasformare il dolore e la gioia in suono. Portarla in teatro significa offrire al pubblico non solo un concerto, ma un momento di conoscenza, dialogo e condivisione culturale. Eventi come questo sono fondamentali per abbattere stereotipi e costruire ponti attraverso l’arte. Ringrazio l’Amministrazione Comunale di Paglieta per l’organizzazione e quanti interverranno per vivere una serata unica”.

 Siamo onorati di partecipare anche a quest'evento, in particolare con l'esibizione nell'Alexian Group del presidente dell'Accademia Gualtiero Lamagna, che da anni affianca Alexian Santino Spinelli per l'emancipazione della dignità e della cultura rom: "La discriminazione che subiscono le popolazioni romanì – afferma Gualtiero Lamagna – è tra le più aspre, durature e disumanizzanti della storia occidentale. La condizione che vivono i Rom è indice della persistente disuguaglianza nella nostra società che pure si basa sul principio dei diritti umani. Resta uno stridente monito del pericolo che ognuno di noi corre nel ricadere nella stessa condizione di questi popoli".

sabato 29 marzo 2025

Concerto etno-sinfonico rom al San Carlo

 Al Teatro di San Carlo di Napoli si celebra la Giornata Internazionale dei Rom e Sinti con un Concerto Unico. 
 Per la prima volta nella storia due solisti di etnia rom suonano nel teatro più antico del mondo in occasione della Romanì Week il Teatro di San Carlo di Napoli ospiterà un evento musicale di rilevanza internazionale.

 Venerdì 4 aprile, alle ore 15:00, il Salone degli Specchi ospiterà un concerto straordinario che vedrà esibirsi il virtuoso violinista Gennaro Spinelli e il compositore Santino Spinelli, che si esibiranno insieme da solisti in una performance che unisce la musica etnica e la sinfonica.
 Accompagnati da alcuni musicisti del Teatro di San Carlo guidati dal violinista Salvatore Lombardo e dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro guidati dal violinista Marco Bartolini, i due solisti daranno vita a un viaggio musicale che spazia dal repertorio classico rivisitato in chiave etnica a composizioni originali ispirate dalla tradizione romanì. 

 L'evento è stato finanziato dall'UNAR ufficio nazionale Antidiscriminazione razziale all'interno della seconda settimana romanì 

 «La musica parla a tutti ed è il linguaggio più immediato per l’integrazione e lo scambio culturale», ha dichiarato Gennaro Spinelli, noto violinista di fama internazionale e ambasciatore dell'International Romanì Union per l’arte e la cultura romanì nel mondo.
 “La musica è un ponte che unisce i popoli e le culture. Questo concerto rappresenta per me non solo una celebrazione della musica romanì, ma anche un'opportunità per promuovere l'inclusione e il rispetto per le comunità Rom e Sinti. Siamo orgogliosi di portare la nostra arte nei luoghi più prestigiosi, come il Teatro San Carlo di Napoli, per dimostrare che la cultura romanì è parte integrante della storia musicale europea” ha dichiarato Santino Spinelli. 
 Un traguardo significativo, questo, che non solo celebra l’arte e la cultura romanì, ma segna anche un passo importante verso una maggiore inclusione sociale e culturale delle comunità Rom e Sinti. 

 Il concerto si inserisce all’interno di una serie di eventi che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale in occasione della Giornata dell’8 aprile, un’iniziativa che quest’anno coincide con la seconda Settimana (romanì week) della Cultura Rom e Sinta lanciata dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Raziali (UNAR), con il supporto dell’Unione delle Comunità Romanès in Italia (UCRI), e dell’Associazione Them Romano.
«Questo evento rappresenta un passo fondamentale per promuovere una conoscenza non stereotipata delle minoranze. Promuovere il dialogo attraverso l’arte e la cultura è essenziale per il percorso di inclusione e partecipazione delle comunità rom e sinti», ha affermato Mattia Peradotto, Direttore dell’UNAR.

 Il concerto di Napoli arriva dopo il grande successo del al Teatro alla Scala di Milano dello scorso anno, consolidando ulteriormente l’importanza e la visibilità internazionale di questa iniziativa. 

 L’evento al Teatro San Carlo si preannuncia come una tappa fondamentale nel panorama musicale internazionale per celebrare la musica e la cultura romanì, con la partecipazione di artisti di spicco.

 L’iniziativa punta a valorizzare la musica romanì etno-sinfonica a livello internazionale, attirando l’attenzione mediatica e sociale sulla cultura e sull’arte romanì. 

 Con l’obiettivo di contrastare le discriminazioni etniche, l’iniziativa si arricchisce della partecipazione di partner prestigiosi come TIM/Timvision, che lancerà in anteprima un cartone animato ispirato alla cultura romanì e curato da UCRI.

 Il concerto vedrà l’esecuzione di composizioni come la “Czarda” di V. Monti e le “Danze Ungheresi” di J. Brahms, insieme a brani originali di Santino Spinelli, che attraverso la sua musica innalza la tradizione romanì a un livello artistico elevato, distillando la sua essenza più autentica, lontana dai tratti folklorici regionalisti.
L’evento si preannuncia come uno dei più significativi del panorama europeo per celebrare la Giornata internazionale dei Rom e Sinti, con la partecipazione di esponenti delle comunità rom e sinti provenienti da tutta Europa.

giovedì 28 marzo 2024

Musica rom alla Scala

 Due musicisti Rom di fama internazionale in concerto al Teatro Alla Scala di Milano il 10 aprile.

 

 Sono padre e figlio e sono di Lanciano: Santino Spinelli in arte Alexian e Gennaro Spinelli.
 Ben conosciuti a livello internazionale, suonano nei più importanti teatri europei riscuotendo grandi consensi di critica e di pubblico. Il loro curriculum artistico è lungo e prestigioso.


 Santino Spinelli è stato anche insignito del titolo di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella ed è Cittadino Onorario di Laterza (Taranto).
 Gennaro Spinelli è Ambasciatore dell’arte e della cultura romanì nel mondo, insignito dal Presidente dell’International Romani Union, organizzazione non governativa che rappresenta i Rom all’ONU, e presidente dell'Unione delle Comunità Romanès Italiane.
 Dopo essersi esibiti per Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Famiglia, più volte per Papa Francesco, aver tenuto concerti in luoghi istituzionali prestigiosi come il Palazzo del Consiglio D'Europa di Strasburgo, il Parlamento Europeo a Bruxelles e a Palazzo Chigi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e in tante altre occasioni, il 10 aprile esordiranno nel teatro lirico più prestigioso: il Teatro Alla Scala di Milano.
 Terranno un concerto di musica rom sia di ispirazione classica che composizioni originali con i solisti dell'Orchestra della Scala e i solisti dell'Orchestra Sinfonica Gioacchino Rossini di Pesaro. Un evento storico unico e straordinario. In tale occasione sarà presentato anche il nuovo CD Romanó Baśadipé, la magia della musica rom dell'Alexian Group.


 Al Teatro Alla Scala saranno presenti Ministri e Ambasciatori di diversi Paesi, tante personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, delle istituzioni e diversi Sindaci. Sono partner e sponsor dell'evento: UNAR-Presidenza del Consiglio dei Ministri, Federazione Italiana delle Associazioni e Club e per l'UNESCO (Galatina), ANPI alla Scala (Milano), Orchestra Sinfonica Rossini, International Romani Union (IRU), Presencia Gitana (Spagna), EPEKA (Slovenia), Udruzenje Romskih Knjizevnika (Serbia), Compagnia Nuove Indye (CNI), Meeting  Etichette Indipendenti (MEI), Comune di Lanciano, Comune di Orsogna, Comune di Fossacesia, Novagro, Tecno-glass S.r.l. unipersonale (Ortona), Tenuta Ulisse,  Consorzio Nova (Trani)  Lions Club-I Marrucini (Chieti), Michele Jannamico s.p.a. (Lanciano), Comunità di Sant'Egidio, I Sentinelli, ARCI, Comitato Artistico Lancianese, SEF Consulting, Accademia dei Sensi.
 L'evento è straordinario: mai prima d'ora il repertorio musicale rom, pur assai importante nella storia  della musica europea e classica, è stata rappresentata da Rom nel teatro milanese. Auguriamo a Gennaro e Santino che sia propizio per diffondere ovunque un repertorio tanto prezioso anche nella forma sinfonica in tanti altri teatri lirici!

martedì 24 ottobre 2023

Wunderkammer 11

La meraviglia del teatro nella Napoli profonda 

 C'è un fenomeno nel panorama culturale di Napoli che è giunto all'undicesimo anno di vita. Lo conosciamo da un po' di tempo e l'unica cosa che ci duole è aver deciso di iniziare a parlarne solo adesso.
 Wunderkammer è una rassegna teatrale e musicale itinerante che organizza spettacoli in luoghi di elevato pregio artistico e storico di Napoli. In 10 edizioni ha allestito oltre 200 rappresentazioni teatrali e musicali, coinvolgendo 42 registi, oltre 120 attori, 105 musicisti e 30 drammaturghi. Tra i luoghi frequentati il museo Cappella Sansevero, il MANN, il MADRE, il Museo del Tessile, il Museo Diocesano, Villa Pignatelli, San Martino, le Gallerie d'Italia, la stazione Darwin-Dohrn. Oltre 30 chiese, 10 gallerie d'arte, due sedi universitarie, numerosi alberghi, giardini, siti archeologici, chiostri e illustri residenze private, ville, studi professionali, case editrici e perfino un cimitero e un ospedale.
 Spesso ha avuto occasione di valorizzare siti meno noti al grande pubblico, grazie al patrocinio morale di importanti enti come il Fondo Ambiente Italiano, l'Accademia di Belle Arti di Napoli e l'Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, oltre che del Comune di Napoli e della Città Metropolitana.

 Il 23 ottobre è stata presentata l'undicesima stagione, ricca di teatro e musica, promessa da artisti fedeli dalla nascita del progetto e esordienti nella rassegna: 14 rappresentazioni e 7 concerti che si terranno rigorosamente di venerdì sera, da fine ottobre a fine maggio.
 Wunderkammer va però oltre l'impegno concreto di venerdì. Ancora è aperta la raccolta fondi per l'edizione di due dischi ottici per due concerti dal vivo cui invitiamo a partecipare: sono la registrazione di due appuntamenti della scorsa stagione, New York Stories e The song book: chapter two.

 Il progetto si distingue per l'attenzione al benessere sociale: rinnova l'impegno a riservare il 10% dei posti disponibili per assegnarli gratuitamente ai minori di 28 anni e ancora adotta una politica plastic free. Inoltre da questa stagione simbolicamente riserva un posto per manifestare contro la violenza alle donne.
 Auguriamo altri decenni felici ad una iniziativa che rende lustro a Napoli, alla cultura, all'arte, alla bellezza goduta in buona compagnia.

giovedì 17 agosto 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 agosto.
Il 17 agosto 1982, in una fabbrica Philips nei pressi di Hannover, viene registrato il primo compact disc della storia, che conteneva l'album degli Abba, The Visitors.
La musica è qualcosa che, a differenza di altre forme artistiche e creative, tende per sua stessa natura all'immaterialità, alla temporaneità, all'effimero; vibrazioni nell'aria che, una volta passate, sembrano svanire nel nulla. E in antitesi a questa immaterialità da sempre, l'uomo, ha cercato di catturare, di fermare nella materia il suono.
La storia dei supporti audio è, dunque, la storia di questa ricerca.
Possiamo individuare nel fonografo il primo sistema in grado di registrare e riprodurre suoni.
Una primissima forma di fonografo, definito in realtà fonoautografo, nasce nel 1857 per opera di Leon Scott de Martinville; l'apparecchio si limitava in realtà a trascrivere graficamente le onde sonore su un supporto materiale (vetro annerito con fumo prima, carta poi), ma non era capace di riprodurre da queste suoni.
Il fonografo vero e proprio arriva invece nel 1877, ed è invenzione dell'americano Thomas Edison. Il supporto per la registrazione (e la riproduzione), inizialmente un foglio di stagno, era di forma cilindrica. Dieci anni più tardi fu il tedesco Emilie Berliner a introdurre la scrittura e la riproduzione su disco, invece che su cilindro. Per qualche tempo vennero proposte in commercio registrazioni in ambedue i formati (disco e cilindro), ma nei primi anni del 900 il disco incontrò un successo e una diffusione sempre maggiori, diventando poi l'unico supporto sul mercato.
Nel 1925 viene ufficialmente introdotto uno standard per la velocità dei dischi: 78 giri al minuto.
Gli originali dischi in gommalacca a 78 giri vengono sostituiti, a partire dal 1948, dai dischi in PVC (cloruro di polivinile, materiale più flessibile e resistente della gommalacca) a 33 giri: caratterizzati da un solco inciso di dimensioni nettamente minori (si parla infatti di microsolco), portarono la durata della registrazione oltre i 25 minuti per facciata, con un significativo incremento della stessa qualità audio.
Oltre agli LP (Long Playing) da 25-30 minuti per facciata, si diffusero anche i dischi a 45 giri (circa 5 minuti per facciata) e, per qualche tempo, furono sul mercato anche gli LLP a 16 giri (circa 60 minuti per facciata).
Sebbene fin dagli anni 30 fossero state ideate soluzioni tecniche per l'incisione e la riproduzione su due canali, la commercializzazione dei dischi stereofonici si affermò solo a partire dagli anni sessanta.
I dischi in vinile sono prodotti a partire da matrici metalliche mediante un sistema di stampaggio a caldo. Nel processo di incisione, in base alle caratteristiche tecniche del supporto stesso, viene utilizzato uno specifico filtro standard per attenuare la presenza di basse frequenze; nella riproduzione mediante giradischi, in fase di preamplificazione viene quindi applicata un'equalizzazione opposta (equalizzazione RIAA), che esalta la gamma bassa e attenua dolcemente gli alti contribuendo al sound caldo e morbido caratteristico del supporto.
La riproduzione dei dischi, tramite il giradischi (in origine chiamato grammofono), è ovviamente analogica: una puntina (in diamante o altro materiale sintetico) a contatto con il disco che ruota, vibra sulla base delle irregolarità presenti sul supporto stesso, vibrazioni che vengono quindi convertite in segnale elettrico.
La qualità audio è elevata e, in impianti di alto livello, viene ritenuta da molti appassionati superiore a quella del CD.
Indissolubilmente legato al disco in vinile (e in modo particolare all'LP) è il packaging: le copertine divengono parte dell'oggetto artistico stesso, grafiche e fotografie sono associate per sempre al contenuto musicale dell'album.
La musicassetta viene immessa sul mercato dalla Philips nel 1963. L'audio è inciso su un nastro magnetico contenuto all'interno di una struttura in plastica.
Sebbene la qualità audio fosse inizialmente scarsa e poco adatta all'ascolto musicale, questa aumentò progressivamente a partire dagli anni settanta, sia per le evoluzioni nella tecnologia del nastro magnetico stesso, sia come conseguenza della diffusione sul mercato di impianti per la riproduzione sempre migliori.
La musicassetta, come il disco, prevede un lato A e un lato B, dove possono essere contenute due tracce stereo (una per lato); la lunghezza del nastro, più sottile all'aumentare della stessa, è misurata in minuti (lato A+lato B; compresi fra i 30 e i 120 minuti i formati a maggiore diffusione).
Uno dei vantaggi fondamentali della musicassetta rispetto al disco in vinile è la disponibilità, anche su impianti economici, della registrazione audio: per la prima volta è offerta anche a livello amatoriale la possibilità di registrare audio, duplicare altre musicassette (o riversarvi audio da altre sorgenti), realizzare compilation personalizzate.
La cassetta rimarrà, a livello domestico, il supporto principale in questo senso fino alla diffusione dei masterizzatori per CD-R, verso la fine degli anni novanta.
I riproduttori di musicassette si diffondono fin dagli anni 70 anche sulle autoradio, mentre nel 1979 Sony introduce il Walkman, registratore portatile che avrà grandissimo successo commerciale.
In linea di massima, la qualità audio della musicassetta, anche nelle sue evoluzioni migliori, è generalmente considerata inferiore a quella del disco in vinile e del CD.
Caso a sé rappresenta il DAT (Digital Audio Tape), nastro digitale sviluppato da Sony e Philips, immesso sul mercato nella seconda metà degli anni ottanta. Sebbene offrisse una qualità audio elevata (paragonabile a quella del CD), il suo utilizzo è rimasto sostanzialmente confinato all'ambito professionale.
Il CD audio (Compact Disc Digital Audio) è introdotto da Sony e Philips nel 1980. Nato fondamentalmente come supporto prestampato (quindi di sola lettura), è costituito da un disco di piccole dimensioni (12 cm di diametro) in materiale plastico, contenente uno strato metallico; il suono è memorizzato in formato digitale praticando microcavità sulla superficie metallica del disco stesso, poi ricoperta da una pellicola protettiva.
La lettura del disco è ottica, ed è realizzata mediante un raggio un laser che viene riflesso in base alle caratteristiche della superficie del CD.
I CD audio prevedono audio stereofonico campionato a 44.1 kHz e 16 bit, per una durata massima di 74 minuti.
Il CD si è imposto, nel corso degli anni 80 e 90, quale nuovo formato di riferimento per l'ascolto musicale, sostituendo a livello commerciale il disco in vinile prima, e la musicassetta poi (con la diffusione a livello domestico dei masterizzatori per CD-R).
La qualità audio è elevata e caratterizzata da un audio estremamente pulito e dettagliato, sebbene molti audiofili lamentino la mancanza del sound caldo e morbido tipico dei sistemi analogici.
In particolare, i compact disc di prima generazione sono stati spesso accusati di eccessiva freddezza e sbilanciamento verso le alte frequenze, problematiche che si sono decisamente attenuate a partire dai primi anni 90, con l'introduzione di processi di mastering a 20 e 24 bit.
Lanciato dalla Sony nel 1992 con l'intenzione di trovare un sostituto moderno alla musicassetta (al tempo era impossibile masterizzare CD a livello domestico), il MiniDisk offriva una qualità audio molto vicina a quella del compact disc, unita alla possibilità di registrare e cancellare il contenuto un numero quasi infinito di volte, oltre a poter compiere alcune operazioni di editing sull'audio stesso.
Pensato anche come soluzione ideale per l'audio portatile, il MD racchiude e protegge il disco vero e proprio in una struttura di plastica rigida di piccole dimensioni (circa 7 cm per lato).
Il MD è un supporto magneto-ottico, dove l'audio è memorizzato in formato digitale compresso (ATRAC, un algoritmo proprietario di Sony); un disco può contenere fino a 74 minuti di musica.
Il MiniDisc, nonostante l'indubbia versatilità e l'ottima qualità audio, non ha mai ottenuto il successo sperato: da un lato la diffusione dei masterizzatori per CD-R a livello domestico prima, e dei formati audio liquidi poi, ne hanno ridimensionato i vantaggi sul piano pratico; dall'altro, l'elevato costo dei registratori MD ne ha limitato la diffusione durante gli anni 90.

martedì 1 agosto 2023

Da Zagabria a Pescara via Musica

 Domani ricorrerà il 59° anniversario del Samudaripen. Per questa ricorrenza in particolare la Croazia ha affidato all'Alexian Group e all'Orchestra Europea per la Pace la parte musicale delle celebrazioni.


 EUROTOUR 2023.

 È intensa l'attività artistica dell'Alexian Group nel tour europeo 2023. Con l'Orchestra Europea per la Pace sarà protagonista in un concerto a Zagabria in occasione della Giornata Mondiale del Samudaripen (il genocidio dei rom e sinti durante la Seconda Guerra Mondiale). 

Al concerto saranno presenti le più alte cariche istituzionali croate e il rom parlamentare Veljko Kajtazi e sarà ripresa dalla televisione nazionale. L'evento è organizzato da Kali Sara di cui è presidente Suzana Krmar. Più volte Alexian ha tenuto concerti in Croazia con diverse formazioni musicali. L'artista abruzzese gode in Croazia e in Europa di un grande seguito di pubblico. L'EUROTOUR 2023 sta riscuotendo un successo dietro l'altro ovunque in Europa con importanti recensioni. Il concerto clou si terrà Mercoledì 2 agosto ore 20.00 al Music Pavilion Zrinjevac, Nikola Šubić Zrinski Square di Zagabria dopo l'esibizione  mattutina per l'inaugurazione del Memoriale Europeo per le vittime del Samudaripen.


 L'EUROTOUR 2023 approderà in Abruzzo a Pescara il 12 agosto al Porto Turistico nell'ambito del prestigioso festival CONCERTI SOTTO LE STELLE di cui ha la direzione artistica il musicista Maurizio Di Fulvio noto a livello internazionale. Il concerto pescarese sarà in versione etnica con musica e danze tradizionali. Un tappa del tour immancabile!!

venerdì 17 febbraio 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 febbraio.
Il 17 febbraio 1653 nasce a Fusignano Arcangelo Corelli.
Fu compositore e violinista tra i più grandi del Barocco. Il suo nome è associato al "Concerto Grosso", forma musicale che egli portò alla perfezione.
La sua produzione si può racchiudere in sei raccolte, di cui curò egli stesso la pubblicazione. Le prime quattro appartengono alla categoria delle "Sonate a tre", ovvero due violini e un basso, e quest'ultimo era affidato ad altri due strumenti, ovvero un violone, o una viola da gamba, o un arciliuto, e un cembalo, nel caso di Sonate da Camera, un organo nel caso di Sonate da Chiesa.
La prima e la terza opera, rispettivamente del 1681 e del 1689, contengono ognuna dodici Sonate da Chiesa, cioè formate da movimenti "non di danza", bensì da tempi che recano solo l'indicazione generica di "Allegro", "Adagio", "Presto", "Lento", ecc. Per la realizzazione del basso viene prescritto l'organo, in luogo del cembalo.
La seconda e la quarta opera, rispettivamente del 1685 e del 1694, contengono ognuna dodici Sonate da Camera, i tempi recano le indicazioni dei nomi di danze in uso nelle vecchie "Suites" o "Partite", come "Preludio", "Allemanda", "Sarabanda", "Gavotta", "Giga", ecc. La sonata di Corelli ha generalmente cinque o sei tempi, di movimento alternato, monotematici, senza modulazioni.
La quinta opera, composta nel 1700, porta una grande novità, ovvero l'abbandono della disposizione "a tre", che risentiva del vecchio stile concertante, e la concentrazione della materia musicale nel duo di violino e cembalo, aprendo la strada alla concezione di quella che sarà un giorno la Sonata moderna per violino e pianoforte. Delle 12 Sonate, della quinta opera, le prime 6 sono Sonate da Chiesa, le successive 6 Sonate da Camera. L'ultima è la celebre Follia, ovvero variazioni sulla danza di Spagna, che portava questo nome, e che spicca meritatamente nella produzione di Corelli per un insolito calore appassionato e quasi romantico dell'espressione.
Nella sesta opera, pubblicata ad Amsterdam nel 1714, Corelli raccolse 12 Concerti Grossi, dando un esempio magistrale di questa forma non più cameristica, ma orchestrale, fondata sull'opposizione di un "concertino" di tre archi solisti e la massa degli altri archi, forma di cui lo si vuole anche inventore se, com'è da ritenere, molti dei Concerti Grossi, da lui raccolti e pubblicati all'estremo della vita, erano stati in realtà composti ed eseguiti già molti anni addietro. Particolarmente noto e poetico il Concerto n. 8 "Fatto per la Notte di Natale".
L'influenza stilistica di Corelli, riconosciuto ai suoi tempi come il più grande violinista ed autore di musica per il violino, fu vastissima, non solo per opera dei diretti discepoli e continuatori, come Geminiani, Locatelli e Gasparini, ma anche attraverso la studiosa ammirazione di artisti come Veracini, Tartini, Bach ed Haendel.
Corelli si spense a Roma, l'otto gennaio 1713.
Fu sepolto nel Pantheon, privilegio mai concesso ai musicisti prima di allora, ad opera del Cardinale Ottoboni.

martedì 11 maggio 2021

Etnosinfonia a Lanciano

Evento più unico che raro:
un Concerto Etnosinfonico,
sintesi di tradizione e innovazione

 L’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” (OSR) organizza, in collaborazione con l’Orchestra Europea per la Pace e l’Alexian Group, un Concerto Etnosinfonico. Questa manifestazione, unica per il suo genere, punterà alla valorizzazione del patrimonio musicale dei Rom Italiani di antico insediamento.
 L’evento, in diretta streaming su www.abruzzolive.it, si terrà sabato 15 maggio dalle 10:30 fino alle 12:30 nei pressi del Monumento al Samudaripen di Lanciano, città medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza e unica città in Italia ad ospitare un monumento in memoria dei popoli Rom e Sinti uccisi nei campi di concentramento nazisti.
 Nella scelta della data di questo concerto, diretto dal M° Nicola Russo, c’è la volontà di celebrare con un giorno di anticipo, la ricorrenza della Rivolta dei Rom ad Auschwitz, nota anche come Giornata dell’Orgoglio Romanò. Il 16 Maggio del 1944 infatti, le SS avevano deciso di liquidare lo Zigeunerlager da ogni presenza; i Rom e i Sinti, internati e disarmati, ebbero comunque il coraggio di ribellarsi al tentativo di sterminio da parte dei propri carnefici, mettendo a soqquadro il proprio campo e facendo momentaneamente ritirare i soldati tedeschi.
 Ideatrice di questo progetto l’OSR si avvale di un artista di fama internazionale, nonché autore dei brani che verranno eseguiti, il Dott. Prof. Santino Spinelli. Rom Italiano di antico insediamento e Commendatore della Repubblica Italiana, egli è inoltre scrittore, poeta, saggista, musicista, compositore, musicologo, etnomusicologo e docente universitario di Lingua e Cultura Romanì.
 L’evento, rappresenta in sé una sintesi tra i due importanti elementi prima menzionati, la tradizione, data dalla musica Romanì di stampo italiano, tramandatasi di generazione in generazione dapprima solo in forma orale e successivamente in quella scritta e l’innovazione, data dall’unione di masse artistiche molto eterogenee fra loro e che si incontrano per la prima volta.

mercoledì 30 aprile 2014

#LaMusica è...






 imma da weddingclick.it

 La musica è una costante onnipresente. E' per questo che siamo legati alla musica in modo così viscerale, sai? Perchè in un attimo una canzone può riportarti a un momento particolare, un luogo particolare o addirittura a una persona. Non importa cosa sia cambiato in te o nel mondo, quella canzone resta uguale, proprio come quel momento. Il che è strabiliante...

  Sarah Dessen - Ti dedico una canzone

lunedì 29 ottobre 2012

#Musica #Universo dell'anima

http://www.very-berlino.com/2012/musikalienhandlung-hans-riedel-per-chi-ama-la-musica-classica/

Si  dice che la musica sia l'universo dell'anima; Può darsi amica mia. Ciò prova semplicemente che l'anima e la carne non sono divisibili, e che l'una contiene l'altra come la tastiera contiene i suoni.

Marguerite Yourcenar, Alexis, o il trattato della lotta vana

tratto da libro Le donne hanno detto, un libro di citazioni pag. 174 - Laura Bolgeri - Rizzoli

mercoledì 23 maggio 2012

#Musica #Ballo #Tango #Coppia Ballerini::


 Tango: Le origini             

Il tango fa la sua comparsa nei sobborghi di Buenos Aires intorno al 1880. Nulla si sa di come sia nato, persino l'etimologia è del tutto incerta, ne vi è un nome, una data, un episodio particolare che sia legato al suo esordio. Appare all'improvviso come una sorta di linguaggio comune della gente di Buenos Aires, folle di immigrati italiani, spagnoli, tedeschi, russi, famiglie numerose che abitano fianco a fianco nei grandi conventillos, nei cui cortili le note e i passi uniscono le persone più di quel castigliano sgrammaticato che ciascuno si sforza di parlare.
Nell'arrabal, il quartiere di periferia, si realizza l'incontro fra la gente del porto e la gente delle campagne. La gente della pampa porta la payada, un'antica forma di poesia popolare caratteristica delle feste di paese: il payador improvvisa sei versi endecasillabi, seguiti da un caratteristico stacco di chitarra. Intorno al 1870 la payada si evolve e ad essa si unisce il ballo: è la habanera, danza spagnola diffusasi a Cuba e portata dai marinai fino alle due sponde del Rio della Plata, che si diffonde ma immediatamente si trasforma, assumendo l'andamento caratteristico e insolito di una camminata in cui l'uomo avanza e la donna indietreggia. Nasce così la milonga, e milonguear significa passare la notte alternando canto e ballo.
Dal porto di Buenos Aires arriva anche il candombe, danza caratteristica dei neri (che avevano abitato un piccolo borgo nella parte vecchia prima di scomparire decimati dalla febbre gialla), in cui le coppie ballano separate ma molto vicine, abbandonandosi a sensuali movimenti pelvici.
Sono gli ingredienti che si fondono nel tango.

http://www.mediascena.it/main/itali@rte/programma_itali@rte09.html
  Parlarsi con un abbraccio

Il tango rappresenta una vera rivoluzione nel ballo di coppia. Con valzer, mazurca, polka e gli altri balli in voga ha in comune solo la presa fra i due ballerini; tutto il resto segue una logica totalmente innovativa.
Non è di apprendimento immediato, e per ballarlo non basta salire in pista (come avviene con le altre danze di società) e seguire il ritmo, ne è sufficiente accompagnarsi a un partner che già lo conosce e "farsi portare". Si tratta di un vero e proprio esercizio di concentrazione. I primi tangueros di cortile non lo improvvisano, se pur nemmeno frequentano corsi presso maestri professionisti: è durante la settimana, dopo il lavoro, che piccoli gruppi di uomini provano e riprovano fra loro i passi, mentre altrove le donne fanno la stessa cosa, per prepararsi al ballo della domenica.
Perché il tango (e ci teniamo a sottolinearlo a dispetto di chi, senza conoscerlo, vuole identificarlo con un assoluto "pensiero triste che si balla") è divertimento, non solo quando ci si lancia in pista alla festa o nel salòn, ma anche facendo parte di allegre e chiassose comitive che si ritrovano per provare e ripetere.
Il tango è un ballo totalmente libero, privo di coreografie predefinite. Mentre le altre danze si fondano su una figura di base da ripetere alternandola a qualche occasionale variante, il tango è del tutto privo di schemi ripetitivi. La salida basica è solo una combinazione di passi che si utilizza per imparare a ballare (cioè a ... non ripeterla), mentre le figure classiche (ocho adelante, ocho atràs, mordida, medialuna, ecc.) vengono continuamente assemblate, sospese, frammentate e ricombinate, in un'unica caleidoscopica figura che non si ripeterà mai uguale. Le coppie non procedono mai in modo fra loro coerente: ognuna segue di volta in volta direzioni diverse (e la necessità di evitare le collisioni impone ulteriormente di decidere istante per istante il passo da eseguire), anche se viene complessivamente mantenuta una lenta rotazione in senso antiorario.
Il tango è un linguaggio con cui esprimersi. Per chi balla il valzer o la polka la musica è un supporto ritmico, e la melodia un accompagnamento; un brano o un altro, un interprete o un altro vedono i ballerini eseguire sempre gli stessi movimenti. Ma le melodie del tango sono così ricche di differenti coloriture musicali, gli stili interpretativi e gli impasti strumentali così diversi, la poetica dei testi così mutevole, che passare da un brano all'altro (o anche da un esecutore all'altro di uno stesso brano) significa entrare in una condizione emozionale nuova, che ispira un portamento e uno stile che non sono mai gli stessi.

http://www.sanremo-in.com/sanremo-estate-al-roof-garden-roberto-herrera-tango-03082007/
  Compagni di strada

Più che il ballo dell'Argentina, il tango è il ballo del Rio della Plata, cioè delle città di Buenos Aires e Montevideo, due metropoli che si affacciano da sponde opposte all'estuario del grande fiume, e che al di là dell'appartenenza a due stati diversi, sono molto più vicine fra loro per storia, composizione etnica, cultura di quanto ciascuna non lo sia rispetto al resto della nazione di cui è capitale.
Ma il tango non è la sola danza rioplatense: i tangueros sono soliti alternarlo alla milonga e al vals criollo.
La milonga è caratterizzata da un tempo molto più veloce di quello del tango, con un ritmo semplice, regolare e sincopato. La danza è piena di brio, con figure sempici: essenzialmente una camminata continuamente spezzata, con una forma tipica di ocho sia dell'uomo che della donna (ocho milonguero), e poche altre figure, necessariamente agili, data la velocità. A volte la si balla senza la classica presa: ciascuno tiene le mani allacciate dietro di sè, mentre le fronte si appoggia a quella del partner (secondo alcuni questo stile sarebbe invenzione della nota cantante Tina Merello, che in una occasione dovette nascondere al pubblico una improvvisa ampia scucitura della propria gonna).
Il vals criollo è basato sul ritmo del valzer viennese, ma i movimenti sono quasi gli stessi del tango (generalmente un passo sul primo tempo di ogni battuta). Viene chiamato anche vals cruzado per il continuo cambiar direzione nel movimento della coppia.


Tango es musica


In origine il tango è sola musica per accompagnare la danza. Il conjunto tipico è un trio di flauto, arpa, violino (l'arpa è di tipo diatonico, caratteristica degli indios del Paraguay) oppure flauto, chitarra, violino o anche clarinetto, chitarra, violino. Gli strumenti sono trasportabili, adatti sia a feste che a ritrovi di strada o di cortile. I musicisti suonano ad orecchio e spesso improvvisano, ed è per questo che le arie del primo periodo - non trascritte ne ancora incise su disco - sono in gran parte perdute.
Successivamente il flauto viene sostituito da un insolito strumento, il bandoneòn, una sorta di organetto inventato in Germania (dove non ebbe molta fortuna) e portato nel Rio della Plata da qualche immigrato. Grazie al genio di numerosi interpreti, che da strumento per semplici arie e accompagnamenti ne fanno uno straordinario mezzo espressivo, con il suo timbro singolare, la possibilità - agendo con abilità sul mantice - di ricavarne variegate coloriture sonore e accentuazioni dinamiche, diventerà nel nuovo secolo la voce più caratteristica del tango.
A partire dal 1900, quando il tango comincia a entrare nei teatri e nei caffè, si impone il trio bandoneòn-violino-pianoforte. Mentre il genere si evolve e l'orchestrazione diviene più ricca, negli anni '10 al trio si sostituisce sul palco il sexteto tipico: due bandoneònes, 2 violini, pianoforte, contrabbasso. Cominciano così a dedicarsi al tango strumentisti e direttori sempre più colti musicalmente, quasi sempre italiani.
Julio De Caro (1899-1989), assieme al fratello Francisco, viene cacciato di casa dal padre, originario di Milano e insegnante di conservatorio, alla notizia che i due hanno tradito la musica classica per suonare tanghi nell'orchestra di Arolas. I due fratelli porteranno nel tango degli anni '20 una straordinaria inventiva, che si esprime in contrasti dinamici, fantasie contrappuntistiche, brillanti trovate esecutive: glissandi, effetto chicharra ("cicala - sfregando le corde del violino dietro il ponticello), effetto lija ("carta vetrata"), fischi, risate.
Francisco Canaro (1880-1964) introduce l'uso dell'estibillista (un cantante che interviene solo nel ritornello) preferendo un modello di esecuzione che non è ne' semplicemente strumentale, ne' pienamente vocale. Tipico l'effetto canyengue, ideato dal contrabbassista Leopoldo Thompson, ottenuto battendo con l'archetto o con la mano sulle corde dello strumento.
 
Juan D'Arienzo (1900-1976) sviluppa un ritmo molto ballabile, quasi ossessivamente metronomico, alternando pause a strappate simili a colpi di frusta o di zappa.
Carlos Di Sarli (1900-1960) valorizza gli archi, usa fraseggi melodici che valorizzano spesso l'unissono e ritmi articolati su contrasti legato-staccato.
Osvaldo Pugliese (1905-1995) si distingue per ardite tessiture armoniche e una accentuata poliritmìa, ossia una particolare forma di canyengue da lui stessoChiamata La yumba



fonte web:http://www.tango-argentino.org/storia_del_tango.html

lunedì 30 aprile 2012

#storia #musica #jazz: " l'essenziale dalle origini ad oggi "::


La musica più inclusiva che si possa ascoltare? Il jazz!

Un’idea che pare illogica e contraddittoria. Eppure questa musica è capace di realizzare in pieno questa idea.
Il jazz è diventato tanto fondamentale e tanto fecondo perché nel corso della sua storia in esso sono confluiti tantissimi altri generi in maniera del tutto spontanea e innovativa. Dal ragtime al blues, dal funk alla musica da ballo, dalla musica colta all’opera teatrale, dal samba alla bossanova.
Come il blues, anche il jazz è nato nelle comunità afro-americane del sud degli Stati Uniti trovando le sue prime espressioni agli inizi del XX secolo. Un genere vitale sin dall’inizio perché oltre alla musica americana, si è fatta portavoce di tradizioni musicali sia africane (soprattutto nel ritmo e nell’improvvisazione) che europee (specie nell’armonia e nella strumentazione). Di certo la caratteristica primaria e quasi onnipresente del jazz è l’improvvisazione.
Ripercorriamo in breve il suo incredibile percorso storico.

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IL JAZZ DELLE ORIGINI

Per la sua struttura e il suo tipico ritmo in 2/4, certamente il ragtime è da considerare come una prima forma embrionale di jazz. Sviluppatosi a cavallo tra l’800 e il 900, ebbe come suo principale esponente il leggendario  Scott Joplin
Ma la patria del jazz fu indubbiamente New Orleans. Da lì provengono pionieri  come Jelly Roll Morton, Joe “King” Oliver e Buddy Bolden che dopo aver formato una banda nel 1895 viene considerato il primo jazzista della storia. Un ruolo predominante lo ebbe il quartiere di Storyville che tra il 1986 e il 1917 fu teatro di delinquenza, di prostituzione e di una nuova musica che veniva suonata in ogni locale e in ogni angolo di strada. Probabilmente è a questo che si deve la pessima reputazione che nei primi tempi aleggiava sul jazz.
Negli anni ‘10 e ‘20 la migrazione degli afroamericani nelle città del nord porta molto rapidamente alla sua diffusione ma per ironia della sorte, nel 1917 il primo disco jazz ad essere pubblicato è ad opera di un complesso composto da soli bianchi. Si tratta di “Livery Stable Blues” dell’ Original Dixieland Jass Band.
Gli anni ‘20 vedono la definitiva affermazione del jazz anche grazie a musicisti come Louis Armstrong, il primo a rendere predominante la figura del solista e a Fletcher Henderson, pianista fondamentale nel divulgare il ruolo di leader e arrangiatore di un’orchestra. Nel frattempo, le prime tourneé concertistiche in Europa contribuiscono notevolmente alla diffusione del suo verbo oltreoceano.
L’ascesa del jazz è inarrestabile! Viene celebrata in letteratura come nel caso de “Il grande Gatsby” (1925) di Francis Scott Fitzgerald, e viene sublimata al cinema con “Il cantante di jazz” (1927), il primo film sonoro della storia diretto da Alan Crosland e interpretato da Al Jolson. E diviene da subito oggetto di studi con André Schaeffner, musicologo francese che nel 1926 pubblica un libro dal titolo inequivocabile: “Le jazz“.
Verso la fine degli anni ‘20 e fino ai ‘40 si distinguono le big band dirette da musicisti come Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington, Count Basie e Glenn Miller. Il successo di questi complessi allargati consente da un lato di mettere in luce molti solisti dotati e dall’altro di accompagnare la diffusione di nuovi balli. Il più celebre di questi balli fu di gran lunga lo swing (che porta l’accento ritmico sul secondo e sul quarto tempo della battuta) tant’è che per riferirsi a quel periodo si parla comunemente di ‘Swing Era’.


IL JAZZ DAL 1940 AD OGGI
L’avvento della seconda guerra mondiale pose fine al periodo delle grandi orchestre, non solo per le ristrettezze economiche. Gli anni ‘40 infatti, segnano un momento cruciale nel processo di maturazione del jazz. A New York, dalle jam session notturne di una nuova generazione di jazzisti, prende avvio la rivoluzione bebop. Il termine deriva dal caratteristico suono di due note che ricorrevano nei brani.
Era una musica basata su piccoli complessi che attraverso un approccio libero e ardito ristrutturava completamente l’idea di jazz dal punto di vista, armonico, ritmico, melodico e sonoro. Furono molti i protagonisti storici di quel periodo. Da Charlie Parker e Dizzy Gillespie (i due esponenti principali del movimento), a Thelonius Monk, Bud Powell, Fats Navarro, Miles Davis, Charles Mingus, Kenny Clarke, Max Roach, John Coltrane e tanti tanti altri nomi fondamentali che di lì a poco entreranno nella mitologia jazzistica.
Nel frattempo con l’avvento dei dischi a microsolco (1949), i jazzisti hanno la possibilità di sperimentare nuove soluzioni e trovare nuove formule per esprimere la loro creatività grazie ai tempi più lunghi. E’ da qui che il jazz abbandona i favori del pubblico di massa per iniziare un incredibile sviluppo artistico che farà degli anni ‘50 e ‘60 un periodo dorato.
Vengono battuti sentieri di straordinaria influenza ed importanza come il cool jazz (dallo stile melodico e rilassato), il jazz modale (basato sulle scale modali di origine greca anziché sulla successione degli  accordi) e il free jazz (caratterizzato da metriche irregolari e un anti-schematismo di base che rende tutti e perennemente solisti).
Attraverso un’altra generazione di straordinari musicisti il jazz continua a produrre linfa vitale anche nei decenni successivi (Herbie Hancock, Wayne Shorter, Joe Zawinul, Keith Jarreth, Chick Corea, Pat Metheny, ecc. ). Negli anni ‘70 si diffonde la fusion (o jazz fusion), un nuovo stile che porta alla contaminazione col rock e col funk e all’utilizzo di strumenti elettrici ed elettronici.
Verso la fine degli anni ‘80 nasce l’acid jazz, ennesima forma di integrazione tra elementi jazz e vecchi e nuovi stili che si impongono sulla scena musicale, in particolare hip hop, house e soul. La sua storia continua e, come ha sempre fatto, si insinua in un modo o nell’altro in qualunque altro tipo di musica.
Una storia meravigliosa! Una storia da raccontare ma soprattutto da ascoltare!

fonte web:  http://musicarmonica.com/educazione-cultura/breve-storia-del-jazz-lessenziale-dalle-origini-ad-oggi/

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