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mercoledì 23 giugno 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 23 giugno.
Il 23 giugno 1912 nacque Alan Turing, passato alla storia come uno dei pionieri dello studio della logica dei computer e come uno dei primo ad interessarsi all'argomento dell'intelligenza artificiale. Nato il 23 giugno 1912 a Londra ha ispirato i termini ormai d'uso comune nel campo dell'informatica come quelli di "Macchina di Turing" e di "Test di Turing".
Più nello specifico, si può dire che come matematico ha applicato il concetto di algoritmo ai computer digitali e la sua ricerca nelle relazioni tra macchine e natura ha creato il campo dell'intelligenza artificiale.
Interessato soltanto alla matematica e alla scienza iniziò la sua carriera come matematico al King's College alla Cambridge University nel 1931.
A scuola non aveva un gran successo, data la sua tendenza ad approfondire esclusivamente cose che lo interessassero sul serio. Solo la grandissima amicizia con Christopher Morcom, apparentemente molto più promettente di lui e molto più sistematico gli permise di iniziare la sua carriera universitaria: l'amico, però, morì purtroppo di tubercolosi due anni dopo il loro incontro. Ma il segno che lasciò sull'animo dell'amico fu profondo e significativo, inducendo Turing a trovare dentro di sé la determinazione necessaria per continuare gli studi e la ricerca.
Dobbiamo quindi a Morcom moltissimo, se consideriamo che grazie al suo sostegno morale e al suo incitamento, indusse una grande mente come Turing a sviluppare le sue immense potenzialità. Tanto per fare un esempio, Turing arriverà a scoprire, cinque anni prima di Gödel, che gli assiomi della matematica non potevano essere completi, un'intuizione che mise in crisi la convinzione che la matematica, in quanto scienza perfettamente razionale, fosse aliena da qualsiasi tipo di critica.
Si presentava comunque per Turing un compito veramente arduo: riuscire a provare se ci fosse o meno un modo per determinare se un certo teorema fosse esatto oppure no. Se questo fosse stato possibile, allora tutta la matematica si sarebbe potuta ridurre al semplice calcolo. Turing, secondo le sue abitudini, affrontò questo problema in mondo tutt'altro che convenzionale, riducendo le operazioni matematiche ai loro costituenti fondamentali. Operazioni tanto facili che potevano essere di fatto svolte da una macchina.
Trasferitosi alla Princeton University, dunque, il grande matematico iniziò ad esplorare quella che poi verrà definita come la "Macchina di Turing" la quale, in altri termini, non rappresenta altro che un primitivo e primordiale "prototipo" del moderno computer. L'intuizione geniale di Turing fu quella di "spezzare" l'istruzione da fornire alla macchina in una serie di altre semplici istruzioni, nella convinzione che si potesse sviluppare un algoritmo per ogni problema: un processo non dissimile da quello affrontato dai programmatori odierni.
Durante la seconda guerra mondiale Turing mise le sue capacità matematiche al servizio del "Department of Communications" inglese per decifrare i codici usati nelle comunicazioni tedesche, un compito particolarmente difficile in quanto i tedeschi avevano sviluppato un tipo di computer denominato "Enigma" che era capace di generare un codice che mutava costantemente. Durante questo periodo al "Department of Communications", Turing ed i suoi compagni lavorarono con uno strumento chiamato "Colossus" che decifrava in modo veloce ed efficiente i codici tedeschi creati con "Enigma". Si trattava, essenzialmente, di un insieme di servomotori e metallo, ma era il primo passo verso il computer digitale.
Dopo questo contributo fondamentale allo sforzo bellico, finita la guerra continuò a lavorare per il "National Physical Laboratory" (NPL), continuando la ricerca nel campo dei computer digitali. Lavorò nello sviluppo all'"Automatic Computing Engine" (ACE), uno dei primi tentativi nel creare un vero computer digitale. Fu in questo periodo che iniziò ad esplorare la relazione tra i computer e la natura. Scrisse un articolo dal titolo "Intelligent Machinery", pubblicato poi nel 1969. Fu questa una delle prime volte in cui sia stato presentato il concetto di "intelligenza artificiale". Turing, infatti, era dell'idea che si potessero creare macchine che fossero capaci di simulare i processi del cervello umano, sorretto dalla convinzione che non ci sia nulla, in teoria, che un cervello artificiale non possa fare, esattamente come quello umano (in questo aiutato anche dai progressi che si andavano ottenendo nella riproduzione di "simulacri" umanoidi, con la telecamera o il magnetofono, rispettivamente "protesi" di rinforzo per l'occhio e la voce).
Turing, insomma, era dell'idea che si potesse raggiungere la chimera di un'intelligenza davvero artificiale seguendo gli schemi del cervello umano. A questo proposito, scrisse nel 1950 un articolo in cui descriveva quello che attualmente è conosciuto come il "Test di Turing". Questo test, una sorta di esperimento mentale (dato che nel periodo in cui Turing scriveva non vi erano ancora i mezzi per attuarlo), prevede che una persona, chiusa in una stanza e senza avere alcuna conoscenza dell'interlocutore con cui sta parlando, dialoghi sia con un altro essere umano che con una macchina intelligente. Se il soggetto in questione non riuscisse a distinguere l'uno dall'altra, allora si potrebbe dire che la macchina, in qualche modo, è intelligente.
Turing lasciò il National Physical Laboratory prima del completamento dell'"Automatic Computing Engine" e si trasferì alla University of Manchester dove lavorò alla realizzazione del Manchester Automatic Digital Machine (MADAM), con il sogno non tanto segreto di poter vedere, a lungo termine, la chimera dell'intelligenza artificiale finalmente realizzata.
Personalità fortemente tormentata (anche a causa di una omosessualità vissuta con estremo disagio), dalle mille contraddizioni e capace di stranezze e bizzarrie inverosimili, Turing morì suicida, appena quarantenne, il 7 giugno 1954.
Dopo tanti anni dal suicidio di Turing, ampiamente spiegabile con il trattamento persecutorio a lui riservato per la sua omosessualità, solamente il 10 settembre 2009 vi è stata una dichiarazione di scuse ufficiali da parte del governo del Regno Unito, formulata dal primo ministro Gordon Brown, e solo dopo una petizione e una campagna Internet. Brown ha riconosciuto che Alan Turing fu oggetto di un trattamento omofobico.
Nel 2012, centenario della nascita di Turing, la Royal Mail ha dedicato un francobollo alla sua memoria; è, però, solo leggendone l'iscrizione ("Alan Turing 1912-1954 Mathematician and WWII code breaker") che si può risalire all'identità del commemorato, dato che il francobollo non ne ritrae il volto bensì mostra la macchina Bomba britannica di cui Turing sviluppò il progetto.

domenica 24 marzo 2013

Quando la gente è convinta che sei un finocchio, James #Ellroy, #Corpi di reato, #giornalismo #scandalistico, #omofobia, #AIDS, #citazione


“The Advocate”, 6 giugno 1998:

IN GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE NOTA FIRMA DELLA STAMPA SCANDALISTICA

“ Daniel "Danny" Getchell, di anni 68, editore e direttore responsabile del famigerato 'Hush-Hush', mensile scandalistico molto in voga negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, è stato ricoverato nei giorni scorsi al Cedars-Sinai Medical Center. Fonti ufficiose interne all'ospedale sostengono che Getchell si trova "nell'estrema e dolorosissima fase terminale di un tumore al cervello.

Nel periodo di massima popolarità, 'Hush-Hush', insieme alle altre riviste scandalistiche dell'epoca - 'Confidential', 'Whisper', 'Rave', 'Lowdown' e 'Tattle' -, condusse una crociata intimidatoria contro famosi personaggi dello spettacolo sospettati di tendenze omosessuali, che venivano braccati, con metodi che spesso sconfinavano nell'illegalità, al solo scopo di solleticare i più bassi istinti dei lettori. 'Hush-Hush' fu senz'altro il più accanito e volgare rappresentante di un giornalismo che riuscì a rovinare la vita di molti americani.
L'ex giornalista/editore di 'Whisper', Benjamin Luboff, nel suo recente memoriale 'Scandal-Rag Scourge', drammatico mea culpa per gli eccessi compiuti dalla sua testata, scrive che Danny Getchell era "ossessionato dalla smania di scoprire e denunciare le tendenze omosessuali di personaggi dello spettacolo" e lo giudica "un sadico farabutto che spacciava per crociata morale quella che in realtà era solo sete di guadagni facili". Alla nostra richiesta di un commento sul ricovero in ospedale di Getchell, Luboff ha così risposto: "Che volete che vi dica... io la morte non la auguro a nessuno, normale o omosessuale che sia; però è inutile nascondervi che senza Danny Getchell il mondo sarà un posto migliore."

Una fonte dell'ospedale ci informa che Getchell è attualmente ricoverato nel reparto rianimazione e che pertanto non è in grado di rispondere alla serie di domande fattegli pervenire dal nostro quotidiano “.

***

A stendere Johnny Stompanato non fu affatto Cheryl Crane, e io non ho nessun cazzo di cancro al cervello. E, comunque, io ai finocchi che stanavo gli davo sempre la possibilità di comprarsi il silenzio sul mio giornale.

E sul caro Ben Luboff so cose che non ci credereste. Altro che mea culpa.

La corbelleria del cancro al cervello è un filtro di fumo fumato dalle P.R. dell'ospedale. In realtà sono rinchiuso in un recondito reparto del Cedars ricavato in un vecchio rifugio antiatomico. Sono sepolto e sotterrato con sessantatré pazienti maschi e sedici medici accaniti nella caccia al nostro virus. Ipocritamente ignari dell'impegno d'Ippocrate, essi elargiranno l'elisir segreto solamente agli straricchi. Per pagarmi questo letto da duemila dollari a notte mi è toccato vendermi tutto quello che avevo.

Ho l'AIDS. Nell'avere l'AIDS, la cosa peggiore è avere l'AIDS. La seconda cosa peggiore nell'avere l'AIDS è che la gente è convinta che sei un finocchio.

Io non sono un finocchio. Io sono un tossico con quarant'anni di scimmia sulla schiena.

A me mi ha rovinato la mia ridicola ansia di ringiovanire. Purgavo periodicamente il mio putrefatto organismo con trasfusioni di sangue comprato di contrabbando. Nel '91 ne acquistai un avanzo scaturito dalla scorta sanitaria di Desert Storm. Quel sangue mi spense lo slancio sessuale, mi stremò il sistema immunitario e mi spinse verso una devoluzione drammatica e definitiva.

O forse qualcuno mi ha avvelenato apposta.
Sarà stato quel marchettaro che smascherai nel maggio del '61. O uno di quei bucaioli che mi beavo a sbertucciare taaaanto tempo fa. O qualche parassita con una perfetta percezione della punizione poetica.

E adesso pulso paranoia da tutti i pori. Sono un omofobo emofiliaco, nonché un crucifigibile cristiano del VaticANO Gay.
Vedo inchiodati agli idratatori cinque dei miei capri espiatori di allora. Mi seviziano silenziosamente con sguardi d'odio servito a shrapnel. Si accalcano accingendosi all'assalto mentre attacco questa mia arringa in stile 'Hush-Hush'.

Sotto il cuscino celo un'accetta. Ho palate di pattume pederastico pronte a schizzare sudiciume e a santiFicarmi in un finale finocchiese fedele all'oltraggioso olocausto hush-hushesco.

Quel lurido laido a tre letti da me mi luma con l'aria losca. Non riesco a ricordarmi in quale recondito ruolo di ricattato rinvenirlo. Meglio distrarmi dal suo disprezzo dedicandomi alla mia avventura, finché mi sarà ancora agevole allitterare allettantemente.

(James Ellroy, “Corpi di reato”, RCS Libri, 1999, testo tratto dahttp://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/103/cafelib.htm )

(immagine tratta da http://www.istockphoto.com/stock-illustration-9142254-hard-boiled-detective-50-s-style.php)










mercoledì 20 marzo 2013

Nell'avere l' #AIDS la cosa peggiore è avere l'AIDS, la seconda cosa peggiore è che la gente è convinta che sei un finocchio, James #Ellroy, #Corpi di #reato, #giornalismo scandalistico #ricatto #tossicodipendenza #omofobia #AIDS #hard boiled, #citazione


“The Advocate”, 6 giugno 1998:

IN GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE NOTA FIRMA DELLA STAMPA SCANDALISTICA

“ Daniel "Danny" Getchell, di anni 68, editore e direttore responsabile del famigerato Hush-Hush, mensile scandalistico molto in voga negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, è stato ricoverato nei giorni scorsi al Cedars-Sinai Medical Center. Fonti ufficiose interne all'ospedale sostengono che Getchell si trova "nell'estrema e dolorosissima fase terminale di un tumore al cervello".
Nel periodo di massima popolarità, Hush-Hush, insieme alle altre riviste scandalistiche dell'epoca - Confidential, Whisper, Rave, Lowdown e Tattle -, condusse una crociata intimidatoria contro famosi personaggi dello spettacolo sospettati di tendenze omosessuali, che venivano braccati, con metodi che spesso sconfinavano nell'illegalità, al solo scopo di solleticare i più bassi istinti dei lettori. Hush-Hush fu senz'altro il più accanito e volgare rappresentante di un giornalismo che riuscì a rovinare la vita di molti americani.
L'ex giornalista/editore di Whisper, Benjamin Luboff, nel suo recente memoriale Scandal-Rag Scourge, drammatico mea culpa per gli eccessi compiuti dalla sua testata, scrive che Danny Getchell era "ossessionato dalla smania di scoprire e denunciare le tendenze omosessuali di personaggi dello spettacolo" e lo giudica "un sadico farabutto che spacciava per crociata morale quella che in realtà era solo sete di guadagni facili". Alla nostra richiesta di un commento sul ricovero in ospedale di Getchell, Luboff ha così risposto: "Che volete che vi dica... io la morte non la auguro a nessuno, normale o omosessuale che sia; però è inutile nascondervi che senza Danny Getchell il mondo sarà un posto migliore."
Una fonte dell'ospedale ci informa che Getchell è attualmente ricoverato nel reparto rianimazione e che pertanto non è in grado di rispondere alla serie di domande fattegli pervenire dal nostro quotidiano “.



A stendere Johnny Stompanato non fu affatto Cheryl Crane, e io non ho nessun cazzo di cancro al cervello. 

E, comunque, io ai finocchi che stanavo gli davo sempre la possibilità di comprarsi il silenzio sul mio giornale.

E sul caro Ben Luboff so cose che non ci credereste. Altro che mea culpa.

La corbelleria del cancro al cervello è un filtro di fumo fumato dalle P.R. dell'ospedale. In realtà sono rinchiuso in un recondito reparto del Cedars ricavato in un vecchio rifugio antiatomico. Sono sepolto e sotterrato con sessantatré pazienti maschi e sedici medici accaniti nella caccia al nostro virus. Ipocritamente ignari dell'impegno d'Ippocrate, essi elargiranno l'elisir segreto solamente agli straricchi. Per pagarmi questo letto da duemila dollari a notte mi è toccato vendermi tutto quello che avevo.

Ho l'AIDS. Nell'avere l'AIDS, la cosa peggiore è avere l'AIDS. La seconda cosa peggiore nell'avere l'AIDS è che la gente è convinta che sei un finocchio.

Io non sono un finocchio. Io sono un tossico con quarant'anni di scimmia sulla schiena.

A me mi ha rovinato la mia ridicola ansia di ringiovanire. Purgavo periodicamente il mio putrefatto organismo con trasfusioni di sangue comprato di contrabbando. Nel '91 ne acquistai un avanzo scaturito dalla scorta sanitaria di Desert Storm. Quel sangue mi spense lo slancio sessuale, mi stremò il sistema immunitario e mi spinse verso una devoluzione drammatica e definitiva.

O forse qualcuno mi ha avvelenato apposta.

Sarà stato quel marchettaro che smascherai nel maggio del '61. O uno di quei bucaioli che mi beavo a sbertucciare taaaanto tempo fa. O qualche parassita con una perfetta percezione della punizione poetica.

E adesso pulso paranoia da tutti i pori. Sono un omofobo emofiliaco, nonché un crucifigibile cristiano del VaticANO Gay.

Vedo inchiodati agli idratatori cinque dei miei capri espiatori di allora. Mi seviziano silenziosamente con sguardi d'odio servito a shrapnel. Si accalcano accingendosi all'assalto mentre attacco questa mia arringa in stile Hush-Hush.

Sotto il cuscino celo un'accetta. Ho palate di pattume pederastico pronte a schizzare sudiciume e a santiFicarmi in un finale finocchiese fedele all'oltraggioso olocausto hush-hushesco.

Quel lurido laido a tre letti da me mi luma con l'aria losca. Non riesco a ricordarmi in quale recondito ruolo di ricattato rinvenirlo. Meglio distrarmi dal suo disprezzo dedicandomi alla mia avventura, finché mi sarà ancora agevole allitterare allettantemente.

(James Ellroy, “Corpi di reato”,   RCS Libri,  1999,  

(nell’immmagine, Squalo bianco del Mediterraneo o Pescecane Catanensis, 








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