Cerca nel web

Visualizzazione post con etichetta Regina Vittoria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Regina Vittoria. Mostra tutti i post

sabato 29 marzo 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 29 marzo.

Il 29 marzo 1871 apre a Londra la Royal Albert Hall.

La Royal Albert Hall è uno dei monumenti più rappresentativi della Londra vittoriana e ancora oggi ospita alcuni degli eventi di spettacolo più importanti di Londra.

Lo splendido edificio è situato all'estremità nord del quartiere di South Kensington, in un'area nota un tempo come Albertopolis. Infatti la nota arteria stradale Kensigton Gore separa la Royal Albert Hall dall'Albert Memorial, un altro monumento eretto in onore del principe Alberto, consorte della regina Vittoria. Ci troviamo al confine con Hyde Park, vicino ad importanti musei come il Natural History Museum, lo Science Museum e il Victoria & Albert Museum.

L'edificio della Royal Albert Hall, un Grade I Listed Building (vincolo di primo grado) è una fondazione culturale ed una 'registered charity' finanziariamente autosufficiente che non riceve fondi dal governo. Fu edificato per ospitare una serie notevole di eventi: concerti di musica classica (ma attualmente anche rock e pop), mostre, balletti, festival, conferenze, gare di ballo, rassegne di poesia, e persino un circo. Il teatro ha visto le esibizioni degli artisti più famosi del mondo ed ogni estate ospita, per otto settimane consecutive, la popolare rassegna nota come "The Proms" (The BBC Promenade Concerts) con concerti, rappresentazioni teatrali ed altri eventi culurali di alto livello. Vi sono ospitate anche alcune manifestazioni sportive come incontri di boxe, di wrestling, tennis e sumo.

La Royal Albert Hall nacque da un'idea dal principe Alberto, marito della regina Vittoria, dopo la Great Exhibition di Londra del 1851. Egli voleva creare una sorta di polo culturale nato con l'obiettivo di promuovere la conoscenza, la comprensione e l'apprezzamento delle Arti e delle Scienze. Il nome originario dell'edificio, infatti, avrebbe dovuto essere 'The Central Hall of Arts and Sciences' ma fu cambiato in onore del principe consorte al momento della sua morte prematura. Subito dopo, un suo stretto collaboratore, Henry Cole, si incaricò di portare a compimento l'opera e, ispirandosi alla struttura degli anfiteatri romani, diede l'incarico di eseguire i lavori prima a Francis Fowke e, in seguito, a un altro ingegnere di corte, Henry Darracott Scott. Il 20 maggio del 1867 la regina Vittoria pose la prima pietra dell'opera che venne inaugurata dalla regina stessa il 29 marzo 1871.

Oltre ad assistere ai concerti e alle svariate rappresentazioni è possibile visitare la Royal Albert Hall prendendo parte ad un Tour a pagamento con guide esperte che, durante il giorno, narrano non solo la storia dell'edificio ma portano i visitatori ad esplorare anche le parti più nascoste e normalmente inaccessibili della Hall (la Galleria, gli appartamenti privati della regina) oltre ai segreti del backstage e dei meccanismi del palcoscenico. 

La planimetria della sala ha la forma di un'ellisse, il cui asse maggiore misura 83m mentre quello minore 72m. La grande cupola realizzata in vetro e ferro battuto è alta 41m e quando venne realizzata causò notevoli fenomeni di riverbero; rimedi temporanei furono messi in atto fino alla sostituzione, nel 1949, della cupola di vetro con una di alluminio e di materiale fonoassorbente, e alla successiva installazione a fine anni sessanta di dischi acustici sospesi al soffitto (tuttora esistenti) che eliminarono il problema del suono distorto. Al tempo dell'inaugurazione, l'organo ospitato nella costruzione risultava essere il più grande del mondo. L'edificio, originariamente ideato per accogliere circa 9000 spettatori, venne ridimensionato, per motivi finanziari, in modo da poterne contenere 7.000, oggi ridotti a circa 5.500 per motivi di sicurezza.

La struttura fu realizzata con circa sei milioni di mattoni rossi (Fareham Red brick) e con decorazioni in terracotta. All'esterno, un grande fregio in mosaico circonda l'intero edificio, con scene e testi che descrivono il Trionfo delle Arti e delle Scienze: la Musica, la Scultura, la Pittura, l'Architettura, i Patroni delle Arti, i Filosofi, gli Ingegneri, i lavoratori di pietra, legno e mattoni, l'Astronomia, la Navigazione, l'Agricoltura ed altre scienze. Sopra il fregio è un'iscrizione (altra circa 3m) in cui si narra la storia della Hall (la fondazione, l'idea del principe Alberto, le finalità dell'opera) insieme ad alcune citazioni bibliche.

mercoledì 22 gennaio 2025

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 22 gennaio.

Il 22 gennaio 1901 Edoardo VII sale al trono di Inghilterra dopo la morte della madre, la Regina Vittoria.

Figlio primogenito della regina Vittoria d'Inghilterra e di Alberto-Francesco-Augusto, principe di Sassonia-Coburgo e principe consorte d'Inghilterra, nacque a Londra il 9 novembre 1841. Frequentò successivamente le due grandi università d'Oxford e di Cambridge, ma il suo vero educatore fu il padre che, schietto temperamento di principe tedesco, uomo di rigida coscienza, diresse la formazione morale e intellettuale del figlio e ne vigilò in tutti i più minuti particolari gli studi teorici e pratici. Bertie però (così veniva designato nell'intimità il principe Edoardo) non fu allievo disciplinato né molto studioso: acquistò tuttavia abitudini di serietà e un concetto sano della missione d'un principe moderno, che si ritrovarono interi in lui quando a sessant'anni egli cinse la corona. Cosicché egli nel suo breve regno di nove anni poté segnare un'impronta personale che non era stata lasciata prima di lui da alcun sovrano inglese dopo Guglielmo III.

Alla morte del principe consorte, avvenuta quando Edward era appena ventenne, la regina Vittoria, pur riservandosi intero l'esercizio delle sue prerogative regali, trasferì al principe di Galles il compito di rappresentare la corona in quasi tutte le cerimonie pubbliche. Edoardo fu da giovane un instancabile viaggiatore e taluno dei suoi viaggi ebbe importanza politica non comune. Così a 19 anni visitò il Canada e in quell'occasione si recò a Washington, ospite del presidente Buchanan. Le colonie ribellatesi poco meno d'un secolo addietro all'Inghilterra e costituitesi in una grande nazione indipendente, ebbero così il miglior pegno di piena riconciliazione con l'antica metropoli. Dopo la morte del padre, il principe compì lunghe escursioni in Oriente, ma il più importante dei suoi viaggi fu la visita che egli fece nel 1875 ai possedimenti indiani, visita che fu preludio alla proclamazione della regina Vittoria a imperatrice delle Indie.

Nel 1863 sposò la principessa Alessandra di Danimarca, figlia di re Cristiano IX, matrimonio che doveva pochi anni dopo (1866) farlo cognato del granduca ereditario di Russia, che fu poi l'imperatore Alessandro III. Il matrimonio dell'erede del trono inglese, figlio d'un principe tedesco, con una principessa danese, mentre la questione dei ducati dell'Elba si trovava nello stadio più acuto riuscì mal gradito in Germania, e il principe Ernesto di Sassonia Coburgo, zio paterno di Edoardo, lo qualifica nelle sue memorie un colpo di fulmine. Timori infondati, perché la politica inglese, sempre informata sotto la regina Vittoria a simpatie germaniche, non si fece per quel matrimonio più favorevole alla Danimarca.

Nel dicembre del 1871 il principe fu colto da una grave malattia che mise la sua vita in pericolo. La sua guarigione diede luogo a grandi manifestazioni di giubilo, e la stessa rispondenza d'affetto trovò presso la nazione la sventura che lo colpì più tardi nella persona del suo primogenito, il duca di Clarence, morto nel 1891 dopo breve malattia. Nel 1899 Edoardo fu oggetto a Bruxelles da parte d'un anarchico, certo Sipido, d'un attentato andato a vuoto.

La regina Vittoria morì il 22 gennaio 1901. Non era facile per il nuovo sovrano sostituirla degnamente sul trono; tanto meno facile che quel glorioso regno si chiudeva fra gli ultimi lampi della lunga guerra boera. Fu ventura grande per il nuovo sovrano di poter prontamente concludere, grazie all'abilità di lord Kitchener, la pace di Pretoria (31 maggio 1902), che assicurò alla Gran Bretagna tutti gli utili d'una vittoria rimasta fino all'ultimo momento indecisa. Il regno di Edward s'iniziava in singolare contrasto con il regno precedente. A una sovrana più che ottuagenaria, chiusa nei concetti austeri della vecchia aristocrazia britannica, succedeva un principe che frequentava i campi di corse e altri sport, che manteneva amicizie personali e contatti assidui in circoli mondani inglesi ed esteri, che continuava a essere nel mondo cosmopolita l'arbiter elegantiarum, al quale si era perfino rimproverato di non essere abbastanza severo nella scelta delle persone che ammetteva nella sua società. Tutto ciò gli aveva creato una falsa riputazione di frivolezza che aveva fatto dubitare che egli potesse continuare sul trono le vecchie tradizioni vittoriane care al popolo inglese. Egli si rivelò invece fino dai primi mesi del suo regno all'altezza della sua missione, conquistandosi rapidamente l'animo della nazione.

Re Edoardo VII si rinchiuse per quanto riguardava la politica interna nella scrupolosa osservanza delle norme che presiedono ai regimi parlamentari, accettando, senza palesare preferenze o antipatie, l'avvicendarsi al governo dei due grandi partiti che si contendevano in quel tempo il potere. In ciò differì dalla madre, la quale manifestò in più occasioni le proprie simpatie ora all'uno ora all'altro dei due partiti in contesa. Ciò non gli impedì di prendere vivo interesse all'evoluzione economico-sociale che, da tempo iniziata, assunse sotto il suo regno un ritmo più accelerato. La maggior crisi di politica interna del suo regno si produsse poco prima della sua morte, nel 1909, quando i due rami del parlamento si trovarono in conflitto circa i progetti finanziari del governo liberale, e s'iniziò nella camera dei comuni e nel paese un'agitazione per la limitazione dei poteri della Camera dei lord. Questa campagna amareggiò gli ultimi mesi di vita di Edoardo, il quale non poté nascondere il suo rammarico nel vedere pericolanti le secolari prerogative della camera alta.

Ma il terreno sul quale diede tutta la misura del suo valore fu quello della politica estera. Egli fin dai primissimi anni di regno trasse profitto dalle relazioni di personale amicizia che esistevano tra lui e il re D. Carlos per rinsaldare la vacillante fedeltà portoghese, e lasciò, dopo la sua visita a Lisbona (1903), quel paese rassicurato sull'avvenire delle proprie colonie e più che mai stretto alla alleanza inglese. Nello stesso anno fece il viaggio a Roma, dove visitò il re d'Italia e il sommo pontefice, dando prova di molto tatto politico nella difficile situazione esistente allora nella capitale d'Italia a ragione del conflitto tuttora acuto tra la S. Sede e il governo nazionale. Compì il suo giro d'Europa con un breve soggiorno a Parigi, dove covavano ancora i risentimenti di Fashoda. Egli seppe attutirli ponendo le prime basi d'un ravvicinamento che doveva avere un giorno una capitale influenza sui destini d'Europa.

La nota principale del regno di Edoardo fu infatti l'inversione completa della politica estera inglese. Orientata tradizionalmente contro la Francia fino alla metà del sec. XIX, essa si era, dalla crisi di Crimea in poi, rivolta contro la Russia. Fu merito suo di vedere come il vero pericolo per la potenza britannica non venisse più da Parigi o da Pietroburgo, ma da Berlino, e dagli sforzi assidui e fortunati onde, dopo il ritiro del principe di Bismarck, l'imperatore Guglielmo II si adoperava a fare della Germania una grande potenza marittima e coloniale. L'Inghilterra aveva seguito per quasi due secoli una politica d'intima cordialità verso le potenze germaniche. Edward cambiò interamente di rotta e ricercò l'amicizia francese, avviamento a quella russa. Così s'iniziò a Londra quella politica di nuove intese, abilmente condotta da lord Lansdowne e da sir Edward Grey, che, qualificata a Berlino insidioso accerchiamento, parve a Londra legittima difesa. Se ne videro i primi effetti nell'accordo franco-britannico dell'8 aprile 1905, che regolò le antiche Competizioni africane delle due potenze, e nell'appoggio che la Gran Bretagna portò alla Francia nella conferenza di Algesiras (1906) per gli affari del Marocco. Attraverso la rinnovata amicizia francese la politica del Re mise le basi d'un riavvicinamento alla Russia. Dopo il viaggio a Reval (luglio 1908) era nata la Triplice Intesa per fare equilibrio al binomio degl'Imperi centrali.

Questa geniale politica estera fu seguita da Edoardo con metodi di rigida correttezza costituzionale, benché egli ne fosse a un tempo il primo ispiratore e un prezioso strumento nei contatti che, durante i suoi viaggi all'estero, egli prendeva con sovrani e uomini di stato. Questa politica non assunse mai carattere aggressivo, anzi uno degli ultimi atti del suo regno fu una visita ufficiale a Berlino (febbraio 1909), intonata a piena cordialità con il nipote rivale. Onde egli apparve ai contemporanei uno strenuo difensore della pace e i suoi Sudditi lo chiamarono a titolo d'onore Edward the peacemaker.

Edoardo morì a Buckingham Palace il 6 maggio 1910, lasciando quattro figli; il principe di Galles, ora re Giorgio V, le principesse Luisa duchessa di Fife, Vittoria, e Maud, regina di Norvegia. Riposa nella Cappella di San Giorgio, presso il Castello di Windsor.

lunedì 29 gennaio 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 gennaio.
Il 29 gennaio 1856 la Regina Vittoria istituisce la Victoria Cross, come onorificenza dedicata ai valorosi che si sarebbero distinti in guerra.
Il 26 giugno 1857, durante una cerimonia ad Hyde Park, la regina consegnò le prime 62 croci davanti a una folla festante di circa 100.000 persone. Un secolo e mezzo più tardi, la medaglia è ancora la più alta onorificenza per coraggio e valore di cui un membro delle Forze Armate britanniche può fregiarsi.
La storia della Victoria Cross comincia nel 1854, quando la Gran Bretagna stava combattendo una grande guerra contro la Russia.
La guerra di Crimea fu una delle prime "guerre moderne", in cui reporter dei maggiori quotidiani raccontavano storie dal fronte ai lettori affamati di notizie a casa. Mentre gli ufficiali coraggiosi potevano fregiarsi dell'"order of the Bath", un'onorificenza istituita da Giorgio I nel 1725, non c'era alcun premio per consentire ai soldati ordinari di dimostrare il proprio eroismo.
Altre nazioni europee avevano invece onorificenze che non discriminavano le truppe per classe o grado. Perciò, all'inizio del 1856 la regina Vittoria ordinò al ministero della guerra di istituire una nuova medaglia, la Victoria Cross, che potesse essere assegnata a qualunque membro delle Forze Armate senza distinzione di grado. La medaglia doveva essere retrodatata al 1854, così da poter essere assegnata per atti di eroismo durante la guerra di Crimea.
L'ufficiale Charles David Lucas a bordo della HMS Hecla fu l'autore dell'atto che gli diede l'onore di essere il primo vincitore della Victoria Cross, il 21 giugno 1854. Durante l'attacco alla fortezza russa di Bomarsund nelle isole Aland, un grande proiettile delle batterie di cannoni della fortezza cadde sul ponte della Helca, inesploso. Ignorando gli ordini di mettersi al riparo, Lucas raccolse il proiettile ancora rovente e si diresse con calma ai bordi del ponte buttandolo in mare. Il proiettile esplose appena raggiunse l'acqua. In questo modo fu deciso lo "standard" per le onorificenze seguenti.
Da allora, 1357 Victoria Cross sono state consegnate nei suoi oltre 150 anni di storia. Nei primi anni, l'assegnazione del premio fu assai frequente; molte medaglie furono consegnate ai soldati che combatterono l'ammutinamento indiano, poi a quelli coinvolti nella seconda guerra mondiale. In un solo giorno, il 16 novembre 1857, furono assegnate ben 24 Croci.
In origine si credeva che le medaglie venissero forgiate dal bronzo di due cannoni russi catturati a Sebastopoli durante la guerra di Crimea. Ricerche recenti dimostrano invece che le medaglie sono fatte di metallo di origine cinese, forse di armi cinesi riutilizzate dai russi a Sebastopoli.
Dopo la seconda guerra mondiale sono state assegnate solo 13 Victoria Cross. Il conferimento più recente è relativo al caporale Bill Apiata dello Special Air Service neozelandese, per aver trasportato un compagno gravemente ferito per 70 metri su un terreno roccioso sotto il fuoco nemico di una mitragliatrice pesante durante il conflitto in Afghanistan nel 2004.

Cerca nel blog

Archivio blog