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giovedì 6 agosto 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 6 agosto.
Il 6 agosto 2001 George W. Bush riceve un documento riservato da parte della Cia dal titolo "Bin Laden è deciso a compiere un attacco negli Stati Uniti". Il documento fu ignorato ed accantonato.
George Walker Bush, 43esimo presidente degli Stati Uniti d'America, nasce il 6 luglio 1946 a New Haven, nel Connecticut. La sua è una famiglia dalle solide tradizioni politiche, basti considerare il fatto che il padre, George Bush senior, è stato anch'egli presidente degli Stati Uniti dal 1988 al 1992, mentre la madre, Barbara Bush, ha un fratello minore ex governatore della Florida.
Se il percorso politico di Bush junior si è sviluppato sulla scia degli esempi familiari, in questo confermando la sua immagine di persona integrata e fedele alle tradizioni (al contrario di altri "ribelli"), tradizioni che si rifanno alla morale protestante di stampo metodista, anche la carriera scolastica ricalca fedelmente le orme dell'impostazione paterna, essendosi laureato nel 1968 all'università di Yale, stesso ateneo del padre. In seguito, proseguendo gli studi, ha conseguito un master in business administration all'università di Harvard. Tuttavia all'interno di questo edificante quadretto, grazie allo scavo di giornalisti intraprendenti, alcune ombre hanno fatto capolino nella biografia del giovane Bush, "macchiata" da qualche ragazzata episodica a cui non è estraneo, secondo alcuni giornali americani, anche l'uso di alcune blande sostanze stupefacenti.
Il suo approccio alla dimensione politica è comunque estremamente pragmatico e tende anzi a guardare con occhio critico il mondo politico proprio dall'interno. E' nota l'avversione di Bush verso tutto ciò che è eccessivamente intellettualistico, a cominciare dalle analisi troppo sofisticate che si leggono nei saggi dedicati all'argomento. Così com'è nota, parallelamente, la sua avversione per la categoria dei politici in genere. Egli si avvale, per corroborare questo tipo di atteggiamento, delle sue esperienze professionali avulse dal settore strettamente politico, accreditandosi agli occhi dell'elettorato come un professionista che si presta alla politica per servire il suo Paese. Ecco allora i richiami al lungo periodo in cui ha lavorato nella società petrolifera "Spectrum Corporation" nel Midland e, fino al 1986, nell'industria energetica Harken Energy Corporation. Oppure, al suo staff piace sottolineare che è stato pilota della Guardia Nazionale Aerea del Texas. Infine, la sua immagine si è costruita a partire da un modello che corrisponde in tutto e per tutto alla dimensione media dell'elettorato americano, a partire dalla grande passione per il baseball (nel 1989 ha addirittura acquistato, con un gruppo di soci, la squadra di baseball dei Texas Rangers).
La carriera politica comincia nel 1978 quando si candida nel partito Repubblicano per farsi eleggere alla Camera dei rappresentanti del Texas, cosa che gli riesce. Nel 1988, ormai pratico di quel mondo che tanto detesta, cura come consigliere la campagna elettorale per le presidenziali del padre.
Nel 2000 si candida alle elezioni presidenziali, contro il democratico Al Gore. Si tratta di una delle campagne in assoluto più sofferte della storia americana, non solo per l'esiguo scarto di voti fra i due, ma anche per alcune deficienze del sistema elettorale che in alcuni paesi costringono a una nuova verifica delle schede, con conseguente strascico di polemiche e sospetti di brogli (si scatenò una polemica sul meccanismo di punzonatura e di perforazione delle schede, un metodo "tecnologico" di recente introdotto). Si presenta così una situazione inedita, con ricorsi da una parte e dall'altra ai vari gradi di giudizio e con il rischio di una delegittimazione della carica presidenziale.
Ad ogni modo, benché inizialmente Al Gore sembrasse favorito (seppur di pochissimo, come si è detto), i voti sanciscono, dopo più di un mese di polemiche e di conteggi, la vittoria di strettissima misura di Bush jr.
Nel gennaio 2001 il neo presidente si insedia alla Casa Bianca. Il programma prevede una massiccia riduzione delle tasse (particolarmente sui redditi più alti), una riforma della scuola che attribuisce maggiori poteri e fondi agli Stati federali, una politica di contrasto contro l'aborto, un decentramento dei controlli anti-inquinamento e l'ampliamento di ricerche petrolifere in Alaska.
Sul piano internazionale è favorevole alla ripresa del piano per lo "scudo stellare", a un ripensamento dei rapporti con la Russia, al disimpegno nei Balcani. Nei mesi successivi le linee di Bush trovano applicazione in alcuni importanti momenti istituzionali: la richiesta (contrastata dall'UE e dal Giappone) di ridiscutere il protocollo di Kyoto sull'ambiente e l'opposizione, in sede ONU, alla regolamentazione della vendita delle armi leggere.
Ancora sul versante estero, dichiara subito linea dura con la Cina e con l'Iraq, oltre all'incentivazione delle spese militari. Saggiamente però pensa subito a rassicurare le mamme americane sull'utilizzo dei loro figlioli in missioni di guerra, memore delle ferite psicologiche riportate in esperienze precedenti (guerra del Vietnam "in primis"). In sostanza, promette l'utilizzo di truppe solo nei casi in cui sia in gioco l'interesse nazionale.
Durante il discorso nella sede della camera dei rappresentati del Texas, Bush dice di voler creare: "un'America che sia istruita, così che ogni bambino abbia le chiavi per poter realizzare quel sogno; e un'America che sia unita nelle nostre diversità e nei nostri valori condivisi che sono più grandi della razza o dell'appartenenza di parte. L'America - dice ancora - deve incoraggiare la stabilità da una posizione di forza, mettendo la sicurezza nazionale al primo posto e impegnandosi a sviluppare il sistema di difesa missilistico".
George Bush jr si è inoltre trovato ad affrontare una delle crisi più gravi a cui sia andato incontro il suo Paese, ossia gli squilibri derivanti dagli attacchi terroristici e dalla loro lotta.
George W. Bush viene poi rieletto alle elezioni del novembre 2004 battendo il candidato democratico John Kerry con oltre 59 milioni di voti, con la maggioranza per i repubblicani sia alla Camera che al Senato: meglio di ogni presidente che l'ha preceduto.
Dopo l'11 settembre, la guerra in Iraq, l'intervento militare in Afghanistan, il suo mandato termina nel novembre 2008, in piena crisi economica mondiale.
Il suo successore sarà il democratico Barack Obama.
Nel novembre del 2010 pubblica un libro biografico dove inserisce le sua memorie presidenziali, dal titolo "Decision Points".

giovedì 4 aprile 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 aprile.
Il 4 aprile 1973 viene inaugurato a New York il World Trade Center, noto per le due torri gemelle.
La costruzione delle torri gemelle del World Trade Center di New York iniziò nel 1966, su un progetto del giapponese Minoru Yamasaki, in un’area lungo le rive del fiume Hudson, a sud di Manhattan.
Originariamente, secondo il progetto, dovevano essere più basse, ma alla fine, il giorno dell’inaugurazione, il 4 aprile 1973, le Twin Towers, con i loro 415 metri di altezza, erano l’edificio più alto del mondo (tale primato passerà alcuni anni dopo alla Sears Tower di Chicago).
Le torri erano edificate sulla roccia ed ancorate al suolo con delle fondamenta che penetravano più di 20 metri sotto il suolo. Erano costituite da una struttura quadrata di 63 metri di lato in acciaio, rivestito da pareti di alluminio, in altre parole una struttura leggerissima e, al tempo stesso, molto resistente.
Il World Trade Center, con cui le Torri Gemelle sono spesso erroneamente identificate, era in realtà un complesso composto da sette edifici.
Le Twin Tower erano un centro molto diversificato: sicuramente erano un centro finanziario in quanto nelle Torri Gemelle avevano la sede quattro borse, numerose banche e compagnie di assicurazione tra le più grandi d’America; erano anche un centro commerciale, dal momento che numerosi negozi e diverse società non finanziarie avevano uffici e punti vendita all’interno del complesso. Vi erano anche dei ristoranti, tra cui il più famoso e rinomato era il panoramico “Windows of the world” che consentiva di cenare godendosi una splendida vista su Manhattan dal 107° piano.
Le Twin Tower custodivano anche numerose opere d’arte, moderne, contemporanee, ma anche alcune più antiche e di inestimabile valore.
Tra le due torri, inoltre, vi era una piazzetta, la Tonbin Plaza con una bellissima fontana circondata da statue e sculture moderne di artisti contemporanei di tutto il mondo.
Le Torri Gemelle erano con il tempo diventate il simbolo della potenza economica e finanziaria degli Stati Uniti, l’emblema del capitalismo e della società occidentale.
Già nel 1993 avevano subito un duro attentato che, pur provocando numerosi morti, non aveva minimamente intaccato la struttura portante dell’edificio, nonostante le spaventose proporzioni dell’esplosione.
Nell’aprile 2001 tutto il complesso (comprese cioè anche le Twin Tower) era stato venduto dal New York Port Authority al gruppo Silverstein Properties per l’esorbitante cifra di tre miliardi di dollari. L’11 settembre, oltre a numerosissime vite umane, si è portato via anche tutto questo pezzo di storia.

sabato 11 settembre 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'11 settembre.
L'11 settembre 2001, a New York, crollano le torri gemelle del World Trade Center, centrate da due aerei di linea dirottati da kamikaze di Al Qaeda.
All’alba del nuovo millennio, 19 cadetti di Al Qaeda, che per anni si erano infiltrati negli Stati Uniti, dirottarono quattro aerei di linea sul territorio americano. I dirottatori utilizzarono armi rudimentali e minacciarono l’equipaggio e i passeggeri di far esplodere i velivoli con delle bombe (forse finte, dato che nessuna traccia di esplosivo è stata rinvenuta sui luoghi degli impatti). Due di essi furono fatti schiantare contro le Twin Towers di New York (il primo alle 8:45, il secondo alle 9:05), uno contro il Pentagono e l’ultimo, che probabilmente avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca, cadde al suolo in un luogo isolato dopo che i passeggeri riuscirono a ribellarsi ai terroristi. I primi due aerei commerciali dirottati furono diretti contro le torri 1 e 2 del World Trade Center, il secondo in diretta tv, dando vita al più grande e terribile evento mediatico della storia. Dopo ore di terrore, le Torri Gemelle crollarono davanti agli occhi degli spettatori di tutto il mondo, uccidendo migliaia di persone.
La torre Sud collassa in un cumulo di macerie, con ogni probabilità a causa della fusione delle colonne portanti dovuta all’altissima temperatura, alla deformazione strutturale e all’inerzia del peso dei pavimenti sopra l’area dell’impatto (saranno necessari anni di indagini ed il lavoro di centinaia di specialisti). L’effetto domino di 450mila tonnellate di acciaio che collassano ad una velocità di 190 chilometri orari mina anche la stabilità della torre Nord, che in pochi minuti collassa a sua volta. Sono le 10:28 e le telecamere di tutto il mondo riprendono una scena incredibile e drammatica, che lascia increduli e sbigottiti: miliardi di persone assistono in diretta al più grande attacco terroristico della storia, con immagini che sembrano provenire direttamente da uno dei tanti “film del filone catastrofico”. Le ore successive sono estremamente caotiche, con ipotesi che si susseguono ed analisti di tutto il mondo che ipotizzano scenari futuri, reazioni imminenti, mentre comincia a crescere il conto delle vittime. Alla fine i morti accertati saranno 3,052, di cui ben 2819 nel disastro di Ground Zero, 189 nell’attacco al Pentagono, cui si sommano i 44 occupanti del Boeing caduto in Pennsylvania. Il Presidente Bush dichiara immediatamente lo stato di emergenza e da quel momento il mondo non sarà più quello che conoscevamo prima.
In risposta agli attacchi terroristici dell’11 settembre, gli Stati Uniti sotto l’amministrazione di George Bush jr dichiararono guerra alla remota nazione dell’Afghanistan, il cui governo talebano era accusato di aver permesso l’addestramento dei terroristi in campi di Al Qaeda sul proprio territorio. Comincia così la globale “guerra al terrorismo” che vede gli Stati Uniti ergersi come polizia mondiale e intervenire in altri scenari caldi del medio-oriente, come l’Iraq di Saddam Hussein. La morte di Osama Bin Laden, avvenuta successivamente, mette fine ad una caccia durata dieci anni e cominciata dopo gli attentati terroristici del 2001. Alla notizia della sua morte una folla festosa è scesa in piazza a Time Square e Ground Zero, il grande cratere al centro del World Trade Center di New York dove un tempo si ergevano le Torri Gemelle. Dieci anni di caccia all’uomo finiscono cosi.

venerdì 26 febbraio 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 26 febbraio.
Il 26 febbraio 1993, un'autobomba fu fatta esplodere sotto la Torre Uno del World Trade Center a New York. La bomba di 700 kg era diretta a distruggere entrambe le torri facendo crollare la prima sulla seconda, uccidendo così migliaia di persone. Per quanto l'esplosione non distrusse nessuna delle due torri, uccise sei persone, ne ferì più di mille e causò centinaia di milioni di dollari di danni.
L'attacco fu pianificato da un gruppo di individui associati ad al-Qaeda, compresi Abdul Rahman Yasin, Ramzi Yousef e vari altri. Il finanziamento di quell’operazione fu fornito da Khalid Shaik Mohammed, lo zio di Ramzi Yousef, un esponente di primo piano di al-Qaeda. Sei degli uomini associati a quell’attacco sono stati condannati, compreso l'ideatore, Ramzi Yousef.
Una fontana di granito in memoria delle vittime fu disegnata da Elyn Zimmerman e dedicata nel 1995 in Austin J.Tobin Plaza, sul luogo dell’esplosione. Conteneva i nomi delle vittime e la seguente scritta:
«Il 26 febbraio 1993 una bomba piazzata da terroristi è esplosa sotto questo sito. Questo orribile atto di violenza ha ucciso persone innocenti, ferito migliaia e fatto vittime tra noi tutti.»
Nell’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 questa fontana venne distrutta insieme alle torri gemelle. Un frammento con il nome “John” fu ritrovato ed usato come nuova memoria in onore alle vittime dell’attacco del 2001.

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