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mercoledì 3 giugno 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 giugno.
Il 3 giugno 1937 Edoardo VIII,  Duca di Windsor sposa Wallis Simpson in Francia, americana non di sangue reale.
Siamo negli anni Trenta del secolo scorso: il principe ereditario, futuro Edoardo VIII,  si innamora perdutamente della sua amante americana Wallis Simpson, divorziata per ben due volte, borghese e sospettata di combutta con i nazisti. Edoardo ha fama di dongiovanni ma questa relazione sembra subito più importante delle altre: presenta Wally alla madre, incurante dell’ira e dell’opposizione del padre, re Giorgio V.  Incoronato re alla morte di quest’ultimo nel  gennaio del 1936, Edoardo annuncia la volontà di sposare Wallis sebbene una simile unione appaia sconveniente per più di una ragione. Il nuovo re cerca di dominare coloro che si oppongono ma non è nelle condizioni di imporre alla corte, ai nobili e ai sudditi inglesi una regina sgradita e dalla fama poco lusinghiera come aveva fatto, a suo tempo, l’antenato Enrico VIII. Alla fine, nel dicembre dello stesso anno, è costretto ad abdicare in favore del fratello, padre dell’attuale regina Elisabetta.
Wallis è una donna non bella ma in possesso delle arti segrete della seduzione e dell’ars amatoria.  Secondo alcuni dossier scottanti, commissionati a Scotland Yard dal preoccupatissimo Giorgio V, Wally in Cina avrebbe frequentato delle prostitute per carpirne i segreti amatori. Grazie ad essi, può conquistare e irretire il suo re, a dispetto della fama di donna facile e di arrampicatrice sociale.  Si dice, tuttavia, che anche dopo il matrimonio Wally abbia continuato ad avere una vita sentimentale disinvolta e ad ingrossare la lista dei suoi amanti in cui erano inclusi, tra gli altri, Joachim von Ribbentrop, ambasciatore di Hitler e futuro ministro degli Esteri tedesco, e Galeazzo Ciano.
Le dicerie sulla duchessa si moltiplicano e la coppia, persa la corona, si aliena definitivamente anche la simpatia degli inglesi a causa di uno stile di vita lussuoso e sperperatore, condotto proprio mentre l’Inghilterra soffre per la guerra. Non giova loro, inoltre, il fondato sospetto di nutrire sentimenti filonazisti.
Dicerie, dissero loro a propria discolpa. Ma, sfortunatamente, non consente di  liquidarle come tali né l’incontro con Adolf Hitler che ricevette la coppia con grandi onori a  Berchstesgaden nel 1937, né alcuni avvenimenti successivi.
Poco dopo lo scoppio della guerra, nel 1940, i duchi di Windsor risiedono a  Lisbona, vicino all'ambasciata tedesca e progettano una crociera sullo yacht di proprietà di  Axel Wenner-Gren, amico di Hermann Göring, uomo di primissimo piano della Germania nazista.
Secondo un documento della Pvde, la polizia segreta portoghese, in quegli anni Edoardo e Wallis complottano con i nazisti nella speranza che l'Inghilterra perda la guerra e che loro possano salire sul trono grazie all’appoggio di Hitler.  Quest’ultimo, infatti, considera Edoardo il più adatto a guidare la Gran Bretagna dopo la vittoria tedesca, data la cordialità dei reciproci rapporti e le tendenze di estrema destra del duca. Non è un caso che il governo inglese, insospettito e preoccupato, mandi Edoardo alle Bahamas nominandolo governatore lì, lontano dall’Europa e dagli intrighi, fino alla fine della guerra. In seguito, il duca avrebbe ammesso di aver avuto delle ammirazioni per i tedeschi pur negando ogni coinvolgimento a favore del nazismo.   Eppure, gli americani avevano ritenuto che ci fosse davvero motivo di diffidare, soprattutto di Wallis, quando, nel corso di una  loro visita in   Florida nell'aprile del   1941, Franklin D. Roosevelt   ordinò una sorveglianza segreta per il duca e per la duchessa. Il timore era che Wally potesse usare la sua posizione per passare informazioni all’ex amante Ribbentrop. Sono notizie che emergono da un rapporto dell’Fbi pubblicato qualche tempo fa sul giornale inglese Guardian. Accuse rispetto alle quali altre, tra cui quella abbastanza fantasiosa circa la presunta androginia di Wallis, impallidiscono e che gettano una luce sinistra sull’intera faccenda.
La coppia tornò in Francia al termine del secondo conflitto mondiale e trascorse il resto della propria vita lontano da occhi indiscreti dal momento che il duca non occupò mai alcun altro ruolo ufficiale dopo la fine del suo mandato come governatore delle Bahamas. Il comune di Parigi provvide una casa al numero 4 di rue du Champ d'Entraînement, sul lato di Neuilly-sur-Seine presso il Bois de Boulogne. Il governo francese lo esentò dal pagamento delle tasse, e la coppia fu addirittura in grado di acquistare beni provenienti direttamente dall'Inghilterra attraverso un commissario militare apposito posto presso l'ambasciata britannica in Francia. Nel 1951 il duca pubblicò le proprie memorie dal titolo A King's Story, nel quale egli non mancava di esprimere il proprio disappunto per la politica progressista dell'Inghilterra. Nove anni più tardi pubblicò una nuova opera, A Family Album, incentrato sul costume della famiglia reale che aveva visto cambiare durante la sua vita, dai tempi della regina Vittoria sino al proprio stile personale.
Il duca e la duchessa ripresero così il loro ruolo di celebrità nazionali nella società dei caffè parigini degli anni '50 e '60 del Novecento. La coppia organizzava ricevimenti e feste nelle loro case di Parigi e New York, incontrando personalità e artisti del tempo.
Il solo Edoardo tornò in patria nel 52 per presenziare ai funerali del fratello Re Giorgio VI; nel giugno del 1953, invece, il duca e la duchessa di Windsor preferirono guardare la cerimonia d'incoronazione di Elisabetta II in televisione da Parigi, adducendo la scusa che era sconveniente per un ex sovrano partecipare all'incoronazione di un altro sovrano. Il duca fu comunque opinionista su questo fatto per il Sunday Express e per il Women's Home Companion, cogliendo l'occasione per scrivere anche un nuovo libro, The Crown and the People, 1902–1953.
Nel 1955 la coppia si recò in visita al presidente americano Dwight D. Eisenhower venendo ospitata alla Casa Bianca. La coppia apparve poi per un'intervista allo show televisivo di Edward R. Murrow Person to Person nel 1956, e nuovamente nel 1970 per un'intervista di 50 minuti. Sempre nel 1970 la coppia venne invitata come ospite d'onore per una festa alla Casa Bianca dal presidente Richard Nixon.
Nel 1965 il duca e la duchessa fecero ritorno a Londra dove si recarono in visita alla regina Elisabetta II, alla principessa Marina, duchessa di Kent ed alla principessa Mary, contessa di Harewood, partecipando solo una settimana dopo al funerale di quest'ultima. Nel 1967 la coppia si unì alla famiglia per festeggiare il centenario della nascita della regina Mary. L'ultima cerimonia reale a cui il duca prese parte fu il funerale della principessa Marina nel 1968. Egli rifiutò l'invito della regina Elisabetta a partecipare alla cerimonia d'investitura del 1969 di Carlo a principe di Galles.
Negli anni '60 la salute del duca andava deteriorandosi. Nel dicembre del 1964 venne operato da Michael DeBakey a Houston per un aneurisma dell'aorta addominale e nel febbraio del 1965 per un distacco della retina del suo occhio sinistro, venendo operato da Sir Stewart Duke-Elder. Alla fine del 1971 al duca venne diagnosticato un cancro alla gola e venne sottoposto a trattamenti di cobaltoterapia. La regina Elisabetta II visitò la coppia nel 1972 durante una sua visita ufficiale in Francia.
Il 28 maggio 1972 il duca morì nella sua casa di Parigi, all'età di 77 anni. Il suo corpo tornò nel Regno Unito dove venne deposto nella St. George's Chapel nel Castello di Windsor. I funerali vennero tenuti nella cappella il 5 giugno di quell'anno alla presenza della regina e di tutta la famiglia reale, oltre che della duchessa di Windsor, per poi venire sepolto nella Royal Burial Ground, dietro il Mausoleo Reale della Regina Vittoria e del Principe Alberto presso Frogmore. La duchessa di Windsor risiedette a Buckingham Palace durante il periodo delle cerimonie funebri.
 In seguito alla morte di Edoardo la duchessa di Windsor si ritirò a vita privata nella sua villa nel Bois de Boulogne, dove spirò nel 1986.
Venne sepolta a Windsor, nella cappella Reale accanto al marito, col titolo di Wallis, duchessa di Windsor.


mercoledì 23 luglio 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 23 luglio.

Il 23 luglio 1986 Andrea, il duca di York, e Sarah Ferguson si sposano nell'abbazia di Westminster.

Sarah Ferguson, la furia rossa; Sarah Ferguson, l’amica/rivale di Diana; Sarah Ferguson, la traditrice. Ben prima (e molto di più) di Meghan Markle a gettare scompiglio all’interno della famiglia reale britannica ci ha pensato Sarah Margaret Ferguson, nata a Londra 65 anni fa e da sempre più famosa col soprannome di Fergie. Ha sposato il principe Andrea, figlio – si dice – prediletto – della regina Elisabetta II, ci ha fatto due figlie (Eugenie e Beatrice di York) e infine ha divorziato nel modo più turbolento possibile. Dopo oltre vent’anni, però, i due sono più vicini che mai. Tanto che ha ancora senso festeggiare l’anniversario di quel matrimonio celebrato in pompa magna a Westminster Abbey, ben 39 anni fa. Gli ex coniugi, infatti, da diciotto anni a questa parte sono tornati a vivere sotto lo stesso tetto, il Royal Lodge di Windsor. E dopo anni di scandali più o meno dimenticati, Sarah Ferguson, pur non facendo più parte della famiglia reale, è tornata a frequentarla pubblicamente. Ma torniamo a dove tutto è iniziato.

«Architetto» dell’amor con il principe è stata Lady Diana. Le due si conoscevano da ben prima di diventare mogli dei due fratelli reali, le loro madri erano amiche d’infanzia. Quando si sono rincontrate nel 1980, Diana aveva 19 anni (e l’anno dopo avrebbe sposato Carlo del Galles) e Sarah 21. Le due giovani donne presto iniziarono a pranzare insieme ogni settimana. E nel 1985, Diana la invitò a un evento organizzato dalla regina al Castello di Windsor, durante la settimana di Ascot. A cena, Sarah, occupò il posto accanto al principe Andrea, da lì iniziarono a uscire insieme. E quando il legame tra Andrea e Sarah divenne più serio, fu Diana a farle da guida all’interno della famiglia reale. La principessa le prestò un paio di vestiti e l’accompagnò ai primi eventi. «Davanti ai paparazzi mi diede il giusto consiglio “continua a sorridere”», ha scritto Fergie nella sua autobiografia, «L’ho fatto per tanti anni».

Dopo un intenso corteggiamento, i due annunciarono il loro fidanzamento il 16 marzo 1986. L’anello resta tra i più originali: un anello in oro giallo con un rubino circondato da 10 diamanti, e incastonato a forma di fiore. Solo quattro mesi dopo, Fergie e Andrea andarono a nozze. Di quel matrimonio resta indimenticabile un dettaglio: il bacio «appassionato» sul balcone. Se di solito i principi e le principesse si sfiorano appena, loro due indugiarono un po’. Nel documentario Alla ricerca di Sarah: dalla realtà al mondo reale, firmato Oprah Winfrey, la protagonista avrebbe poi ammesso che quel momento romantico fu anche un simbolo di ribellione: «Tutti ci avevano detto di non farlo, ma eravamo molto innamorati». Dopo la maestosa festa al Claridges Hotel, la coppia felice partì per la luna di miele. Nell’agosto 1988, nacque la prima figlia (Beatrice), due anni dopo sarebbe arrivata Eugenie.

Ma i problemi della coppia, le continue assenze di lui, le voci di una possibile infedeltà di Ferguson, poco dopo fanno naufragare l’unione. Nel 1992 i due annunciano il divorzio che diventa effettivo quattro anni dopo. Con un accordo di 4 milioni di dollari. La loro relazione, però, non si è mai incrinata. Anzi, negli anni è diventata sempre più profonda. Uno dei motivi del buon rapporto conservato con la famiglia reale, Sarah l’ha descritto così in un’intervista di qualche anno fa: «Quando ho incontrato Sua Maestà per parlare del divorzio mi chiese: “Di cosa hai bisogno Sarah?” e io ho risposi “della sua amicizia“, ​​e credo che questo la abbia sorpresa, perché tutti erano convinti che io avrei chiesto molto denaro».

Oggi Sarah e Andrea non solo dormono sotto le stesso tetto, ma condividono lo chalet di Verbier. Un ritorno di fiamma, però, l’hanno sempre escluso, almeno pubblicamente: «Siamo solo ottimi amici», hanno voluto precisare entrambi. Come a dire: le cose vanno bene così, perché commettere l’errore di risposarsi?

mercoledì 20 novembre 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 20 novembre.
Il 20 novembre 1947 la principessa Elisabeth Windsor e il Tenente Philip Mountbatten si sposano.
Sposi il 20 Novembre 1947, hanno superato l'ennesimo record del regno di The Queen: è stato il matrimonio più longevo di un monarca inglese.
Un legame, quello tra la sovrana e il Duca di Edimburgo, spesso dato per scontato, ma che negli anni passati ha fatto discutere allo stesso modo in cui si è parlato delle nottate con gli amici di William e delle intemperanze di Meghan Markle, sposa di Harry.
Non fu un matrimonio combinato, anzi.
Era il 1934 quando Elisabetta II e Filippo Mountbatten si incontrano al matrimonio della cugina di lui.
All'epoca la futura sovrana aveva appena 8 anni.
Nel 1939 si rincontrano, lei 13enne lui già maggiorenne.
È qui che scatta la scintilla, nonostante la differenza d'età e nonostante la sua imminente partenza per la guerra.
Re Giorgio VI non era per niente convinto che quel giovane marinaio potesse essere l'uomo giusto per la figlia, colui che sarebbe dovuto starle accanto mentre lei prendeva il suo posto sul trono.
Ma Elisabetta non ha voluto sentire ragioni e questa, per i tempi, fu una delle sue più grosse conquiste: riuscire a sposare l'uomo che amava.
Solo a guerra ormai finita, Elisabetta e Filippo riescono a frequentarsi con assiduità.
Prima, come riportato dalla stessa Regina in alcune lettere, i due si erano riusciti a vedere giusto un paio di volte in tre anni.
Bisogna aspettare il 1946 perché la loro storia prenda la giusta piega, quando il giovane chiese la mano della futura sovrana a Giorgio VI con un anello di fidanzamento di tre diamanti.
Ottenuta l'approvazione, però, la coppia mantenne la cosa segreta fino al luglio del 1947 quando il re ne diede annuncio.
Il matrimonio si celebrò nel novembre dello stesso anno, nell'Abbazia di Westminster.
Per l'occasione Elisabetta decise di indossare un abito sfarzoso, ispirato - si disse - alla Primavera di Botticelli, come simbolo di rinascita per la fine della guerra.
Ad accompagnarla all'altare ben otto damigelle, che ebbero anche il compito di calmarla e aiutarla durante una piccola crisi pre-cerimonia, quando la sua corona proprio non ne voleva sapere di stare su.
Le nozze vennero trasmesse in radio e seguite da 200 milioni di persone.
Fin dal primo momento in cui Elisabetta e Filippo annunciarono il matrimonio a corte iniziarono i pettegolezzi, specie sul conto del Principe, che aveva un passato da sciupafemmine.
Voci che sono andate avanti negli anni e che sono diventate sempre più insistenti con l'uscita di libri e biografie non autorizzate.
Negli anni Novanta, in particolare, fece discutere, tanto da essere ripresa persino dal Times, quella firmata da Sarah Bradford che definì Filippo «impenitente farfallone, difficilissimo di carattere», mentre di Elisabetta diceva: «capisce il suo desiderio di indipendenza», «gli lascia i suoi spazi», «vede ma non vuole sapere».
Nel libro si sosteneva che il Duca di Edimburgo avesse avuto diverse relazioni, con attrici e donne di vario tipo, fin dall'anno successivo alle nozze.
Storie di cui Sua Maestà sarebbe stata a conoscenza, ma che fingeva di ignorare.
Versione ovviamente sempre smentita da Buckingham Palace.
Che qualche problema i due lo abbiano avuto è innegabile e normale, in 74 anni di rapporto.
In particolare, secondo fonti vicine a Palazzo, inizialmente non fu facile per Filippo rinunciare alla carriera militare in marina e accettare che nessuno dei suoi figli avrebbe preso il suo cognome.
Sacrifici cui la Regina ha sempre cercato di compensare, per esempio con il decreto emesso nel 1955 che prevedeva la possibilità di usare il cognome Mountbatten-Windsor.
Se in pubblico Filippo doveva stare sempre un passo indietro rispetto a Elisabetta per onorare l'etichetta, questo non avveniva a porte chiuse, quando i due erano semplicemente marito e moglie.
Diverse fonti, infatti, hanno sottolineato come il Duca di Edimburgo abbia sempre adempiuto al suo compito di Principe consorte, ma come sia stato influente nella gestione della monarchia:
«La Regina indossa la corona, ma suo marito indossa i pantaloni. È lui la vera forza dietro il trono: fermo e sempre di supporto nelle scelte di Sua Maestà», scriveva il loro biografo ufficiale Gyles Brandreth.
Non solo: «Dato che è la Regina, nessuno al mondo può trattare Elisabetta normalmente, ad eccezione del Principe Filippo.
Viceversa, Sua Maestà è l'unica persona al mondo che può dire al Duca di Edimburgo di stare zitto. E lo fa».
Trascorrere una vita insieme, per di più con gli occhi di tutto il mondo sempre puntati addosso, non dev'essere stato semplice.
Ma se c'è una cosa che tutti abbiamo imparato ad apprezzare è il senso dell'umorismo del Principe Filippo, l'unico in grado di portare sempre il sorriso sul volto della Regina.
«L'ha fatta ridere per oltre 70 anni», scrive Brandreth.
Un altro degli ingredienti del successo della loro unione, sostiene il biografo, era il fatto che si accettassero per quello che sono:
«Filippo è dinamico, avventuroso, ama i viaggi e le sfide. Elisabetta, d'altro canto, è una conservatrice, pacata, che vuole che le cose siano fatte come sempre sono state fatte.
Come coppia sono alleati, ma questo non significa che non abbiano le loro idee e le loro differenze».
Filippo di Edimburgo è venuto a mancare il 9 aprile 2021, quando gli mancavano 2 mesi per compiere 100 anni. 
La regina Elisabetta lo ha raggiunto l'8 settembre dell'anno successivo, all'età di 96 anni. 

sabato 29 luglio 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 luglio.
Il 29 luglio 1981 Diana Spencer sposa Charles, principe di Galles ed erede al trono d'Inghilterra.
Diana Spencer nasce il 1 luglio 1961 a Parkhouse proprio vicino la residenza reale di Sadringham.
Fin da piccola Diana soffre della mancanza della figura materna: la madre è spesso assente e trascura la famiglia.
Non solo, ma Lady Frances Bounke Roche, questo il suo nome, lascia Parkhouse quando Diana ha solo sei anni per vivere con un facoltoso proprietario terriero, Peter Shaud Kidd.
A dodici anni Diana viene iscritta alle scuole secondarie presso l'istituto di West Heoth nel Kent; dopo poco lascia l'amatissima residenza di Parkhouse e si trasferisce nel castello di Althorp nella contea del Northamptonshire. La famiglia degli Spencer, a ben vedere, è addirittura più antica e blasonata di quella dei Windsor... Il padre Lord John diventa l'ottavo Conte di Althorp. Il figlio Charles diventa visconte e le tre sorelle Diana, Sarah e Jane sono elevate al rango di Lady.
Quando la futura principessa compie sedici anni in occasione di una cena per la visita della regina di Norvegia incontra il Principe di Galles ma fra i due, al momento, non scatta alcun colpo di fulmine. Solamente un desiderio di approfondire la conoscenza. Intanto, com'è normale, la giovane Diana, nel tentativo di condurre una vita il più possibile vicina, per quanto possibile, a quella dei suoi coetanei (è ancora ben lungi dall'immaginare che diverrà, invece, addirittura principessa e pretendente al trono d'Inghilterra), si trasferisce in un appartamento di Coleherm Court, un quartiere residenziale di Londra. Certo, non si tratta di un appartamento povero e di basso livello, ma pur sempre di una prestigiosa abitazione.
Ad ogni buon conto, questo suo desiderio interiore di "normalità" la induce a cercare l'indipendenza e a cercare di cavarsela con le sue forze. Si adatta a svolgere lavori anche non prestigiosi, come quelli della cameriera e della babysitter, e a dividere la sua casa con altre tre studentesse. Fra un lavoro e l'altro trova anche il tempo di dedicarsi ai bambini dell'asilo a due isolati da casa sua.
La compagnia delle altre ragazze ha comunque un effetto positivo in tutti i sensi. E' proprio grazie al loro aiuto e al loro sostegno psicologico che Lady Diana affronta il corteggiamento di Carlo, il principe del Galles conosciuto a quella famosa festa. A dire il vero, su queste prime fasi iniziali circolano molte voci contraddittorie: c'è chi dice che il più intraprendente fosse lui, mentre altri sostengono che fosse lei ad aver portato avanti la vera opera di corteggiamento.
Ad ogni modo, i due si fidanzano e, nel giro di breve tempo, convolano a nozze. La cerimonia è uno degli eventi mediatici più attesi e seguiti del globo, anche per la massiccia presenza di personalità di altissimo rango provenienti di tutto il mondo. Inoltre, la differenza di età della coppia non può che sollevare inevitabili pettegolezzi. Quasi dieci anni separano il principe Carlo da Lady D. Lei: ventiduenne appena uscita dall'adolescenza. Lui: trentatreenne già avviato alla maturità. Il 29 luglio 1981, nella cattedrale di St. Paul, si trovano convenuti sovrani, capi di stato e tutta la società internazionale osservata dagli occhi mediatici di oltre ottocento milioni di spettatori.
E anche il seguito del corteo reale, la gente in carne e ossa che seguirà la vettura con i due sposi, non è da meno: lungo il percorso che la carrozza intraprende, si contano qualcosa come due milioni di persone.
Dopo la cerimonia Diana è ufficialmente Sua Altezza Reale Principessa di Galles e futura Regina d'Inghilterra.
Grazie al suo comportamento informale, Lady D (come viene soprannominata dai tabloid con un tocco fiabesco), entra subito nel cuore dei sudditi e del mondo intero. Purtroppo il matrimonio non va così bene come le immagini della cerimonia lasciavano sperare, anzi, è palesemente in crisi. Nemmeno la nascita dei figli William e Harry riesce a salvare un'unione già compromessa.
Ricostruendo sul piano cronologico questo complesso intreccio di eventi vediamo che già nel settembre del 1981 viene annunciato ufficialmente che la principessa è incinta ma fra i due si era già insinuata da tempo Camilla Parker-Bowles, un'ex compagna di Carlo che il principe non ha mai smesso di frequentare e di cui Lady D è (giustamente, come si vedrà in seguito), assai gelosa. Tale è lo stato di tensione della principessa, il suo grado di infelicità e di rancore che tenta più volte il suicidio, con forme che vanno dai disturbi nervosi alla bulimia.
Nel dicembre 1992 viene annunciata ufficialmente la separazione. Lady Diana si trasferisce a Kensington Palace, mentre il principe Carlo continua a vivere ad Highgrove. Nel novembre 1995 Diana rilascia un'intervista televisiva. Parla della sua infelicità e del rapporto con Carlo.
Carlo e Diana divorziano il 28 agosto 1996. Negli anni del matrimonio, Diana compie numerose visite ufficiali. Si reca in Germania, negli Stati Uniti, nel Pakistan, in Svizzera, Ungheria, Egitto, Belgio, Francia, Sud Africa, nello Zimbabwe e in Nepal. Numerose sono le sue attività di beneficenza e solidarietà in cui oltre a prestare la propria immagine, si impegna attivamente con l'esempio.
Dopo la separazione Lady D continua ad apparire accanto alla famiglia reale nelle celebrazioni ufficiali. Il 1997 è l'anno in cui Lady Diana sostiene attivamente la campagna contro le mine anti-uomo.
Intanto, dopo una serie non precisata di flirt, prende corpo la relazione con Dodi al Fayed, miliardario arabo di religione musulmana. Non è uno dei soliti colpi di testa ma un vero e proprio amore. Nel caso il rapporto si concretizzasse in qualcosa di ufficiale sul piano istituzionale, i commentatori sostengono che questo sarebbe un duro colpo per la già vacillante corona britannica.
E' proprio mentre la "coppia dello scandalo" tenta di seminare i paparazzi che avviene il terribile incidente nel tunnel dell'Alma a Parigi: entrambi, alla fine di un'estate trascorsa insieme, perdono la vita. E' il 31 agosto 1997.
Un'irriconoscibile Mercedes blindata, con all'interno i corpi dei viaggiatori, viene recuperata in seguito allo spaventoso incidente stradale.
Il corpo della principessa viene sepolto in un minuscolo isolotto al centro di un laghetto ovale che abbellisce la sua casa ad Althorp Park, a circa 130 chilometri a nord-ovest di Londra.
Da allora, anche a distanza di anni, regolarmente si susseguono ipotesi per spiegare l'incidente. Qualcuno sospetta addirittura che la Principessa in quel periodo fosse incinta: il fatto che il principino William avrebbe avuto un fratellastro musulmano, sarebbe stato considerato un vero proprio scandalo per la famiglia reale. Questa come altre varie ipotesi intendono spesso puntare alla presenza di complotti, creando sempre più un denso alone di mistero attorno alla vicenda. Le indagini ad oggi non si fermano: sembra tuttavia improbabile che si arriverà un giorno a conoscere tutta la verità.

sabato 12 febbraio 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 febbraio.
Il 12 febbraio 1951 a Teheran ha luogo il sontuoso matrimonio tra Soraya e Reza Phalavi, lo scià di Persia.
La vita di una ragazza normale viene stravolta all'improvviso dalla notizia che lo Scià di Persia ha visto la sua foto e vuole conoscerla. Inizia così, nel 1950, una delle storie d'amore più celebri del Novecento; la storia di un uomo e una donna innamorati costretti dalla ragion di stato e dal potere a rinunciare al loro amore.
Soraya, è il nome arabo di una costellazione, nasce ad Isfahan, figlia del capo della nobile tribù degli Esfandiari Bakhtiari che per 17 generazioni avevano dominato sui territori più ricchi di petrolio della Persia.
È stato il padre di colui che sposerà ad espropriarlo delle sue terre, costringendolo a riparare in Germania, dove aveva accumulato una fortuna.
La madre è la tedesca Eva.
Soraya studia in Svizzera, in collegi scelti, si dice sogni di diventare attrice.
Ha diciotto anni quando la sua vita subisce una svolta: lo Scià ripudia la prima moglie Fawzia, sorella di Faruk re d'Egitto, perché gli ha dato solo una figlia femmina e non l'erede maschio, e il primo ministro persiano, Mossadeq, gli mostra un album di fotografie delle possibili, nuove spose.
Secondo altre versioni, fu Shams, sorella dello Scià, a mostrargli la fotografia della ragazza che aveva conosciuto a Parigi. Comunque sia, la scelta cade su Soraya, detta Raya, e il matrimonio è combinato.
Il 12 febbraio del 1951 la quasi diciannovenne Soraya sposa il trentaduenne Muhammad Reza Pahlavi.
Lei è reduce da una febbre tifoidea, indossa un abito di Dior tempestato di 6.000 brillanti, veri, che pesa dai quindici ai venti chili, le versioni sono discordi, e nel corso della lunga cerimonia, forse anche per il profumo soffocante dei quintali di fiori fatti venire appositamente dall'Olanda, sviene tre volte. Sarà lo Scià ad autorizzare una dama del seguito a tagliare parte dello strascico.
Il matrimonio combinato si rivela un matrimonio d'amore, i due si amano appassionatamente anche se, per questioni di etichetta, si danno del lei anche nell'intimità, quando si leggono poesie: lei gli declama Verlaine in francese e lui risponde con Omar Khayyam.
Ma i figli non arrivano e per Soraya inizia la peregrinazione tra i luminari mondiali.
Intanto, lo Scià è costretto all'esilio.
Il primo ministro Mossadeq lo esautora e, in seguito ad una sollevazione popolare, il 16 agosto 1953 la coppia è costretta alla fuga.
Sono a Roma dove alloggiano al quarto piano dell'hotel Excelsior, assediati dai fotografi. Nel corso di un'intervista, lo Scià proclama di avere due fedi: "il Corano e Soraya".
Rientrano in Iran il 22 agosto, quando Mossadeq è arrestato dal generale Zahedi, ma i figli continuano a non arrivare. Secondo quanto detto e scritto da Soraya, lei non aveva alcuna imperfezione fisica, semplicemente non arrivavano.
Poiché lo Scià l'ama appassionatamente, e lei lo ricambia, per salvare il matrimonio si ventilano due ipotesi.
La prima è designare erede al trono il fratello minore dello Scià, Alì, ma questi muore in un incidente aereo.
La seconda: lui avrebbe sposato un'altra donna, la poligamia è ammessa, che avrebbe ripudiato non appena gli avesse dato il sospirato maschio.
Soraya, nata persiana ma cresciuta europea, rifiuta questo compromesso umiliante.
Nel febbraio del 1958 lei si trasferisce in Europa dai genitori, il 14 marzo lo Scià dà al mondo l'annuncio del ripudio.
È commosso, quasi piange e la chiama "sposa adorata".
Soraya torna libera con il titolo di principessa imperiale, doni da mille e una notte e un ricchissimo appannaggio che, però, per contratto perderà se passerà a nuove nozze.
Lo Scià si risposa, ha i figli maschi da designare eredi di un trono che perderà qualche anno dopo.
E Soraya, con l'etichetta di "principessa triste" appiccicatole dai giornali, entra a far parte della flora, o fauna, della dolce vita romana, internazionale.
Soraya visse il resto della sua vita in un esilio dorato, protagonista della vita mondana internazionale. Ha raccontato la sua storia in un'autobiografia dal titolo "Il palazzo della solitudine".
Recitò nel film del 1965 I tre volti accanto ad Alberto Sordi, dove conobbe e si innamorò del regista italiano Franco Indovina. Dopo la morte di Indovina, avvenuta nel 1972 nell'incidente aereo di Montagna Longa a Palermo, Soraya trascorse il resto della sua vita girovagando per l'Europa soggiornando in incognito spesso anche a Taormina e partecipando ad alcuni eventi mondani (festival del cinema in particolare). Nonostante fosse ormai una vera diva del jet-set, era diventata celebre per la sua depressione.
Morì per cause naturali nel 2001 all'età di 69 anni, e venne seppellita a Monaco. I suoi beni furono venduti ad un'asta a Parigi. Tra questi anche il suo abito da sposa, creato da Christian Dior, valutato 1,2 milioni di dollari.
La vita di Soraya ha ispirato romanzi e anche canzoni, come Je Veux Pleurer Comme Soraya (Voglio piangere come Soraya) di Françoise Mallet-Jorris e "L'amore ha i tuoi occhi", struggente motivo eseguito in italiano da Bruno Filippini.

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