Buongiorno, oggi è il 30 maggio.
Il 30 maggio 1879 apre al pubblico, dopo una ristrutturazione, il "nuovo" Madison Square Garden.
Sotto quei riflettori è passata una buona parte della storia della cultura popolare a stelle e strisce. Non c'è memorabile partita di basket, storico concerto rock, leggendario incontro di pugilato, combattuta partita di hockey; non c'è imperdibile spettacolo teatrale o ricordato evento di massa che non possa essere accostato a quel nome. Ha vissuto tre vite quel tempio dello sport e spettacolo (quattro, se si conta la prima, quando era un deposito della stazione ferroviaria);ci sono stati tre diversi edifici per un solo, mitico nome: Madison Square Garden. L'ultimo costruito è l'arena sorta nel 1968 sopra alla Pennsylvania Station. Ancora qualche anno e poi dovrà lasciare il passo all'ampliamento dell'importante scalo ferroviario. Lo ha deciso il Consiglio Comunale. (Con tutta probabilità) lo stadio dovrà essere abbattuto e trasferito, ricostruito in un'altra zona della metropoli. Troppo pressanti le esigenze di sviluppo della città per non chiedere al Garden di vivere altrove un'altra vita: la quinta.
Fu P.T. Barnum a dare forma alla prima vita del Garden. Quando attorno al 1871, il deposito ferroviario venne trasferito, l'inventore del "Più grande spettacolo del mondo", della più ambiziosa ed esotica performance circense dell'epoca, prese in leasing l'edificio e lo fece diventare un originale teatro per il suo circo o per altri show. Da grande imprenditore, Barnum aveva capito che quella location era speciale per i newyorchesi. Negli anni a seguire, uscito di scena lui, il Primo Garden si trasformò: divenne un velodromo, il ciclismo su pista era uno degli sport più seguiti negli Usa, e ospitò alcuni incontri di pugilato. I proprietari di allora - nomi mitici della finanza statunitense come JP Morgan e Andrew Carnagie - capirono che il business poteva essere ampliato. Decisero quindi di abbattere il vecchio edificio e di costruirne uno più grande.
Il Secondo Garden vide la luce il 6 giugno del 1890. Poteva contenere 17.000 persone. La sua storia durò poco meno di 40 anni. Tra le sue mura vennero combattuti importanti incontri di boxe, ma la struttura andò presto in sofferenza finanziaria e la società che ne era diventata proprietaria, la New York Life Insurance Company, decise di demolirla, per farne costruire una nuova, sempre chiamata Madison Square Garden, questa volta tra la 49° e la 50° strada a Manhattan. Era il 1928. Iniziava la terza vita, per lo più dedicata ai guantoni. Leggendari pugili salirono su quel ring. Henry Amstrong, l'unico a essere campione contemporaneamente in tre categorie; Sugar Ray Robinson, Jack La Motta, Rocky Marciano: nomi che hanno fatto la storia dello sport mondiale, con i loro trionfi e le loro sconfitte, con il loro sudore e le loro vicende private.
Ma il Garden non fu solo sangue e pugni: mantenne la sua anima poliedrica, la sua capacità di essere polo d'attrazione dello spettacolo non solo sportivo. Vero palcoscenico della cultura popolare statunitense per le forme espressive che quella cultura creava. Fu proprio quella la sua fortuna. I concerti di Frank Sinatra e di Elvis Presley, quell'indimenticabile sera del 1962 quando Marilyn Monroe cantò "Happy Birthday Mister President" davanti a JFK e a 15.000 persone che si erano radunate nello stadio per festeggiare il compleanno di John Fitzgerald Kennedy.
La storia non si conclude con la costruzione del quarto edificio nel 1968, l'attuale. Anzi. Diventa ancora più ricca. Semplicemente, si trasforma. Il Garden si dimostra ancora più eclettico. Un grande Business. Lo sport che prende piede è il basket. E' nell'arena ("Un'architettura a forma di fritella rovesciata" scriverà una volta Time) che giocano i New York Knicks davanti a un pubblico di 20.000 persone. Poi arriva anche l'hockey su ghiaccio con i Rangers, che ne fanno lo stadio di casa. I concerti non finiscono, anzi, si moltiplicano grazie alla capacità della nuova struttura: dagli anni'70 (Led Zeppelin, il concerto per il Bangladesh, Billy Joel) agli anni'80 (Michael Jackson, Madonna, David Bowie) per poi arrivare ai grandi concerti organizzati a scopo di beneficienza degli anni'90, nel 2001 dopo l'attacco alle Torri Gemelle e nel 2012 in favore delle vittime dell'uragano Sandy. Nel teatro ospitato all'interno del Garden c'è spazio anche per gli imponenti musical e per gli eventi politici: nel 1992, si tiene lì la convention democratica per la nomination di Bill Clinton per le elezioni presidenziali.
Ora, grazie alle decisioni dell'amministrazione newyorchese, il Madison Square Garden rischia di dover affrontare la sfida di una quinta vita. Lontano dall'attuale sede di Midtown, nel centro di Manhattan. I proprietari del Garden aveva chiesto la concessione perpetua del sito, ma la risposta delle istituzioni pubbliche è stata per ora diversa. C'è da scommettere che, comunque sia, il Garden rimarrà sempre quel tempio dello sport e dello spettacolo che è diventato nel corso della sua lunga storia secolare.
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martedì 30 maggio 2023
martedì 8 marzo 2022
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
L'8 marzo 1971 a New York, al Madison Square Garden, si consumò quello che venne ribattezzato "Il match del secolo", tra Joe Frazier e Mohammed Alì.
Sul palcoscenico del Madison Square Garden quella notte vinse il migliore, il più forte e insieme il più povero e il più assetato di vittorie. Quella sera Cassius Marcellus Clay, alias Muhammad Alì, fece piangere molta gente. Dei 20.000 spettatori che avevano pagato il biglietto per entrare al Garden la maggior parte era venuta per vederlo volare come una farfalla e pungere come una ape, ma quella sua eleganza, quel suo essere un artista unico durò pochi minuti. Davanti aveva una macchina di rabbia, un treno distruttore che si era alimentato con gli insulti che Clay (In Italia lo chiamavano ancora tutti così) gli aveva appiccicato addosso.
Clay lo apostrofò "zio Tom" lo accusò di essere un servo dei bianchi e soprattutto gli aveva promesso che l'avrebbe messo ko entro la sesta ripresa. Una promessa azzardata da parte di un atleta rimasto fuori dal ring per 40 mesi, a causa del noto rifiuto di partire per il Vietnam, armi in pugno? Forse sì. Senza sminuire la vittoria di Frazier al culmine della sua potenzialità, quella lunga lontananza dal quadrato pesò sulla performance di Alì. "Smoking" Joe attaccò subito con una furia sovrumana mettendo in mostra un tremendo sinistro che fu la chiave vincente del match. L’obiettivo principale del campione dei pesi massimi era uno solo: smantellare la difesa di Clay colpendolo ai fianchi, allo stomaco, al fegato. Una tattica che riuscì perfettamente, culminata in quello spettacolare atterramento che è entrato nella storia. Molti scrissero che Frazier, nelle ultime riprese, rallentò per non mettere ko Clay, ma forse aveva esaurito la sua tremenda carica agonistica che, a cinque riprese dalla fine, andava già a braccetto con la vittoria, poi sancita dai giudici. Quando l’arbitro Arthur Mercante raccolse i cartellini, Aidala aveva dato 9 riprese a Frazier e 6 a Clay; Recht 11 a Joe e 4 a Cassius; nel suo cartellino, Mercante aveva assegnato l'8 a 6 per il campione. Il momento più drammatico, comunque, lo vissero coloro che accompagnarono Muhammad Alì all’ospedale. Il famoso corrispondente dagli Usa Lino Mannocchia scrisse: "Clay aveva un viso simile a un pallone da football. La sua mascella sembrava volesse schizzare fuori dalla testa".
E in Italia, come vivemmo quella magica notte? Furono milioni gli italiani che seguirono per radio o televisione il match. Allora non esisteva la parola “share” ma un dato certo fa pensare. Tra le 4.30 e le 5.45 i chilowatt in Italia aumentarono di 1.200.000 rispetto al solito. La Sip fece 10.000 chiamate, prenotate per dare la sveglia (duemila solo a Milano che solitamente, durante la notte, ne faceva registrare una trentina). La Radio effettuò un servizio speciale denominato “Notte e Sport” con la telecronaca in diretta da New York e con un collegamento con Nino Benvenuti, che si trovava al Centro Tecnico di Fiuggi con i suoi istruttori Caneo e Zuliani, e con Bruno Arcari a Genova. Fu un evento davvero planetario e Joe Frazier, la sera dopo quell’ 8 Marzo, festeggiò allo Statler Hilton la vittoria, cantando diverse canzoni con il suo complesso musicale, gli Knock-outs.
Joe Frazier si spense nelle prime ore di lunedì 7 novembre 2011 per un cancro al fegato. Al suo funerale, svoltosi nella chiesa battista di Enon Tabernacle, erano presenti Larry Holmes e Michael Spinks; Muhammad Alì ha ricordato così l'amico e rivale: «Il mondo ha perso un grande campione, ricorderò sempre Joe con rispetto ed ammirazione: il mio pensiero va alla sua famiglia e a coloro che l'hanno amato».
Mohammed Alì, per oltre 30 anni affetto dal morbo di Parkinson, si è spento a Scottsdale il 3 giugno 2016.
mercoledì 10 febbraio 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 10 febbraio.
Il 10 febbraio 1933 a New York Primo Carnera mette KO al tredicesimo round Ernie Schaaf, che morirà più tardi per emorragia cerebrale.
Ernie Schaaf era il tipico ragazzone americano. Figlio di immigranti tedeschi, aveva servito in Marina sulla stessa nave del futuro campione dei pesi massimi Jack Sharkey. Mentre era ancora in servizio, aveva vinto il Campionato della Marina degli Stati Uniti nella categoria pesi massimi, conquistandosi il soprannome di "Tigre del mare".
Lasciata la Marina, il ragazzone del New Jersey divenne professionista. Mandava un mazzo di rose a sua madre dopo ogni vittoria, e ripeteva spesso che finita la carriera si sarebbe fatto prete.
Nei tardi anni 20 e primi anni 30 Schaaf combattè molti tra i grandi pesi messimi e e mediomassimi dell'epoca; non li sconfisse tutti, ma vinse abbastanza incontri e si dimostrò nel complesso in grado di combattere per il titolo dei pesi massimi.
Quindi quel 10 febbraio 1933 Schaaf, con un record di 54 vittorie, 2 KO e 12 sconfitte, salì sul ring del Madison Square Garden contro il gigantesco campione italiano Primo Carnera.
L'incontro tra Schaaf e Carnera si stava dimostrando piuttosto deludente. Non c'era grande azione, e quando c'era, era nettamente in favore di Carnera. Schaaf appariva stranamente affaticato e privo di riflessi, incapace di evitare i ganci poderosi di Carnera o di replicare in modo efficace.
Al tredicesimo round, Carnera sferrò un jab che sembrava tutto sommato leggero. Schaaf stramazzò al tappeto e fu contato fino al 10. La folla ululava, fischiava e urlò "venduto" quando fu portato fuori dal ring.
Schaaf fu portato al Policlinico dove gli fu diagnosticata una emorragia intracranica e e fu dichiarato in semi-coma. Quattro giorni più tardi, a San Valentino, spirò.
Secondo i giornali dell'epoca,in punto di morte Schaaf era momentaneamente abbastanza cosciente da scambiare due parole con sua madre. "Sei il mio tesoro?" lei gli chiese. "Si, mamma", rispose. "Come stai?" "Sto bene, mamma".
Il veterano di Marina ricevette una salva di fucili dai marinai del Quartiere Navale della Marina di Boston. Al suo funerale parteciparono anche famosi atleti, tra i i quali il suo ex compagno di nave ed ora Campione dei Pesi Massimi Jack Sharkey. Carnera, sconvolto, inviò una croce floreale di due metri con una striscia di seta su cui era scritto "Con la più profonda simpatia, Primo Carnera".
La madre di Schaaf rispose così a Carnera: "Posso assicurarle che non la ritengo in alcun modo responsabile per la morte del mio ragazzo. Provo per lei lo stesso sentimento che credo sua madre avrebbe provato per il mio Ernie se lei avesse avuto la stessa sua sfortuna nel vostro combattimento. La ringrazio per la sua offerta di simpatia e la sua espressione di ammirazione per Ernie". Carnera avrebbe poi vinto il titolo dei pesi massimi battendo Sharkey per KO al sesto round quattro mesi più tardi.
Primo Carnera è da ritenersi responsabile per la morte di Ernie Schaaf?
Carnera fu uno dei più controversi e meno ammirati campioni di pesi massimi della storia.
Ai suoi giorni molti consideravano Carnera (che era il secondo più alto campione di pesi massimi di tutti i tempi, e certamente il più pesante di sempre) un terrore per gli altri pugili. Specialmente dopo la morte di Schaaf, si diceva che Carnera era semplicemente troppo grande e troppo forte per fare boxe in sicurezza, e che la sua stazza gli dava un vantaggio troppo forte per qualsiasi avversario.
Alcuni commentatori invocarono una nuova classe sopra i pesi massimi, dove Carnera potesse combattere solo con altri giganti come lui.
Allo stesso tempo, invece, molti osservatori vedevano Carnera all'opposto, come un pugile debole e incapace di difendersi, e che avrebbe corso lui seri rischi qualora avesse combattuto con un avversario di talento.
Che Carnera fosse gestito dal crimine organizzato era il segreto di Pulcinella. Vi era motivo di credere che molti degli incontri con cui aveva costruito il suo record impressionante fosse stato in realtà combinato, sebbene probabilmente lui ne fosse all'oscuro, tanta era la sua natura semplice e forse anche un po' stolta. I critici lo consideravano come un pugile scoordinato e privo di talento, con scarsa capacità di incassare colpi.
Perciò, quando Schaaf si dimostrò così poco incisivo durante il match, culminato in un KO dovuto a un jab molto leggero, vi fu uno scetticismo generale. Se non era stato pagato per andare al tappeto, questa era senz'altro un eccezione rispetto agli altri incontri.
Ma se Carnera non era un abile pugile, e se era arrivato dove era arrivato solo perchè erano stati pagati gli avversari, come poteva aver ucciso Schaaf?
Fu forse invece Max Baer il maggior responsabile per la morte di Ernie Schaaf?
Molti storici della boxe pensano che la vera spiegazione della morte sul ring di Ernie risalga all'agosto 1932, quando combattè contro Max Baer.
Baer e Schaaf avevano già combattuto meno di due anni prima, quando Schaaf vinse ai punti in un incontro di 10 round, che il New York Times descrisse come "il più eccitante incontro di pesi massimi come non se ne vedeva da tempo".
Curiosamente, quello fu il primo incontro di Baer dopo una precedente morte sul ring. Baer aveva messo alle corde Frankie Campbell, il quale, incosciente e tenuto su dalle corde, non riusciva a cadere al tappeto, continuando pertanto a ricevere i terribili colpi di Baer. Campbell fu portato di corsa in ospedale e morì per le ferite ricevute nel match.
Baer fu fortemente colpito da quanto accaduto. Rimase fermo parecchi mesi e prese seriamente in considerazione il ritiro. Alla fine tornò sul ring, e parecchio tempo dopo ebbe anche la corona dei pesi massimi per breve tempo (sconfiggendo Carnera). Gli esperti di boxe dissero che non tornò più quello di prima. Per decenni ebbe incubi sul match con Campbell, cominciò a bere molto, e non mostrò più quell'istinto da killer dei primi tempi, smettendo di colpire gli avversari quando pensava di poterli ferire seriamente.
Nell'incontro del 1932 contro Schaaf, Baer combattè con cautela, forse anche trattenendosi in qualche colpo. Il match fu sostanzialmente in parità per tutto il tempo. Ma proprio alla fine, comunque, Baer sferrò un gancio devastante e mise al tappeto Schaaf. Dato che mancavano meno di 10 secondi alla fine del match, il combattimento non si concluse con un KO, e Baer vinse ai punti.
Alla morte di Schaaf, parecchi mesi dopo, pochi collegarono l'evento al combattimento con Baer. Lo fecero invece gli storici della boxe molto più tardi.
Sembrava la logica spiegazione di come potesse essere morto Schaaf tra le mani di "frode" Carnera. Forse aveva subito danni cerebrali non diagnosticati nel KD di Baer, e i deboli colpi di Carnera furono solo la goccia che fece traboccare il vaso. Forse Baer aveva in verità ucciso due avversari in carriera.
Forse. Ma ci sono alcuni problemi con questa teoria. Non solo perchè a quel tempo Baer aveva già cominciato a colpire con meno violenza per non esssere più responsabile della morte o del serio ferimento di un avversario, ma anche perchè Schaaf tra i combattimenti di Baer e Carnera aveva boxato altre 3 volte, vincendo due incontri e perdendone uno, senza mostrare alcun segno di danni subiti da Baer.
C'è qualche altra spiegazione per la morte di Ernie Schaaf?
Alcuni commentatori sostengono che né Carnera né Baer abbiano ucciso Schaaf.
L'autopsia rilevò un significativo rigonfiamento dei tessuti meningei che circondano il cervello. Se quel rigonfiamento fosse già presente come risultato del colpo di Baer, Schaaf non sarebbe stato in grado di combattere così efficacemente nei due incontri che ebbe dopo e che vinse.
Ma se il rigonfiamento si fosse presentato dopo i tre combattimenti, causando quella sua debolezza tale da far urlare la folla, e uccidendolo subito dopo, cosa potrebbe averlo causato?
Si è venuto a sapere che Schaaf soffrì di una forte influenza poco tempo prima di andare sul ring con Carnera. Si era indebolito a tal punto da prendere la drastica decisione di ritirarsi in un convento fuori Boston per recuperare le forze.
E' dunque possibile che non si fosse ristabilito completamente quando combattè con Carnera, che fosse ancora debole, e che il rigonfiamento delle meningi lo abbia alla fine ucciso.
Le prove sulla causa della sua morte non sono risolutive. La cosa più probabile è che essa avvenne come risultato di più fattori.
Certamente prese molti pugni da Carnera nel suo ultimo combattimento. E se Carnera non era il temibile spauracchio che i fans consideravano per via della stazza, nondimeno non era nemmeno il debole buffone che più tardi i commentori dipinsero. Al di là di quanto aiuto disonesto aveva ottenuto in precedenza, aveva comunque il merito di essersi dimostrato un buon combattente. Quando il supporto della mafia cessò, la sua carriera non crollò del tutto. Fu messo al tappeto da alcuni eccellenti avversari, tra cui Baer e un giovane Joe Louis, ma vinse anche un buon numero di incontri. Per cui non era privo di tecnica e di potenza nelle braccia, ed è ragionevole supporre che possa aver creato danno colpendo Schaaf tante volte.
Ma è ragionevole inoltre supporre che il colpo di Baer che lo ha messo al tappeto privo di senso pochi mesi prima possa aver fatto un danno cerebrale tale da renderlo vulnerabile ai colpi successivi. Può darsi che Baer si sia trattenuto in qualche incontro dopo aver ucciso Frankie Campbell, ma restava comunque uno dei più devastanti pugili della divisione, e non c'è dubbio che atterrò Schaaf con un colpo davvero duro.
Ma forse il fattore più importante fu il ritorno sul ring prima di essersi totalmente ristabilito dall'influenza e il non aver compreso che il rigonfiamento delle meningi lo avrebbe messo seriamente in pericolo di vita combattendo in quelle condizioni.
Quale sia la causa, la morte di Ernie Schaaf alterò per sempre la vita di familiari ed amici, nonchè quella del gigante buono Carnera che, come Baer dopo il combattimento con Campbell, si rifugiò nell'alcolismo per convivere con la morte sul ring di un avversario.
Il 10 febbraio 1933 a New York Primo Carnera mette KO al tredicesimo round Ernie Schaaf, che morirà più tardi per emorragia cerebrale.
Ernie Schaaf era il tipico ragazzone americano. Figlio di immigranti tedeschi, aveva servito in Marina sulla stessa nave del futuro campione dei pesi massimi Jack Sharkey. Mentre era ancora in servizio, aveva vinto il Campionato della Marina degli Stati Uniti nella categoria pesi massimi, conquistandosi il soprannome di "Tigre del mare".
Lasciata la Marina, il ragazzone del New Jersey divenne professionista. Mandava un mazzo di rose a sua madre dopo ogni vittoria, e ripeteva spesso che finita la carriera si sarebbe fatto prete.
Nei tardi anni 20 e primi anni 30 Schaaf combattè molti tra i grandi pesi messimi e e mediomassimi dell'epoca; non li sconfisse tutti, ma vinse abbastanza incontri e si dimostrò nel complesso in grado di combattere per il titolo dei pesi massimi.
Quindi quel 10 febbraio 1933 Schaaf, con un record di 54 vittorie, 2 KO e 12 sconfitte, salì sul ring del Madison Square Garden contro il gigantesco campione italiano Primo Carnera.
L'incontro tra Schaaf e Carnera si stava dimostrando piuttosto deludente. Non c'era grande azione, e quando c'era, era nettamente in favore di Carnera. Schaaf appariva stranamente affaticato e privo di riflessi, incapace di evitare i ganci poderosi di Carnera o di replicare in modo efficace.
Al tredicesimo round, Carnera sferrò un jab che sembrava tutto sommato leggero. Schaaf stramazzò al tappeto e fu contato fino al 10. La folla ululava, fischiava e urlò "venduto" quando fu portato fuori dal ring.
Schaaf fu portato al Policlinico dove gli fu diagnosticata una emorragia intracranica e e fu dichiarato in semi-coma. Quattro giorni più tardi, a San Valentino, spirò.
Secondo i giornali dell'epoca,in punto di morte Schaaf era momentaneamente abbastanza cosciente da scambiare due parole con sua madre. "Sei il mio tesoro?" lei gli chiese. "Si, mamma", rispose. "Come stai?" "Sto bene, mamma".
Il veterano di Marina ricevette una salva di fucili dai marinai del Quartiere Navale della Marina di Boston. Al suo funerale parteciparono anche famosi atleti, tra i i quali il suo ex compagno di nave ed ora Campione dei Pesi Massimi Jack Sharkey. Carnera, sconvolto, inviò una croce floreale di due metri con una striscia di seta su cui era scritto "Con la più profonda simpatia, Primo Carnera".
La madre di Schaaf rispose così a Carnera: "Posso assicurarle che non la ritengo in alcun modo responsabile per la morte del mio ragazzo. Provo per lei lo stesso sentimento che credo sua madre avrebbe provato per il mio Ernie se lei avesse avuto la stessa sua sfortuna nel vostro combattimento. La ringrazio per la sua offerta di simpatia e la sua espressione di ammirazione per Ernie". Carnera avrebbe poi vinto il titolo dei pesi massimi battendo Sharkey per KO al sesto round quattro mesi più tardi.
Primo Carnera è da ritenersi responsabile per la morte di Ernie Schaaf?
Carnera fu uno dei più controversi e meno ammirati campioni di pesi massimi della storia.
Ai suoi giorni molti consideravano Carnera (che era il secondo più alto campione di pesi massimi di tutti i tempi, e certamente il più pesante di sempre) un terrore per gli altri pugili. Specialmente dopo la morte di Schaaf, si diceva che Carnera era semplicemente troppo grande e troppo forte per fare boxe in sicurezza, e che la sua stazza gli dava un vantaggio troppo forte per qualsiasi avversario.
Alcuni commentatori invocarono una nuova classe sopra i pesi massimi, dove Carnera potesse combattere solo con altri giganti come lui.
Allo stesso tempo, invece, molti osservatori vedevano Carnera all'opposto, come un pugile debole e incapace di difendersi, e che avrebbe corso lui seri rischi qualora avesse combattuto con un avversario di talento.
Che Carnera fosse gestito dal crimine organizzato era il segreto di Pulcinella. Vi era motivo di credere che molti degli incontri con cui aveva costruito il suo record impressionante fosse stato in realtà combinato, sebbene probabilmente lui ne fosse all'oscuro, tanta era la sua natura semplice e forse anche un po' stolta. I critici lo consideravano come un pugile scoordinato e privo di talento, con scarsa capacità di incassare colpi.
Perciò, quando Schaaf si dimostrò così poco incisivo durante il match, culminato in un KO dovuto a un jab molto leggero, vi fu uno scetticismo generale. Se non era stato pagato per andare al tappeto, questa era senz'altro un eccezione rispetto agli altri incontri.
Ma se Carnera non era un abile pugile, e se era arrivato dove era arrivato solo perchè erano stati pagati gli avversari, come poteva aver ucciso Schaaf?
Fu forse invece Max Baer il maggior responsabile per la morte di Ernie Schaaf?
Molti storici della boxe pensano che la vera spiegazione della morte sul ring di Ernie risalga all'agosto 1932, quando combattè contro Max Baer.
Baer e Schaaf avevano già combattuto meno di due anni prima, quando Schaaf vinse ai punti in un incontro di 10 round, che il New York Times descrisse come "il più eccitante incontro di pesi massimi come non se ne vedeva da tempo".
Curiosamente, quello fu il primo incontro di Baer dopo una precedente morte sul ring. Baer aveva messo alle corde Frankie Campbell, il quale, incosciente e tenuto su dalle corde, non riusciva a cadere al tappeto, continuando pertanto a ricevere i terribili colpi di Baer. Campbell fu portato di corsa in ospedale e morì per le ferite ricevute nel match.
Baer fu fortemente colpito da quanto accaduto. Rimase fermo parecchi mesi e prese seriamente in considerazione il ritiro. Alla fine tornò sul ring, e parecchio tempo dopo ebbe anche la corona dei pesi massimi per breve tempo (sconfiggendo Carnera). Gli esperti di boxe dissero che non tornò più quello di prima. Per decenni ebbe incubi sul match con Campbell, cominciò a bere molto, e non mostrò più quell'istinto da killer dei primi tempi, smettendo di colpire gli avversari quando pensava di poterli ferire seriamente.
Nell'incontro del 1932 contro Schaaf, Baer combattè con cautela, forse anche trattenendosi in qualche colpo. Il match fu sostanzialmente in parità per tutto il tempo. Ma proprio alla fine, comunque, Baer sferrò un gancio devastante e mise al tappeto Schaaf. Dato che mancavano meno di 10 secondi alla fine del match, il combattimento non si concluse con un KO, e Baer vinse ai punti.
Alla morte di Schaaf, parecchi mesi dopo, pochi collegarono l'evento al combattimento con Baer. Lo fecero invece gli storici della boxe molto più tardi.
Sembrava la logica spiegazione di come potesse essere morto Schaaf tra le mani di "frode" Carnera. Forse aveva subito danni cerebrali non diagnosticati nel KD di Baer, e i deboli colpi di Carnera furono solo la goccia che fece traboccare il vaso. Forse Baer aveva in verità ucciso due avversari in carriera.
Forse. Ma ci sono alcuni problemi con questa teoria. Non solo perchè a quel tempo Baer aveva già cominciato a colpire con meno violenza per non esssere più responsabile della morte o del serio ferimento di un avversario, ma anche perchè Schaaf tra i combattimenti di Baer e Carnera aveva boxato altre 3 volte, vincendo due incontri e perdendone uno, senza mostrare alcun segno di danni subiti da Baer.
C'è qualche altra spiegazione per la morte di Ernie Schaaf?
Alcuni commentatori sostengono che né Carnera né Baer abbiano ucciso Schaaf.
L'autopsia rilevò un significativo rigonfiamento dei tessuti meningei che circondano il cervello. Se quel rigonfiamento fosse già presente come risultato del colpo di Baer, Schaaf non sarebbe stato in grado di combattere così efficacemente nei due incontri che ebbe dopo e che vinse.
Ma se il rigonfiamento si fosse presentato dopo i tre combattimenti, causando quella sua debolezza tale da far urlare la folla, e uccidendolo subito dopo, cosa potrebbe averlo causato?
Si è venuto a sapere che Schaaf soffrì di una forte influenza poco tempo prima di andare sul ring con Carnera. Si era indebolito a tal punto da prendere la drastica decisione di ritirarsi in un convento fuori Boston per recuperare le forze.
E' dunque possibile che non si fosse ristabilito completamente quando combattè con Carnera, che fosse ancora debole, e che il rigonfiamento delle meningi lo abbia alla fine ucciso.
Le prove sulla causa della sua morte non sono risolutive. La cosa più probabile è che essa avvenne come risultato di più fattori.
Certamente prese molti pugni da Carnera nel suo ultimo combattimento. E se Carnera non era il temibile spauracchio che i fans consideravano per via della stazza, nondimeno non era nemmeno il debole buffone che più tardi i commentori dipinsero. Al di là di quanto aiuto disonesto aveva ottenuto in precedenza, aveva comunque il merito di essersi dimostrato un buon combattente. Quando il supporto della mafia cessò, la sua carriera non crollò del tutto. Fu messo al tappeto da alcuni eccellenti avversari, tra cui Baer e un giovane Joe Louis, ma vinse anche un buon numero di incontri. Per cui non era privo di tecnica e di potenza nelle braccia, ed è ragionevole supporre che possa aver creato danno colpendo Schaaf tante volte.
Ma è ragionevole inoltre supporre che il colpo di Baer che lo ha messo al tappeto privo di senso pochi mesi prima possa aver fatto un danno cerebrale tale da renderlo vulnerabile ai colpi successivi. Può darsi che Baer si sia trattenuto in qualche incontro dopo aver ucciso Frankie Campbell, ma restava comunque uno dei più devastanti pugili della divisione, e non c'è dubbio che atterrò Schaaf con un colpo davvero duro.
Ma forse il fattore più importante fu il ritorno sul ring prima di essersi totalmente ristabilito dall'influenza e il non aver compreso che il rigonfiamento delle meningi lo avrebbe messo seriamente in pericolo di vita combattendo in quelle condizioni.
Quale sia la causa, la morte di Ernie Schaaf alterò per sempre la vita di familiari ed amici, nonchè quella del gigante buono Carnera che, come Baer dopo il combattimento con Campbell, si rifugiò nell'alcolismo per convivere con la morte sul ring di un avversario.
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