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lunedì 13 ottobre 2014

#ItalyArcheologica # Sicilia #MonteJato


 imm. da isaac.guidasicilia.it/foto/news/luoghi/teatro_monte_jato_N.jpg
Monte Jato

Il sito archeologico di Monte Jato si trova a circa trenata chilometri a sud ovest di Palermo.
Si estende tra tre pendii rocciosi, luogo che un tempo era considerato molto sicuro.
Anticamente la città si chiamava Ietas o Ietae ed era abitata dagli Alimi a partire dal VI secolo a. C., solo successivamente arrivarono i greci. In questo sito archeologico possiamo trovare un grande teatro, l’Agorà e la sala del consiglio cittadino, il Bouleuterion.
Recenti scavi hanno portato alla luce un piccolo santuario dedicato alla dea Afrodite, risalente al 550 a. C. circa, e una casa ellenistica con 23 stanze, dei cortili e una cisterna.

tratto da  esplorasicilia.com/

domenica 5 ottobre 2014

#ItalyArcheologica #Sicilia #Morgantina


 imm. da .regione.sicilia.it-morgantina
Il sito archeologico di Morgantina si trova nel paese di Aidone, nel cuore della Sicilia, in provincia di Enna, tra i monti Erei. Questa piccola città visse i suoi anni di maggior splendore durante il periodo greco e poi romano quando fu un rinomatissimo centro di controllo dei flussi commerciali dalla Sicilia settentrionale a quella meridionale. È stata più volte definita città spettacolo sia per il contesto naturale nel quale è inserito sia per il suo magnifico teatro del IV-III secolo a. C.
Questo teatro era stato costruito scavando sui di una collina e di particolare interesse sono la sua orchestra a forma di cavallo e la cavea in blocchi di pietra arenaria. La cavea di questo antico teatro poteva contenere circa mille spettatori e ancora oggi è in ottimo stato. Oggi, in questo teatro, si svolgono manifestazioni e rappresentazioni teatrali. Oltre il teatro anche l’Agorà è molto interessante.
Era divisa in due parti, una superiore ed una inferiore, collegate da una scalinata e al centro di quella inferiore sorgeva un complesso di botteghe.
Su un lato dell’Agorà si trovava il Gymnasium, del periodo romano, all’interno del quale vi era una grande palestra con bagni e spogliatoi.
Sul lato opposto sorgeva un portico del quale restano visibili le basi delle colonne. Oltrepassando questo portico si sale su verso la collina sulla quale si stabilì il centro residenziale. È qui che si possono visitare antiche abitazioni signorili con ambienti di lusso, colonne, capitelli preziosi e affascinanti decorazioni.
 tratto da esplorasicilia.com

giovedì 2 ottobre 2014

#ItalyArcheologica #Sicilia #Tindari


 imm. da sicilia.cosavedere.net/wp-content/uploads tindari citta antica.
La città venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum (Tripi), e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e sposo di Leda, padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce.
Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la
battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, guidata dal console Aulo Atilio Calatino, mise in fuga quella cartaginese.
Con Siracusa passò in seguito nell'orbita romana e fu base navale di Sesto Pompeo. Presa da Augusto nel 36 a.C., che vi dedusse la colonia romana di Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas.
Nel I secolo d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti
Sede vescovile, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nel 836, nelle mani degli Arabi dai quali venne distrutta.
Vi rimase il santuario dedicato alla Madonna Nera di Tindari, progressivamente ingrandito, che ospita una Maria con il Bambino scolpita in legno, considerata apportatrice di grazie e miracolosa.

imm. da .mondosicilia.it/images/Tindari-Santuario-Madonna-Nera.
 I resti della città antica si trovano nella zona archeologica, in discreto stato di conservazione, per lo scarso interesse di un reimpiego dei blocchi di pietra arenaria di cui erano costituiti.
I primi scavi si datano al 1838-1839 e furono ripresi tra il 1960 e il 1964 dalla Soprintendenza archeologica di Siracusa e ancora nel 1993, 1996 e 1998 dalla Soprintendenza di Messina, sezione dei beni archeologici. Sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo.
L'impianto urbanistico, risalente probabilmente all'epoca della fondazione della città, presentava un tracciato regolare a scacchiera. Si articolava su tre decumani, strade principali (larghezza di 8 m), correvano in direzione sud-est - nord-ovest, ciascuno ad una quota diversa, e si incrociavano ad angolo retto e a distanze regolari con i cardini, strade secondarie e in pendenza (larghezza 3 m). Sotto i cardini correva il sistema fognario della città, a cui si raccordavano le canalizzazioni provenienti dalle singole abitazioni. Gli isolati delimitati dalle vie avevano un'ampiezza di circa 30 m e una lunghezza di 77 o 78 m.
Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città: costeggia ad una estremità il teatro, situato più a monte e scavato nelle pendici dell'altura, e all'altra estremità sfocia nell'agorà, oltre la quale, nella zona più elevata, occupata oggi dal Santuario della Madonna Nera, doveva trovarsi l'acropoli.

 da upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/Tindary 

 l teatro venne costruito in forme greche alla fine del IV secolo a.C. e in seguito rimaneggiato in epoca romana, con una nuova decorazione e l'adattamento a sede per i giochi dell'Anfiteatro.
Rimasto a lungo in abbandono e conosciuto solo per le illustrazioni del XIX secolo era appoggiato alla naturale conformazione a conca della collina, nella quale furono scavate le gradinate dei sedili (0,40 m di altezza e 0,70 m di profondità) della cavea, che doveva raggiungere una capienza di circa 3000 posti. In età romana vi si aggiunse un portico in opera laterizia e la ricostruzione della scena, di cui restano solo le fondazioni e un'arcata, restaurata nel 1939. L'orchestra venne trasformata in un'arena, circondando la cavea con un muro e sopprimendone i quattro gradini inferiori.
Dal 1956 vi ha sede un festival artistico che annovera tra le manifestazioni danza, musica, e ovviamente teatro.

luigibernabobrea.it/img/luoghi/grandi/tindari-teatro.

 testo tratto da .giralasicilia.com

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