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sabato 21 marzo 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 marzo.
Il 21 marzo 1963 venne chiuso da parte del dipartimento americano di giustizia il penitenziario federale di Alcatraz, a causa degli alti costi di gestione, visto che era necessario trasportare sull'isola ogni bene necessario (cibo, vestiti, acqua potabile ecc.).
La piccola isola di Alcatraz venne scoperta (se così si può dire) ed esplorata dallo spagnolo Juan de Ayala nel 1755. Fu sempre lui che la chiamò Isla de los Alcatraces (isola dei pellicani) a causa del gran numero di questo tipo di uccelli presenti in tutta l'isola. Un altro nome comunemente dato all'isola è The Rock a causa della sua conformazione quasi esclusivamente rocciosa.
L'isola, dopo varie vicissitudine, venne ben presto fortificata ed usata, dal 1850 come prigione militare. Nel 1933 l'isola venne acquistata dal Dipartimento di Giustizia, ristrutturata (i lavori durarono oltre un anno) ed adibita a prigione federale. L'inaugurazione avvenne il 12 ottobre 1933.
Ad Alcatraz venivano solitamente reclusi i prigionieri problematici che avevano tentato la fuga o particolarmente violenti. La vita all'interno del penitenziario aveva regole proprie, diverse da quelle degli altri luoghi di detenzione. Ad esempio i prigionieri vivevano circa 23 ore racchiusi nella loro cella. I prigionieri a cui veniva concesso (ma dovevano meritarselo con la disciplina) di lavorare passavano invece solo 18 ore nella loro cella. I prigionieri che creavano problemi venivano rinchiusi in celle di isolamento prive di barre o finestre. L'unico punto di di aggregazione, nel quale poteva di fatto esserci un minimo di vita sociale era la sala mensa. Proprio in questa sala si concentravano la maggior parte delle paure della sorveglianza (anche se in realtà non successe mai nulla). Ad esempio in sala mensa era tassativamente proibito parlare e nel soffitto c'erano dei dispositivi in grado di rilasciare gas in caso di problemi. In compenso la qualità e la quantità del cibo era piuttosto buona se paragonata a quella degli altri istituti di pena. Non a torto si riteneva che la qualità del cibo consentisse di migliorare il clima dei detenuti. Le guardie giravano non armate ma i detenuti erano costantemente tenuti sotto tiro da altri guardiani attraverso delle piccole feritoie che consentivano loro di guardare all'interno.
I tentativi di evasione che si sono verificati durante i 29 anni di attività sono infatti quasi sempre terminati con la cattura dei fuggitivi al di fuori delle mura del penitenziario o con la morte dei fuggitivi.
Uno dei tentativi di fuga da Alcatraz, che entrò nella storia, riguarda la famosa Battaglia di Alcatraz, una rivolta scatenatasi il 2 maggio 1946 e terminata due giorni dopo con la morte di tre prigionieri (autori della rivolta) e di due guardie. Gli autori di questa rivolta (Bernard Coy, Marvin Hubbard, Joe Cretzer – uccisi durante la rivolta - Sam Shockley, Miran Thompson e Clarence Carnes – sopravvissuti), armati, non vedendo possibilità di fuga intrapresero una sanguinosa lotta contro le guardie carcerarie, assistite da alcune unità della Polizia di San Francisco, della Guardia costiera, dell'Aeronautica militare e dei Marines. L'uccisione di due guardie prese in ostaggio provocò la reazione di tutta la prigione che si scatenò sulle forze dell'ordine per avere la meglio. La rivolta terminò due giorni dopo, quando i Marines, aiutati da un carcerato riuscirono a sedare i prigionieri. Dopo la morte dei tre autori, furono arrestati e processati gli altri tre, dei quali Carnes fu risparmiato, mentre Shockley e Thompson furono condotti a San Quentin per essere giustiziati in camere a gas, il 3 dicembre 1948.
Il caso più famoso di fuga da Alcatraz riguarda invece i detenuti Frank Morris ed i fratelli John e Clarence Anglin, che l'11 giugno 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle, attraverso l'impianto di ventilazione (lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di giubbotti di salvataggio fatti di impermeabili, fino alla costa, dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. Alla fuga avrebbe dovuto anche partecipare un quarto carcerato, Allen West. Quest'ultimo ebbe la sfortuna di essere più grande del buco che aveva costruito, quindi fu costretto a restare in cella. Nessuno ebbe più notizie dei tre fuggitivi e la direzione del carcere, non avendone però mai ritrovato i corpi, negò fermamente la possibilità che fossero riusciti a fuggire dall'isola (e, soprattutto, ad attraversare a nuoto il gelido tratto della baia di San Francisco). Pare che i tre, nel corso di svariati mesi di continuo ed estenuante lavoro, utilizzando un semplice cucchiaio da cucina, riuscirono a realizzare un tunnel sufficientemente largo e profondo da consentire di raggiungere il condotto dell'aria. A questo episodio è ispirato il film Fuga da Alcatraz, con protagonista Clint Eastwood.
Degna di nota è l'occupazione, ad opera di un gruppo di indiani d'America, che avvenne tra il 29 novembre 1969 e l'11 giugno 1971. L'occupazione avvenne con l'intento di chiedere al Governo la costruzione nell'isola di un centro culturale e di una Università dedicata agli indiani. L'intento di attirare l'attenzione pubblica venne facilmente raggiunto, ma dissidi interni ed il pugno ferreo dell'amministrazione locale portò, alla fine, ad un nulla di fatto.
Oggi l'isola ed il suo penitenziario sono un sito storico e sono visitabili dai turisti (ne vale la pena) che la possono raggiungere con il traghetto partendo da Fisherman's Wharf.

mercoledì 17 settembre 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 17 settembre.

Il 17 settembre 1776 viene fondato il Presidio di San Francisco.

Nel 1776, i coloni spagnoli furono i primi a insediarsi in quest'area che, dopo un breve periodo di controllo messicano, fu trasformata in presidio militare dagli Stati Uniti, che la utilizzarono fino al 1994, diventando così la più longeva base militare nella storia del paese. 

Oggi Presidio Military Reservation è parte del patrimonio storico statunitense e copre una superficie di quasi 590 ettari, che includono un campo da golf professionale, un cimitero, percorsi escursionistici e il centro Letterman Digital Arts, una delle sedi dell'azienda del regista George Lucas. Qui potrete passeggiare tra pini sempreverdi e fortificazioni monolitiche sullo sfondo delle torri rosse del Golden Gate o procedere verso Baker Beach per ammirare lo straordinario panorama. Il Presidio vanta 40 chilometri di percorsi escursionistici che si snodano attraverso l'incontaminata costa californiana, proprio alle porte di San Francisco.

Al suo interno, una delle mete più popolari è Crissy Field, ritrovo di ciclisti, pattinatori e corridori. Le distese sabbiose di questa palude bonificata, all'ombra del Golden Gate, sono lo sfondo ideale per un picnic e rappresentano l'unica spiaggia sulla terraferma della baia di San Francisco.

Non dimenticate di visitare le tante attrazioni del parco, come il Gulf of the Farallones National Marine Sanctuary, il Walt Disney Family Museum, il Battery Chamberlain e il Crissy Fields Center, che offrono una serie di pannelli informativi e attività interattive per la gioia dei più piccoli.

Il passato militare del Presidio è ben visibile a Moraga e nel San Francisco National Cemetery, dove riposano più di 30.000 veterani americani con le loro famiglie. L'eccezionale diversità del parco rimane però la sua più grande attrazione. Al mattino è particolarmente piacevole passeggiare tra i boschi di eucalipto e cipressi o lungo la scogliera. Nel pomeriggio, invece, potrete fare un giro in barca nel Pacifico o ammirare la Yoda Fountain nel Letterman Digital Arts Center.

Situato nella parte più settentrionale della penisola di San Francisco, il Presidio si trova proprio ai piedi del Golden Gate, sul lato sud. Il parco è ben servito da autobus municipali (Muni) e Golden Gate Transit, treni BART (Bay Area Rapid Transit) e navette PresidiGo e, dall'apertura del Presidio Transit Center, è diventato ancora più accessibile. Il modo migliore per esplorare il parco è in bicicletta, che potrete noleggiare sul posto. In alternativa, potrete servirvi delle navette gratuite PresidiGo per raggiungerne le varie attrazioni. Se viaggiate in auto, potrete parcheggiare a pagamento entro i confini del Presidio.

giovedì 30 gennaio 2025

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 30 gennaio.

Il 30 gennaio 1847 la città californiana Yerba Buena cambia nome e diventa San Francisco.

La Baia di San Francisco fu abitata, per migliaia di anni, da tribù indiane. Quando gli spagnoli arrivarono in California, questa era già abitata dai Mojave e da altre tribù che parlavano la lingua yuma.

Il 28 settembre 1542, lo spagnolo Juan Rodríguez Cabrillo fu il primo europeo a mettere piede in California. Nel 1577 anche l’inglese Drake arrivò in questa terra, a cui diede il nome di “Nova Albio”, ma i primi ad istallarvisi furono i gesuiti spagnoli con le loro famose missioni.

Nel 1767, il re Carlo III di Spagna ordinò l’espulsione dei gesuiti dai suoi domini, visto che le missioni erano diventate già quattordici. Nel 1769, nella baia di San Francisco arrivò una spedizione diretta da Gaspar de Portolà e dal frate Junípero Serra, un francescano che si dedicò a percorrere la California con l’intenzione di espellere la Compagnia di Gesù e rimpiazzarla con l’ordine dei francescani.

Nel 1776, l’esploratore portoghese Juan Bautista de Anza costruì la prigione di San Francisco e fondò una missione in onore di San Francesco d’Assisi, attualmente conosciuta con il nome di Mission Dolores: nacque così la città di San Francisco de Asís.

Nel 1792, George Vancouver fondò la piccola base di Yerba Buena vicino alla missione spagnola. Qui si installarono inglesi, russi e altri coloni europei.

Tormentata da numerosi problemi, la Spagna lasciò un po’ in disparte la California, favorendo l’arrivo dei russi che, nel 1812, fondarono Fort Ross proprio accanto a San Francisco.

Nel 1822 il Messico dichiarò l’indipendenza dalla Spagna e ottenne questo territorio. Dopo l’annessione al Messico, la missione di San Francesco di Assisi fu abbandonata.

Il commodoro John Drake Sloat, nel 1846, proclamò l’indipendenza della California dal Messico e la dichiarò territorio statunitense. Un anno dopo, il 30 gennaio 1847, gli americani cambiarono il nome di Yerba Buena per quello di “San Francisco”.

Nel 1848 fu scoperto dell’oro tra le montagne di Coloma: fu così che ebbe inizio la “febbre dell’oro di California”. Per un periodo, la California fu chiamata “New Helvetia” a causa dell’avventuriero svizzero John Sutter che comprò delle colonie russe stabilitesi in California.

La corsa all’oro fu molto positiva per San Francisco, poiché le permise di entrare in un periodo di rapida evoluzione e diventare una delle città più grandi della costa occidentale.

Nel 1869, le ferrovie arrivarono in California insieme all’influenza inglese. I “nuovi americani” dettarono norme discriminatorie contro le grandi comunità giapponesi, cinesi e ispaniche.

Il 18 aprile 1906 ebbe luogo il famoso terremoto che rase al suolo quasi tutta la città, soprattutto il centro storico. La ricostruzione fu realizzata velocemente: dopo soli 9 anni, nel 1915, San Francisco fu scelta come sede della Esposizione Internazionale Panama-Pacifico.

Un anno prima, nel 1914, il Canale di Panama era stato aperto portando a San Francisco un grandissimo sviluppo economico.

I ponti più emblematici della città risalgono agli anni ’30: quello che unisce San Francisco e Oakland è del 1936, mentre il celeberrimo Golden Gate del 1937.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, San Francisco accolse i cantieri navali necessari a coprire la richiesta di navi da battaglia e si trasformò nel principale porto d’imbarco per la guerra del Pacifico.

Alla fine della guerra, la città ospitò l’ultima delle conferenze che avrebbero dato luogo alla nascita all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e allo scioglimento della Società delle Nazioni.

Negli anni ’90, San Francisco divenne la sede di numerose aziende di nuove tecnologie che approfittarono della vicinanza di Silicon Valley.

Al giorno d’oggi, San Francisco è il centro tecnologico, economico e culturale della California, facendo testa a Los Angeles. È stata sempre associata a movimenti alternativi ed è considerata una delle città più aperte degli Stati Uniti.

martedì 2 agosto 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il due agosto.
Il due agosto 1873, alle 4 del mattino, Andrew Smith Hallidie testa il primo tram a cremagliera di San Francisco a Clay Street; nasceva il cosiddetto "cable car", il caratteristico tram a cremagliera di San Francisco.
La sua idea di un sistema ferroviario a vapore guidato da un cavo nacque nel 1869, vedendo frustare dei cavalli mentre faticavano a tirare un carro sul ciottolato bagnato di Jackson Street. I cavalli scivolarono e furono trascinati dal carro in discesa morendo.        
Il padre di Hallidie era un inventore che aveva brevettato uno speciale di tipo di cavo arrotolato in Gran Bretagna. Emigrato in USA nel 1852 durante la corsa all'oro, aveva realizzato un sistema che sfruttava il cavo per tirare i carrelli fuori dalle miniere e per costruire ponti sospesi.
Nel maggio 1873 Hallidie formò una ditta, la Clay Street Hill Railroad, che iniziò la costruzione di una linea cablata su Clay Street. Il contratto per operare nelle strade cittadine stabiliva che il primo agosto la linea doveva essere operativa. Fu aperta il giorno due. Sebbene in ritardo di un giorno, i collaudi della linea riscossero grande approvazione. La Clay Street Hill Railroad iniziò il pubblico servizio il primo settembre dello stesso anno, con un enorme successo.
Per quattro anni la CSHR fu l'unica compagnia a fornire trasporto con il cable car. In seguito una azienda che prima effettuava il trasporto coi cavalli, la Sutter Street Railroad, sviluppò la propria versione di cable car su licenza di Hallidie e iniziò il servizio nel 1877, seguita dalla California Street Cable Railroad nel 1878, dalla Geary Street, Park & Ocean Railroad nel 1880, dalla Presidio & Ferrier Railroad nel 1882, e da altre ancora.
Dal 1890 vi era un totale di 53 miglia di ferrovie a cavo su e giù per le strade di San Francisco.
Il 18 aprile 1906 il grande incendio e terremoto devastò la città.
A quel tempo le vetture elettriche, perfezionate nel 1888 da Frank Sprague, erano già il veicolo preferito per il trasporto cittadino. Richiedevano la metà di danaro per costruirle e manutenerle, potevano raggiungere aree più vaste ed erano più veloci. Le cable car erano ancora in grado di salire le colline ripide più facilmente, per cui alcune di queste linee vennero ricostruite. Tuttavia, col miglioramento delle vetture elettriche, anche le ultime cable car divennero obsolete.
Nel 1947, sulla base dei minori costi operativi degli autobus, il sindaco Lapham dichiarò che "la città dovrebbe sbarazzarsi dei cable car al più presto.".
Perciò Friedel Klussmann fondò il Comitato Cittadino per il Salvataggio delle Cable Car. Il comitato iniziò una campagna informativa mostrando che il valore per San Francisco delle cable car era ampiamente superiore al loro costo operativo. I giornali colsero al balzo la notizia e supportarono la loro iniziativa con ardore. Life magazine mise i tram in copertina, le celebrità si facevano immortalare a bordo di esse. I commercianti si resero conto che i turisti non venivano a San Francisco per salire sui bus.
Il referendum conservativo dei tram fu una vittoria totale, costringendo la città a mantenere in funzione il sistema di cable car di Powell Street.
Nel 1997, il capolinea di Victorian Park della linea Powell-Hyde fu battezzato con una grande cerimonia "Freidel Klussmann Memorial Turnaround", in onore della donna che aveva salvato le cable car.
Dal 1974 al 1201 di Mason Street è aperto il Cable Car Museum, gestito dagli "amici del Cable Car" come struttura gratuita non profit.
Sito nella sala macchine storica della Washinton Mason cable car company, nel museo è possibile visitare i grandi motori e le ruote che tirano le funi. Nel piano sotterraneo è possibile visitare il canalone sotto la strada dove scorrono i cavi che consentivano ai tram di muoversi per la città.
Sono poi in mostra vari meccanismi come funi, rotaie, freni ed altro, nonchè una grande collezione di fotografie storiche.
Il museo inoltre ospita tre vagoni antichi del 1870, inclusa l'unica cable car superstite della prima compagnia, la Clay Street Hill Railroad.


sabato 28 maggio 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 28 maggio.
Il 28 maggio 1937 viene inaugurato il Golden Gate Bridge a San Francisco.
L’idea di un ponte che unisse le due sponde del Golden Gate, circolava già da tempo a San Francisco, e grazie alla tenacia di un ingegnere di origine tedesca, Joseph Strauss, era stato costituito un comitato promotore per l’opera, ed erano già stati prodotti alcuni disegni e studi, per la realizzazione del più grande ponte sospeso del mondo, il Golden Gate Bridge appunto. Solo che il ponte costava parecchio, intorno a 30 milioni di dollari, e l’America era in piena recessione; il 1929 era stato l’anno della Grande Depressione. Le possibilità di trovare i soldi, i dollari necessari per l’opera erano veramente poche.
E qui la Storia si diverte a mischiare le carte, perché se l’idea, il progetto del ponte più fotografato del mondo (secondo molti il più bello del mondo), si deve ad un tedesco (americano figlio di immigrati tedeschi), il design ad un americano formatosi a Parigi in Francia, il suo finanziamento (i soldi) si deve ad un italiano (americano figlio di immigrati italiani), Amadeo Pietro Giannini, il fondatore della Bank of Italy, co-fondatore della Bank of America, secondo alcuni l’inventore della banca moderna.
Gennaio 1870, la capitale del Regno d’Italia era Firenze, ma i patrioti pensavano a Roma, dove ancora regnava il Papa Re. All’unità d’Italia non pensavano di certo i genitori di Amadeo, contadini di Favale di Malvaro, vicino Genova, che per campare decisero di prendere la nave per l’America. Forse la mamma era già incinta quanto salì sulla nave, preparandosi a lasciare il paese dei suoi genitori; e a quel tempo, partire per l’America, era partire per sempre.
Amadeo nasce in America, a San Jose in California, nel maggio di quell’anno, tre mesi prima della Breccia di Porta Pia. Per lui e per la sua famiglia la vita in America non è facile, come non lo è per tutti gli immigrati italiani. Non è facile, ma può diventare ancora peggiore se tuo padre muore, per una lite per un dollaro, lasciandoti a 7 anni, solo con la mamma. Lasciare la scuola a 14 anni, e iniziare a lavorare è la scelta più normale per il figlio di una italiana.
Amadeo lavora duro con il patrigno (la madre si era risposata), e poi si sposa con Florinda Cuneo, anche lei di origini italiane, che però dispone di un notevole patrimonio finanziario. E così, con i soldi della vendita della sua compagnia (Amadeo era riuscito a diventare un padroncino con il suo lavoro), e con quelli di Florinda, Amadeo entra nel consiglio di amministrazione di una banca di San Francisco, per poi scoprire che quella banca proprio non gli piace.
Il fatto è che le banche occupavano edifici importanti, erano arredate con marmi e costosissimi mobili in legno, e avevano tra i propri clienti i ricchi e benestanti signori di San Francisco, non certo gli umili agricoltori ed operai che Amadeo aveva conosciuto lavorando, men che meno se immigrati italiani. Allora Amadeo decide di fare qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo, che fino ad allora nessuno aveva ancora fatto; decide di fondare una banca per i più poveri, che prestasse denaro ai contadini e agli operai, ai figli degli immigrati italiani. Era il 1904 quando apre la Bank of Italy.
Ma Amadeo non si ferma qui, lui ha un’idea in testa, su cosa debba essere una banca, cosa debba fare, e lo dimostra due anni dopo, quando il Grande Terremoto del 1906 distrugge San Francisco. Con la città a terra, con i grandi proprietari preoccupati per il futuro, e per la loro sicurezza, Amadeo, che con coraggio era riuscito a salvare i depositi della sua banca, va al molo, prende due botti, ci mette sopra un tavolaccio, e riapre la sua banca, prestando denaro a tutti quanti, tutti quelli che volevano ricostruire la loro casa, la loro impresa, San Francisco.
E siamo nei primi anni ‘30, quando Strauss e il suo comitato cercano i soldi per il loro ponte, quando in America si soffre la fame per la Grande Depressione, quando la Bank of Italy non c’è più, perché diventata Bank of America. E allora, perché non provare a chiedere i soldi a Mr. Giannini, che tante volte ha dimostrato di avere il coraggio, dove gli altri non l’avevano? E nel 1932 la banca presieduta da Giannini decide di comprare da sola tutte le obbligazioni emesse per la costruzione del ponte; perché crede nel progetto, perché vuole aiutare la comunità dove è cresciuto, dove vive. 27 milioni di dollari dell’epoca.
Strauss ce l'ha fatta, ha trovato i soldi per il suo ponte, il più grande e bel ponte del mondo, è contentissimo, e non vede l’ora che i lavori inizino. I lavori iniziano il 5 gennaio del 1933 e terminano nell’aprile del 1937. il 28 maggio il ponte fu aperto con un’inaugurazione, e dei festeggiamenti che durarono una settimana.
Anche Amadeo aveva di che essere soddisfatto; il progetto era andato in porto, il ponte era stato aperto, e i pedaggi iniziavano ad produrre il denaro necessario a rimborsare il prestito e gli interessi delle obbligazioni, che la sua banca aveva comprato. Amadeo morì nel 1949, avendo creato, da figlio di poveri immigrati italiani, il modello di banca che oggi rimpiangiamo; la banca che fa la banca, raccoglie i risparmi e investe nell’economia di chi lavora. Nel 1971 l’ultima di quelle obbligazioni fu rimborsata.
Per commemorare la straordinaria figura dell'Ing. Joseph Strauss, una sua statua è stata posta vicino al ponte nel 1955, per ricordare a tutti quanto fu importante il suo lavoro nella costruzione del Golden Gate Bridge.
L'ampiezza della parte centrale del Golden Gate è stata la più lunga tra i ponti sospesi fino al 1964, quando il Ponte di Verrazzano (Verrazzano Narrows Bridge) fu eretto per unire Staten Island con Brooklyn, due quartieri di New York City. Al momento della sua costruzione il Golden Gate possedeva inoltre le torri di sospensione più alte del mondo e detenne questo record fino in tempi recenti. Nel 1957, il Michigan's Mackinac Bridge superò in lunghezza tra gli ancoraggi il ponte di San Francisco, divenendo il ponte sospeso con la maggiore lunghezza totale. Attualmente il ponte sospeso più lungo del mondo è stato inaugurato in Turchia il 18 marzo di quest'anno, il "1915 Canakkale Bridge", che attraverso i Dardanelli riduce a 6 minuti il tempo necessario a unire Asia ed Europa.

lunedì 16 agosto 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 16 agosto 1896 tre persone (due nativi e un californiano), guidate da Skookum Jim Mason, un nativo del luogo, risalendo il fiume Klondike scoprirono casualmente dei ricchi giacimenti d'oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek), nel territorio dello Yukon, nel Canada nord-occidentale. Non si sa chi dei tre abbia fatto la scoperta effettiva, tuttavia essa fu registrata ufficialmente per conto di George Carmack (il californiano), a causa del forte razzismo dell’epoca verso i nativi. Oggi generalmente è attribuita a Skookum Jim Mason.
 I cercatori d'oro, che tanto sono rimasti, insieme al cowboy, nell'immaginario collettivo che si ha del Far West, furono una delle razze più forti dell'America, e quella che più di chiunque altra diede l'impulso e l'attività alla nascita e alla crescita della forza economica degli Stati Uniti.
Coloro che si riversarono in California in quegli anni turbolenti erano per la maggior parte uomini che non avevano più nulla da perdere, ma solo da guadagnare: debitori, disperati, disoccupati, sbandati, fuorilegge, esiliati, oppure uomini che cercavano sempre il sapore dell'avventura oppure ancora, sebbene in minoranza, anche speculatori, affaristi, trafficanti, mercanti, usurai e strozzini che si avventuravano in quelle selvagge contrade con l'unica prospettiva: far soldi. Essi non cercavano concessioni su cui scavare, non arrivavano in California con pale e picconi, né vestiti alla meglio e neppure con la lunga barba incolta: non cercavano l'oro. Cercavano solo chi cercava l'oro al fine di vendergli qualsiasi cosa, anche ciò di cui non aveva bisogno.
Quelli che invece potevano venir considerati veri e propri cercatori d'oro erano parte di quella classe che faceva del lavoro e dell'avventura la loro forza e il loro punto d'onore. Recarsi a piedi nei punti più impervi delle montagne, attraversare fiumi, rimanere ore inginocchiati nelle acque gelide di un torrente, spostarsi qua e là per le rive dei corsi d'acqua per chilometri e chilometri, riuscire a sentire l'odore dell'oro, il ricco giacimento e quindi scavare, scavare, e ancora scavare erano abitudini ormai radicate nello spirito di quei rozzi, sporchi e analfabeti uomini che a tali lacune però contrapponevano un coraggio raro a trovarsi anche ai giorni nostri. Non rimpiangevano la scelta di quello che avevano fatto, né di essere quel che erano. Coraggio, perseveranza ed un piccone e un setaccio: ecco gli elementi per formare un cercatore d'oro degno di questo nome.
Giungevano isolati o a piccoli gruppi, con qualsiasi mezzo di trasporto l'uomo (e la natura) avevano creato: a cavallo, a dorso di mulo, con un carro o un carretto, a piedi, in battello, in canoa, in zattera, a nuoto. In ogni caso, in quell'avventura vi si buttavano contro a testa bassa e pronti ad affrontare di petto qualsiasi situazione, pur di arricchirsi.
Fu così, quindi, che iniziò la corsa all'oro. Migliaia di persone, da tutto il mondo, lasciavano i propri lavori per correre fino alla costa del Pacifico. Lo facevano per cercar fortuna in breve tempo, ma anche perchè le notizie e le informazioni che ricevevano coloravano e disegnavano la California come la terra più ricca del mondo. In effetti l'oro non mancava. Ma non era semplice riuscire a prenderlo, a meno che esso non si trovasse sotto forma di pepite o pagliuzze nei letti dei fiumi. Questo tipo di giacimento fu quello più diffuso in California. Ma non durò molto. Nel giro di pochi anni  si erano esauriti, dal momento che la maggior parte dell'oro della California giaceva nei fianchi delle montagne, a metri di profondità, e solo chi poteva permettersi l'attrezzatura adatta - e molto costosa - riusciva a raccoglierlo.
Così ci furono lotte anche per la conquista delle terre su cui scavare. Esse non mancavano, in California, ma non tutte nascondevano oro e non tutti arrivarono in tempo per aggiudicarsele.
Città e fuorilegge. Dove nascevano grosse proprietà di scavi, nascevano le città. Cumuli di tende e misere baracche venivano issati in pochi giorni e altrettanto velocemente venivano abbandonati, quando la terra non era più in grado di dare i suoi frutti. Queste misere cittadine, nel gergo del West sono chiamate Boom Town.
San Francisco, invece, dopo essere stata quasi abbandonata, venne risvegliata e fatta rinascere, e in breve tempo diventò rivale delle più famose città dell'Est. Gioiellerie, sale da gioco e da ballo, eleganti saloon, teatri e persino una Borsa, formavano quella che era diventata una ricchissima città, dove oro, dollari e whisky scorrevano a fiumi.
E' comunque naturale che, dove c'è ricchezza, c'è anche delinquenza. E San Francisco, oltre che la più ricca, diventò anche la più "cattiva" città d'America. Ma non fu l'unica, ovviamente. Città come Nevada City, Coloma, El Dorado, Diamond Spring, Hangtown, attiravano una moltitudine di cattive figure, loschi mercanti, ladri e assassini. E contro di essi, e contro i loro crimini, la polizia non riuscì, o non volle, prendere provvedimenti, così si arrivò alla nascita delle prime squadre di vigilantes. Questa illegale forma di polizia era costituita da cittadini stanchi dei continui crimini e si era assegnata il compito di far velocemente piazza pulita di tutti i colpevoli.
Chiunque avesse violato la legge, e veniva catturato, veniva giudicato da una giuria riunita velocemente sul luogo e impiccato all'albero più vicino.
Questa forma di giustizia appariva spietata e rude agli occhi degli altri abitanti e cercatori d'oro, ma era l'unica che riusciva a mettere davvero ordine nelle città. Grazie a questi vigilanti, il tasso di criminalità scese di parecchio, e chiunque aveva intenzioni ostili o immorali ricevette un duro e preciso avvertimento grazie alle gesta di questi "giustizieri".
Questo è ciò che accadde durante le corse all'oro americane, ultima tappa di uno dei principali elementi che formarono il Far West.

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