Buongiorno, oggi è il 24 dicembre.
Il 24 dicembre 1865 viene fondato il Ku Klux Klan da alcuni veterani confederati della guerra civile americana.
Il termine Ku Klux Klan viene utilizzato per indicare le organizzazioni nate negli Stati Uniti per propugnare la superiorità della razza bianca. La storia del movimento americano si può suddividere in 3 periodi: dal 1865 al 1874 quando si sviluppa come una confraternita di ex militari dell'esercito degli Stati Confederati d'America; dal 1915 al 1944 quando diventa un vero e proprio movimento; dal dopoguerra ad oggi quando il movimento si trasforma in una serie di piccole organizzazioni. Il Ku Klux Klan è stato creato a Pulaski, nel Tennessee, nella notte del 24 dicembre 1865 da un gruppo di giovani della buona società locale, reduci dell'esercito della Confederazione. Nessuno di loro immaginava che il gruppo sarebbe diventato una delle principali organizzazioni del razzismo americano.
Il gruppo ha assunto maggiore importanza dopo la convention di Nashville, che si è svolta nell'estate del 1867, durante la quale il generale Nathan Bedford Forrest ha ottenuto il titolo di “Grande Mago". L'organizzazione voleva da un lato aiutare le vedove e gli orfani di guerra e dall'altro opporsi all'estensione del diritto di voto ai neri. Nel 1869 Forrest ha poi sciolto la confraternita, perché pensava che si fosse allontanata troppo dagli obiettivi iniziali. Nel 1871 il presidente americano Ulysses Simpson Grant ha firmato il “Klan Act and Enforcement Act”, con il quale l'organizzazione veniva dichiarata un gruppo terroristico illegale. L'atto inoltre autorizzava l'uso della forza per sconfiggere le attività della confraternita. Il documento è poi stato dichiarato incostituzionale nel 1882, anche se in quegli anni era servito ad eliminare l'organizzazione da molti paesi degli Stati Uniti.
La seconda fase del Ku Klux Klan si è sviluppata durante la prima guerra mondiale, quando molti bianchi hanno iniziato a pensare che le persone di colore, i banchieri ebrei e le altre minoranze fossero la causa principale dei problemi economici del paese. Fondatore di questa seconda fase è stato nel 1915 William J. Simmons, che ha anche introdotto il nuovo simbolo dell'organizzazione: la croce che brucia. Questa seconda fase dell'organizzazione ha iniziato a perdere consensi nel corso degli Anni Trenta e nel 1944 l'organizzazione è stata di nuovo sciolta. Negli anni Venti e Trenta si è diffusa anche una sottosezione dell'organizzazione, chiamata Black Legion, che ha operato nel Midwest ed è ricordata per la violenza dei suoi attacchi, soprattutto contro socialisti e comunisti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti gruppi hanno ripreso il nome Ku Klux Klan per indicare la loro opera di opposizione al Movimento per i diritti civili. Alcuni di questi gruppi sono ancora attivi.
A partire dal 1915, gli appartenenti al Ku Klux Klan si potevano riconoscere per le tuniche bianche che indossavano. Oltre alla tunica si utilizzava anche un cappuccio bianco di forma conica, per nascondere la faccia, con dei buchi per gli occhi. Secondo alcune spiegazioni, questa “divisa” era stata scelta per intimorire i neri, che consideravano quelle maschere come la materializzazione degli spiriti dei soldati sudisti morti durante la guerra di secessione, tornati sulla terra per vendicarsi e punire i propri nemici. Secondo altre spiegazioni la tunica era il simbolo di umiltà perché il compito che dovevano svolgere gli era stato assegnato direttamente da Dio e dovevano svolgerlo nel migliore dei modi mantenendo l'anonimato.
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sabato 24 dicembre 2022
sabato 3 aprile 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 3 aprile.
Il 3 aprile 1882 viene ucciso Jesse James, il famoso fuorilegge americano.
Jesse James nacque il 5 settembre 1847 da Robert Sallee James e Zerelda Cole.
Suo padre, Robert - un coltivatore di canapa e pastore battista, migrato nel Missouri dopo il matrimonio con Zerelda Cole - morì, dopo aver intrapreso un viaggio in California, per esercitare il suo ministero fra i cercatori d'oro, quando Jesse aveva soltanto tre anni. Dopo la morte del marito Robert, Zerelda si risposò, una prima volta con Benjamin Simms, quindi con un medico di nome Reuben Samuel. Dopo il loro matrimonio nel 1855, Samuel si trasferì nella casa di James.
Jesse James aveva due fratelli: il fratello maggiore, Alexander Franklin "Frank" e una sorella minore, Susan James Lavenia.
Il conflitto tra Nord e Sud rovina l' azienda della madre, e Frank, il fratello maggiore, si dà alla guerriglia. Nel 1863, dopo una serie d' incursioni in territorio nemico, Frank ritorna a casa. Un battaglione nordista lo scopre, e Frank riesce a fuggire. Ma Jesse, che ha quindici anni, viene pestato a sangue, e la tenuta è distrutta. Da quell' istante, i due fratelli non si guardano più indietro. Frank ha già preso parte allo sterminio di 200 uomini e adolescenti a Lawrence nel Kansas. Adesso Jesse si unisce a lui nell' assalto a un treno a Centralia, al seguito del comandante Bill Anderson, un killer detto «il sanguinario». A bordo vi sono ventitrè soldati nordisti in licenza e disarmati: Anderson li uccide e ne scotenna alcuni. Nel quinquennio successivo, mentre la amministrazione repubblicana, che ha scalzato i democratici sudisti, affronta la guerriglia, i fratelli James formano la loro banda, coinvolgendosi negli atroci regolamenti di conti che dilaniano il Missouri e il Kansas. E nel 1866 compiono la loro prima rapina in banca. Neppure il leggendario Robert Pinkerton, il capo della più temuta polizia privata degli Stati Uniti, è capace di catturare i fratelli James. Ci prova, e perde due agenti: «Odio Jesse - scrive Pinkerton -. Non teme la morte e uccide a sangue freddo. E' più che un bandito, è un rivoluzionario». Il nemico di Jesse James è il governo federale, che a suo parere privilegia gli ex schiavi e smantella le istituzioni, e contro cui il bandito ricorre al terrorismo: in una rapina, la sua banda indossa i cappucci del Ku Klux Klan; in un' altra, inneggia a un ricercato, il leader sudista Sam Hildebrand. Jesse ha l'appoggio di un potente editore di giornali, John Edwards, che nel 1872 gli dedica un inserto di ben venti pagine sul St. Louis dispatch e che conferisce una dimensione eroica alle sue imprese; e ha un largo seguito nella fascia più retriva della popolazione del Missouri. Lo agevola la vergognosa condotta delle banche e delle ferrovie, che intimidiscono e sfruttano il pubblico. Jesse si sente una forza politica: alle elezioni del '72 si batte per il candidato democratico alla presidenza Horace Greeley, e scrive una lettera contro quello repubblicano, il generale Ulisse Grant, il vincitore della guerra civile. Nel 1875 l'odio spinge Jesse a Northfield nel Minnesota. Il generale nordista Adelbert Ames ha messo tutti i soldi, 75 mila dollari, nella locale First national bank, e il bandito vuole rovinarlo. La rapina fallisce, Ames è tra i militari che circondano la banca: con l'eccezione di Jesse e Frank James che riescono a fuggire, l'intera gang viene catturata o uccisa. Sono passati dieci anni dalla fine della guerra civile, ed è un'amara lezione: i due fratelli smetteranno per qualche tempo. Riprenderanno saltuariamente nel 1880, e Jesse pagherà con la vita: il 3 aprile 1882 dopo aver mangiato a casa di Jesse James, Robert Ford, neo-membro della sua banda e il fratello Charlie Ford, ormai entrato nelle grazie di Jesse, entrano nella camera da letto del bandito. Era una mattina molto afosa e Jesse si tolse il cinturone con i due revolver e li gettò sul letto coprendoli con il cappotto, lo fece perché le finestre e le porte erano aperte per il caldo e non voleva che la gente che passava per strada si insospettisse troppo vedendolo armato anche in casa. Jesse dopo essersi accorto che un quadro appeso al muro di casa sua era storto, salì su una sedia per raddrizzarlo. I due fratelli che erano alle sue spalle ne approfittarono, dato che quella era l'unica occasione per poterlo uccidere (infatti più tardi ammisero che se avessero voluto catturarlo vivo o ucciderlo mentre era armato sarebbe stato come gettarsi in faccia alla morte). Così i fratelli estrassero i revolver, li puntarono alle sue spalle ma solo Robert Ford gli sparò, uccidendolo, un colpo diretto alla nuca, con una Colt 45, placcata in argento, con manico in madreperla regalatagli dallo stesso Jesse. Lo fecero per 20 mila dollari, la taglia messa sulla sua testa dalle ferrovie e dalle banche. Frank verrà processato, ma se la caverà con una lievissima condanna e con la grazia.
Il 3 aprile 1882 viene ucciso Jesse James, il famoso fuorilegge americano.
Jesse James nacque il 5 settembre 1847 da Robert Sallee James e Zerelda Cole.
Suo padre, Robert - un coltivatore di canapa e pastore battista, migrato nel Missouri dopo il matrimonio con Zerelda Cole - morì, dopo aver intrapreso un viaggio in California, per esercitare il suo ministero fra i cercatori d'oro, quando Jesse aveva soltanto tre anni. Dopo la morte del marito Robert, Zerelda si risposò, una prima volta con Benjamin Simms, quindi con un medico di nome Reuben Samuel. Dopo il loro matrimonio nel 1855, Samuel si trasferì nella casa di James.
Jesse James aveva due fratelli: il fratello maggiore, Alexander Franklin "Frank" e una sorella minore, Susan James Lavenia.
Il conflitto tra Nord e Sud rovina l' azienda della madre, e Frank, il fratello maggiore, si dà alla guerriglia. Nel 1863, dopo una serie d' incursioni in territorio nemico, Frank ritorna a casa. Un battaglione nordista lo scopre, e Frank riesce a fuggire. Ma Jesse, che ha quindici anni, viene pestato a sangue, e la tenuta è distrutta. Da quell' istante, i due fratelli non si guardano più indietro. Frank ha già preso parte allo sterminio di 200 uomini e adolescenti a Lawrence nel Kansas. Adesso Jesse si unisce a lui nell' assalto a un treno a Centralia, al seguito del comandante Bill Anderson, un killer detto «il sanguinario». A bordo vi sono ventitrè soldati nordisti in licenza e disarmati: Anderson li uccide e ne scotenna alcuni. Nel quinquennio successivo, mentre la amministrazione repubblicana, che ha scalzato i democratici sudisti, affronta la guerriglia, i fratelli James formano la loro banda, coinvolgendosi negli atroci regolamenti di conti che dilaniano il Missouri e il Kansas. E nel 1866 compiono la loro prima rapina in banca. Neppure il leggendario Robert Pinkerton, il capo della più temuta polizia privata degli Stati Uniti, è capace di catturare i fratelli James. Ci prova, e perde due agenti: «Odio Jesse - scrive Pinkerton -. Non teme la morte e uccide a sangue freddo. E' più che un bandito, è un rivoluzionario». Il nemico di Jesse James è il governo federale, che a suo parere privilegia gli ex schiavi e smantella le istituzioni, e contro cui il bandito ricorre al terrorismo: in una rapina, la sua banda indossa i cappucci del Ku Klux Klan; in un' altra, inneggia a un ricercato, il leader sudista Sam Hildebrand. Jesse ha l'appoggio di un potente editore di giornali, John Edwards, che nel 1872 gli dedica un inserto di ben venti pagine sul St. Louis dispatch e che conferisce una dimensione eroica alle sue imprese; e ha un largo seguito nella fascia più retriva della popolazione del Missouri. Lo agevola la vergognosa condotta delle banche e delle ferrovie, che intimidiscono e sfruttano il pubblico. Jesse si sente una forza politica: alle elezioni del '72 si batte per il candidato democratico alla presidenza Horace Greeley, e scrive una lettera contro quello repubblicano, il generale Ulisse Grant, il vincitore della guerra civile. Nel 1875 l'odio spinge Jesse a Northfield nel Minnesota. Il generale nordista Adelbert Ames ha messo tutti i soldi, 75 mila dollari, nella locale First national bank, e il bandito vuole rovinarlo. La rapina fallisce, Ames è tra i militari che circondano la banca: con l'eccezione di Jesse e Frank James che riescono a fuggire, l'intera gang viene catturata o uccisa. Sono passati dieci anni dalla fine della guerra civile, ed è un'amara lezione: i due fratelli smetteranno per qualche tempo. Riprenderanno saltuariamente nel 1880, e Jesse pagherà con la vita: il 3 aprile 1882 dopo aver mangiato a casa di Jesse James, Robert Ford, neo-membro della sua banda e il fratello Charlie Ford, ormai entrato nelle grazie di Jesse, entrano nella camera da letto del bandito. Era una mattina molto afosa e Jesse si tolse il cinturone con i due revolver e li gettò sul letto coprendoli con il cappotto, lo fece perché le finestre e le porte erano aperte per il caldo e non voleva che la gente che passava per strada si insospettisse troppo vedendolo armato anche in casa. Jesse dopo essersi accorto che un quadro appeso al muro di casa sua era storto, salì su una sedia per raddrizzarlo. I due fratelli che erano alle sue spalle ne approfittarono, dato che quella era l'unica occasione per poterlo uccidere (infatti più tardi ammisero che se avessero voluto catturarlo vivo o ucciderlo mentre era armato sarebbe stato come gettarsi in faccia alla morte). Così i fratelli estrassero i revolver, li puntarono alle sue spalle ma solo Robert Ford gli sparò, uccidendolo, un colpo diretto alla nuca, con una Colt 45, placcata in argento, con manico in madreperla regalatagli dallo stesso Jesse. Lo fecero per 20 mila dollari, la taglia messa sulla sua testa dalle ferrovie e dalle banche. Frank verrà processato, ma se la caverà con una lievissima condanna e con la grazia.
domenica 21 febbraio 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 21 febbraio.
Il 21 febbraio 1965 viene assassinato a New York Malcolm X.
Settimo di 11 figli, Malcolm Little (questo il vero cognome) nasce il 19 maggio 1925 a Omaha, nel Nebraska. Suo padre, Earl Little, era un pastore battista mentre la madre, Louise Norton, era un'immigrata di Grenada, a quel tempo isola antillana che apparteneva all'impero britannico. Entrambi avevano aderito alla Universal Negro Improvement Association, il movimento pan-africanista di liberazione dei neri, fondato nel 1914 dal politico giamaicano Marcus Garvey.
A quel tempo tra i gruppi razzistici più attivi vi era il Ku Klux Klan, fondato nel 1867 nel Tennessee da ex-appartenenti all'esercito sudista, messo fuorilegge nel 1869 e rinato in Georgia nel 1915. Proprio a questa organizzazione si attribuì, nel 1931, la morte del padre di Malcolm, colpevole di aver predicato in quartieri segregati dei neri.
Nel 1937 la cronica mancanza di reddito e la grave malattia che aveva colpito la madre cominciarono a disgregare la famiglia di Malcolm, che venne affidato ad alcuni amici. L'anno seguente fu espulso dalla scuola per "cattiva condotta e comportamento anti-sociale" e venne spedito nella casa di correzione di Lansing. Nel gennaio 1939 gli assistenti sociali e il giudice decisero, dopo l'aggravamento della malattia, di rinchiudere la madre Louise in manicomio. Intanto Malcolm, nel correzionale dello Stato del Michigan, si segnala come brillante studente, anche se sente molto forte la discriminazione che pesa sulla sua carriera dell'avvocato.
Poco dopo, insieme alla famiglia, si stabilisce nel ghetto nero di Boston dove lavora come lustrascarpe e come inserviente in ristoranti e treni. Entrato a far parte di alcuni gruppi anarchici, lascia il lavoro per trasformarsi in un organizzatore di scommesse clandestine. Arriva anche a spacciare droga. Ricercato dalla polizia, nel 1945, ritorna a Boston e si mette a capo di una banda di rapinatori, ma l'esperienza ha vita breve.
Nel febbraio 1946, viene arrestato per una banale rapina e condannato a dieci anni di carcere.
Dal febbraio 1946 al luglio 1952 Malcolm soggiornò in tre carceri del Massachussetts. Nella colonia penale di Norfolk, in cui trascorse il periodo 1948-1951, avviene la sua trasformazione. Attraverso il fratello Reginald, Malcolm entra in contatto con la Nazione dell'Islam e col suo capo Elijah Poole, che intanto aveva assunto il nome di Elijah Muhammad. La Nazione dell'Islam predicava il separatismo autosufficiente dei neri dai bianchi (necessario prima del ritorno in Africa), denunciava il razzismo della religione cristiana e lottava contro la droga, il tabacco, l'alcol, i cibi impuri e ogni forma di vizio.
Malcolm inizia a studiare e a leggere facendo nello stesso tempo proselitismo tra le mura del carcere. Diventa pericoloso al punto che per evitare problemi le autorità carcerarie decidono di liberarlo.
Trovato lavoro come commesso, si stabilisce a Inkster, ghetto nero di Detroit, e prende la decisione di cambiare il cognome in "X", a perenne ricordo della privazione del suo vero nome africano a cui i bianchi avevano assoggettato i suoi antenati in schiavitù nel Nuovo Mondo.
Decide di lavorare anche alla catena di montaggio di un'industria automobilistica per poi passare ad essere "rettificatore" alla Gar Wood, una fabbrica di camion, e fare ritorno, in seguito, sulla costa orientale, diventando il più infaticabile predicatore della Nazione dell'Islam. Apre e organizza nuove moschee e trasforma la Nazione dell'Islam in un dinamico gruppo politico-religioso di "musulmani di colore, separatisti e rigidamente organizzati". Nel 1958 si sposa con una compagna del suo movimento, Betty Shabazz e si stabilisce a New York
Negli anni 1963-64 egli matura la decisione di fondare con un gruppo di seguaci, "l'Organizzazione dell'Unità Afroamericana". I viaggi in Europa, Medio Oriente e Africa, gli offrono il destro per diffondere le sue idee, che comprendono due punti fondamentali:
una più stretta intesa con gruppi antisegregazionisti operanti nel Sud e nel resto del paese e il tentativo di internazionalizzare il problema dei neri, cercando intese con paesi arabi, soprattutto africani, ed ex-colonie, per creare un fronte e un'azione comuni.
Intanto Malcolm continua a prendere posizioni forti contro il governo degli Stati Uniti, in politica interna ed estera, trovando il tempo per finire di scrivere, con l'aiuto del giornalista Alex Haley, la sua "Autobiografia".
Non condividendo il pacifismo di Martin Luther King, rompe con lui dopo la marcia su Washington, consentita dal potere centrale. La tempesta però si avvicina. Durante la visita al Cairo è vittima di un tentativo di avvelenamento. Al suo rientro, a New York, il 14 febbraio 1965, un attentato dinamitardo gli incendia la casa da cui a stento si salva con moglie e figlie. Il 21 febbraio doveva tenere una conferenza a New York. Aveva chiesto di tener lontani tutti i giornalisti e di non perquisire nessuno. Non fece neppure in tempo a iniziare il discorso che tre uomini seduti in prima fila iniziarono a sparargli contro con fucili e pistole. Fu colpito da 16 proiettili di cui tre mortali.
Chi è stato ad uccidere Malcom X? A tutt'oggi sono al vaglio diverse ipotesi. C'è chi sospetta della sua cerchia di collaboratori, chi dell'FBI e chi ancora della malavita organizzata e del traffico di droga che, grazie a Malcom X, avevano subito un netto calo degli affari.
Una delle figlie di Malcolm, Qubilah Shabazz, ha accusato l'allora capo della Nazione dell'Islam, Louis Farrakhan, di essere stato il mandante dell'assassinio. La vedova di Malcolm, Betty, è stata uccisa nel 1997 da un nipote dodicenne, anche lui di nome Malcolm.
Il 21 febbraio 1965 viene assassinato a New York Malcolm X.
Settimo di 11 figli, Malcolm Little (questo il vero cognome) nasce il 19 maggio 1925 a Omaha, nel Nebraska. Suo padre, Earl Little, era un pastore battista mentre la madre, Louise Norton, era un'immigrata di Grenada, a quel tempo isola antillana che apparteneva all'impero britannico. Entrambi avevano aderito alla Universal Negro Improvement Association, il movimento pan-africanista di liberazione dei neri, fondato nel 1914 dal politico giamaicano Marcus Garvey.
A quel tempo tra i gruppi razzistici più attivi vi era il Ku Klux Klan, fondato nel 1867 nel Tennessee da ex-appartenenti all'esercito sudista, messo fuorilegge nel 1869 e rinato in Georgia nel 1915. Proprio a questa organizzazione si attribuì, nel 1931, la morte del padre di Malcolm, colpevole di aver predicato in quartieri segregati dei neri.
Nel 1937 la cronica mancanza di reddito e la grave malattia che aveva colpito la madre cominciarono a disgregare la famiglia di Malcolm, che venne affidato ad alcuni amici. L'anno seguente fu espulso dalla scuola per "cattiva condotta e comportamento anti-sociale" e venne spedito nella casa di correzione di Lansing. Nel gennaio 1939 gli assistenti sociali e il giudice decisero, dopo l'aggravamento della malattia, di rinchiudere la madre Louise in manicomio. Intanto Malcolm, nel correzionale dello Stato del Michigan, si segnala come brillante studente, anche se sente molto forte la discriminazione che pesa sulla sua carriera dell'avvocato.
Poco dopo, insieme alla famiglia, si stabilisce nel ghetto nero di Boston dove lavora come lustrascarpe e come inserviente in ristoranti e treni. Entrato a far parte di alcuni gruppi anarchici, lascia il lavoro per trasformarsi in un organizzatore di scommesse clandestine. Arriva anche a spacciare droga. Ricercato dalla polizia, nel 1945, ritorna a Boston e si mette a capo di una banda di rapinatori, ma l'esperienza ha vita breve.
Nel febbraio 1946, viene arrestato per una banale rapina e condannato a dieci anni di carcere.
Dal febbraio 1946 al luglio 1952 Malcolm soggiornò in tre carceri del Massachussetts. Nella colonia penale di Norfolk, in cui trascorse il periodo 1948-1951, avviene la sua trasformazione. Attraverso il fratello Reginald, Malcolm entra in contatto con la Nazione dell'Islam e col suo capo Elijah Poole, che intanto aveva assunto il nome di Elijah Muhammad. La Nazione dell'Islam predicava il separatismo autosufficiente dei neri dai bianchi (necessario prima del ritorno in Africa), denunciava il razzismo della religione cristiana e lottava contro la droga, il tabacco, l'alcol, i cibi impuri e ogni forma di vizio.
Malcolm inizia a studiare e a leggere facendo nello stesso tempo proselitismo tra le mura del carcere. Diventa pericoloso al punto che per evitare problemi le autorità carcerarie decidono di liberarlo.
Trovato lavoro come commesso, si stabilisce a Inkster, ghetto nero di Detroit, e prende la decisione di cambiare il cognome in "X", a perenne ricordo della privazione del suo vero nome africano a cui i bianchi avevano assoggettato i suoi antenati in schiavitù nel Nuovo Mondo.
Decide di lavorare anche alla catena di montaggio di un'industria automobilistica per poi passare ad essere "rettificatore" alla Gar Wood, una fabbrica di camion, e fare ritorno, in seguito, sulla costa orientale, diventando il più infaticabile predicatore della Nazione dell'Islam. Apre e organizza nuove moschee e trasforma la Nazione dell'Islam in un dinamico gruppo politico-religioso di "musulmani di colore, separatisti e rigidamente organizzati". Nel 1958 si sposa con una compagna del suo movimento, Betty Shabazz e si stabilisce a New York
Negli anni 1963-64 egli matura la decisione di fondare con un gruppo di seguaci, "l'Organizzazione dell'Unità Afroamericana". I viaggi in Europa, Medio Oriente e Africa, gli offrono il destro per diffondere le sue idee, che comprendono due punti fondamentali:
una più stretta intesa con gruppi antisegregazionisti operanti nel Sud e nel resto del paese e il tentativo di internazionalizzare il problema dei neri, cercando intese con paesi arabi, soprattutto africani, ed ex-colonie, per creare un fronte e un'azione comuni.
Intanto Malcolm continua a prendere posizioni forti contro il governo degli Stati Uniti, in politica interna ed estera, trovando il tempo per finire di scrivere, con l'aiuto del giornalista Alex Haley, la sua "Autobiografia".
Non condividendo il pacifismo di Martin Luther King, rompe con lui dopo la marcia su Washington, consentita dal potere centrale. La tempesta però si avvicina. Durante la visita al Cairo è vittima di un tentativo di avvelenamento. Al suo rientro, a New York, il 14 febbraio 1965, un attentato dinamitardo gli incendia la casa da cui a stento si salva con moglie e figlie. Il 21 febbraio doveva tenere una conferenza a New York. Aveva chiesto di tener lontani tutti i giornalisti e di non perquisire nessuno. Non fece neppure in tempo a iniziare il discorso che tre uomini seduti in prima fila iniziarono a sparargli contro con fucili e pistole. Fu colpito da 16 proiettili di cui tre mortali.
Chi è stato ad uccidere Malcom X? A tutt'oggi sono al vaglio diverse ipotesi. C'è chi sospetta della sua cerchia di collaboratori, chi dell'FBI e chi ancora della malavita organizzata e del traffico di droga che, grazie a Malcom X, avevano subito un netto calo degli affari.
Una delle figlie di Malcolm, Qubilah Shabazz, ha accusato l'allora capo della Nazione dell'Islam, Louis Farrakhan, di essere stato il mandante dell'assassinio. La vedova di Malcolm, Betty, è stata uccisa nel 1997 da un nipote dodicenne, anche lui di nome Malcolm.
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