Buongiorno, oggi è il 24 febbraio.
Il 24 febbraio 1530 Carlo V fu incoronato a Bologna come Imperatore del Sacro Romano Impero, una cerimonia simbolica, dato che di fatto era da tempo monarca incontrastato di buona parte dell'Europa.
Fin dalle prime luci del mattino, un allegro scampanio aveva destato la città.
Un avvenimento glorioso stava per compiersi: nella Basilica di San Petronio, papa clemente VII avrebbe incoronato Carlo V imperatore. Ben presto una gran folla riempì la Piazza Maggiore. Le finestre, i balconi e persino i tetti delle case erano stracarichi di gente.
Un colossale ponte di legno, coperto di stoffe preziose, scendeva dolcemente da una finestra del Palazzo Comunale fin verso il centro della piazza; poi, fatta un’ ampia curva, entrava nella Basilica dalla porta maggiore. Alle otto del mattino, il corteo papale scende per il ponte. Sfilano le autorità bolognesi, con ricchi vestiti e mantelli. Seguono quaranta arcivescovi e vescovi, tutti i cardinali e un gran numero di canonici e sacerdoti. Infine, sotto il baldacchino, avanza lentamente il Sommo Pontefice con la tiara in capo e i preziosi abiti pontificali, portati in sedia dorata dei valletti.
Subito dopo scende il corteo dell’Imperatore. Davanti sono i paggi, i cavalieri, i duchi e i baroni. Seguono i quattro Grandi Principi dell’Impero: uno reca lo scettro, l’altro il globo, il terzo la spada e l’ultimo la corona. Finalmente, ecco, l’Imperatore, con un prezioso mantello e la corona ferrea in capo. Il giovane Carlo avanza fiero, accompagnato dai più alti ufficiali dei suoi eserciti.
Era appena passato l’Imperatore, quando un forte strepito provocò un attimo di terrore. Il tavolato del ponte, forse male inchiodato si ruppe sotto il peso della grande moltitudine. Nella disgrazia molte persone perdettero la vita, ma il momento era tanto solenne che la cerimonia non venne interrotta. I morti e i feriti furono subito portati via e il ponte accomodato alla meglio.
Nella Basilica, tra canti sacri e profumo d’incenso, Carlo V indossati gli abiti per la cerimonia, raggiunse il Pontefice sull’altare maggiore. Durante la Messa solenne, il Papa fece inginocchiare davanti a sé il Sovrano e gli consegnò prima la spada, poi lo scettro e il globo, e da ultimo gli pose sul capo la corona imperiale. Allora squillarono le trombe e rullarono i tamburi, mentre sulle piazze tuonavano le artiglierie, annunciando ai lontani il glorioso avvenimento.
Compiuta la cerimonia, il Papa e l’Imperatore uscirono dalla Basilica per una grande cavalcata attraverso le vie della città, ornate di bandiere e archi trionfali. Lo sfarzoso corteo era preceduto dal Gran Cerimoniere, che gettava al popolo monete d’oro e d’argento, che furono appositamente coniate dalla zecca bolognese per questo evento. Il valore di queste monete è oggi altissimo, sia per l'eccezionalità del conio (monete emesse dedicate a un re straniero), sia per l'esiguo numero di pezzi esistenti. Alcune di queste monete sono visibili nella collezione Palagi presso il museo civico bolognese, ma la maggior parte di esse appartiene a collezioni private. Per dare un'idea del valore, si pensi che nel 75 a Basilea un mezzo ducato d'oro fu battuto a 12 milioni di lire (di allora!), e un reale d'argento a 2 milioni.
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martedì 24 febbraio 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
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giovedì 3 ottobre 2024
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Il 3 ottobre 1954 viene consacrata la Basilica di San Petronio a Bologna, dopo più di 500 anni dalla sua costruzione.
La Basilica di San Petronio, dedicata al patrono cittadino (ottavo vescovo di Bologna dal 431 al 450), è la più grande e importante chiesa bolognese (m 132 di lunghezza, 66 di larghezza totale, 47 di altezza). La costruzione fu iniziata nel 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo. Nel 1514 Arduino degli Arriguzzi propone un nuovo modello a croce latina che avrebbe superato in grandezza la chiesa di San Pietro a Roma. Secondo la leggenda Pio IV bloccò la realizzazione di questo sogno megalomane, sollecitando i lavori per la costruzione dell'Archiginnasio. Anche la facciata rimase incompiuta. La copertura della navata maggiore e la chiusura dell'abside furono ultimate solo nel 1663 su progetto di Girolamo Rainaldi e direzione di Francesco Martini. Le navate minori vennero chiuse da muri rettilinei. Celebre fu la Cappella musicale petroniana il cui il simbolo più prestigioso è un organo tuttora funzionante, costruito attorno al 1470 da Lorenzo da Prato: il più vecchio al mondo ancora in uso. Un altro organo più recente (1596) è di Baldassarre Malamini e anche questo è funzionante nonostante i quattrocento anni di vita. Il 4 ottobre 1814 viene riaperta la cappella del SS. Sacramento, fatta restaurare da Antonio Malvezzi Campeggi su progetto di Angelo Venturoli. Nel 1894 fu aperto il Museo di San Petronio su progetto di T. Azzolini. Infine, tra le cappelle 1 - 2, 9 - 10, 13 - 14 , 21 - 22, si trovano le quattro croci di pietra che, secondo la leggenda, furono poste da San Petronio agli angoli del perimetro della città, definito nei secoli successivi il cerchio delle mura di selenite.
Giacomo Ranuzzi iniziò il rivestimento marmoreo della facciata, che non venne mai completato, nel 1538 su disegno di Domenico da Varignana. La parte terminata è decorata con opere degli scultori Jacopo della Quercia, Amico Aspertini e Alfonso Lombardi. Il portale centrale, iniziato nel 1425, è un capolavoro di Jacopo della Quercia. Sui pilastri sono rappresentate scene dell'Antico Testamento, sull'archivolto 18 profeti, sull'architrave storie del Nuovo Testamento e sul timpano la "Madonna con Bambino" e "Sant'Ambrogio e San Petronio". Il centro dell'arco del timpano è opera di Amico Aspertini. Degne di nota nelle due porte laterali sono la "Resurrezione" di Alfonso Lombardi sulla porta di sinistra e la "Deposizione" di Amico Aspertini sulla porta di destra.
La Cappella di S. Giacomo, già Rossi e Baciocchi: sull'altare la splendida "Madonna in Trono" di Lorenzo Costa (1492); allo stesso autore sono attribuiti i disegni della vetrata policroma. Il monumento funebre di destra conserva le spoglie del principe Felice e di sua moglie Elisa Bonaparte realizzato da Lorenzo Bartolini e Cincinnato Baruzzi.
La Cappella di S. Rocco o Cappella Malvezzi Ranuzzi: sull'altare si trova il "San Rocco" del Parmigianino (1527). Le vetrate furono disegnate da Achille Casanova (1926).
La Meridiana di San Petronio fu ideata e costruita da Gian Domenico Cassini, docente nello studio di Bologna, intorno al 1656 dopo che, nei lavori di allungamento della chiesa, era andata distrutta quella di Egnazio Danti. Per i calcoli il Cassini utilizzò una strumentazione che è ora visibile nel Museo. La meridiana di San Petronio è la più lunga del mondo (lunga m 67,72, foro di luce a m 27 dal suolo, distanza fra i solstizi m 56); la sua lunghezza corrisponde alla seicentomillesima parte del meridiano terrestre. Venne ristrutturata ne 1775 dall'astronomo Eustachio Manfredi, il quale sostituì la linea di ferro con una di ottone.
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