Buongiorno, oggi è il 26 ottobre.
Il 26 ottobre 1431 nasce Ercole I d'Este, duca di Ferrara.
Ercole I, figlio di Niccolò III e della sua terza moglie, Ricciarda di Saluzzo, fu marchese d’Este, e secondo duca di Ferrara, Modena e Reggio dal 1471. Si Sposò nel 1473 con Eleonora d’Aragona, un matrimonio che proseguiva la politica di conciliazione verso gli altri comuni italiani, ma che venne visto in maniera negativa da Venezia, insospettita dalle alleanze che il Duca stava stringendo. La duchessa Eleonora, donna di grande cultura, si mostrò una consorte leale e di grande saggezza, la cui forza d’animo fu determinante nel costruire i rapporti diplomatici si all’interno della corte che con gli altre stati.
La tensione tra Ferrara e Venezia sfociò nella guerra per i territori del Polesine, che il Duca perse siglando nel 1484 la pace di Bagnolo. Come Duca si rese artefice di una politica di distensione tra i vari Stati della penisola. Nel 1494, quando l’Italia era travagliata degli scontri per la discesa dell’esercito francese di Carlo VIII, Ercole riuscì a non farsi coinvolgere nel conflitto assumendo invece un ruolo di mediatore tra l’esercito francese e i vari eserciti italiani. Ercole I d’Este fu infatti il promotore di una politica di pace che cercava di portare avanti grazie soprattutto a matrimoni e alleanze strategiche. Occasioni queste che voleva favorire attraverso le numerose feste, musiche e rappresentazioni teatrali che si susseguivano in gran numero ai tempi di Ariosto. Tra matrimoni più rilevanti che Ercole stipulò, vi sono le nozze nel 1491 del primogenito Alfonso con Anna Sforza, mentre nel 1480 fidanzava la figlia Isabella con Francesco Gonzaga marchese di Mantova e prometteva l’altra figlia, Beatrice, a Ludovico il Moro, Duca di Milano. Ulteriore esempio della sua abilità diplomatica fu la capacità di destreggiarsi tra il supporto alle truppe di Luigi XII che nel 1499 si stavano spostando verso l’Italia e le mire espansionistiche dello Stato Pontificio e dalle milizie di Cesare Borgia. Riuscì ad evitare l’alleanza con la Francia rendendole comunque omaggio, e a stringere un patto con il Papa dando in moglie nel 1501 al figlio Alfonso, rimasto vedovo, Lucrezia Borgia, sorella di Cesare e figlia illegittima di papa Alessandro VI.
Al nome di Ercole I d’Este si lega la munificenza nelle attività di abbellimento di Ferrara, su tutti l’ampliamento delle mura cittadine grazie all’imponente opera dell’Addizione Erculea che affidò a Biagio Rossetti. Amò circondare la sua corte di artisti e poeti tra i quali il Boiardo e lo stesso Ludovico Ariosto. Ammalatosi gravemente a seguito delle ferite subite durante il conflitto con Venezia, morì il 25 gennaio 1505: “circa a sera fece venire Vincenzo da Modena; e lo fece suonare per spazio d’un‘ora un clavazambolo coi pedali, pigliandone sua signoria grande piacere, e di sua man di continuo battendo la misura” (Chiappini 2001, p. 230).
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sabato 26 ottobre 2024
martedì 18 aprile 2023
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 18 aprile.
Il 18 aprile 1480 nasce, con ogni probabilità, Lucrezia Borgia.
Fu davvero così bella Lucrezia Borgia, come asseriva Pietro Bembo tanto da conservare un suo ricciolo d'oro tra le proprie carte?
Non si hanno dati precisi sulla sua nascita, il più attendibile la farebbe risalire al 18 aprile 1480 a Subiaco (in provincia di Roma), terzogenita di Rodrigo Borgia e Vannozza Cattanei, ebbe tre fratelli: Juan, Cesare e Jofrè.
Lucrezia viene educata nel convento di San Sisto e in seguito affidata alla cure della cugina del Papa, Adriana Mila.
A dodici anni viene fatta fidanzare, per procura, con Don Gaspare da Procida, un nobile spagnolo. Vincolo che sarà poi sciolto dal padre che la diede in moglie a Giovanni Sforza.
Il matrimonio, avvenuto nel 1493, non nasce sotto i migliori auspici. Nella primavera del 1494 la coppia, che vive a Roma, si trasferisce a Pesaro, non si sa se a causa di un'epidemia di peste o per paura dei francesi. Il Papa impone che la sua amante Giulia con la suocera si unisca alla coppia.
Tuttavia Giulia contravvenendo agli ordini papali raggiunge il marito Orsino e nonostante Alessandro VI la rimproveri aspramente, non riesce a convincerla a tornare da lui.
Successivamente, dopo la pace tra i due amanti, saranno proprio i francesi a catturare le donne mentre rientrano a Roma e solo grazie alla mediazione degli Sforza e ad un cospicuo riscatto, Alessandro VI potrà riavere le sue donne.
Al Papa le nozze della figlia non sono più tanto convenienti, questo lo intuisce anche Giovanni che torna a Roma per reclamare la moglie. Tutto inutile. E capisce che non gli conviene mettersi contro i Borgia che potrebbero toglierlo di mezzo molto in fretta.
Cerca allora appoggio dallo zio Ludovico il Moro, a Milano, ma è tutto inutile ed iniziano gli scontri e le ingiurie. I Borgia accusano Giovanni di essere un marito solo di nome, quest'ultimo accusa Lucrezia di essere l'amante del padre e del fratello.
I Borgia vogliono annullare il matrimonio, perché non consumato, Giovanni non cede. A Roma, intanto, si decide di far visitare Lucrezia che viene dichiarata virgo intacta. Il matrimonio viene annullato il 20 dicembre 1497, Lucrezia aveva 17 anni. Che motivo aveva il Papa per annullare il matrimonio, suscitando tanto clamore ed esponendo la figlia ai pettegolezzi ed al ludibrio della folla? Comunque Lucrezia per riprendersi, si rifugia in convento, ma voci insistenti dicono che è un'altra la ragione.
Lucrezia deve partorire. Ma se il matrimonio non è stato consumato, se lei è stata dichiarata "virgo intacta" com'è possibile tutto ciò?
Si vocifera che il bambino sia di suo padre o di suo fratello Cesare Borgia, altri fanno svariati nomi. Non si ha nemmeno la prova che Lucrezia sia la vera madre, ma che il bambino sia figlio del Papa e della sua amante Giulia Farnese.
Il piccolo, battezzato Giovanni, passerà alla storia come "l'infante romano".
Il 15 giugno 1497 il duca di Gandia, Juan, fratello di Lucrezia, viene ripescato cadavere nel Tevere; subito i sospetti si addensano su Cesare Borgia che ha sempre ambito al posto di capitano delle truppe pontificie occupato da Juan. Alcuni invece affermano che Cesare abbia ucciso Juan, perché quest'ultimo era l'amante di Lucrezia e padre dell'infante romano.
Il 21 luglio 1498 Lucrezia si sposa nuovamente. Anche le nozze celebrate in Vaticano con Alfonso d'Aragona, duca di Risceglie, finiscono tragicamente.
Cesare Borgia, che era stato rifiutato da Carlotta d'Aragona, sposa Carlotta d'Albert di Navarra, re Luigi lo nomina duca di Valentinois in cambio dell'aiuto di Cesare a riconquistare il regno di Napoli.
Alfonso allarmato si rifugia dai suoi parenti, abbandonando Lucrezia che aspetta un bambino.
Sconvolgendo gli alti prelati, il Papa per risollevare il morale di Lucrezia, la nomina governatrice di Spoleto, dove svolgerà diligentemente il suo incarico.
Il 19 settembre 1489 Alfonso, dietro pressione del padre, raggiunge Lucrezia ed insieme tornano a Roma, dove nel mese di Novembre Lucrezia dà alla luce un maschietto che viene chiamato Rodrigo.
Il 15 luglio 1500 Alfonso viene ferito gravemente. Il colpevole è Cesare, motivo la gelosia nei confronti della sorella.
Assistito dai migliori medici del Papa, nonostante le gravi ferite, con grande gioia di Lucrezia, Alfonso riuscirà a guarire.
Durante la degenza Lucrezia non ha mai abbandonato il suo sposo, tuttavia il 18 agosto dopo averla fatta allontanare con un pretesto, Michelotto da Corella, sicario di Cesare Borgia, uccide Alfonso proprio nelle stanze di Lucrezia. Interviene nuovamente il Papa a consolare la vedova nominandola governatrice di Nepi.
Intanto, mentre Lucrezia è lontana, il Papa pensa ad un nuovo matrimonio per lei in cerca di nuove alleanze e incarica Cesare di raggiungerla a Nepi per comunicarglielo. Il candidato è Alfonso d'Este di Ferrara. Forse per Lucrezia, a 21 anni, si può aprire una nuova vita lontana dalla sua famiglia.
Tuttavia gli Este non la pensano così: troppe sono le maldicenze su Lucrezia. Ma nonostante tutte le contrarietà il 30 dicembre 1501 la nozze vengono celebrate: Lucrezia riuscirà, se non proprio a farsi amare dal marito, almeno a farsi rispettare, anche se verrà tradita ripetutamente.
Gli darà sette figli, tre dei quali moriranno subito dopo la nascita.
A Ferrara Lucrezia è finalmente serena, per quanto le sarà possibile continuerà a proteggere il fratello Cesare.
Lucrezia Borgia muore di setticemia a Ferrara, in seguito ad un parto, il 24 giugno 1519 a soli 39 anni. Venne sepolta nel monastero del Corpus Domini, con indosso l'abito da terziaria francescana.
Da sempre dipinta come donna affascinante e astuta, complice degli intrighi della corte papale rinascimentale, ammirata e temuta allo stesso tempo, abile politica e accorta diplomatica, pericolosa e avvelenatrice di amanti, depravata e corrotta, dedita a frequentare orge nei palazzi del Vaticano, Lucrezia Borgia -in realtà- è stata più vittima o carnefice? Vittima della corruzione delle corti del ‘500 e delle mire ambiziose dei suoi familiari? Strumento di crudeltà e inganno per ottenere potere e nuove ricchezze?
In verità non si hanno conoscenze a sufficienza che testimonino quello che fu la vera Lucrezia. Le storie del suo coinvolgimento nei crimini del padre e del fratello sono vere? Lucrezia è stata un mostro di crudeltà e inganno? O semplicemente la vittima di una stampa sfavorevole? Viene dipinta con questo ruolo, recitato inoltre in molte opere d’arte, romanzi e film. Di questa misteriosa donna non si conosce alcun ritratto autentico. Si dice che molti dipinti la ritraggano. Altri dicono che queste immagini fanno semplicemente parte del mito di Lucrezia Borgia. Ancora una volta le differenti percezioni della storia risultano essere estremamente affascinanti.
Il 18 aprile 1480 nasce, con ogni probabilità, Lucrezia Borgia.
Fu davvero così bella Lucrezia Borgia, come asseriva Pietro Bembo tanto da conservare un suo ricciolo d'oro tra le proprie carte?
Non si hanno dati precisi sulla sua nascita, il più attendibile la farebbe risalire al 18 aprile 1480 a Subiaco (in provincia di Roma), terzogenita di Rodrigo Borgia e Vannozza Cattanei, ebbe tre fratelli: Juan, Cesare e Jofrè.
Lucrezia viene educata nel convento di San Sisto e in seguito affidata alla cure della cugina del Papa, Adriana Mila.
A dodici anni viene fatta fidanzare, per procura, con Don Gaspare da Procida, un nobile spagnolo. Vincolo che sarà poi sciolto dal padre che la diede in moglie a Giovanni Sforza.
Il matrimonio, avvenuto nel 1493, non nasce sotto i migliori auspici. Nella primavera del 1494 la coppia, che vive a Roma, si trasferisce a Pesaro, non si sa se a causa di un'epidemia di peste o per paura dei francesi. Il Papa impone che la sua amante Giulia con la suocera si unisca alla coppia.
Tuttavia Giulia contravvenendo agli ordini papali raggiunge il marito Orsino e nonostante Alessandro VI la rimproveri aspramente, non riesce a convincerla a tornare da lui.
Successivamente, dopo la pace tra i due amanti, saranno proprio i francesi a catturare le donne mentre rientrano a Roma e solo grazie alla mediazione degli Sforza e ad un cospicuo riscatto, Alessandro VI potrà riavere le sue donne.
Al Papa le nozze della figlia non sono più tanto convenienti, questo lo intuisce anche Giovanni che torna a Roma per reclamare la moglie. Tutto inutile. E capisce che non gli conviene mettersi contro i Borgia che potrebbero toglierlo di mezzo molto in fretta.
Cerca allora appoggio dallo zio Ludovico il Moro, a Milano, ma è tutto inutile ed iniziano gli scontri e le ingiurie. I Borgia accusano Giovanni di essere un marito solo di nome, quest'ultimo accusa Lucrezia di essere l'amante del padre e del fratello.
I Borgia vogliono annullare il matrimonio, perché non consumato, Giovanni non cede. A Roma, intanto, si decide di far visitare Lucrezia che viene dichiarata virgo intacta. Il matrimonio viene annullato il 20 dicembre 1497, Lucrezia aveva 17 anni. Che motivo aveva il Papa per annullare il matrimonio, suscitando tanto clamore ed esponendo la figlia ai pettegolezzi ed al ludibrio della folla? Comunque Lucrezia per riprendersi, si rifugia in convento, ma voci insistenti dicono che è un'altra la ragione.
Lucrezia deve partorire. Ma se il matrimonio non è stato consumato, se lei è stata dichiarata "virgo intacta" com'è possibile tutto ciò?
Si vocifera che il bambino sia di suo padre o di suo fratello Cesare Borgia, altri fanno svariati nomi. Non si ha nemmeno la prova che Lucrezia sia la vera madre, ma che il bambino sia figlio del Papa e della sua amante Giulia Farnese.
Il piccolo, battezzato Giovanni, passerà alla storia come "l'infante romano".
Il 15 giugno 1497 il duca di Gandia, Juan, fratello di Lucrezia, viene ripescato cadavere nel Tevere; subito i sospetti si addensano su Cesare Borgia che ha sempre ambito al posto di capitano delle truppe pontificie occupato da Juan. Alcuni invece affermano che Cesare abbia ucciso Juan, perché quest'ultimo era l'amante di Lucrezia e padre dell'infante romano.
Il 21 luglio 1498 Lucrezia si sposa nuovamente. Anche le nozze celebrate in Vaticano con Alfonso d'Aragona, duca di Risceglie, finiscono tragicamente.
Cesare Borgia, che era stato rifiutato da Carlotta d'Aragona, sposa Carlotta d'Albert di Navarra, re Luigi lo nomina duca di Valentinois in cambio dell'aiuto di Cesare a riconquistare il regno di Napoli.
Alfonso allarmato si rifugia dai suoi parenti, abbandonando Lucrezia che aspetta un bambino.
Sconvolgendo gli alti prelati, il Papa per risollevare il morale di Lucrezia, la nomina governatrice di Spoleto, dove svolgerà diligentemente il suo incarico.
Il 19 settembre 1489 Alfonso, dietro pressione del padre, raggiunge Lucrezia ed insieme tornano a Roma, dove nel mese di Novembre Lucrezia dà alla luce un maschietto che viene chiamato Rodrigo.
Il 15 luglio 1500 Alfonso viene ferito gravemente. Il colpevole è Cesare, motivo la gelosia nei confronti della sorella.
Assistito dai migliori medici del Papa, nonostante le gravi ferite, con grande gioia di Lucrezia, Alfonso riuscirà a guarire.
Durante la degenza Lucrezia non ha mai abbandonato il suo sposo, tuttavia il 18 agosto dopo averla fatta allontanare con un pretesto, Michelotto da Corella, sicario di Cesare Borgia, uccide Alfonso proprio nelle stanze di Lucrezia. Interviene nuovamente il Papa a consolare la vedova nominandola governatrice di Nepi.
Intanto, mentre Lucrezia è lontana, il Papa pensa ad un nuovo matrimonio per lei in cerca di nuove alleanze e incarica Cesare di raggiungerla a Nepi per comunicarglielo. Il candidato è Alfonso d'Este di Ferrara. Forse per Lucrezia, a 21 anni, si può aprire una nuova vita lontana dalla sua famiglia.
Tuttavia gli Este non la pensano così: troppe sono le maldicenze su Lucrezia. Ma nonostante tutte le contrarietà il 30 dicembre 1501 la nozze vengono celebrate: Lucrezia riuscirà, se non proprio a farsi amare dal marito, almeno a farsi rispettare, anche se verrà tradita ripetutamente.
Gli darà sette figli, tre dei quali moriranno subito dopo la nascita.
A Ferrara Lucrezia è finalmente serena, per quanto le sarà possibile continuerà a proteggere il fratello Cesare.
Lucrezia Borgia muore di setticemia a Ferrara, in seguito ad un parto, il 24 giugno 1519 a soli 39 anni. Venne sepolta nel monastero del Corpus Domini, con indosso l'abito da terziaria francescana.
Da sempre dipinta come donna affascinante e astuta, complice degli intrighi della corte papale rinascimentale, ammirata e temuta allo stesso tempo, abile politica e accorta diplomatica, pericolosa e avvelenatrice di amanti, depravata e corrotta, dedita a frequentare orge nei palazzi del Vaticano, Lucrezia Borgia -in realtà- è stata più vittima o carnefice? Vittima della corruzione delle corti del ‘500 e delle mire ambiziose dei suoi familiari? Strumento di crudeltà e inganno per ottenere potere e nuove ricchezze?
In verità non si hanno conoscenze a sufficienza che testimonino quello che fu la vera Lucrezia. Le storie del suo coinvolgimento nei crimini del padre e del fratello sono vere? Lucrezia è stata un mostro di crudeltà e inganno? O semplicemente la vittima di una stampa sfavorevole? Viene dipinta con questo ruolo, recitato inoltre in molte opere d’arte, romanzi e film. Di questa misteriosa donna non si conosce alcun ritratto autentico. Si dice che molti dipinti la ritraggano. Altri dicono che queste immagini fanno semplicemente parte del mito di Lucrezia Borgia. Ancora una volta le differenti percezioni della storia risultano essere estremamente affascinanti.
lunedì 6 settembre 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 6 settembre.
Il 6 settembre 1610 nasce a Modena, primo della sua casata, Francesco I d'Este.
Figlio di Alfonso III e di Isabella di Savoia, pronipote per linea femminile di Filippo II di Spagna, Francesco I fu personalità di rilievo internazionale e il periodo del suo governo, 1629 -1658, vide l'inserimento di Modena nel grande circuito delle corti e delle capitali europee.
Dopo aver compiuto il noviziato delle armi andando alla guerra di Fiandra, che, nel corso del 1628, lo aveva portato a girare a lungo per l'Europa, percorrendo la Francia, i Paesi Bassi e la Germania, ad appena diciannove anni, nel luglio del 1629, a seguito della abdicazione del padre Alfonso IV d'Este, ritiratosi in convento, Francesco I divenne duca di Modena e Reggio. Ereditava una situazione delicatissima, in un quadro politico generale drammatico in tutta Europa, essendo in pieno svolgimento la guerra dei Trent'anni, le cui propaggini italiane arrivavano a lambire i confini dello Stato estense. Nello scontro in atto tra Francia e Spagna, a Francesco, come agli altri principi italiani, restava l'opzione più difficile da gestire: cercare di sopravvivere stretto da due grandi potenze e la loro influenza in Italia, schierandosi di volta in volta con la più vicina, ma non precludendosi un ambiguo gioco con la controparte. Tattica minima e non priva di rischi che Francesco attuò, forte dell'alta coscienza di sé e del proprio casato. Nei primi dieci anni di governo gravitare entro l'orbita di Madrid fu quasi una necessità per il duca estense, che tuttavia cercò di far pesare opportunamente i propri segnalati favori o anche solo la sua neutralità. Nel 1638 si recò personalmente alla corte di Madrid. Ne ricavò grandi soddisfazioni personali: il titolo regale, quello di ammiraglio dell'Atlantico con relativo appannaggio, svariate pensioni e incarichi militari per i suoi famigliari. Nel 1641 fu uno dei protagonisti della guerra di Castro, che opponeva il Duca di Parma al Papa, non esitando ad entrare in una lega con Firenze e Venezia e ad esporsi militarmente muovendo contro il Papa, nell'idea di acquistare benemerenze internazionali da far pesare in vista di un possibile rientro nel possesso dei territori ferraresi. Ma la pace di Ferrara, nel 1644, si concluse con nulla di più di una generica buona disposizione da parte di Spagna ed Impero a riesaminare la questione. La novità grossa fu però costituita dalla Francia, insinuatesi abilmente nelle cose italiane e divenuta garante degli accordi. Data da allora l'operazione di avvicinamento diplomatico alla Francia, che sarà lunga, mercanteggiata , non priva di esitazioni e doppi giochi sino alla fine. Nel 1647 Parigi e Modena stipularono un'alleanza militare anti-spagnola. In virtù di essa Francesco si poneva al comando di un'armata forte di ottomila fanti e quattromila cavalieri, per metà francesi, e muoveva guerra al più importante dominio spagnolo in Italia, lo Stato di Milano. Ma la campagna franco-modenese del 1647-48, partita a stagione troppo inoltrata, dopo un avvio spedito si arenò nelle piogge autunnali. Dopo le paci di Westfalia , che segnarono la fine della guerra dei trent'anni, ma non la fine del conflitto tra Francia e Spagna, in Italia ripresero le ostilità e Francesco dovette inevitabilmente barcamenarsi tra le due potenze. Nel 1649, riavvicinatosi alla Spagna, ottenne il passaggio agli Estensi del Principato di Correggio, ma nel 1651, proponendo una lega tra gli Stati italiani, chiese nuovi favori alla corte di Madrid, ottenendone un duro rifiuto: la Spagna trovava certo stupefacente che colui che aveva osato muovere un attacco ai domini italiani della corona inoltrasse ancora delle richieste. Frattanto, parallela alla politica ufficiale, si dipanava quella matrimoniale. Francesco, rimasto vedovo nel 1646 di Maria Farnese e poi della cognata Vittoria Farnese, sposata nel 1648 e morta di parto l'anno seguente, aveva dal 1653 intavolato trattative con i Barberini, i nemici di sempre. Soppesando le opportunità offertagli da Chiesa, Spagna e Francia, aveva infatti convenuto di appoggiarsi al Papa e nel 1654 sposava Lucrezia Barberini, pronipote di papa Urbano VIII, imparentandosi con una delle famiglie più importanti nei conclavi papali e riuscendo nel contempo ad ottenere una forte dote in contanti. L'anno successivo arrivava a Modena Laura Martinozzi, nipote del cardinal Mazzarino e sposa del primogenito ed erede del ducato Alfonso d'Este. Ad accoglierla mancava il duca, impegnato in una nuova campagna militare che lo vedeva operare, ormai passato decisamente dalla parte francese, tra Lombardia e Piemonte, e le truppe francesi che scortavano la sposa furono immediatamente dirottate a rafforzare l'offensiva. Nel 1656 Francesco I fu in visita ufficiale a Parigi, con un seguito sfarzoso e costosi doni per gli ospiti. Di lì a poco venne nominato da Luigi XIV generalissimo delle truppe francesi in Italia. Nell'estate del 1658, varcato il Ticino, pose l'assedio a Trino e Mortara e da lì organizzò scorrerie sino a Milano, ma, contratta la malaria, morì a Santhià, presso Vercelli, il 14 ottobre, a 48 anni appena compiuti.
Parallelamente a questa intensa attività politico, diplomatica e militare, Francesco I svolse un'altrettanta intensa attività di committente d'arte, a partire dalla ristrutturazione edilizia di Modena, con l'obiettivo di farne una vera città capitale, degna residenza di una grande casata principesca, di altissimo lignaggio europeo, quale considerava la casa d'Este. In quest'ottica si collocò la realizzazione del nuovo palazzo ducale, in cui inglobare il vecchio castello trasformandolo in una dimora regale. Nel 1631 venne incaricato l'architetto Rainaldi, l'anno successivo arrivò da Roma l'architetto Luigi Bartolomeo Avanzino, nominato architetto ducale, a cui nel 1634 venne affidato anche l'incarico di trasformare il castello di Sassuolo in una sfarzosa residenza estiva. Sempre nell'ottica di dare a Modena una dimensione ducale nel 1635 diede inizio alla costruzione della Cittadella, fortezza che andava a completare la cinta muraria. Altrettanto rilevante l'interesse di Francesco verso le arti figurative. Anzitutto in Palazzo Ducale vennero predisposte quattro camere da parata, susseguenti l'una all'altra in cui sistemare il patrimonio artistico portato da Ferrara e poi dare spazio alle nuove committenze artistiche. Ma fu dopo il viaggio in Spagna del 1638 che la Galleria, di cui Francesco è a buon diritto considerato il fondatore, assunse respiro internazionale. Risale a quel viaggio il ritratto del duca ad opera del Velasquez, ma soprattutto, introdotto con l'occasione madrilena in un mercato d'arte internazionale, da quel momento Francesco moltiplicò le disposizioni ai suoi agenti per acquisti dei più diversi generi artistici, dagli arazzi ai vasi, agli argenti e , naturalmente, ai quadri. Grazie all'opera di costoro, documentata da carteggi fittissimi, e al gusto e interesse di Francesco, che per questa passione prodigò somme ingenti inferiori solo a quelle impiegate nelle campagne militari, la Galleria Estense ebbe giustamente la fama di essere, per tutto il secolo, la più importante in Italia.
Il 6 settembre 1610 nasce a Modena, primo della sua casata, Francesco I d'Este.
Figlio di Alfonso III e di Isabella di Savoia, pronipote per linea femminile di Filippo II di Spagna, Francesco I fu personalità di rilievo internazionale e il periodo del suo governo, 1629 -1658, vide l'inserimento di Modena nel grande circuito delle corti e delle capitali europee.
Dopo aver compiuto il noviziato delle armi andando alla guerra di Fiandra, che, nel corso del 1628, lo aveva portato a girare a lungo per l'Europa, percorrendo la Francia, i Paesi Bassi e la Germania, ad appena diciannove anni, nel luglio del 1629, a seguito della abdicazione del padre Alfonso IV d'Este, ritiratosi in convento, Francesco I divenne duca di Modena e Reggio. Ereditava una situazione delicatissima, in un quadro politico generale drammatico in tutta Europa, essendo in pieno svolgimento la guerra dei Trent'anni, le cui propaggini italiane arrivavano a lambire i confini dello Stato estense. Nello scontro in atto tra Francia e Spagna, a Francesco, come agli altri principi italiani, restava l'opzione più difficile da gestire: cercare di sopravvivere stretto da due grandi potenze e la loro influenza in Italia, schierandosi di volta in volta con la più vicina, ma non precludendosi un ambiguo gioco con la controparte. Tattica minima e non priva di rischi che Francesco attuò, forte dell'alta coscienza di sé e del proprio casato. Nei primi dieci anni di governo gravitare entro l'orbita di Madrid fu quasi una necessità per il duca estense, che tuttavia cercò di far pesare opportunamente i propri segnalati favori o anche solo la sua neutralità. Nel 1638 si recò personalmente alla corte di Madrid. Ne ricavò grandi soddisfazioni personali: il titolo regale, quello di ammiraglio dell'Atlantico con relativo appannaggio, svariate pensioni e incarichi militari per i suoi famigliari. Nel 1641 fu uno dei protagonisti della guerra di Castro, che opponeva il Duca di Parma al Papa, non esitando ad entrare in una lega con Firenze e Venezia e ad esporsi militarmente muovendo contro il Papa, nell'idea di acquistare benemerenze internazionali da far pesare in vista di un possibile rientro nel possesso dei territori ferraresi. Ma la pace di Ferrara, nel 1644, si concluse con nulla di più di una generica buona disposizione da parte di Spagna ed Impero a riesaminare la questione. La novità grossa fu però costituita dalla Francia, insinuatesi abilmente nelle cose italiane e divenuta garante degli accordi. Data da allora l'operazione di avvicinamento diplomatico alla Francia, che sarà lunga, mercanteggiata , non priva di esitazioni e doppi giochi sino alla fine. Nel 1647 Parigi e Modena stipularono un'alleanza militare anti-spagnola. In virtù di essa Francesco si poneva al comando di un'armata forte di ottomila fanti e quattromila cavalieri, per metà francesi, e muoveva guerra al più importante dominio spagnolo in Italia, lo Stato di Milano. Ma la campagna franco-modenese del 1647-48, partita a stagione troppo inoltrata, dopo un avvio spedito si arenò nelle piogge autunnali. Dopo le paci di Westfalia , che segnarono la fine della guerra dei trent'anni, ma non la fine del conflitto tra Francia e Spagna, in Italia ripresero le ostilità e Francesco dovette inevitabilmente barcamenarsi tra le due potenze. Nel 1649, riavvicinatosi alla Spagna, ottenne il passaggio agli Estensi del Principato di Correggio, ma nel 1651, proponendo una lega tra gli Stati italiani, chiese nuovi favori alla corte di Madrid, ottenendone un duro rifiuto: la Spagna trovava certo stupefacente che colui che aveva osato muovere un attacco ai domini italiani della corona inoltrasse ancora delle richieste. Frattanto, parallela alla politica ufficiale, si dipanava quella matrimoniale. Francesco, rimasto vedovo nel 1646 di Maria Farnese e poi della cognata Vittoria Farnese, sposata nel 1648 e morta di parto l'anno seguente, aveva dal 1653 intavolato trattative con i Barberini, i nemici di sempre. Soppesando le opportunità offertagli da Chiesa, Spagna e Francia, aveva infatti convenuto di appoggiarsi al Papa e nel 1654 sposava Lucrezia Barberini, pronipote di papa Urbano VIII, imparentandosi con una delle famiglie più importanti nei conclavi papali e riuscendo nel contempo ad ottenere una forte dote in contanti. L'anno successivo arrivava a Modena Laura Martinozzi, nipote del cardinal Mazzarino e sposa del primogenito ed erede del ducato Alfonso d'Este. Ad accoglierla mancava il duca, impegnato in una nuova campagna militare che lo vedeva operare, ormai passato decisamente dalla parte francese, tra Lombardia e Piemonte, e le truppe francesi che scortavano la sposa furono immediatamente dirottate a rafforzare l'offensiva. Nel 1656 Francesco I fu in visita ufficiale a Parigi, con un seguito sfarzoso e costosi doni per gli ospiti. Di lì a poco venne nominato da Luigi XIV generalissimo delle truppe francesi in Italia. Nell'estate del 1658, varcato il Ticino, pose l'assedio a Trino e Mortara e da lì organizzò scorrerie sino a Milano, ma, contratta la malaria, morì a Santhià, presso Vercelli, il 14 ottobre, a 48 anni appena compiuti.
Parallelamente a questa intensa attività politico, diplomatica e militare, Francesco I svolse un'altrettanta intensa attività di committente d'arte, a partire dalla ristrutturazione edilizia di Modena, con l'obiettivo di farne una vera città capitale, degna residenza di una grande casata principesca, di altissimo lignaggio europeo, quale considerava la casa d'Este. In quest'ottica si collocò la realizzazione del nuovo palazzo ducale, in cui inglobare il vecchio castello trasformandolo in una dimora regale. Nel 1631 venne incaricato l'architetto Rainaldi, l'anno successivo arrivò da Roma l'architetto Luigi Bartolomeo Avanzino, nominato architetto ducale, a cui nel 1634 venne affidato anche l'incarico di trasformare il castello di Sassuolo in una sfarzosa residenza estiva. Sempre nell'ottica di dare a Modena una dimensione ducale nel 1635 diede inizio alla costruzione della Cittadella, fortezza che andava a completare la cinta muraria. Altrettanto rilevante l'interesse di Francesco verso le arti figurative. Anzitutto in Palazzo Ducale vennero predisposte quattro camere da parata, susseguenti l'una all'altra in cui sistemare il patrimonio artistico portato da Ferrara e poi dare spazio alle nuove committenze artistiche. Ma fu dopo il viaggio in Spagna del 1638 che la Galleria, di cui Francesco è a buon diritto considerato il fondatore, assunse respiro internazionale. Risale a quel viaggio il ritratto del duca ad opera del Velasquez, ma soprattutto, introdotto con l'occasione madrilena in un mercato d'arte internazionale, da quel momento Francesco moltiplicò le disposizioni ai suoi agenti per acquisti dei più diversi generi artistici, dagli arazzi ai vasi, agli argenti e , naturalmente, ai quadri. Grazie all'opera di costoro, documentata da carteggi fittissimi, e al gusto e interesse di Francesco, che per questa passione prodigò somme ingenti inferiori solo a quelle impiegate nelle campagne militari, la Galleria Estense ebbe giustamente la fama di essere, per tutto il secolo, la più importante in Italia.
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settembre
(11)


