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sabato 26 luglio 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 26 luglio.

Il 26 luglio 1878, in California, il poeta e fuorilegge che si faceva chiamare Black Bart compie la sua ultima fuga riuscita, quando ruba una cassetta di sicurezza da una diligenza della Wells Fargo. La cassetta vuota verrà trovata in seguito con all’interno un poema beffardo.

Charles Earl Bowles, detto anche Black Bart (Norfolk, 1829 – 28 febbraio 1888), fu un rapinatore statunitense, specializzato in assalti a diligenze e divenuto famoso nel Far West americano anche per la sua usanza di lasciare messaggi poetici dopo due dei suoi più epici colpi. Conosciuto anche con i nomi di Charles E. Boles, Charles Bolton, CE Bolton, Charles E. Bowles e Black Bart the Po8, è da sempre stato considerato come un bandito gentiluomo e uno dei più famigerati assalitori di diligenze operanti nella California del Nord e nell’Oregon del Sud, fra il 1870 ed il 1880. La fama che ha avuto per i suoi numerosi colpi fu dovuta soprattutto alla sua audacia, al suo stile ed alla sua raffinatezza.

Nacque a Norfolk, in Inghilterra, da John e Maria Bowles. Era uno dei 10 fratelli, sette maschi e tre femmine. All’età di due anni, i suoi genitori emigrarono nella Contea di Jefferson, New York, dove il padre acquistò una fattoria a quattro miglia a nord di Plessis Village, verso Alexandria Bay.

Alla fine del 1849 Bowles, chiamato dagli amici Charley, e due dei suoi fratelli, David e James, parteciparono al California Gold Rush. Iniziarono a lavorare presso una miniera del North Fork, in California.

Bowles lavorò solo un anno prima di tornare a casa nel 1852. Ben presto fece un nuovo viaggio presso i campi per l’estrazione dell’oro della California, con il fratello David e con un altro fratello, Robert; sia David che Robert morirono per malattia, poco dopo il loro arrivo. Bowles continuò a lavorare nella miniera per altri due anni prima di partire.

Nel 1854, in Illinois, Bowles (che per qualche motivo cambiò l’ortografia del suo cognome in “Boles”) sposò Mary Elizabeth Johnson. Ebbero quattro figli. Nel 1860 la coppia andò a vivere a Decatur, Illinois.

Il 13 agosto 1862 Boles venne arruolato nell’esercito nella società B di Decatur, nel 116º Reggimento. Dimostrò di essere un buon soldato, raggiungendo il grado di sergente prima di fare un anno nell’esercito. Prese parte a numerose battaglie e campagne, tra cui Vicksburg, (dove fu gravemente ferito) e Sherman. Il 7 giugno 1865, venne dimesso a Washington, District of Columbia e tornò a casa in Illinois. Aveva ricevuto un temporaneo brevetto sia come sottotenente che tenente.

Dopo lunghi anni di guerra, passò ad una vita tranquilla di agricoltura. Nel 1867 fu di nuovo ingaggiato in prospezioni nell’Idaho e nel Montana. Poco si sa di lui in questo periodo, ma in una lettera di agosto del 1871, indirizzata alla moglie, citò un episodio spiacevole con alcuni dipendenti della Wells Fargo & Company. Per un certo periodo non scrisse più alla moglie e lei ritenne che fosse morto.

Acquisito il soprannome di Black Bart, commise 28 rapine alle diligenze della Wells Fargo, nel nord della California, tra il 1875 ed il 1883 e lungo la storica Siskiyou Trail, tra la California e l’Oregon. Anche se ha lasciato solo due poesie, nei siti di alcune delle sue rapine, la sua firma divenne di grande fama. Black Bart ebbe molto successo e si allontanò con migliaia di dollari ogni anno.

Boles aveva paura dei cavalli e compì tutte le sue rapine a piedi. Con questo, insieme alle sue poesie, si guadagnò molta notorietà. Nei suoi anni da bandito di strada, non sparò mai un colpo di pistola.

Boles fu sempre cortese e non pronunciò mai alcuna parolaccia. Indossava un lungo cappotto spolverino di lino ed una bombetta. Aveva la testa coperta da un sacco di farina, con buchi per gli occhi, e brandiva un fucile da caccia. Queste furono le sue caratteristiche distintive che divennero il suo marchio.

Il 26 luglio 1875 Boles derubò la prima diligenza a Calaveras County, sulla strada tra Copperopolis e Milton. Ciò che rese il suo crimine insolito furono la cortesia e le buone maniere del fuorilegge. Parlava con tono profondo e risonante e disse a Shine John, il postiglione: «Per favore, butti giù la cassaforte!» Non appena Shine aveva porto la cassaforte, Black Bart gridò: «Se lui avesse il coraggio di sparare, dategli una dura scarica, ragazzi!»

Questa prima rapina fruttò a Boles solo $ 160.

L’ultima rapina ad una diligenza ebbe luogo presso Funk Hill, a sud-est di Copperopolis. Il postiglione era Reason McConnell, che stava attraversando un fiume col traghetto Reynolds. Alla traversata, McConnell raccolse Jimmy Rolleri, di 19 anni, figlio del proprietario del traghetto. Jimmy Rolleri aveva con sé un fucile e scese in fondo alla collina, su una strada ripida, per sincerarsi che la diligenza fosse stata in grado di scendere. Ritornato sulla sommità, si accorse che la diligenza non c’era più e cominciò a cercarla a piedi, trovandola poco distante da lui.

Capì così che la diligenza era stata avvicinata da qualcuno; Black Bart uscì da dietro una roccia con il suo fucile da caccia; egli aveva fatto scendere McConnell per impossessarsi della cassaforte, nonostante la Wells Fargo l’avesse ben sigillata. McConnell informò Rolleri che vi era una rapina in corso e Rolleri tentò di ferire Bart con due colpi del suo fucile, mentre questi stava già scappando. Jimmy però lo rincorse e tentò ancora di sparargli, mentre Bart entrò in un boschetto; Bart venne ferito alla mano e continuò la sua fuga per ancora un quarto di miglio, prima di fermarsi esausto e di fermare l’emorragia con un tronchetto marcio. Nonostante tutto, Bart riuscì fuggire in definitiva con $ 500 in monete d’oro, lasciando il fucile in un albero cavo.

Durante la sua ultima rapina del 1883, quando Boles venne ferito e fu costretto a fuggire, lasciò diversi oggetti personali, tra cui un paio di occhiali, prodotti alimentari ed un fazzoletto con un segno di lavanderia FXO7. I detective della Wells Fargo, James B. Hume (fisionomicamente quasi identico a Boles, soprattutto per via dei baffi) ed Henry Nicholson Morse contattarono tutte le lavanderie di San Francisco, per avere informazioni su possibili contatti con Boles. Dopo aver interrogato quasi 90 operatori delle lavanderie, la lavanderia usata da Boles fu individuata nella Ferguson & Bigg’s, in Bush Street, California; gli addetti di quella lavanderia furono in grado di identificare il fazzoletto come appartenente a Boles, che viveva in una modesta pensione.

Boles si descriveva come un “ingegnere minerario” e fece frequenti “viaggi d’affari”, coincidenti con le rapine della Wells Fargo. Dopo aver inizialmente negato di essere Black Bart, Boles alla fine ammise di aver rapinato diverse diligenze della Wells Fargo ed anche alcuni crimini commessi prima del 1879. Quando la polizia esaminò i suoi beni, fu trovata anche una Bibbia, un regalo della moglie, con inciso il suo vero nome. La polizia, dopo il suo arresto, dichiarò che Boles era “una persona di grande resistenza”.

La Wells Fargo sporse denuncia solo sulla rapina finale. Boles venne giudicato colpevole e condannato a sei anni di carcere a San Quintino, ma la sua permanenza venne ridotta a quattro anni per buona condotta. Quando venne rilasciato, nel gennaio 1888, la sua salute era decisamente peggiorata a causa delle condizioni della prigione. Era visibilmente invecchiato, la sua vista stava calando e divenne sordo ad un orecchio. Alcuni reporter chiesero a Boles, dopo la scarcerazione, se era intenzionato a rapinare altre diligenze. “No, signori”, rispose sorridendo: “Io ho finito con la criminalità”. Un altro giornalista gli chiese se poteva scrivere ancora delle poesie. Boles rise e disse: “Allora non mi hai sentito dire che ho finito con la criminalità?”

Boles non tornò più dalla moglie Maria, trasferitasi ad Hannibal, Missouri. Tuttavia le scrisse dopo la scarcerazione dicendo che era stanco di essere pedinato dalla Wells Fargo, si sentiva demoralizzato e voleva fuggire da tutti. Nel febbraio 1888, Boles lasciò la sua casa in Nevada e scomparve. Hume riferì alla Wells Fargo che Boles venne rintracciato al Palace Hotel, a Visalia; l’albergatore disse che un cliente rispondeva alla descrizione di Black Bart, dopodiché Boles riscomparse. L’ultima volta che Boles venne avvistato fu il 28 febbraio 1888.

Il 14 novembre 1888 un’altra diligenza della Wells Fargo venne derubata da un bandito mascherato, che lasciò un versetto. Il detective Hume venne chiamato ad esaminare la nota. Dopo il confronto con la scrittura di una vera e precedente poesia di Black Bart, dichiarò che la rapina fu opera di un altro criminale.

Vi furono alcune voci che sostenevano che la Wells Fargo avesse pagato e mandato via il bandito per impedirgli di compiere altre rapine. Tuttavia la Wells Fargo negò tutto.

Secondo quanto riferito, durante l’estate del 1888, un rapinatore di diligenze non identificato venne ucciso vicino a Virginia City, Nevada; se si fosse trattato di Black Bart, probabilmente il suo corpo sarebbe stato riconosciuto. Alcuni credono che Boles si fosse trasferito a New York City e qui fosse vissuto tranquillamente per il resto della sua vita, morendo nel 1917, anche se questo non è mai stato confermato. Altri credono al racconto improbabile secondo il quale l’ex bandito poeta, non avendo problemi di vista, si fosse recato nel Montana, o forse in Nevada, per fare fortuna.

lunedì 19 maggio 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 19 maggio.

Il 19 maggio 1836 Cynthia Ann Parker, una bambina irlandese emigrata in Texas, viene rapita dai nativi americani.

Cynthia Ann Parker, una bimba di appena nove anni, fu rapita dagli indiani Comanche mentre la sua famiglia veniva brutalmente massacrata davanti ai suoi occhi.

Dopo che l’isolato avamposto texano fu attaccato da un gruppo di guerra di Comanche, la piccola Cynthia venne allontanata da sua madre, portata via a cavallo e allevata per vivere come una delle donne della tribù.

Per 24 anni la donna dagli occhi azzurri, dapprima prigioniera, rimase volontariamente con i suoi rapitori, sposandosi con un Comanche e facendo nascere dei figli, dimenticando perfino la sua lingua d’origine.

E in un’incredibile gioco del destino, proprio uno dei suoi figli – Quanah – divenne uno dei più temuti e rispettati capi tra i nativi americani del 1800 e fu anche l’ultimo dei leader Comanche ad abbandonare definitivamente il sentiero di guerra ed il vecchio stile di vita indiani per indicare la possibilità di ricrearsi una vita nelle riserve, sotto le autorità statunitensi.

La storia brutale del rapimento di questa giovane, lo spargimento di sangue della sua famiglia, le guerre condotte dai Comanche guidati dal figlio di Cynthia, Quanah, contro i bianchi e infine la resa, sono elementi che non hanno mai smesso di emozionare e sorprendere gli appassionati di storia del west. Si tratta di uno spaccato di storia ripreso più e più volte nei film e nei libri.

L’autore del bel libro “Empire Of The Summer Moon”, S.C. Gwynne, riprende la storia di Cynthia Parker – Nautdah nella sua famiglia Comanche adottiva – intrecciandola con gli eventi violenti fatti di razzie, scalpi, uccisioni che punteggiavano la vita della frontiera intorno alla metà del 1800.

S.C. Gwynne narra che il nonno di Cynthia venne ucciso, scalpato e gli vennero asportati i genitali mentre sua moglie veniva costretta a guardare, mentre in un attacco a un altro insediamento di bianchi una donna incinta venne violentata prima di essere colpita con delle frecce e scalpata viva.

Gwynne racconta anche la terribile storia dell’attacco alla famiglia Parker, avvenuto il 19 maggio 1836.

Una squadra di razziatori Comanche circondò il loro ranch, posto in quella che era la selvaggia frontiera texana, prese d’assalto la casa debolmente presidiata, chiedendo una mucca da uccidere per farne cibo e le indicazioni per la più vicina fonte d’acqua.

Sospettando una trappola, donne e bambini vennero immediatamente fatti scappare attraverso una porta posta sul retro della casa nei rigogliosi campi di grano o nel letto del fiume secco o in aperta campagna. Mentre loro scappavano, alcuni uomini della casa si diressero verso quello che sembrava essere il capo della banda di guerrieri a cavallo. Gli uomini erano disarmati e tenevano in mano, in maniera visibile, delle scorte di cibo.

Furono brutalmente attaccati e smembrati davanti ai loro familiari che osservavano scioccati.

Cynthia fuggì con sua madre Lucy e quattro fratelli, ma vennero individuati e inseguiti da alcuni guerrieri. Proprio Cynthia venne circondata e strappata a sua madre.

Scrive Gwynne: “Gli indiani li catturarono tutti, madre e figli… costrinsero Lucy a cedere due dei suoi figli che vennero subito portati via, poi la trascinarono insieme ai due bambini rimasti verso il caseggiato.

Quelli che erano rimasti all’interno per affrontare i predoni Comanche subirono lo stesso destino di molti altri coloni della frontiera dell’epoca: una morte tremenda.

La logica che guidava tutte le incursioni dei guerrieri Comanche era molto semplice: tutti gli uomini venivano invariabilmente uccisi e quelli che venivano catturati vivi erano poi sottoposti alla tortura. Le donne venivano perlopiù fatte prigioniere e violentate dalla banda. Alcune venivano uccise e altre torturate.

I bambini venivano invariabilmente uccisi.”

I Parker non subirono un trattamento diverso dalla regola dei Comanche: quattro maschi della famiglia erano stati uccisi e bloccati a terra con le lunghe lance e scalpati.

Altri che provarono a scappare vennero attaccati, bloccati e trattati selvaggiamente: “L’anziano John Parker, sua moglie Sallie e sua figlia Elizabeth Kellog vennero circondati e spogliati di tutti i loro vestiti. Gli indiani si accanirono su di loro, attaccando il vecchio con il tomahawk… e costringendo la moglie a guardare cosa gli stavano facendo. Lo squarciarono, gli tagliarono i genitali e lo uccisero.”

La violenza era quella tipica che si viveva nel selvaggio west americano. E d’altra parte, la durezza degli indiani in rapporto alla violenza era in parte il frutto di relazioni con l’uomo bianco che erano da sempre impostate sulla prevaricazione del secondo sui primi, sulla sottrazione delle terre e sul mancato rispetto di qualsiasi trattato.

Gwynne descrive nel suo libro un attacco simile a un’altra famiglia di coloni.

“Dopo aver catturato una donna incinta di nove mesi, i Comanche l’hanno trascinata indietro fino a un punto a circa duecento metri di distanza dalla capanna in cui quella viveva. Lì è stata stuprata da una banda di razziatori Comanche. Quando ebbero finito, le tirarono addosso diverse frecce. L’hanno poi scalpata viva facendo alcuni tagli profondi sotto le orecchie e staccando completamente la parte superiore del cuoio capelluto dalla testa. La poveretta sopravvisse per quattro lunghi giorni tra atroci sofferenze.”

Nonostante il suo ingresso violento nella tribù, Cynthia – che venne poi chiamata Nautdah (“trovata”) – alla fine sposò uno dei capi Comanche, Peta Nocona.

Nei successivi 24 anni Cynthia visse con gli indiani e ne assimilò usi e costumi, divenendo un membro della tribù pienamente integrato e dando alla luce ben tre bambini, incluso Quanah che sarebbe poi diventato famosissimo.

Mentre gli scontri tra Texas Rangers e nativi americani si facevano sempre più frequenti e brutali, il governo di Washington prese una linea più decisa sulle tribù che compivano razzie, inviando truppe in numero sempre maggiore per dare la caccia a quei Comanche che erano con buona ragione considerati “gli inafferrabili cavalieri delle pianure”.

Fu durante uno di questi scontri con i Texas Rangers, nel 1860, che Cynthia, a malapena riconoscibile come donna bianca grazie ai suoi occhi blu, venne sottratta agli indiani e riconsegnata alla civiltà dei bianchi.

Cynthia si era ormai così integrata tra i Comanche che le uniche parole inglesi che poteva pronunciare erano “Me Cincee Ann”.

Nonostante i bianchi fossero ben felici di aver effettuato il suo “salvataggio”, Cynthia non si sentiva più a casa tra i suoi parenti americani e cercò di scappare più e più volte.

Aveva il cuore spezzato dal timore di non riuscire più a rivedere i suoi due figli, quelli che riuscirono a sfuggire al raid dei Texas Rangers del 1860 e lentamente divenne sempre più introversa, finendo persino per ammalarsi.

Quando la sua giovane figlia morì all’età di cinque anni, la sua salute declinò rapidamente e morì sola nel 1870, all’età di appena 43 anni.

Un altro suo figlio, Quanah, tuttavia, iniziò a guidare una tribù Comanche prima ancora che avesse 20 anni. Era insolitamente alto e atletico per i consueti standard Comanche e riuscì a far crescere enormemente la sua fama grazie ad un buon numero di audaci incursioni e razzie tra i bianchi.

La sua più grande vittoria arrivò nel 1871 quando batté un distaccamento di 600 soldati americani, attaccando con successo il loro campo di notte, mentre guidava un intero villaggio in salvo.

Ma verso la metà degli anni settanta dell’Ottocento la vita stava diventando realmente impossibile per i Comanche che ancora volevano praticare la consueta vita da nomadi, sempre appresso ai bisonti. I bianchi erano ormai ovunque e i loro ranch punteggiavano le grandi pianure. I bisonti si erano ormai fatti così rari che i Comanche erano sempre più in difficoltà per gli approvvigionamenti. Inoltre, l’esercito era forte e presidiava gli snodi principali della comancheria e così il 2 giugno 1875 Quanah condusse l’intero suo villaggio verso la riserva e fu l’ultimo vero capo Comanche.

Nei suoi ultimi anni, Quanah godette di una certa celebrità e divenne un buon allevatore di bestiame, mentre i resti dell’orgoglioso impero Comanche crollavano intorno alla sua gente.

mercoledì 5 ottobre 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 5 ottobre.
Il 5 ottobre 1892 in una sparatoria a Coffeyville la terribile banda Dalton viene quasi completamente annientata.
I fratelli Dalton crebbero in un luogo selvaggio in tempi selvaggi: sul confine dei Territori Indiani, nelle vicinanze di Coffeyville, Kansas. Per un breve periodo servirono la legge in qualità di Marshall. Il fratello maggiore, Frank Dalton, ricevette l’incarico di Marshall di corte federale a Forte Smith. Il 27 novembre 1887, durante una sparatoria con la Banda Smith-Dixon, venne colpito ed ucciso. Grat Dalton, che insieme al fratello Bill si era trasferito in California, tornò nei Territori Indiani e continuò laddove il fratello maggiore aveva dovuto lasciare. Lavorando come marshall, durante l’arresto di un sospetto fu colpito al braccio da un proiettile e nel 1889 ricevette l’incarico di marshall per la corte di Muskogee.
Bob Dalton era marshall per la corte federale di Wichita, Kansas; operava nella Nazione Osage e spesso affiancava il fratello Frank. Anche Emmet Dalton collaborava con i fratelli, ma si guadagnava da vivere lavorando soprattutto come cowboy nel Ranch Bar X Bar, nei pressi della Pawnee Agency.
Fu proprio nel ranch che Emmet incontrò due dei futuri membri della Banda: Bill Doolin e William St Power, alias Bill Powers, alias Tom Evans. Sono scarse le notizie circa Bill Power. Tutto ciò che sappiamo è che si spinse dal Texas fino ai Territori seguendo un sentiero tracciato dalle mandrie dei Pecos. Emmett fece la conoscenza dei futuri membri della banda, tutti cowboys operanti nei vicini ranch. Erano Charlie Pierce, George Newcomb, Charlie Bryant, e Richard (Dick) Broadwell, alias Texas Jack alias John Moore.
Dick Broadwell apparteneva ad una famiglia abbiente dei pressi di Hutchinson, Kansas. All’apertura dei Territori in Oklahoma ottenne una concessione di terreno nella zona dei Cowboy Flats. Incontrò e si innamorò della giovane donna che possedeva il territorio di fianco al suo. Le chiese di sposarlo. Lei accettò e propose di vendere entrambi i territori e di trasferirsi insieme a Fort Worth, Texas, dove poi lei scomparve con tutti i soldi. Dick tornò nei Territori e cominciò a lavorare nei ranch.
Charlie Pierce veniva dalla contea del Blue River, Missouri. Si trasferì nella Nazione Indiana per evitare guai nel Missouri, stabilendosi nella contea Pawnee. Passò del tempo nella prigione di Forte Smith per traffico illegale di whisky.
George Newcomb, conosciuto anche come Bitter Creek Newcomb, veniva da Forte Scott, Texas. All’età di dodici anni Newcomb iniziò la sua carriera di cowboy lavorando per C.C. Slaughter al Long S Ranch in Texas. Più tardi si trasferì nei Territori.
Charlie Bryant veniva dalla contea di Wise, Texas. Aveva un’ustione da polvere da sparo sulla guancia e per questo veniva chiamato Black Faced Charlie ( Charlie Faccia Nera ). Nel periodo in cui serviva la legge in qualità di poliziotto della Nazione Osage, venne accusato di traffico di whisky. Nello stesso periodo anche Grat Dalton ebbe dei guai e fu dismesso dal suo incarico di marshall per condotta non appropriata ad un ufficiale. Nonostante non fossero più ufficiali lavorarono ancora come uomini dei marescialli. Lo stipendio però non era più lo stesso.
Nel luglio del 1890 Bob, Grant ed Emmett furono accusati di aver rubato cavalli vicino a Claremore I.T. e di averli poi venduti in Kansas. Con gli uomini degli sceriffi alle calcagna Bob ed Emmett lasciarono i Territori dirigendosi verso la California. Grat fu arrestato, rinchiuso in prigione e successivamente rilasciato per mancanza di prove evidenti. Anche lui lasciò i territori per unirsi ai fratelli, in California. Lì i ragazzi si unirono al fratello Bill e gli eventi li videro ben presto ancora alle prese con la violazione della legge. Nella notte del 6 febbraio 1891 il convoglio ferroviario della Southern Pacific RR venne assalito e derubato ad Alila, California. Vennero accusati i fratelli Dalton. Ancora una volta Bob ed Emmett fuggirono con gli sceriffi alle calcagna. Grat e Bill furono arrestati. Bob ed Emmett tornarono nei Territori ma la legge, che si ricordava ancora di loro, faceva bruciare il terreno sotto i loro piedi. Nascosti nelle Nazioni Indiane, i ragazzi si accordarono con i vecchi compagni di ranch di Emmett, Charlie Bryant e Bitter Creek Newcomb, per un assalto al treno a Wharton, Territori Osage, maggio 1891. La banda si appropriò di 1.745 dollari appartenenti alle ferrovie. Poco tempo dopo Charlie Bryant si ammalò e fu portato per una visita medica a Hennessey, T.O.
Il marshall Ed Short vide Bryant nel momento in cui venne portato in città e lo arrestò nell’hotel in cui era stato ricoverato. Non essendoci prigioni ad Hennessey il marshall decise di trasferire il prigioniero, via ferrovia, nella prigione federale a Wichita. Durante il trasferimento Bryant operò un disperato tentativo di evasione. Si procurò una pistola e ingaggiò uno spaventoso conflitto a fuoco con il marshall. Entrambi gli uomini morirono sotto i colpi reciproci.
Il successivo colpo della Banda avvenne ai danni del treno Katy a Leiaetta, nei pressi di Wagoner I. T.
Al fianco di Bob ed Emmett c’erano Bitter Creek Newcomb, Bill Powers, Dick Broadwell, Charlie Pierce e Bill Doolin. Nella notte del 15 settembre 1891 il treno fu fermato ed assalito, il bottino ammontava a 2.500 dollari. Nel frattempo, il 3 luglio 1891, in California, una giuria riconobbe Grat Dalton colpevole dell’assalto al treno di Alila. Nell’attesa della sentenza Grat evase, era il 18 settembre, dirigendosi verso l’Oklahoma. Si unì prontamente ai suoi fratelli. Sul finire del maggio del 1892 i tre Dalton si unirono a Pierce, Newcomb, Powers, Broadwell e Doolin per un altro colpo al treno.
Il 1 giugno 1892, nella stazione di Red Rock, si posizionarono aspettando il convoglio in arrivo. La banda però fiutò qualcosa di sospetto e decise di non intervenire, aspettando invece il treno successivo, ed assalendolo. In effetti il primo convoglio ospitava guardie armate a protezione di 70.000 dollari appartenenti alla Sac and Fox. Sfortunatamente il treno successivo regalò loro un bottino ben più misero. La banda si allontanò con soli 50 dollari!
Il 14 luglio 1892 la banda eseguì il suo ultimo assalto ferroviario a Adair.
Anche questa volta il treno era pieno di guardie, ma la banda lavorò così silenziosamente e così velocemente che i marescialli si accorsero solo all’ultimo momento di quanto stava accadendo proprio sotto al loro naso. Ci fu una breve ma feroce sparatoria durante la quale un innocente passante rimase ucciso ed un altro venne ferito. I banditi scapparono illesi con un bottino di entità sconosciuta.
Dopo il colpo di Adair la banda si divise ed ognuno andò per la propria strada. Con la legge alle calcagna i Dalton pianificarono un ultimo colpo per garantirsi un cospicuo bottino e lasciare poi il paese. Il piano prevedeva una doppia rapina: due banche contemporaneamente, due banche dello stesso paese. Si sarebbero così garantiti il denaro per lasciare il paese, ed un posto nella Storia per aver eseguito un colpo mai tentato da nessun’altra banda.
La località perfetta per questo colpo era Coffeyville, Kansas, la città dei Dalton.
Alle 9.30 del mattino del 5 ottobre 1892, cinque membri della Banda Dalton (Grat Dalton, Emmett Dalton, Bob Dalton, Bill Powers e Dick Broadwell) entrarono cavalcando nella cittadina di Coffeyville, Kansas.
Fin dall’inizio però il loro piano prese una piega indesiderata. Il posto in cui avrebbero dovuto legare i cavalli era stato rimosso per lavori di riparazione alla strada; furono quindi costretti ad utilizzare un vicolo poco distante – una scelta fatale. Per nascondere la loro vera identità (Coffeyville era il loro paese) due dei Dalton indossavano parrucche e barba finta. Nonostante ciò i membri della banda vennero riconosciuti mentre attraversavano la vasta piazza, separandosi e dirigendosi verso le due banche. Cittadini sospettosi spiarono attraverso le grandi vetrate delle banche mentre i rapinatori estraevano le loro pistole.
Qualcuno in strada gridò “stanno rapinando la banca!”
I cittadini si affrettarono ad armarsi posizionandosi nei pressi dell’edificio, pronti a fare fuoco. La sparatoria che seguì durò poco meno di quindici minuti. Un breve lasso di tempo in cui quattro cittadini persero la vita, quattro membri della banda restarono sul campo sotto i colpi dei proiettili e una piccola cittadina del Kansas fece il suo ingresso nella storia.
“Anatomia Di Una Sparatoria”: è questo il titolo del dettagliato racconto che David Elliott, editore del giornale locale, pubblicò poco dopo il fatto. Riprendiamo il suo racconto dal momento in cui la banda smontò da cavallo per dirigersi verso gli obbiettivi prefissati.
“…Dopo aver attraversato la piazza gli uomini accelerarono il passo e mentre tre di loro irruppero nella banca C.M. Condon & Co. dalla porta a sud-ovest, gli altri due entrarono nell’edificio della First National Bank direttamente dall’ ingresso principale. Un cittadino che stava osservando fu preso dal panico nel momento in cui vide che, all’interno della Condon & Co., un membro della banda puntava un Winchester dritto sul viso del cassiere. Resosi conto della drammatica situazione, l’osservatore si fece forza e gridò in direzione della piazza: ‘stanno rapinando la banca!’ Diverse persone udirono il grido di allarme e passarono la parola velocemente. Nello stesso tempo alcuni cittadini videro gli altri due membri della banda entrare nella First National Bank, indovinandone lo scopo, osservandoli intimare il ‘mani in alto’ alle persone all’interno dell’edificio. Lanciarono immediatamente l’allarme verso la zona est della vasta piazza e nel giro di pochi secondi una dozzina di uomini armati di Winchester e pistole erano già posizionati, pronti a fermare la fuga degli indesiderati visitatori.”
Bill Powers, Dick Broadwell e Grat Dalton rapinavano la C. M. Condon Bank, Bob ed Emmett Dalton si occupavano della First National Bank. All’interno della Condon, tre impiegati, minacciati dalle canne dei fucili, furono forzati a riempire di dollari le borse dei rapinatori. Un coraggioso impiegato disse ai Dalton che la cassaforte a tempo non si sarebbe aperta prima di 10 minuti (era un’informazione falsa). I rapinatori decisero quindi di aspettare ma i cittadini cominciarono ad aprire il fuoco.
“Proprio in quel momento cruciale i cittadini posizionati all’esterno della Condon & Co. aprirono il fuoco. Proiettili di Winchester e di pistole sibilarono verso la banca, frantumando le vetrate e saettando all’interno dell’edificio. Bill Powers e Dick Broadwell risposero al fuoco dall’interno, sparando ognuno dai quattro ai sei proiettili in direzione dei cittadini. La sparatoria si fece incandescente. Resosi conto di quanto stava avvenendo, Grat Dalton chiese se ci fosse un’uscita secondaria sul retro dell’edificio. Alla risposta negativa ordinò a due degli impiegati – Mr. Ball e Mr. Carpenter – di portare la borsa piena di dollari verso porta principale. Il fuoco esploso dai cittadini posizionati all’esterno della banca divenne terrificante; i proiettili fischiarono così intensamente e così vicino alle teste che tutti – rapinatori ed impiegati – cercarono riparo nella stanza più arretrata. Qualcuno vicino alla porta a sud-ovest esclamò ‘Sono stato colpito! Non posso usare il braccio, non posso più sparare!‘ “
Nel frattempo una scena simile si stava verificando nella First National Bank, dove Bob ed Emmett Dalton obbligarono gli impiegati a riempire le borse di dollari. Facendosi scudo degli impiegati, i rapinatori tentarono di uscire dall’edificio, ma furono ricacciati indietro dall’intensità dei colpi di fucile: “Lui (Bob Dalton) ordinò a tre impiegati di incamminarsi di fronte a lui, verso la porta principale. I bancari stavano per uscire sulla piazza quando Emmet gridò a Bob: ‘attenzione alla tua sinistra!’ Due colpi vennero sparati in loro direzione dalla porta della bottega del droghiere, ma nessuno dei due andò a segno. Rientrarono nella banca e Bob, ripresentandosi di nuovo sulla porta principale, alzò il Winchester, prese la mira e sparò in direzione sud. Emmett teneva il fucile sotto il braccio mentre legava con un laccio il sacco contenente il bottino. Ordinarono ad alcuni uomini di condurli verso la porta sul retro; Mr. Shepard li accompagnò all’uscita posteriore, i banditi uscirono allo scoperto nel vicolo. Fu qui che cominciò lo sporco disperato lavoro di quei dannati criminali.”
Molti dei cittadini si riunirono nel Magazzino Isham, nelle immediate vicinanze delle due banche. Oltre a rifornire i cittadini di pistole, fucili e munizioni, il magazzino offriva un’eccellente visuale delle due banche e del vicolo in cui la banda aveva lasciato i cavalli.
“Nel momento in cui Grat Dalton e i suoi compagni, Dick Broadwell e Bill Powers, uscirono dalla banca appena saccheggiata (la C. M. Condon Bank), finirono sotto i colpi sparati dagli uomini posizionati all’interno del magazzino Isham. Grat Dalton e Bill Powers furono feriti a morte dopo soli pochi passi. Si vide la polvere sollevarsi dai loro vestiti, e Powers cercò disperatamente riparo sul retro di una bottega confinate. La porta era chiusa e nessuno rispose alla sua richiesta di aiuto. Si trascinava verso il suo cavallo reggendosi con il Winchester quando un successivo proiettile lo colpì alla schiena. Cadde senza vita ai piedi di quel cavallo che lo aveva accompagnato nelle sue numerose scorribande all’insegna del crimine. Grat Dalton, riparandosi dietro una cisterna d’olio, riuscì a raggiungere un fienile sul lato sud del vicolo…”
In quel momento il Marshall Connelly correva in direzione dei cavalli dei banditi, dal punto a sud del Vicolo della Morte. Il marshall irruppe quindi nel vicolo con la faccia rivolta ai cavalli e con la schiena rivolta al sanguinario Dalton. Quest’ultimo fu visto mentre alzava il Winchester e, senza nemmeno mirare, colpiva in pieno la schiena del coraggioso ufficiale, che cadde faccia in avanti, a meno di sei metri dal suo assassino. Nel frattempo Dick Broadwell trovò riparo nei giardini della Compagnia Long-Bell Lumber, e lì rimase alcuni istanti a riprendere fiato: era stato ferito alla schiena. Dopo la caduta di Grat Dalton e Bill Powers ci fu una breve tregua nella sparatoria. Broadwell ne approfittò per uscire dal suo nascondiglio, montare a cavallo e tentare la fuga.
Un proiettile partito dalla carabina di John Kloehr (un cittadino) insieme ad una sventagliata di proiettili sparati dal fucile di Carey Seaman colpì Broadwell ancora prima che si potesse realmente muovere. Sanguinante e moribondo si aggrappò al cavallo, uscendo dal paese. Il suo cadavere fu trovato sul ciglio della strada, mezzo miglio ad ovest di Coffeyville.
Mentre il marshall Connelly cadeva sotto i colpi dei proiettili, Bob ed Emmett Dalton, scappati dalla First National Bank, correvano verso il Vicolo della Morte attraverso un vicolo vicino, entrando dall’imbocco a nord. All’incrocio dei vicoli i due sorpresero F. D. Benson che, arrampicandosi, cercava di entrare da un finestra laterale con un fucile in mano. Bob gli sparò da una distanza di circa nove metri, mancandolo e colpendo la finestra, mandando in frantumi il vetro. Entrando nel vicolo, Bob lanciò un’occhiata ai tetti degli edifici per assicurarsi che non ci fosse pericolo. In quel preciso istante gli uomini all’interno del magazzino Isham mirarono e fecero fuoco. Fu in questo momento che il noto leader della Banda dei Dalton ricevette le ferite più serie. Barcollò attraverso il vicolo, sedendosi sopra un mucchio di pietre, nei pressi della prigione. A dimostrazione della sua natura disperata, continuò imperterrito a sparare dal quella posizione. La sua mira vacillava e i proiettili seguivano traiettorie bizzarre. Si alzò in piedi, cercò riparo in un vecchio fienile a ovest della prigione e, sporgendosi dall’angolo a sud-ovest, continuò a sparare colpi in direzione dei suoi persecutori. Un proiettile partito dal fucile di Mr. Kloehr colpì il bandito in pieno petto, facendolo cadere di schiena sul mucchio di pietre circostante.
Dopo aver ucciso il Marshall Connelly, Grat Dalton tentò ancora una volta di raggiungere il proprio cavallo. Passò di fianco alla sua vittima e aveva percorso solo pochi metri quando l’inesorabile fucile di John Kloehr si fece sentire di nuovo. Il più anziano membro della banda cadde a terra con un proiettile in gola ed il collo rotto.
Fino ad allora Emmett Danton era riuscito a restare illeso. Quando però tentò di montare a cavallo, mezza dozzina di fucili spedirono il loro contenuto in direzione della sua persona, ferendolo al braccio destro e al fianco sinistro. Nonostante ciò tentò di stare in sella, stringendo la borsa colma di dollari rapinati alla First National Bank. Invece di galoppare via, come avrebbe potuto fare, Emmett tornò sfacciatamente verso il punto in cui giaceva il fratello Bob e, allungando il braccio, tentò di sollevarlo e di farlo montare sul cavallo. “E’ inutile!”, sospirò debolmente il bandito moribondo, e proprio allora Carey Seaman svuotò il contenuto dei suoi due caricatori nella schiena di Emmett, che scese dal cavallo, trascinandosi dietro la borsa contenente più di ventimila dollari, e cadde ai piedi del fratello Bob, che spirò subito dopo.
La condanna per l'unico sopravvissuto, Emmett Dalton, fu esemplare: 14 anni di reclusione presso il penitenziario di Lansing. Morì da uomo libero nel 1937 all'età di 66 anni.
Bill Doolin, "Bitter Creek" Newcomb, e Charlie Pierce furono gli unici superstiti della banda dopo gli eventi di Coffeyville, anche perché non parteciparono a quella rapina. Alcune indiscrezioni però danno come presente, ma fuggitivo, Bill Doolin.
Bill Dalton e i superstiti diedero successivamente vita ad una nuova banda il Wild Bunch conosciuto anche come Doolin–Dalton Gang.

mercoledì 17 agosto 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 agosto.
Il 17 agosto 1877 Henry McCarty spara e uccide (morirà il giorno dopo) un fabbro. Sarà la prima vittima di colui che in seguito divenne noto come Billy The Kid.
Henry McCarty è il vero nome di William Harrison Bonney Jr., meglio noto alla storia come Billy the Kid. Per via della mal curanza degli archivi di nascita della fine dello scorso secolo, nel leggendario Far West, di Billy the Kid si sa che nasce il 23 novembre a New York ma è di difficile lettura l'anno sui documenti per cui, fatta certa la data della sua morte per mano dell'amico-nemico Pat Garrett il giorno 14 luglio del 1881 presso Fort Summer nel New Messico, e sapendo che Billy aveva all'incirca 21 anni, l'anno di nascita potrebbe essere il 1859 o il 1860.
Attorno alla vita di Billy The Kid, probabilmente la più fraintesa figura storica del vecchio West, sono state create ballate, storie e leggende di ogni sorta, più o meno tendenziose, spesso non aderenti alla realtà, liberamente affidate al galoppare di sfrenate fantasie. La fonte principale da cui derivarono varie biografie, buone o cattive, è "The autentic life of Billy the Kid", diario dei fatti che proprio lo sceriffo Pat Garrett stilò di propria mano, affidando la stesura definitiva al giornalista Ash Upson.
Henry McCarty nasce negli "slums" irlandesi, nei quartieri più poveri di New York. Nel 1873 la madre, vedova, si risposa a Santa Fé con William H. Antrim, cognome che in qualche caso il ragazzo adotterà. Da adolescente Billy frequenta dubbie compagnie che lo inducono a furtarelli, procurandogli una temporanea reclusione. Nella prima evasione della sua vita scappa passando per la cappa di un camino.
Si allontana risolutivamente dalla casa materna e trascorre i primi anni alternando periodi di regolare lavoro presso fattorie a furti di bestiame.
Conduce una vita libera e selvatica. Figura di indole controversa: portato alla musica, buon parlatore e lettore, sensibile e brillante nei rapporti personali, di modi cortesi benché facile a scoppi d'ira, è un turbolento spirito libero.
La svolta decisiva nella sua vita arriva il 17 agosto 1877 in Arizona, quando fredda un prepotente che non accetta di perdere al gioco d'azzardo, specialità nella quale il giovane "vaquero" eccelle. Qui comincia una vita randagia, peregrinante, per pascoli e praterie, al di sopra della legge, forte di un codice morale tutto personale che esclude la rapina a treni e banche, lo stupro, l'omicidio (che non fosse dettato dalle necessità della legittima difesa), della ritorsione per un'azione uguale.
Vive la sua vita selvaggia, al di là del bene e del male. Assume il nome William H. Bonney - non si sa per quale ragione - e si congiunge nel New Mexico alla banda dei "Regolatori" ed è coinvolto nell'antica e sanguinaria faida fra "Ragazzi" e "Regolatori", durissimo conflitto che si protrae dal 1878 al 1879 nella contea di Lincoln.
Sir John Henry Tunstall, emigrato dall'Inghilterra nel 1876, è un allevatore che assume Billy alle proprie dipendenze, entra in concorrenza con Lawrence G. Murphy, commerciante senza scrupoli che, tramite malversazioni di ogni genere, si è costruito un piccolo impero. Le prepotenze di Murphy si esplicano in oscure trame che ingrassano i suoi guadagni di agente indiano per i Mescalero, cui fornisce carni e verdure. Controlla le proprietà altrui, traffica in bestiame rubato, forte di collusioni governative che gli garantiscono impunità.
Si circonda di "bandidos" pronti a difendere i suoi privilegi, primo fra tutti James J. Dolan, uomo con la mano sempre pronta sulla Colt. Tunstall, che non essendo un santo, si associa all'avvocato scozzese Alexander McSween, personaggio dal passato discusso e dalle mani in pasta per ciò che concerne il mondo dei cavilli legali. Il giovane possidente britannico fonda la Lincoln County Bank, amplia il suo giro d'affari ed entra in aperto scontro con un Murphy che ha via via abbandonato gli affari, delegando il losco Dolan alla gestione del patrimonio. Le due fazioni entrano in collisione quando Dolan, spalleggiato dallo sceriffo, decide di aggredire Tunstall ed i suoi. Dick Brewer, non meno equivoco braccio destro del neo-banchiere, mette insieme una truppa di tagliagole per vendicare furti di cavalli che avvengono con troppa frequenza.
Il 18 febbraio 1878 Dolan uccide Tunstall e inizia una sanguinosa reazione a catena. I sostegni legali dell'avvocato McSween non possono trattenere la furia dei suoi uomini, i "Regolatori", tra cui Billy, legato da sincera riconoscenza a Tunstall. Viene ucciso uno dei sicari e trucidato assieme al suo subalterno lo sceriffo Brady che minaccia di arrestare McSween. Due settimane dopo si scontrano le parti e Brewer perde la vita. La cittadina sta diventando un inferno e ciò che era nato come un comune regolamento di conti si sta trasformando nella Guerra della Contea.
Gli scontri si avvicendano puntualmente, McSween viene scagionato dalle accuse, interviene l'Esercito, il Presidente Rutheford B. Hayes si occupa in prima persona della questione. La situazione diventa incontrollabile ed esplosiva. Dolan fa eleggere un nuovo "sceriffo" che dia la caccia ai Regolatori.
McSween non rimane a guardare e assolda una squadra di cinquanta uomini che guida a Lincoln, ai magazzini di Murphy. Ha inizio una sparatoria che dura per cinque giorni fino a quando non sopraggiunge la Cavalleria. I "Ragazzi" incendiano la casa di McSween e qualcuno dei "Regolatori", fra i quali Billy the Kid, riesce a fuggire. McSween è raggiunto da una raffica di proiettili. Sommerso in tale irrefrenabile bagno di sangue Billy si schiera definitivamente ed il destino vuole che diventi il capo dei "Regolatori".
Esauritasi la fiammata dell'odio Billy sopravvive con l'abituale attività del furto di cavalli. Tenta una conciliazione con la parte avversa organizzando una "fiesta" con gli antichi rivali. Ma un uomo viene ucciso da Dolan. In una sera del mese di marzo del 1879 Billy incontra segretamente Wallace e nel suo ufficio il governatore gli prospetta il perdono in cambio di una sua deposizione circa i fatti e i motivi che hanno condotto alla guerra. Dolan fugge alla legge e Billy viene lasciato al suo destino: vengono emessi dei mandati di cattura a carico di Billy the Kid per altri omicidi oltre a quelli commessi con la guerra della contea.
Billy a questo punto riunisce i suoi vecchi amici e con loro si dirige verso Fort Sumner, il posto che elegge come punto di ritrovo. Lo accompagnano Tom O'Folliard, Fred Waite, John Middleton e Henry Brown. Con questi uomini comincia a dedicarsi al furto di cavalli, la maggior parte dei quali presso l'agenzia indiana di Tularosa.
Il 5 agosto 1878 incide un'altra tacca sul calcio della sua pistola uccidendo un certo Bernstein che coraggiosamente tenta di impedire il furto dei cavalli. Qualche tempo dopo, Fred Waite e Henry Brown, stanchi di quella vita, si separano da Billy senza mai più farsi rivedere. Henry Brown diventa sceriffo a Caldwell nel Kansas prima di essere linciato dagli stessi cittadini per un tentativo di rapina in banca.
Nel dicembre del 1878 Kid e Folliard vengono arrestati a Lincoln dal nuovo sceriffo George Kimbrell, ma neanche due giorni dopo i due fuggono.
Billy viene arrestato di nuovo il 21 marzo 1879, ma anche questa volta la fa franca. Nel gennaio del 1880 aggiunge una ulteriore tacca alla sua pistola. Un texano, Joe Grant, tenta di uccidere Billy a Fort Sumner nel saloon di Bob Hargrove. La pistola di Grant non esplode il colpo ed un attimo dopo il proiettile di Billy centra la testa del texano.
Le sue ruberie continuano per tutto il 1880 e in quell'anno si aggiungono alla banda Billy Wilson e Tom Pickett. Nel novembre del 1880 si macchia di un nuovo omicidio. La vittima di turno, James Carlyle, ha il solo torto di aver fatto parte della squadra della legge che inseguiva Billy per i saccheggi a White Oaks. I delitti a lui attribuiti ammontano a quattro, nonostante qualcuno gliene abbia attribuiti fino a ventuno.
Un giornalista lo definisce per la prima volta "Billy the Kid", e compaiono svariate taglie (500 dollari la più alta): la leggenda trova legna da ardere.
Meno burrascosi ma non del tutto angelici sono i trascorsi di Pat Garrett, vecchio amico di Billy eletto sceriffo dal governatore Wallace per eliminare il pericoloso bandito; Garrett è noto alle autorità locali a causa di un antico interesse per il bestiame altrui. Con un accanimento implacabile e l'ostile costanza, caratteristica di chi tradisce un amico in nome di una causa ritenuta superiore, Garrett si mette sulle orme del vecchio compagno, braccandolo con scientifica precisione. Lo scova una prima volta a Fort Sumner, dove Billy protetto dall'omertà dei peones che in lui avevano incarnato un piccolo eroe locale, fugge.
L'antivigilia del Natale 1880 The Kid e altri quattro compagni cascano nella rete: Charlie Bodrie resta sul campo, gli altri si arrendono. Billy è processato e condannato all'impiccagione, con sentenza da eseguirsi nell'aprile 1881. Anche questa volta lo spavaldo bandito se la cava e dopo due settimane di detenzione, si lascia la prigione alle spalle e i corpi di due custodi. La caccia senza quartiere continua implacabile. La notte del 14 luglio 1881, Pat Garrett lo coglie nell'abituale rifugio di Fort Sumner. Danno da pensare le scarse cautele che Billy prende per tutelare la propria vita. Era come calamitato da un destino già scritto. Di questa fatalità possiede un'imperscrutabile coscienza. Una stanza buia nella quale Pat si era appostato. Penetrando l'oscurità, Billy avverte una presenza estranea. "Quien es,? Quien es?" ripete, forse presagendo la fine. La risposta immediata è dettata da due pallottole, una delle quali lo raggiunge al cuore.
Billy the Kid, per la prima volta in vita sua, aveva dimenticato la sua Colt Thunderer 41 precludendosi ogni possibilità di salvarsi.
Come è successo con molti uomini del vecchio West definiti "pistoleri", la reputazione di McCarty superò il reale andamento dei fatti delle sparatorie in cui fu coinvolto.
Nonostante gli venga attribuita l'uccisione di 21 uomini nella sua vita, si sa che William H. Bonney partecipò all'uccisione di nove uomini. Cinque di loro morirono durante le sparatorie in cui molti dei Regolatori presero parte, rendendo quindi dubbio se fossero stati i proiettili di Bonney a ucciderli. Delle restanti quattro vittime di Bonney, due furono sparatorie per autodifesa e le altre due furono le uccisioni dei vicesceriffi Bell e Ollinger durante la sua fuga dalla prigione.
Il 31 dicembre 2010 il governatore del Nuovo Messico Bill Richardson, dopo aver esaminato il caso, ha negato la concessione di una grazia postuma a Billy the Kid, 129 anni dopo la sua morte, confermando la decisione del governatore di allora, Lewis Wallace.

lunedì 16 agosto 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 16 agosto 1896 tre persone (due nativi e un californiano), guidate da Skookum Jim Mason, un nativo del luogo, risalendo il fiume Klondike scoprirono casualmente dei ricchi giacimenti d'oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek), nel territorio dello Yukon, nel Canada nord-occidentale. Non si sa chi dei tre abbia fatto la scoperta effettiva, tuttavia essa fu registrata ufficialmente per conto di George Carmack (il californiano), a causa del forte razzismo dell’epoca verso i nativi. Oggi generalmente è attribuita a Skookum Jim Mason.
 I cercatori d'oro, che tanto sono rimasti, insieme al cowboy, nell'immaginario collettivo che si ha del Far West, furono una delle razze più forti dell'America, e quella che più di chiunque altra diede l'impulso e l'attività alla nascita e alla crescita della forza economica degli Stati Uniti.
Coloro che si riversarono in California in quegli anni turbolenti erano per la maggior parte uomini che non avevano più nulla da perdere, ma solo da guadagnare: debitori, disperati, disoccupati, sbandati, fuorilegge, esiliati, oppure uomini che cercavano sempre il sapore dell'avventura oppure ancora, sebbene in minoranza, anche speculatori, affaristi, trafficanti, mercanti, usurai e strozzini che si avventuravano in quelle selvagge contrade con l'unica prospettiva: far soldi. Essi non cercavano concessioni su cui scavare, non arrivavano in California con pale e picconi, né vestiti alla meglio e neppure con la lunga barba incolta: non cercavano l'oro. Cercavano solo chi cercava l'oro al fine di vendergli qualsiasi cosa, anche ciò di cui non aveva bisogno.
Quelli che invece potevano venir considerati veri e propri cercatori d'oro erano parte di quella classe che faceva del lavoro e dell'avventura la loro forza e il loro punto d'onore. Recarsi a piedi nei punti più impervi delle montagne, attraversare fiumi, rimanere ore inginocchiati nelle acque gelide di un torrente, spostarsi qua e là per le rive dei corsi d'acqua per chilometri e chilometri, riuscire a sentire l'odore dell'oro, il ricco giacimento e quindi scavare, scavare, e ancora scavare erano abitudini ormai radicate nello spirito di quei rozzi, sporchi e analfabeti uomini che a tali lacune però contrapponevano un coraggio raro a trovarsi anche ai giorni nostri. Non rimpiangevano la scelta di quello che avevano fatto, né di essere quel che erano. Coraggio, perseveranza ed un piccone e un setaccio: ecco gli elementi per formare un cercatore d'oro degno di questo nome.
Giungevano isolati o a piccoli gruppi, con qualsiasi mezzo di trasporto l'uomo (e la natura) avevano creato: a cavallo, a dorso di mulo, con un carro o un carretto, a piedi, in battello, in canoa, in zattera, a nuoto. In ogni caso, in quell'avventura vi si buttavano contro a testa bassa e pronti ad affrontare di petto qualsiasi situazione, pur di arricchirsi.
Fu così, quindi, che iniziò la corsa all'oro. Migliaia di persone, da tutto il mondo, lasciavano i propri lavori per correre fino alla costa del Pacifico. Lo facevano per cercar fortuna in breve tempo, ma anche perchè le notizie e le informazioni che ricevevano coloravano e disegnavano la California come la terra più ricca del mondo. In effetti l'oro non mancava. Ma non era semplice riuscire a prenderlo, a meno che esso non si trovasse sotto forma di pepite o pagliuzze nei letti dei fiumi. Questo tipo di giacimento fu quello più diffuso in California. Ma non durò molto. Nel giro di pochi anni  si erano esauriti, dal momento che la maggior parte dell'oro della California giaceva nei fianchi delle montagne, a metri di profondità, e solo chi poteva permettersi l'attrezzatura adatta - e molto costosa - riusciva a raccoglierlo.
Così ci furono lotte anche per la conquista delle terre su cui scavare. Esse non mancavano, in California, ma non tutte nascondevano oro e non tutti arrivarono in tempo per aggiudicarsele.
Città e fuorilegge. Dove nascevano grosse proprietà di scavi, nascevano le città. Cumuli di tende e misere baracche venivano issati in pochi giorni e altrettanto velocemente venivano abbandonati, quando la terra non era più in grado di dare i suoi frutti. Queste misere cittadine, nel gergo del West sono chiamate Boom Town.
San Francisco, invece, dopo essere stata quasi abbandonata, venne risvegliata e fatta rinascere, e in breve tempo diventò rivale delle più famose città dell'Est. Gioiellerie, sale da gioco e da ballo, eleganti saloon, teatri e persino una Borsa, formavano quella che era diventata una ricchissima città, dove oro, dollari e whisky scorrevano a fiumi.
E' comunque naturale che, dove c'è ricchezza, c'è anche delinquenza. E San Francisco, oltre che la più ricca, diventò anche la più "cattiva" città d'America. Ma non fu l'unica, ovviamente. Città come Nevada City, Coloma, El Dorado, Diamond Spring, Hangtown, attiravano una moltitudine di cattive figure, loschi mercanti, ladri e assassini. E contro di essi, e contro i loro crimini, la polizia non riuscì, o non volle, prendere provvedimenti, così si arrivò alla nascita delle prime squadre di vigilantes. Questa illegale forma di polizia era costituita da cittadini stanchi dei continui crimini e si era assegnata il compito di far velocemente piazza pulita di tutti i colpevoli.
Chiunque avesse violato la legge, e veniva catturato, veniva giudicato da una giuria riunita velocemente sul luogo e impiccato all'albero più vicino.
Questa forma di giustizia appariva spietata e rude agli occhi degli altri abitanti e cercatori d'oro, ma era l'unica che riusciva a mettere davvero ordine nelle città. Grazie a questi vigilanti, il tasso di criminalità scese di parecchio, e chiunque aveva intenzioni ostili o immorali ricevette un duro e preciso avvertimento grazie alle gesta di questi "giustizieri".
Questo è ciò che accadde durante le corse all'oro americane, ultima tappa di uno dei principali elementi che formarono il Far West.

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