Buongiorno, oggi è il 9 novembre.
Il 9 novembre 1046, a seguito di un terremoto, si genera l'enorme frana dei Lavini di Marco, in Trentino.
Si tratta di un grande ammasso di blocchi calcarei caduti in epoca remota dalle pendici del monte Zugna.
L'estensione e l'imponenza della frana, disposta su un perimetro molto ampio, impressionò fortemente lo stesso Dante, che la descrisse come "la ruina che nel fianco di qua da Trento l'Adige percosse...".
Da allora la zona viene appunto chiamata -la ruina dantesca o -lavini danteschi.
A seguito della frana e dall'erosione operata dagli agenti atmosferici il calcare di origine Giurassica presente nell'area è stato riportato in superficie e questo ha permesso, nel 1990, il ritrovamento di numerose orme isolate e vere e proprie piste lasciate da dinosauri.
Con oltre mille impronte finora scoperte, in molti casi organizzate in serie fino a 24 impronte, allineate lungo decine di piste, l'associazione icnologica di Rovereto è databile a circa 200 milioni di anni fa. I dinosauri documentati da queste tracce fossili erano numerosi, a volte lunghi fino a più di dieci metri e appartenenti a gruppi disparati. Centinaia di orme sono attribuibili a carnivori teropodi di dimensioni molto variabili, quasi altrettante le piste degli erbivori, tra i quali figuravano una ventina di antichissimi sauropodi, considerate fino ad oggi le piste di sauropodi più antiche mai scoperte e alcune di erbivori primitivi di piccole dimensioni appartenenti al gruppo degli ornitischia. Ai Lavini è documentata anche la presenza di animali molto più piccoli e di incerta attribuzione, ma non dinosauri. Le loro tracce non sono facili da riconoscere, a volte conservate in luoghi impervi e di difficile accesso. Altri animali che hanno lasciato traccia di sé sono bivalvi e gasteropodi, crostacei, rettili lacertoidi e forse mammiferi primitivi.
I Lavini di Marco grazie alla loro particolarità sono stati inseriti in area di tutela all'interno di un biotopo.
Attualmente l'area si presenta come un enorme deposito di blocchi calcarei di dimensioni medio grandi intervallati da aree detritiche e colatoi calcarei, praticamente lisci a causa dell'erosione degli agenti atmosferici (dove sono visibili le orme).
Nel complesso l'impressione, anche a causa dell'esposizione Sud, è quella di un paesaggio pressoché desertico e lunare con temperature molto elevate nel periodo estivo.
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sabato 9 novembre 2024
lunedì 18 agosto 2014
#Italy: #Lago di #Tovel - Il lago rosso - #Tuenno - Trentino Alto Adige
| imm. da .meteoweb.eu/wp-content/lago-di-Tovel. |
Il lago di Tovel è un lago alpino situato sul territorio del comune di Tuenno prov. di Trento ad un'altezza di 1178 metri s.l.m. all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta. È stato anche chiamato lago degli orsi perché sono presenti alcuni orsi bruni nella valle, e lago rosso per il fenomeno dell'arrossamento delle sue acque, che avveniva fino al 1964 per azione di un'alga (Glenodinium sanguineum)
imm. fotografieitalia.it/foto/LAGO DI TOVEL
Con una superficie di 370 000 m², fa parte del bacino idrografico del Noce-Tresenga e, con istituzione datata 19 settembre 1980, è tutelato come zona umida di importanza internazionale dallo Stato, in base alla Convenzione di Ramsar.
Oltre ai principali immissari, lungo la sponda sud occidentale sono diffuse alcune piccole sorgenti perilaquali,
le quali nonostante la scarsa portata, rappresentano in realtà la punta
dell'iceberg del grande flusso d'acqua che alimenta il lago
direttamente dal fondo. Queste acque sorgive provengono dalla località
Pozzol, un'ampia depressione situata circa un chilometro a monte, dove
il torrente Santa Maria Flavona si esaurisce scomparendo nel terreno. Il
terreno particolarmente poroso viene quindi attraversato dall'acqua
sino a raggiungere la falda acquifera;
questo fa sì che tutti gli spazi vuoti del terreno siano completamente
saturi d'acqua. L'acqua di falda ha un movimento lento ma costante verso
valle e le sorgenti perilacuali rappresentano il punto in cui la falda
acquifera incontranuovamente la superficie. Il punto di intersezione
coincide esattamente con le sponde del lago.
Il lago è popolato da alcune specie di pesci tra cui il rinomato salmerino alpino, il sanguinerola, l'alborella cisalpina ( Alburnus arborella) ed il cobite barbatello, quattro differenti specie di piccoli pesci autoctoni. Attorno alle acque del lago si trovano anche alcuni esemplari di biscia dal collare, un serpente non velenoso.
Presso la sponda meridionale del lago è presente una stazione meteo-idrica.
| imm. it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Tovel#mediaviewer/File:Tovel-rosso. |
Il lago di Tovel è noto per il caratteristico arrossamento che avveniva nelle sue acque, dovuto all'azione di un' un alga conosciuta col nome di Tovellia sanguinea.Il fenomeno dell'arrossamento si verificava in estate durante i mesi
più caldi. L'arrossamento del Lago di Tovel cessò nell'estate del 1964. Alcuni recenti studi hanno stabilito che la sparizione potrebbe essere dovuta alla mancanza del carico organico (azoto e fosforo) proveniente dalle modalità di monticazione delle mandrie di bovini che pascolavano nei pressi del lago. La tovellia è stata recentemente identificata in almeno un altro lago alpino, il Seealpsee in Svizzera.
Secondo una leggenda locale anticamente viveva nella zona la principessa
Tresenga, figlia dell'ultimo re di Ragoli: essa veniva chiesta in
moglie da molti pretendenti, ma ella li rifiutò tutti. Uno di loro,
Lavinto re di Tuenno, non si rassegnò e quando le sue offerte vennero
respinte per l'ennesima volta mandò un esercito contro Ragoli nel
tentativo di indurre Tresenga a più miti consigli. Il caso volle che né
lei, né il suo popolo, volessero essere sottomessi dall'arrogante re di
Tuenno e, pur inferiori in forza e numero, risposero all'attacco; la
principessa stessa non si tirò indietro e marciò alla testa della sua
gente. La battaglia ebbe luogo sulle rive del lago e vide i paesani di
Ragoli soccombere sotto i colpi dei soldati di Tuenno. Tresenga alla
fine trovò la morte per mano di Lavinto, che la uccise con un colpo di
spada. Alla fine della giornata il lago era rosso per il sangue dei
morti e si dice che sia per questo che ancora oggi si colora, per
ricordare il coraggio degli abitanti di Ragoli e della loro principessa
che ancora oggi, la notte, si siede sulle rive del lago a piangere per
la sorte della sua gente.
Sotto un immagine panoramica di Tuenno
imm.albergotuenno.com/
Sunto tratto da it.wikipedia.org/wiki/Lago di Tovel
lunedì 20 agosto 2012
Italy #Castello di Stenico #Trentino
| http://www.bebtrentino.info/attrattive/Castello-Stenico.htm |
Un luogo di potere, situato su uno sperone roccioso che domina le vie di comunicazione verso le Giudicarie. Il Castello di Stenico risale a oltre 2000 anni fa e nacque come rifugio degli Stoni, fiera popolazione alpina, da cui prende il nome il paese, sterminata dai romani. La sua storia è legata ai principi vescovi di Trento, che amministravano anche la giustizia: la leggenda narra che nella torre della fame venivano lasciati morire di stenti i prigionieri, le cui anime inquiete comparirebbero nelle notti di luna piena. Nel Settecento, con l´occupazione napoleonica, iniziò la decadenza. Nel 1829 il Demanio austriaco vi insediò gli uffici dell´Imperiale Regio Giudizio della Valle. I primi restauri iniziarono nel 1910 per proseguire nel 1973 ad opera della Provincia autonoma di Trento.
![]() |
| http://gruppostoricocorinaldo.blogspot.it/2011/04/corinaldo-il-combusta-revixi-in.html |
fnte web: http://www.visittrentino.it/it/cosa_fare/da_vedere/dettagli/dett/castello-di-stenico
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