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mercoledì 27 maggio 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 maggio.
Il 27 maggio 1703 lo Zar Pietro il Grande fondò ufficialmente la città di San Pietroburgo, sul delta della Neva.
Alessandro di Novgorod sconfisse gli svedesi presso la foce della Neva nel 1240, guadagnandosi il titolo di Nevkij. Gli svedesi ripresero il controllo della regione nel XVII secolo ma furono spodestati da Pietro il Grande che aveva l'intenzione di fare della Russia una potenza europea iniziando proprio dalla fondazione di questa città.
All'inizio della Grande Guerra del Nord (1700-1721), Pietro si impadronì degli avamposti svedesi sulla Neva, e nel 1703 fondò la Fortezza dei SS. Pietro e Paolo sul fiume, a pochi chilometri dal mare. Quando Pietro il Grande sconfisse definitivamente gli svedesi a Poltava nel 1709, la città, che secondo l'usanza olandese chiamò Sankt Pieter Burkh, cominciò a crescere. Vennero scavati i canali per bonificare le paludi della sponda meridionale e, nel 1712 Pietro il Grande la proclamò capitale, obbligando i funzionari di corte, i nobili e i mercanti a trasferirvisi e a costruire nuove case. Molti contadini vennero costretti a prendere parte ai lavori, e parecchi di loro persero la vita per le terribili condizioni in cui versavano. Architetti e artigiani di tutta Europa furono chiamati in città. Alla morte di Pietro il Grande nel 1725, la popolazione cittadina era cospicua e il 90% del commercio con l'estero passava di qui.
Il nome originale Sankt Piter burkh era in realtà olandese perchè Pietro il Grande aveva vissuto e studiato in quel paese per un periodo di tempo ed era un ammiratore della corte e dell'architettura olandese.   
Il successore di Pietro il Grande riportò la capitale a Mosca, da dove fu nuovamente trasferita a San Pietroburgo dall'imperatrice Anna Ivanovna (1730-1740). Tra il 1741 e il 1825, sotto la corte di Elisabetta, Caterina la Grande e Alessandro I, la città divenne cosmopolita ed ebbe una corte di noto splendore. Questi monarchi commissionarono molti palazzi, edifici governativi e chiese, rendendo San Pietroburgo una delle più importanti capitali d'Europa.
L'emancipazione dalla schiavitù nel 1861 e l'industrializzazione, che ebbe il suo culmine nell'ultimo decennio del XIX secolo, portarono in città una grande ondata di lavoratori poveri, con conseguente sovraffollamento, scarsa igiene, epidemie e un diffuso malcontento. San Pietroburgo divenne un focolaio di scioperi e violenze politiche e fu il fulcro della rivoluzione del 1905, scatenata dalla Domenica di Sangue (9 gennaio 1905), quando una marcia di protesta degli scioperanti contro lo zar venne repressa nel sangue dall'esercito. Nel 1914, a seguito di un'ondata di patriottismo dovuta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il nome della città fu cambiato in Petrograd, molto più "russo". Contava allora 2 milioni di abitanti.
Anche nel 1917 Petrograd fu la culla della rivoluzione. Proprio qui le proteste dei lavoratori portarono a uno sciopero generale, all'ammutinamento dei soldati e alla fine della monarchia in marzo. Il soviet di Petrograd, dove si radunavano i lavoratori e i soldati con le loro richieste, cominciò a riunirsi nel Palazzo Tauride della città, accanto alla sede del Governo provvisorio riformista. In aprile Lenin si recò a Petrograd per organizzare il Partito Bolscevico e la rivoluzione vera e propria scoppiò dopo che i bolscevichi si furono impadroniti delle posizioni chiave di Petrograd il 24 ottobre. Il nuovo governo ebbe qui la sua sede fino al marzo del 1918, quando si trasferì a Mosca per il timore di un attacco tedesco.
La città assunse il nome di Leningrado dopo la morte di Lenin nel 1924 e divenne il fulcro del programma stalinista d'industrializzazione degli anni 30. Nel 1939 contava 3 milioni di abitanti e l'11% della produzione industriale dei soviet. Il timore che Stalin nutriva nei confronti della potente base operaia rivale portò nel 1934 all'assassinio del capo locale Sergeij Kirov, assassinio che segnò l'inizio delle purghe dal Partito Comunista.
Quando i tedeschi attaccarono l'URSS nel giugno del 1941, impiegarono solo due mesi e mezzo a raggiungere Leningrado. Essendo stata il luogo di nascita del bolscevismo, Hitler la odiava e si riproponeva di cancellarla dalla faccia della terra. Le truppe tedesche assediarono Leningrado dal settembre del 1941 al gennaio del 1944 e si calcola che, anche se molti furono evacuati, da 500.000 a un milione di persone morirono a causa dei bombardamenti, della fame e delle malattie. Per fare un paragone, basti pensare che le perdite complessive inglesi e statunitensi nella seconda guerra mondiale ammontano a circa 700.000 persone.
Dopo la guerra Leningrado fu ricostruita e riprese a vivere, anche se solo nel 1960 la città tornò ad avere un numero di abitanti pari a quello di prima. Oggi San Pietroburgo è tornata a essere la finestra russa sull'Europa ed è una città cosmopolita, culturalmente e artisticamente attiva e vivace. Le imprese, sia russe sia straniere, vi mettono radici visto che San Pietroburgo è il porto più grande della Russia, un grande centro industriale e una vera e propria città internazionale. Per la prima volta da quasi un secolo, gli abitanti di San Pietroburgo vivono in una città insieme splendida e ben approvvigionata.
Dal 24 maggio al primo giugno 2003 San Pietroburgo ha festeggiato i suoi trecento anni. L'evento ha mostrato una città rinnovata e artisticamente illuminata dopo una ristrutturazione di proporzioni immense che nulla ha trascurato: musei, chiese, palazzi, alberghi, infrastrutture e nodi di trasporto.

sabato 14 dicembre 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 14 dicembre.
Il 14 dicembre 1825 scoppia l’insurrezione decabrista in Russia.
Con il termine decabristi (dal nome russo декабристы, dekabristy, da декабрь, dekabr’, che significa “dicembre”) si intende indicare in senso lato tutti i membri delle società segrete (persone che appartenevano comunque alla nobiltà e alla borghesia del tempo) che prepararono il moto di rivolta nel dicembre del 1825, detto appunto moto decabrista, e che ebbe il suo fulcro nell’allora capitale San Pietroburgo.
L’insurrezione decabrista (in russo: Восстание декабристов) si svolse il 14 dicembre (il 26 secondo il calendario gregoriano) 1825 nella Russia imperiale. Alcuni ufficiali dell’esercito imperiale appartenenti a società segrete, guidarono circa 3000 soldati in un tentativo di rivoluzione per attuare in Russia una economia liberale, e disfarsi dell’assolutismo nel quale l’Impero era costretto fino a quel momento, lottando anche contro lo stato di polizia e la censura.
Questa rivolta ebbe luogo nella piazza del Senato di San Pietroburgo: piazza che, nel 1925, per ricordare il centenario dall’evento, venne rinominata con il nome di piazza dei Decabristi, in russo: Площадь Декабристов,Ploščad Dekabristov, così come l’isola dei Decabristi.
La rivolta venne sedata dallo zar Nicola I di Russia in persona, che era già a conoscenza del fatto che le truppe si stavano ammassando nella piazza. Le sue guardie erano già preparate a circondare i ribelli, dato anche il dilettantismo e l’approssimazione con cui le operazioni erano state preparate ed organizzate. I principali organizzatori vennero impiccati, molti degradati dal loro ruolo nell’esercito, circa 600 persone furono esiliate e condannate ai lavori forzati in Siberia e zone limitrofe, dove portarono la cultura e il progresso educativo in una regione a quei tempi relativamente arretrata, e dove ancor'oggi sono molto stimati e godono di alta reputazione.
La loro condizione di deportati, così come quella degli appartenenti ai gruppi rivoluzionari russi nichilisti e socialisti, fu magistralmente descritta dal romanzo Resurrezione scritto da Lev Tolstoj. Maggiore rappresentante intellettuale del movimento fu il poeta Aleksandr Puškin. Tuttavia, è significativo che pur essendo molto vicino ai capi delle organizzazioni decabriste e pur aspirando ad entrare in una delle organizzazioni, non fu accolto in nessuna branca di esse.
Il movimento decabrista fu il primo movimento rivoluzionario pienamente cosciente della storia, il cui programma sociale arrivò fino a richiedere l’abolizione della servitù della gleba, mentre politicamente la fondazione di uno stato repubblicano o almeno una costituzione; erano idee e concetti liberali e socialisti che s’erano venuti costruendo fino dall’inizio del XIX secolo, inizialmente solo in società segrete e gruppi ristretti. Ruolo molto importante in questo sviluppo lo avevano avuto gli ufficiali napoleonici arrivati in Russia durante le guerre rivoluzionarie francesi, durante le quali anche molti ufficiali russi erano stati impegnati nelle campagne in Europa occidentale.

lunedì 22 gennaio 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 gennaio.
Il 22 gennaio 1905 (o il 9 gennaio, secondo il calendario vigente allora in Russia) ebbe luogo la cosiddetta "domenica di sangue" a San Pietroburgo.
All'inizio del 1904 la situazione sociale ed economica della Russia era estremamente deteriorata. Ai problemi legati alle mai completate riforme in campo agricolo e ad una industrializzazione forzata dall'alto si aggiungevano quelli causati dalla tensione politica e sociale. Quest'ultima, infatti, finì in un moto rivoluzionario: il più ampio e sanguinoso cui l'Europa avesse mai assistito. A far precipitare gli eventi contribuì lo scoppio della guerra col Giappone che, provocando fra l'altro un brusco aumento dei prezzi, fece immediatamente salire la tensione sociale.    
In una domenica di gennaio del 1905, a Pietroburgo, un corteo di 150.000 persone che si dirigeva verso il Palazzo d'Inverno, residenza storica dello zar, per presentare al sovrano una petizione (vi si chiedevano maggiori libertà politiche e interventi atti ad alleviare il disagio delle classi popolari) fu accolto a fucilate dall'esercito: i morti furono più di cento e oltre duemila i feriti. La brutale repressione della domenica di sangue scatenò in tutto il paese un'ondata di agitazioni: a San Pietroburgo e a Mosca gli operai scesero in sciopero; nelle campagne vi furono sollevazioni di contadini; nell'esercito si ebbero ammutinamenti.
Di fronte alla crisi dei poteri, incapaci di riportare l'ordine, anche perché il grosso dell'esercito era impegnato in Estremo Oriente, sorsero spontaneamente in molti centri, i soviet (termine russo che significa "consigli"), cioè rappresentanze popolari elette sui luoghi di lavoro. Il più importante era quello di Pietroburgo, il quale assunse la guida del movimento rivoluzionario nella capitale e si trovò a esercitare un notevole potere di fatto in tutta la Russia.
In ottobre lo zar parve finalmente disposto a cedere e promise libertà politiche e istituzioni rappresentative; tuttavia, fra novembre e dicembre, dopo che era stata conclusa la pace con il Giappone e le truppe erano rientrate dal fronte, la corona e il governo passarono alla controffensiva facendo arrestare quasi tutti i membri del soviet di Pietroburgo e schiacciando con durezza le rivolte successivamente scoppiate nella capitale e a Mosca. Spaventati da ciò che stava accadendo e scettici nei confronti del governo nell'idea che riuscisse a riportare l'ordine malgrado le brutali forme di repressione messe in atto, i membri dell'alta borghesia e della nobiltà terriera fecero pressioni sul regime affinché facesse quel minimo di concessioni ritenute necessarie per riportare l'ordine. Nell'ottobre 1905, lo zar pubblicò quello che venne poi chiamato il Manifesto di ottobre con cui concedeva una costituzione e proclamava i basilari diritti civili per tutti i sudditi. Tra le altre cose il documento prevedeva l'elezione di una Duma ossia di un parlamento anche se con poteri limitati ed un sistema elettorale non del tutto equo. Il principale limite ai poteri della Duma risiedeva nel fatto che i ministri continuavano ad essere responsabili solamente di fronte allo Zar. Sulla fine del 1905 il governo, che nonostante tutto non aveva mai smesso di funzionare, riuscì, anche grazie ad una pesante opera di repressione, a riprendere il controllo del paese. Tuttavia le aspettative di un'evoluzione parlamentare del regime andarono comunque deluse. Eletta nel 1906, a suffragio universale ma con un sistema che privilegiava i proprietari terrieri, dotata di poteri troppo limitati, la prima Duma risultò un ostacolo sulla via della restaurazione e fu sciolta dopo poche settimane. Uguale sorte subì una seconda Duma eletta nel 1907 e rivelatasi ancor meno governabile della prima. (4 furono, in totale, le Dume istituite). A questo punto il governo modificò la legge elettorale in modo tale che il voto di un grande proprietario contava cinquecento volte quello di un operaio e poté finalmente disporre di un'assemblea più docile, composta in gran parte da aristocratici. Con questo colpo la Russa tornava a essere un regime sostanzialmente assolutista.
Ma la spinta rivoluzionaria era solo sopita, non cancellata. Durante la prima guerra mondiale, la dinastia zarista dei Romanov conobbe la sua definitiva capitolazione, in quelli che furono definiti "i dieci giorni che sconvolsero il mondo".

lunedì 25 aprile 2016

Passeggiando tra le righe - Anna Karenina di Lev Tolstoj - con Walter Ruffini e Svetlana Vassileva

Passeggiando tra le righe

di Svetlana Vasileva e Walter Ruffini

Con la partecipazione straordinaria di 
Leonardo Franchini e Ezio Falcomer
Visita alle città degli scrittori.

Lev Tolstoj e Anna Karenina

Conduce Sophie Becket
Collegamento di rete: Nino Mariner
Mixaggio e messa in onda: Masaniello il Làzzaro


Di seguito puoi vedere le molte attrici che hanno interpretato questo ruolo.
Svetlana Vassileva ne parlerà durante la trasmissione.
1912 Jeanne Delvair

1914 Maria Germanova

1915 Betti Nansen

1917 Fabienn Faberge

1918 Iren Varsani

1919 Lya Mara

1927 Greta Garbo

1935 Garbo Greta

1948 Vivien Leigh

1957 Claire Bloom

1957 Claire Bloom

1967 Tatiana Samoilova

1974 Lea Massari

1975 Ludmila Tcherina

1975 Maria Silva

1977 Nicola Pagett

1985 Jacqueline Bisset

1997 Sophie Marceau

2000 Helen McCrory

2008 Tatyana Drubich

2012 Keira Knightle

2013 Vittoria Puccini


E POI LA STAZIONE....
di cui ci parlerà Leonardo Franchini

Ieri


 

Oggi



giovedì 31 marzo 2016

Passeggiando tra le righe: Dostoevskij - di Walter Ruffini

PASSEGGIANDO TRA LE RIGHE
di Walter Ruffini
con la partecipazione di Svetlana Vasileva
31 marzo 2016 ore 21.15 su Radio Accademia dei Sensi - 1000mikes
 

Visita alle città degli scrittori.

DOSTOEVSKIJ E L'IDIOTA






Hans Holbein

Conduce Sophie Becket
Collegamento di rete: Nino Mariner
Missaggio e messa in onda: Masaniello il Làzzaro
Ascoltaci su: www.accademiadeisensi.net/radio.html




 
Colonnato Apollono



Palazzo e centauro

Palazzo Pavlovsk

Palazzo Pavlovsk

Palazzo Pavlovsk

Panorama Palazzo Pavlovsk


Parco di Pavlovsk metà dell'800

Pavlovsk stazione

Pavlovsk stazione

Pavlovskiy-park
Ponte




Nevskij la parte solare

giovedì 17 marzo 2016

Passeggiando tra le Righe: Gogol di Walter Ruffini e Svetlana Vasileva



Passeggiando tra le Righe
di Walter Ruffini
con la partecipazione di Svetlana Vasileva

Visita alle città degli scrittori.

San Pietroburgo con Gogol

Conduce Sophie Becket
Collegamento di rete: Nino Mariner
Missaggio e messa in onda: Masaniello il Làzzaro

Ascoltaci su:
www.accademiadeisensi.net/radio.html

















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